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Giornata internazionale contro l'omofobia- COMUNICATO CNDDU



Il 17 maggio è la Giornata internazionale contro l’omofobia; il Coordinamento nazionale docenti
della disciplina dei diritti umani, in linea con le indicazioni del Ministero dell’Istruzione, intende
segnalare la necessità, in vista di tale ricorrenza, di proporre agli istituti scolastici i temi del rispetto
della persona nella sua globalità, della solidarietà e dell’empatia.

La giornata, riconosciuta sin dal 2004 sia dall’ONU che dall’Unione europea, istituita ufficialmente
da quest’ultima nel 2007, è nata per celebrare l’eliminazione dell’omosessualità avvenuta il 17
maggio 1990 dalla lista delle patologie mentali nella classificazione internazionale delle malattie
pubblicata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
Eppure da recenti indagini statistiche effettuate su tale fenomeno, emerge un quadro preoccupante:
tra i giovanissimi sussistono ancora stereotipi, pregiudizi e diffidenze nei confronti di coetanei e
adulti caratterizzati da un orientamento sessuale dissimile dai propri. Nel 2011 attraverso una sua
indagine l’ISTAT ha rilevato che il 24% delle persone omosessuali ha affermato di essere stato
discriminato durante gli anni delle scuole superiori e dei college, rispetto al 14% degli eterosessuali.

La scuola ha tra i propri compiti quello di instaurare un clima sereno, in quanto seconda famiglia di
studenti e personale scolastico, all’interno della comunità, onde prevenire tutte le tipologie di
emarginazione o peggio ancora di denigrazione / bullismo nei confronti dell’altro.
Ogni forma di prevaricazione deve essere condannata fermamente, soprattutto in una fascia d’età
estremamente delicata, in cui anche il rifiuto o il palese scherno costituiscono motivo di profonda
sofferenza interiore, depressione o nei casi più gravi atti di autolesionismo.

La DUDU in molteplici articoli e la Costituzione italiana nell’art. 3 sanciscono inequivocabilmente
il diritto all’uguaglianza di tutti gli esseri umani; tale concetto comporta, ovviamente nel pieno
rispetto delle leggi vigenti, il riconoscimento della facoltà di ciascuno di vivere il proprio modo di
essere, considerando che ogni persona è unica, preziosa e irripetibile.
Alcuni spunti per analizzare insieme in maniera costruttiva il tema in oggetto possono essere
reperiti sul sito di Amnesty International (Le scuole attive contro l’omofobia e la transfobia
https://www.amnesty.it/scuole/le-scuole-attive-contro-lomofobia-e-la-transfobia/)
Il Coordinamento propone ai docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di guidare
gli studenti in un debate sul tema della discriminazione, da concludere con uno slogan concepito
proprio per affermare il valore dell’originalità di ciascun individuo.

Prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU

Francesca Pascale, l'intervista al Fatto: 'Sostengo il movimento Lgbt e critico il sovranismo'


Di Salvatore Santoru

Recentemente la fidanzata di Silvio Berlusconi, Francesca Pascale, è stata intervistata dal Fatto Quotidiano(1).

Durante l'intervista la giovane donna ha parlato del suo impegno a favore delle istanze della comunità LGBT e del lancio di un'associazione che ne difenda i diritti, anche nel suo interesse.

La Pascale ha anche sostenuto di essere molto critica nei confronti dell'attuale sovranismo e ha parlato del suo rapporto con Berlusconi.

Oltre a ciò, la giovane donna ha detto di essere stata discriminata per via del suo 'amore non convenzionale' con un uomo con diversi anni più di lei, per la precisione 49(2).

NOTE:

(1) https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/11/02/odio-il-sovranismo-e-i-paletti-ne-etero-ne-gay-sono-libera/5544155/

(2) https://www.informazioneconsapevole.com/2019/11/francesca-pascale-sono-innamorata-di.html

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FOTO: https://www.open.online

La Cassazione dice no al riconoscimento dei bambini delle coppie formate da due padri

Di Salvatore Santoru
Recentemente la Corte di Cassazione ha deciso di rifiutare il riconoscimento dei bambini delle coppie gay formate da due padri. Più specificatamente, riporta la Stampa, tale decisione è stata presa dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza 12193.
In essa si spiega che «non può essere trascritto nei registri dello stato civile italiano il provvedimento di un giudice straniero con cui è stato accertato il rapporto di filiazione tra un minore nato all’estero mediante il ricorso alla maternità surrogata ed un soggetto che non abbia con lo stesso alcun rapporto biologico, il cosiddetto genitore d’intenzione».

