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La rivincita dei veg: così la “finta carne” sta sostituendo quella vera

Risultati immagini per The Vegetarian Butcher
Di Lidia Baratta
Burger di soia, tofu e barbabietola che “sanguinano”. Affettati di alghe e lupino come il prosciutto. Polpette di carne cresciute in vitro. Barrette proteiche di insetti. L’industria della carne è al centro del fuoco incrociato delle produzioni e sperimentazioni di cibi alternativi, sempre più simili alla carne vera, ma senza carne. Indirizzati non più solo a vegani e vegetariani, che solo in Italia sono oltre 2 milioni, ma anche a chi ama costolette e bistecche e vuole semplicemente ridurre il consumo di proteine animali.
All’inizio, a rosicchiare fette di mercato erano aziende e startup, intente a tirare fuori dal cilindro nuove ricette per rendere gustose salsicce e fettine prodotte a partire da farine vegetali. Poi, davanti a un mercato che ha superato già i 5 miliardi di dollari, molti dei big mondiali dell’industria carnivora si sono lanciati anche nei prodotti meatless.
Al momento, certo, la carne vince ancora. Il 30% delle calorie consumate al mondo arriva da manzo, polli e maiali. Un mercato che complessivamente nel mondo vale 90 miliardi di dollari. Ma le curve dei consumi di hamburger e bistecche sono in picchiata. Solo negli Stati Uniti in dieci anni il consumo di carni bovine è calato del 19 per cento.
Aziende e startup meatless hanno dalla loro il fatto di assottigliare la complicata filiera industriale della carne, rendendo inutili fattorie, allevamenti e macelli. La disruption, insomma, è arrivata anche nel mondo della carne. Con un risparmio notevole in termini di uso d’acqua, emissione di gas serra, e consumo di suolo. Tranne però per il prezzo di produzione e il costo finale al consumatore, che restano ancora più alti della comune carne fast confezionata che troviamo nello scaffale del supermercato.
Le alternative alla carne offerte si stanno moltiplicando, mostrando lo sforzo delle aziende di rendere sempre più simili alla carne i prodotti non carnivori. Dalle fettine di ceci che sembrano petti di pollo, all’utilizzo del succo di barbabietola per far “sanguinare” anche gli hamburger veg. Tra gli ultimi tentativi, c’è quello di Impossible Foods (IF), azienda fondata nel 2011 da Patrick Brown, ex professore di biochimica a Stanford, che qualcuno ha già definito la Tesla del cibo. Non a caso ha ricevuto centinaia di milioni di finanziamenti, anche da Bill Gates, Google Ventures e Horizon Ventures.
Qui non si tratta dei soliti hamburger vegetali di soia o seitan: gli “hamburger impossibili” sanguinano, sfrigolano in padella e soprattutto «sanno di carne»(parola di vegetariano). Cosa che in teoria dovrebbe far rabbrividire chi ha rinunciato alle bistecche per scelta. E infatti il cliente ideale di Impossible Foods non sono vegetariani o vegani, ma gli onnivori. «Non vinciamo niente se un vegano o un vegetariano comprano i nostri hamburger. Più ti piace la carne, più sei il nostro cliente ideale», ha spiegato Brown. La differenza qui, nell’hamburger a base grano, patate e olio di cocco, la fa il “sangue”. Realizzato replicando l’eme, ossia il complesso chimico che – semplificando – trasporta l’ossigeno nel sangue e che rende rossa l’emoglobina, presente anche in alcuni vegetali. Gli scienziati di Impossible Foods producono l’eme estraendolo dalle piante e poi facendolo fermentare, un po’ come accade per alcune birre. Così gli hamburger vegetali restano umidi e rossastri. I prodotti di IF si possono trovare già in molte catene di fast food americane (compresa White Castle) e da poco sono arrivati anche in Asia. Per l’Italia si dovrà ancora aspettare un po’.
Diretta competitor degli “hamburger impossibili” è la californiana Beyond Meat (oltre la carne), anche questa finanziata da Bill Gates. Qui l’obiettivo primigenio era rendere la “non carne” simile alla vera carne di pollo. Il primo prodotto lanciato sul mercato non a caso erano le “Chicken-Free Strips”. Poi sono arrivati Beyond Beef, The Beast, il Beyond Burger e le Beyond Sausages. Il tutto fatto con ricette a base di proteine di soia e di piselli, mixate con oli vari e succo di barbabietola, che dà l’idea del “sangue”. L’azienda ora vuole sbarcare in Europa, e ad aiutarli sarà – guarda un po’ – Phw Group, uno dei maggiori produttori di pollame del vecchio continente. I carnivori, messi alle strette, si alleano con i non carnivori, insomma. Con il primo obiettivo di sbarcare in Germania, lo Stato che in Europa conta il maggior numero di vegani e vegetariani.
L’intreccio tra i due mondi raggiunge il suo apice con l’olandese “The Vegetarian Butcher”, il macellaio vegetariano, che produce sostituti della carne e del pesce con un gusto “realistico”. «Abbiamo selezionato un nuovo prodotto, che è impossibile distinguere dalla carne... con una sola enorme differenza... nessun animale viene utilizzato nella preparazione», si legge sul sito. In una delle immagini promozionali si vede il fondatore Jaap Korteweg con un grembiule da macellaio sporco di rosso mentre affetta delle carote con una mannaia. «Cerchiamo sempre di catturare il sapore della carne vera», spiegano. «I piatti pronti che abbiamo lanciato si adattano perfettamente al nostro ideale per far provare agli appassionati di carne prodotti senza carne».

