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Giornata contro il bullismo e Safer Internet Day- COMUNICATO CNDDU


RICEVO E PUBBLICO:

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione del 07 febbraio “Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo” e dell’11 febbraio “Safer Internet Day” (SID) (giornata mondiale per la sicurezza in Rete), propone ai docenti  di ogni ordine e grado di coinvolgere gli studenti, associandosi all’iniziativa del MIUR, in una serie di attività atte a sensibilizzarli circa i pericoli occulti e palesi dei fenomeni in questione. Lo slogan del Safer Internet Day di quest’anno è: “Together for a better internet”.
I dati allarmanti forniti dall’Eures, a fine 2019, dimostrano che il fenomeno del bullismo e cyberbullismo interessano 9 giovani su 10. Su un campione di 1.022 studenti delle scuole secondarie superiori di Roma: il 66,9% dei giovani è stato almeno una volta vittima di bullismo; l’81,3% è stato spettatore; la scuola il principale luogo dove si sviluppano episodi di violenza (il 57,3% delle vittime afferma infatti di aver subito tali atti all’interno della classe ed il 34,9% all’interno degli istituti).
Per tal motivo, si deve pensare a riformulare la mentalità dei giovani, che, complici un uso scorretto dei social network e il degrado morale degli ultimi anni, rischiano di isolarsi o sviluppare dinamiche aggressive, compromettendo un’appropriata socializzazione. Propedeutico a ogni tipo di attività didattica potrebbe essere un questionario da somministrare ogni anno agli adolescenti per monitorare eventuali segnali di disagio.
Il ruolo della scuola e della famiglia al fine di contrastare una simile piaga è più che mai fondamentale. Con tale  giornata, si vuole pertanto contribuire a formare  le giovani generazioni, implementando le competenze civiche-sociali, nonché comunicative – digitali.  Il 07 e l’11 febbraio sarebbe opportuno proporre alle scolaresce incontri educativi allo scopo di far partecipare il maggior numero di studenti possibile.
La prevenzione è imprescindibile, in modo che tutti gli studenti sappiano difendersi adeguatamente, contribuendo a troncare sul nascere ogni forma di vessazione.
I bambini e gli adolescenti, con il loro comportamento, possono sottrarsi a situazioni spiacevoli online; per tal motivo è necessario che vengano accompagnati dagli adulti di riferimento, soprattutto durante la navigazione in rete, e che per primi mettano in atto comportamenti responsabili che li aiutino ad auto-tutelarsi. Il principio fondamentale da seguire è quello di trattare i dati privati propri e altrui in modo critico e con la massima sensibilità.
L’attività di informazione e conoscenza dei pericoli connessi al web risulta prioritaria per garantire, da parte dei giovani fruitori, un uso corretto della Rete. A tal proposito, il Coordinamento è impegnato da tempo a divulgare e applicare le nuove tecnologie in modo appropriato, avvalendosene come strumenti di comunicazione efficaci; ad esempio, per la diffusione di materiali didattici o per capire qual è il grado di interesse e soddisfazione degli studenti per determinate attività scolastiche e mai come mezzo fine a se stesso o peggio ancora di coercizione e offesa dell’altro.
Gli studenti necessitano di esempi che insegnino  loro come affrontare gli ostacoli in modo positivo senza sviluppare rancore e disaffettività.
L’educazione all’empatia e alla solidarietà sin dai primi giorni di scuola produrranno sicuramente effetti positivi e durevoli nella nostra società.
In tali giornate si propone alle scuole di pubblicare sul proprio sito un simbolo – slogan (elaborato grafico, foto, motto) creato dagli studenti che inviti a riflettere sul tema e che rappresenti la comunità educativa di riferimento.
Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

Venezia, studentessa cinese denuncia: "Insulti razzisti e sputi da due ragazzi sul treno"


Di Salvatore Santoru

Una 19enne di origine cinese, Valentina Wang, ha recentemente denunciato un episodio di razzismo avvenuto in un treno(1).

Più specificatamente la giovane, studentessa all'Università Ca' Foscari di Venezia, ha pubblicato su Facebook un post in cui ha parlato dell'aggressione subita ad opera di due ragazzi.

Più specificatamente, la giovane studentessa ha scritto che i due prima si sono resi artefici di insulti ed in seguito anche di sputi.


NOTA E PER APPROFONDIRE:


(1) https://www.repubblica.it/cronaca/2020/01/19/news/venezia_le_sputano_addosso_perche_e_cinese-246131400/


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FOTO: http://www.le-ultime-notizie.eu

Tiziano Ferro, non solo Fedez: “‘Accetto miracoli’ disco di cambiamento, mi sono rimesso in gioco”


Di Francesco Raiola

La polemica tra Tiziano Ferro e Fedez è arrivata come un fulmine a ciel sereno, spostando, almeno per un attimo, l'attenzione da "Accetto miracoli". Un paio di battute del cantante di Latina, infatti, sono diventati la notizia musicale del giorno, con tanto di risposta del rapper che ha chiesto scusa per una canzone scritta dieci anni fa, quando non era ancora popolare come è adesso: errori di gioventù, male interpretati, tra l'altro come ha ribadito sottolineando, comunque, la voglia di scusarsi e, anzi, di fare qualcosa assieme per combattere omofobia e bullismo.