Pillon condannato per diffamazione nei confronti del circolo LGBT Omphalos


Di Salvatore Santoru

Il senatore leghista Simone Pillon è stato condannato in primo grado per diffamazione. Andando nello specifico, Pillon pagare 1500 euro di multa nei confronti del circolo LGBT Omphalos.

La causa della condanna è da attribuire a delle affermazioni fatte da Pillon durante il convegno del Forum delle famiglie di Ascoli nel 2018, affermazioni decisamente critiche nei riguardi di un'iniziativa contro l'omofobia fatta nel liceo Alessi dall'Omphalos.

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PER APPROFONDIRE- https://it.blastingnews.com/politica/2019/04/pillon-e-stato-condannato-per-diffamazione-nei-confronti-di-un-circolo-lgbt-002893807.html

Platinette: "Il titolo sui gay non era aggressivo, solo un po' superficiale. Ma Libero non è omofobo"



Il titolo di Libero ("Calano fatturato e Pil, aumentano i gay") non è piaciuto a Platinette ma lei non si è sentita offesa. "Erano chiari l'intento provocatorio e scherzoso e la mancanza di una volontà di insultare". A dichiararlo è la stessa drag queen in un'intervista firmata da Pietro Senaldi sulle colonne di Libero.
Io non mi sono offeso. Erano chiari l'intento provocatorio e scherzoso e la mancanza di una volontà di insultare. Potrei dire che non è dei più riusciti, perché l'allegoria è poco simpatica e l'effetto non è stato goliardico, ma bisogna essere pronti a ironizzare. Abbassiamo i cannoni di Navarone, perché il titolo di Libero non provoca dei danni reali alla comunità gay
Sul caso che ne è seguito, Platinette riflette:
Allora ti dico che il titolo non era aggressivo nei confronti dei gay ma un po' superficiale sì. Si prestava a diverse interpretazioni perché, come ha spiegato Umberto Eco nella sua fenomenologia della tv, ognuno ha la propria percezione della realtà. Il guaio della destra è che è un po' grossolana quando affronta la realtà, e questo è un imprinting duro da far sparire. In fondo è vero, i gay aumentano di numero e di potere, ma c'era un modo più elegante per dirlo. In questo dovete imparare dalla sinistra, che ha più classe e sfumature e perciò riesce a essere violenta e razzista senza destare scandalo

Libero, Ordine giornalisti apre pratica sul titolo sui gay. M5s: “Via i fondi”. Feltri si difende: “Si basa sui fatti”


L’Ordine dei giornalisti ha fatto una segnalazione al consiglio di disciplina, i 5 stelle al governo hanno annunciato che “avvieranno la procedura per tagliare i fondi”. Poco più di 10 giorni dopo l’attacco contro “i terroni”il quotidiano Libero ha aperto la prima pagina con il titolo: “Calano fatturato e Pil, ma aumentano i gay”. E in occhiello: “C’è poco da stare allegri”. Una scelta che ha ricevuto le critiche non solo di opposizioni e associazioni lgbti, ma anche da parte degli esponenti M5s dell’esecutivo. “L’omofobia ce l’ha in testa chi ci critica”, si è difeso il fondatore Vittorio Feltri. “Chi ci spara addosso ha letto solo il titolo ma non il testo, in caso contrario avrebbe scoperto che quei dati ci sono stati forniti dalle stesse associazioni gay. Di cosa ci si offende? Se calano fatturato e Pil c’è qualcuno che se ne rallegra? E’ un titolo fattuale, come direbbe Crozza“.

