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L’Unione Africana lancia l’allarme: pericolo jihadisti di ritorno

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Di Chiara Clausi
Fino a 6.000 africani che hanno combattuto per il gruppo jihadista dello Stato Islamico in Iraq e in Siria potrebbero tornare a casa, ha avvertito l’alto funzionario della sicurezza dell’Unione africana, e ha invitato i paesi a prepararsi alla minaccia.
Smail Chergui, il commissario dell’Ua per la pace e la sicurezza, ha detto che le nazioni africane avrebbero bisogno di lavorare a stretto contatto l’una con l’altra e condividere le informazioni per contrastare i militanti di ritorno.
“Sono 6.000 i combattenti africani tra i 30.000 stranieri che hanno aderito a questo gruppo terroristico in Medio Oriente”, ha detto Chergui in una riunione ad Algeri. “Il loro ritorno in Africa rappresenta una seria minaccia per la nostra sicurezza e la stabilità nazionale e richiede un trattamento specifico e un’intensa cooperazione tra i paesi africani”.
Decine di migliaia di combattenti stranieri si sono uniti al gruppo estremista sunnita dopo aver conquistato vaste aree dell’Iraq e della Siria e dichiarato il califfato nel 2014. Ma il gruppo ha subito numerose perdite sia nel suo territorio che nelle sue capacità militari nell’ultimo anno.
Sostenute da una coalizione guidata dagli Stati Uniti, le forze irachene hanno gradualmente riorganizzato il controllo di tutto il territorio perso dai jihadisti, e dichiarato che il paese era ormai liberato. La paura è che i restanti combattenti stranieri dell’Isis possano ora trasferirsi, portando con sé la loro ideologia estremista e la loro violenza.
L’Isis si è infiltrato in Siria e in Iraq e ha approfittato della crescente instabilità nei due paesi per attuare attacchi e mantenere il suo predominio nella regione. L’ascesa dell’Isis e la lotta internazionale contro di esso ha portato allo sfollamento di oltre 3,2 milioni di persone dalle loro case e secondo le Nazioni Unite, circa 25.000 combattenti stranieri provenienti da oltre 100 paesi si sono recati in Siria.
Il primo ministro iracheno Haider Al-Abadi ha avvertito: “Nonostante l’annuncio della vittoria finale, dobbiamo rimanere vigili e pronti ad affrontare qualsiasi tentativo terroristico contro il nostro popolo e il nostro paese”.
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