Polemiche per l'autorizzazione del Comune di Como ala "Festa del Sacrificio" islamica in piazza a Muggiò

http://www.santalessandro.org

Di Salvatore Santoru

In questi giorni sono nate forti polemiche a seguito della decisione della giunta di centrosinistra di Como di autorizzare la "festa del sacrificio" a piazza D’Armi nella cittadina di Muggiò(1).

Esponenti della Lega Nord hanno duramente attaccato la giunta per la decisione per questioni politiche e religiose(2), e dal canto suo il sindaco Marcello Iantorno ha dichiarato che ha autorizzato la festa nel rispetto della regola dell'uguaglianza religiosa del Comune(3), e che comunque non ci saranno sgozzamenti in piazza, e la carne degli animali sarà acquistata nei negozi della città.





La "Festa del Sacrificio",Id al-adha(4), è una delle più importanti della religione islamica e ultimamente, come successo in scala molto maggiore per la Pasqua cristiana, sta iniziando a ricevere le attenzioni critiche da parte di alcuni movimenti animalisti e vegetariani/vegani,e nel settembre del 2014 un corteo pacifico di animalisti a Bhopal(India) è stato attaccato da alcuni fedeli(5).



Al di là delle beghe politiche e religiose, forse sarebbe il caso di discutere maggiormente sull'eticità di tale festa e sull'obiettivo di superarne l'aspetto violento e di sfruttamento animale, così come si sta facendo da molto tempo per la Pasqua cristiana.

NOTE:
(1)http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Como%20citt%C3%A0/festa-del-sacrificio-islamico-insulti-e-minacce-al-sindaco_1140318_11/
(2)Idem
(3)http://www.ciaocomo.it/polemiche-sulla-festa-islamica-a-como-le-precisazioni-dellassessore-iantorno/
(4)https://it.wikipedia.org/wiki/Id_al-adha
(5)http://www.corriere.it/foto-gallery/esteri/14_settembre_22/festa-sacrificio-fedeli-attaccano-corteo-pro-vegan-ee11ecf0-4272-11e4-8cfb-eb1ef2f383c6.shtml?refresh_ce-cp

10 atleti vegetariani e vegani famosi:da Carl Lewis a Manuela Di Centa



Di Cinzia Figus

Scott Jurek
Atleta statunitense classe 74, è vegano dal 1999 per motivi salutistici ed ambientali. Iniziò la sua carriera con la corsa campestre juniores tra i boschi del Minnesota, poi passò alle competizioni di sci nordico e successivamente si dedicò alla corsa sterrata. Arrivò secondo alla sua prima ultra maratona Minnesota Voyager 50 mile, quando aveva 20 anni. Tra numerosi successi della sua carriera agonistica, Jurek ha vinto per sette volte di fila la Western States Endurance Run (1999-2005) e due volte la Badwater Ultramarathon (2005, 2006).






