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Silvia Romano agli amici su Fb: "Non vi arrabbiate per difendermi"



“Vi chiedo di non arrabbiarvi per difendermi”. Lo scrive su Facebook, la cooperante milanese Silvia Romano. “Sono felice - prosegue - perché ho ritrovato i miei cari ancora in piedi, grazie a Dio, nonostante il loro grande dolore. Perché ho ritrovato voi, tutti voi, pronti ad abbracciarmi”. “Io ho sempre seguito il cuore e quello non tradirà mai”, ha concluso.
Nel post, la giovane ha voluto dire “grazie, grazie, grazie” a “tutti gli amici e le amiche che mi sono stati vicini con il cuore in questo lungo tempo”. E ha ringraziato anche “chi non era un amico, ma un conoscente o uno sconosciuto e mi ha dedicato un pensiero. A tutti coloro che hanno supportato i miei genitori e mia sorella in modo così speciale e inaspettato: scoprire quanto affetto gli avete dimostrato per me è stato ed è solo motivo di gioia, sono stati forti anche grazie a voi e io sono immensamente grata per questo”

De Donno rompe il silenzio stampa e spiega il motivo della sua «scomparsa».



 Di David Puente 
https://www.open.online/
                                                
Dal 6 maggio 2020 era scomparso dai social il Dott. Giuseppe De Donno, pneumologo dell’ospedale Carlo Poma di Mantova diventato noto al pubblico per la terapia sperimentale del plasma, scatenando polemiche e teorie di complotto tra i suoi fan.

Oggi, a distanza di due giorni, rompe il «silenzio stampa» pubblicando sulla sua pagina Facebook, riattivata per l’occasione, un breve comunicato e un video annuncio:
                                                
Dal 6 maggio 2020 era scomparso dai social il Dott. Giuseppe De Donno, pneumologo dell’ospedale Carlo Poma di Mantova diventato noto al pubblico per la terapia sperimentale del plasma, scatenando polemiche e teorie di complotto tra i suoi fan.

