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Casamonica, maxi-blitz per abbattere otto ville del clan al Quadraro: in campo 500 uomini e la sindaca Virginia Raggi


Di Vincenzo Bisbiglia

Alcune delle ordinanze di demolizione risalgono addirittura agli anni Ottanta. Ma le regge dei “sovrani di Roma sud” nessuno aveva avuto mai il coraggio di toccarle. Pompose, kitsch e pure abusive, le ville dei Casamonica nel feudo del quartiere Quadraro dovevano essere buttate giù da tempo, da almeno 20 anni. Invece, solo oggi il Comune di Roma è stato in grado di sferrare un duro colpo al clan sinti, anche sulla scia delle maxi-operazioni di proocura di Roma e carabinieri portate a termine negli ultimi mesi e del risalto mediatico ottenuto da alcuni fatti di cronaca, come il raid al Roxy bar di via Barzilai alla Romanina, il primo aprile 2018. Che poi, mafia o non mafia, gli abusi edilizi restano tali, e questi erano certi e certificati da decenni.

40 sgomberati, Raggi: “Mancava coraggio” – Una vera e propria operazione militare della polizia locale di Roma Capitale che hanno imposto lo sgombero a circa 40 persone, alcune delle quali minori, e hanno rinvenuto cocaina durante l’azione. “Quella di oggi è una giornata storica per la città di Roma e per i romani”, scrive su Facebook la sindaca Virginia Raggi, che è anche andata al Quadraro dove è stata oggetto di insulti, anche sessisti, da parte degli occupanti delle abitazioni sgomberate. “Ho voluto partecipare alle operazioni di sgombero e abbattimento per manifestare la presenza delle istituzioni al fianco dei cittadini nella lotta all’illegalità e alla criminalità – scrive Raggi sui social – Noi non abbassiamo lo sguardo. Si tratta dell’operazione più imponente contro la criminalità mai realizzata dai caschi bianchi di Roma. Quelle villette erano da 30 anni lì, realizzate in palese violazione di regolamenti edilizi, vincoli paesaggistici, ferroviari ed archeologici. Alcune case avevano persino inglobato interi tratti dello storico acquedotto felice”. La Raggi ha tenuto anche una conferenza stampa al VII municipio con il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra durante la quale ha detto che finora “nessuno aveva avuto il coraggio” di procedere: “Alcuni procedimenti erano di fatto conclusi ma erano stati messi nel fondo di un cassetto e rimasti lì silenti”.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/20/casamonica-maxi-blitz-per-abbattere-otto-ville-del-clan-al-quadraro-in-campo-500-uomini-e-la-sindaca-virginia-raggi/4776855/

Sgombero del Baobab: 130 persone identificate e allontanate


Di Francesco Loiacono

Sgombero in corso dall'alba al presidio di piazzale Maslax a Roma, dove si trovano un centinaio di persone senza dimora assistite dall'associazione Baobab Experience. È stata proprio la stessa associazione che fornisce assistenza ai migranti a dare notizia dello sgombero su sgombero su Twitter: "Stanno sgomberando il presidio di piazzale Maslax – si legge sul social netowork – Ci sono circa 100 persone che ancora dormono in strada non ricollocate dal Comune. Raggiungeteci". Il tweet fa riferimento a un incontro avvenuto la scorsa settimana tra gli attivisti che operano nell'improvvisato campo d'accoglienza alle spalle della stazione Tiburtina e l'assessorato alle Politiche Sociali di Roma Capitale. Al termine di quell'incontro l'assessora Laura Baldassarre aveva annunciato a Fanpage.it la definizione di un calendario che avrebbe dovuto consentire ai migranti aventi diritto, nel giro di quattro giorni, "di essere accolti presso le strutture di Roma Capitale", in vista di uno sgombero che era comunque considerato imminente.

Oggi l'annunciato sgombero è arrivato, con tanto di blindati presenti sul posto, ma come fa sapere Baobab nel presidio di piazzale Maslax ci sono ancora circa cento persone che attendono una sistemazione dal Comune. Le forze dell'ordine, stando a quanto riportano gli attivisti di Baobab, avrebbero chiuso i cancelli e circondato il campo non consentendo all'inizio a nessuno di entrare né di uscire. Successivamente i primi migranti hanno raccolto i propri effetti personali e sono usciti dal campo, salendo su dei bus diretti al centro immigrazione di via Patini: "Le questioni sociali, a Roma, si risolvono così: polizia e ruspa – scrivono delusi gli attivisti – Il Campidoglio a 5 stelle non è diverso né dai precedenti, né dalla Lega. Una vergogna infinita per questa città".

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://roma.fanpage.it/baobab-sgombero-al-presidio-di-piazzale-maslax-a-roma/

Roma, un video inguaia l'Atac?: "I tifosi russi non saltavano"


