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CUBA "PATRIA DELLA MASSONERIA": IN PROPORZIONE PIÙ MASSONI RISPETTO AGLI USA

Di Francesco Maria Del Vigo
Cuba patria del comunismo. E dei massoni. Udite udite: vivono più fedeli alla squadra e al compasso nella terra di Fidel Castro che negli Stati Uniti.
In proporzione, ovviamente. “A Cuba ci sono 29.500 massoni – racconta al Giornale José Ramón Gonzáles Diaz, ex gran maestro della gran loggia cubana -. La popolazione è di appena undici milioni di abitanti, quindi è un numero altissimo. Ogni cubano ha almeno un parente iniziato alla massoneria”. Giusto per fare le proporzioni: in Italia i massoni sono appena 22mila su sessanta milioni di abitanti. Ma la vera anomalia, più che lo stupefacente numero, è la coabitazione tra le logge e il regime cubano.
Come fa a convivere la massoneria con un regime totalitario che priva della libertà milioni di persone? Su questo i “fratelli” cubani sono piuttosto evasivi, nicchiano, si appellano alle radici storiche e tengono a precisare che i rapporti col governo “sono ottimi”. D’altronde a giorni devono tornare sull’isola e non hanno alcun interesse a farsi ritirare il passaporto per colpa di qualche dichiarazione scomoda. “A Cuba la massoneria è un fenomeno popolare assolutamente trasversale. I massoni hanno combattuto per l’indipendenza dalla Spagna dalla prima metà dell’Ottocento. Non solo: molti massoni hanno partecipato alla rivoluzione contro Batista”, spiega il gran maestro caraibico.
Un legame stretto, dunque, quello tra Cuba e le logge. “La bandiera del nostro Paese è stata disegnata da Narciso Lopez, anche lui massone. I fratelli hanno un ruolo fondamentale nella storia di Cuba che non può essere estirpato”. Eppure, appena insediatosi al potere, il Lider Maximo aveva cercato di dare un giro di vite ai grembiulini. “Ma non ce l’ha fatta nemmeno lui, perchè siamo troppo radicati. È una questione popolare”. E i dissidenti? “Ci sono anche quelli, nelle nostre logge siedono sia comunisti che dissidenti. Perchè da noi si parla di tutto, tranne che di politica e religione”. Fratelli e – almeno a Cuba – anche compagni.
TITOLO ORIGINALE:”Cuba patria della massoneria?”

La differenza tra la Massoneria e la Massoneria deviata



Di Salvatore Santoru

Nell'ambito della cultura di massa, sulla massoneria sostanzialmente si hanno due visioni opposte tutt'ora dominanti, che vanno da chi in essa vede un'organizzazione benefica e artefice del progresso dell'umanità e chi la considera come la radice di ogni male sociale e non.
Indubbiamente, la massoneria (per come la intendiamo) è legata alla nascita e allo sviluppo della modernità e all'emergere della visione laica/secolarizzata e tendenzialmente liberale e democratica tipica della società occidentale moderna.

Detto questo, c'è da segnalare che la massoneria si divide in più correnti, che vanno dai filoni più progressisti e radicali a quelli più conservatori e tradizionalisti.

In linea di massima, vedendo la questione da un punto di vista "imparziale" e profano(non iscritto alla massoneria e né antimassonico a priori) segnalo che probabilmente la "verità" sulla massoneria" sta nel mezzo" e le grandi narrazioni, siano esse dell'apologetica filo-massonica che le teorie dell'antimassoneria cospirazionista,ideologica o religiosa, siano indubbiamente interessanti e ricche di spunti ma non necessariamente realiste. 

Insomma, la massoneria risulta indubbiamente un'organizzazione di stampo iniziatico e spirituale che ha contribuito al progresso dell'umanità e, nel bene e nel male, alla nascita della modernità.
Essa è stata ed è sia un'organizzazione dedita alla filantropia e alla'avanzamento sociale, ma altresì non raramente è stata ed è centro di potere clientelare e affaristico.

Tralasciando l'importante e controversa questione della segretezza e dell potere(vero o anche presunto) dell organizzazioni massoniche, si potrebbe sostenere semplicemente che esiste una massoneria "regolare" e una massoneria "deviata", dove per "massoneria regolare" si intenda la massoneria di per sé(conforme ai suoi principi) con tutte i suoi pregi/difetti e contraddizioni/problematiche, e con il termine "massoneria deviata"(che non è comunque assolutamente sinonimo di "criminale" e "illegale") l'utilizzo "occulto" delle organizzazioni massoniche per finalità di potere e dominio politico,economico o di altro tipo.


FOTO:http://www.taringa.net

Il pensiero di René Guénon,Evola e il fascismo esoterico




Di Ruben De Lorenzo

Prima della seconda guerra mondiale, il pubblico italiano ha avuto l’occasione di cogliere il pensiero di Guénon potendo attingere da settori culturali differenti. I due grandi filoni introduttivi possono essere individuati nell’ambiente esoterico (soprattutto nella specificità dell’ambiente massonico) ed in quello politico. L’interesse suscitato da Guénon in Italia si verificò non appena il pensatore francese incominciò a redigere in Francia i suoi articoli con una certa continuità. Già verso il 1924-25 Arturo Reghini (1878-1946) , direttore di Atanòr (diventata in seguito Ignis), propose ai lettori appassionati di esoterismo alcuni scritti di Guénon. 


https://www.maremagnum.com


Reghini era un personaggio con riconosciute qualità intellettuali e profondo conoscitore delle dottrine esoteriche, nonché legato alla Massoneria. Tramite il circuito delle logge massoniche, ebbe modo di conoscere Guénon, riconoscendo istantaneamente le qualità dello studioso metafisico francese, considerando che in terra d’oltralpe venne apprezzato da un più vasto pubblico solamente nel 1925, quando incominciò la sua collaborazione con la rivista Le Voile d’Isis. Guénon divenne redattore di Atanòr, ed incominciò la pubblicazione a puntate dell’ Esoterismo di Dante e del Re del Mondo. La traduzione era effettuata da Reghini.



