Chi aiuta la Corea del Nord a farsi i missili?

Risultati immagini per north korea
Il 14 agosto il New York Times ha pubblicato un articolo molto ripreso e discusso sul programma missilistico della Corea del Nord, che negli ultimi due anni ha mostrato di essersi sviluppato più velocemente di quanto credevano molti governi e analisti. L’articolo, firmato da William Broad e David Sanger, ha ripreso alcune fonti dell’intelligence statunitense e un nuovo studio dell’analista Michael Elleman, un esperto di missili dell’International Institute for Strategic Studies, un istituto di ricerca britannico che si occupa di sicurezza e affari internazionali. L’articolo sostiene che gli ultimi successi nordcoreani, come il lancio del primo missile intercontinentale, siano stati possibili grazie all’acquisto al mercato nero di un tipo particolare di motore a propellente liquido ad alte prestazioni – un motore a razzo – probabilmente proveniente da una fabbrica della città ucraina di Dnipro, la “Yuzhmash”, con storici legami con il programma missilistico russo. La tesi di Elleman, che non è basata su prove certe, è stata però criticata da diversi altri analisti ed esperti di Corea del Nord, che negli ultimi giorni hanno replicato all’articolo pubblicato sul New York Times.
La questione trattata da Elleman è molto importante e da tempo è una delle più discusse quando si parla di Corea del Nord. Capire che tecnologia possieda il regime nordcoreano, come si procuri e intenda usare le armi costruite partendo da quella tecnologia, sono cose fondamentali per stabilire quale sia la migliore strategia da usare con uno dei paesi più chiusi e imprevedibili al mondo. Nell’ultimo mese e mezzo i nordcoreani hanno lanciato due missili balistici intercontinentali (ICBM) – uno il 4 luglio e l’altro il 29 luglio –, missili in grado cioè di coprire lunghe distanze e arrivare fino al territorio americano. La velocità con cui la Corea del Nord è arrivata a sviluppare questo tipo di missili ha stupito tutti, anche perché da anni il regime nordcoreano è sottoposto a rigide sanzioni internazionali che sulla carta gli impediscono di acquistare tecnologia avanzata da paesi terzi (ma solo sulla carta, per l’appunto): quindi, come siamo arrivati fin qui?
La tesi di Elleman: la fabbrica ucraina a Dnipro
Il New York Times ha scritto che analisti e investigatori hanno cominciato a seguire la pista ucraina guardando le fotografie che mostravano il dittatore Kim Jong-un ispezionare alcuni motori a razzo di tipo RD-250, come quelli che una volta venivano usati per fabbricare i missili dell’Unione Sovietica: questo tipo di missili era prodotto da Yuzhmash, la fabbrica di Dnipro. Yuzhmash si trova oggi nella parte orientale dell’Ucraina, vicino alla zona contesa tra esercito ucraino e ribelli separatisti filo-russi. Durante il periodo della Guerra fredda veniva usata per costruire i missili dell’arsenale sovietico e anche dopo l’indipendenza dell’Ucraina è rimasta uno dei principali siti di produzione dei missili russi, almeno fino a un paio di anni fa, quando ha cominciato a essere piano piano sottoutilizzata. Una delle ragioni che hanno spinto Elleman e altri analisti a concentrarsi proprio sulla fabbrica ucraina è stata che sei anni fa due nordcoreani furono scoperti nel complesso di Yuzhmash mentre cercavano di rubare i segreti sulla produzione dei missili: «Gli investigatori ora credono che, nel mezzo del caos post-rivoluzionario in Ucraina, Pyongyang ci abbia provato di nuovo».
Elleman non ha prove certe che confermino la sua tesi, che si basa su quello che alcuni funzionari dell’intelligence statunitense dicono da tempo: cioè che i nuovi missili nordcoreani siano costruiti usando una tecnologia così complessa da escludere che la Corea del Nord abbia fatto tutto da sola e in tempi così brevi. Dalle informazioni disponibili, scrive il New York Times, sembra che la Corea del Nord abbia testato il primo nuovo motore a razzo nel settembre 2016: questo significa che avrebbe impiegato solo 10 mesi per arrivare al lancio di un missile intercontinentale, un tempo troppo breve senza essere già in possesso dei progetti, degli strumenti e delle competenze acquistati al mercato nero.
Le smentite del governo ucraino e gli attacchi a Elleman
Dopo la pubblicazione dell’articolo del New York Times, la fabbrica Yuzhmash ha negato di vendere tecnologia all’estero, e Oleksandr Turchynov, segretario del Consiglio della difesa e della sicurezza nazionale ucraino, ha negato qualsiasi coinvolgimento dell’Ucraina nella vicenda: «L’Ucraina non ha mai fornito motori a razzo o altro tipo di tecnologia missilistica alla Corea del Nord. Crediamo che la campagna anti-ucraina sia stata alimentata dai servizi segreti russi per nascondere la loro partecipazione ai programmi missilistici e nucleari nordcoreani», ha detto Turchynov, non fornendo però nessuna prova a sostegno della sua tesi.
Elleman – che tra le altre cose aveva anche detto di non escludere che i nordcoreani avessero ottenuto parte della tecnologia missilistica dalla società di stato russa specializzata, Energomash – è stato attaccato molto per il report. Qualcuno lo ha anche accusato – senza prove – di avere legami con il governo russo, recuperando delle foto vecchie postate da Elleman sui social network che però non dimostrano nulla. Elleman si è difeso dicendo: «Non ho alcun legame diretto con il governo russo. Ho lavorato coi russi in passato. Non sono un fan di Putin, questo è certo. È un dittatore e un presidente autoritario, ed è una forza destabilizzante per l’Europa, l’Asia e il Medio Oriente». A causa dei molti attacchi ricevuti, Elleman ha deciso poi di chiudere il suo account Twitter.

Nessun commento:

Partecipa alla discussione

BREAKING

BREAKING
SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE DI INFORMAZIONE CONSAPEVOLE !
Powered by Blogger.