Di Angelo Scarano

Cosa ha causato il terribile incidente nella fermata della metropolitana Repubblica a Roma in cui sono rimasti feriti 24 tifosi della squadra russa del Cska?
La procura indaga per lesioni personali colpose e disastro colposo. Al momento si sa che un gradino si è sganciato e il sistema frenante non ha funzionato, facendo precipitare verso il basso i tanti tifosi che erano sulla struttura.
Le prime ricostruzioni parlano di supporter che avrebbero "disatteso tutte le direttive" della questura, saltando mentre scendevano dalla scala mobile.
Ma la versione dei russi è diversa. E un video sembra confermarla almeno in parte.
"L'unico salto che ho fatto, l'ho fatto per salvarmi", racconta al Messaggero il 35enne Kostantin, "Mentre la folla cadeva sopra le lamiere ferendosi, sono riuscito a superare quel groviglio di ferro con uno slancio e per pochi centimetri i miei piedi non sono finiti su quelle lame. Eravamo in gruppo perché avevamo saputo che i romanisti volevano farci un agguato. Non saltavamo, né facevamo cori, la scala mobile all'improvviso ha accelerato, i gradini in basso si sono accartocciati, trasformandosi in armi". "Vedi? Nessuno sta saltando!", dice, mostrando il video pubblicato nelle ultime ore sui social russi.
Il filmato mostra pochi istanti prima dell'incidente ed è quindi difficile stabilire se effettivamente i tifosi stessero saltando. Per capirne di pù gli investigatori hanno sequestrato le immagini delle telecamere di sicurezza installate nella fermata.

Omicidio Desirée, Forza Nuova organizza 'marcia' a San Lorenzo. Raggi contraria: “Le ronde non sono la risposta giusta, nelle nostre città serve più Stato”

Di Salvatore Santoru
Forza Nuova ha annunciato l'organizzazione di una ronda per sabato 27 ottobre 2018 a San Lorenzo, il quartiere romano dove è stata violentata e uccisa la 16enne Desirée Mariottini. 
Il partito di estrema destra ha annunciato ciò in un post su Facebook dove, come riporta un articolo del sito web 'The Post Internazionale'(1), viene annunciato che non basta più " l'indignazione internettiana ".
L'annuncio della 'marcia di Forza Nuova' è stato criticato dalla sindaca Virginia Raggi, secondo cui le ronde non sono la risposta giusta e c'è necessità di una maggiore presenza dello Stato nelle città.
NOTA:

Grandine come neve su Roma, nubifragi in Sicilia. Temperature in calo ovunque

FONTE FOTO:http://www.meteoweb.eu .

LA STAMPA

L’effetto neve su via Palmiro Togliatti, a Roma, dopo la forte grandinata che domenica in serata si è abbattuta su alcuni quartieri della città è l’emblema dell’ tornata nella morsa del maltempo, con nubifragi da nord a sud e situazioni pesanti soprattutto in Sicilia e nella Capitale, dove l’acqua ha anche invaso una basilica storica, quella di San Sebastiano fuori le Mura. Da oggi termometro drasticamente in calo con temperature che raggiungeranno anche gli 8-10 gradi. L’Italia torna nella morsa del maltempo, con nubifragi da nord a sud e situazioni pesanti soprattutto in Sicilia e a Roma, dove l’acqua ha anche invaso una basilica storica, quella di San Sebastiano fuori le Mura.  


Roma, Raggi: violenti temporale, subito interventi  
Una bomba d’acqua si è abbattuta su Roma. Un violento temporale con grandinate ha provocato allagamenti e disagi in diverse zone della città. In particolare i vigili del fuoco sono intervenuti in via Tiburtina, via Collatina e Via Prenestina, dove sono finiti sott’acqua i sottopassi. Chiuse sei stazioni della metro, disagi per tram e bus. Diversi automobilisti sono rimasti bloccati con le auto, sono saliti sui tetti delle vetture e sono stati soccorsi dai sommozzatori. Altri allagamenti si sono registrati all’interno di negozi posti al piano stradale e in terrazzi condominiali. Numerosi anche gli interventi per alberi e rami pericolanti. «Abbiamo prontamente riunito il COC, Centro Operativo Comunale, per coordinare al meglio le operazioni. Ringrazio tutte le squadre che lavoreranno senza sosta sul territorio» scrive la sindaca di Roma Virginia Raggi sul suo profilo Facebook.  

Nubifragio su Palermo, ingenti danni in Sicilia orientale  
Decine di chiamate ai vigili del fuoco a seguito del nubifragio che nella notte si è abbattuto su Palermo. Soprattutto dopo le 3, spiegano dalla centrale operativa, sono giunte al centralino molte segnalazioni relative ad alberi caduti in vari punti della città che hanno messo a rischio auto e automobilisti e creato intralcio alla circolazione: soprattutto nel quartiere di Cruillas, in via Lanza di Scalea, a Borgonuovo. E ancora allagamenti in diversi rioni cittadini. Ieri un violento acquazzone ha invece messo alla prova il Catanese, come era accaduto venerdì, trasformando nuovamente le strade in fiumi, questa volta attraversate da detriti. La Giunta Musumeci ha messo a disposizione i primi 6 milioni di euro per gli ingenti danni nella Sicilia orientale della scorsa settimana. Un violento nubifragio si è abbattuto su Piazza Armerina, in provincia di Enna. L’acqua ha fatto franare il muro di una casa e la famiglia che baitava lì è stata salvata dai vigili del fuoco. Altre cinque famiglie sono state costrette a lasciare le proprie case e diverse auto sono state travolte dalla violenza dell’acqua. Una macchina è rimasta bloccata in un sottopasso allagato: gli occupanti sono riusciti a mettersi al sicuro. Un violento incendio è scoppiato un capannone di una ditta edile, con fiamme alte oltre 10 metri che hanno distrutto due mezzi. A scatenarlo è stato un fulmine.  

