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Migranti, Riace vince il ricorso contro il Viminale: rimarrà nel sistema Sprar


Di Annalisa Cangemi

Una rivincita per Riace, la cittadina dell'ex sindaco Mimmo Lucano, che non verrà esclusa dal sistema Sprar, come invece aveva stabilito il Viminale. Il Tar della Calabria ha accolto il ricorso del Comune, annullando così il provvedimento del ministero degli Interni, che avrebbe fatto uscire la cittadina dal Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Il ricorso era stato presentato dal vice sindaco Giuseppe Gervasi il primo gennaio scorso.

Per i giudici "il progetto avrebbe dovuto essere eventualmente chiuso alla scadenza naturale. Averne autorizzato la prosecuzione, lasciando la gestione di ingenti risorse pubbliche in mano ad un'amministrazione comunale, per quanto ricca di buoni propositi e di idee innovative, ritenuta priva delle risorse tecniche per gestirle in modo puntuale ed efficiente, appare fonte di danno erariale che dovrà essere segnalato alla Procura presso la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Regione Calabria ed alla Procura presso la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Regione Lazio, per i rispettivi profili di competenza".

Nel suo dispositivo, in sostanza il Tar riconosce che il ministero degli Interni non ha mai puntualmente contestato al Comune di Riace le anomalie rilevate, né gli ha mai assegnato, come avrebbe dovuto, un termine per mettersi in regola. La decisione si fonda sulla circostanza, evidenziata dai difensori del Comune, che a Riace sia stato autorizzato il finanziamento per il triennio "2017-2019, in prosecuzione del triennio precedente senza avere comminato penalità, e dall'altro, quasi contestualmente, ha assunto un atto che fonda le penalità e, dunque, la revoca su criticità afferenti al precedente triennio".

"Il Collegio – scrivono i giudici del Tar – reputa che la contraddittorietà tra la prosecuzione autorizzata a dicembre e la successiva nota di gennaio sia manifesta. L'autorizzazione alla prosecuzione del progetto può, dunque, trovare spiegazione solo con ‘la massima benevolenza dell'Amministrazione', di cui dà conto la difesa erariale, evidentemente attuatasi mettendo a disposizione del Comune risorse umane e finanziarie, nonostante il riscontrato caos gestionale ed operativo, che emerge con chiarezza dagli atti di causa".

I giudici parlano poi di "riconosciuti ed innegabili meriti del ‘sistema Riace'", che hanno avuto "un ruolo decisivo nel ritenere superate (e non penalizzanti) le criticità rilevate nel precedente triennio, le quali però non avrebbero potuto essere recuperate a posteriori, per motivare la revoca, se non rinnovando per intero il procedimento".

FONTE: https://www.fanpage.it/migranti-riace-non-verra-esclusa-dal-sistema-sprar-vinto-il-ricorso-del-comune/

Riace, indagata candidata sindaco lista di Lucano per falso ideologico in concorso


Di Lucio Musolino

A pochi giorni dalle elezioni comunali di Riace, la Procura di Locri ha notificato l’avviso di conclusione indagini per uno stralcio dell’inchiesta “Xenia”. Questa volta a essere indagata è il candidato a sindaco Maria Spanò che guida la lista “Il cielo sopra Riace” dove uno dei candidati consiglieri è proprio l’ex primo cittadino “sospeso” Mimmo Lucano. Per molti anni la Spanò è stata assessore proprio di Lucano e, in concorso con lui, secondo il sostituto procuratore Michele Permunian, avrebbe rilasciato carte d’identità a soggetti stranieri primi dei previsti requisiti.
L’accusa è di falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative. In sostanza, stando al capo di imputazione, avrebbe falsamente attestato che il Jawad El Bahri, un ragazzo di 30 anni di origine marocchina, fosse residente nel Comune di Riace. Stessa cosa per la nigeriana Success Adekanye per quale, sempre, in concorso con Mimmo Lucano, l’ex assessore Spanò avrebbe attestato pure che la ragazza fosse munita di permesso di soggiorno.

