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Palermo:i bambini delle elementari raccontano il bullismo con i disegni

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/05/29/foto/i_bambini_delle_elementari_raccontano_il_bullismo-115555569/1/#1 Non sanno ancora b...

I bambini delle elementari raccontano il bullismo con i disegni

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/05/29/foto/i_bambini_delle_elementari_raccontano_il_bullismo-115555569/1/#1

Non sanno ancora bene cos'è il bullismo, ma ogni giorno sperimentano sulla loro pelle episodi di prepotenza. C'è chi viene preso in giro per l'aspetto fisico. Chi per il modo di vestire. E qualche altro che finisce chiuso in bagno per un bel po' di tempo per uno scherzo dei compagni non proprio divertente. Ma ci sono anche le merendine e i colori che spariscono dallo zaino solo per dispetto. Soltanto portare un paio di occhiali può essere motivo di discriminazione. I bambini delle classi di quinta elementare dell'istituto comprensivo Buonarroti di via Castellana hanno provato a raccontare tutto questo in cento disegni. Per un progetto promosso dalla polizia di Stato e portato avanti per tutto l'anno scolastico con la guida delle insegnanti e dei rappresentanti della Questura. Le loro paure, la loro aggressività, ma anche i disagi che vivono in famiglia sono finiti in alcuni questionari e nei bigliettini lasciati anonimamente in quella che è stata battezzata la "cassetta della prepotenze". Perché a dieci anni il bullismo ha il sapore dei dispetti di tutti i giorni. Come l'essere esclusi dai giochi di gruppo durante la ricreazione o bersagliati di insulti. Tanti anche gli slogan accanto ai disegni: da "Stop al bullismo a "Il bullismo è brutto", da "Stendiamo al bullismo" a "non escludermi". 
"Capita  -  dice Concetta Nigro, maestra della quinta A della Buonarroti  -  che nascano delle coalizioni contro gli alunni più deboli o più facili da prendere di mira per qualche caratteristica fisica. Cerchiamo sempre di affrontare il disagio parlando e la cosa funziona". Certo c'è qualche caso più difficile. Come quello di un ragazzino che per attrarre l'attenzione dei compagni si diverte con scherzi di cattivo gusto, spintoni e scappellotti. E quando c'è qualcosa che non gli sta bene conclude con la frase: "Ti aspetto fuori, ci penso io a te". O quello di un gruppo di ragazzine coalizzate contro la compagnetta che si veste in modo strano.
"Sono ragazzi abituati alla strada  -  dice Anna Cuomo, maestra della quinta B  -  che spesso riportano in classe le dinamiche e il linguaggio della vita fuori in classe". E fra i cento disegni, c'erano anche quelli dei ragazzini più difficili. Felici, forse più degli altri, di ricevere il premio di fine progetto (una coppa, un taccuino e tante caramelle) da parte delle insegnanti e dei rappresentanti della questura.
"Dietro gli episodi di bullismo  -  dice Iole Ciaccio, dirigente della Buonarroti  -  spesso ci sono ragazzi con disagi e con delle famiglie non proprio attente. Devo dire che a scuola c'è un clima sereno e sano che aiuta i ragazzi a superare certe dinamiche. Non abbiamo mai avuto gravi episodi, ma è bene prevenire con questi progetti" (Claudia Brunetto, foto di Igor Petyx) 

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