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In Libia più di 200 contractors russi


Di Mauro Indelicato

Lo scenario libico vive di cambiamenti radicali e lunghi periodi in cui a livello mediatico quasi ci si scorda dell’esistenza di una guerra alle porte di casa. E che adesso in Libia qualcosa possa di nuovo cambiare dopo mesi di stallo, lo si intuisce dalle posizioni prese nelle ultime settimane da quegli stessi attori protagonisti in Siria: Russia e Turchia. Ed è soprattutto da Mosca che arrivano le più importanti novità.

Il Nyt: “Più di 200 mercenari russi in Libia”

In Siria, dopo l’avanzata di Recep Tayyip Erdogan, Mosca e Ankara sono arrivati alla stesura di un accordo particolarmente importante, che ha segnato sicuramente una svolta non indifferente nello scacchiere mediorientale. In tanti, dopo gli incontri tra lo stesso leader turco e Vladimir Putin, si sono chiesti se i due Paesi fossero in grado di intraprendere analoghi percorsi anche in Libia. Del resto anche nel 2016, anno della ripresa di buoni rapporti tra Mosca ed Ankara, Russia e Turchia sulla Siria partivano da due posizioni diverse (la prima alleata di Assad, la seconda sostenitrice dei gruppi islamisti contro il presidente siriano). E in questa fase anche in Libia Putin ed Erdogan appaiono su due barricate differenti: il presidente russo appoggia il generale Khalifa Haftar, quello turco invece il premier Fayez Al Sarraj.
Di sicuro, il paese più attivo in questo momento è la Russia. Secondo le ultime rivelazioni del New York Times, ben 200 mercenari russi sarebbero arrivati nelle ultime settimane in Libia. Si tratterebbe, in particolare, di contractors legati alla Wagner, la società di Evgenj Prigozhin soprannominato “il cuoco di Putin”. I russi sul campo starebbero aiutando Haftar, in difficoltà in queste settimane soprattutto lungo il fronte a sud di Tripoli. Secondo il quotidiano newyorchese, fonti mediche libiche hanno notato russi tra le vittime di bombardamenti e colpi di artiglieria. Segno di una presenza di contractors vicini al Cremlino sempre più influente. Tra i 200 arrivati alla Russia e giunti, tramite la Cirenaica e la base di Jufra, a Tripoli ci sarebbero anche cecchini e tiratori scelti.

La presenza della Russia in Libia

Ma non è certo la prima volta che viene a galla la presenza di russi in Libia. Il primo precedente risale ad un anno fa e, per la precisione, a pochi giorni dall’inizio del vertice di Palermo. Nei mesi successivi, la presenza di contractors al fianco di Haftar è stata testimoniata dal ritrovamento di documenti di cittadini russi nei vari campi di battaglia. La presenza, come scritto sul Nyt, di vittime russe uccise in fase di scontro nei pressi di Tripoli non può che donare ulteriori conferme.
La Wagner non è certo l’unica agenzia di contractors presente in Libia, anche l’esercito guidato da Haftar ha avuto a che fare negli ultimi mesi con mercenari al soldi delle forze di Al Sarraj, come testimoniato ad esempio dalla cattura di un pilota americano abbattuto dalla contraerea del Libyan Nation Army il 7 maggio scorso. A differenza delle altre società però, la Wagner è strettamente collegata al Cremlino ed alle mosse del presidente russo. Per cui la sua presenza in Libia fa comprendere la scelta operata da Mosca: essere sempre più incisiva nello scacchiere libico, senza però per il momento intervenire con propri uomini.

George Soros contro la Cina di Xi Jinping: 'Peggiore minaccia per la società aperta'


Di Salvatore Santoru

Recentemente il noto investitore George Soros è stato intervistato dal New York Times(1). In tale intervista Soros ha discusso di diversi argomenti, tra cui il suo sostegno nei confronti della candidata dem Elisabeth Warren(2).
Inoltre, riporta 'American Military News', Soros ha avuto modo di criticare anche le politiche della Cina di Xi Jinping(3).
Più precisamente, il finanziere e filantropo ha detto che il governo cinese rappresenterebbe la 'peggiore minaccia per la società aperta'.
Già in passato, e specialmente durante il Forum di Davos, Soros aveva criticato il governo cinese.
NOTE:

USA 2020, secondo Soros la Warren è la candidata migliore


Di Salvatore Santoru

Stando a quanto riportato da alcuni media statunitensi, tra cui la CNBC(1), il noto investitore George Soros ha sostenuto che Elisabeth Warren sarebbe la candidata migliore per le elezioni del 2020.