L’avviso di conclusione indagini non ha sorpreso la candidata a sindaco di Riace la cui posizione è stata stralciata durante le udienze preliminari quando il gup di Locri, a inizio aprile, si era accorto di un difetto di notifica. “Mi contestano solo la firma in due carte di identità – è il commento di Maria Spanò – Ma la firma è un atto formale da parte dell’amministratore , la fase istruttoria viene fatta dall’ufficio. L’amministratore non ha il compito di controllare la fase istruttoria, anche perché questo è un compito sia dell’ufficio che del responsabile dell’ufficio. In questa vicenda ci sono tanti fatti curios che non voglio commentare. Sicuramente non si tratta di una nuova inchiesta”, ha aggiunto.
Oltre alla Spanò, la Procura ha notificato la chiusura delle indagini anche ad altri due soggetti: Annamaria Maiolo e Valentina Micelotta coinvolte nella parte dell’inchiesta relativa alla gestione dei fondi dell’accoglienza. Maiolo, infatti, era la presidente dell’associazione “Oltre Lampedusa” e, oltre che di associazione a delinquere, è accusata di aver annotato per un mese la presenza di un immigrato del Bangladesh che in realtà si trovava a Milano.

Mimmo Lucano alla Sapienza, corteo di protesta non autorizzato di Forza Nuova e presidio degli studenti antifascisti


Di Salvatore Santoru

Mimmo Lucano ha recentemente parlato alla Sapienza. La sua presenza nell'Università romana è stata criticata e avversata da parte di alcuni militanti di Forza Nuova.
Più specificatamente, riporta Open, il partito di estrema destra ha indetto un corteo che è stato vietato dalla questura.

A seguito di tale divieto, comunque almeno 50 militanti di Forza Nuova si sono presentati davanti alla biblioteca per poi portare la loro protesta contro Lucano nell'Unversità. 
Andando nei dettagli, i militanti forzanovisti hanno scandito slogan e portato striscioni contro il sindaco di Riace, tra cui uno dove era scritto che «Mimmo Lucano è nemico degli italiani».

Come risposta alla protesta di Forza Nuova, si è avuta un presidio degli studenti antifascisti a difesa di Lucano. Tra gli striscioni degli antifascisti, uno in cui era scritto che "Il fascismo non è un'opinione" e slogan come "Sapienza è antifascista" e "siamo tutti Mimmo Lucano".


Roma, Forza Nuova annuncia comizio di Roberto Fiore contro Mimmo Lucano alla Sapienza


Di Natascia Grbic

Forza Nuova contro Mimmo Lucano. Il partito di estrema destra, guidato da Roberto Fiore, ha annunciato che lunedì 13 maggio sarà all'Università di Roma La Sapienza per contestare la presenza del sindaco di Riace a un seminario organizzato dal Dottorato in Storia, Antropologia, Religioni sul tema "Convivenze – Il senso dei luoghi e il senso degli altri. Riace da condividere". La loro intenzione è quella di bloccare la conferenza organizzata nella facoltà di Lettere. "Ancora una volta gli antifascisti sventolano le bandiere commissionate dal padrone Soros e dall'odio verso l'Italia e gli Italiani e ancora una volta c'è SOLO FORZA NUOVA a difesa di Roma e della nazione", fanno sapere tramite un post su Facebook. "Dopo quanto accaduto a Casal Bruciato, dove CasaPound ha potuto minacciare impunita una famiglia rom, adesso dobbiamo assistere pure al teatrino di Forza Nuova che, in cerca di visibilità, dice di voler impedire a Mimmo Lucano di parlare – hanno detto gli studenti della Sapienza a Fanpage.it – Chiediamo al Rettore e ai presidi di facoltà di prendere posizione contro questa buffonata dei neofascisti".


FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://roma.fanpage.it/roma-forza-nuova-annuncia-comizio-di-roberto-fiore-contro-mimmo-lucano-alla-sapienza/

Mimmo Lucano da Fazio: “Anche i nazisti rispettavano le leggi, ma è stato dramma per l’umanità”


Di Susanna Picone

Nonostante le polemiche dei giorni scorsi Mimmo Lucano, il sindaco sospeso di Riace “esiliato” per decisione del tribunale del Riesame dopo la revoca degli arresti domiciliari, è stato ospite domenica sera della trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa” su RaiUno. Prima di farlo entrare in studio Fazio ha risposto alle polemiche di questi giorni: “La trasmissione ha il compito di raccontare il nostro Paese e penso che sia doveroso ospitare tutti. La televisione, in particolare quella pubblica non può escludere, deve includere, poi ognuno si farà la sua opinione. Abbiamo più volte invitato i rappresentanti del governo, qualora decidessero di venire saranno i benvenuti”. Poi è entrato Lucano che, pur senza entrare nel merito dell’indagine giudiziaria in corso, ha parlato in diretta di quanto gli è accaduto e più in generale del tema dell'immigrazione e del cosiddetto “modello Riace”, di fatto cancellato dopo il suo arresto.
Come è nato il modello Riace – Mimmo Lucano ha risposto alle domande di Fazio partendo dalla notte successiva al provvedimento del divieto di risiedere a Riace: una notte che il sindaco ha detto di aver trascorso in auto. Lucano ha intenzione di restare nella sua Riace, fiducioso che questo allontanamento duri il più breve tempo possibile. Il sindaco ha parlato della sua città, dello sbarco del 1998, quando un vascello con 250 profughi arrivò sulla spiaggia e di come è nata l'idea che con l'arrivo di queste persone si potesse ricominciare a costruire una comunità a Riace. “Avevamo tantissime case abbandonate, non avevamo bisogno di centri d'accoglienza. E così – ha raccontato Lucano – abbiamo sperimentato l'accoglienza spontanea, nessuno può rimanere indifferente quando qualcuno ti chiede di essere aiutato”. E alla domanda su “cos’è il cosiddetto modello Riace”, il sindaco ha parlato di “un'idea diventata una strategia che è quella di aiutare questi migranti”.

Mimmo Lucano: "Mi sono ispirato a Peppino Impastato" – “Io rispetto la legge – così ancora nel corso dell’intervista – e anche il matrimonio di cui mi accusano è stato regolare, tra due persone che si conoscevano, io mi sono limitato a seguire la norma. Ma quando si vede qualcuno che muore è impossibile rimanere indifferenti, non si può stare fermi perché ‘lo dice la legge'. Anche le leggi naziste erano la legalità ma è stato un dramma per l'umanità”, ha ribadito Lucano. E ancora, il sindaco di Riace ha spiegato che ora si rischia di perdere la scuola, l'asilo multietnico, l'artigianato che attirava anche il turismo locale e ha sottolineato di aver rispettato e giurato sulla costituzione italiana. Ha inoltre parlato di un “fiume di solidarietà” che come lui condivide un'idea diversa di umanità. "Cosa succederà adesso? Possiamo tornare alle origini, com'è stato nei primi quattro anni, come volontari e facendo affidamento sulla rete internazionale di solidarietà che vede Riace come una speranza per una diversa umanità", così il sindaco che ha poi concluso:“Il nostro sforzo è costruire una diversa civiltà in cui prevale l'umanità, non avere pregiudizi. Mi sono ispirato a Peppino Impastato che proponeva un'ideale di società”.

FONTE: https://www.fanpage.it/riace-mimmo-lucano-da-fazio-anche-i-nazisti-avevano-leggi-ma-e-stato-dramma-per-lumanita/

Che tempo che Fa, Fabio Fazio invita Mimmo Lucano. Protesta della Lega, la RAI: 'Chiediamo che Fazio non lo chiami in trasmissione'


 Di Salvatore Santoru
 Recentemente Mimmo Lucano è stato stato invitato da Fabio Fazio al noto programma televisivo 'Che tempo che fa'. Ciò ha causato una forte polemica da parte della Lega Nord, che chiede che il sindaco di Riace non venga invitato.
Come riporta Blitz Quotidiano(1), anche la Rai è intervenuta sulla vicenda e ha dato il via libera per la partecipazione di Lucano. Tuttavia, dalla stessa Rai hanno affermato che Fazio non dovrebbe chiamare Lucano in trasmissione.
NOTA:

Riace, Lucano a de Magistris: “Accetto il tuo invito e non faccio un passo indietro”. “Non mollare, vinceremo insieme”


