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UK, il dottor Christian Jessen contro gli italiani: “Stanno usando il Coronavirus per fare una siesta”


Di Eleonora D'Amore

Il dottor Christian Jessen, medico e conduttore del programma inglese Malattie imbarazzanti, ha affermato che gli italiani stanno usando la pandemia di coronavirus come scusa per avere una "lunga siesta", riconoscendo all'istante che i suoi commenti sono "un po ‘razzisti": “Questo potrebbe sembrare un po razzista e dovrete scusarmi,  ma non pensate che il Coronavirus sia un po’ una scusa? Gli italiani usano  delle scuse per chiudere tutto e smettere di lavorare di lavorare per un po’, per avere una lunga siesta”.

Mentre il bilancio delle vittime dell'epidemia di coronavirus in Italia ha superato i 1.000 casi, giovedì 12 marzo 2020, l'intero Paese rimane paralizzato, con negozi e attività commerciali non essenziali chiusi. Un’intervista telefonica a dir poco sconcertante, rilasciata oggi ai microfoni di Fubar Radio, in uno speciale Coronavirus.

Quando gli è stato chiesto se fosse d'accordo con le decisioni di Boris Johnson di ritardare la chiusura delle scuole, Jessen ha dichiarato: "Sono davvero d'accordo con lui. Penso che sia un'epidemia vissuta più nella stampa che nella realtà. Voglio dire, se pensi all'influenza stagionale, senza prenderla troppo sul serio, l'influenza uccide migliaia ogni anno".

Chi è Christian Jessen

Christian Jessen è un medico e conduttore televisivo britannico di 42 anni. Jessen è conosciuto soprattutto per la conduzione su Channel4 del programmi Grassi contro magri e Malattie imbarazzanti che co-conduce con Pixie McKenna e Dawn Harper. I medesimi programmi che in Italia sono trasmessi regolarmente su Real Time. A parte la sua presenza in tv, nell'ambito medico collabora anche con diverse testate: Evening Standard, Daily Mail, Daily Express, FHM, Attitude, Closer e Arena.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://www.fanpage.it/esteri/il-dottor-christian-jessen-gli-italiani-stanno-usando-il-coronavirus-per-fare-una-siesta/


OMICIDIO DI STEFANO LEO, LA CONFESSIONE CHOC DI SAID MECHAOUT: 'Volevo eliminare un ragazzo italiano e bianco'


Di Salvatore Santoru

Recentemente un ragazzo di 33 anni, Stefano Leo, è stato brutalmente sgozzato a Torino. Il 33enne stava passeggiando per le strade della città quando è stato individuato e attaccato da parte di un 27enne di origine marocchina, Said Mechaout.

Come riporta il Giornale(1), lo stesso Said ha motivato la sua azione violenta sostenendo che voleva uccidere un giovane italiano e bianco. Inoltre, riporta il Corriere, Said ha anche dichiarato che ha scelto di uccidere Leo in quanto li sembrava troppo felice(2).

NOTA E PER APPROFONDIRE:

(1) http://www.ilgiornale.it/news/voglio-uccidere-italiano-poi-marocchino-sgozza-stefano-leo-1672728.html

(2) https://video.corriere.it/killer-murazzi-confessa-ho-deciso-ucciderlo-perche-sembrava-felice/ff00cbe4-547e-11e9-a9e2-a0d1446d1611

Emarginata dai compagni perché italiana, il razzismo 'inverso' in una classe elementare frequentata da soli stranieri

Risultati immagini per modena bambina italiana
Di Roberto Zonca
La storia raccontata da una mamma di Modena, esausta di assistere all’emarginazione che la figlia di pochi anni ha dovuto subire dall’inizio dell’anno scolastico, tocca profondamente. “Con mia figlia - ha raccontato - non ci giocava e non ci stava nessuno, le ho fatto cambiare scuola”.

Era l’unica bambina italiana in una classe di bimbi stranieri

L’unica strada praticabile, per il benessere psicologico della bimba, era portarla via da quell’ambiente ostile, iscrivendola in un altro istituto. La donna, sulle pagine de La Stampa, spiega di aver fatto tutto ciò che era in suo potere fare per farla crescere in un ambiente multirazziale, ma di fatto la tanto pretesa integrazione viene vista da molti in modo deforme. “Mia figlia li ha sempre invitati a casa a fare i compiti - racconta la donna - ma loro non sono mai venuti, e alle feste che facevano gli altri non veniva mai chiamata. Durante la ricreazione gli altri gruppi etnici della classe si mettevano insieme senza considerarla, perché era diversa da loro”.

