Catalogna, Puigdemont scappa in Belgio con i suoi ministri. Potrebbe chiedere asilo politico

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Di Francesco Olivo

Carles Puigdemont è in Belgio. Ufficialmente per una riunione con i partiti fiamminghi, ma il viaggio assomiglia a una fuga, vista la denuncia ricevuta oggi dalla procura generale spagnola. Con lui tutti cinque membri del governo catalano destituito. Puigdemont dovrebbe comparire nelle prossime ore per una conferenza stampa nella sede della Generalitat di Bruxelles. Secondo le prime indiscrezioni l’ex presidente chiederà l’asilo politico al Belgio.  

La Repubblica catalana, a tre giorni dalla proclamazione, sembra già svanita nel nulla. Sul tetto del Palau della Generalitat sventola ancora la bandiera spagnola. Ha avuto effetto la sospensione operata dal governo spagnolo venerdì scorso. Niente resistenza, ma tanta incertezza, i funzionari non sanno dove stanno i loro capi, né in cosa consista il commissariamento di Madrid. Quello che è molto più chiaro è l’ambito giudiziario, la partita più complessa per i leader indipendentisti.  

Puigdemont è stato ufficialmente denunciato dalla procura generale per ribellione, sedizione e malversazione. Solo per il primo di questi reati rischia fino a trent’anni di carcere. Stesse accuse per la presidente del parlamento (sciolto da Rajoy) Carme Forcadell. Non è stata chiesta la carcerazione preventiva, ma gli indagati dovranno pagare una cauzione di 6,2 milioni di euro. Pena sequestro dei beni personali. 

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