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: 

Roma, 17 casi di salmonella in un asilo del Salario

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Diciassette casi di salmonella in un asilo di Roma. I diciassette casi si sono verificati nell’asilo nido privato “In crescendo” di via Mantova, nel quartiere Salario. 
Febbre, nausea, vomito, diarrea e dolori alla pancia: nei giorni scorsi alcuni bambini hanno iniziato a stare male con questi sintomi. All’inizio i genitori pensavano a un comune virus. Ma quando i sintomi continuavano e non passavano i genitori, tramite anche i passaparola, hanno iniziato ad allarmarsi. E dopo qualche indagine e numerosi esami si è capito che in realtà si trattava di salmonella.
“Sono stati segnalati dei casi – fa sapere la Asl Roma 1 come riportato da Clarida Salvatori del Corriere della Sera –. Ci siamo subito attivati e abbiamo avviato i controlli, da cui sono risultati colpiti altri bimbi, ma alcuni di loro pur avendo contratto la malattia erano asintomatici”.
E adesso sotto indagine ci sono i pasti dell’asilo. La mensa, infatti, è l’unico “punto di contatto” da dove può essere 

Sfere di luce sui cieli di Roma, decine di segnalazioni di Ufo

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Roma, sfere di luce danzano tra le nuvole, decine di segnalazioni


Di Federico Garau

Avvistamento di luci sospette sopra i cieli di Roma, individuate tra le nuvole da decine e decine di persone che, allarmate, hanno segnalato l’accaduto intasando i centralini del 112.

Numerosi i testimoni del fenomeno i quali, col naso all’insù nel tentativo di catturare le immagini di un Ufo, hanno scattato foto o realizzato filmati poi diffusi in rete. Nessuna spiegazione ufficiale dell’avvenimento, cosa che ha fatto crescere ancora di più l’attenzione su quanto accaduto. Secondo i più scettici, la spiegazione potrebbe essere quella di una rifrazione verso il basso delle luci utilizzate durante lo svolgimento del Grande Fratello Vip.
Quel che è certo è che ad assistere all’evento siano stati osservatori collocati nella zona compresa tra Anagnina, Vigna Murata e Cecchignola. Le prime segnalazioni si sono registrate intorno alla mezzanotte, e lo strano fenomeno è andato avanti per oltre un’ora.
“In cielo, sopra le nuvole ho visto tre sagome che roteavano in circolo. Ma da terra non c'era nessun fascio di luce che partiva”. Questa la testimonianza riportata da una testimone sulle pagine de “Il Messaggero”, secondo la quale, pertanto, l’illuminazione proveniva dall’alto e si poteva intravedere da terra attraverso la coltre di nubi. Per alcuni sarebbe dunque evidente il fatto che queste luci di oscura provenienza, siano state prodotte da un qualcosa che stava aldilà delle nuvole, piuttosto che essere il risultato di un semplice effetto di rifrazione.
L’avvistamento dei tre globi di luce è diventato in breve tempo virale in rete, dove si sono ritrovati testimoni che hanno condiviso impressioni, teorie ed immagini catturate.
La zona in questione non è comunque nuova a situazioni del genere, essendo proprio di fine agosto l’ultima di una lunga serie di segnalazioni, in quel caso effettuata nella zona di Pratica di Mare (Roma).

Maltempo, bombe d’acqua e allagamenti nelle Marche e in Friuli. A Roma semafori in tilt

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BLITZ QUOTIDIANO

Settembre è arrivato e con sé ha portato anche la pioggia. Il maltempo si è abbattuto sull’Italia da Nord a Sud, nella giornata di sabato 1 settembre: problemi nelle Marche per bombe d’acqua che hanno colpito la costa, come anche in Friuli-Venezia Giulia dove ci sono stati allagamenti con interventi di Vigili del fuoco e Protezione civile.

Ma non solo: in provincia di La Spezia un fulmine ha abbattuto parzialmente il campanile di una chiesa, un altro a Roma ha colpito una centralina mandando in tilt i semafori del quartiere Monteverde. Tanta paura e danni a Napoli, dove alcuni voli in arrivo a Capodichino sono stati dirottati su altri scali. Un violento nubifragio si è abbattuto in serata a Verona e provincia causando allagamenti e gravi danni per la tracimazione di torrenti e fiumi.
Pesanti i disagi con piani terra, garage e sottopassi stradali allagati. A Bovolone un uomo era rimasto bloccato con la sua auto in un sottopasso ferroviario ma è riuscito a mettersi in salvo. Nelle Marche sono state colpite in particolare la zone di Fermo, con allagamenti e problemi per alcuni sottopassaggi inondati, e a Jesi colpita da una bomba d’acqua. Allagato il pronto soccorso dell’ospedale Carlo Urbani, strade e quartieri alla base del centro storico, case, negozi e garage.
Forti piogge sul Friuli Venezia Giulia hanno provocato allagamenti nei comuni del litorale. La zona più colpita è stata quella di Lignano Sabbiadoro, dove i volontari della Protezione civile si sono dovuti coordinare con i Vigili del Fuoco. A Beverino, in provincia della Spezia, intorno alle tre di venerdì notte, un fulmine ha colpito e fatto parzialmente crollare il campanile della chiesa parrocchiale di San Cipriano. Per fortuna il tutto è avvenuto in un’ora in cui non c’era gente in strada; i calcinacci caduti non hanno provocato feriti ma solo danni alle vetture parcheggiate.
A Napoli i problemi ci sono stati soprattutto nella zona dell’aeroporto di Capodichino: prima una tromba d’aria, che ha anche scoperchiato una palazzina di San Pietro a Patierno, e poi un forte temporale nel pomeriggio hanno costretto a dirottare alcuni voli in arrivo. Grande paura, ma nessuna conseguenza, soprattutto per gli operai nello stabilimento dell’Atitech, dove si esegue la manutenzione degli aeromobili; il vento ha fatto volare la guaina di copertura del terrazzo di una palazzina nel parcheggio, in quel momento vuoto, dello stabilimento.
Altri frammenti hanno danneggiato alcune automobili parcheggiate davanti allo stabile. Le verifiche al palazzo non hanno evidenziato criticità e i vigili del fuoco, finito il loro lavoro, hanno dichiarato agibile l’edificio. Per alcuni minuti gli operai hanno visto volare di tutto sopra le loro teste. Impalcature abbattute, porte divelte e un container che spinto dalle folate ha sfondato una recinzione vicino all’hangar dove l’Atitech esegue le prove dei motori degli aeromobili.
Il vento ha anche fatto crollare un’impalcatura eretta dagli operai vicino a un aereo in manutenzione, fortunatamente senza danneggiarlo. La Protezione civile regionale ha emanato per oggi, domenica 2 settembre una nuova allerta di colore giallo in Campania, tra le 6 e le 18: si prevedono violenti temporali in diverse zone della regione e forte vento, fenomeni caratterizzati da un’incertezza previsionale e rapidità di evoluzione.
Semafori in tilt a Roma a causa di un fulmine che ha colpito una centralina a Monteverde. Allagamenti e disagi ad Alessandria e nel Torinese a causa dei forti temporali che si sono abbattuti nella notte. Chiuso un sottopasso, nella frazione Marengo.

