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Fondazione Open, da Romeo al gruppo Gavio e la lobby del tabacco: ecco i finanziatori dell’ex cassaforte di Renzi perquisiti dalla Finanza



“Accertare quali siano in dettaglio, i rapporti instauratisi tra la Fondazione Open e i soggetti finanziatori della Fondazione”. È la chiusa del decreto di perquisizione, emesso dalla procura di Firenze, che ha portato ieri la Guardia di finanza in undici città a caccia di documenti e carte per approfondire l’ipotesi di reato di finanziamento illecito ai partiti. I pm indagano, a vario titolo, anche per appropriazione indebita aggravata, riciclaggio e autoriciclaggio, false comunicazioni sociali. Nel registro degli indagati è finito per finanziamento illecito anche Marco Carrai, amico personale di Matteo Renzi. Carrai, come Luca Lotti e Maria Elena Boschi, sedevano nel consiglio di amministrazione dell’ente privato chiuso dopo che l’ex premier ha perso la leadership del partito. “Ho fiducia che la magistratura chiarirà presto la mia posizione. So di non aver commesso reati e di aver sempre svolto i miei compiti rispettando la legge”, ha dichiarato già ieri Carrai.

I finanziatori perquisiti: da Davide Serra ad Alfredo Romeo – Ma chi sono i finanziatori che ieri hanno ricevuto la visita delle Fiamme gialle? Nella lista dei perquisiti – che non sono indagati – come riportano alcune testate c’è Davide Serra imprenditore amico dell’ex premier, la multinazionale del farmaco Menarini della famiglia Aleotti nelle persone Alberto Giovanni, Lucia e Benedetta Aleotti, ci sono anche le società dell’armatore napoletano Vincenzo Onorato, oltre a quelle che fanno capo all’imprenditore napoletano Alfredo Romeo (quello del caso Consip e imputato a Napoli per corruzione). Romeo però smentisce: “Nessuna perquisizione è stata effettuata in alcuno degli uffici della Romeo Gestioni, né tanto meno in una mia abitazione”. Gli investigatori della Gdf, che agli atti dell’indagine hanno già depositato sette informative ai pm Antonino Nastasti e Luca Turco, hanno bussato anche alle porte della Impresa Pizzarotti di Parma che si occupa di costruzioni, la Getra Power di Marcianise società elettrica della famiglia Zigon, del gruppo Gavio, concessionario italiano delle autostrade. Nella lista delle Fiamme Gialle anche la Garofalo Health Care, società del settore della sanità privata e la British American Tobacco. In sei anni – la procura contesta i reati dal 2012 all’anno scorso – nelle casse della Fondazione Open sono finiti 6,2 milioni di euro e i m vogliono accertarsi che questi versamenti – previsti dalla legge – non fossero in qualche modo una contropartita come già ipotizzato nei confronti del gruppo Toto.

La “manina” di Renzi sul governo M5s-Pd, stop su Di Maio al Viminale. Il suo ultimo totoministri: spunta Burioni

                                                          
                                                             OPEN
Matteo Renzi, l’uomo e il politico tra i più osteggiati dal Movimento 5 Stelle, adesso farà parte della stessa maggioranza parlamentare. «Dopo quello che è accaduto in questo mese, mi aspetterei un grazie, non la richiesta di garanzie – ha detto l’ex presidente del Consiglio quando gli si chiede se sarà leale a Conte e al Partito Democratico – Ho messo la faccia su un’ operazione difficilissima per mandare a casa Salvini, che fino a qualche settimana fa sembrava invincibile. L’ho fatto perché il linguaggio e la postura degli ultimi mesi erano assurdi: pieni poteri, la pacchia è finita rivolto a delle donne violentate, le opacità nelle relazioni con la Russia o sui 49 milioni di euro».
Nell’intervista al Messaggero del 30 agosto, Renzi si è soffermato sulla necessità di bloccare la deriva, a suo dire autoritaria, che stava prendendo il leader leghista: «Fermare Salvini mi è costato umanamente molto perché per farlo abbiamo dovuto aprire ai grillini: e io ricordo la colata di fango che ho subito in questi anni tramite fake news e diffamazioni. Vorrei che questa fatica umana fosse riconosciuta: paradossalmente chi lo ha capito meglio di tutti è stato Salvini, che non perde occasione per rimarcarlo. Io non sono quello che stacca la spina: magari posso essere tra quelli che la spina l’ ha attaccata, portando la corrente in un luogo in cui non c’ era. Al governo che sta per nascere dirò: pensate a lavorare, non a inseguire i fantasmi».