Oggi, a distanza di due giorni, rompe il «silenzio stampa» pubblicando sulla sua pagina Facebook, riattivata per l’occasione, un breve comunicato e un video annuncio:
Carissimi, la vostra vicinanza in questi giorni, mi ha commosso. Vi posto un breve video, fatto d’impeto, per spegarVi il mio silenzio.
Io non cerco visibilità. Volevo visibilità per il plasma convalescente. Oggi una marea montante di ASST, città e regioni promuovono il nostro protocollo, identico o modificato nella forma ma non nella sostanza. Di questo ne sono orgoglioso, assieme ai miei Colleghi ricercatori. Molte Regioni stanno partendo con la istituzione di banche di plasma convalescente.
Continuate a sostenermi, sostenerci. Il nostro obiettivo oramai è a portata di mano. Non disperdiamo le energie.
Sempre vostro.
@docgiuseppededonno
E se vi sta a cuore il Centro di Ricerca Etico, come patrimonio di tutto il paese e non di una singola città, condvidete qesto post. Con la mia gratitudine infinita.
Promuoviamo la Scienza
nonsiamomammalucchi
vinciamonoi
Ecco quanto riportato nel video:
Cari amici, nei giorni scorsi la pressione mediatica e popolare sul mio operato è stata tale da non permettermi di operare serenamente, soprattutto nell’ambito della sperimentazione del protocollo implementato insieme ai colleghi di Pavia, del San Matteo di Pavia. Per questo motivo ho reputato prudente chiudere i miei account social Instagram, Twitter e anche Facebook sia del mio profilo personale che della mia pagina istituzionale. Questo per lanciare un messaggio di calma, un messaggio di rasserenazione. Se ho parlato e sono intervenuto in pubblico l’ho fatto semplicemente per fare informazione e vedo però che l’informazione è stata recepita da alcuni come mezzo per azzuffarsi con chi la pensa diversamente.
I miei interventi sui mass media sono stati animati dal solo spirito divulgativo e da un auspicabile sereno e professionale confronto con i colleghi su un protocollo che, oggettivamente, ottiene risultati lusinghieri, incoraggianti, ancorché oggetto di ulteriori approfondimenti scientifici. Un protocollo che ci invidiano moltissimi, un protocollo che è stato preso come esempio da molti stati europei e americani. Io vi ringrazio per la vicinanza, vi ringrazio per l’attenzione, ma non sono disponibile in questo momento a risse televisive, a zuffe mediatiche, con questo o quel collega, atteso che essendo tutti noi medici lavoriamo per una causa unica che è la lotta al Coronavirus, a questo terribile virus che ha determinato questa maledetta pandemia che ha causato molti morti nel nostro paese, molti morti nel mondo. Gli occhi di questi morti non me li dimenticherò mai. E, a differenza di come può pensare qualcuno, non utilizzo mai i morti per farmi pubblicità, questa è una speculazione che non accetterò mai.
Noi non siamo mammalucchi, non siamo però neanche in gara tra di noi colleghi e, come già è stato dichiarato da ASST Mantova, lunedì un’importante rivista scientifica sottometterà il nostro lavoro, analizzerà i nostri risultati, ci dirà se il lavoro che abbiamo compiuto è un lavoro degno di essere pubblicato su riviste di elevato impact factor, cioè di riviste importanti, di riviste cioè che fanno letteratura. Fino ad allora cercherò di mantenere un profilo molto basso nell’attesa che arrivino questi importanti risultati che non sono soltanto risultati personali, ma sono risultati che riguardano tutta la nostra comunità, la comunità mantovana, la comunità italiana, la comunità del mondo. Moltissimi paesi, come vi dicevo prima, ci hanno preso per esempio, moltissimi altri ospedali hanno preso per esempio l’ospedale di Mantova e l’ospedale di Pavia, Crema e Cremona son partite anche loro, Milano è partita anch’essa arruolando pazienti, così stanno facendo la Valle d’Aosta e il Piemonte, così sta facendo la Toscana, così sta facendo la Puglia, così sta facendo la Calabria. Si sta manifestando quello che io speravo, che io auspicavo, che noi mantovani e pavesi auspicavamo, una marea montante di centri che sperimentano il plasma iperimmune dei pazienti convalescenti. Un momento di grandissima democrazia, un momento di grandissima solidarietà, dove i pazienti guariti aiutano i pazienti ancora ammalati.
Io vi ringrazio e ringrazio anche le istituzioni che in questi momenti ci sono stati molto vicino. Ringrazio in particolare il Presidente Mattarella, che ha dimostrato la sua vicinanza a noi. Ringrazio il Papa insieme ai suoi vescovi, e soprattutto il mio vescovo che ha speso per me parole meravigliose e ha speso per me riflessioni che mi hanno cambiato la vita. Ringrazio i miei parroci, Don Cristian in particolare, ringrazio il mio amatissimo Don Sandro che sebbene da lontano non perde mai occasione di manifestare l’amore che prova per me.
Ringrazio i Nas, perché anche loro hanno dimostrato la loro serietà, hanno fatto il loro lavoro e hanno permesso di verificare quanto sia serio il lavoro della sperimentazione che noi insieme ai colleghi di Pavia abbiamo messo in atto. E ringrazio i giornalisti, non tutti di questi, ma la maggior parte si è adoperata affinché la verità possa andare avanti.
Grazie a tutti voi che in queste giornate durissime mi siete stati vicino aprendo social alternativi alla mia pagina Facebook. Vi ringrazio, vi ringrazio e vi abbraccio, però state attenti. Voglio che questi social siano un momento di vicinanza e un momento di amore, non utilizziamoli per fare cose alternative che non sono nel mio obiettivo, che è quello di promuovere la scienza.
FONTE: https://www.open.online/2020/05/08/de-donno-rompe-il-silenzio-stampa-e-spiega-il-motivo-della-sua-scomparsa-sfumano-le-teorie-di-complotto/

De Donno: per alcuni colleghi sarebbe al momento irreperibile. Mistero dopo scomparsa da Fb


Di Salvatore Santoru

In queste ultime ore ha fatto discutere la scomparsa dei profili Facebook di Giuseppe De Donno, lo pneumologo noto per sostenere l'utilità della plasmaterapia contro il Covid-19(1).

Come riporta la Gazzetta di Mantova, pochi giorni fa lo stesso De Donno aveva anche aperto un secondo profilo Fb e ciò in quanto il primo aveva raggiunto il massimo limite consentito per le amicizie(2).