Arrestato il molestatore seriale di Roma

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Di Nicola De Angelis
Il molestatore 44enne è stato arrestato intorno all'una e trenta di notte da una volante che stava facendo il giro di ronda in via del Corso a Roma, alcune turiste hanno allertato i poliziotti dicendo che un uomo stava molestando un'altra ragazza
Un italiano di 44 anni è stato arrestato, colto in flagranza di reato mentre stava molestando alcune turiste in via del Corso, in pieno centro a Roma. È stata fondamentale per il riconoscimento la lettera pubblica di una molestata pubblicata da Il Corriere della Sera qualche giorno fa. 
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Nella lettera pubblicata si faceva riferimento ad un uomo di origini italiane, "mingherlino, che non destava sospetti", a suscitare l'indignazione dei lettori del Corriere è stata la totale indifferenza delle persone che si trovavano a circolare in strada durante le aggressioni dell'uomo. 
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Il provvedimento di arresto è stato emesso dal procuratore aggiunto Maria Monteleone mentre le indagini verranno svolte dal pm Stefano Pizza. Immediata la richiesta da parte del pm al gip di custodia cautelare per il molestatore.

A Roma nessuna via intitolata a Giorgio Almirante: Raggi blocca tutto

A Roma nessuna via intitolata a Giorgio Almirante: Raggi blocca tutto

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Roma non avrà una via intitolata a Giorgio Almirante, storico esponente del Movimento Sociale Italiano. "Nessuna strada a Roma sarà dedicata a Giorgio Almirante. Domani stesso presenterò una mozione a mia prima firma". Così la sindaca Raggi in un tweet notturno dopo la decisione del Consiglio Comunale di ieri di votare una mozione per intitolare una via allo storico segretario del Msi.
"Giorgio Almirante firmò nel 1938 il Manifesto della razza e collaborò alla rivista 'La difesa della razza'. Nel 1944 Almirante firmava un manifesto in cui si decretava la fucilazione per tutti i partigiani che non avessero deposto le armi e non si fossero prontamente arresi. Per questo, e per molto altro, non posso immaginare di vivere in una città che intitola una strada o una piazza a quest'uomo". Così Luca Montuori, Assessore all'Urbanistica di Roma Capitale, su Facebook.

Un via per Almirante: polemiche

Come sono andate le cose ieri in Campidoglio? Tutto inizia con una mozione di Fratelli d'Italia, votata dal Movimento Cinque Stelle. Il documento del partito di Giorgia Meloni prevedeva infatti l'intitolazione di una via a Giorgio Almirante. Il voto nella seduta dell'assemblea capitolina di ieri, quando in aula  erano presenti i gruppi consiliari di Fratelli d'Italia, lista civica Con Giorgia e Movimento cinque stelle. I voti favorevoli sono stati 23, due gli astenuti e un contrario, la consigliera stellata Catini. Pd e Sinistra Italiana in quel momento non erano in aula in protesta contro l'assenza della sindaca che, invece di riferire sulla vicenda Stadio - come richiesto dai dem - ha scelto di andare a Porta a Porta.

Meloni esulta(va)

Giorgia Meloni affidava a Twitter la sua esultanza: "Roma avrà via Giorgio Almirante: grazie ad una mozione di FdI approvata oggi in Campidoglio, la Capitale renderà finalmente omaggio ad uno degli uomini piu' importanti nella storia della destra e della politica italiana. Un risultato storico di cui siamo fieri e orgogliosi".

Raggi a Porta a Porta

La sindaca da Bruno Vespa appare sorpresa: "Mi sorprende, non lo sapevo perchè sono qui da lei. Se lo condivido? Se l'Aula ha votato favorevolmente è perchè i consiglieri M5S si sono determinati in questo senso, quindi assolutamente sì, se hanno votato evidentemente vogliono intitolare una strada a questo personaggio. Il sindaco prende atto della volontà dell'Aula che è sovrana, come il Parlamento". Poi arriva la retromarcia con un tweet:

Pd: "Raggi sindaco a sua insaputa"

"La Raggi ci mette una toppa - attacca  Enzo Foschi, vice segretario regionale del Pd  - e solo oggi vieta la strada dedicata al razzista e fascista Almirante e votata anche dalla sua maggioranza dei 5 Stelle. Non possiamo che apprezzare questa decisione, anche se tardiva. Resta lo sgomento per un città non governata, dove la sindaca apprende dai giornali una così importante vergognosa iniziativa partorita dalla sua maggioranza. Purtroppo Roma ha una sindaca a sua insaputa."

