Il filosofo della politica Francesco Maria Tedesco sul Fatto: 'Ho osservato gli intellettuali di sinistra sui social e capito la loro inefficacia'

apr 24, 2019 0 comments
Ho osservato gli intellettuali di sinistra sui social e capito la loro inefficacia
Di Salvatore Santoru
Al giorno d'oggi utilizzare un'efficace strategia comunicativa sui social è sicuramente fondamentale per la politica e, inoltre, per quella parte del mondo intellettuale che vorrebbe farsi conoscere dal grande pubblico.
Negli ultimi tempi bisogna riconoscere che la 'destra sovranista' e populista ha colto le opportunità date dall'utilizzo dei social media e ciò, pur se parzialmente, ha contribuito alla vittoria della 'sua narrazione'. D'altro canto, invece buona parte della sinistra non ha saputo comunicare eccellentemente sul web e anche ciò ha contribuito alla sua sempre più rilevante crisi dovuta, tra le altre cause, anche alla reale e percepita 'distanza elitista dal popolo'.
In un recente articolo, pubblicato sul Fatto Quotidiano e ripreso anche da Come Don Chisciotte, il filosofo della politica Francesco Maria Tedesco ha analizzato questa situazione prendendo in considerazione alcuni degli intellettuali (sarebbe più giusto dire 'influencer politici', ma tant'è) più noti dell'attuale sinistra italiana.
Più specificatamente, nell'articolo Tedesco si è chiesto "quale sia il pensiero critico in grado di scalfire la grande narrazione salviniana" e così si è concentrato sull'osservazione di "alcuni profili di celebrities di sinistra che vanno per la maggiore, almeno sui social e sui giornali" per ricavare l’impressione "che gli intellettuali ‘di sinistra’ annaspino, sembrando spesso inefficaci, se non controproducenti."
Andando maggiormente nei dettagli, il filosofo politico ha analizzato la comunicazione di Roberto Saviano, di Michela Murgia e di Michele Serra.
Per quanto riguarda Saviano, Tedesco ha criticato il fatto che il noto scrittore si è fatto denunciare per aver aver apostrofato Matteo Salvini come “il ministro della Mala Vita” per lamentarsi della querela quando l’intellettuale, a detta dell'articolista del Fatto, "è responsabile, perciò egli si fa carico pubblicamente di ciò che dice, ed è disposto per amore di verità e giustizia a subirne le conseguenze in nome di un principio più alto." 
Sulla Murgia, il filosofo della politica ha contestato l'utilizzo del 'fasciometro' e l'analisi comparativa fatta tra il suo Cv e quello di Salvini. Su quest'ultimo aspetto, Tedesco ha sostenuto che tale analisi è basata su una 'retorica del lavoro' avente diversi e contrastanti utilizzi ricordando che sicuramente anche Berlusconi ci ha marciato e potrebbe nuovamente usarla ( anche eventualmente ed ipoteticamente nei confronti della stessa scrittrice, essendo il curriculum del fondatore di Forza Italia certamente assai ricco).
Infine, su Michele Serra il filosofo ha criticato il suo percepito 'ostentare', anche in maniera più o meno 'chic' ( tra lo 'sferzante sarcasmo' e la produzione di profumi) la cultura  e lo studio dimenticando che un tempo a sinistra "ci si poneva il problema del diritto allo studio," e "Gramsci ci spiegava che essere intellettuali o non esserlo era una questione di classe".

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