Dorina Vaccaroni
Ex schermista originaria del Veneto, nella sua carriera ha conquistato diversi titoli, tra cui cinque ori ai Mondiali e una medaglia di bronzo individuale alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984. Dal 2000 si dedica al ciclismo agonistico ed è quasi completamente vegana da quando aveva sette anni.
Brendan Brazier
Brendan Brazier è un atleta originario del Canada, per ben due volte campione nazionale di ultra maratona ed ex triatleta Ironman. Segue una dieta vegana dal 1999, ma è stato precedentemente vegetariano per nove anni. Nel 2014 ha pubblicato il manuale La cucina energetica, dove l’atleta spiega come iniziare un processo di purificazione dell’organismo attraverso un’alimentazione completamente vegetale.
Meagan Duhamel
Atleta ventottenne di nazionalità canadese, è vegana dal 2008. Ha vinto recentemente una medaglia d'argento alle Olimpiadi invernali di Sochi nel pattinaggio di figura a squadra. È diventata vegana dopo aver letto il best seller Skinny Bitch di Rory Freedman e Kim Barnouin pubblicato nel 2007 che suggerisce come iniziare a seguire una dieta priva di proteine animali eliminando nel contempo anche nicotina, alcool, additivi e zucchero raffinato. Una volta terminata la lettura del libro, la Duhamel racconta di aver eliminato dal frigorifero, immeditamente, tutti gli alimenti di origine animale.
Enzo Maiorca
L’atleta siracusano, oggi ottantaquattrenne, è vegetariano dal 1967. È stato un campione mondiale di immersione ed apnea. Nella sua carriera ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, trai quali la Medaglia d'Oro al valore atletico del Presidente della Repubblica (1964) e la Stella d'Oro al merito sportivo del C.O.N.I. Sul suo sito ufficiale, scrive di amare la campagna, gli animali, la lettura e di aver dedicato e dedica la sua vita con impegno forte e costante alla salvaguardia profonda ed efficace del patrimonio marino e naturalistico.
Lizzie Armitstead
La ventiseienne ciclista britannica specializzata in gare su pista e su strada, lo scorso febbraio ha vinto il Giro del Qatar femminile 2015. L’atleta è vegetariana da quando aveva dieci anni.
Manuela Di Centa
Ex campionessa di sci di fondo, nella sua carriera ha vinto, tra tanti riconoscimenti, ben 7 medaglie olimpiche e 7 medaglie mondiali. Membro onorario del Comitato Olimpico Internazionale, l’atleta friulana segue una dieta vegetariana da diversi anni prediligendo piatti molto semplici come la pasta condita con olio e granaanche se di rado mangia del pesce al vapore o del pollo.
Martina Navratilova
Atleta di fama mondiale, è membro dell’associazione animalista Peta ed è vegetariana dal 1993. Considerata da molti una leggenda vivente del tennis, ha collezionato nella sua carriera agonistica, tra tanti successi, 167 vittorie in tornei di singolare, 177 in doppio ed è l’unica tennista della storia ad aver avuto dei riconoscimenti in tutte le specialità del tennis, tra cui il singolare, doppio e il doppio misto.

Mirco Bergamasco
Cresciuto in una famiglia di giocatori di rugby, nella sua carriera l’atleta trentaduenne ha collezionato ben 17 mete in Nazionale. Attualmente gioca nella squadra del Parma. Vegano da diversi anni, ha recentemente inaugurato con sua moglie un fast food cruelty free nel centro di Padova.

Carl Lewis
Considerato uno dei più grandi atleti di tutti i tempi, il velocista statunitense ha conquistato, nella sua carriera, 9 medaglie d'oro in quattro Olimpiadi e 8 titoli di campione del mondo. Segue un’alimentazionevegetariana, quasi vegana, anche se talvolta dice di concedersi una bistecca.