Il cambiamento e l'incontro con Timbaland

Fino a quel momento la conferenza stampa per il lancio di "Accetto miracoli", album che uscirà il 22 novembre, era stata una sorta di confessione del cantante, con una parola chiave: cambiamento. L'ha ripetuta tantissime volte il cantante che ha ammesso che alla vigilia di questo ritorno discografico si sente comunque come quando uscirono i suoi primi album: "È un disco che testimonia il mio cambiamento completo, è tutto diverso e per un cantautore è normale che finisca in un disco". Quello del cambiamento è uno dei topos della musica mondiale, la si sente spesso tirata in ballo e forse è reale. Ferro ha spiegato che dopo 18 anni di lavoro in una sorta di comfort zone: "Cambiare e farlo con uno come Timbaland mi ha costretto a rimettermi in gioco, da alunno" ha detto il cantante parlando dell'incontro col produttore americano. Un incontro che ha accompagnato una sorta di rinascita della creatività, data dall'incontro con qualcosa di nuovo: "E proprio la paura del cambiamento ha creato una tensione che mi è servita. Proprio Timbaland mi ha detto ‘ Non capisco quello che hai scritto – poi me lo tradurrai – ma sento che avevi il bisogno di raccontarlo. Non voglio sapere, voglio solo vestirle'".

Il bullismo online e la polemica con Fedez

Il riferimento al bullismo è arrivato quando gli è stato chiesto conto della frase "Sono solo, ed è sempre stato così" contenuta nella canzone "Casa a Natale": "Mi sono sempre sentito un outsider, da bimbo perché grasso e bullizzato, non mi piaceva il calcio, io mettevo la musica. Provavo un senso continuo di inadeguatezza  però la musica mi ha fatto trovare un canale. Anche col passare degli anni quel senso di inadeguatezza non è passato, perché mi pareva che la vita non evolvesse. A 40 anni però cambia il fatto che non diventi felice, ma accogli quello che accade, come parte di un copione che troverà senso". Ferro ha spiegato che ha imparato a non rispondere agli hater, all'importanza del minuto che passa tra la voglia di rispondere di getto a chi commenta online e la decisione di non farlo: "Sono orgoglioso dei miei fan che ho sempre invitato a non rispondere. Eppure è faticosissimo anche perché potrei rispondere in 3 lingue e avrei sempre la risposta giusta" ha detto il cantante, sottolineando che il bullismo non è finito quando aveva 18 anni ma è continuato, anche a causa di alcuni colleghi. A quel punto gli è stato chiesto se facesse riferimento a Fedez e lui ha confermato, spiegando che era uno dei tanti: "Mi si tira in ballo e io sono ironico, finché si scherza va bene, mi spiace solo quando queste cose sono legate al sentimento e alla sessualità, perché anche una battuta può mettere un adolescente a disagio, e che un idolo dei ragazzini mi prenda in giro su questo è un atto di bullismo molto forte, non solo verso di me" ha detto facendo riferimento a un vecchio pezzo del cantante "Tutto il contrario". Pur spiegando che il testo è stato frainteso e che comunque è una canzone scritta dieci anni fa, quando Fedez non era famoso, il cantante ha voluto scusarsi, allungando una mano per tentare di fare qualcosa assieme contro omofobia e bullismo.

Il duetto con Jovanotti

Nell'album c'è anche un duetto con Jovanotti, "Balla con me", pezzo che, come racconta il cantante, non è una semplice collaborazione, ma un vero e proprio duetto: "Jovanotti è stato i mio primo idolo, il primo ad occupare un posto sulla parete della mia camera. A Carnevale mi vestivo da lui, giravo con mia madre per i mercatini a cercare il chiodo e fo dai anche un fanclub a scuola. Ma visto che trovavo consensi un compagno si incazzò e fondò un fanclub di Gianni Morandi che vinse perché si iscrisse anche la maestra. Lorenzo ha accompagnato tutte le fasi della mia vita".