L’orizzonte del nuovo governo

Conte «riuscirà a formare il nuovo governo – ha affermato il senatore, fiducioso -. A mio giudizio la legislatura arriverà al 2023. Lo prevede l’ordinaria gestione della cosa pubblica: le legislature durano cinque anni. E negli ultimi 23 anni solo una legislatura si è interrotta prima dei cinque anni canonici: con Prodi e Bertinotti nel 2006/2008. Per il resto è sempre durata cinque anni. Accadrà così anche stavolta. Che ci arrivi questo governo dipenderà dalla qualità dei ministri che saranno scelti».

I ministeri che contano

«Mi auguro che il premier voglia scegliere i migliori – ha detto Renzi riguardo i membri dell’esecutivo -, mettendo in sicurezza soprattutto i dicasteri più delicati a cominciare da Viminale e Tesoro. Salvini aizzerà le piazze contro il governo e al Viminale ci vogliono nervi saldi e un ministro degno di questo nome». Sulla possibilità di ministri tecnici, Renzi ha ricordato un raro esempio di comunione tra lui e il fondatore del Movimento, Beppe Grillo: «Chi fa il ministro è sempre politico, mai solo tecnico. Ma mi piace l’idea: scegliere persone di grande qualità».
«Ad esempio: con Grillo un anno fa ho firmato un documento a favore dei vaccini, predisposto dal professor Burioni – ha detto -. Ecco, mi piacerebbe che alla Sanità andasse uno come Burioni, con l’ assenso anche grillino. Poi magari il prof non accetterebbe. Ma per dire che la proposta di scegliere persone di qualità è sempre vincente. Dopo di che, sceglieranno Conte, Di Maio e Zingaretti». Durante l’intervista di Fabrizio Nicotra, Renzi si è smarcato da qualsiasi polemica proprio con il segretario del suo partito: «È stata unità vera. Faticosa, ma vera. Abbiamo messo da parte le discussioni interne – ha aggiunto però -, che potremo riprendere il giorno dopo il giuramento».

«Fuori e felice»

«I renziani non lo so, non tocca a me dirlo – ha ribadito il senatore del Pd, circa la partecipazione dei suoi fedelissimi al governo -. Renzi di sicuro fuori. Fuori e felice. Ho fatto questa scelta per evitare l’ aumento dell’Iva e l’isolamento dell’Italia. Ma sarò credibile se non otterrò nessuna poltrona per me in cambio». Ad ogni modo, per un suo passo indietro, ha chiesto che anche il capo politico dei 5 Stelle non abbia velleità. Di Maio avrà il ruolo «che decideranno lui, Zingaretti e Conte. Certo non al Viminale, dove occorre un professionista della sicurezza e non un ex vicepremier che non ha esperienza in questo senso e sarebbe solo il nemico perfetto per Salvini».

A presto, Carlo

Renzi ha ribadito al Messaggero che non seguirà l’esempio di Calenda, il quale ha lasciato, di fatto, il Partito Democratico: «Carlo è andato via da solo e tale resterà anche in futuro. Non sta aprendo la strada a me, almeno. Sono orgoglioso di aver scelto Calenda come collaboratore, ambasciatore, ministro e di averlo sostenuto durante la sua campagna elettorale: è stato un ottimo tecnico. Rispetto la sua opinione, oggi, pur non condividendola. Mandare a casa Salvini, per me, era fondamentale. E non si va a votare solo perché così hanno deciso al Papeete: il Parlamento è più importante del Beach Club».