FONTE:http://magazine.expo2015.org/cs/Exponet/it/lifestyle/10-atleti-vegetariani--da-carl-lewis-a-manuela-di-centa

(Foto:http://www.bodybuilding.com)

Ricette vegetariane: 15 piatti facili, dall'antipasto al dolce

ricette vegetariane

Di Marta Albè

Volete portare in tavola un menù vegetariano ma non sapete da dove cominciare? Ecco una raccolta di ricette vegetariane facili che vi permetterà di servire un pranzo o una cena preparati da voi dall'antipasto al dolce, per stupire parenti, amici e ospiti vegetariani e non. 
Ricordate che alcuni piatti della nostra tradizione, come la semplice pasta al pomodoro, sono già ricette vegetariane. Partite da questo presupposto per arricchire il vostro menù di ricette vegetariane facili da preparare e prendete spunto dai nostri suggerimenti.

Ricette antipasti vegetariani

1) Falafel di ceci

I falafel di ceci sono ottimi da servire come antipasto su un bel letto di insalatina fresca. Li potrete preparare a partire dai ceci secchi, o più rapidamente dai ceci già lessati, a seconda del tempo che avete a disposizione. Qui la ricetta.
falafel di ceci

2) Insalata di farro

L'insalata di farro è un'alternativa all'insalata di riso davvero semplice da preparare. Potrete condirla con legumi, frutta secca, verdure e ortaggi a scelta a seconda della stagione. Per servirla come antipasto preparate delle monoporzioni in bicchiere. Qui le ricette.
insalata di farro

3) Peperoni in agrodolce

Questa è un'ottima ricetta per preparare un antipasto rapido ma comunque molto gustoso e diverso dal solito. Potete utilizzare i peperoni del colore che preferite. La cottura dei peperoni in padella è di circa 15 minuti. Per dare il gusto agrodolce consigliamo malto di mais o di riso. Qui la ricetta.
peperoni agrodolce

 

Ricette primi piatti vegetariani

1) Carbonara vegetariana

La pasta alla carbonara è una ricetta che può essere facilmente riproposta in versione vegetariana. Potreste utilizzare, in sostituzione degli ingredienti tradizionali, cubeti di zucchine, di carote, di tofu o di seitan. Qui tante ricette.
carnonara vegetariana

2) Lasagne vegetariane

La ricetta tradizionale delle lasagne prevede di preparare un condimento a base di salsa di pomodoro e di carne macinata per ottenere il ragù, ma potrete preparare lasagne vegetariane o vegane con numerosi condimenti alternativi alla carne. Qui le ricette da cui prendere spunto.
lasagne vegetariane

3) Risotto alla zucca e funghi

Sono davvero molti gli ortaggi disponibili a seconda delle stagioni che risultano utili per la preparazione dei nostri risotti. Ecco un esempio di risotto vegetariano da preparare con zucca e funghi, ma potrete scegliere sempre i vostri ingredienti preferiti. Qui la ricetta.
risotto zucca funghi

Ricette secondi vegetariani

1) Polpette di tofu e spinaci

Abbinate il tofu agli spinaci per preparare delle polpette vegetariane gustose, croccanti fuori e dal cuore morbido. Vi serviranno anche sale, pepe, zenzero, farina e pane grattugiato. Qui la ricetta completa per preparare le polpette di tofu e spinaci.
polpette tofu spinaci
2) Involtini di verza e patate al curry
Un secondo piatto vegetariano con ripieno di patate speziato grazie all'utilizzo del curry. Potrete preparare questi involtini con la verza o in alternativa con le foglie di bietola, a seconda della stagione e degli ingredienti che avete a disposizione. Qui la ricetta.
involtini verza

3) Spiedini di tofu e verdure

Preparare gli spiedini di tofu è molto semplice. Rosolate il tofu tagliato a cubetti in padella e cuocete a parte, al forno o al vapore, le vostre verdure preferite. Quindi componete gli spiedini di tofu e verdure e eventualmente dorateli al forno per renderli più croccanti. Qui le ricette a cui ispirarvi.
spiedini tofu

Ricette contorni vegetariani

1) Lenticchie all'indiana

Potete preparare le lenticchie all'indiana da servire come contorno, ad esempio ad un secondo a base di seitan, per creare un piatto ricco di proteine. Arricchite le vostre lenticchie all'indiana con erbe e spezie: curcuma, zenzero, curry, coriandolo. Qui la ricetta.
lenticchie indiana