Di Gisella Ruccia
Accetto con il cuore l’invito del sindaco de Magistris a venire a Napoli. Mi trovo in una condizione che non avrei mai immaginato. Ma non faccio un passo indietro“. Sono le parole del sindaco di Riace, Mimmo Lucano, nel corso della trasmissione Barba e Capelli, su Radio Crc, dove è ospite anche il primo cittadino di Napoli, Luigi de Magistris. Lucano aggiunge: “Oltre a dimostrare la mia innocenza personale, credo che questa vicenda, in un momento storico particolare, possa dare un contributo ad un’idea di politica che va in direzione opposta rispetto a ciò che sta accadendo in questo Paese”.
Totale il sostegno di de Magistris al sindaco di Riace: “Lo sto dicendo da mesi: innanzitutto, a Mimmo bisogna volere bene. E’ una persona con un grande cuore, oltre a essere un grande sindaco di un Comune che lui ha reso gioioso di fronte alla desertificazione dell’emigrazione. Il problema di Riace non è l’immigrazione, anzi l’immigrazione è stata la risorsa di Riace insieme ai calabresi perbene. Il problema era stato rappresentato dall’emigrazione, dallo spopolamento. Lui viene colpito, e mi riferisco in generale, per l’umanità che ha dimostrato in questi anni. Solo chi non conosce Riace non sa che cosa è accaduto nel paese in questi anni”.
E sottolinea: “Mimmo Lucano ha messo in campo una rivoluzione in una terra in cui si contano a decine le persone delle istituzioni compromesse gravemente con la ‘ndrangheta. E socialmente pericoloso diventa questa persona perbene. Non possiamo fare altro che stare vicino a Mimmo Lucano, lottare, far diventare Riace una delle roccaforti della resistenza del nostro Paese per l’attuazione dei valori costituzionali. Lo dico con rispetto nei confronti della magistratura” – continua – “immagino quanto questo provvedimento di divieto di dimora a uno che ama la sua terra, di cui è sindaco, è un dolore davvero profondo, che è stato inflitto a una persona onesta. E l’onestà non sempre coincide coi vincoli normativi che questo Paese ha dato in questi anni per impedire alla giustizia di trionfare. Io starò sempre dalla parte di Mimmo. Io penso che questa lotta la vinceremo, ne sono assolutamente convinto”.
Poi aggiunge: “Penso alle parole sprezzanti di Salvini, quando ha detto che Lucano non è un eroe. Salvini, come altri governanti del passato, si dovrebbero interrogare del fatto che in questo Paese le persone normali le fanno passare per sovversive e socialmente pericolose. E quindi normano, fanno legalità formale, reprimono, opprimono. Stanno creando un Paese in cui prevalgono i sentimenti del rancore, della paura, dell’indifferenza, della violenza, dell’odio. Ma un Paese così dove va? Va a sbattere“.
De Magistris racconta di essere stato a Riace per un dibattito pubblico il 4 agosto scorso: “Ho visto un paese gioioso, con un frastuono tutto giovanile di bambini calabresi e di bambini africani che giocavano insieme a pallone. Questo è il Sud che noi vogliamo. Lasciamo a Salvini la comunità dell’odio e del rancore, che non ci porterà da nessuna parte. Noi possiamo dire che ci siamo schierati subito dalla parte di Mimmo e sottolineo “subito”, perché gli indifferenti sono i complici del male. Quindi, Mimmo, non mollare, perché questa lotta insieme la vinceremo

Riace, Lucano dopo il Riesame: “Spero di tornare libero per fare accoglienza spontanea, senza soldi dal Governo”