Sondaggi, Noto sul partito di Renzi: 'Vale meno del 5%'


Di Salvatore Santoru

Negli ultimi giorni si sta parlando di un eventuale 'partito di Renzi'. Il direttore di Noto sondaggiAntonio Noto, ha sostenuto che questa formazione poteva intercettare il 5% dei consensi prima delle Europee, mentre oggi potrebbe ottenere anche di meno.

Durante un'intervista rilasciata al Quotidiano NazionaleNoto ha parlato anche della situazione che sta interessando il PD.

PER APPROFONDIRE- https://it.blastingnews.com/politica/2019/08/noto-sondaggi-un-eventuale-partito-di-renzi-vale-meno-del-5-002966525.html

Crisi di governo, la proposta di Renzi: 'Governo No Tax'


Di Salvatore Santoru

Matteo Renzi ha recentemente lanciato una proposta di un governo 'No Tax'. Più precisamente, stando al politico del PD ciò sarebbe necessario al fine di evitare l'aumento dell'Iva

L'annuncio di Renzi è stato condiviso da alcuni opinionisti e simpatizzanti e, d'altronde, è stato criticato da altri. 

PER APPROFONDIRE- https://it.blastingnews.com/politica/2019/08/renzi-propone-un-governo-no-tax-002964169.html

Renzi critica Salvini per l'Inno d'Italia suonato al Papeete Beach: 'Offende militari e rappresentanti delle istituzioni'


Di Salvatore Santoru

Matteo Renzi ha criticato Salvini in merito alla scelta di far suonare l'Inno d'Italia al Papeete Beach. Più precisamente, l'Inno nazionale è stato suonato con la presenza dello stesso ministro dell'Interno e segretario della Lega alla consolle.Tale fatto è stato attaccato da Renzi, che ha sostenuto che con l'Inno dell'Italia non bisognerebbe scherzare.

Secondo il politico dem lo stesso Inno cantato in spiaggia offenderebbe i militari, nonché i rappresentanti delle istituzioni.

PER APPROFONDIRE- https://it.blastingnews.com/politica/2019/08/renzi-attacca-salvini-linno-nazionale-e-una-cosa-seria-002961077.html?fbclid=IwAR2o2RR_aATykTtKLr390NnpJSbPly0e34v-LF4EvvrdJ_TjTOsca5FbAZ0

Caso Bibbiano, parla Renzi: ecco cosa ha detto


Di Salvatore Santoru

Durante un'intervista di Avvenire, Matteo Renzi ha detto la sua sulle polemiche legate ai fatti di Bibbiano e della Val D'Enza. Il politico dem ha sostenuto che ci sono state delle 'polemiche schifose' e delle strumentalizzazioni politiche, nonché una demonizzazione del Terzo Settore. 

Inoltre, Renzi ha sostenuto che tali strumentalizzazioni farebbero male anche ai bambini e che c'è bisogno che le stesse vittime del 'sistema degli affidi illeciti' vengano tutelate e i responsabili puniti.

PER APPROFONDIRE- https://it.blastingnews.com/politica/2019/07/bibbiano-matteo-renzi-schifose-le-polemiche-di-chi-cerca-qualche-voto-in-piu-002956341.html

Renzi, l'accusa di Bechis: 'Numeri taroccati della diretta Facebook'


Di Salvatore Santoru

Recentemente Matteo Renzi ha sostenuto di essere stato il politico più visto nell'ambito delle dirette Facebook fatte da alcuni politici il 24 luglio 2019. A seguito della fine della diretta di Di Maio, Renzi aveva pubblicato una foto in cui venivano segnalati dei risultati atti a dimostrare la sua 'vittoria'.

Il giornalista Franco Bechis lo ha accusato di aver sostenuto una 'fake news', in quanto il giorno dopo i risultati si erano ribaltati e la diretta di Renzi era risultata la meno vista.