Tuttavia, anche del secondo profilo non si ha più traccia e ora, riporta sempre la Gazzetta di Mantova, anche i colleghi si starebbero domandando dove si troverebbe il medico.
Difatti, a detta di un primario del Poma, pare che lo stesso De Donno non si sia visto e abbia il telefono spento.
Inoltre, anche i messaggi inviati non arriverebbero a destinazione.

Oltre a ciò, anche un altro collega ha sostenuto che lo pneumologo non sia stato visto e ha detto che ciò 'sarebbe preoccupante'.

In tal modo, tale 'mistero' va ad aggiungersi alla stessa scomparsa dai social del medico, 'scomparsa' che sta facendo molto discutere in Rete.

Ovviamente bisognerà attendere gli sviluppi del caso e ciò che è certo, almeno sino ad ora, è che la causa della "scomparsa" è incerta e non vi sono indizi a favore o contro qualunque tesi si possa fare al riguardo.

NOTE :

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2020/05/de-donno-la-scomparsa-da-fb-e-il-mistero.html

(2) https://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2020/05/06/news/il-social-doc-scomparso-da-fb-autocensura-per-protesta-o-oscurato-1.38812096

De Donno, scomparsi i profili Facebook dello pneumologo


Di Salvatore Santoru

Scomparsi i profili Facebook dello pneumologo Giuseppe De Donno.
Lo ha riportato recentemente la "Gazzetta di Mantova", che ha scritto che il fatto è avvenuto a seguito della partecipazione di De Donno ad una puntata di "Porta a Porta"(1).

De Donno è diventato ultimamente noto per il sostegno dato alla terapia del plasma, una cura che potrebbe avere efficacia contro il Coronavirus.

Attualmente, la stessa plasmaterapia sta venendo studiata dalla stessa comunità scientifica mondiale.

NOTA :

(1) https://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2020/05/06/news/scomparsi-i-profili-facebook-dello-pneumologo-de-donno-1.38811099

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FOTO: https://www.tpi.it

Soros attacca Zuckerberg: 'Facebook favorisce Trump'


Di Salvatore Santoru

Il noto finanziere George Soros critica nuovamente i vertici di Facebook.

Stando ad un articolo di Business Insider(1), Soros ritiene che Facebook starebbe favorendo la corsa alla rielezione di Trump.

Più specificatamente, in una lettera al Financial Times(2), lo stesso fondatore della 'Open Society' ha scritto che Mark Zuckerberg non dovrebbe 'confondere le acque' chiedendo ai governi di introdurre regolamentazioni per il social


Inoltre, Soros ha ribadito il suo sostegno alla regolamentazione governativa dei social network ma ha anche sostenuto che Zuckerberg e Sheryl Sandberg dovrebbero essere rimossi dalla loro posizione di comando e ciò in quanto, sino ad ora, non avrebbero fatto niente per opporsi ad un certo utilizzo politico (specialmente trumpiano) della Rete.


NOTE:


(1) https://it.businessinsider.com/soros-togliete-a-zuckerberg-il-controllo-di-facebook-tira-la-volata-a-trump/


(2) https://www.ft.com/content/88f6875a-519d-11ea-90ad-25e377c0ee1f

Caso Cucchi, Di Maio attacca Salvini: «Si scusi». E Bugani: «I picchiatori infangano la divisa»


Di Alessandro Parodi

Un Luigi Di Maio contro tutti in diretta Facebook dalla sua pagina personale. Anche se il colpo più duro lo riserva a Matteo Salvini.
Argomentando sulla sentenza di condanna di due carabinieri per la morte di Stefano Cucchi, il ministro degli Esteri è andato all’attacco dell’ex vicepremier leghista per le sue parole di ieri: «Salvini, non puoi dire che la sentenza su Cucchi dimostra che la droga fa male. Cosa significa? Che se uno sbaglia nella vita deve essere pestato a morte? Credo che sarebbe meglio porgere le scuse».
Secondo il capo politico del M5S, però, sempre in merito al caso Cucchi, «nessuno» deve provare «a criminalizzare i carabinieri: questa sentenza dimostra che lo Stato è in grado di processare se stesso ed espellere chi sbaglia».
A stretto giro, le parole del capo politico del Movimento 5 Stelle sono riprese nella sostanza anche leader dei grillini in Emilia Romagna (consigliere comunale a Bologna e capo staff di Virginia Raggi), Massimo Bugani: «La droga fa male è vero ma è evidente che fa molto più male incontrare picchiatori che infangano la divisa che portano e che danneggiano i loro colleghi bravi e coscienziosi. La droga fa male vero ma fa molto più male vedere che ci sono politici e personaggi che con frasi prive di senso finiscono per giustificare la violenza».