Il primo a reagire è stato il grillino Vito Crimi, sottosegretario con delega all’editoria: “Avvierò immediatamente”, ha detto, “una procedura per bloccare l’erogazione dei fondi residui spettanti a un giornale che offende la dignità di tutti gli italiani e ferisce la democrazia. Sono disgustato da un giornale che pubblica titoli razzisti e omofobi”. Una posizione rafforzata anche dal vicepremier M5s Luigi Di Maio: “Scriveranno idiozie senza più un euro di fondi pubblici”, ha detto. A loro ha replicato lo stesso Feltri: “Si parla da mesi del blocco dei fondi, chiamano i giornalisti ‘puttane’ e nessuno si scandalizza. Danno soldi a cani e porci e poi dicono che siamo noi a uccidere la democrazia”.
Critiche naturalmente da sinistra. “Libero non è un quotidiano ma un foglio di propaganda che vuole alimentare i peggiori istinti e i più beceri pregiudizi”, ha detto l’ex presidente della Camera e deputata Laura Boldrini. Dopo di lei, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, criticando il “vergognoso titolo del quotidiano portavoce di Salvini”, ha messo in guardia da quello che definisce un “attacco ai diritti di tutti”.
Ma anche dal centrodestra qualcuno ha deciso di prendere posizione. Renata Polverini ha attaccato: “Libero ci riporta indietro nel tempo, quando essere gay significava messa al bando o peggio”. A lei ha replicato direttamente Feltri su Twitter: “Non capisci un c…o, hai una cultura più bassa di quella di Boldrini”. “L’omofobia ce l’ha in testa chi ci critica, se non si può dire che aumentano i gay, come mi hanno confermato le stesse associazioni lgbt, allora siamo in Iran“.

Transgender rimane incinta del compagno gay. L'incredibile storia dal Texas

Di Giulia Rizzo
Una storia che ha dell’incredibile e che, non a caso, è stata raccontata dalla serie televisiva statunitense Extreme Love.
È la storia di Stephan Gaeth e Wyley Simpson di San Antonio, nello stato del Texas. Gay ventisettenne il primo e transgender la seconda hanno dato alla luce un figlio “pur non avendo mai pianificato bambini biologici” perchè – spiega oggi papà Stephan con una certa commozione – “la vita è piena di sorprese”.
Wyley assumeva testosterone dal 2012 ed entrambi erano convinti che quella terapia avesse messo la coppia al riparo dal rischio di qualsiasi gravidanza.

Roma, tenevano figlia segregata in casa perché lesbica: 17enne riesce a fuggire

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Tenevano la figlia segregata in casa perché lesbica. Questa la storia di una ragazzina di 17 anni denunciata dal Gay Center che la scorsa settimana è riuscito, col supporto dell’Osservatorio di Polizia e Carabinieri contro le discriminazioni, a liberare la ragazza che di fatto viveva sequestrata nell’appartamento di famiglia nella provincia di Roma
“La ragazza ha raccontato una situazione familiare molto grave, da quando i genitori, un anno fa, hanno scoperto che era lesbica”, spiega Fabrizio Marrazzo del Gay Center. In particolare la 17enne, spiega Marrazzo, “viveva in un clima di continua violenza ed era sequestrata in casa, dove i familiari non la facevano più uscire. Quando rimaneva sola in casa, i genitori chiudevano la porta a chiave con lei dentro”.
La ragazza era riuscita a fuggire una prima volta e a chiamare le forze dell’ordine, che vista la minore età, “la hanno riconsegnata alla famiglia – spiega ancora Fabrizio Marrazzo -. Successivamente è riuscita a scappare di nuovo e ha contattato il nostro servizio Gay Help Line, che ci ha permesso di muoverci per metterla in una struttura protetta per minori”. Del caso si occupa la Procura dei Minori.

MILANO, Sala rifiuta momentaneamente il riconoscimento delle bimbe di una coppia gay di 2 padri: in precedenza aveva accettato quelle formate da 2 madri

Milano, no del comune al riconoscimenti delle figlie di due padri gay
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Di Salvatore Santoru

Da diverso tempo il sindaco di Milano Beppe Sala riconosce i bambini delle coppie LGBT, più specificatamente da quelle composte da due madri.
Discorso che, almeno momentaneamente, sarebbe diverso per quelle coppie delle coppie gay formate da due padri.