PER APPROFONDIRE- https://it.blastingnews.com/politica/2019/07/franco-bechis-accusa-renzi-ha-taroccato-i-numeri-della-diretta-su-facebook-002955517.html

Il Pd querela Luigi Di Maio: “Diffamazione per l’inchiesta sui minori di Bibbiano”


Di Annalisa Cangemi

"Le dichiarazioni demenziali del vicepremier Di Maio il quale collega l'identità del Pd alle vicende drammatiche relative all'inchiesta sui minori che coinvolge il comune di Bibbiano, confermano solo il livello di disperazione di un personaggio che ha fallito il suo obiettivo e scarica la sua bile sugli avversari politici". Il Partito Democratico ha deciso di querelare il capo politico del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio, che ha attribuito in diverse occasioni responsabilità ai dem per il caso dei minori di Bibbiano.

"Non solo da subito abbiamo denunciato la gravità dei fatti portati alla luce dall'inchiesta della Procura di Reggio Emilia ma è fin troppo ovvio che, qualsiasi sia l'esito dell'indagine rispetto alle responsabilità di un sindaco accusato di abuso d'ufficio, accostare a fatti gravissimi l'identità del Pd è un atto irresponsabile e falso. È Di Maio, con il suo atteggiamento sprezzante, volgare e ottuso che strumentalizza e utilizza una vicenda drammatica che dovrebbe tenere unite tutte le istituzioni. Ma questo comportamento è solo l'ennesima conferma della pochezza di alcuni individui che stanno governando l'Italia. Il Pd ha dato mandato ai propri legali di sporgere querela per diffamazione e richiesta di risarcimento danni in sede civile". 

"Noi con Luigi Di Maio non vogliamo avere nulla a che fare, per usare le sue parole. Molto diverse oggi da quelle che utilizzava un anno fa, quando elemosinava i nostri voti per andare al governo. Le nostre parole sono invece le stesse di allora: Lega e M5s sono la stessa cosa, l'opposto della sinistra. E a loro ci si può solo opporre", lo ha detto Matteo Orfini, deputato dem, sul suo profilo Facebook. "Con uno che si comporta in modo così indegno non solo non ci si fa un governo insieme. Ma non gli si stringe nemmeno la mano. Fossi ancora presidente del Pd avrei dato immediato mandato a denunciarlo e sono certo che Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni faranno lo stesso. Di Maio sa bene la verità, con quel dramma orribile il Pd non c'entra. Al sindaco di Bibbiano sono contestati reati amministrativi e non le cose orribili e agghiaccianti di cui Di Maio incolpa il Pd", ha aggiunto Orfini. "Ne dovrà rispondere e lo sfido a non avvalersi dell'immunità come invece ha fatto il suo degno compare Salvini".

"Condivido Orfini per filo e per segno. Le frasi di Luigi Di Maio fanno semplicemente schifo", ha scritto su Twitter il senatore Matteo Renzi, postando il link della pagina Facebook di Matteo Orfini.

FONTE: https://www.fanpage.it/politica/il-pd-querela-luigi-di-maio-diffamazione-per-linchiesta-sui-minori-di-bibbiano/

Cos'è il Bilderberg, il think tank dei "poteri forti"


Di Giulia Giacobini

Il 30 maggio si terrà il 67° incontro del gruppo Bilderberg, un think tank che riunisce personaggi di spicco nel mondo della politica, dell’industria, della finanza e dei media provenienti da Europa e Stati Uniti ed è stato spesso preso di mira dai complottisti per i suoi caratteri elitari (si può partecipare solo su invito) e per l’alone di segretezza che circonda ogni conferenza (la location viene svelata solo due giorni prima dell’evento e le riunioni si svolgono a porte chiuse).
L’appuntamento, quest’anno, è a Montreux, in Svizzera.
 In tutto, saranno presenti 128 persone di cui tre italiani: Lilli Gruber, che fa parte anche dello steering committee, una specie di comitato eventi, l’ex premier Matteo Renzi e il vicedirettore de Il Fatto Quotidiano Stefano Feltri. Tra gli ospiti internazionali spiccano invece Satya Nadella, Ceo di Microsoft, Jared Kushner, genero e consigliere di Donald Trump e Jens Stoltenberg, segretario della Nato.
Come riporta Agi, i temi in agenda sono undici e comprendono, tra l’altro, il futuro dell’Europa, i cambiamenti climatici, l’etica dell’intelligenza artificiale e le cyber minacce. Ecco come è nato e come è cambiato nel tempo.