2) Insalata di patate

Le insalate di patate sono buone tutto l'anno. Tiepide o fredde sono perfette da servire in estate come contorno o come piatto da portare in spiaggia oppure per un pic-nic, accompagnate da altre verdure di stagione. Qui tante ricette.
insalata di patate

3) Carciofi alla romana

Per preparare i carciofi alla romana dovrete stufare questi ortaggi con prezzemolo, olio extravergine d'oliva, aglio e mentuccia romana. Si utilizzano carciofi del tipo romanesco o violetto. Per la cottura vi servirà anche un po' d'acqua. Qui la ricetta completa.
carciofi alla romana

Ricette dolci vegetariani

1) Biscotti fatti in casa

Se amate preparare i biscotti in casa, potreste provare a sperimentare delle ricette adatte sia ai vegetariani che ai vegani. In questo modo potrete anche imparare a preparare delle ricette semplici e allo stesso tempo leggere, ad esempio senza burro. Qui le ricette.
biscotti fatti in casa

2) Plumcake con gocce di cioccolato

Il plumcake con gocce di cioccolato fatto in casa è un dolce adatto a qualsiasi stagione sia a merende che a colazione e accontenterà tutti. Il consiglio è di utilizzare gocce di cioccolato fondente oppure cioccolato fondente suddiviso in scaglie. Qui la ricetta.
plumcake gocce cioccolato

3) Torta di mele

Quante ricette conoscete per preparare la torta di mele? Ogni famiglia ha la propria ricetta e almeno un ingrediente segreto. La torta di mele è un dolce classico che di solito piace a tutti e lo potrete preparare in versione vegetariana, vegana o anche senza glutine. Qui le ricette.
torta di mele

Il caso:il Dalai Lama non è né vegetariano né vegano, la sua passione culinaria è il vitello con i funghi

Dalai Lama
Di Samuele Tramontano
Pensavate che il Dalai Lama, monaco buddhista tibetano, quella che è stata la più alta autorità teocratica del Tibet, rifiutasse di nutrirsi di animali e avesse sposato il regime vegetariano, o forse addirittura quello vegano?
Beh, non è assolutamente così.
È da una intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano da Gianni Tota, l’unico chef italiano autorizzato a preparare i piatti per il Dalai Lama quando è nel nostro Paese, che si è venuti a conoscenza del piatto preferito del monaco; e non è né vegetariano né tanto meno vegano.
“Gli straccetti di vitello con i funghi, per esempio. Adora i funghi” ha dichiarato Gianni Tota.
“Mangia poco, ma un po’ di tutto. Non è né vegano, né vegetariano – spiega lo Chef –. Si sveglia alle 5 del mattino, beve tè e mangia due biscotti senza burro. Poi entra in meditazione fino alle 7. Dopodiché esce dalla sua camera. Lui vuole sempre una stanza a 19 gradi di temperatura, non usa la coperta e tiene solo un lenzuolo ai piedi del letto. Ovviamente nella camera non ci sono né la radio né la televisione. Una volta finita la meditazione, esce dalla camera e va a fare i suoi incontri diplomatici”.
Solitario nella meditazione e solitario anche nel mangiare: “non pranza mai con nessuno, rimane in camera da solo. Poi nel pomeriggio esce a fare incontri e alle 17 rientra in stanza. Beve ancora del tè e mangia solitamente una fettina di torta. La torta mimosa”.

