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L’Italia sta meglio, dice l’Economist

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Italia Economist

Il settimanale Economist è sempre stato molto attento, e molto critico, nei confronti dell’Italia. Nel 2011 si chiedeva se l’insipienza del governo Berlusconi non rischiasse di condannare l’intera area euro; nell’estate 2016 si occupò del sistema bancario italiano, definendolo un rischio per l’Europa più grave di Brexit; questa settimana, il giornale è tornato a parlare dell’Italia, ma per ragioni meno preoccupanti. In un articolo intitolato “Buone notizie dall’Italia”, il settimanale spiega come la situazione economica del nostro paese sembri essersi finalmente aggiustata, anche se non manca di far notare i problemi e le insidie che ancora minacciano l’economia.

Le buone notizie

L’articolo comincia ricordando che secondo le ultime stime l’Italia crescerà nel 2017 dell’1,5 per cento, una cifra che potrebbe salire ancora secondo le previsioni fatte dal governo lo scorso 5 settembre. Si tratta della crescita più rapida dall’inizio della crisi, ma sarebbe stato un tasso di tutto rispetto anche per gli anni precedenti al 2008. Era dall’inizio degli anni Duemila che l’economia italiana non andava così bene. L’Economist ammette che questo 1,5 per cento è un tasso di crescita ancora molto basso se paragonato a quello del resto della zona euro, dove l’economia cresce al 2,2 per cento di media. In altre parole, rispetto ai suoi vicini l’Italia continua ad essere un paese in “ritardo”, dove le recessioni sono più profonde e le riprese più lente. Il divario, però, sembra che si stia attenuando e il nostro paese sembra aver recuperato un po’ del terreno perso negli ultimi anni.

Fonte e articolo completo:http://www.ilpost.it/2017/09/12/economist-economia-italia/
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Economia

The Economist

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