La storia del primo incontro

Il primo incontro del gruppo Bilderberg si tenne dal 29 al 31 maggio del 1954, in piena guerra fredda, all’hotel De Bilderberg, ad Oosterbeck, nei Paesi Bassi. Il club, che allora non aveva un nome, iniziò ad essere così chiamato proprio per via dell’hotel in cui si era riunito.
L’obiettivo del meeting era quello di discutere le ragioni dell’antiamericanismo che in quegli anni serpeggiava nel continente e che Józef Retinger, studioso e consulente politico polacco, considerava il principale ostacolo alla creazione di una vera alleanza atlantica tra un’Europa di tipo federale e l’America del Nord.
Alla riunione, che venne organizzata da un comitato direttivo, presero parte tra gli altri, Retinger, il Principe olandese Bernard-Lippe-Bisterfeld, il banchiere David Rockfeller e il potente industriale olandese Rijikens.

Cosa succede oggi

Le conferenze annuali che si svolgono oggi sono molto più partecipate di quella del 1954. A Montreux andranno 128 persone ma il numero varia di anno in anno da un minimo di 120 a un massimo di 200. I membri, che possono presentarsi solo se precedentemente invitati, non sono fissi. Alcuni, come Lilli Gruber, vanno oramai da anni ma per Stefano Feltri quello di domani sarà il primo appuntamento. Tutti partecipano a titolo personale, e non come rappresentati di un’istituzione, e devono pagare le spese del viaggio e dell’alloggio.
Le riunioni si svolgono soprattutto in Europa, ogni quattro anni in America e sono sempre a porte chiuse. I giornalisti non sono invitati e, al termine, non vengono diffusi comunicati stampa. I membri possono però riprendere alcune idee in base alla Chantam House Rule che impedisce loro di rivelare l’identità degli oratori.

Le teorie del complotto

Le prime teorie complottiste sul gruppo Bilderberg si sono diffuse decenni prima della nascita di Internet e dei social media. Hugh Wilford, professore di Storia alla California State University, spiega che già nel 1954 la sinistra era convinta che dietro il gruppo si nascondesse la Cia e che la riunione fosse parte di un piano per aumentare l’influenza degli Stati Uniti in Europa.
Questa teoria fu alimentata anche dal passato di Retinger. La mente del gruppo entrò infatti in contatto con i Servizi segreti quando era a capo del governo polacco in esilio a Londra e lavorò inoltro come consigliere tra due le guerre per le rivolte in Messico.
Negli ultimi anni, il Bilderberg è stato accusato tra l’altro di voler ridurre sempre di più la sovranità degli stati (il gruppo sarebbe l’ultima reincarnazione di un’oligarchia che gestisce le sorti dell’umanità), di avere intenzione di sottomettere i poveri fino a renderli schiavi e di aumentare i conflitti. A questo proposito, Panorama ricorda che il club è stato considerato il responsabile dell’incidente di Tonchino, che scatenò la guerra in Vietnam, del conflitto in Jugoslavia e di quello in Iraq. Tutte nascono da una convinzione: le guerre aumentano il valore degli affari delle lobby delle armi e fanno gli interessi economici di alcuni membri del gruppo.