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Di Lucio Musolino
Si è tenuta stamattina a Reggio Calabria l’udienza davanti al Tribunale della Libertà chiamato a decidere se revocare i domiciliari al sindaco di Riace Mimmo Lucanoarrestato il 2 ottobre scorso per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Dopo gli interventi degli avvocati Antonio Mazzone e Andrea D’aqua, i giudici del Riesame si sono ritirati in camera di consiglio e decideranno nelle prossime ore. La sentenza potrebbe arrivare in giornata ma non è escluso che il tribunale si prenda anche la giornata di mercoledì per studiare le carte dell’inchiesta “Xenia” e l’ordinanza del gip che aveva disposto i domiciliari per Lucano cassando però le accuse più gravi che venivano contestate dalla Procura di Locri. “Penso sia andata bene – è il commento a caldo del sindaco di Riace -. Sono fiducioso. Se esiste il diritto sono fiducioso”.
A distanza, Lucano ha voluto rispondere al prefetto Morcone che è stato direttore del Dipartimento che si occupava dei richiedenti asilo e poi capo di gabinetto dell’ex ministro Minniti. Dalle colonne del Corriere della Sera, infatti, nei giorni scorsi Morcone ha affermato di aver avvertito Lucano di “stare attento”. “Il prefetto Morcone non si doveva dimenticare quando, nel 2008, voleva portare a Riace 400 persone. Quando Comuni come Milano davano la disponibilità di 20 posti, noi in due giorni abbiamo ospitato 300 persone. Come facevano a non fare gli affidamenti diretti alle cooperative che oggi ci contestano”.
E adesso che succede: “Anche senza contributi pubblici andiamo avanti lo stesso. Faremo l’accoglienza spontanea. Vogliamo uscire dallo Sprarperché non voglio più avere a che fare con chi non ha fiducia e con questo governo che spesso non rispetta i diritti umani. Riace non finisce. Poi se mi vogliono eliminare in tutti i sensi… Noi apparteniamo ad una idea politica che è affamata di umanità. Questo forse da fastidio”.

I migranti di Riace saranno trasferiti altrove


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Il governo ha deciso il trasferimento di tutti i migranti inseriti nel sistema di seconda accoglienza del piccolo comune calabrese di Riace, citato in questi anni come esempio positivo di integrazione fra migranti e cittadini italiani ma di recente finito nelle cronache nazionali per l’arresto del suo sindaco, Domenico Lucano.
La disposizione è contenuta in una circolare del 9 ottobre scorso scritta dal dipartimento delle libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno (PDF): stabilisce il trasferimento dei richiedenti protezione internazionale di Riace verso altre strutture entro 60 giorni e la restituzione di tutti i soldi (si parla di centinaia di migliaia di euro), a causa di «palesi irregolarità» nella gestione dei fondi statali destinati all’accoglienza. La decisione, resa pubblica solo ieri sera, ha già ricevuto molte critiche, soprattutto perché il modello di accoglienza di Riace è stato spesso raccontato come efficace e positivo. I fondi riservati a Riace, comunque, erano già stati sospesi mesi fa, proprio a causa di alcune irregolarità riscontrate dagli ispettori del ministero dell’Interno.
La disposizione del ministero dell’Interno riguarda quei migranti già inseriti nel sistema della seconda accoglienza, gli SPRAR (sigla che sta per Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), cioè quelli che sono in attesa di sapere cosa ne sarà della loro domanda di asilo o altra forma di protezione internazionale. Gli SPRAR, gestiti solitamente dalle associazioni, sono quei centri dove si favorisce la reale integrazione dei migranti, per esempio con corsi di lingua o altri percorsi finalizzati a insegnare una professione. Non è ancora chiaro quante persone saranno interessate dalla circolare, ma va tenuto presente che il sistema SPRAR è il più diffuso nel piccolo paese.
Nelle 21 pagine di documento del ministero dell’Interno, sono elencati tutti i problemi riscontrati nel sistema dagli ispettori del ministero dell’Interno tra il 2016 e il maggio 2018.
Si parla per esempio di «mancato aggiornamento della banca dati gestita dal servizio centrale», della «mancata corrispondenza tra i servizi descritti nella domanda di contributo e quelli effettivamente erogati», di «anomalie riferite ai diversi immobili donati agli immigrati che non venivano registrati o messi in regola, solo in maniera tardiva», e di «mancata rendicontazione». Uno dei principali problemi riscontrati, dice il documento, riguarda la gestione del pocket money, cioè una piccola somma che viene data ai migranti per le spese quotidiane. Visto che capitava che i soldi dei pocket moneygarantiti dal ministero dell’Interno arrivassero in ritardo, il sindaco di Riace aveva inventato una specie di “moneta riacese” che fungeva da “pagherò” e che poteva essere usata in diversi negozi del comune. Con queste banconote, con stampate le facce di Che Guevara, Gandhi e Martin Luther King, i commercianti incassavano poi l’equivalente in euro.
L’ordine di trasferimento dei migranti è arrivato una settimana dopo l’arresto del sindaco di Riace, Domenico Lucano, cioè la persona che aveva inventato questo modello di accoglienza dei migranti. Lucano è accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti: in particolare l’indagine aveva concluso che Lucano avrebbe organizzato dei “matrimoni di convenienza” tra cittadini italiani e donne straniere per consentire la permanenza di queste ultime sul territorio e affidato direttamente e senza gara d’appalto il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti di Riace a due cooperative sociali che non avrebbero avuto i requisiti per fornire quel servizio.