FONTE: https://music.fanpage.it/tiziano-ferro-non-solo-fedez-accetto-miracoli-disco-di-cambiamento-mi-sono-rimesso-in-gioco/

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FOTO: https://music.fanpage.it

Pavia, 15enne picchiato in classe da un bullo: ora rischia di perdere un occhio



Un ragazzo di 15 anni rischia di perdere un occhio dopo essere stato aggredito a scuola, a Pavia, da un compagno di classe. E’ successo all’Istituto tecnico Cardano: l’aggressore ha sbattuto con violenza la testa della vittima sul banco. Trasportato al Policlinico San Matteo di Pavia il 15enne ha avuto una prognosi di 20 giorni. E’ stato poi dimesso ma solo nei prossimi giorni si potrà sapere se potrà recuperare la vista dall’occhio rimasto ferito. La notizia è stata riportata da La Provincia Pavese.
I genitori del 15enne dovrebbero presentare oggi la denuncia ai carabinieri e parlano di “atti di bullismo e vessazioni” nei confronti del figlio che duravano ormai da mesi. Il dirigente dell’Itis Cardano, Giancarla Gatti Comini, ha annunciato però che nei prossimi giorni verrà convocato il consiglio di classe per esaminare questo grave episodio. Il responsabile dell’aggressione rischia una lunga sospensione.

Ragazza italiano-egiziana uccisa da baby gang a Nottingham, confessano le sei ragazze indagate


GLOBALIST

Svolta nelle indagini per la morte di Mariam Moustafa, la 18enne italo egiziana di Ostia uccisa nel 2018, dopo essere stata aggredita da almeno sei ragazze, a Nottingham in Inghilterra. Le sei teenager indagate hanno ammesso le proprie responsabilità. La studentessa era stata assalita dal gruppo nei pressi di una fermata dell'autobus. La 18enne, entrata in coma poche ore dopo l'aggressione, era deceduta dopo un mese di agonia.
Inizialmente solo tre ragazze avevano confessato il proprio coinvolgimento. Mariam Moustafa era Nottingham per studiare ingegneria.

Taranto, uomo picchiato e ucciso. La mamma di un bullo: ​"Dove ho sbagliato?"


Di Stefano Damiano
“Mi chiedo dove ho sbagliato”; sono queste le parole della mamma di uno dei ragazzini coinvolti nella morto di Antonio Cosimo Stano, il 66enne di Manduria vittima di una baby gang.
“Mi sento responsabile io dell'assenza di umanità dimostrata da mio figlio anche solo per aver condiviso un video girato da altri. In casa viviamo male, non dormiamo”.
I fatti di mercoledì scorso hanno scosso la comunità lasciando un segno, forse indelebile, anche in quelle persone legate a doppio filo con gli autori di quel bullismo portato all’estremo, fino alla morte della vittima.
“Io non l'ho mai toccato, ero nella chat, anzi nelle chat. Ma era solo per ridere che facevamo girare quei video, mica lo volevamo morto – ha dichiarato uno dei ragazzi che continua - ho sbagliato, non mi rendevo conto del male che stavamo facendo, non ho avuto la forza di fermarli perché, in fondo, lo facevano tutti”. E in città in tanti sapevano cosa stava succedendo e il dramma di Antonio Stano e i vicini di casa e Don Dario, il parroco della vicina Chiesa di Don Bosco, avevano denunciato alle forze dell'ordine l'orrore vissuto dall'uomo. Sono stati i vicini di casa avevano ad allertare le forze dell'ordine lo scorso 6 aprile.
Ora l’adolescente, poco più che 17enne, si è chiuso in casa e ha passato il ponte delle feste nello stesso modo, non dovendo ancora rientrare a scuola riuscendo ad evitare, così, lo sguardo dei suo compagni, dei professori e di tutto quel mondo di normalità della sua vita cancellata con la morte di Stano.

Bullismo a Lucca, la scuola ha deciso: 3 studenti bocciati, due sospesi

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Un esito più o meno preannunciato: bocciatura per tre studenti coinvolti nella vicenda delle minacce al professore dell'Itc di Lucca, finite poi in rete. E' quanto ha deciso il consiglio di istituto riunitosi. Per altri due studenti ha confermato la sospensione fino al 19 maggio, ammettendoli però agli scrutini.

I dati

Tra il 2010 e il 2014 è aumentato il numero dei ragazzi che dichiarano di aver subito episodi di bullismo. Sono sempre i maschi a soffrirne di più (circa il +5% tra gli undicenni) ma l'aumento più grande c'è stato tra le ragazze (circa l'8 tra le loro coetanee). E' quanto emerge dai dati Istat presentati a Roma in occasione della Giornata nazionale della salute della donna. Tra i più piccoli presi in considerazione dallo studio di Hsbc Italia (che coinvolgeva i ragazzi tra 11 e 15 anni), gli undicenni maschi vittime di bullismo sono passati dal 20,7% al 25,7% e le loro coetanee femmine dal 9,2% al 17,3%. Questa è la fascia d'età in cui si verifica maggiormente il fenomeno. Il dato è in aumento però anche tra i tredicenni e tra i quindicenni. L'analisi del 2014 fa emergere come sia vittima dei bulli il 16,2% delle femmine di 13 anni e il 16,3%, dei maschi loro coetanei e il 6,3% delle femmine di 15 anni e il 7,9% dei maschi loro coetanei.