Nuova riunione segreta del Bilderberg. Ecco chi sono gli italiani invitati


Di Aurora Vigne
Si riuniranno dal 30 al 2 giugno, ma il luogo dell'incontro preciso non è ancora stato confermato e verrà comunicato soltanto due giorni prima.
Questa volta i membri del gruppo Bilderberg si troveranno a Montreux, in Svizzera. L'incontro segreto del riservato gruppo formato da David Rockfeller nel 1954 questa volta ospiterà anche Matteo Renzi, Stefano Feltri del Fatto Quotidiano e Lilli Gruber. Durante la 67esima riunione del gruppo, i circa 130 partecipanti parleranno in modo riservato di economia, industria, finanza e media.
Come riportato dall'Huffington Post, i temi saranno undici, e tra questi ci saranno anche ambiente e futuro. Ecco alcuni titoli delle discussioni che si terranno: "Un ordine strategico stabile", "Cosa adesso per l’Europa?", "Cambiamenti climatici e sostenibilità", "Cina", "Russia", "Il futuro del capitalismo", "Brexit", "L’etica dell’intelligenza artificiale", "I social media come arma", "L’importanza dello spazio", "Le minacce cyber".
La quattro giorni di dibattiti segreti, di cui i partecipanti sono autorizzati ad utilizzare i contenuti senza però poter rivelare né l'identità né l'affiliazione degli oratori, l'anno scorso si è tenuta a Torino all'Nh Hotel Lingotto Congress. A pagare l'organizzazione dell'evento dell'edizione scorsa, secondo le regole della Fondazione, erano stati i membri italiani del "comitato direttivo", ossia John Elkan e la giornalista Lilli Gruber.

Tiziano Renzi e la moglie ai domiciliari. Ex premier: “Abnorme”. Il gip: “Disegno criminoso anche dopo inizio indagini”



Di Pierluigi Giordano Cardone
Per Matteo Renzi “chi ha letto le carte e ha un minimo di conoscenza giuridica sa che privare persone della libertà personale per una cosa come questa è abnorme”. Secondo l’ex premier, insomma, gli arrestidomiciliari per i suoi genitori, accusati di bancarotta fraudolenta e false fatture dalla Procura di Firenze, sono un provvedimento esagerato. A leggere l’ordinanza del gip Angela Fantechi la realtà è ben diversa. Le date, in questo caso, sono fondamentali per comprendere la ratio della misura cautelare. La richiesta di arresti da parte dei pm titolari dell’inchiesta è datata 26 ottobre 2018il giorno prima la procura di Cuneo aveva chiesto il rinvio a giudizio per Laura Bovoli (madre dell’ex Rottamatore), accusata di concorso in bancarotta fraudolenta per il crac della Direkta srl. Indagando sui conti di quest’ultima società, gli inquirenti piemontesi hanno scoperti alcuni intrecci con aziende legate ai Renzi, tra cui la Delivery Service e, soprattutto, la capofila Eventi 6, su cui i magistrati fiorentini stavano già indagando in altri filoni d’inchiesta. È l’inizio di un’indagine complessa che passa a Firenze per competenza e coinvolge la gestione di altre società, la Europe Service e, sopratutto, la Marmodiv, per cui i pm avevano già chiesto il fallimento il 4 settembre 2018. Scattano le perquisizioni e il 31 gennaio 2019 la Procura del capoluogo toscano ordina un’ultima consulenza tecnica d’ufficio proprio sulla Marmodiv. Quest’ultimo non è un particolare di poco conto: non si tratta di una situazione già chiusa, ma assolutamente in divenire. E che determina la scelta del gip di concedere gli arresti domiciliari a quattro mesi dalla richiesta del pm (istanza presentata il 26 ottobre, firmata il 13 febbraio).

Nell’ordinanza del giudice Fantechi la decisione è spiegata con dovizia di particolari: “Sussiste il concreto ed attuale pericolo che gli indagaticommettano reati della stessa specie di quelli per cui si procede (tributarifallimentari), ciò emerge dalla circostanza che i fatti per cui si procede non sono occasionali e si inseriscono in un unico programma criminosoin corso da molto tempo, realizzato in modo professionale con il coinvolgimento di numerosi soggetti nei cui confronti non e stata avanzata richiesta cautelare e pervicacemente portato avanti anche dopo l’inizio delle indagini“. Quindi: “Unico programma criminoso in corso da molto tempo”, “pervicacemente portato avanti anche dopo l’inizio delle indagini”. Il dato cronologico, a leggere il provvedimento del gip, diventa determinante proprio quando si parla della Marmodiv: “Attualmente, è in corso di compimento, da parte di Renzi Tiziano e Bovoli Laura, la fase dell’abbandono della Marmodiv ed è del tutto verosimile ritenere che, ove non si intervenga con l’adozione delle richieste misure cautelari, essi proseguiranno nell’utilizzo di tale modus operandi criminogeno, coinvolgendo altre cooperative, risulta poi pendente la richiesta di fallimento della Marmodiv avanzata dal P.M.”.