Reghini, http://www.associazioneignis.it/

 In seguito Guénon pubblicò recensioni ed articoli di precisazioni su alcuni personaggi ambigui, legati al mondo del martinismo, ambiente ben conosciuto dal pensatore francese. La rivista, che aveva generalmente articoli di tono iniziatico-occultista e presentava ampi riferimenti di dottrina massonica, risentì indiscutibilmente del notevole apporto offerto da Guénon. Contemporaneamente in Italia si stavano pubblicando ottimi studi sul linguaggio esoterico di Dante, dovuti soprattutto a Luigi Valli. Il pubblico italiano dimostrava un’attenzione particolare verso queste tematiche nuove e sicuramente appassionanti. Il Re del mondo fece scaturire invece diverse reazioni, dovute senz’altro all’estrema specificità dello studio, scritto per precisare alcune tematiche affrontate con leggerezza dal libro di Ferdinand Ossendowski Bestie, uomini e dei pubblicato in Francia nel 1924. Reghini, che fu tra i fondatori del Rito Simbolico della Massoneria, cercava quindi di rivivificare l’ambiente massonico attraverso gli scritti di Guénon, sperando di ottenere quel raddrizzamento delle logge in senso operativo che anche l’esoterista francese si augurava. Reghini fu affiliato in seguito alla Gran Loggia d’Italia di Piazza del Gesù. Negli anni 1947-1948 ci fu un effimero tentativo di ripresa della rivista Atanòr ad opera di Gorel Porciatti. Guénon figura tra i redattori, benchè egli stesso avesse diffidato di utilizzare il proprio nome in tale situazione. La rivista, profondamente impostata secondo una linea di stampo massonico, non ebbe vita che per tre numeri e si caratterizzò per la pochezza del contenuto. Con ogni probabilità, le prime opere di Guénon vennero studiate da una serie di riviste legate a gruppi esoterici più o meno seri. Ad esempio il gruppo di "Ur", fondato da Arturo Reghini e che comprendeva anche Julius Evola (1898-1974), recepì repentinamente la dottrina di Guènon, cercando comunque di adattarla al loro contesto specifico. 




Introduzione alla Magia - Cofanetto Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere
Intorno al gruppo di "Ur", che visse nel periodo 1927-1929, gravitavano intellettuali ed esoteristi come Giulio Parise, Emilio Servadio, Aniceto Del Massa, Giovanni Colazza, Corallo Reginelli e Domenico Rudatis che studiavano e proponevano diverse tecniche di realizzazione, sconfinando a volte nella magia operativa e nel tantrismo. La figura di Evola sarà in seguito fondamentale per introdurre in maniera più profonda il pensiero di Guénon in Italia. Un certo interesse hanno avuto anche le dottrine di metafisica e di realizzazione interiore legate alla Tradizione indù, come dimostra l’interessamento di una casa editrice consolidata alla pubblicazione nel 1937 di L’uomo e il suo divenire secondo il Vedanta, con traduzione effettuata da Corrado Rocco. Stupisce la rapidità eccezionale con la quale il messaggio di Guénon venne recepito dall’ambiente esoterico-occultista italiano. Tale dimostrazione di particolare interesse si può spiegare con l’estrema vitalità di un ambiente (neanche troppo defilato), che trovava larghe adesioni all’interno di un certo settore intellettuale operante tra gli anni venti e trenta. 

Evola, http://www.centrostudilaruna.it


Nei primi decenni di questo secolo, fiorirono infatti anche in Italia gruppi che riproponevano con una certa disinvoltura un ampio repertorio spiritico ed occultista recuperato dall’Inghilterrra di fine ottocento, dove rappresentava una moda diffusa. Accanto a circoli ristretti che proponevano sedute spiritiche con fenomeni paranormali attraverso l’aiuto di medium e maghi improvvisati, sorsero anche gruppi che proponevano un diverso approccio alle dottrine esoteriche. La figura di Guénon riuscì ad essere apprezzata essenzialmente in questo ultimo settore, composto da personaggi che si riproponevano la costituzione di una élite intellettuale operante attraverso il ri-collegamento ad un centro iniziatico. Lo studio da loro svolto riguardava la dimostrazione dell’unità trascendente delle religioni, non proposto attraverso una esame comparativo delle dottrine, ma dimostrando l’unicità del messaggio esoterico. A tali premesse si affiancavano poi esperienze di realizzazione spirituale verso le quali Guénon non dimostrò, a volte, alcuna benevolenza. Dietro questi gruppi aleggiava in modo costante la presenza della Massoneria, quasi che la stessa volesse fungere da crogiolo raccoglitore di ogni forma d’espressione esoterica. Il secondo ambiente all’interno del quale l’opera guénoniana accolse un interesse diffuso, fu quello politico. Indubbiamente tale settore fece registrare l’attenzione di un pubblico più vasto rispetto all’ambiente esoterico. Un problema sovente ricorrente intorno alla figura di Guénon riguarda la sua simpatia verso i regimi fascisti che governarono in Europa negli anni trenta , e di come tali forme si siano impadronite della dottrina del tradizionalista francese, cercando di adattarle alla propria situazione. Tale fenomeno è una costante che si ritrova anche nei decenni successivi nel contesto italiano, ma non solo. Comunemente si cerca di risolvere tale polemica assolvendo Guénon da ogni forma di appartenenza politica. I motivi validi senz’altro non mancano: Guénon era sostanzialmente un "contemplativo" , poco adatto all’azione politica; vedeva i regimi esistenti come forme politiche di degenerazione del mondo moderno di stampo prettamente Occidentale; infine in alcune lettere esprime dei giudizi di condanna netti su talune forme specifiche (quali ad esempio l’usurpazione di una certa simbologia) adottate dai regimi. Tuttavia esistono altri elementi che possono far nascere alcune riserve sulla teoria generalmente riconosciuta della totale estraneità di Guénon nei riguardi di un determinato ambiente politico. La sua corrispondenza epistolare con Julius Evola fu senza dubbio caratterizzata dal tono particolarmente amichevole che si poteva riscontrare, nonostante le indubbie differenze su alcuni aspetti prettamente "dottrinari". Evola fu un teorico del fascismo "mistico", scrisse per il pubblico italiano studi di rettifica sul concetto del razzismo biologico e rimase affascinato dall’aspetto ascetico ed esoterico proprio degli appartenenti alle SS. Guénon, tuttavia, non fece mai alcun commento diretto sulle scelte ideologiche del pensatore romano. E’ doveroso comunque ricordare come, il regime fascista e quello nazionalsocialista, rappresentassero per Evola un periodo di transizione storica necessario per rendere possibile una restaurazione integrale dei valori Tradizionali e che quindi la sua adesione non poteva considerarsi totale, avendo oltretutto dimostrato in certe occasioni anche elementi di critica. Un ulteriore elemento che meriterebbe senz’altro più attenzione, furono gli articoli di Guénon pubblicati all’interno del giornale Il Regime Fascista. Gli scritti venivano presentati nello spazio di una pagina culturale specifica, curata da J. Evola. La collaborazione, assidua per il primo anno ed in seguito diradata, durò comunque sei anni (1934-1940). Come si può evincere da alcune lettere, Guénon era perfettamente a conoscenza della pubblicazione dei suoi articoli all’interno del quotidiano. Infine Guénon fu amico e corrispondente epistolare del romeno Vasile Lovinescu (Geticus), che fu sindaco della cittadina di Falticeni durante il periodo del governo nazional-legionario guidato dalla Guardia di Ferro di Codreanu (1940-1941). Evola fu dunque il più grande mediatore italiano che, plasmando il pensiero di Guénon, rese accessibile anche sul piano politico l’opera svolta dall’esoterista francese (senza dimenticare che una parte considerevole l’aveva svolta anche su quello esoterico). Esisteva un filone particolare della dottrina di Guénon che risultava particolarmente adatto ad un inserimento in un contesto politico come quello fascista: la critica del mondo moderno e della civiltà Occidentale. Evola fu il traduttore italiano del volume La crisi del mondo moderno, pubblicato presso una delle case editrici più conosciute, la Hoepli, nel 1937. All’interno del fascismo una tale politica culturale risultava quanto mai proficua, visto l’elevato spessore intellettuale con il quale Guénon criticava alcuni fondamenti appartenenti ad un certo mondo Occidentale. E’ comunque accertato che nella traduzione effettuata da Evola, il pensatore romano introdusse in certi periodi alcuni aggiustamenti che nell’opera originale non erano presenti. Nonostante questi tentativi di rendere un aspetto del pensiero di Guénon accessibile ad un vasto pubblico, inevitabilmente la sua dottrina rimase circoscritta all’ambiente intellettuale fascista, il quale comunque si era dimostrato abbastanza freddo nell’accogliere il pensatore francese. Il contesto esoterico e quello politico erano gli ambienti naturali che poterono introdurre il pensiero Tradizionale di Guénon. Le affinità dei due contesti erano, in quel determinato periodo politico, assai evidenti. Il fascismo introdusse argomenti di indubbio carattere Tradizionale: la critica al mondo moderno effettuata in virtù della sua contrapposizione ad un’idea imperiale e sacrale dell’esistenza, la riscoperta del valore dei simboli accompagnata da un ricercato simbolismo, l’introduzione di idee traenti la loro forza dai miti, l’importanza della pratica religiosa. Accanto a queste idee se ne possono proporre altre di aspetto più esoterico quali il carattere apertamente massonico della simbologia fascista, la formazione di un "uomo nuovo" e di tutta una scuola "mistica" che pervase alcuni ambienti del fascismo sansepolcrista e della R.S.I.. Evola fu caposcuola di un certo fascismo esoterico e, d’altronde, alcuni studiosi hanno introdotto alcuni modelli storici che prendono in esame tutta una serie di circostanze occulte che ebbero una certa influenza anche sulla direzione politica.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO:http://www.thule-italia.net/esoterismo/Guenon.html