'Malascuola', prof umiliato da bullo per un 6: diffuso video choc, ecco cosa gli hanno fatto

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Di Salvatore Santoru

Nelle ultime ore si è parlato molto dell'episodio che ha interessato un ragazzino bullo e un professore dell'istituto tecnico commerciale 'F.
Carrara' di Lucca
Andando nello specifico, è stato diffuso un video sul web dell'episodio in cui si vede che al professore viene chiesto di inginocchiarsi e di umiliarsi per aver messo un voto insufficiente allo stesso bullo.

Pare che negli ultimi tempi gli atti di bullismo e gli attacchi ai professori siano sempre più frequenti e ciò rappresenta indubbiamente una grande crisi per la scuola italiana.

PER APPROFONDIRE:
NOTA:

Grugliasco. “Smettetela di bestemmiare”, madre presa a calci e pugni da gang di bulle

grugliasco-madre-bulle
Grugliasco. “Smettetela di bestemmiare”, madre presa a calci e pugni da gang di bulle. E’ da qualche mese che i carabinieri stanno cercando di arginare fenomeni al limite del criminale al centro commerciale Le Gru di Grugliasco, periferia torinese: giovanissimi senza controllo, gang di bulli, furti, droga. Ma ancora non si era arrivati al pestaggio di una madre, di fronte a suo figlio di 4 anni, da parte di una banda di ragazzini.
E’ successo su un piano del parcheggio multi-livello del centro commerciale. Tre ragazzine e un maschio – la più piccola di 15 anni, gli altri sotto i 17 –  facevano baccano, sboccati: “Smettetela di bestemmiare”, ha intimato loro la signora, come farebbe qualsiasi adulto di fronte a tanta maleducazione. Non lo avesse mai fatto: i quattro l’hanno aggredita con calci e pugni. Gli aggressori sono stati tutti riconosciuti con l’aiuto della sicurezza del centro commerciale, poi denunciati per il reato di lesioni aggravate in concorso.

15enne scrive una lettera ai bulli: 'Grazie, nella vostra ignoranza mi avete reso più forte'

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Di Salvatore Santoru
Una ragazza di 15 anni ha scritto una lettera ai bulli in un giornalino scolastico(1).
Come riportato da diverse testate, la lettera inizia così: «A tutti voi che nel corso della mia vita vi siete solo impegnati a “divertirvi” con le mie emozioni, sottolineando i miei difetti anche più nascosti, distruggendomi interiormente senza rendervene conto, voglio dire grazie», e prosegue con «Grazie per avermi lasciata sola a raccogliere i pezzi rotti di me stessa e fatto in modo che li rimontassi a mio piacimento così da sembrare più forte; grazie perché adesso il mio fisico è cambiato. Non so se è migliorato perché ho perso quei pochi chili che avevo in più di cui mi vergognavo, dopo tutte le vostre critiche poco costruttive ma pesanti, perché eravate in tanti se non troppi a farle».
La ragazza studia all’Istituto enologico Cerletti di Conegliano (Treviso) e ha voluto pubblicare la lettera nel giornalino scolastico per denunciare il bullismo e si conclude con queste parole: «Voglio solo dire un altro grazie a tutti quelli privi di cuore nei miei confronti. Sapete perché vi ringrazio? Perché, nonostante tutto, la vostra ignoranza mi ha resa più forte e ho sempre mantenuto il sorriso davanti a voi, non lasciandovela vinta».
NOTA:

PASQUA DA INCUBO SUL TRENO VENTIMIGLIA-TORINO: PER 5 ORE UNA GANG DI BULLI DI ORIGINE NORDAFRICANA TORMENTA E MOLESTA I PASSEGGERI NELLA TOTALE INDIFFERENZA DELLE AUTORITA': 'NON CI POSSONO FARE NULLA'


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Di Salvatore Santoru

Per i passeggeri del treno Ventimiglia-Torino è stata una vera e propria domenica di Pasqua da incubo.
Come riportano le cronache, tra cui un articolo della "Stampa"(1),il treno è stato ostaggio della prepotenza e della violenza di una gang di sessanta bulli di origine nordafricana, a quanto pare spalleggiati da alcune ragazzine italiane visibilmente in stato confusionario a causa dell'assunzione di pesanti stupefacenti.
Una di queste ragazzine è stata anche molestata da un membro della gang, gang che ha disturbato e terrorizzato per tutto il viaggio(squarciando i sedili con coltelli e rendendo del tutto inutilizzabili i bagni, tra l'altro) i passeggeri che intendevano riposarsi dopo una giornata di mare. 
Inoltre,alcuni membri della gang hanno dichiarato che nessuno gli avrebbe fatto nulla e d'altronde è esattamente quello che è successo, visto che non c'è stato(2) l'intervento delle forze dell'ordine(che hanno sostenuto che il caso non era di loro competenza) e la gang ha agito indisturbata e non si è avuta sinora nessuna condanna e nessuna denuncia di rilievo dell'accaduto.