Più precisamente, durante un'intervista al New York Times(2), Soros ha sostenuto che la politica dem è emersa  come la persona più difficile da battere e, inoltre, come quella più qualificata per diventare presidente.

NOTE:

(1) https://www.cnbc.com/2019/10/25/george-soros-elizabeth-warren-is-the-most-qualified-for-president.html

(2) https://www.nytimes.com/2019/10/25/business/dealbook/george-soros-interview.html

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FOTO: https://www.sott.net

Khashoggi, il ritratto del Nyt: dalle simpatie islamiste(dalla Fratellanza Musulmana al giovane Bin Laden) ai legami con la Casa dei Saud


Di Salvatore Santoru
Recentemente il New York Times ha pubblicato un articolo di approfondimento su Jamal Khashoggi, il reporter recentemente ucciso in Turchia da un commando saudita(1).
Andando maggiormente nello specifico, nel pezzo di Ben Hubbard and David D. Kirkpatrick si è parlato dei legami e delle simpatie ideologiche dello stesso giornalista, alquanto inviso al principe Mohammed Bin Salman. Tra tali legami bisogna segnalare quello con la Fratellanza Musulmana, organizzazione islamista sempre più malvista dallo stesso regno saudita.
Inoltre, come ricordato nell'articolo del Nyt, sin dalla guerra in Afghanistan lo stesso Khashoggi era stato vicino idealmente ad Osama Bin Laden. Su ciò, c'è comunque da specificare che il reporter non ha mai approvato il progetto e e le azioni compiute da Al Quaeda.
Come scritto nell'articolo del noto quotidiano statunitense, anche i legami con la Fratellanza Musulmana risultavano essere 'ambigui' e c'è da segnalare che il giornalista aveva dei 'rapporti informali' con l'establishment saudita. Approfondendo la questione, c'è da dire che Khashoggi era legato all'imprenditore multimilionario Al-Walid bin Talal(al-Walīd bin Ṭalāl bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd) ed era stato assunto come consigliere da parte del diplomatico Turki bin Faysal Al Sa'ud.
Inoltre, risulta che il reporter aveva viaggiato con l'ex re saudita Abdullah e avesse più di qualche legame con quella parte del vecchio 'apparato saudita' avversa al 'nuovo establishment' promosso da Bin Salman.
NOTA E PER APPROFONDIRE:

Il New York Times lancia l'allarme: "La prossima crisi finanziaria potrebbe partire da Roma"


Di Angelo Scarano
La prossima crisi finanziaria internazionale potrebbe iniziare dall'Italia: è l'avvertimento del New York Times che rilancia l'allarme di analisti e investitori.
"Molti degli ingredienti ci sono: una grande quantità di debito discutibile; banche deboli; un governo irregolare e un'economia considerevole in grado di infliggere danni collaterali fuori dai confini italiani", si legge sul sito del prestigioso quotidiano americano secondo cui "non bisogna essere italiani per preoccuparsi delle ripercussioni".
"I piani di spesa populisti del governo di Roma, giudicati spericolati da gran parte dei circoli finanziari, hanno causato picchi dei tassi di interesse sul debito italiano, minacciando di creare un ciclo che si propagherebbe attraverso l'economia in difficoltà", scrive il Nyt. Non è tutto: secondo il quotidiano della Grande Mela "il bilancio proposto ha messo in luce le cuciture della coalizione di governo, in cui una delle parti favorisce tagli alle imposte alle piccole imprese e l'altra programmi di welfare estremamente costosi. Più in generale, ha diviso il governo populista, che ha promesso di portare avanti un bilancio che considera un imperativo politico, e l'establishment finanziario italiano che teme ciò che la spesa farà all'economia del Paese, alla sua credibilità e relazioni con l'Europa". Gli altri indicatori che fanno presagire una prossima crisi finanziaria, oltre alla situazione italiana, ci sono anche la turbolenza economica e politica turca, la guerra commerciale del presidente americano Donald Trump, la Brexit e l'ampio rallentamento della crescita globale.