FOTO IN ALTO:Guénon,http://reneguenon.org

Genova, il convegno della Gran Loggia massonica che permette di acquisire crediti formativi all'università

Partecipare a un convegno della massoneria. E farlo per ottenere crediti universitari. È quanto accade nell'Ateneo di Genova, come racconta Alberto Custodero su Repubblica:
L'occasione che trasforma i "fratelli" da esoteristi in una sorta di docenti accademici è il convegno di studi sulla filosofia antica che si terrà sabato 24 ottobre all'Hotel Bristol Palace di Genova. "La partecipazione - si legge nella brochure - dà la possibiltà agli studenti delle Facoltà dell'Ateno genovese di acquisire un credito formativo". Gli studenti che ne beneficeranno saranno quelli del corso di laurea in Filosofia. I docenti quasi tutti non massoni, almeno per quel che si può sapere visto che gli elenchi sono segreti. Il gran maestro Binni ha deciso di sponsorizzare il convegno per scrollarsi di dosso un passato non del tutto decoroso della massoneria, alla cui immagine ha certamente nuociuto in Italia il caso Gelli.
Ma che un convegno di una loggia massonica possa contribuire al monte crediti della carriera universitaria ha destato non poche polemiche:
"Sono abbastanza sconcertato", dichiara Matteo Orfini, presidente del Pd. "Incredibile", si limita a dire Giovanni Monchiero, capogruppo di Scelta civica a Montecitorio.

La Storia della Massoneria nell'Europa del 700 (DOCUMENTARIO)



Di Salvatore Santoru

La tematica della massoneria è uno degli argomenti più gettonati per gli appassionati delle teorie della cospirazione e in generale dei misteri o di temi esoterici. A causa del suo carattere tendenzialmente segreto e iniziatico, così come per via delle dottrine esoteriche e misteriche insegnate nelle logge e per via di ruoli ambigui in alcune vicende storiche, sulla massoneria si hanno le più svariate ipotesi e teorie, e c'è chi sostiene che sia una delle organizzazioni occulte che stia dietro il "teatrino della politica" nazionale e internazionale, che abbia finalità malvagie e chi invece crede che il suo fine sia la crescita spirituale dei propri individui e in seguito delle masse.







Comunque sia, tale argomento merita di essere analizzato e approfondito a fondo e il video proposto in alto costituisce un'interessante contributo per chi è interessato alla storia della massoneria, specialmente di quella settecentesca.
Nel video, estratto di un documentario apparso sulla trasmissione "Atlantide" di La7, si parla della storia della Massoneria settecentesca, e si accenna alle vicende di massoni storici come Casanova e Cagliostro e agli Illuminati di Baviera, con interviste a studiosi della tematica  e appartenenti alla libera muratoria, in linea di massima con un'orientamento favorevole alla massoneria.



Nella loggia massonica del Grande Oriente francese si dibatte sull'eutanasia dei bambini, per il senatore Philippe Mahoux “Lo scandalo non è la morte, ma la sofferenza e la malattia, tanto più quando si tratta di un bambino”



Di Arthur Herlin

L’eutanasia per gli adulti non è ancora stata legalizzata in Francia, ma la principale loggia massonica del Paese, il Grande Oriente di Francia, già dibatte su una legge sul fine vita adattata ai minori.
Un giornalista di Famille Chrétienne ha potuto assistere a una conferenza intitolata “La fine della vita dei bambini”, organizzata il 3 ottobre nel tempio della loggia per la commissione nazionale di salute pubblica e di bioetica del Grande Oriente di Francia.