Inoltre, a causa della paura per l'atteggiamento estremamente violento della stessa gang, nessuno ha avuto il coraggio di far scendere i membri di essa e nessun provvedimento è stato fatto nonché si è cercato di far passare in secondo piano tutto ciò, tanto che i media mainstream hanno cercato il più possibile di non diffonderlo o renderlo marginale.
In fin dei conti, si è trattato di un'ennesimo atto di violenza minimizzato a causa dell'egemonia della "cultura dell'omertà politicamente corretta", la quale impone che fatti di questo tipo debbano essere censurati o nascosti, e la Germania e la Svezia(e ormai la stessa Italia) ne sanno qualcosa.
Tutto ciò ovviamente a scapito delle vittime e anche e sopratutto dei tanti migranti che non hanno nulla a che vedere con questa gentaglia e che sono spesso tra i primi a denunciare questa situazione di "omertà politicamente corretta" che per la maggior parte delle volte gli si ritorce contro.


NOTE:

(1)http://www.lastampa.it/2017/04/18/cronaca/cinque-ore-sul-treno-in-balia-di-una-gang-ibIcmhBME0hTFqcxhNlFFI/pagina.html

(2)http://www.ilgiornale.it/news/cronache/savona-torino-cinque-ore-sul-treno-ostaggio-gang-minori-1387087.html

BERLINO, RAGAZZINO EBREO VITTIMA DI BULLISMO E ANTISEMITISMO ISLAMISTA IN UNA SCUOLA CHE FA PARTE DI UN 'NETWORK ANTIRAZZISTA'


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Di Salvatore Santoru

In Germania e in altri paesi dell'Europa centrale e nordica l'antisemitismo ormai è un fenomeno sempre più diffuso, anche se non è molto 'politicamente corretto' parlane.
L'ultimo caso riguarda un ragazzino ebreo che è stato vittima di bullismo e violenza in quanto ebreo in un'istituto del quartiere di Friedenau, un'istituto che fa parte del network «Scuola contro il razzismo», un network per la cui adesione è necessario che almeno il 70% degli insegnanti e degli studenti si impegnino a combattere ogni forma di discriminazione.
Inizialmente,come riportano le cronache e "la Stampa" citando il "Jewish Chronicle"(1), andava tutto bene ma poi il ragazzino, tra l'altro discendente da sopravvissuti alla Shoah, ha confessato di essere ebreo e allora la situazione si è capovolta.
Questa confessione non è andata giù agli ormai ex amici, tanto che uno dei ragazzini gli ha detto che è un ragazzino cool ma essendo ebreo non può essere suo amico, perché "tutti gli ebrei sono assassini".
Così sono iniziate le denigrazioni e gli atti di bullismo per il ragazzino e la famiglia ha sostenuto che in 4 mesi di bullismo e discriminazione antisemita la scuola non ha fatto nulla, ma la direzione scolastica si è difesa sostenendo di aver contrastato gli atti di bullismo invitando gli stessi nonni del ragazzino,sopravvissuti all'Olocausto, a parlare di antisemitismo.

A quanto risulta l'invito dei nonni del ragazzino è servito molto poco nel contrastare gli episodi di bullismo e antisemitismo discriminatorio e circa due settimane fa il ragazzino è stato anche aggredito nei pressi di una fermata di un'autobus, venendo preso al collo da due compagni di scuola e minacciato con una pistola giocattolo molto simile a una vera, tra le risata degli altri compagni.

Secondo quanto riportato dalla "Stampa"(2), la maggior parte degli iscritti all'istituto sono di origine araba e turca e gli episodi di antisemitismo nel quartiere sono frequenti, così come sono sempre più frequenti in Germania...  anche se si preferisce non parlarne più di tanto.

NOTE:

(1)https://www.thejc.com/news/world/jewish-leader-lobbies-school-over-antisemitic-bullying-1.435792

(2)http://www.lastampa.it/2017/04/04/esteri/botte-e-insulti-al-ragazzino-ebreo-incubo-antisemitismo-a-berlino-41YD77vazxESu4ltpeA1HO/premium.html, visto anche su http://www.italiaisraeletoday.it/bullismo-e-razzismo-a-berlino-ragazzo-ebreo-emarginato-e-picchiato/

