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Soros attacca Zuckerberg: 'Facebook favorisce Trump'


Di Salvatore Santoru

Il noto finanziere George Soros critica nuovamente i vertici di Facebook.

Stando ad un articolo di Business Insider(1), Soros ritiene che Facebook starebbe favorendo la corsa alla rielezione di Trump.

Più specificatamente, in una lettera al Financial Times(2), lo stesso fondatore della 'Open Society' ha scritto che Mark Zuckerberg non dovrebbe 'confondere le acque' chiedendo ai governi di introdurre regolamentazioni per il social


Inoltre, Soros ha ribadito il suo sostegno alla regolamentazione governativa dei social network ma ha anche sostenuto che Zuckerberg e Sheryl Sandberg dovrebbero essere rimossi dalla loro posizione di comando e ciò in quanto, sino ad ora, non avrebbero fatto niente per opporsi ad un certo utilizzo politico (specialmente trumpiano) della Rete.


NOTE:


(1) https://it.businessinsider.com/soros-togliete-a-zuckerberg-il-controllo-di-facebook-tira-la-volata-a-trump/


(2) https://www.ft.com/content/88f6875a-519d-11ea-90ad-25e377c0ee1f

Caso Cucchi, Di Maio attacca Salvini: «Si scusi». E Bugani: «I picchiatori infangano la divisa»


Di Alessandro Parodi

Un Luigi Di Maio contro tutti in diretta Facebook dalla sua pagina personale. Anche se il colpo più duro lo riserva a Matteo Salvini.
Argomentando sulla sentenza di condanna di due carabinieri per la morte di Stefano Cucchi, il ministro degli Esteri è andato all’attacco dell’ex vicepremier leghista per le sue parole di ieri: «Salvini, non puoi dire che la sentenza su Cucchi dimostra che la droga fa male. Cosa significa? Che se uno sbaglia nella vita deve essere pestato a morte? Credo che sarebbe meglio porgere le scuse».
Secondo il capo politico del M5S, però, sempre in merito al caso Cucchi, «nessuno» deve provare «a criminalizzare i carabinieri: questa sentenza dimostra che lo Stato è in grado di processare se stesso ed espellere chi sbaglia».
A stretto giro, le parole del capo politico del Movimento 5 Stelle sono riprese nella sostanza anche leader dei grillini in Emilia Romagna (consigliere comunale a Bologna e capo staff di Virginia Raggi), Massimo Bugani: «La droga fa male è vero ma è evidente che fa molto più male incontrare picchiatori che infangano la divisa che portano e che danneggiano i loro colleghi bravi e coscienziosi. La droga fa male vero ma fa molto più male vedere che ci sono politici e personaggi che con frasi prive di senso finiscono per giustificare la violenza».

Contro Italia Viva sul carcere ai grandi evasori

Nel mirino di Di Maio anche Italia Viva, rea di aver presentato «un emendamento per togliere il carcere per i grandi evasori». Il ministro si augura che «sia solo una provocazione», perché, per il M5S «è un punto fondamentale del programma». Proprio quest’oggi il Movimento 5 Stelle, con un post sul Blog delle Stelle, aveva ribadito la sua posizione sul tema, «veri nemici di artigiani, commercianti, negozianti, professionisti italiani».
Nel post sul blog si leggeva ancora: «Abbiamo visto che i contribuenti con cartelle sopra i 500.000 mila euro producono il 67,9% dell’evasione accertata e che se contiamo gli evasori a partire dai 100.000 euro l’evaso accertato arriva addirittura all’83% del totale. Ma chi sono e come si comportano i grandi evasori italiani? Ricordiamo qui qualche caso celebre, o famigerato».

Le tensioni su Ilva

A proposito della vicenda ArcelorMittal il leader pentastellato torna sul tema dello scudo penale: «Non c’entra nulla lo scudo, c’entra il fatto che qui qualcuno vuole fare il furbo». Per Di Maio il M5S non può accettare «che dall’oggi al domani se ne vanno, non posso accettare la campagna stampa contro i 5 Stelle sullo scudo. Quando un imprenditore si impegna su un progetto, se gli vanno male le cose, lo Stato non lo salva, il problema è suo».
Ma il capo politico si toglie qualche sassolino dalla scarpa anche nei confronti degli avversari interni. «Il Movimento non diventerà mai un partito», dice senza mezzi termini. E chi vuole che si trasformi «non ha che da scegliere uno dei tanti partiti che ci sono, ne nasce uno ogni giorno, oggi quello di Calenda». Per Di Maio «è con gli attivisti che dobbiamo rilanciare», il M5S e non «nei palazzi, dove si parla un politichese insopportabile».