Per l’occasione era presente anche il senatore belga Philippe Mahoux, padre della legge che ha depenalizzato l’eutanasia in Belgio nel 2002 e di quella del 2014 che l’ha estesa ai bambini.
“Il grande giorno, anche se di fronte a un pubblico ridotto”, il senatore ha potuto esporre la propria visione dell’eutanasia, “un gesto ultimo di umanità, che è un gesto di vita!”, ha spiegato il giornalista.
La sua riflessione ha assunto poi la forma di una campagna promozionale: “Lo scandalo non è la morte, ma la sofferenza e la malattia, tanto più quando si tratta di un bambino”.
Il senatore ha anche fatto un appello alla semplificazione ai politici francesi perché offrano “uno spazio di libertà”, chiedendo un’eutanasia “senza limiti di età”.
Predicare ai convinti
Secondo il giornalista di Famille Chrétienne, nessuna obiezione ha ostacolato il discorso. Evidentemente il senatore predicava a persone già convinte. “Spazzava via le critiche con le mani”.
I suoi oppositori, ha affermato, hanno “una visione elitista della pratica medica, di individui animati da convinzioni religiose”.
Com’era da aspettarsi, gli oratori successivi si sono dati battaglia sul “discorso che glorificava l’individualismo”, ha scritto il giornalista.
L’unico problema, sottolineato da un “habitué del luogo”, il deputato del PS di Rhone Jean-Louis Touraine, è il blocco all’Assemblea Nazionale delle misure a favore dell’eutanasia degli adulti, una tappa previa indispensabile per permettere ai partecipanti a questo dibattito di esercitare la propria pressione sul fine vita dei bambini.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Trilussa, il poeta massone-non massone



http://www.affaritaliani.it/e_per_ultimo_massone_non_massone_trilussa.html

Nei repertori massonici figurano personaggi famosi, che con la Massoneria ebbero un rapporto effimero e intellettualmente irrilevante: poco o nulla le diedero e poco o nulla ne ricevettero. Figurano anche altri che ebbero un rapporto più importante ma che in età matura le divennero ostili, come Vittorio Alfieri (v.) e Pasquale Villari. Simmetrica e opposta la situazione di un uomo come Voltaire, che intellettualmente e culturalmente fu massone tutta la vita, ma fu iniziato ultraottantenne, pochi mesi prima di morire.







Simile alla vicenda di Voltaire fu quella del grande poeta romanesco Carlo Alberto Salustri noto come Trilussa (18711950). Con una differenza. Anche il nostro poeta fece domanda (accettata) di essere accolto nell'istituzione massonica, quando correva l'ultimo anno della sua vita, ma morì prima di essere iniziato, motivo per cui non figura in nessun elenco massonico. Anche se, in un certo senso, è più massone di molti affiliati: sia per quello che scrisse, sia, proprio, perché la decisione di farsi massone fu frutto di una lunghissima maturazione, arrivata al termine di una lunga vita durante la quale conobbe l'Italia umbertina e la Massoneria prefascista e quella rinata dopo la seconda guerra mondiale. La sua scelta la fece quando, per lui, era ormai tempo di «tirare le conclusioni».

In precedenza sulla Massoneria aveva esercitato la sua ironia, come era nelle sue corde. E però il bersaglio di questa bonaria ironia non erano mai le idee, con le quali spesso affiora una sostanziale condivisione: erano piuttosto i massoni con le loro debolezze.
Come in Li Frammassoni d'oggi, d'epoca fascista, dove troviamo un'allusione al 1925 quando il fascismo chiuse le logge:
Perché la Fratellanza Universale / che ce riuniva tutti in una fede / finì co la chiusura del locale.

Già nel 1911 (Li massoni (le jeri) spiegava con un sorriso che i Liberi Muratori non sono dei veri muratori:
Loro so muratori  I 'ol io! i , / ci anno la puzzolana nel pensiero. / Tutta la 'nano d'opera si basa / ner demolì li preti, cor proggetto / de labbri( aie sopra un'antra casa. / Pe' questo so' chiamati muratori / e il loro Dio lo chiarneno Architetto... / Ma poco più j'assiste a li lavori.

L'ironia con la quale guardava al mondo, non lasciava spazio né a cinismo né a invettiva, piuttosto a una vena di pessimismo. Sentiamolo (Fra cent'anni) nel 1915, quando assisteva al grande carnaio della prima guerra mondiale: Da qui a cent'anni, quando / ritroveranno ner zappà la terra / li resti de li poveri sordati / morti ammazzati in guerra, / pensate un po' che montarozzo d'ossa / che fricandò de teschi / scapperà fora de la terra smossa!/ Saranno eroi tedeschi, francesi, russi, ingresi, / de tutti gli paesi. / O gialla o rossa o nera / ognuno avrà difeso una bandiera: qualunque sia la patria, o brutta o bella, sarà morto per quella. / Ma lì sotto, però, diventeranno / tutti compagni, senza / nessuna differenza. / Nell'occhio voto e fonno / non ce sarà né l'odio né l'amore / pe' le cose del monno. / Ne la bocca scarnita / non resterà che l'ultima risata / a la minchionatura de la vita. / E diranno fra loro: solo adesso / ciavemo pe lo meno la speranza / de godesse la pace e l'uguajanza.

Distacco, carità, universalismo, pacifismo, laicità. C'è molto di massonico in Fra cent'anni. In più, quel pessimismo ld affinità gnostica che non è raro nelle logge dove, non per liente, quando si parla di Bibbia, il librò più citato è il Qoheet. In Bolla di sapone, sentiamo [m Ha re la ho! la di sapone: La vita mia, che nasce per liti gioco / coli te la maggior parte de le cose, / sta chiusa in una goccia ... Tulto (ithinto / finisce in una lagrima de pianto.

Giovanni Mercurio da Correggio, il "profeta ermetico" che inventò il Rinascimento



http://www.aelialaeliacrispis.com/mercurio.html

Giovanni Mercurio da Correggio fu un misterioso personaggio vissuto nella seconda metà del XV secolo. Viveva a Bologna, con moglie e 5 figli ma usava comparire all’improvviso in numerose città, italiane e non, atteggiandosi a profeta ermetico. La sua performance più famosa resta quella romana della domenica delle Palme del 1484, l’11 di aprile, dove Mercurio inscenò la prima di una serie di rappresentazioni di grande effetto. Si presentò a Roma, con numerosi suoi seguaci, indossandodei calzari alati ed una corona di spine.







 A cavallo di un asino percorse la capitale sostenendo di essere sceso dal cielo, di essere figlio di Dio e di chiamarsi Pymander, la più alta manifestazione di Gesù Cristo. Predicava e distribuiva fogli stampati in cui c’era l’annunciazione di un nuovo Rinascimento. Mercurio fu probabilmente il primo ad inventare il termine Rinascimento. Dopo aver depositato degli oggetti d’oro sul trono di Pietro, se ne tornò a Bologna sano e salvo. Il parallelo con l’entrata di Cristo a Gerusalemme, che secondo le scritture stava ad indicare il Messia, era perfetto.
Nel 1486 Mercurio riapparve nelle Firenze di Savonarola e qualche tempo dopo a Cesena, Lucca, di nuovo a Firenze (nel 1492) e a Lione. Fu imprigionato diverse volte ma fu sempre liberato dopo poco tempo. 