ALATRI, I DUE ASSASSINI DI EMANUELE MORGANTI SI ERANO VANTATI DELL'OMICIDIO

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Paolo Palmisani e Mario Castagnacci dopo aver selvaggiamente picchiato Emanuele Morganti si sono diretti in un locale di Frosinone, situato lungo la Statale Monti Lepini e qui, come raccontano alcuni testimoni sentiti dagli investigatori, si sarebbero vantati di aver pestato "uno che ci aveva risposto". Sono dettagli inquietanti quelli che emergono dopo il fermo dei due indagati. Alatri sembra aver cominciato a rompere il muro di omertà perché la morte di Emanuele è stata abietta e crudele.
"Mio figlio alle medie era stato più volte oggetto di atti di bullismo da parte di Paolo Palmisani - racconta una donna che preferisce mantenere l'anonimato -. Lo stesso Paolo è stato sospeso più volte, da adolescente era già spietato e sadico. I due fermati sono uomini violenti con numerosi precedenti penali, attaccabrighe e assuntori quotidiani di cocaina". 
Mario Castagnacci, infatti, era stato arrestato a Roma, mercoledì sera, nel suo appartamento con i coinquilini dai carabinieri che avevano trovato nelle stanze sostanza stupefacente pronta per essere spacciata. Il ragazzo accusato del brutale pestaggio di Emanuele Morganti, era stato messo ai domiciliari. Venerdì mattina, dopo la convalida da parte del giudice del Tribunale di Roma, l'uomo è stato rimesso in libertà. Nel pomeriggio dello stesso giorno, Castagnacci ha fatto ritorno ad Alatri dove nel corso della nottata avrebbe poi assassinato il povero 20enne. L'avvocato difensore, Tony Ceccarelli, ha rimesso il mandato di difesa ed ha consegnato la rinuncia in Procura a Roma. Questo ha fatto slittare l'interrogatorio del detenuto a Regina Coeli che insieme a Paolo Palmisani è in isolamento.

VITTIMA DI MILLE INGIUSTIZIE! L'INTERESSANTE LIBRO DI ALESSANDRA E ANTONELLA HROPICH SULLA PREPOTENZA E IL BULLISMO

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Di Salvatore Santoru

L'autrice Alessandra Hropich e la sorella coautrice Antonella Hropich hanno scritto e pubblicato recentemente un libro,"Vittima di Mille Ingiustizie!"(You Print,2016) incentrato sulla prepotenza e il bullismo.
Come si può leggere nella presentazione del libro: "La prepotenza esiste in tutte le classi sociali, ad ogni livello, ad ogni età. Storie vere di maleducazione e comportamenti violenti, raccontate da chi ha vissuto sul campo, sin da piccola, ogni tipo di sopruso".
Il libro,basato sulle vicende di bullismo  e prepotenza vissute da Antonella Hropich, oltre a rappresentare un'atto di denuncia verso il bullismo e la prepotenza in generale ha anche l'obiettivo di far conoscere e permettere di riconoscere i comportamenti di bulli e prepotenti sul nascere, in modo da avere una maggiore prevenzione sociale.
Inoltre, nel libro si fa riferimento all'importanza di denunciare o rendere noto quando si è vittime di bullismo o prepotenza e della tendenza,specie in età scolare,di minimizzare se non 'legittimare' lo stesso bullismo.


PER APPROFONDIRE:http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/vittima-di-mille-ingiustizie-ebook.html

BASKET, denuncia choc in Nba donne(Wnba) di Candice Wiggins: “Io bullizzata perchè etero”

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È la denuncia lanciata da Candice Wiggins, 30 anni, per otto giocatrice della Wnba, l’equivalente nel basket femminile dell’Nba. Lo scorso marzo ha deciso di ritirarsi, dopo aver sopportato molestie ed offese dalle colleghe che la vedevano «diversa», pericolosa infiltrata in una «cultura dominante molto conformista, che per me era diventata tossica. Il mio spirito e la mia voglia di giocare sono stati spezzati». Ed i successi sul campo avevano sempre un lato oscuro, descritto in un libro prossimo all’uscita che promette dovizia di particolari. 

La cestita di colore ha raccontato il suo calvario al San Diego Union Tribune. «Nulla nella Wnba ha corrisposto ai miei sogni - ha detto la Wiggins, che prima di diventare professionista è stata una stella della Stanford University - anzi, tutto il contrario. Il messaggio che ricevevo era `noi sappiamo chi sei e tu devi sapere che non ci piaci´ ». L’ex giocatrice ha descritto il clima in cui era coinvolta, creato non solo dalle avversarie, ma anche dalle compagne, soprattutto nel suo primo anno da professionista: «C’è molta gelosia.
...

Aver giocato anche all’estero - con squadre professionistiche in Spagna, Turchia, Israele e Grecia - ha per lei gettato una luce ancora più cruda sull’esperienza nella Wnba. Che però, conclude «mi ha resa più forte. Non ho nemici nella vita». 

Com’era prevedibile, la denuncia della Wiggins - «non un atto di coraggio, ma sarebbe stato vile da parte mia tacere» - ha scatenato un vespaio nel mondo del basket femminile. Non sono mancati gli attestati di solidarietà da parte di colleghe, ma altre hanno negato di aver mai subito esperienze simili, rimproverandole - come ha scritto sul proprio sito Imani Boyette, dei Chicago Sky - la scelta di «gettare fango su un’intero campionato, voltando le spalle al mondo nel quale hai costruito la tua carriera. Mi hai fatto male». E Monique Currie, giocatrice di San Antonio, nel proprio blog ha messo in dubbio che Wiggins abbia mai vissuto le esperienze descritte: «In 11 stagioni mai sperimentato episodi di bullismo». 