Difatti, riporta il Corriere(1), recentemente il Comune ha momentaneamente rifiutato di riconoscere l'atto di nascita di due bambine di una coppia gay formata da due padri.
Senza questo riconoscimento, le due gemelline(nate negli USA), non potranno avere la cittadinanza italiana e dal Comune hanno fatto sapere che bisogna aspettare il giudizio della Cassazione per decidere se si possono riconoscere le stesse bambine.

NOTA:

(1) https://www.corriere.it/cronache/18_settembre_28/milano-no-sala-due-padri-gay-loro-perche-solo-madri-b290fa76-c2f3-11e8-8616-bab322c639b4.shtml

India, essere gay non è più reato. “Era diventata una norma per la persecuzione”

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La sentenza arriva dopo anni di battaglie per la tutela dei diritti Lgbt: un’analoga decisione della Alta Corte di Delhi nel 2009 era stata cancellata dalla stessa Corte Suprema nel 2013. L’India, fa sapere l’Associazione internazionale delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali (Ilga) diviene così il 124esimo paese al mondo dove i rapporti omosessuali non sono o non sono più considerati reati penali.
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“Era diventata un’arma per la persecuzione della comunità Lgbt“, ha continuato il giudice Misra. E in effetti, anche se l’articolo in questione sia stato raramente applicata per intero, ha contribuito a creare una cultura di paura e repressione all’interno della comunità Lgbt, che negli anni si è sempre battuta per il riconoscimento dei propri diritti. Un cambiamento nella legislazione che “crea uno spazio di libertà dove si può iniziare a fare giustizia”, ​​ha detto alla Cnn il professore di diritto presso la Jindal Global Law School e avvocato Lgbt Danish Sheikh. Un risultato raggiunto dopo anni di lotte e sentenze contraddittorie.

Torino, l’anagrafe registra il figlio di due mamme. È la prima volta in Italia. Appendino: “Scritto un pezzo di storia”

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Aveva promesso di “forzare la mano” e l’ha fatto. La sindaca di Torino Chiara Appendino ha firmato l’atto che riconosce Niccolò Pietro, nato da procreazione assistita, come figlio di Chiara Foglietta e Micaela Ghisleni. Oltre a lui, sono stati trascritti gli atti di altri due bambini di coppie omogenitoriali. Si tratta del primo caso in Italia: mai un Comune aveva riconosciuto pari diritti a un bimbo nato in Italia da coppia gay senza chiedere l’intervento di un Tribunale.
“Speriamo di aver generato, anche con il supporto del Coordinamento Torino Pride, l’avvio di un percorso che adegui l’attuale sistema normativo all’evolvere della società civile. Abbiamo contribuito a scrivere un pezzo di storia“, ha dichiarato Appendino. “È una di quelle giornate per cui vale davvero la pena ogni goccia di energia spesa per fare politica“. Entusiasta anche l’assessore comunale alla Famiglia Marco Giusta, che ha aggiunto: “L’atto di metter mano al registro delle nascite da parte della sindaca è stato un gesto di libertà e gioia. Finalmente ai loro figli è stato riconosciuto il diritto ad avere una famiglia”.

Il problema era stato posto quattro mesi fa dalla stessa Foglietta, che tra l’altro ricopre la carica di consigliere comunale del Pd a Torino. Una battaglia per cui la sindaca inizialmente sembrava non voler intervenire. Ma poi è arrivata la svolta. Il 20 aprile Appendino ha annunciato che il comune di Torino è pronto per “dare pieno riconoscimento alle famiglie di mamme e di papà con le loro bambine e i loro bambini”, nonostante gli “ostacoli burocratici” imposti dall’attuale legislazione.
“Questo è il primo bambino nato in Italia da due mamme a poter risultare fin dalla nascita come figlio di due madri. Dobbiamo ringraziare la sindaca Appendino e tutti quelli che in questi anni hanno combattuto per il riconoscimento di diritti che dovrebbero valere per tutti”, ha commentato Chiara Foglietta. Insieme a lei e alla compagna Ghisleni, bioeticista, all’anagrafe erano presenti altre due coppie, due papà e due mamme, per le quali è stato trascritto l’atto di nascita dei loro figli nati all’estero.