Jack Ma non si ritira, almeno per il momento

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Contrariamente a quanto scritto dal New York Times, e poi ripreso dai principali giornali e siti d’informazione mondiali, l’imprenditore cinese Jack Ma non lascerà nei prossimi giorni la carica di presidente esecutivo di Alibaba, la grande società di e-commerce (ma non solo) di cui fu co-fondatore nel 1999.
Il 7 settembre il New York Times aveva scritto che Ma, che compirà 54 anni proprio il 10 settembre, si sarebbe ritirato quel giorno per dedicarsi alla filantropia. Qualche giorno prima Ma stesso aveva raccontato a Bloomberg che si sarebbe ritirato “presto”, cosa che aveva reso plausibile la notizia data dal New York Times. Oggi però il South China Morning Post, di proprietà di Alibaba, ha smentito che Ma lascerà la carica di presidente e che il 10 settembre si limiterà a «svelare un piano di successione, parte di un piano di gestione di 10 anni». Il sito ha anche citato un portavoce di Ma, secondo cui «Ma resta presidente esecutivo della società». «L’articolo del New York Times è stato estrapolato dal contesto ed è di fatto sbagliato», ha aggiunto il portavoce.
Jack Ma (che in Cina è noto come Ma Yun) è una delle persone più ricche della Cina, con un patrimonio personale stimato intorno ai 40 miliardi di dollari. Ha spesso parlato di Bill Gates, che a 58 anni scelse di dedicarsi alla filantropia, come di un modello e ha detto più volte di non voler passare tutta la sua vita lavorando per Alibaba. Nel 2014 Ma, che è un ex professore universitario di inglese, ha creato la Jack Ma Foundation, che ha lo scopo di promuovere l’educazione nella Cina rurale.

Alibaba iniziò come sito di e-commerce e nel 2003 lanciò Taobao, una sorta di corrispettivo cinese di eBay. La società ha anche sviluppato il sistema di pagamento online Alipay, che è molto noto in Cina e ha in seguito cambiato nome, diventando Ant Financial. La società, che è attiva anche nei social media e nell’intrattenimento, nell’ultimo anno ha avuto entrate per circa 40 miliardi di dollari e ha un valore di mercato di circa 400 miliardi di dollari.

ASIA ARGENTO, IL NEW YORK TIMES: 'In Italia i media sono spietati con lei, vige una società inflessibilmente patriarcale'

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Di Salvatore Santoru

Il New York Times ha criticato il comportamento dei media italiani su Asia Argento.
Secondo la testata statunitense, il comportamento dei media sarebbe 'un riflesso' della 'società inflessibile patriarcale' che vigerebbe ancora in Italia.

Riporta Lettera 43(1), che dal Nyt hanno commentato che «I titoli dei giornali italiani sono stati spietati: da Asia Minor a Et tu, Asia a, naturalmente Asia Weinstein: lo scandalo Asia Argento segna l'apertura della caccia sul #MeToo in Italia».
Inoltre, riporta sempre il Times, l'attrice non è mai stata una beniamina dei media italiani.

NOTA:

(1) https://www.lettera43.it/it/articoli/cultura-e-spettacolo/2018/08/22/new-york-times-asia-argento-italia/222882/

ASIA ARGENTO E IL PRESUNTO ABUSO SU BENNETT, verità o cospirazione per screditare il suo movimento ?

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Di Salvatore Santoru

Sul caso Asia Argento e sul presunto abuso di Jimmy Bennett si è scritto e si scriverà molto.
Stando alle ultime indiscrezioni raccolte dal sito web di gossip Tmz(1), la vicenda appare sempre più intricata e ricca di punti da chiarire.

Difatti, gli sms tra la Argento e l'ex compagno Anthony Bourdain pare che confermino a grandi linee la versione data dall'attrice nel suo comunicato e allo stesso tempo l'esistenza del rapporto con il giovane attore resa nota dal New York Times(negata dalla Argento nello stesso comunicato).

Tenendo conto di queste informazioni, il puzzle si fa sempre più complesso e se vogliamo 'misterioso'.
D'altronde, lo stesso Dario Argento ha sostenuto che potrebbe esserci una sorta di 'complotto' ai danni della stessa Asia Argento e tutte le ipotesi sono da valutare(2).