Stadio della Roma, Lanzalone si dimette da presidente Acea dopo gli arresti. Conte: “Corruzione è problema nazionale”

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Luca Lanzalone si è dimesso dalla presidenza di Acea dopo essere finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sullo stadio della Roma. Lo ha comunicato la partecipata del Comune capitolino in una nota anticipando che il Consiglio di amministrazione “nella riunione del 21 giugno 2018 assumerà le opportune determinazioni al riguardo”. La possibilità di un suo passo indietro era già circolata nella serata di mercoledì, quando la sindaca della Capitale Virginia Raggi aveva convocato in Campidoglio l’ad di Acea Stefano Donnarumma. Nel corso dell’incontro, infatti, Raggi aveva sollecitato una rapida soluzione per la governance dell’azienda.
Lanzalone, considerato vicino a Davide Casaleggio e secondo la capogruppo del M5s alla Regione Lazio Roberta Lombardi “portato a Roma dal gruppo che si occupava degli enti locali” (cioé Di MaioFraccaro e Bonafede), aveva un ruolo chiave nell’amministrazione capitolina. È grazie alla sua “consulenza” se è stata sbloccata la vicenda dello stadio di Tor di Valle e se sono state avviate le procedure per il concordato preventivo di Atac. Dalle carte dell’inchiesta è emerso però che Lanzalone avrebbe ricevuto promesse di consulenze per il suo studio legale pari a circa 100mila euro da parte dell’imprenditore Luca Parnasi(anche lui arrestato). Proprio il ruolo di Parnasi è considerato dagli inquirenti al centro del sistema di “corruzione sistemica e pulviscolare”che ha portato al via libera del progetto del nuovo impianto sportivo. Intanto la giustizia va avanti: gli interrogatori di garanzia dei nove arrestati sono fissati per il 15 giugno. Parnasi verrà sentito a Milano (è detenuto nel carcere di San Vittore), mentre tutti gli altri a Roma. Fra loro ci sono anche l’ex assessore regionale del Pd, Michele Civita, e il vicepresidente del consiglio regionale del Lazio, Adriano Palozzi (in quota Forza Italia).

Roma, approvata mozione di Fratelli d’Italia con i voti dei Cinque Stelle: “Si intitoli una via a Giorgio Almirante”

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Il Campidoglio dice sì a una via o a una piazza intitolata a Giorgio Almirante, fondatore e leader del Movimento Sociale italiano nonché reduce della Repubblica di Salò. La mozione, proposta da Fratelli d’Italia, è stata approvata dal consiglio comunale con i voti a favore di quasi tutti esponenti del Movimento Cinque Stelle. Non ci era riuscito neanche Gianni Alemanno, l’ultimo a tentarci. Il partito di Giorgia Meloni parla di una “vittoria storica della destra italiana e romana” poiché Almirante “ha raccolto sempre grandi consensi proprio nella Capitale”, mentre per la Comunità ebraica si tratta di “una vergogna”perché il segretario dell’Msi “non si pentì mai di aver ricoperto il ruolo di segretario di redazione del Manifesto per la Difesa della Razza“.
L’annuncio è stato dato dagli esponenti di FdI, Fabrizio Ghera, capogruppo in Campidoglio, e dai consiglieri Andrea De PriamoMaurizio PolitiFrancesco Figliomeni e Rachele Mussolini della lista civica Con Giorgia. La stessa Meloni dice che la Capitale “renderà finalmente omaggio ad uno degli uomini più importanti nella storia della destra e della politica italiana” e definisce il “risultato storico di cui siamo fieri e orgogliosi”.

Roma, studenti fanno il saluto romano in classe. La preside: “Goliardata”. I prof contro di lei: “Inaccettabile minimizzare”

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Fatto Quotidiano

“E’ incompatibile con la nostra Costituzione qualsiasi gesto che si richiami al fascismo e tanto più riteniamo inaccettabile che ciò si verifichi nel luogo che la Costituzione stessa elegge come agente formativo dei giovani, cioè la scuola“. Il gesto a cui si riferiscono 37 professori del liceo Socrate di Roma è il saluto romano con il quale alcuni ragazzi della scuola, nel quartiere Garbatella della Capitale, si sono fatti immortalare durante una foto di classe. Un episodio che la preside dell’istituto aveva descritto come “un atto goliardico fatto con intento giocoso”. Ma i docenti non ci stanno: “Non valgono le minimizzazioni. A noi come formatori è richiesto di far comprendere ai ragazzi la gravità anche di un atto compiuto con leggerezza, se questo lede valori che devono essere imprescindibili e condivisi”, scrivono i prof in una lettera inviata alla dirigente scolastica Milena Nari.