Contro Italia Viva sul carcere ai grandi evasori

Nel mirino di Di Maio anche Italia Viva, rea di aver presentato «un emendamento per togliere il carcere per i grandi evasori». Il ministro si augura che «sia solo una provocazione», perché, per il M5S «è un punto fondamentale del programma». Proprio quest’oggi il Movimento 5 Stelle, con un post sul Blog delle Stelle, aveva ribadito la sua posizione sul tema, «veri nemici di artigiani, commercianti, negozianti, professionisti italiani».
Nel post sul blog si leggeva ancora: «Abbiamo visto che i contribuenti con cartelle sopra i 500.000 mila euro producono il 67,9% dell’evasione accertata e che se contiamo gli evasori a partire dai 100.000 euro l’evaso accertato arriva addirittura all’83% del totale. Ma chi sono e come si comportano i grandi evasori italiani? Ricordiamo qui qualche caso celebre, o famigerato».

Le tensioni su Ilva

A proposito della vicenda ArcelorMittal il leader pentastellato torna sul tema dello scudo penale: «Non c’entra nulla lo scudo, c’entra il fatto che qui qualcuno vuole fare il furbo». Per Di Maio il M5S non può accettare «che dall’oggi al domani se ne vanno, non posso accettare la campagna stampa contro i 5 Stelle sullo scudo. Quando un imprenditore si impegna su un progetto, se gli vanno male le cose, lo Stato non lo salva, il problema è suo».
Ma il capo politico si toglie qualche sassolino dalla scarpa anche nei confronti degli avversari interni. «Il Movimento non diventerà mai un partito», dice senza mezzi termini. E chi vuole che si trasformi «non ha che da scegliere uno dei tanti partiti che ci sono, ne nasce uno ogni giorno, oggi quello di Calenda». Per Di Maio «è con gli attivisti che dobbiamo rilanciare», il M5S e non «nei palazzi, dove si parla un politichese insopportabile».

Facebook, lo 'scontro social' tra la Sardone e Mentana. Lei: 'Ha preso una cantonata'


Di Salvatore Santoru

'Scontro social' tra Enrico Mentana e la politica della Lega Silvia Sardone. Più specificatamente, il giornalista ha condiviso un tweet della Sardone contenente il commento di un presunto follower. In tale commento era postata l'immagine di un uomo di colore spacciato come un migrante. 

Su Instagram Mentana ha ironizzato sostenendo che il presunto migrante è l'attaccante dell'Inter Romelu Lukaku e ha aggiunto che la sua ONG è il Manchester United. In seguito, su Facebook la Sardone ha sostenuto che Enrico Mentana ha preso una cantonata in quanto l'utente che ha postato quel commento è noto per essere decisamente critico di Salvini e della Lega.

PER APPROFONDIRE- https://it.blastingnews.com/politica/2019/08/facebook-la-sardone-contro-mentana-ha-fatto-una-figuraccia-002962689.html

Bibbiano, parla la Pausini: 'Se ne parla troppo poco, è una vicenda scandalosa'


Di Salvatore Santoru

Recentemente Laura Pausini ha parlato dello scandalo di Bibbiano. Più specificatamente, la cantante ha scritto in un post su Facebook che si è parlato troppo poco della vicenda. Inoltre, la musicista ha esortato i suoi fan a parlare di più della stessa inchiesta 'Angeli e Demoni'.

Oltre a ciò, la Pausini ha sostenuto che non si tratta di una questione politica ma di umanità e di rispetto dei diritti della vita e dei bambini.