Giovanni Mercurio, che sembra fosse un uomo del popolo senza particolare istruzione ma che, secondo i suoi seguaci, conosceva tutte le cose che un mortale poteva conoscere, era estremamente famoso all’epoca ed aveva un grande seguito.  Tra questi anche un colto umanista, Lodovico Lazzarelli, che lo indicò come il nuovo e divino profeta. Lazzarelli fu l’autore del “Crater Hermetis”, testo di ermetismo tradotto e diffuso in tutta Europa e che Lazzarelli dedicò a Giovanni Mercurio, sua guida spirituale e “padre”.
Il Crater Hermetis è una sorta di meditazione sul significato del Corpus Hermeticum di Ermete Trimegisto che era stato tradotto da Marsilio Ficino nel 1463 su richiesta di Cosimo de’ Medici. Con Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, Lazzarelli tentò una fusione tra la tradizione ermetica ed il cristianesimo.
Un secondo letterato seguace di Mercurio fu Carlo Sosenna, lettore dell’Università di Ferrara ed autore di un commento ad un sonetto di Mercurio. Ulteriori notizie le abbiamo da Trithemius, un dotto ermetico, che ci riporta la sua apparizione a Lione alla fine quindicesimo secolo. 

Trithemius scrisse: “Una volta egli confessò che era versato in tutta la conoscenza del mondo, capiva tutti i misteri della cose naturali, era capace di scoprire il profondo significato delle scritture e conosceva ogni cosa che un uomo mortale potesse conoscere.”

In ultimo vi è la testimonianza di Abraham Farissol (1452-1528 c.a.), un ebreo errante, cantore, educatore, scrittore, che, dopo aver viaggiato in lungo ed in largo per l’Italia si stabilì a Ferrara. Egli scrisse, in ebraico, i dialoghi tra lui stesso e due teologi cristiani, tenuti alla corte del duca di Ferrara Ercole I, tra il 1487 ed il 1490. In questo resoconto Farissol scrive: “Ho visto di persona nella mia città un uomo che aveva una grande celebrità a quel tempo e che era uso recarsi a pregare in molte città dei gentili, esaltando se stesso come vero profeta. Egli diceva di essere ispirato dallo Spirito Santo, professava di interpretare la Torah e chiamava se stesso figlio di Dio, di Mercurio Trimegisto, di Enoch e di Matusalemme. I suoi scolari lo seguivano ciecamente anche quando fu imprigionato a Roma, in mia presenza e anche a Bologna. Ma attraverso il potere della sua retorica e della sua eloquenza egli riuscì sempre ad uscire di prigione con i suoi seguaci. Per quattro volte fu imprigionato e per quattro volte fu scagionato dalle accuse.”
Prima di essere imprigionato a Firenze, egli era stato invitato a disquisire con Pico della Mirandola nel 1486. Né Pico della Mirandola né Marsilio Ficino, comunque, parlarono mai di lui negli scritti a noi noti.  


Il Corpus Hermethicum.

Nel 1463 Marsilio Ficino diede alle stampe la sua traduzione in latino di “Pymander”, una raccolta dei primi quattordici libri del Corpus Hermeticum di Ermete Trimegisto. I libri ermetici erano stati scritti dal I secolo a.c. al II secolo d.c. ad Alessandria d’Egitto. Essi furono custoditi dai sabei di Harran nel mondo musulmano ed in seguito arrivarono a Costantinopoli. Alla caduta di Costantinopoli nel 1454 un inviato di Cosimo de Medici li trasportò in Italia. Per Cosimo le opere ermetiche contenevamo il principale messaggio profetico del secolo. La loro riproposizione a stampa ne aumentò incredibilmente la diffusione.  L’invenzione della stampa infatti avrebbe cambiato per sempre la fruizione della cultura. I manoscritti erano cose preziose e rare e la conoscenza in essi contenuta era forzatamente circoscritta a qui pochi che potevano consultarli. Con l’invenzione della stampa cambiò tutto: prima del 1500, il Pimander fu ristampato in ben 16 riedizioni. Si trattò del primo successo editoriale di tutti i tempi, insieme alla Bibbia. 

  
Le tradizioni massoniche sull’antica sapienza
Disponiamo di un resoconto della iniziazione a massone di lord Ashmole nel 1646 in cui egli recita le Old Charges, gli antichi doveri. Da tale resoconto, e da altri simili che ci sono pervenuti, la massoneria fa ascendere le sue origini al mondo antidiluviano. La conoscenza sopravvisse al diluvio grazie a guardiani leggendari e soprattutto ad Ermete Trimegisto,  il padre della filosofia, patrono generale dell’architettura e della magia naturale.
“Prima del diluvio universale c’era un uomo chiamato Lamec, come è scritto nella Genesi, e costui aveva due mogli, Adar e Zilla. Da Adar ebbe due figli, Jabal e Jubal e dall’altra moglie ebbe un figlio ed una figlia. Questi quattro ragazzi diedero inizio a tutte le corporazioni del mondo. Jabal era il figlio maggiore e fondò la corporazione della geometria. Essi sapevano che Dio si sarebbe vendicato dei peccati dell’umanità  con il fuoco e con l’acqua, perciò scrissero le scienze nei due pilastri di pietra che furono ritrovati dopo il diluvio. Una pietra si chiamava marmo e non poteva bruciare con il fuoco, l’altra si chiamava laterite e non affondava nell’acqua. Hermes era il figlio di Cus, Cus era figlio di Sem che era figlio di Noè.  Hermes, che in seguito fui detto Ermete Trimegisto, scoprì i due pilastri di pietra sui quali erano scritte le scienze e per primo le insegnò.”

Secondo le tradizioni massoniche, le scienze si svilupparono in Egitto e poi a Gerusalemme, con Salomone che costruì il suo tempio grazie al maestro Hiram, e da lì transitarono in Grecia, con Pitagora. Molto tempo dopo, il sapere raggiunse l’occidente.
“E così accadde che uno strano uomo di nome Nimus il greco, che era stato presente alla costruzione del Tempio di Re Salomone, andò in Francia e lì insegnò il mestiere della massoneria.”
In origine i massoni erano solo i costruttori di cattedrali, una corporazione di muratori, ma intorno al 1600 le varie massonerie cominciarono ad accettare al loro interno persone che non facevano tale mestiere. Tali massoni era detti “accettati” in contrapposizione a quelli ordinari. Con il tempo la quasi totalità degli aderenti alla corporazione non avevano più nulla a che fare con il lavoro della pietra e l’intera massoneria è oggi fatta di massoni “accettati”.

La Filatelia massonica

http://trasquadraecompasso.blogspot.it

La filatelia massonica è lo studio e la raccolta di francobolli che sono associati direttamente o possono essere indirettamente collegati all'ordine massonico e può riguardare francobolli emessi da qualsiasi paese nel mondo. In Italia è attiva l’Associazione italiana di filatelia massonica (AIFM-GOI), fondata il 20 settembre del 2000, raccogliendo l’esperienza del settore filatelico del Grande Oriente d’Italia istituito nel 1998. I soci iscritti sono circa 150.