“Non si è trattato del gesto isolato di un singolo – già deprecabile – ma di un certo numero di studenti dell’ultimo anno ritratti insieme nella foto ufficiale di classe”, scrivono ancora i professori. “Non si può minimizzarecon la goliardia o la ricerca di cavilli legali volti a stabilire che il saluto fascista non è un reato in alcuni contesti”. La preside infatti, per sostenere la sua posizione, aveva citato una decisione della Corte di Cassazione e “l’assoluzione definitiva di due manifestanti che durante una commemorazione organizzata a Milano nel 2014 da appartenenti al partito Fratelli d’Italia avevano alzato il braccio destro rispondendo alla ‘chiamata del presente’ ed effettuando il saluto romano”. Secondo la dirigente scolastica, da questa sentenza “deriva che i ragazzi, sorridenti e in posa, non avevano volontà di violenza, né hanno testimoniato la volontà di ricostruzione di organizzazioni fasciste”, ha scritto la dirigente scolastica in un comunicato inviato a studenti, genitori e docenti.
Una linea non condivisa dai 37 professori che le hanno scritto: “L’intento educativo ci deve indurre ad assumerci le responsabilità di far comprendere gli errori ai ragazzi e ciò non vuol dire esercitare una volontà punitiva, ma non sottrarsi alla propria funzione. Il Consiglio di classe è sovrano in merito, ma il Liceo Socrate e chi lo dirige devono stigmatizzare la gravità del fatto e ribadire con chiarezza e fermezza i valori costituzionali che da sempre ne hanno ispirato l’azione formativa”.
A criticare la reazione della preside era stata anche la Comunità Ebraicadi Roma: “Esiste un problema nella nostra scuola se un dirigente scolastico deve essere richiamato dai propri alunni al rispetto dei valori fondanti della nostra Costituzione”, ha detto la presidente Ruth Dureghello. “Nascondersi dietro una sentenza della Cassazione è grave, ma ancora peggio è il non intervenire attraverso un percorso formativo per spiegare la gravità dell’accaduto. Invitiamo gli studenti del liceo Socrate a visitare il Museo Ebraico di Roma, così gli spiegheremo noi perché quel gesto non è goliardia”, ha concluso Dureghello.

Roma, buche battono Giro d’Italia, tappa finta per non cadere

Roma, buche battono Giro d'Italia, tappa finta per non cadere
La festa va in onda solo a metà, nel cuore della Roma imperiale. E’ a pochi metri dal Colosseo che Chris Froome trionfa per la prima volta al Giro d’Italia, immerso nella maestosità della grande bellezza. Doveva essere una passerella suggestiva, in quel museo a cielo aperto che è il centro della Capitale del mondo, si è trasformata nella salita più dura sul piano dell’immagine, come nemmeno il Colle delle Finestre, lo sterrato dove si è decisa la corsa rosa.
Lo show è stato offuscato dal grottesco, i 149 superstiti di una scorribanda di tre settimane tra Gerusalemme e Roma, avevano immaginato un finale diverso. Per esempio quello di gareggiare l’uno contro l’altro, invece di mettersi d’accordo per una scampagnata a causa di un manto stradale infame, lo stesso sperimentato ogni giorno dai romani. Che conoscono bene la difficoltà di guidare tra sampietrini sconnessi facendo lo slalom tra buche e voragini.

Blitz contro il clan Casamonica-Di Silvio. Quattro arresti a Roma per la duplice aggressione al bar

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Sono Antonio Casamonica e poi Alfredo, Vincenzo ed Enrico Di Silvio le quattro persone arrestate oggi a Roma per il raid al bar della Romanina del primo aprile scorso. Ai quattro la Procura ha contestato i reati di lesioni, minacce e danneggiamento aggravate da modalità mafiose. Nel corso del pestaggio ai danni del titolare del bar in zona Romanina e di una donna gli arrestati avrebbero detto: "qui noi siamo i padroni, è tutto nostro".
Il blitz arriva all'indomani della diffusione della notizia del raid in un bar del quartiere compiuto da membri del clan, con calci e cinghiate contro una disabile e bottigliate contro il barista. È successo la domenica di Pasqua nel bar di via Salvatore Barzilai: Antonio Casamonica e il cugino Alfredo Di Silvio sono entrati nel locale con la pretesa di passare avanti a una invalida civile, in fila prima di loro. Alle rimostranze della donna i due hanno reagito strappandole gli occhiali, spingendola contro un muro e colpendola con la cintura. Prima di lasciare il locale le hanno scaraventato via il telefono urlando: "Se chiami la polizia ti ammazziamo". Dopo mezz'ora sono tornati e hanno preso a colpi di bottiglia il barista, un giovane romeno, 'colpevole' di non essersi occupato subito di loro.
Gli arrestati sono accusati di aver aggredito e picchiato un barista e una donna perché volevano essere serviti per primi, "perché qui comandiamo noi". Una azione violenta messa in atto perché i due non volevano aspettare il loro turno, dopo avere ordinato un caffè. Un video delle telecamere a circuito chiuso poste all'interno dell'esercizio commerciale ha ripreso le varie fasi dell'aggressione. L'unica persona che reagisce alla violenza verbale dei due è una donna, invalida civile, che chiede rispetto. Una richiesta alla quale Casamonica e Di Silviio rispondono con calci in pancia, cinghiate, mani al collo oltre alle minacce.
"Se chiami la polizia ti ammazziamo, qui comandiamo noi", gridano alla donna mentre le strappano via il telefono cellulare. Dopo essersi allontanati i due sono tornati e hanno concentrato la loro violenza contro Marian Roman, cittadino romeno di 39 anni e titolare dell'esercizio commerciale. "Qui comandiamo noi" le parole scandite prima di passare al pestaggio. Le due vittime hanno trovato la forza di denunciare quanto avvenuto. Il bar, dopo pochi giorni di chiusura, ha riaperto i battenti anche se resta la paura.
Sulla vicenda indaga la polizia e il fascicolo di indagine avviato in Procura è stato affidato ai pm della Direzione distrettuale antimafia. Lesioni, minacce e danneggiamento i reati ipotizzati anche se gli inquirenti stanno valutando di contestare l'aggravante di tipo mafioso.