Facebook, lo 'scontro social' tra la Sardone e Mentana. Lei: 'Ha preso una cantonata'


Di Salvatore Santoru

'Scontro social' tra Enrico Mentana e la politica della Lega Silvia Sardone. Più specificatamente, il giornalista ha condiviso un tweet della Sardone contenente il commento di un presunto follower. In tale commento era postata l'immagine di un uomo di colore spacciato come un migrante. 

Su Instagram Mentana ha ironizzato sostenendo che il presunto migrante è l'attaccante dell'Inter Romelu Lukaku e ha aggiunto che la sua ONG è il Manchester United. In seguito, su Facebook la Sardone ha sostenuto che Enrico Mentana ha preso una cantonata in quanto l'utente che ha postato quel commento è noto per essere decisamente critico di Salvini e della Lega.

PER APPROFONDIRE- https://it.blastingnews.com/politica/2019/08/facebook-la-sardone-contro-mentana-ha-fatto-una-figuraccia-002962689.html

Bibbiano, parla la Pausini: 'Se ne parla troppo poco, è una vicenda scandalosa'


Di Salvatore Santoru

Recentemente Laura Pausini ha parlato dello scandalo di Bibbiano. Più specificatamente, la cantante ha scritto in un post su Facebook che si è parlato troppo poco della vicenda. Inoltre, la musicista ha esortato i suoi fan a parlare di più della stessa inchiesta 'Angeli e Demoni'.

Oltre a ciò, la Pausini ha sostenuto che non si tratta di una questione politica ma di umanità e di rispetto dei diritti della vita e dei bambini.

PER APPROFONDIREhttps://it.blastingnews.com/cronaca/2019/07/bibbiano-laura-pausini-caso-scandaloso-sono-arrabbiata-002951909.html

Elezioni europee: Salvini, Pd e Berlusconi sono quelli che spendono di più su Facebook. In coda il Movimento 5 Stelle