Di diverso parere chi sostiene l'inchiesta del Nyt e non crede al comunicato di Asia Argento, che parla molto dello stesso Bourdain(3).

Sulla questione, c'è da dire che il caso è spinoso e merita ulteriori approfondimenti 'super partes' al fine di appurare la verità e ciò che è sicuro è che sino ad ora non si è per niente certi dell'esistenza di un reale abuso e, inoltre, non si è nemmeno sicuri se vi sia un effettivo complotto(e/o campagna di screditamento tramite certi media mainstream) contro la Argento e il movimento Metoo.

NOTE:

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2018/08/asia-argento-rivelazione-bomba-di-tmz.html

(2) https://www.informazioneconsapevole.com/2018/08/caso-asia-argento-il-padre-dario-forse.html

(3) https://www.informazioneconsapevole.com/2018/08/il-comunicato-di-asia-argento-sul.html

ASIA ARGENTO, TMZ SCOPRE SMS CON BOURDAIN: 'Se confermati potrebbero dargli ragione così come(almeno parzialmente) al Nyt'

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Di Salvatore Santoru

Nuove rivelazioni sul presunto abuso di Asia Argento nei confronti di Jimmy Bennett. Più specificatamente, si tratta dello scoop del sito web di gossip Tmz.com(1).

Andando maggiormente nei dettagli, Tmz ha reso noto gli sms che la Argento ha inviato a Bourdain.
In tali messaggi, l'attrice sosteneva di aver avuto rapporti con Bennett e che non si trattava di abuso ricordando anche che il ragazzo sosteneva che la Argento rappresentava la sua 'fantasia da quando aveva 12 anni'.

Inoltre, riporta il Giornale(2), in uno dei messaggi Bourdain scriveva che che il pagamento effettuato nei confronti dell'attore "non è ammissione di niente, nessun tentativo di comprare il silenzio, semplicemente un'offerta per aiutare un'anima torturata che cerca disperatamente di spillare denaro".

Se confermata, tale versione corrisponderebbe(almeno parzialmente) a quella data da Asia Argento e confermerebbe l'esistenza del rapporto di cui ha parlato il Nyt.

NOTE:

(1) http://www.tmz.com

(2) http://www.ilgiornale.it

ASIA ARGENTO, NEW YORK TIMES CONFERMA ACCUSA: 'L'inchiesta è basata su fonti e documenti verificati, avevamo dato anche 4 giorni per replicare'


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Di Salvatore Santoru

Il New York Times ha confermato i contenuti dell'articolo su Asia Argento e il presunto(per ora) abuso di Jimmy Bennett.
Come riporta Rai News(1), una portavoce del Nyt ha detto all'ANSA che al Times sono fiduciosi "dell'accuratezza del lavoro giornalistico basato su documenti verificati e molteplici fonti". 

Inoltre, la stessa portavoce ha affermato che "la Argento, il suo avvocato e il suo agente sono stati ripetutamente contattati e hanno avuto quattro giorni per replicare alla storia uscita domenica scorsa". 

NOTA:

(1) http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Asia-Argento-NY-Times-conferma-accuse-Documenti-verificati-piu-fonti-4-giorni-per-replica-6a974f04-8048-4f38-9355-f1186744bc01.html

Il New York Times attacca il nuovo governo italiano: 'Fa schifo ed è formato da miserabili'

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Di Salvatore Santoru

Il New York Times è estremamente critico nei confronti del nuovo governo italiano.
Come riportato da diversi media e testate internazionali, tra cui il Giornale(1), recentemente il quotidiano statunitense si è reso protagonista di un nuovo duro attacco allo stesso governo gialloverde(2).

Andando maggiormente nello specifico, il giornalista del Nyt Roger Cohen l'ha definito come 'schifoso' e 'formato da miserabili', nonché 'un mix tra bigottismo e incompetenza'.
Oltre a ciò, come riporta il Messaggero(3) Cohen ha comunque sostenuto che 5 Stelle e Lega sono riusciti a vincere intuendo la rabbia che montava nella popolazione.