PER APPROFONDIREhttps://it.blastingnews.com/cronaca/2019/07/bibbiano-laura-pausini-caso-scandaloso-sono-arrabbiata-002951909.html

Elezioni europee: Salvini, Pd e Berlusconi sono quelli che spendono di più su Facebook. In coda il Movimento 5 Stelle


Di Eleonora Bianchini

Quanto hanno speso, quali sono i temi forti sui quali fanno campagna e chi c’è dietro alle loro inserzioni. In vista della tornata di elezioni europee e amministrative, Facebook, per la prima volta in Italia, mette a disposizione i dati relativi alle pubblicità fatte dai politici sul social, diventato in Italia il mezzo principale sul quale fare propaganda. Nella classifica degli investimenti degli ultimi 30 giorni (dal 20 aprile al 19 maggio), come è possibile verificare nella libreria inserzioni, chi spende di più è Matteo Salvini (92.313 euro), seguito da Pd (88.475 euro) e Silvio Berlusconi (73.759 euro). Poi ci sono Fratelli d’Italia (23.774) e Giorgia Meloni (18.824). Poco più di 7mila euro, invece, spesi sulla pagina di Forza Italia. In coda invece il Movimento 5 Stelle che sul social network – visto anche l’attivismo online dei suoi sostenitori – ha iniziato a pubblicare inserzioni soltanto nell’ultima settimana, con un investimento di 701 euro. La scelta di concentrarsi in quest’ultimo periodo è stata fatta anche da altri: nel caso di Salvini sono stati spesi 37.118 euro, 26.275 per il Pd, 15.393 per Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni con 14.841 euro. Dal 20 aprile al 19 maggio le regioni in cui si sono concentrati gli investimenti su Facebook sono Lombardia (147.468), Lazio (97.592) e Campania (92.723) mentre in coda ci sono Valle d’Aosta (1485), Molise (4005) e Basilicata (8550). I politici che hanno speso di più sulle loro pagine sono Roberto Rosso di Fratelli d’Italia (spesa 19.922 euro, candidato nella circoscrizione Nord est) e due leghisti Angelo Ciocca(10.087, candidato nel Nordovest e conosciuto per avere calpestato con una scarpa i fogli di Moscovici al Parlamento europeo) e Matteo Gazzini (9952, Nordest).
Salvini top spender, valanga di inserzioni per Forza Italia – Guardando alla pagina ufficiale di Matteo Salvini, nell’ultima settimana il leader della Lega ha speso sulla sua pagina – gestita da 22 profili che operano tutti in Italia – il 40% del budget complessivo da marzo a oggi. Le inserzioni fatte nell’ultimo mese sono 43, di cui al momento solo 8 attive. Le più recenti riguardano le immagini anti “fake news” della manifestazione della Lega a Milano, oltre a un video di alcuni manifestanti di colore in corteo a Napoli che gridano “Salvini assassini”. Ma chi visualizza queste pubblicità? Prendiamo l’ultima che rilancia le immagini della manifestazione di Piazza Duomo: il target è prevalentemente maschile tra i 25 e i 54 anni, e considera profili attivi in Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia. Un’altra inserzione invece, attiva dal 15 maggio e che attacca il Pd si rivolge a un target prevalentementefemminile e over 45 in Lazio, Sicilia, Campania e Lombardia.
Sulla pagina di Silvio Berlusconi, invece, sono state pubblicate 414 inserzioni, di cui 7 attive al momento. L’ultima rilancia un’intervista rilasciata dall’ex premier su Libero e in particolare una sua dichiarazione sugli imprenditori e si rivolge in particolare a uomini nella fascia 45-54 in Lombardia, Campania e Lazio. A gestire la pagina sono 17 profili, mentre ne ha 10 quella di Forza Italia, che nell’ultimo mese ha speso poco più di 7mila euro di cui 1560 solo nell’ultima settimana. Per chiudere col centrodestra, sulla pagina di Giorgia Meloni Fratelli d’Italia ha deciso di concentrare gli investimenti (14mila su 18mila euro) nella ultima settimana, mentre sulla pagina del partito negli ultimi sette giorni è stato concentrato meno di un terzo della spesa. Gli annunci si rivolgono in media a un pubblico prevalentemente maschile over 35.
Guardando a sinistra, fiume di inserzioni anche per il Partito democratico, in tutto 139 di cui 62 attive. Quasi il 3% degli investimenti pubblicitari è stato condensato nell’ultima settimana. Zero inserzioni a pagamento invece sulla pagina di Nicola Zingaretti così come per Sinistra italiana, mentre Casapound al momento ha all’attivo soltanto un’inserzione, pubblicata il 18 maggio: si rivolge a un target esclusivamente maschile e in particolare dai 25 ai 44 anni che nel 18% dei casi e si trova nel Lazio. Un’inserzione per il partito di estrema destra come per il Movimento 5 Stelle che ha attivato le inserzioni (13) soltanto da due giorni per una spesa complessiva di 701 euro. 30 i profili che gestiscono la pagina, di cui 28 operano dall’Italia e uno dal Belgio. Ambiente, giovani e lotta all’evasione sono fra i temi degli ultimi spot su Facebook. Nessuna inserzione invece sulla pagina di Luigi Di Maio.