McVeggie: da McDonald's arriva il panino vegetariano per Expo 2015

mcdonalds panino vegetariano mcveggie

Di Marta Albè

McDonald's vuole nutrire il Pianeta con un panino vegetariano, ma solo per un paio di settimane. La multinazionale delle contraddizioni coglie l'occasione di Expo 2015 per presentare McVeggie, il nuovo panino vegetariano.
Una svolta veg per McDonald's? Niente di tutto questo. Si tratta semplicemente di una nuova trovata della multinazionale, pensata per accontentare la clientela internazionale che potrebbe presentarsi alle casse del fast food ad Expo 2015.
McDonald's forse spera che qualche vegetariano sia attirato dalla novità e vada ad assaggiare il nuovo panino all'Expo. Nello stesso tempo probabilmente vuole offrire un'alternativa senza carne a chi non consuma questo alimento per via della propria cultura, religione o tradizione nazionale. Pensiamo ad esempio ai cittadini indiani. Proprio in India McDonald's infatti ha pensato di aprire un fast food vegetariano, non di certo per scelta etica o salutistica, ma semplicemente come mossa di marketing.
La multinazionale sembra così incerta riguardo al successo del nuovo McVeggie che ha deciso di offrirlo ad Expo soltanto per pochi giorni, dal 20 maggio al 9 giugno. Un panino vegetariano da McDonald's è una contraddizione bella e buona. McDonald's è quanto di più lontano vi possa essere da una scelta vegetariana basata su motivazioni etiche e/o salutistiche.
Difficilmente i vegetariani che conoscono l'operato di McDonald's saranno attirati dalla novità. L'inserimento nel menù di McVeggie non è altro che una mossa commerciale. La multinazionale ha annunciato la novità sulla propria pagina Facebook italiana proprio in questi giorni, presentando subito il nuovo panino come un'opzione temporanea dedicata ai vegetariani.
Il McVeggie non è adatto ai vegani, contiene infatti uova e formaggio. Crediamo che vegani e vegetariani che fino a questo momento hanno boicottato McDonald's non cambieranno idea sulla multinazionale per l'introduzione temporanea di un panino vegetariano. Tra l'altro pur sempre ipercalorico e accompagnato nel menù dalle solite bibite gassate e patatine fritte di bassa qualità.
Un ultimo punto su cui riflettere: con l'introduzione di McVeggie il fast food non ha nessuna intenzione di rinunciare alla carne né tantomeno di ridurne l'utilizzo. Infatti, proprio in contemporanea a McVeggie, McDonald's ha deciso di lanciare il panino McAngus Bacon, che vede protagonista la "pregiata carne di Angus".
Un panino vegetariano da McDonald's, cosa ne pensate?

Il successo della macelleria vegetariana


Di Carola Traverso Saibante
Un carpaccino o una deliziosa tartare come antipasto; bocconcini di cervella e le famose polpette della casa; Cordon Bleu; grigliata mista alle erbette primaverili o la tipica tagliata di Zurigo col rognone: il menù è servito. Molto carnivoro, pare: sfido! Siamo in una macelleria-ristorante. Con un “particolare”: in questo locale di Zurigo, di animale al massimo può esserci il cane di un cliente. Si tratta infatti della prima “macelleria” vegetariana del Paese.
Era nata come una scommessa due anni fa, dal più antico ristorante vegetariano d'Europa: l'impeccabile Hiltl, un'istituzione nella città svizzera. Da quando Vegi-Metzg (clicca qui) ha aperto i battenti, il business è decollato e non ha mai smesso di guadagnare clienti. Vegi-Metzg promuove corsi, diffonde ricette sui libri e collabora con successo con Tibits, una catena di “fast-good” vegetariana.
Ogni piatto è a base di tofu, seitan piuttosto che tempeh per quanto riguarda l'aspetto proteico, e poi ogni sorta di vegetale, tubero o legume che sia, creativamente e a volte misteriosamente uniti e preparati, con spezie ed erbe aromatiche a insaporire sapientemente il tutto. La filosofia alla base è esattamente quella Slow Food, che unisce piacere ed etica, all'insegna del cibo buono, sano e giusto.
L'idea della “macelleria vegetariana” non l'ha avuta l'Hiltl. La prima in Europa, e probabilmente nel mondo, è nata nel 2010 in Olanda: è Il Macellaio Vegetariano (clicca qui), business impersonificato dal suo fondatore, Jaap Korteweg, un omaccione ritratto nel classico grembiule bianco chiazzato di rosso che, coltellaccio alla mano, fa lo scalpo a un sugoso mazzo di carote. 
A prima vista, guardando il banco-frigo, pare di essere in una tradizionale, vecchia macelleria. La caratteristica principale del negozio è infatti proprio questa: tutti i prodotti che vende assomigliano nell'aspetto, nella consistenza e nel gusto, a veri tagli e preparazioni di carne. Sono invece rigorosamente vegetariani: sono stati sviluppati dopo un decennio di ricerca e grazie alla collaborazione con un'università olandese, e sono a base di soia e soprattutto del proteico, biologico e autoctono lupino.
Dalle ali di pollo al 100 per cento vegetariane, più croccanti e succulente di quelle vere, al bacon agli spiedini, la finta carne - che proprio per questa sua somiglianza con quella vera aveva suscitato le proteste dei produttori di carne olandesi - ha un enorme successo. Il Macellaio Vegetariano ha decine di punti vendita, i suoi prodotti si diffondono nei supermercati e nei negozi bio (anche in Italia), e il giro d'affari raddoppia di anno in anno. Se la sensibilità di alcuni vegetariani non permette loro di apprezzare questa imitazione di tutto ciò che essi aborrono, questo surrogato risulta particolarmente invitante per molti altri ex carnivori (come Jaap, a cui mancava il sapore della carne), per gli onnivori coscienziosi, o per - come li definisce il signor Rolf Hiltl - i “futuri vegetariani”.