USA, L'AMMINISTRAZIONE TRUMP CONFERMA LA TUTELA DEI LAVORATORI LGBTQ AVVIATA DA OBAMA

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Di Salvatore Santoru

Donald Trump ha confermato la tutela dei diritti della comunità lgbtq sul lavoro.
La notizia è stata resa nota dalla Casa Bianca, che ha dichiarato che "Il presidente Donald Trump è determinato a proteggere i diritti della comunità lgbtq".

NOTE:

(1)http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2017/01/31/trump-si-a-protezione-gay-sul-lavoro_2a3a930b-7d93-4fa4-b4c6-d48f6bba4da9.html

TRUMP A COMUNITÀ LGBT:"COMBATTERÒ PER VOI"



Di Salvatore Santoru

A seguito della strage di Orlando, Donald Trump si è rivolto alla comunità LGBT dichiarando :"Combattero' per voi"(1).
In tal modo, Trump diventa il candidato del Partito Repubblicano più vicino(almeno in teoria) alla comunità LGBT, se si esclude l'area "libertarian", da sempre favorevole ai diritti civili.
In passato Trump aveva criticato le posizioni anti-LGBT del politico "paleoconservatore" Pat Buchanan definendole "disgustose"(2).
Inoltre, lo stesso candidato repubblicano aveva criticato il suo avversario di partito Ted Cruz sulla questione dell'uso dei bagni pubblici da parte dei tansgender, sostenendo che le persone devono poter usare le toilette che sentono più appropriate(3).

NOTE:

(1)http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2016/06/15/trump-a-lgbt-combattero-per-voi_793779e9-b7de-48ed-9c49-f3bfd44f57d5.html

(2)http://www.hrc.org/2016RepublicanFacts/donald-trump

(3)http://www.ansa.it/usa_2016/notizie/2016/04/22/trump-cruz-lite-sui-trans_983e7f00-3e4d-4b33-9609-fcb4a3eea367.html 

FOTO:https://it.wikipedia.org

STRAGE DI ORLANDO, GIORNALE TURCO SHOCK: "SPARATORIA CONTRO PERVERTITI"





Di Salvatore Santoru

La recente strage di Orlando commessa da un'estremista islamista in un locale LGBT è stata descritta dal quotidiano turco considerato filo-governativo "Yeni Akit" come "una strage di pervertiti".
La notizia sta facendo discutere e a suo modo è rivelatrice della situazione politica che si sta avendo in Turchia.
Turchia che secondo diversi opinionisti sta virando da diverso tempo verso una svolta "semi-teocratica", basata sul sempre più forte ruolo che l'islamismo politico sta avendo nel paese, tanto
che sia i guerriglieri curdi anti-ISIS che la Russia accusano il governo turco di sostenere, indirettamente o meno, l'Isis nonché altre formazioni islamiste radicali(Fronte Al Nusra ecc) impegnate nella guerra civile in Siria.

Quale che sa la verità sul presunto sostegno all'ISIS e all'islamismo radicale internazionale, non si può non segnalare che in Turchia si sta avendo come non mai un forte avanzamento dell'islamismo politico, avanzamento che prevede come conseguenza minor tolleranza verso le minoranze(tra cui accettazione dell'omofobia e così via) così come vero i gruppi religiosi non islamisti, e interessante in tal discorso il sempre più forte "negazionismo di stato" fatto verso il genocidio dei cristiani armeni.

PER APPROFONDIRE:http://www.huffingtonpost.co.uk/entry/yeni-akit-orlando-mass-shooting_uk_575e5dc1e4b041514369e4b1

FOTO:http://www.telesurtv.net

STRAGE A ORLANDO, SI PARLA DI RIVENDICAZIONE DELL'ISIS

Di Salvatore Santoru
Il 29enne Omar Mateen si è reso responsabile di un attacco terroristico in un night club LGBT di Orlando.
Stando alle indagini, le motivazioni della strage sono da ricercarsi nella sua estrema omofobia unita e/o legata al suo violento estremismo islamista.
L'ISIS ha rivendicato l'attacco e tale rivendicazione è stata fatta all'emittente ufficiale dell'autoproclamato Stato Islamico, la radio Al-Bayan. Inoltre la notizia era stata data dall'agenzia di stampa Amaq, anchessa legata all'Isis e Mateen era stato definito "uno dei soldati del Califfato in America".