BELGIO, PUBBLICITA' "PROGRESSO" RAZZISTA CONTRO ITALIANI: MAIALE IN 500 GETTA RIFIUTI PER STRADA

maiale Fiat 500
Di Cesare Mais
L’italiano medio dipinto come incallito mangiatore di spaghetti è un’immagine che gli abitanti del Bel Paese sono ancora disposti, più o meno, ad accettare. Ma non provate a toccare la Fiat 500 se non volete offenderli nel profondo. Se ne è reso conto il governo della Vallonia, in Belgio, che ha lanciato una campagna contro l’abbandono dei rifiuti per le strade. Sui cartelli pubblicitari appare un maiale a bordo della fatidica macchina che lancia un sacco di spazzatura dal finestrino. A lato la scritta: “Non prendete le aree di sosta per dei porcili”. I fan della Fiat 500 non hanno gradito l’associazione e hanno tempestato il governo in questione di proteste.
La segnalazione è partita proprio da un membro belga del Fiat 500 Club Italia, al quale si sono associate le rimostranze di tutti gli appassionati della vettura. Ogni socio del Club (circa 21 mila persone) ha inviato una email rivolgendosi ai promotori della pubblicità: “Spett.le Sofico, Ministri della Wallonie, Vivacitè, La vostra campagna pubblicitaria in corso sulle autostrade belghe sorprende e lascia sbigottiti: l’abbinamento di un maiale alla Fiat 500 storica offende la sensibilità degli oltre quattrocentomila suoi possessori in tutto il mondo, e come tale mi sento profondamente offeso anche io”. Anche il presidente fondatore del gruppo, Domenico Romano, ha commentato: “La Fiat 500 rappresenta l’italianità nel mondo, pertanto ci sentiamo offesi non solo come cinquecentisti, ma anche come italiani. L’immagine del maiale che getta l’immondizia in strada è di sicuro impatto, ma desta sconcerto e perplessità. I cinquecentisti non sono maiali e stiamo valutando le azioni più opportune per difenderci”.
La questione è arrivata anche alle orecchie delle alte sfere e il deputato Franco Vazio, vicepresidente della commissione giustizia della Camera, con un gruppo di colleghi, ha presentato la scorsa settimana una interrogazione al ministro degli Affari esteri Paolo Gentiloni, proponendo di rivolgere una nota di rimostranze al governo belga. “La Fiat 500 storica trasmette l’immagine più positiva dell’Italia e del popolo italiano nel mondo, rappresentandone i valori di genuinità, affidabilità, familiarità, orgoglio storico e ingegneristico”, ha spiegato Vazio, “l’accostamento creato in Vallonia, però, intacca l’onorabilità del marchio della casa produttrice Fiat e colpisce al cuore il Fiat 500 Club e la sensibilità di migliaia di collezionisti d’auto d’epoca in tutto il mondo”.  E alle proteste dei parlamentari si è aggiunta la voce dell’ambasciatore italiano in Belgio Vincenzo Grassi, che ha preso in mano la faccenda telefonando oggi all’amministratore delegato della compagnia Sofico che ha commissionato la pubblicità, Jacques Dehalu. La chiamata si è conclusa con la decisione di ritirare tutti i cartelloni entro la fine della settimana e con le scuse ufficiali dei promotori, i quali hanno dichiarato che la campagna “non aveva alcun intento offensivo”.
Questo articolo e’ stato originariamente pubblicato da Eunews.it, che ringraziamo

'SONO TROPPO RICCHI': NESSUN RISARCIMENTO ALLA FAMIGLIA DI DAVID RAGGI

Omicidio David Raggi, famiglia fa causa allo Stato
Terni, nessun risarcimento per la famiglia di David Raggi. Nessun indennizzo dal fondo vittime di reati intenzionali e violenti per la famiglia di David Raggi. Per soli 2.000 euro i parenti della giovane vittima non riceveranno alcun risarcimento dallo Stato. Il giovane David – ucciso violentemente nel marzo scorso dal marocchino Aamine Assoul condannato oggi a 30 anni – lavorava da un anno. Aveva un reddito di 13.500 euro, mentre la normativa italiana ha fissato come soglia di accesso al fondo quella degli 11.500 euro.
L’avvocato della famiglia Raggi, Massimo Proietti definisce la norma una “limitazione gravissima e incostituzionale”.”Questa norma è contraria ai principi costituzionali interni ed europei” sostiene il legale, che già ha annunciato di avviare una questione di legittimità costituzionale nell’ambito della causa civile. La nuova legge secondo il legale presente numerose incongruenze. In particolare i dilemmi sorgono sull’entità del fondo. “Quest’ultimo – spiega l’avvocato – è stato accorpato al già esistente fondo per le vittime dei reati di mafia, estorsione ed usura, con un’integrazione di appena 2 milioni e 600 mila euro l’anno.
Si tratta di una cifra insufficiente a soddisfare tutte le richieste e, tra l’altro, almomento non ci sono previsioni né sull’entità dell’indennità, né sulle modalità e i tempi di erogazione. E’ quindi un fondo che di fatto non risarcirà nessuno, una presa in giro e un’elemosina”. Secondo il legale, dunque, “la legge, passata in sordina, non sortirà alcun effetto e non avrà alcun beneficio per la maggior parte dei danneggiati”.

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