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MARCO PANNELLA E LA CRITICA ALL'ANTIFASCISMO MILITANTE E ALLE LOGICHE DEGLI "ANNI DI PIOMBO"

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Di Salvatore Santoru

Durante gli anni settanta l'Italia era egemonizzata politicamente da quelle che sono state definite le due "chiese", quella cattolica,politicamente espressa nella Democrazia Cristiana, e quella "laica" e ideologica(Partito Comunista).
Erano tempi in cui queste aree si combattevano (politicamente e culturalmente) fortemente una contro le altre, ma in fondo in fondo tra di esse vi era somiglianza nel forte conformismo proposto e nella poco tolleranza verso gli "eretici" e in quella verso chi andava oltre la contrapposizione dualista cattolico/comunista.
Tra questi ultimi è il caso di ricordare il defunto leader radicale Marco Pannella, noto per il suo anticlericalismo ma duramente malvisto anche dai vertici dell'area comunista.
Tra le motivazioni dell'astio che il politico radicale riceveva dall'area comunista e di buona parte dell'estrema sinistra in generale, c'era il fatto che egli andava oltre la dicotomia destra/sinistra e fascismo/antifascismo dominante all'epoca, ciò anche più dell'incompatibilità della sua ideologia di stampo liberale/liberista/libertario con quella comunista così come democristiana.
Proprio sulla dicotomia fascismo/antifascismo, bisogna segnalare che Pannella si caratterizzò sempre per la critica di ogni totalitarismo, mentre quegli erano anni in cui era di moda condannarli solo se di "destra" e esaltarli se di "sinistra".
Proprio per la sua critica antitotalitaria e antidogmatica, Pannella non vedeva ovviamente di buon occhio l'ideologia dell'antifascismo militante, ideologia dominante all'interno del PCI e dei circoli dell'estrema sinistra dell'epoca e nel nome del quale si giustificava anche la lotta armata e il terrorismo rosso, perché,come recitava lo slogan che andava di moda in quegli anni, "uccidere un fascista non è reato".
Proprio per questa sua critica antitotalitaria e antidogmatica Pannella è stato uno "straniero" alle logiche degli anni di piombo, che vedevano giovani (e non) uccidere altri giovani(e non) per la "colpa" di dichiararsi "fascista" oppure "comunista".
Proprio per questo Pannella scelse di non dare avvio a nessuna "caccia delle streghe" e "Inquisizione"(anche se di stampo apparentemente "democratica" e "rispettabile") e decise la strada dell'inclusività rispetto all'esclusione e alla discriminazione politica che veniva praticata in quegli anni.
Proprio per via di questi suoi aspetti libertari e fortemente estranei agli impulsi totalitari del XX secolo, che Pannella va ricordato come uno dei più grandi personaggi politici della storia dell'Italia contemporanea e del 900, senza che ovviamente si risparmino critiche verso certe sue discutibili scelte e lo si "santifichi" eccessivamente, proprio come sembra stia succedendo anche da parte di chi gli era radicalmente contro. 

FOTO:https://it.wikipedia.org

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