Facebook ha fatto chiudere chiudere 23 pagine specializzate in fake news politiche


Di Salvatore Santoru

Facebook ha deciso di rimuovere 23 pagine specializzate in fake news politiche. Più specificatamente, riporta 'Tomshow.it, la cancellazione delle pagine dal social è avvenuta a seguito di una recente inchiesta fatta dall'organizzazione no-profit Avaaz.
Andando maggiorente nei particolari, si è trattato di una inchiesta a livello europeo e che è stata segnalata e consegnata a Facebook il 3 maggio 2019. 
Sempre stando all'articolo di Tomshow, circa la metà di queste pagine era schierata a favore di Lea e 5 Stelle e diffondeva contenuti contro i migranti, i vaccini e anche contenuti antisemiti.

Facebook ha sospeso gli account di tutti i più importanti dirigenti di CasaPound



Il partito neofascista CasaPound ha accusato Facebook di censura dopo la sospensione degli account di numerosi dirigenti e militanti del gruppo. L’elenco dei sospesi include, infatti, il presidente di CasaPound Gianluca Iannone, tre consiglieri comunali e altri sei membri del partito, tra cui alcuni candidati sindaci alle prossime elezioni amministrative. Sul sito del suo giornale, Il Primato nazionale, CasaPound ha scritto:
Questi provvedimenti risultano ancora più inaccettabili perché in alcuni casi vanno ad inserirsi in campagne elettorali già attive – come ad esempio a Nettuno – , e in altri casi colpisce consiglieri già eletti andando a ledere le libere scelte del corpo elettorale.
CasaPound attacca quelli che chiama i «censori di Facebook», che accusa di voler danneggiare esplicitamente le forze del «nazionalismo bianco», come CasaPound. «È chiara la presenza di un disegno ben preciso che mira a cancellare le voci dissonanti rispetto alla narrazione dominante». A causare la sospensione sembra sia stata la pubblicazione da parte dei dirigenti di CasaPound di materiale ritenuto apologetico nei confronti del fascismo o di incitamento all’odio e alla violenza (una lista di cose che potrebbero portare alla sospensione di un profilo Facebook si può trovare qui).
Una possibilità è che gli esponenti di CasaPound abbiano pubblicato o fatto riferimenti agli episodi violenti avvenuti a Torre Maura, nella periferia di Roma, dove alcuni esponenti del gruppo e abitanti locali avevano protestato violentemente contro l’arrivo di alcune persone di origine rom in una struttura di accoglienza locale. 

Caio Mussolini (Fdi): «Discriminato per il cognome, Facebook mi ha sospeso il profilo, è il Grande Fratello moderno»


                                                                        OPEN

«La censura del cognome è inaccettabile, Facebook ha bloccato il mio profilo personale: è il Grande Fratello moderno». È lo sfogo del neocandidato di Fratelli d'Italia per le europee Caio Giulio Cesare Mussolini, affidato a un post sulla sua pagina pubblica in cui spiega: «Non avevo scritto nulla, anzi ho dovuto subire insulti, minacce e foto poco piacevoli. Ma non mi mettono certo paura».



«Voglio tranquillizzare tutti: non farò campagna elettorale con fasci littori, saluti romani e fez - ha detto il neocandidato di Fdi -. Trovo però inaccettabile che Facebook chiuda il mio profilo personale solo perché il mio cognome è Mussolini. Ieri sono stato bloccato fino al giorno 11 di Aprile, pur non avendo scritto nulla».




Mussolini ha poi raccontato di una giornata intera di «insulto libero contro la mia persona e la mia famiglia». «Se la policy di Facebook è consentire foto a testa in giù, insulti, minacce di morte e di aggressioni, e al contempo sanzionare una persona solo per il suo cognome, allora siamo messi malissimo - ha tuonato -. Qui l'unico discriminato sono io». E ancora: «Facebook si comporta come un centro sociale. È inaccettabile - ha concluso -. Sto valutando con i miei avvocati se iniziare un'azione legale».
Già ieri il neocandidato annunciato da Giorgia Meloni aveva avuto problemi nel creare la sua pagina pubblica: Facebook mi chiede di creare il nome utente di questa pagina ma poi mi dice che l’uso del mio cognome non é consentito. Siamo alla polizia del pensiero.