I consigli anti bullismo di Machiavelli

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Il male vincerà sempre, i malvagi prevaranno. Lo dice la storia, il buon senso e soprattutto lo dice Niccolò Machiavelli. Il “segretario” fiorentino, celebre saggista ante-litteram e conoscitore della storia e della cronaca dell’epoca, lo aveva capito: i cattivi tendono a vincere, perché sono disposti ad agire nel peggiore dei modi, non hanno principi (quelli che trattengono i più buoni, cioè i più deboli) e di conseguenza non hanno limiti.
Cosa possono fare i bravi ragazzi contro i cattivi? Lo si spiega in questo video della School of Life di Alain de Botton, intitolato “Consigli di Machiavelli per i bravi ragazzi”.

Detto in poche parole, i buoni devono essere buoni. Soltanto, non devono esserlo sempre. Quando occorre sarà necessario per loro saper impiegare ogni mezzo, anche quello più cinico e violento, per ottenere il proprio risultato. Poi, compiuto ciò che dovevano fare, potranno (anzi, dovranno) tornare a essere i bravi ragazzi di prima.
Certo, il problema sta nel quando: quando i buoni possono diventare, anche solo per un po’, cattivi? Quando la situazione obbliga i bravi a intervenire e mettere in campo strategie poco nobili per raddrizzare la situazione? Quando i giusti devono smettere di essere ingiusti e tornare alla loro natura? Chi lo sa. Conoscere il kairos, cioè avere la giusta sensibilità per capire quando reagire e come, significa possedere la “virtù”, un insieme di intelligenza e azione che, per Machiavelli, è propria del Principe, cioè del leader.
I bravi ragazzi che non vogliono essere bullizzati, insomma, dovranno imparare dai loro nemici. Ma senza trasformarsi in aguzzini. Se avranno giudizio, si trasformeranno in leader e sapranno essere di esempio per gli altri, e guidarli nel futuro. E non è male come cambiamento.

A Milano bullismo insabbiato al San Carlo, la scuola dei figli dei vip

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Baby bullismo al prestigioso collegio San Carlo di Milano. Con due particolarità: il tentativo della scuola di mettere la sordina all’episodio e la giovanissima età dei protagonisti.

Già bulli a dieci anni

I baby bulli avrebbero infatti solo dieci anni, la piccola vittima sette. Quest’ultima è stata presa a calci provocandone il ricovero e l’incrinatura di una costola. Il motivo? Si era rifiutata di chinarsi a terra come ordinatole dai suoi aggressori perché “le donne puliscono i pavimenti”. Questa la frase con cui avrebbero accompagnato le minacce. Così almeno hanno denunciato i genitori della piccola, che mettono anche sotto accusa la scuola che ha minimizzato parlando di normale dinamica di gioco.

Un gioco non certo normale

Un gioco non certo normale, visto che poi l’istituto ha deciso di sospendere due degli alunni coinvolti. E gli altri due?  Non è chiaro se abbiano infierito in quattro sulla bambina o se due stavano a guardare mentre gli altri due la percuotevano. In ogni caso, come ha scritto sul Fatto la blogger Selvaggia Lucarelli, nella Milano bene non si parla d’altro e circola il sospetto che tra i quattro bambini coinvolti vi sia anche il figlio di un giornalista importante. Ma al di là del gossip, com’è possibile tanta crudeltà tra bambini? E com’è potuto accadere in una delle scuole milanesi che godono di maggior reputazione? E come mai la dirigenza scolastica ha cercato di attutire la notizia – stando al legale dei genitori della bimba – anziché prendere atto di una realtà cui è opportuno porre rimedio? 

Lucarelli: la scuola ha minimizzato

La scuola in ogni caso si trova nel mezzo di un polverone, forse anche a causa della minimizzazione dell’episodio. Scrive ancora Lucarelli: “Nel frattempo, là dove il rettore tace, qualche genitore parla. Si riunisce. Si irrita per il modo in cui la scuola ha ridimensionato i fatti e per l’utilizzo del termine “gioco”. Minaccia il ritiro dei figlia dalla scuola se i bambini colpevoli del grave atto di bullismo non vengono espulsi. Per l’espulsione però bisogna fare richiesta al provveditorato e per legge le sospensioni non possono durare più di tre giorni”.

MURAVERA, LA 'BULLA' CHIEDE SCUSA ALLA VITTIMA

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Di Salvatore Santoru

Pochi giorni fa Muravera era stata interessata da un episodio di bullismo, con una ragazza che veniva picchiata da una coetanea fuori da un'istituto scolastico superiore(1).
Ora, la ragazza protagonista del pestaggio ha finalmente chiesto scusa alla vittima con una stretta di mano e una telefonata. 
Indubbiamente, tali scuse costituiscono una svolta positiva nella questione, anche se ovviamente non viene intaccata la brutalità del pestaggio.
Indubbiamente, c'è da dire che mentre l'indignazione contro l'ingiustizia è giusta e non deve scandalizzare(come troppo spesso fa) è anche sbagliato e controproducente minacciare e insultare pesantemente la bulla come sembra abbiano fatto in molti(2).
Ciò, ovviamente non toglie nulla alla giusta lotta e alla giusta rabbia che riserva la lotta contro il bullismo, lotta che è sopratutto di livello culturale e ideale contro il fenomeno del bullismo(l'idelogia si potrebbe anche dire) e che va ovviamente al di là dei meri protagonisti delle azioni.