A Roma una nuova città sotto Colle Oppio, mancano i fondi per gli scavi



La Stampa

Un’altra città sotto Roma. Lo scenario, importante e suggestivo, è stato illustrato da Eleonora Ronchetti della Soprintendenza capitolina durante la commissione Cultura-Ambiente del comune: «Crediamo che sotto tutta l’area della Polveriera di Colle Oppio come in tanti altri punti di Roma ci possa essere una nuova Pompei, ma al momento non mi sembra che ci siano le condizioni per procedere a uno scavo». Per accertarlo servirebbero stanziamenti economici consistenti: «Ci vorrebbe qualche milione di euro per fare uno scavo archeologico e accertare l’entità e l’estensione delle Terme di Tito- ha spiegato - negli anni 98-99 gli scavi vennero reinterrati per motivi di sicurezza pubblica, era l’epoca di Ocalan e la comunità curda dormiva lungo l’area archeologica quindi si decise di reinterrarli per rendere sicuri gli scavi e la vita stessa delle persone».  

Al centro del dibattito il progetto che prevede la realizzazione di due nuovi campi di calcetto nell’area della Polveriera, area indicata dal I Municipio, e il rifacimento del campo di Basket, accanto al quale verrà costruita ex novo una pista per il pattinaggio e lo skate. Il primo a esprimere contrarietà, per la vicinanza dell’area agli scavi archeologici, è stato Vitaliano Biondi, dello staff dell’assessorato all’Ambiente: «Come rappresentante dell’assessore Montanari esprimo un parere negativo sulla presenza di un playground in questa zona - ha detto - sono utili nelle periferie o in zone degradate non nel primo municipio o nelle ville storiche». Tra i contrari anche la consigliera M5S del I Municipio Giusy Campanini: «Se si fa il playground andrò dai carabinieri a fare immediatamente un esposto».  

«Ad oggi gli scavi sono ben protetti, a una notevole profondità sotto il manto erboso. C’è un’unica parte che emerge ma non è interessata dagli impianti sportivi presenti lì dagli anni cinquanta, e che attualmente non sono ben messi- ha sottolineato Ronchetti per poi spiegare che il parere favorevole con prescrizioni della Sovrintendenza capitolina al progetto di playground è stato emesso perché «se si recupera una qualità migliore di tutta la zona questo andrebbe a vantaggio della città e dei cittadini, secondo il progetto presentato non viene toccato nulla del sottosuolo. I resti archeologici restano protetti: a meno che con qualche milione di euro non si riaprano gli scavi e si recupera una nuova Pompei, forse questa sembra la soluzione migliore. Questo progetto non ha rischi per il progetto archeologico sottostante». 

Roma-Liverpool, l’arbitro Skomina manda i Reds in finale: negati due rigori e quel fallo su Dzeko…

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La Roma è stata eliminata di misura dal Liverpool ma ha tutte le ragioni per protestare perché, tra andata e ritorno, ha subito importanti torti arbitrali.
Prima di focalizzare l’attenzione sulla semifinale di ritorno, ricordiamo che il terzo gol segnato dal Liverpool nella gara di andata, nasce da una posizione di fuorigioco di Mohamed Salah.
Ieri sera è andata anche peggio. Al 26′, Dzeko ha servito involontariamente Wijnaldum, che poi ha segnato, perché è stato spinto al momento del colpo di testa arretrato.

Al 49′ Edin Dzeko è stato fermato per un fuorigioco inesistente, era tenuto in gioco da Van Dijk. L’attaccante bosniaco ha dribblato Karius che lo ha steso. C’era il calcio di rigore per la Roma e ci sarebbe potuto essere il cartellino rosso per il portiere del Liverpool.

Ma l’errore dell’arbitro Skomina più grave, e davvero clamoroso, si è verificato al 63′ quando Arnold è stato autore di una vera e propria parata su un tiro a botta sicura, e da due passi, di Stephan El Shaarawy. C’era rigore per la Roma ed espulsione per il calciatore del Liverpool.

Insomma tra l’episodio di Karius, e questo di Arnold, la Roma avrebbe potuto calciare almeno un rigore e avrebbe giocato in superiorità numerica per gran parte della partita.

Discutibile, invece, il rigore assegnato alla Roma al 93′. C’è il tocco di mano in area di Klavan ma è attaccato al corpo. L’arbito avrebbe potuto non assegnare questo rigore ai giallorossi. Ha il sapore di una compensazione che tale non è.

James Pallotta: “Eliminati da arbitraggio imbarazzante”
“E’ imbarazzante essere eliminati in questo modo, non si può giocare una competizione come la Champions senza la Var, non si può andare avanti così, diventa una presa in giro, è ridicolo. Complimenti al Liverpool, certo, è difficile arbitrare, certo, ma stasera è stata una figuraccia inaccettabile”

Monchi furioso: “Senza errori arbitrali sarebbe cambiato tutto”
“Senza gli errori arbitrali sarebbe cambiato tutto. Là abbiamo subito un gol in fuorigioco, qui non ci hanno dato due rigori clamorosi. E’ il momento di alzare la voce, non solo la Roma. Anche la Juve ha sofferto col Real, il calcio italiano deve alzare la voce perché è clamoroso quello che è successo”.