Domanda: ma non bastava l’interdizione all’attività imprenditoriale? Per il giudice Fantechi evidentemente no. E lo spiega così: “Sul punto occorre rilevare che avendo gli stessi rivestito ruoli di amministratori di fatto e avendo gli stessi agito tramite ‘uomini di fiducia’ non è possibile ritenere sufficiente una misura quale il divieto di esercitare uffici diretti di persone giuridiche ed imprese, atteso che essa consentirebbe di impedire agli indagati di rivestire solo cariche formali, lasciandoli invece liberi di agire con condotte assai più subdole e pericolose perché di più difficile accertamento“. Provvedimento esagerato, quindi? Sarà il tribunale del Riesame a dirlo. Fatto sta che il giudice per le indagini preliminari non ha avuto dubbi, tanto è vero che non ha neanche concesso la sospensionedella pena a causa della “gravità concreta dei reati per cui si procede e la loro esecuzione in un contesto temporale rilevante”. Riferendosi a Tiziano Renzi e Laura Bovoli, poi, il gip Fantechi parla di “condotte volontarie realizzate non per fronteggiare una contingente crisi di impresa, quanto piuttosto di condotte imprenditoriali finalizzate a massimizzare il proprio profitto personale con ricorso a strategie di impresa che non potevano non contemplare il fallimento delle cooperative”. Insomma: Tiziano e Laura andavano fermati subito. Che piaccia o no e a prescindere da quel cognome importate.

Grillo e Renzi firmano patto pro vax di Burioni. Ecco cosa prevede


(AdnKronos Salute) - Matteo Renzi e Beppe Grillo insieme a difesa della scienza. I due hanno firmato un patto trasversale contro pseudoscianza, ciarlatani e fake news. A compiere il 'miracolo' il virologo Roberto Burioni, che ha pubblicato il 'Patto trasversale per la scienza' - firmato oltre che da Beppe Grillo e da Renzi anche da Enrico Mentana, Guido Silvestri (Emory University, Atlanta), Mina Welby (Associazione Luca Coscioni). "Oggi è successa una cosa molto importante", scrive Burioni sul suo sito 'Medical Facts': "Beppe Grillo e Matteo Renzi hanno sottoscritto (insieme a molti altri) un patto a difesa della scienza. Perché ci si può dividere su tutto, ma una base comune deve esserci. La scienza deve fare parte di questa base. Perché non ascoltare la scienza significa non solo oscurantismo e superstizione, ma anche dolore, sofferenza e morte di esseri umani. Ha detto Albert Einstein che la 'scienza, al confronto con la realtà, è primitiva e infantile. Eppure è la cosa più preziosa che abbiamo'. Oggi sono molto contento, perché due persone rivali e distanti sono d'accordo sul fatto che non possiamo permetterci di buttarla via".Patto trasversale per la scienza, cosa prevede
"Nella scienza non si crede: o si capisce oppure non si capisce. E’ una modalità di comprensione delle cose del mondo che deve essere capace di prescindere da qualsiasi pregiudizio (quindi anche relativamente ad un certo vaccino o modalità di vaccinazione della popolazione). Il rapporto matematica/realtà naturale non è ancora del tutto chiaro. La scienza procede, senza timori attraverso il dubbio (anche su se stessa). La scienza, ed il suo mondo, hanno bisogno di sopravvivere, come qualunque altra cosa. Per questo condivido con voi il Patto Trasversale per la Scienza, perchè il progresso della scienza deve essere riconosciuto come un valore universale dell’umanità e non può essere negato o distorto per fini politici e/o elettorali", si legge sul sito del comico genovese.

Matteo Renzi dice che suo padre ha vinto una causa per diffamazione contro il Fatto Quotidiano

L’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi ha detto che suo padre, Tiziano Renzi, ha vinto una causa per diffamazione contro il Fatto Quotidiano, il suo direttore Marco Travaglio e una giornalista. Renzi ha scritto su Facebook che Travaglio e il Fatto Quotidiano sono stati condannare a risarcire suo padre con 95.000 euro e che questa è «la prima decisione su una (lunga) serie di azioni civile intentate da mio padre». Renzi non ha spiegato a che fatto specifico si riferisca la condanna, al momento non ci sono altre informazioni.