Di Eleonora Bianchini

Quanto hanno speso, quali sono i temi forti sui quali fanno campagna e chi c’è dietro alle loro inserzioni. In vista della tornata di elezioni europee e amministrative, Facebook, per la prima volta in Italia, mette a disposizione i dati relativi alle pubblicità fatte dai politici sul social, diventato in Italia il mezzo principale sul quale fare propaganda. Nella classifica degli investimenti degli ultimi 30 giorni (dal 20 aprile al 19 maggio), come è possibile verificare nella libreria inserzioni, chi spende di più è Matteo Salvini (92.313 euro), seguito da Pd (88.475 euro) e Silvio Berlusconi (73.759 euro). Poi ci sono Fratelli d’Italia (23.774) e Giorgia Meloni (18.824). Poco più di 7mila euro, invece, spesi sulla pagina di Forza Italia. In coda invece il Movimento 5 Stelle che sul social network – visto anche l’attivismo online dei suoi sostenitori – ha iniziato a pubblicare inserzioni soltanto nell’ultima settimana, con un investimento di 701 euro. La scelta di concentrarsi in quest’ultimo periodo è stata fatta anche da altri: nel caso di Salvini sono stati spesi 37.118 euro, 26.275 per il Pd, 15.393 per Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni con 14.841 euro. Dal 20 aprile al 19 maggio le regioni in cui si sono concentrati gli investimenti su Facebook sono Lombardia (147.468), Lazio (97.592) e Campania (92.723) mentre in coda ci sono Valle d’Aosta (1485), Molise (4005) e Basilicata (8550). I politici che hanno speso di più sulle loro pagine sono Roberto Rosso di Fratelli d’Italia (spesa 19.922 euro, candidato nella circoscrizione Nord est) e due leghisti Angelo Ciocca(10.087, candidato nel Nordovest e conosciuto per avere calpestato con una scarpa i fogli di Moscovici al Parlamento europeo) e Matteo Gazzini (9952, Nordest).
Salvini top spender, valanga di inserzioni per Forza Italia – Guardando alla pagina ufficiale di Matteo Salvini, nell’ultima settimana il leader della Lega ha speso sulla sua pagina – gestita da 22 profili che operano tutti in Italia – il 40% del budget complessivo da marzo a oggi. Le inserzioni fatte nell’ultimo mese sono 43, di cui al momento solo 8 attive. Le più recenti riguardano le immagini anti “fake news” della manifestazione della Lega a Milano, oltre a un video di alcuni manifestanti di colore in corteo a Napoli che gridano “Salvini assassini”. Ma chi visualizza queste pubblicità? Prendiamo l’ultima che rilancia le immagini della manifestazione di Piazza Duomo: il target è prevalentemente maschile tra i 25 e i 54 anni, e considera profili attivi in Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia. Un’altra inserzione invece, attiva dal 15 maggio e che attacca il Pd si rivolge a un target prevalentementefemminile e over 45 in Lazio, Sicilia, Campania e Lombardia.
Sulla pagina di Silvio Berlusconi, invece, sono state pubblicate 414 inserzioni, di cui 7 attive al momento. L’ultima rilancia un’intervista rilasciata dall’ex premier su Libero e in particolare una sua dichiarazione sugli imprenditori e si rivolge in particolare a uomini nella fascia 45-54 in Lombardia, Campania e Lazio. A gestire la pagina sono 17 profili, mentre ne ha 10 quella di Forza Italia, che nell’ultimo mese ha speso poco più di 7mila euro di cui 1560 solo nell’ultima settimana. Per chiudere col centrodestra, sulla pagina di Giorgia Meloni Fratelli d’Italia ha deciso di concentrare gli investimenti (14mila su 18mila euro) nella ultima settimana, mentre sulla pagina del partito negli ultimi sette giorni è stato concentrato meno di un terzo della spesa. Gli annunci si rivolgono in media a un pubblico prevalentemente maschile over 35.
Guardando a sinistra, fiume di inserzioni anche per il Partito democratico, in tutto 139 di cui 62 attive. Quasi il 3% degli investimenti pubblicitari è stato condensato nell’ultima settimana. Zero inserzioni a pagamento invece sulla pagina di Nicola Zingaretti così come per Sinistra italiana, mentre Casapound al momento ha all’attivo soltanto un’inserzione, pubblicata il 18 maggio: si rivolge a un target esclusivamente maschile e in particolare dai 25 ai 44 anni che nel 18% dei casi e si trova nel Lazio. Un’inserzione per il partito di estrema destra come per il Movimento 5 Stelle che ha attivato le inserzioni (13) soltanto da due giorni per una spesa complessiva di 701 euro. 30 i profili che gestiscono la pagina, di cui 28 operano dall’Italia e uno dal Belgio. Ambiente, giovani e lotta all’evasione sono fra i temi degli ultimi spot su Facebook. Nessuna inserzione invece sulla pagina di Luigi Di Maio.

Facebook ha fatto chiudere chiudere 23 pagine specializzate in fake news politiche


Di Salvatore Santoru

Facebook ha deciso di rimuovere 23 pagine specializzate in fake news politiche. Più specificatamente, riporta 'Tomshow.it, la cancellazione delle pagine dal social è avvenuta a seguito di una recente inchiesta fatta dall'organizzazione no-profit Avaaz.
Andando maggiorente nei particolari, si è trattato di una inchiesta a livello europeo e che è stata segnalata e consegnata a Facebook il 3 maggio 2019. 
Sempre stando all'articolo di Tomshow, circa la metà di queste pagine era schierata a favore di Lea e 5 Stelle e diffondeva contenuti contro i migranti, i vaccini e anche contenuti antisemiti.

Facebook ha sospeso gli account di tutti i più importanti dirigenti di CasaPound



Il partito neofascista CasaPound ha accusato Facebook di censura dopo la sospensione degli account di numerosi dirigenti e militanti del gruppo. L’elenco dei sospesi include, infatti, il presidente di CasaPound Gianluca Iannone, tre consiglieri comunali e altri sei membri del partito, tra cui alcuni candidati sindaci alle prossime elezioni amministrative. Sul sito del suo giornale, Il Primato nazionale, CasaPound ha scritto:
Questi provvedimenti risultano ancora più inaccettabili perché in alcuni casi vanno ad inserirsi in campagne elettorali già attive – come ad esempio a Nettuno – , e in altri casi colpisce consiglieri già eletti andando a ledere le libere scelte del corpo elettorale.
CasaPound attacca quelli che chiama i «censori di Facebook», che accusa di voler danneggiare esplicitamente le forze del «nazionalismo bianco», come CasaPound. «È chiara la presenza di un disegno ben preciso che mira a cancellare le voci dissonanti rispetto alla narrazione dominante». A causare la sospensione sembra sia stata la pubblicazione da parte dei dirigenti di CasaPound di materiale ritenuto apologetico nei confronti del fascismo o di incitamento all’odio e alla violenza (una lista di cose che potrebbero portare alla sospensione di un profilo Facebook si può trovare qui).
Una possibilità è che gli esponenti di CasaPound abbiano pubblicato o fatto riferimenti agli episodi violenti avvenuti a Torre Maura, nella periferia di Roma, dove alcuni esponenti del gruppo e abitanti locali avevano protestato violentemente contro l’arrivo di alcune persone di origine rom in una struttura di accoglienza locale. 