Così il ds giallorosso Monchi, a Premium: “Sono spagnolo ma penso che il calcio italiano debba alzare la voce perché così non è normale. Non capisco perché non ci sia la Var nella competizione calcistica per club più importante.

Federico Fazio: “C’erano due rigori clamorosi per noi”
“Dobbiamo dare continuità nei prossimi anni, dobbiamo pensare all’anno prossimo e imparare dai nostri errori. Questo deve essere l’inizio, dobbiamo continuare in questo modo”. Così Federico Fazio dopo l’inutile vittoria della Rima sul Liverpool che manda i Reds in finale di Champions.

“Peccato, anche per i due rigori clamorosi che non ci hanno dato – lamenta l’argentino – e anche per i soli tre minuti di recupero. Ma dobbiamo pensare positivo, prendere tutto il buono che abbiamo fatto. Dobbiamo alzare la testa e continuare”.

Roma-Liverpool 4-2, onore ai giallorossi: vincono ma non basta per la finale

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Di Lorenzo Vendemiale
Rimonta sì, ma niente miracolo: quelli succedono una volta sola e la Roma – a un passo dall’impresa – lo aveva già compiuto contro il Barcellona. In finale di Champions League ci va il Liverpool, sconfitto 4-2 ma in maniera indolore, capace di passare in fondo senza troppi patemi la prova del ritorno grazie ai gol nel primo tempo di Manè e Wijnaldum, rimontati solo alla fine da Dzeko e Nainggolan. Saranno i Reds di Jurgen Klopp a sfidare a Kiev l’invincibile Real Madrid di Zidane, ma i giallorossi escono tra gli applausi con un’altra prestazione forse non perfetta, ma comunque da brividi.

All’Olimpico finisce 4-2, al termine di una partita folle, ma non come avrebbe voluto Di Francesco: tra difese imbarazzanti, disimpegni sbagliati, autogol e svarioni arbitrali, la semifinale di ritorno è stata una girandola di emozioni che alla fine ha premiato la squadra più forte, o che se non altro partiva da un vantaggio più che rassicurante. Nel punteggio i giallorossi si sono fermati a un passo dal pareggiare il 5-2 dell’andata e trascinare la sfida ai supplementari, ma di fatto la qualificazione non è mai stata in bilico, perché la Roma si è ritrovata a dover inseguire anche stasera, quando invece avrebbe dovuto mettere subito sotto gli inglesi. È bastato un banale retropassaggio sbagliato da Nainggolan a inizio match per chiudere i giochi prima che si potessero eventualmente riaprire: contropiede perfetto orchestrato da Firmino e concluso da Manè,Olimpico gelato proprio quando cominciava a scaldarsi. 

I giallorossi a quel punto avrebbero dovuto segnarne addirittura quattro. La partita non è finita lì solo perché il Liverpool uno se l’è fatto subito da solo, con un clamoroso autogol di Milner, colpito in faccia da una pallonata di Lovren. Ma è stato solo un episodio, perché per tutto il primo tempo gli inglesi hanno confermato quello che si era visto all’andata, cioè di poter colpire a piacimento la difesa della Roma, in contropiede o con manovra avvolgente, al centro o sugli esterni, palla a terra o col gioco aereo. Stavolta pure senza Salah, fischiatissimo per timore più che per odio, frenato dalla marcatura di Manolas e forse pure da un pizzico di nostalgia della Capitale. In compenso Manè si è rivelato imprendibile per Florenzi, e da lì sono nate tutte le occasioni inglesi. Anche l’angolo da cui è scaturito il raddoppio in mischia di Wijnaldum, che ha riportato i Reds a distanza abissale.
Nonostante lo svantaggio, però, la giostra impazzita della partita è andata avanti fino al 90’ e oltre, grazie soprattutto alla voglia dei padroni di casa: se i ragazzi di Di Francesco hanno avuto un merito stasera, è stato quello di crederci anche quando era diventata effettivamente impossibile. El Shaarawy ha colpito un palo prima dell’intervallo, Dzeko ha pareggiato a inizio ripresa su una respinta corta di Karius. La speranza, almeno nei supplementari, avrebbe potuto davvero riaccendersi se l’arbitro avesse assegnato nel momento migliore dei giallorossi un rigore piuttosto netto per un fallo di mano di Alexander-Arnold. Ma il contatto è molto ravvicinato, Skomina non l’ha visto o comunque non ha fischiato. E così il gol del 3-2, con un bel destro da fuori di Nainggolan, è arrivato solo nei minuti finali: troppo tardi, come il rigore (stavolta inesistente) del 4-2 finale, in pieno recupero, subito prima del triplice fischio che manda i Reds a Kiev e i giallorossi a consolarsi sotto la loro curva.
C’è un altro Liverpool, dunque, nella storia della Roma: 34 anni dopo l’indimenticabile finale di Coppa dei Campioni persa in casa ai calci di rigore, la Roma si arrende di nuovo agli inglesi. La stessa delusione collettiva vissuta dai padri e tramandata di generazione in generazione nella Capitale, adesso appartiene anche ai figli. Ma stavolta con più orgoglio per essere arrivati fino a qui che rimpianti per la sconfitta, come dimostra anche l’applauso finale di tutto lo stadio. Resta comunque un grande traguardo, e il ricordo altrettanto indimenticabile della rimonta contro il Barça. Adesso bisogna solo lavorare perché per la prossima semifinale non passino altri 34 anni, con o senza Liverpool.