Sgarbi a Giordano: “Sei un deficente”. Lite furiosa a Cartabianca

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Lite furiosa in tv tra Vittorio Sgarbi e Mario Giordano. I due sono ospiti a Cartabianca su RaiTre, il programma di approfondimento condotto da Bianca Berlinguer.
Giordano è in collegamento da Milano ed è stato invitato a parlare del sindaco di Riace Mimmo Lucano, finito ai domiciliari per favoreggiamento all’immigrazione clandestina.


Il critico d’arte, dopo un veloce scambio di battute inizia a dissentire da chi rivendica la legittimità del provvedimento anti-Lucano spiegando che in casi come questi la legge si può violare. I due si contrappongono in maniera feroce con Giordano che non è d’accordo e ad un certo punto espone un cartello con su scritto: “Anche le Br dicevano di violare la legge in nome di un bene supremo”, costringendo la conduttrice a intervenire quasi fisicamente su Sgarbi che reagisce molto male alle parole del giornalista.
La Berlinguer, furiosa con il critico, interviene per riportare la calma in studio e sembra essere riuscita nel suo intento. Peccato però che la pace sia durata davvero poco: Sgarbi che nel frattempo minaccia di andarsene e abbandonare lo studio, dopo i pacati interventi degli altri ospiti in studio, Marco Furfaro e Alessandro Giuli, riparte all’attacco e conclude il suo intervento con un “sei un deficiente”.

Beppe Fiorello difende il sindaco di Riace: “Qualcuno si porterà sulla coscienza la vita di un uomo straordinario”

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Il noto attore Giuseppe (Beppe) Fiorello ha commentato su Twitter l’arresto del sindaco di Riace Domenico, detto Mimmo, Lucano con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Mimmo Lucano, crederò in te più di prima. Qualcuno si porterà sulla coscienza la vita di un uomo straordinario, io lo so che Mimmo non sopporterà questa vergogna, ora cerco parole per difenderlo ma mi rendo conto che non va più difeso, va amato come lui ama il prossimo”.
Sindaco Riace Beppe Fiorello
Poi ha aggiunto: “Siamo tutti in pericolo, punto. Il sindaco Domenico Lucano è stato arrestato per aver accolto non per aver favoreggiato, allora arrestateci tutti. Papa Francesco a lei la parola, la spieghi lei a questa politica la differenza tra accogliere i bisognosi e favorire le mafie”.

Gad Lerner sull'arresto del sindaco di Riace: "Pulsioni fascistoidi in Italia"

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LIBERO

Anche Gad Lerner critica con toni aspri l'arresto del sindaco di Riace per favoreggiamento dell'immigrazione. Il giornalista segue la scia di Roberto Saviano e difende il primo cittadino, Mimmo Lucano. "Il mandato di arresto per il sindaco di #Riace è uno schiaffo in faccia a chi pratica il dovere dell'accoglienza econferma la pulsione fascistoide di cui sta cadendo preda il nostro paese. Solidarietà piena a #MimmoLucano" scrive su Twitter. Insomma, anche per Lerner l'Italia del governo gialloverde - o meglio, secondo lui, di Matteo Salvini - è un Paese con pulsioni fascistoidi. No, in questo caso nemmeno gad crede più nella giustizia.