NOTE:

(1) http://www.ilgiornale.it/news/politica/new-york-times-allattacco-italia-governo-schifoso-1536700.html

(2) https://www.nytimes.com/2018/06/01/opinion/italy-government-league-five-star-movement.html

(3) https://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/new_york_times_governo_m5s_lega-3775666.html

Nuovi guai per Facebook, il New York Times: “Dati degli utenti ceduti ai produttori di smartphone”

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La Stampa

Facebook ancora nel mirino sul fronte della violazione della privacy: secondo quando scrive il New York Times, nel tempo avrebbe stipulato accordi con almeno 60 produttori di smartphone, tablet e altri dispositivi mobili, permettendo loro di accedere ai dati personali di migliaia di utenti e dei loro “amici” senza esplicito consenso. Tra i gruppi con cui il colosso di Mark Zuckerberg negli ultimi dieci anni avrebbe siglato intese ci sarebbero Apple, Amazon, BlackBerry, Microsoft e Samsung. 

La maggior parte di questi accordi basati sulla condivisione dei dati personali - scrive il New York Times - è ancora in vigore e ha permesso a Facebook di estendere enormemente il suo raggio d’azione, lasciando i produttori di dispositivi mobili liberi di offrire e diffondere ai propri utenti alcuni dei servizi più popolari che caratterizzano il colosso dei social media. In cambio Facebook ha permesso a gruppi come Apple e Samsung di accedere alle informazioni personali dei propri utenti e dei loro “amici” sulla piattaforma social, anche nei casi in cui questi ultimi erano convinti di aver negato ogni condivisione dei propri dati. 

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: http://www.lastampa.it/2018/06/04/tecnologia/nuovi-guai-per-facebook-il-new-york-times-dati-ceduti-ai-produttori-di-smartphone-ZuDaMFkEk8qpo6377oDddN/pagina.html

Steve Bannon: "Ho parlato per ore con Salvini per convincerlo ad allearsi con i 5 Stelle"

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"Siete i primi a poter davvero rompere il paradigma sinistra-destra. Potete mostrare che il populismo è il nuovo principio organizzatore". Con queste parole l'ideologo del sovranismo americano, Stephen K. Bannon, si è rivolto a Matteo Salvini, qualche giorno dopo le elezioni, per convincerlo ad allearsi con i 5 Stelle. A rivelarlo è stato lo stesso Bannon in un'intervista al New York Times.
Bannon ha raccontato di aver parlato per ore con il segretario del Carroccio e altri esponenti della Lega. Nella stessa intervista, Bannon ha anticipato che altri Paesi europei seguiranno l'esempio dell'Italia.
Anche un'altra esponente del mondo sovranista si è congratulata con Salvini ed è stata la presidente del Front National, Marine Le Pen. "Congratulazioni alla coalizione si Matteo Salvini e alla Lega, che finalmente formano il nuovo governo italiano. È una vittoria della democrazia sull'intimidazione e le minacce dell'Unione europea. Nulla impedirà il ritorno dei popoli sul palcoscenico della storia!", ha scritto su Twitter.
Bravo à la coalition de @matteosalvinimi et à la Ligue qui forment finalement le nouveau gouvernement italien. C’est une victoire de la démocratie sur les intimidations et les menaces de l’Union européenne.

Rien n’empêchera le retour des peuples sur la scène de l’Histoire ! MLP
Ieri erano arrivate le congratulazioni a Salvini e a Luigi Di Maio da parte di Nigel Farage, punto di riferimento del fronte euroscettico in Gran Bretagna. "Congratulazioni e tutti i migliori auguri al nuovo governo italiano", ha detto Farage in un breve video postato sul social network, accompagnato da un incoraggiamento ai due leader di governo: "Siate forti".

Caso Weinstein, il New York Times: “È pronto a consegnarsi alla polizia”

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Dopo un’inchiesta durata mesi, Harvey Weinstein si consegnerà alla polizia di Manhattan venerdì mattina. La decisione del produttore cinematografico americano, caduto in disgrazia dopo le accuse di molestie ricevuta da decine di donne del mondo dello spettacolo, è stata rivelata dal New York Times, che ha anche riferito che gli investigatori erano pronti ad arrestarlo.
Le stelle del cinema e gli impiegati della sua compagnia hanno descritto una storia lunga decenni di abusi e aggressione sessuali da parte di Weinstein, accusato anche di aver pagato o costrette a rimanere in silenzio le sue vittime. 

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