NOTE:

(1)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2016/10/muravera-bulla-minaccia-di-morte-e.html

(2)http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/10/19/video-choc-bullismo-ispezione-a-scuola_46cebb08-7115-4f41-aee9-6c17a6dd111e.html

MURAVERA, BULLA MINACCIA DI MORTE E AGGREDISCE UNA COMPAGNA NEL "SILENZIO" DEGLI "SPETTATORI"

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Di Salvatore Santoru

Recentemente a Muravera è avvenuto uno degli ennessimi episodi di bullismo violento tra giovani.
Stando a quanto reso noto su Facebook e dalle testate regionali,tra cui l'Unione Sarda(1), all'uscita dell'Istituto Enogastronomico una bulla ha insultato e picchiato una coetanea davanti a una nutrita "folla" di ragazzini dell'istituto e a quanto pare la causa del comportamento della bulla sarebbe scaturito da una fotografia.
Come riportato da "Sardinia Post"(2), il video si conclude con la vittima che da sola ritorna verso casa e i ragazzini "spettatori della scena" la deridono, la fischiano e le gridano insulti.

NOTE:

(1)http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/10/18/muravera_ragazza_vittima_di_una_bulla_schiaffi_e_umiliazioni_i_co-68-542447.html

(2)http://www.sardiniapost.it/cronaca/la-bulla-muravera-chiedimi-scusa-ginocchio-volano-ceffoni/

NON SI COMBATTE IL CYBERBULLISMO SOLO "CENSURANDO" IL WEB, BISOGNA CONCENTRARSI SOPRATUTTO SULL'ASPETTO EDUCATIVO

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Di Ruben Razzante
L'introduzione di una legge contro il cyberbullismo - che è stata approvata martedì alla Camera e che tornerà ora al Senato - è una buona notizia. Che però questa proposta di legge si concentri solamente sull'aspetto punitivo e trascuri quello educativo, invece, è una brutta notizia.
Quando si parla di bulli "virtuali", quando si affrontano argomenti drammatici come la morte di Tiziana Cantone e della giovanissima Carolina Picchio, infatti, bisogna tenere conto che il problema a monte è l'educazione delle persone e il loro modo di navigare in rete.
Le modifiche al testo originario che sono state apportate in aula a Montecitorio mi rendono un po' perplesso. Estendere il provvedimento anche ai maggiorenni, e non solo ai minori, rischia infatti di annacquare l'intera norma.
Innanzitutto, mentre prima si puntava molto sulla battaglia culturale necessaria per far aumentare nelle nuove generazioni la consapevolezza dei rischi della rete puntando sull'educazione scolastica, ora questa finalità sembra essersi persa.
È vero che siamo di fronte a un problema universale, non legato esclusivamente al mondo dei minori, come ci dimostrano anche recenti fatti di cronaca. Ma è anche vero che andrebbe fatto un lavoro a livello scolastico di educazione dei ragazzi. I docenti dovrebbero fare incontri periodici con le famiglie per sensibilizzarle a un uso responsabile della rete. Come cultura digitale e padronanza dei mezzi tecnologici i ragazzi sono spesso più avanti dei genitori, per questo servono incontri con i genitori sulle modalità migliori di utilizzare il web.
Nell'attuale testo di legge, inoltre, è stato inserito un passaggio che un po' mi preoccupa. In pratica, viene messo nero su bianco che chiunque possa chiedere la rimozione di contenuti online che ritenga lesivi per la propria persona. E questo somiglia molto alla censura, a una limitazione della libertà di espressione. La rimozione dei contenuti - come i fatti hanno ampiamente dimostrato in questi giorni - serve fino a un certo punto. E il rischio è che questa legge possa far passare subdolamente una versione assolutamente inopportuna del diritto all'oblio.
Ad esempio, se c'è una notizia vera ma scomoda che circola sul mio conto, questo non vuol dire che debba essere rimossa. C'è la libertà d'espressione e ci sono già le leggi che la regolano. Se noi eliminiamo in partenza la dialettica della rete impedendo alle persone di manifestare il proprio pensiero, arriviamo alla censura.
Siamo comunque ancora in tempo affinché l'errore commesso alla Camera possa essere corretto al Senato. Fermo restando che una legge specifica sulla tutela dei minori dal cyberbullismo, in Italia, è assolutamente necessaria.

TITOLO ARTICOLO ORIGINALE:"Non si combatte così il Cyberbullismo. Concentriamoci sull'aspetto educativo"

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