Caio Mussolini (Fdi): «Discriminato per il cognome, Facebook mi ha sospeso il profilo, è il Grande Fratello moderno»


                                                                        OPEN

«La censura del cognome è inaccettabile, Facebook ha bloccato il mio profilo personale: è il Grande Fratello moderno». È lo sfogo del neocandidato di Fratelli d'Italia per le europee Caio Giulio Cesare Mussolini, affidato a un post sulla sua pagina pubblica in cui spiega: «Non avevo scritto nulla, anzi ho dovuto subire insulti, minacce e foto poco piacevoli. Ma non mi mettono certo paura».



«Voglio tranquillizzare tutti: non farò campagna elettorale con fasci littori, saluti romani e fez - ha detto il neocandidato di Fdi -. Trovo però inaccettabile che Facebook chiuda il mio profilo personale solo perché il mio cognome è Mussolini. Ieri sono stato bloccato fino al giorno 11 di Aprile, pur non avendo scritto nulla».




Mussolini ha poi raccontato di una giornata intera di «insulto libero contro la mia persona e la mia famiglia». «Se la policy di Facebook è consentire foto a testa in giù, insulti, minacce di morte e di aggressioni, e al contempo sanzionare una persona solo per il suo cognome, allora siamo messi malissimo - ha tuonato -. Qui l'unico discriminato sono io». E ancora: «Facebook si comporta come un centro sociale. È inaccettabile - ha concluso -. Sto valutando con i miei avvocati se iniziare un'azione legale».
Già ieri il neocandidato annunciato da Giorgia Meloni aveva avuto problemi nel creare la sua pagina pubblica: Facebook mi chiede di creare il nome utente di questa pagina ma poi mi dice che l’uso del mio cognome non é consentito. Siamo alla polizia del pensiero.

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FOTO: FAN PAGE

Facebook, Sandberg incassa il sostegno del cda dopo affaire Soros

Pieno sostegno da parte del consiglio d’amministrazione di Facebook a Sheryl Sandberg dopo le critiche ricevute dalla numero due del social network per il suo ruolo in una inchiesta interna sul miliardario George Soros. “Le azioni di Sandberg erano appropriate al suo ruolo di numero due”, sottolinea il cda in una lettera inviata alla fondazione di Soros, che aveva chiesto delle scuse dopo che la stampa aveva rivelato che il social fondato da Mark Zuckerberg stava tentando di screditare l’imprenditore, da sempre critico con Facebook.
Secondo il New York Times Sandberg chiese al suo staff di indagare su Soros per capire se le sue critiche al social network fossero dovute a interessi finanziari. Secondo il celebre quotidiano la direttrice operativa di Facebook sarebbe stata direttamente coinvolta nella risposta del social network al magnate, che aveva definito Facebook e Google una minaccia per la società.

Tv, le nuove regole dell’Ue valgono anche per Netflix e Facebook: cosa cambia



BLITZ QUOTIDIANO

 Il Parlamento europeo ha approvato il 2 ottobre le nuove regole per gli audiovisivi e le piattaforme video. Oltre alle televisioni, anche le piattaforme come Netflix, YouTube, Amazon Prime Video e Facebook dovranno rispettare la nuova regolamentazione. Tra le misure c’è una maggiore protezione per i bambini dai contenuti pericolosi, limiti alla pubblicità e anche l’obbligo di almeno il 30 percento di contenuti europei nei cataloghi delle piattaforme. Il nuovo regolamento è stato approvato in aula a Strasburgo con 452 voti a favore, 132 contrari e 65 astensioni.
Il nuovo regolamento Ue è rivolto sia alle emittenti radio e televisive che alle piattaforme di video on demand, come ad esempio Netflix e Google Play, a quelle di condivisione di video, come Facebook o YouTube, e anche allo streaming in diretta. 