Dal 2000 al 2008 il sodalizio ha prodotto circa 160 emissioni filateliche celebrative italiane. A queste si sommano le emissioni straniere (circa 260) disponibili in catalogo grazie ad una rete di relazioni internazionali con i Club filatelici di numerose Obbedienze massoniche europee ed americane.
Un particolare impegno è stata dedicato nel 2005 anno del bicentenario del Grande Oriente d’Italia con la realizzazione degli annulli filatelici in tutte le manifestazioni pubbliche del GOI che si sono tenute in Italia. Nel corso del 2007 sono state numerose le manifestazioni patrocinate in occasione delle celebrazioni del bicentenario di Giuseppe Garibaldi.
L’attività del sodalizio si esplica anche nell’organizzazione di mostre ed esposizioni filateliche, attività che hanno portato ad un pubblico non sempre informato sulla Massoneria un messaggio incentrato sulle personalità massoniche italiane e straniere evidenziate nella filatelia.
L’Associazione accetta fra i suoi soci tutti i filatelisti indipendentemente dalla loro appartenenza alla massoneria.



Storia 'occulta', quando il calabrese Saverio Fera ribellandosi provocò lo scisma della massoneria italiana

Di Maria Teresa Improta
Sino ad oggi l’originaria unione non è mai stata ricostruita. Ad oltre un secolo di distanza le dinamiche tra i diversi ordini massonici non hanno reso possibile una vera riunificazione, ma solo tentativi per assorbire questo o quel gruppo di adepti per ‘far numero’ e accrescere il proprio potere. Inizialmente tutti gli ordini massonici pare fossero raccolti all’interno del Rito Scozzese Antico ed Accettato del Grande Oriente D’Italia da cui, appunto nel Giugno1908, nacque l’Obbedienza Piazza del Gesù che prese il nome della piazza romana in cui aveva sede. La scissione fu motivata dalla decisione del Grande Oriente d’Italia di imporre ai fratelli presenti in Parlamento un voto contrario all’insegnamento religioso nelle scuole. Una linea che aderiva alle posizioni radical – progressiste di derivazione anticlericale e, per così dire, rivoluzionarie e garibaldine che erano entrate a far parte degli ideali di una parte della massoneria dell’epoca.




Il calabrese Saverio Fera, deputato originario di Petrizzi nel catanzarese, seguito dai vertici delRito Scozzese Antico ed Accettato del Grande Oriente d’Italia e da numerosi ‘fratelli’ parlamentari in contrasto con tale decisione, per il principio fondamentale massonico della libertà di coscienza, si ribellò. Fu allora che Fera si attivò costituendo il Grande Oriente Italiano – Obbedienza Piazza del Gesù e rendendosi, di fatto, l’artefice dello scisma della massoneria italiana. Con la marcia su Roma e l’istaurazione del regime fascista tutte le logge massoniche furono sciolte ed i fratelli dell’una e dell’altra obbedienza si videro costretti ad operare di nascosto in riunioni furtive per mantenere viva quella che viene ancora oggi definita l’arte massonica. Ripristinato il clima democratico, nel 1946 l’Obbedienza Piazza del Gesù riemerse quindi dalla clandestinità, non riuscendo mai a riacquistare il potere dell’epoca prefascista. L’intera obbedienza fu quindi assorbita da un altro ordine nel 1973, quello dei Giustiniani.


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La maggior parte degli associati contrari a tale fusione non parteciparono più alle riunioni, congelando però la propria posizione in attesa di tempi migliori, mentre altri in una specie di diaspora costituirono gruppi indipendenti. Le diverse realtà formatesi pian piano nel tempo si unirono, ricostruendo insieme ai vecchi fratelli massoni che ne facevano inizialmente parte il Grande Oriente Italiano – Obbedienza Piazza del Gesù. Otto Famiglie, tutte discendenti da Piazza del Gesù tornarono a riunirsi sotto lo stesso ‘tetto’. Ricostituita, l’obbedienza ormai svincolata da ogni condizionamento politico, si è continuamente potenziata accogliendo sempre più persone.Attualmente il Grande Oriente Italiano – Obbedienza Piazza del Gesù è retto da oltre dieci anni dal Gran Maestro Nicola Tucci, oggi al suo terzo mandato. Tucci che ha dedicato una vita all’arte massonica, originario di Rossano, vive nell’hinterland cosentino e gratuitamente, senza essere retribuito come succede per i Gran Maestri di altre obbedienze, auspica da sempre la riunificazione dell’intero universo massonico.

‘’L’unica Obbedienza – afferma Tucci – che ha il diritto di avvalersi della definizione di Obbedienza Piazza del Gesù è la nostra. Non solo perché l’ordine nazionale era stato unificato negli anni ’70, ma soprattutto perché la nostra Famiglia ha ereditato il senso spirituale della scissione del 1908 le cui vere cause vanno ricercate in un diverso modo di intendere la tradizione massonica rivendicando la libertà di coscienza di ogni fratello massone. Vi sono molti massoni che farebbero bene e meglio se stessero fuori dai Templi perché nella loro vita hanno diversi scheletri nell’armadio, sia a livello personale sia a livello penale. Dovrebbero essere tutti sbattuti fuori dalla massoneria che invece si ispira ad un modello ideale di Stato fatto di trasparenza, legalità e dignità dell’uomo. Io porto avanti l’antico progetto dell’unificazione delle Massonerie di Piazza del Gesù. Tranne quelle miste, fatte di uomini e donne. Vorrei ricomporre tutto in un unico vessillo di pace, armonia e fratellanza. Non è un progetto impossibile. Anche in virtù del fatto che oggi il Supremo Consiglio di Rito Scozzese Antico ed Accettato del Grande Oriente Italiano – Obbedienza Piazza del Gesù è amministrato da Antonio Mucciardi un uomo di grande cultura e umanità, ottimo padre di famiglia ed ex pastore protestante proprio come Saverio Fera, il parlamentare che portò alla scissione della massoneria italiana. Appartenere al Grande Oriente Italiano – Obbedienza Piazza del Gesù è un altissimo onore per tutti i fratelli i quali in ogni parte del mondo si presentino vengono accettati, ospitati e garantiti in tutto e per tutto”. L’Obbedienza Grande Oriente Italiano – Piazza del Gesù oggi pare conti oltre 4.000 persone al suo interno, ma il suo cammino verso l’unificazione sembrerebbe essere ancora lungo ed irto di difficoltà.

Il gesto massonico della Mano Nascosta che ha fatto la storia


Di The Vigilant Citizen
Traduzione a cura di Anticorpi.info

I dipinti e le immagini dei grandi uomini del passato rivelano un elemento che li accomuna. Può essere solo un caso il fatto che molti di essi nascondessero una mano mentre posavano per i dipinti che li ritraevano? Improbabile.

In questo post esamineremo l'origine massonica della "mano nascosta" (hidden hand) e i potenti personggi che si fecero ritrarre nell'atto di compiere tale segno.