PER APPROFONDIRE:http://www.lastampa.it/2016/06/12/esteri/identificato-il-killer-della-sparatoria-al-pulse-un-giovane-americano-di-origini-afgane-FL7SMH7VvCWxUzTdX64bbP/pagina.html

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/orlando-lisis-rinvedica-strage-1270900.html


Monsignor Charamsa scrive a Papa Francesco e critica la Chiesa per il suo atteggiamento nei confronti dei gay



I media nazionali non ne parlano ancora, mentre sul sito della Bbc è la prima notizia: si parla di una copia della lettera di dimissioni di Monsignor Charamsa inviata a Papa Francesco rilasciata proprio alla BBC e scritta lo stesso giorno dell'annuncio....

Di Marta Moriconi
http://www.intelligonews.it/

Monsignor Charamsa, che presso la Congregazione per la Dottrina della fede ha ricoperto un ruolo importante, ha prima criticato quella che ha definito l'ipocrisia del Vaticano nel vietare preti gay, e poi ha rappresentato un clero pieno di omosessuali. E Papa Francesco? Non ha ancora risposto. 

Ma il 43enne insiste: invita "tutti i cardinali gay, vescovi gay e preti gay ad avere il coraggio di abbandonare questa Chiesa insensibile, ingiusto e brutale". Dice che non può più sopportare "l'odio omofobico della Chiesa, l'esclusione, l'emarginazione e la stigmatizzazione delle persone come me", in cui "i diritti umani sono negati dalla Chiesa".
Ma c'è anche strategia nella lettera. Il prete continua a ringraziare Papa Francesco - che pensa abbia un atteggiamento più indulgente rispetto ad alcuni dei suoi predecessori - per alcune delle sue parole e dei gesti nei confronti delle persone omosessuali.

Krzysztof Charamsa spiega poi che le parole del pontefice saranno utili quando tutte le dichiarazioni della Santa Sede che sono offensive e violente contro gli omosessuali verranno ritirate.
E non manca un'esortazione alla Chiesa perché annulli una decisione presa del suo predecessore, il Papa emerito Benedetto XVI, che firmò un documento nel 2005 che proibisce agli uomini con tendenze omosessuali profondamente radicate il sacerdozio. 

Arabia Saudita contro i diritti LGBT all'ONU:"fuori dai Global Goals"


Di Daniele Particelli

L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha da poco presentato un ambizioso progetto fatto di 17 obiettivi globaliGlobal Goals, da attuare entro i prossimi 15 anni in tutto il Mondo. Tra lo sconfiggere la fame nel Mondo e la povertà, portare acqua pulita ovunque, crescita economica e città sostenibili. Dal progetto ancora in divenire sono stati esclusi i diritti LGBT e qualcuno vorrebbe che la situazione restasse così.






E’ il caso dell’Arabia Saudita, che sta facendo pressioni affinché i diritti LGBT restino fuori dai Global Goals. Il Paese è uno dei più repressivi dei 193 Stati Membri dell’ONU e teme anche anche i riferimenti alla sessualità contenuti negli obiettivi attuali, nella sezione salute e benessere, possano includere i diritti per i gay.
L’ignoranza, si sa, è dura da combattere e anche soltanto nominare la parola “sessualità”, per un Paese in cui viene vissuta come un tabù, necessità di inutili precisazioni. Il ministro degli esteri saudita, Adel Al-Jubeir, parlando alle Nazioni Unite, ha chiesto lumi:
Menzionare “sesso” nel testo, per noi, significa esattamente uomo e donna. Menzionare “famiglia” significa parlare di un uomo e di una donna.
Al-Jubeir, nonostante fosse tutto ben chiaro, ha pensato comunque di mettere le mani avanti e ha spiegato che l’Arabia Saudita si riserverà il diritto di non seguire ogni obiettivo che andrà contro la legge islamica.
Se il buongiorno si vede dal mattino, nel 2030 saremo ancora qui a cercare di mettere d’accordo tutti su come procedere con questi importanti obiettivi.

