Ingegneria genetica per migliorare la ‘razza’: il piano di Epstein


Di Gianluca Riccio*

St. Thomas, Isole Vergini britanniche, 2006. Stephen Hawking è seduto a un tavolo con altri fisici di fama mondiale. Il tema ufficiale della conferenza dovrebbe essere la gravitazione. Invece Jeffrey Epstein, l’organizzatore, continua a tornare su un altro argomento: come migliorare il genoma umano, quali tratti genetici andrebbero trasmessi per creare esseri superiori. Uno dei partecipanti lo ricorderà anni dopo con imbarazzo, ma in quel momento nessuno si alza e se ne va. I voli sono pagati, l’albergo è di lusso, la prospettiva di finanziamenti milionari è nell’aria. E poi Epstein parla di ingegneria genetica con la convinzione di chi crede davvero che il suo DNA valga più degli altri. Diciotto anni dopo, a febbraio 2026, il FBI pubblica le email. E la conferenza alle Vergini (crudele anche questa associazione di idee suggerita) assume un altro significato.

Documenti sterilizzati

Cominciamo dai fatti. O meglio: da quello che ci hanno lasciato vedere. Il Dipartimento di Giustizia USA ha pubblicato 3,5 milioni di pagine, 180.000 immagini, oltre 2.000 video. Suona impressionante. Poi scopri che sono passati sette anni dalla morte di Epstein, che i documenti arrivano con omissis, redazioni, tutele per chiunque non sia già morto o condannato. Le vittime? Quelle aspettano ancora protezioni vere. Gli scienziati coinvolti? Molti ancora in cattedra, altri con fondazioni attive. I dettagli che contano? Nascosti dietro cavilli legali che la Commissione Warren per l’assassinio Kennedy avrebbe applaudito.

Siamo consapevoli di commentare le briciole. Ossicini lanciati dall’alto dopo che qualcuno ha fatto sparire la carne. Eppure anche le briciole raccontano qualcosa.

Il ranch e il progetto

Nei documenti emerge il piano del ranch in New Mexico: 33.000 metri quadrati dove Epstein progettava di inseminare venti donne contemporaneamente con il proprio seme. Era un delirio sessuale con risvolti di eugenetica applicata: diffondere il DNA che lui considerava superiore, creare una progenie selezionata, migliorare la specie e/o plasmarla a sua immagine. Ne parlava con scienziati della NASA, con George Church di Harvard (uno dei pionieri di CRISPR), con ricercatori del MIT Media Lab.

L’ingegneria genetica non era per lui uno strumento terapeutico. Era un progetto politico mascherato da filantropia scientifica.

Le email razziste

Noam Chomsky, ancora nel 2016, Epstein scriveva: “Il divario di intelligenza con gli afroamericani è ben documentato”. Allo scienziato cognitivo Joscha Bach suggeriva di trovare “i geni della memoria di lavoro1” e modificarli per rendere le persone di colore “più intelligenti”. A Martin Nowak, professore di matematica e biologia a Harvard, mandava messaggi criptici su “spie catturate dopo aver completato la missione” e chiedeva se le avesse “torturate”.

Nessuna di queste email è stata contestualizzata dal FBI. Non sappiamo cosa risposero gli scienziati (le loro risposte mancano o sono classificate). Non sappiamo se qualcuno denunciò. Sappiamo solo che Epstein continuò a finanziare ricerche fino al 2014, sei anni dopo la prima condanna per prostituzione minorile.

Network scientifico di persone avvicinate da Epstein (documentato al momento):

  • George Church (Harvard) – ingegneria genetica, editing embrionale
  • Martin Nowak (Harvard) – dinamiche evolutive, biologia matematica
  • Stephen Hawking – fisica teorica (conferenza 2006)
  • Murray Gell-Mann – premio Nobel fisica (scopritore dei quark)
  • Nathan Wolfe (Stanford) – progetto “virus dell’eccitazione” per aumentare libido femminile

Fondi erogati: decine di milioni tra 2000-2014. Destinatari: MIT Media Lab, Harvard, fondazioni private.

Il transumanismo come copertura

Nel 2011 una fondazione di Epstein donò 20.000 dollari alla Worldwide Transhumanist Association. Sintetizzo: Epstein provò ad inquinare il transumanismo, un movimento ottimista che usa scienza e tecnologia per potenziare le capacità umane, superando limiti come malattia e invecchiamento, trasformandolo nel “successore cosmetico” dell’eugenetica. Lo scopo ve l’ho detto: usare tecnologia e ingegneria genetica per “migliorare” l’essere umano. Julian Huxley, che coniò il termine negli anni Cinquanta, era stato presidente della Società Eugenetica Britannica. Disse esplicitamente di voler rendere “l’impensabile di nuovo pensabile”. Epstein lo ha oltrepassato, sostituendo l’impensabile all’intollerabile. Tra i danni immensi che ha fatto, c’è anche quello alla reputazione del transumanismo e dei suoi principi ispiratori, che sarebbero nobili.

Epstein si muoveva in quegli ambienti con disinvoltura. Finanziava conferenze, ospitava scienziati, si faceva fotografare con Nobel. E nel frattempo mandava email in cui spiegava quali “razze” andassero “migliorate” geneticamente.

Quello che manca

Le briciole sono queste. Quello che manca è il resto. Chi rispose alle email e cosa scrisse. Quali ricerche vennero effettivamente finanziate con quei soldi. Se qualcuno dei progetti di ingegneria genetica discussi venne avviato. Dove finirono i fondi dopo il 2014. Perché il MIT e Harvard accettarono donazioni da un condannato per reati sessuali su minori.

Il potere decide cosa mostrarci e quando. Ha custodito, letto, scandagliato e modificato questi documenti per sette anni. Li ha pubblicati quando Epstein è morto, Ghislaine Maxwell condannata, molti testimoni scomparsi o silenziati. La ricostruzione precisa? Impossibile. Le tutele legali stanno finendo per proteggere chi aveva il potere, non chi lo ha subito. Lanciati in rete, poi, questi brandelli si confondono con ricostruzioni fantasiose, immagini false fatte con l’AI, post di speculatori o fan delle varie fazioni, col risultato di una babele impossibile, e di uno scandalo gigantesco ridotto ad una barzelletta. Nell’era della post-verità, qualunque crimine può essere ingoiato tranquillamente dal popolo bue, dopo averlo ruminato sui social.

Questo mi fa immensa tristezza: però anche gli ossicini servono. Ci ricordano, per esempio, che l’ingegneria genetica non è neutrale. Che il denaro compra credibilità scientifica. Che tra filantropia ed eugenetica il confine può essere sottile quando nessuno controlla davvero chi finanzia cosa.

E che quando il potere “rende pubblico” qualcosa, forse è perché ha già sterilizzato tutto quello che contava.

  1. Si tratta di varianti genetiche identificate attraverso studi genomici (come GWAS) che influenzano la capacità di mantenere e manipolare informazioni temporaneamente nella mente, un processo cruciale per il ragionamento e il controllo esecutivo. ↩︎

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