Ebraismo e Islam si fanno la guerra, ma sulla macellazione rituale pare siano d'accordo

Di Paolo Arpini
Ebrei e musulmani si scannano a vicenda in varie parti del mondo  ma
almeno sul sistema della macellazione essi sono uniti.. e la pensano
allo stesso modo, cambia solo il nome: halal o kosher..
Nel nostro Paese la normativa stabilisce che, per limitare la
sofferenza degli animali, questi vengano storditi prima di essere macellati.
La stessa normativa, però, prevede una deroga per la macellazione rituale. Secondo il rito islamico e ebraico, infatti, la carne di bovini e ovini può essere
consumata soltanto se l’animale rimane cosciente durante tutta la
procedura mentre con una lama affilata vengono recisi esofago, trachea
e vasi sanguigni per far uscire completamente il sangue. La morte
sopraggiunge a seguito di un’agonia lenta e atroce, come dimostrano
recenti studi dei segnali elettroencefalografici dei vitelli.
A questo proposito il nostro amico vegetariano Francesco Mantero ci
scrive: “Il 16 gennaio 2015  a radio tre nella rubrica “tutta la città
ne parla” si discuteva della attuale problematica “Islam”. Un
ascoltatore è intervenuto parlando dei diritti-doveri di chi viene in
questo paese dicendo che per lui la macellazione halal era una
violazione della nostra normativa contro la sofferenza degli animali.
Il suo intervento è stato banalizzato dal conduttore che lo ha
definito “una provocazione”. E naturalmente il rappresentante dei
musulmani a colloquio ha detto che non ci sono problemi, la
macellazione “halal” la fanno a spese loro, quasi fosse un problema di “costi”
o di disturbo per i nostri mattatoi. Io sono per la tolleranza e il
rispetto. Reciproci però. Se noi lottiamo per diminuire la sofferenza
degli animali con nuove leggi, non vogliamo derogare. Anche per non
doverlo farlo poi magari su altri aspetti (rispetto delle minoranze
anche sessuali, delle donne ecc.) che potrebbero presentarcisi con il
tempo.”
Per una par condicio voglio  anche menzionare le normative ebraiche
per l’uccisione degli animali (kosher) prevista con un solo taglio
alla gola eseguito con un coltello affilatissimo e con dissanguamento
… ma lasciamo da parte per “pietas” umana la descrizione di
queste metodologie della morte…. (che tra l’altro non possono essere
messe in discussione come dichiarato dai rabbini: “La macellazione
ebraica – e qui deve esserci chiarezza e onestà da parte nostra –
viene eseguita così e non può né potrà essere eseguita diversamente..
– www.romacer.org/aefiles/La%20macellazione%20ebraica.doc
Naturalmente noi  ci battiamo contro l’uccisione di animali,
indipendentemente dal fatto che questi siano destinati
all’alimentazione umana ed uccisi con preventivo stordimento o per
dissanguamento come praticato nella macellazione ebrea e
musulmana. Tuttavia, se la normativa vigente prevede lo stordimento
per garantire il benessere animale, qualsiasi deroga a tale principio
rappresenta una ingiustificata violazione dei presupposti giuridici
che stanno alla base di queste norme.
Non è accettabile che in uno stato laico e civile sia ancora ammessa
la macellazione secondo riti che urtano la sensibilità della maggior
parte degli italiani: l’integrazione con i popoli e il rispetto per le
altre culture e tradizioni non possono giustificare la richiesta di
derogare a leggi che tutti dovremmo essere chiamati a rispettare.
L’uomo non è l’ultima parola in natura e questo deve essere sempre
presente nella considerazione di chi si pone il “problema” del bene
