CASO ABID JEE- Il mediatore culturale di Bologna indagato per istigazione a delinquere

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Di Lucio Di Marzo

"Lo stupro è un atto peggio ma solo all'inizo, una volta si entra il pisello poi la donna diventa calma e si gode come un rapporto sessuale normale".
Parole dissennate - oltre che sgrammaticate - quelle di Abid Jee, mediatore culturale 24enne di Crotone ed ex dipendente della cooperativa bolognese Lai- Momoche così aveva commentato i fatti avvenuti sulla spiaggia di Rimini.
Parole, quelle dello studente, che sminuivano quanto accaduto a una giovane polacca e a una transessuale, entrambe stuprate ripetutamente da ungruppo di stranieri e che gli hanno procurato una denuncia da parte di una donna di Reggio Emilia, sostenuta da un'associazione che tutela le donne abusate.
Denuncia che ora farà il suo corso legale e che ha convinto la procura bolognese a mettere il nome del giovane di origini pakistane nel registro degli indagati, accusati di istigazione a delinquere sull'ipotesi che quella frase esprimesse un giudizio favorevole su un reato.

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