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FOTO: FAN PAGE

Facebook, Sandberg incassa il sostegno del cda dopo affaire Soros

Pieno sostegno da parte del consiglio d’amministrazione di Facebook a Sheryl Sandberg dopo le critiche ricevute dalla numero due del social network per il suo ruolo in una inchiesta interna sul miliardario George Soros. “Le azioni di Sandberg erano appropriate al suo ruolo di numero due”, sottolinea il cda in una lettera inviata alla fondazione di Soros, che aveva chiesto delle scuse dopo che la stampa aveva rivelato che il social fondato da Mark Zuckerberg stava tentando di screditare l’imprenditore, da sempre critico con Facebook.
Secondo il New York Times Sandberg chiese al suo staff di indagare su Soros per capire se le sue critiche al social network fossero dovute a interessi finanziari. Secondo il celebre quotidiano la direttrice operativa di Facebook sarebbe stata direttamente coinvolta nella risposta del social network al magnate, che aveva definito Facebook e Google una minaccia per la società.

Tv, le nuove regole dell’Ue valgono anche per Netflix e Facebook: cosa cambia



BLITZ QUOTIDIANO

 Il Parlamento europeo ha approvato il 2 ottobre le nuove regole per gli audiovisivi e le piattaforme video. Oltre alle televisioni, anche le piattaforme come Netflix, YouTube, Amazon Prime Video e Facebook dovranno rispettare la nuova regolamentazione. Tra le misure c’è una maggiore protezione per i bambini dai contenuti pericolosi, limiti alla pubblicità e anche l’obbligo di almeno il 30 percento di contenuti europei nei cataloghi delle piattaforme. Il nuovo regolamento è stato approvato in aula a Strasburgo con 452 voti a favore, 132 contrari e 65 astensioni.
Il nuovo regolamento Ue è rivolto sia alle emittenti radio e televisive che alle piattaforme di video on demand, come ad esempio Netflix e Google Play, a quelle di condivisione di video, come Facebook o YouTube, e anche allo streaming in diretta. 

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Le piattaforme dovranno dunque creare un meccanismo trasparente e facile da usare per consentire agli utenti di segnalare i contenuti e inoltre dovranno garantire una risposta rapida alle segnalazioni da parte degli utenti. E’ stato inoltre previsto un meccanismo di protezione dei dati personali dei minori per garantire che i loro dati raccolti dai media audiovisivi non siano trattati per uso commerciale, per la profilazione o la pubblicità mirata.
La nuova normativa prevede anche che la pubblicità potrà occupare al massimo il 20 percento del tempo di trasmissione giornaliera tra le 6.00 e le 18.00, con la possibilità per l’emittente di adattare la propria offerta pubblicitaria. È stata inoltre prevista una finestra di prime time tra le 18:00 e le 0:00, con un nuovo limite del 20% del tempo di trasmissione.  

ENRICO MENTANA SULLA CRISI DELLA SINISTRA: 'C'è bisogno di aria e di idee nuove'

Immagine correlata

Di Salvatore Santoru

"Aria nuova, gente nuova, ma soprattutto idee nuove"(1). 
Lo ha sostenuto Enrico Mentana in un recente post su Facebook.

Più precisamente, riporta l'Adnkronos(1), il direttore del tg di La7 ha scritto che "se la sinistra di governo è stata punita contemporaneamente in tutta Europa in modo tanto brutale la diagnosi è chiara: quel modello di partito e quel riformismo di governo non funzionano, non bastano, e quei gruppi dirigenti ne visualizzano la disfatta. Ogni palliativo, ogni maquillage, ogni ritorno al passato lascia il tempo che trova".



Infine, il giornalista ha concluso che "ci vuole aria nuova, gente nuova, ma soprattutto idee nuove, e non per concorso".

NOTA:

(1) http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/08/30/sinistra-vuole-aria-nuova-ricetta-mentana_pEfTgCYtK4Fbhx9qs41DtJ.html

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