Ricordo quando la mia docente di storia cercava di spiegarci come mai Napoleone fosse frequentemente raffigurato con una mano sotto la camicia. Le motivazioni ufficiali sono elencate nelle seguenti righe:
"Sono state avanzate numerose teorie per spiegare perché Napoleone sia stato tradizionalmente raffigurato con la mano nel panciotto. Ad esempio: un'ulcera allo stomaco, la carica dell'orologio, una malattia della pelle, il fatto che all'epoca fosse ritenuto scortese tenere le mani in tasca, un cancro al petto, una mano deforme, una bustina profumata nel panciotto, il fatto che i pittori non amino dipingere le mani."
Tom Holmberg
A meno che tutti i personaggi citati in questo articolo avessero una ulcera gastrica o una mano deformata, al gesto di nascondere la mano si deve attribuire un significato specifico. Che in effetti c'è. La maggior parte delle persone che usano questo segno sono membri della massoneria. Considerando la grande importanza di tale gesto nei rituali massonici e che tutte le elite facessero parte della massoneria o comunque sapessero cosa fosse, è impossibile che la continua riproposizione di questo gesto sia semplicemente il risultato di una coincidenza. 

La mano nascosta è infatti un simbolo ricorrente nei rituali del grado massonico Royal Arched i leader mondiali se ne servono per comunicare agli altri iniziati dell'ordine: "Questo è ciò a cui appartengo, ciò in cui credo e per il quale sto lavorando."

IL GRADO ROYAL ARCH
Il grado Royal Arch (13° grado del Rito Scozzese o 7° del Rito di York) è noto anche come Mason of the Secret. Raggiunto questo grado, si dice che gli iniziati ricevano legrandi verità massoniche.
"Fino al Royal Arch gli iniziati sono familiarmente denominati confratelli, e mantenuti in uno stato di profonda ignoranza. Dal Royal Arch in poi i membri sono denominati compagni, e hanno diritto a una spiegazione esauriente sui misteri dell'ordine. Tale differenziazione concorda con la nota abitudine di Pitagora di rubricare i propri allievi praticamente alla stessa maniera. Dopo una sospensione condizionale di cinque anni, gli allievi erano ammessi alla presenza del precettore, il quale si rivolgeva a loro come "compagni" cui era consentito conversare con lui liberamente. Prima di tale termine il maestro impartiva i suoi insegnamenti da dietro uno schermo."
John Fellows, Inchiesta su Origini, Storia e Tenore della Massoneria
"Accedendo al Royal Arch si apprendono meravigliose nozioni che non potrebbero essere eguagliate da qualsiasi istituzione umana."
George Oliver, Lezioni sulla Massoneria
È a questo punto che l'iniziato impara il sacro nome di Dio.
"Un grado più augusto, sublime e importante di quelli che lo precedono, che è, infatti, il culmine e la perfezione dell'antica Massoneria. Esso lascia nella nostra mente la convinzione della esistenza di un Dio senza inizio e senza fine - la grande e incomprensibile Alfa e Omega - e ci ricorda la riverenza che dobbiamo al suo Santo nome."
George Oliver, Monumenti Storici
Tale Santo nome è Jahbulon, combinazione di parole che significano "dio" in siriaco, caldeo ed egiziano.
"JEHOVAH. Tra le varie versioni di questo nome sacro in uso tra le diverse nazioni della terra, tre in particolare meritano l'attenzione dei massoni di grado Royal Arch:1. JAH, riscontrabile nel Salmo 68, v. 4.2. BAAL o BEL. Questa parola indica un signore, padrone o possessore, ed è stata applicata da molte  nazioni d'oriente per indicare il Signore di tutte le cose, il Maestro del mondo.3. ON. Era il nome con cui JEHOVAH veniva venerato tra gli egiziani."
Malcolm C. Duncan, Rituali Massonici
mano nascosta, massoneria
Il rito di iniziazione a tale grado rievoca il ritorno a Gerusalemme dei tre più eccellenti massoni, dopo la prigionia in Babilonia. Evitando di esaminare l'intera cerimonia e il relativo simbolismo, ad un certo punto del rito viene chiesto all'iniziato di imparare una parola segreta e un segno della mano che incarni il passaggio di un "velo." L'immagine sulla destra raffigura il segno che simboleggia il passaggio al Secondo Velo, come documentato nel libro Rituali Massonici di Duncan.
"Il Maestro del Secondo Velo: devi essere tre eccellenti maestri, poiché  più in là non puoi arrivare senza la mia parola, segno, ed esortazione. Le mie parole sono Sem, Japhet, e Adoniram; il mio segno è questo: (portando la mano al petto), esso imita ciò che Dio diede a Mosè, quando Egli gli ordinò di spingere la mano in seno e poi, estraendola, la mano divenne bianca e lebbrosa come la neve. La mia parola di esortazione è la spiegazione di questo segno, e si trova negli scritti di Mosè, Quarto capitolo dell'Esodo:'E il Signore disse a Mosè: Poni ora la tua mano in grembo. E lui mise la mano in seno, e quando la tirò fuori, ecco che la sua mano era lebbrosa come la neve.'
"Malcolm C. Duncan, Rituali Massonici
Come detto, il gesto della mano è ispirato dal verso 4:6 dell'Esodo. In questo passaggio biblico il cuore ("petto") rappresenta ciò che siamo in base alle nostre azioni. Si può pertanto interpretarlo come: sei ciò che fai. Il significato simbolico di questo gesto potrebbe spiegare il motivo per cui è così largamente utilizzato dai più celebri massoni. La mano nascosta consente agli altri iniziati di sapere che la persona raffigurata fa parte della fratellanza segreta, e che le sue azioni sono ispirate alla filosofia massonica. La mano che esegue le azioni è celata dietro il bavero, il che simbolicamente si riferisce alla natura occulta delle azioni massoniche.

Ecco alcuni uomini celebri che utilizzarono il segno della mano nascosta.

mano nascosta, napoleone
NAPOLEONE BONAPARTE
Napoleone (1769-1821) fu un leader militare e politico francese, dalle cui azioni scaturì la politica europea nel XIX secolo. Iniziato presso la loggia dell'Army Philadelphe nel 1798. I suoi fratelli Giuseppe, Luciano, Luigi e Girolamo, erano tutti e quattro massoni. Cinque dei sei membri del Gran Consiglio dell'Impero erano massoni, come lo erano sei dei nove funzionari imperiali e 22 dei 30 Marescialli di Francia.