La poco sconosciuta omofobia storica del comunismo cubano, recentemente criticata e condannata da Fidel Castro

 

Di Mario Cirrito
“Se qualcuno è responsabile, sono io. È stata una grande ingiustizia, in quei momenti non mi potevo occupare di questo caso. Ero immerso nella crisi di ottobre [la "crisi dei missili" tra gli Usa, l'Urss e Cuba nel 1962], nella guerra e nelle questioni politiche”.
A pronunciare lo storico pentimento per le decennali persecuzioni verso gli omosessuali cubani, è l'ex presidente Fidel Castro, in una intervista alla direttrice del quotidiano messicano La Jornada. Un pentimento storico che potrebbe aprire le porte a nuovi diritti per gay e lesbiche cubane.
Per il lider maximo, causa di questa omofobia di Stato è stata la reazione spontanea nelle file rivoluzionarie, convinte di conservare le tradizioni del Paese, dove neri e gay erano discriminati. Non dimentica che quelle "tradizioni" portano nelle dure carceri cubane decine di omosessuali, probabilmente per essere "curati", più estesamente per sfiancarli con i lavori forzati e renderli reietti persino verso gli altri prigionieri. Quando nascono i primi campi di concentramento UMAP, nei quali vengono rinchiusi i credenti, gli intellettuali e gli oppositori, vi sono internati anche gli omosessuali.
Così, mentre i gay occidentali si fiondano a frotte a subire il fascino del sesso cubano, parecchio tollerato dalla polizia, gli omosessuali cubani incarcerati subiscono violenze che vanno dall'elettroshock, ai psicofarmaci, alla somministrazione di ormoni di animale maschio. Molti coloro che venivano prelevati dalle loro case e cacciati da Cuba; altri sottoposti al “actos de ripudio”, una gogna di pestaggi, lanci di sassi, offese di ogni genere.
Davvero Fidel Castro non sapesse di tutto questo? Troppo impegnato a combattere gli Stati Uniti e i nemici occidentali? Di certo, qualcosa a Cuba è cambiato dopo gli anni '90, almeno per i gay che vivevano nella capitale, poco e nulla per chi aveva la sfortuna di stare nelle zone rurali.
Ora si dice che a far cambiare idea a Fidel sia stata probabilmente la figlia di Raul, fratello dell'ex presidente, Mariela Castro Espin, direttrice del Cenesex (Centro Nazionale di Educazione Sessuale). È stata lei a confermare alla stampa che prestissimo presenterà un disegno di legge per la legalizzazione delle coppie di fatto omosessuali.
Mariela Castro è da tempo una attenta attivista verso le persone lgbtq cubane e da anni conduce una battaglia personale contro ogni forma di omofobia nel suo paese. Il Cenesex è già riuscito a convincere il governo ad autorizzare gli interventi chirurgici che permettono il cambio di sesso, 20 anni dopo la prima operazione che suscitò una grande protesta a Cuba.
Le dichiarazioni di Fidel Castro e il suo pentimento per i tanti gay perseguitati, apre una nuova pagina per Cuba e i suoi cittadini omosessuali; ha un significato di speranza per un paese che vuol dimenticare anni di embargo, di miseria per mancanza di materie prime, e intende aprire un dialogo con alcune democrazie occidentali.
Forse non basteranno le parole di Castro a proteggere i tanti omosessuali che vivono in segreto la loro condizione sessuale, ma è di certo un momento storico per Cuba. Da non sottovalutare.