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Le piattaforme dovranno dunque creare un meccanismo trasparente e facile da usare per consentire agli utenti di segnalare i contenuti e inoltre dovranno garantire una risposta rapida alle segnalazioni da parte degli utenti. E’ stato inoltre previsto un meccanismo di protezione dei dati personali dei minori per garantire che i loro dati raccolti dai media audiovisivi non siano trattati per uso commerciale, per la profilazione o la pubblicità mirata.
La nuova normativa prevede anche che la pubblicità potrà occupare al massimo il 20 percento del tempo di trasmissione giornaliera tra le 6.00 e le 18.00, con la possibilità per l’emittente di adattare la propria offerta pubblicitaria. È stata inoltre prevista una finestra di prime time tra le 18:00 e le 0:00, con un nuovo limite del 20% del tempo di trasmissione.  

ENRICO MENTANA SULLA CRISI DELLA SINISTRA: 'C'è bisogno di aria e di idee nuove'

Immagine correlata

Di Salvatore Santoru

"Aria nuova, gente nuova, ma soprattutto idee nuove"(1). 
Lo ha sostenuto Enrico Mentana in un recente post su Facebook.

Più precisamente, riporta l'Adnkronos(1), il direttore del tg di La7 ha scritto che "se la sinistra di governo è stata punita contemporaneamente in tutta Europa in modo tanto brutale la diagnosi è chiara: quel modello di partito e quel riformismo di governo non funzionano, non bastano, e quei gruppi dirigenti ne visualizzano la disfatta. Ogni palliativo, ogni maquillage, ogni ritorno al passato lascia il tempo che trova".



Infine, il giornalista ha concluso che "ci vuole aria nuova, gente nuova, ma soprattutto idee nuove, e non per concorso".

NOTA:

(1) http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/08/30/sinistra-vuole-aria-nuova-ricetta-mentana_pEfTgCYtK4Fbhx9qs41DtJ.html

Staffetta "total black", lite Saviano-Centinaio: "Pontida razzista", "Legafobico"

Di Claudio Cartaldo
Botta e risposta tra Gian Marco Centinaio Roberto Saviano sulla fotografia che da ieri sta facendo il giro dei social network e che ritrae le quattro atlete della staffetta italiana vittoriose ai giochi del Mediterraneo.
Lo scrittore ha approfittato della notizia per attaccare, di nuovo, la Lega di Matteo Salvini che ieri si è radunata a Pontida per il tradizionale incontro estivo. "Ai Giochi del Mediterraneo oro italiano nella 4×400 grazie a Libania Grenot, Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Raphaela Lukudo. I loro sorrisi sono la risposta all’Italia razzista di Pontida - ha scritto l'autore di Gomorra - L’Italia multiculturale nata dal sogno repubblicano non verrà fermata". Il tweet è stato apprezzato anche dalla Ong Proactiva Open Arms.
Ai oro italiano nella 4×400 grazie a Libania Grenot, Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Raphaela Lukudo. I loro sorrisi sono la risposta all’Italia razzista di Pontida. L’Italia multiculturale nata dal sogno repubblicano non verrà fermata.
In tutta risposta, il leghista Centinaio ha pubblicato lo scatto della Nazionale italiana di volley, mostrando gli atleti (tutti bianchi) anche loro vittoriosi contro la Spagna. "Capisco che ormai è diventato 'legafobico' ma basare la propria visibilità solo per attaccare la lega è noioso... si sciacqui la bocca quando parla del popolo di Pontida", ha detto il ministro delle politiche agricole. "I veri razzisti sono quelli che si dimenticano di tutti gli altri atleti che hanno vinto delle medaglie ai Giochi del Mediterraneo. Bravi a tutti gli atleti italiani".
Sulla questione è intervenuto anche Matteo Salvini con un post su Facebook. "Bravissime - ha scritto su Facebook - mi piacerebbe incontrarle e abbracciarle. Come tutti hanno capito (tranne qualche “benpensante” e rosicone di sinistra), il problema è la presenza di centinaia di migliaia di immigrati clandestini che non scappano da nessuna guerra e la guerra, purtroppo, ce la portano in casa, non certo ragazze e ragazzi che, a prescindere dal colore della pelle, contribuiscono a far crescere il nostro Paese. Applausi!".

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