Lo studioso di cultura massonica J.E.S. Tuckett affronta così la questione:
"Strano che le prove riguardanti l'appartenenza di Napoleone alla fratellanza massonica non siano mai state esaminate in dettaglio, poiché la questione è di estremo interesse e - alla luce del ruolo notevole che questo straordinario uomo ebbe negli affari del continente europeo."
Nel saggio su Napoleone e la Massoneria, Tuckett scrive:
"Ci sono prove inconfutabili secondo le quali Napoleone conoscesse la natura, la finalità e la struttura della Massoneria; nozioni che approvava e praticava per promuovere i propri scopi."
J.E.S. Tuckett, Napoleone e la Massoneria (fonte)
Si dice anche che Napoleone facesse ricorso a poteri occulti. Quando nel 1813 fu sconfitto a Leipzip, un ufficiale prussiano scoprì una "stanza dei segreti" appartenente al condottiero corso, nella quale era custodito il libro del Destino e degli Oracoli. In principio questo libro fu scoperto in una delle tombe reali di Egitto nel corso di una spedizione militare francese del 1801. L'imperatore ne commissionò la traduzione ad uno studioso e antiquario tedesco. Da quel momento in poi, l'Oraculum diventò uno dei beni più preziosi di Napoleone. Lo consultava in molte occasioni e si dice che abbia "costituito uno stimolo per le sue imprese speculative  di maggior successo."
mano nascosta, marx
KARL MARX
Karl Marx è noto per aver fondato il comunismo moderno. Benché alcuni massoni neghino questa possibilità, sembra che sia stato un massone di 32 grado della loggia del Grande Oriente. Marx si fece portavoce del movimento ateo e socialista d'Europa. Sosteneva il principio secondo cui la fase successiva alla sostituzione delle monarchie con le repubbliche socialiste sarebbe dovuta essere la conversione delle stesse in repubbliche comuniste.

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GEORGE WASHINGTON
George Washington fu uno dei Padri Fondatori degli Stati Uniti, ed è considerato 'il più importante massone americano.' Charles Willson scovò questo dipinto di un Washington all'età di 52 anni. Notate la posizione dei piedi: essi formano una piazza oblunga.La posizione dei piedi è molto importante nel simbolismo massonico.

mano nascosta, mozart
WOLFGANG AMADEUS MOZART
Mozart è uno dei più prolifici e influenti compositori di sempre. Fu massone, iniziato nella loggia austriaca Zur Zur Wohltätigkeit il 14 Dicembre 1784. Numerose sue opere contengono degli importanti elementi massonici. Prima tra tutte Il Flauto Magico, del tutto basata su principi massonici.
Di seguito, alcune composizioni create da Mozart per le logge massoniche:

Lied (canzone) "Gesellenreise, da utilizzare durante l'assunzione di nuovi operai."
Cantata per tenore e coro maschile Die Maurerfreude ("The Mason's Joy").
La funerea musica massonica (Maurerische Trauermusik).
Due canzoni per celebrare l'apertura del "Zur Hoffnung Neugekrönten"
Cantata per tenore e pianoforte, Die ihr die Weltalls Schöpfer ehrt unermesslichen
La piccola cantata massonica (Kleine Freimaurer-Kantate).
mano nscosta, de lafayetteIL MARCHESE DE LAFAYETTE
De Lafayette fu massone di 33 grado. Secondo quanto sostenuto da Willam Denslow nell'opera 10.000 Massoni Famosi, Lafayette era un ufficiale francese, che partecipò come generale alle guerra di indipendenza americana e fu tra i leader della Guardia Nazionale francese durante la sanguinosa rivoluzione. Fu anche nominato Gran Commendatore onorario del Supremo Consiglio di New York. Più di 75 organismi massonici negli Stati Uniti portano il suo nome.

SALOMON ROTSCHILD
mano nascosta, rotschild
Salomon Rothschild è stato il fondatore del ramo viennese della famiglia di Mayer Amschel Rothschild. La famiglia più potente del mondo ha molto influenzato le politiche di Germania, Francia, Italia e Austria. I Rothschild sono tra i creatori del sionismo e dello Stato di Israele. Il loro potere si è propagato ben oltre i confini della loggia massonica. Si dice facciano parte delle 13 linee di sangue degli "Illuminati." Il recente edificio della Corte suprema di Israele (foto in basso) - finanziato dai Rothschild - conferma il ricorso al simbolismo massonico da parte di tale famiglia.

corte suprema, israele

SIMON BOLIVAR
mano nascosta, bolivar
Noto come El Libertador (il Liberatore), Simon Bolivar è considerato il George Washington del Sud America. E' entrato in massoneria presso Cadice, in Spagna, per poi essere iniziato al Rito Scozzese a Parigi ed essere nominato templare in Francia nel 1807. Bolivar ha fondato e servito come comandante la loggia Protectora de las Vertudes No.1 in Venezuela. Il paese della Bolivia porta il suo nome. Bolivar fu anche presidente della Colombia, del Perù e della Bolivia nel 1820. Apparteneva alla loggia Ordine e Libertà No. 2, in Perù.

Notate nell'immagine la posizione dei suoi piedi e lo schema a scacchiera del pavimento, anch'esso massonico.
mano nascosta, lenin
JOSEPH STALIN
Il regno del terrore di Stalin in Unione Sovietica provocò la morte di milioni di suoi connazionali. Spesso nelle foto si fece ritrarre facendo il gesto della mano nascosta. Non esistono documenti ufficiali che dimostrino la iniziazione di Stalin alla Massoneria. Naturalmente, i dittatori come Stalin riuscivano a controllare tutte le informazioni circa se stessi ed i loro affari, rendendo difficile provare alcunché in un senso o nell'altro. Il segnale della mano nascosta però fornisce un indizio della sua appartenenza ad una fratellanza occulta.

ALTRI  PERSONAGGI 
mano nascosta, mazzinimano nascosta, cavourmano nascosta, piercemano nascosta, poor


Mazzini, Cavour, Henry Varnum Poor (Standard & Poor's), Franklyn Pierce


CONCLUSIONE.
Come si è visto, i leader con la "mano nascosta" hanno avuto una grande influenza sulla storia del mondo ed è stato confermato che molti fossero massoni. Questo gesto è un dettaglio ancora largamente trascurato, che allude all'abbraccio della filosofia occulta da parte del leader. Una volta compreso questo fatto e riconosciuta l'immensa influenza che questi leader hanno avuto sul corso della storia, possiamo cominciare a comprendere la forza nascosta che attualmente guida l'attuale mondo internazionale.

I membri di queste confraternite avranno anche mantenuto opinioni diverse e aderito a fazioni differenti (comunismo contro capitalismo), ma la filosofia di fondo, le convinzioni e gli scopi ultimi erano comuni: l'avvento di una Età dell'illuminismoNaturalmente, ogni ricercatore serio è già a conoscenza del ruolo della massoneria nel dispiegarsi della storia mondiale.

Il segno della mano nascosta usato da numerosi personaggi storici è semplicemente l'espressione di questa realtà poco nota. Come affermò Confucio: "Il mondo è governato da segni e simboli, non da leggi e frasi."

Articolo in lingua inglese pubblicato sul sito The Vigilant Citizen
Link diretto all'articolo:
http://vigilantcitizen.com/?p=2536

Traduzione a cura di Anticorpi.info

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