Il dramma degli omosessuali e delle lesbiche in Africa raccontato in un libro di Sabrina Avakian
















Ade è nigeriana ed è lesbica. Una colpa gravissima, per la quale la sua famiglia ha deciso di venderla a un’organizzazione criminale. Con la falsa promessa di un lavoro, Ade è finita sul marciapiede a Torino. Una punizione crudele: il suo corpo, che desiderava le donne, è ora violato in continuazione da uomini.
La vicenda di Ade è una delle tante storie drammatiche raccolte da Sabrina Avakian nel saggio “Storie nascoste – Inchiesta sull’omosessualità in Africa”(Edizioni Libreria Croce, € 15).
Avakian, esperta in diritti umani nata in Etiopia, ha lavorato per anni in Africa con le Nazioni Unite. La sua familiarità con la gente del Continente Nero l’ha portata a realizzare coraggiose ricerche (altri suoi libri, affrontano il tema dei bambini accusati di stregoneria e delle mutilazioni genitali femminili). Il saggio Storie nascoste è frutto di numerosi viaggi in vari Paesi dell’Africa, dove Avakian ha avuto modo di raccogliere testimonianze dirette di uomini e donne che hanno subito violenze, sono finiti in carcere e hanno rischiato la vita per il loro orientamento sessuale. 38 degli 85 Paesi che puniscono l‘omosessualità come un reato sono africani. Ma ciò che colpisce è che la violenza della repressione è infinitamente più forte, in queste società tradizionaliste, nei confronti delle donne.
Sabrina Avakian l’ha sperimentato di persona. Nel 2001 è stata ferita alla testa da una pietra lanciata da un gruppo di giovani contro una donna che era con lei. Portata d’urgenza all’ospedale, la sua ferita è chiusa con 70 punti di sutura.
- Sabrina, partiamo da questo episodio. Dove eri e perché sei stata colpita?
Mi trovavo a Luanda, in Angola, Paese dove ho vissuto e che conosco bene. Avevo appuntamento all’Ilha, una zona con bar e discoteche, con Euridice, un’amica giornalista angolana, che è molto nota per aver osato fare outing sulla sua omosessualità e per il suo impegno per i diritti delle donne lesbiche. Un gruppo di ragazzi l’ha riconosciuta e insultata, lanciando il sasso che ha poi colpito me...
-Questo episodio ti ha segnata ed è in qualche modo all’origine di questo saggio...
Sì, attraverso questa esperienza personale e poi dopo l’incontro con Kemal, il ragazzo sudanese di Khartoum di cui parlo nel libro, sono giunta alla decisione di scrivere questo libro. Il loro dolore mi ha spinta ad approfondire questo tema, ad ascoltare altre testimonianze.
- Perché la situazione delle lesbiche è persino peggiore rispetto a quella dei gay maschi in Africa?
In molte culture, il valore della donna è legato al suo ruolo riproduttivo. È una trasgressione inaccettabile che una donna scelga di amare un’altra donna e dunque non faccia figli. In Sierra Leone, la punizione è l’ergastolo. Eppure, in molte regioni la tradizione accetta l’omosessualità femminile: in Congo, per esempio, presso alcune etnie una donna sterile può avere una relazione stabile con un’altra donna, per non essere privata delle gioia della maternità, da vivere attraverso i figli della sua compagna.
-Che cos’è il corrective rape inflitto alle lesbiche?
È uno stupro di gruppo, che ha l’obiettivo di “educare” una donna lesbica, riportandola sulla retta via, quella etero. È una punizione fisica e psicologica. Questa pratica è nata in Sudafrica, che è il Paese africano con la legislazione più avanzata sui diritti degli omosessuali, formulata nel 2006, ma dove la situazione è ancora ambigua. Nel 2008, il capitano della nazionale femminile di calcio Eudy Simelane è stata stuprata e uccisa perché era lesbica e si batteva per i diritti degli omosessuali.
-Quale, fra le tante storie che hai raccolto, ti ha colpita più profondamente?
Mi ha colpita molto l’atteggiamento di Hamida, un’infermiera dell’Unicef che ho conosciuto in Tanzania, che diceva che l’omosessualità è una malattia. Giustificando così lo stupro subito da Ann, operatrice umanitaria tanzaniana, sposata con una norvegese, e violentata per aver difeso gli omosessuali. Quando Ann ha denunciato l’episodio al suo ufficio di New York delle Nazioni Unite, le è stato suggerito il silenzio sulla vicenda.

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