Reddito di cittadinanza, fanno discutere alcune affermazioni del segretario PD Martina: 'Nel Sud ci sono alcuni che lo vogliono per lavorare in nero'


Di Salvatore Santoru
Durante una puntata di Otto e Mezzo, il segretario PD Maurizio Martina ha detto la sua sul reddito di cittadinanza. Una sua affermazione sta facendo discutere sui social e riguarda la 'questione meridionale'.
Più specificatamente, riporta Leggilo(1), il politico dem ha sostenuto che: “Nel Sud iniziano già a girare, purtroppo, alcuni ragionamenti pericolosi della serie: “Vado a lavorare in nero, non vado a lavorare a contratto, in chiaro, perché così prendo il reddito di cittadinanza. Io mi preoccupo”. 
NOTA:

Leopolda, Renzi vuole candidare Rula Jebreal alle Europee. Sui social fa discutere ciò che disse la giornalista non molto tempo fa: ecco cosa


Di Salvatore Santoru

Rula Jebreal potrebbe essere candidata dal PD per le prossime elezioni europee.
Più specificatamente, la Jebreal è stata ospite alla Leopolda 9 per intervistare Matteo Renzi.
La giornalista ha sostenuto di sentire il dovere morale di dare qualcosa indietro all'Italia, un paese che gli ha dato tanto

In seguito a questa affermazione, Renzi ha chiesto alla Jebreal se aveva mai pensato di entrare in politica. Come riportato da Affari Italiani(1), non molto tempo fa la Jebreal aveva affermato che non aveva intenzione di tornare in Italia in quanto sarebbe un paese 'pervaso da una mentalità fascista'.

NOTA:

(1) http://www.affaritaliani.it/politica/elezioni-europee-2019-renzi-candida-la-giornalista-rula-jebreal-con-il-pd-567673.html?refresh_ce

Leopolda, Bonolis a Renzi: “Di Maio e Salvini? Coppia di comici come Totò e Peppino o Franco e Ciccio”


FATTO QUOTIDIANO

Nella commedia all’italiana abbiamo avuto grandi coppie comiche come Totò e Peppino o Franco e Ciccio. Ora abbiamo Salvini e Di Maio. Anche loro hanno il tormentone, come le grandi coppie comiche: per loro sono sempre i migranti“. Così Paolo Bonolis scherza con il senatore Pd, Matteo Renzi,sul palco della Leopolda a Firenze, parlando dei due vicepresidenti del Consiglio. “Salvini e Di Maio usano il decreto in maniera definitiva” – continua – “perché per decreto la povertà non esiste più, proprio come le buche a Roma“. Bonolis, che ironizza anche sulla manipolazione del decreto fiscale denunciata da Luigi Di Maio, si è presentato all’evento, regalando un presente all'”anfitrione”: “Tieni, questo è un poncho degli Intilimani. Così c’hai ancora qualcosa di sinistra“. Poi si rivolge scherzosamente a Renzi: “Pure tu hai voluto cancellare delle cose, ad esempio il Senato. E mo’ sei senatore, perché l’Italia ti vuole bene. Ma lo sapete che si frega il ciambellone al bar del Senato?”. “E’ vero, ma lo pago” – replica Renzi – “è un atto di resistenza civile, mi avete mandato lì, anche se costa poco”. Il conduttore, infine, punzecchia l’ex presidente del Consiglio: “Fortissimo era anche il trio composto da te, D’Alema e da Bersani. Ve lo ricordate il pezzo che facevano sulla rottamazione? Ammazza, quanto faceva ride, aoh. I bambini miei hanno voluto anche il dvd”. Renzi ribatte sarcasticamente: “E’ che non te l’avevo detto, ma alla Leopolda, appena dici il nome D’Alema, parte subito l’entusiasmo

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