Il sindaco di Riace Domenico Lucano è stato arrestato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

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Il sindaco di Riace, Domenico Lucano, è agli arresti domiciliari dall’alba di martedì 2 ottobre 2018. Lucano è accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Locri, verte sulla gestione dei finanziamenti erogati dal ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace, per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico.
Nell’ambito dell’operazione, denominata “Xenia”, è stato disposto anche il divieto di dimora per la compagna del sindaco, Tesfahun Lemlem, nell’ambito dell’operazione .
Domenico Lucano (chi è) era indagato dalla Procura di Locri per abuso d’ufficio, concussione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche in relazione alla gestione del sistema di accoglienza.
Insieme a lui era indagato anche Fernando Antonio Capone, presidente dell’associazione “Città Futura-don Pino Puglisi”.

Indagato Domenico Lucano, il sindaco di Riace famoso per l’accoglienza dei migranti

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Di Gaetano Mazzuca

La parabola di Domenico Lucano, sindaco di Riace, divenuto simbolo dell’accoglienza dei migranti in Italia rischia di terminare nel peggiore dei modi. Proprio la gestione dei progetti per i profughi, il cosiddetto modello Riace, è al centro di un’indagine della guardia di finanza coordinata dalla Procura di Locri. Il quadro ipotizzato dagli inquirenti è pesante: truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dello Stato e dell’Ue, concussione e abuso d’ufficio. Nel registro degli indagati assieme al primo cittadino è finito anche Antonio Capone, presidente dell’associazione “Città futura-don Pino Puglisi”, il primo consorzio nato per gestire l’emergenza migranti. A far scattare l’indagine è stata la relazione depositata dopo l’ispezione disposta dalla Prefettura di Reggio Calabria nel 2016. In quel documento gli ispettori pur sottolineando «gli aspetti positivi del modello Riace che assicura la necessaria accoglienza nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e della dignità degli stranieri presenti», evidenziavano alcune «irregolarità amministrative». 

Sotto la lente era finito il rapporto tra il Comune e le sei cooperative che gestiscono, senza aver vinto una gara pubblica ma solo attraverso delle convenzioni, i quasi due milioni di euro all’anno che finiscono a Riace per l’accoglienza. Nella relazione, inoltre, si puntava il dito sugli affitti delle case per i migranti. Gli immobili, a parere degli ispettori, avrebbero avuto canoni superiori alla media del mercato locale e apparterrebbero in molti casi a parenti di soci delle cooperative. Sospetti, infine, anche sulla gestione dei bonus, ossia dei soldi che gli ospiti ricevono mensilmente, la relazione parla di «scarsa chiarezza nelle fatturazioni».  

Ieri la Finanza su ordine della Procura ha perquisito gli uffici e le abitazioni di Lucano e Capone e le sedi di sei cooperative. L’obiettivo delle fiamme gialle era tutta la documentazione «inerente - si legge nel decreto di perquisizione - i progetti di accoglienza degli stranieri a cui partecipano le associazioni in convenzione con il Comune di Riace con particolare riferimento alle rendicontazione e alle fatture giustificative delle spese sostenute dal 2014 a oggi, nonché le determinazioni emesse dal sindaco». Materiale adesso all’attenzione dei magistrati che conducono l’inchiesta.  

Lucano, grazie alla sua attività in favore dell’accoglienza, è stato inserito dalla rivista Fortune al 40esimo posto tra le personalità più influenti nel mondo. Rai Fiction ha anche annunciato la realizzazione di una fiction su Lucano che sarà interpretato da Beppe Fiorello. Questa estate aveva minacciato di abbandonare Riace e il suo modello di accoglienza a causa della decisione del ministero di sospendere i pagamenti verso il Comune per i progetti di accoglienza. «Proprio il giorno prima - dice adesso Lucano - ero a Roma ed avevo risolto i problemi con Viminale e Prefettura in merito al sostengo finanziario fornito per l’esperienza dei bonus e delle borse lavoro. E ora arriva questo. Svilisce l’entusiasmo. Da 20 anni sono in prima linea cercando di sviluppare attività collaterali per favorire l’integrazione dei migranti e la loro permanenza qui anche a conclusione dei progetti finanziati». «Sono sconcertato e senza parole - ha detto ancora il sindaco all’Ansa - ma per certi versi mi viene quasi da ridere perché non ho nessun bene nascosto. Non possiedo niente e non ho conti segreti. Allora ben vengano i controlli su di me e che siano il più approfonditi possibili». 

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