La Central Intelligence Agency (Cia) ha affermato in più occasioni di non possedere alcuna informazione relativa a Jeffrey Epstein, il finanziere condannato per traffico sessuale di minori e morto in carcere nel 2019, in una risposta fornita nel 2011. «Abbiamo cercato documenti responsive originati dalla Cia che potrebbero riflettere un’affiliazione aperta o altrimenti riconosciuta con l’Agenzia dal 5 novembre 1999», ha scritto la Cia in una lettera all’avvocato di Epstein, «al 25 luglio 2011… Non siamo stati in grado di localizzare alcuna informazione o record». Questa, tuttavia, è stata la versione ufficiale fino ad oggi; una versione che comincia a scricchiolare sotto il peso delle recenti rivelazioni sul finanziere.
S’indaga sui legami tra Epstein e la Cia
Ci sono motivi per credere che la Cia disponga effettivamente di documenti su Epstein, come sostenuto dalla deputata repubblicana Nancy Mace (R-SC) in una lettera inviata ieri al direttore della Cia, John Ratcliffe e pubblicata da Public, il sito web del giornalista investigativo americano Michael Shellenberger. «Epstein ha condotto affari o aveva legami con individui coinvolti nello scandalo Iran-Contra della CIA», ha sottolineato Mace.

«Epstein aveva contatti con potenti diplomatici, tra cui l’ex direttore della Cia William Burns, e rappresentanti di governi stranieri, tra cui un funzionario britannico che recentemente è stato costretto a dimettersi dopo che è emerso che aveva fornito a Epstein informazioni finanziarie confidenziali». La lettera di Mace, datata 17 febbraio 2026 e indirizzata al direttore Ratcliffe, richiede l’accesso a tutte le registrazioni, documenti, immagini, video, fotografie, comunicazioni, passaporti e altri materiali in possesso Cia riguardanti Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell.
La battaglia per la trasparenza
La deputata cita file rilasciati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ai sensi dell’Epstein Files Transparency Act (Legge Pubblica 119-38), che rivelano come nel 2011 gli avvocati di Epstein avessero presentato una richiesta FOIA per verificare eventuali affiliazioni con la Cia. Nella risposta del 2011, la Cia aveva osservato di non poter confermare né negare l’esistenza di materiale classificato, invocando esenzioni per proteggere fonti e metodi di intelligence. «Il fatto dell’esistenza o non esistenza dei record richiesti è attualmente e correttamente classificato», si legge nella lettera dell’agenzia, che Mace interpreta come un rifiuto a rivelare potenziali legami. Mace è una delle quattro deputate repubblicane che hanno sfidato l’ex presidente Donald Trump per forzare un voto sull’Epstein Files Transparency Act, una legge che non obbliga la Cia o altre agenzie di intelligence a divulgare le loro informazioni. Gli altri sono Thomas Massie, Lauren Boebert e Marjorie Taylor Greene.
“Contatti estesi tra intelligence ed Epstein”
Tra le evidenze citate da Mace per sospettare un coinvolgimento della CIA vi sono i legami di Epstein con figure chiave dello scandalo Iran-Contra, come l’intermediario saudita Adnan Khashoggi, uno dei primi clienti di Epstein. Il finanziere gestì anche la riconversione della Southern Air Transport, una compagnia aerea usata come copertura dalla CIA, per conto del miliardario Leslie Wexner. Inoltre, Epstein aveva contatti con Douglas Leese, un trafficante d’armi che lo introdusse a Khashoggi, e con il cofondatore di DynCorp, un contractor della difesa statunitense.
La lettera sottolinea anche un’email del 2015 tra Epstein e l’avvocato Kathryn Ruemmler, ex consigliera della Casa Bianca sotto Barack Obama, in cui Epstein descrive un messaggio come «un drop della CIA». Ruemmler, che ricevette un’onorificenza dalla Cia dall’allora direttore John Brennan, è menzionata come ulteriore indizio di possibili connessioni.
«Al minimo, la Divisione Risorse Nazionali (Nr) della Cia avrebbe probabilmente avuto contatti estesi con Epstein nel corso degli anni, data la sua attenzione a debriefing di uomini d’affari e investitori di alto livello che viaggiano spesso all’estero», scrive Mace, chiedendo una ricerca completa di tutto il materiale, classificato e non, e la sua divulgazione al pubblico nella misura massima consentita dalla legge.