collettivo. Per evitare che con la scusa della “religione” o del
“commercio” le altre specie animali siano deprivate totalmente dei
loro diritti esistenziali riporto qui di seguito le richieste fatte,
da varie associazioni vegetariane, ivi compreso il Circolo Vegetariano
VV.TT., al Governo, in merito al rapporto Uomo/animali:
– rendere attuabile la Dichiarazione Universale per i Diritti degli
Animali proclamata dall’Unesco nel 1978 e riconoscere gli animali
quali soggetti di diritto;- salvaguardare il benessere degli animali
mediante l’applicazione delle normative inerenti la detenzione, il
trasporto e lo stordimento prima della macellazione;- vietare la
macellazione rituale o modificare il decreto legislativo n.333/98 che
consente alle comunità islamiche ed ebraiche di uccidere gli animali
senza stordimento;- sia riconosciuto agli equidi lo status di animali
d’affezione;- favorire la ricerca di metodi alternativi alla
vivisezione, con modifiche alla normativa n. 116/92, abolendo la
deroga per la sperimentazione senza anestesia; vietare l’utilizzo
degli animali nella didattica e la possibilità di sperimentare su
cani, gatti, cavalli e primati non umani;- vietare l’utilizzo di
animali per uso bellico, sportivo e per i test di tossicità dei
prodotti cosmetici e loro componenti;- applicazione della legge n.
157/92 inerente le normative comunitarie in materia di caccia;-
vietare la pratica dell’uccellagione e del bracconaggio, l’uso di
richiami vivi ed estendere la protezione della legge 157/92 a tutti
gli uccelli migratori. Quindi ridurre il periodo di attività
venatoria. Vietare la caccia nei terreni privati, nei parchi e nelle
aree protette e sia esclusa la caccia dai finanziamenti del Coni;- sia
modificato l’art. 727 del codice penale in materia di abbandono di
animali, eliminando dall’art. 1 del testo il termine “gravi” nella
frase “ condizioni produttive di gravi sofferenze per l’animale”.-
impegnarsi affinché l’art. 3 della legge 189/04 venga applicata anche
alle manifestazioni storiche e culturali;- modifiche alle leggi
speciali su circhi, zoo, pali, rodei e manifestazioni con uso di
animali, quindi vietare l’utilizzo di animali nelle fiere, nelle feste
popolari e religiose. – vietare inoltre l’importazione e la detenzione
di animali esotici;- osservanza della legge contro l’uso di pelli e
pellicce di animali d’affezione;- rispetto della quota di pesca,
secondo le normative europee per impedire il saccheggio dei mari, la
pesca indiscriminata e a strascico;- normative inerenti la protezione
dei consumatori da frodi alimentari e cibi contaminati da inquinanti
chimici, medicinali di sintesi e metalli pesanti;- garantire
l’alternativa del pasto vegetariano nelle mense sociali, negli
ospedali ed in tutti i ristori pubblici;- sia abolita ogni propaganda
pubblicitaria, diretta o indiretta, verbale o attraverso immagini, che
possa favorire il consumo di ogni tipo di prodotto carneo, compreso il
pesce;- sia data, nei programmi televisivi, agli esponenti della
cultura vegetariana, la possibilità di esporre le proprie
argomentazioni in materia di prevenzione e cura delle malattie dovute
a cattiva alimentazione; – sia sostenuta da parte dei mezzi
televisivi, specialmente RAI e Mediaset, la politica della prevenzione
delle malattie attraverso programmi di educazione alimentare che
pongano in evidenza i benefici dell’alimentazione vegetariana.

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