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Scuola romana divide bimbi tra ricchi e poveri: le stesse parole usate anche su sito del Miur


Di Enrico Tata

Sta facendo discutere la descrizione comparsa sul sito internet dell’istituto comprensivo via Trionfale a Roma, che sottolinea il ceto dei propri alunni a seconda del plesso scolastico. Se quelli che frequentano via Trionfale appartengono a famiglie del ceto medio-alto, quelli del plesso di via Assarotti provengono da estrazione sociale medio-bassa. Addirittura nella sede di via Cortina d'Ampezzo si specifica che molti alunni sono figli dei dipendenti nelle case dell'alta borghesia (colf, badanti e autisti). Queste le frasi esatte:

La sede di via Trionfale e il plesso di via Taverna accolgono, infatti,  alunni  appartenenti a  famiglie del ceto medio-alto, mentre  il Plesso  di via Assarotti,  situato  nel cuore del quartierepopolare di Monte Mario,  accoglie  alunni  di estrazione sociale medio-bassa e conta, tra  gli iscritti, il maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana; il plesso di via Vallombrosa, sulla via Cortina d’Ampezzo, accoglie, invece, prevalentemente alunni appartenenti a famiglie dell’alta borghesia assieme ai figli  dei lavoratori  dipendenti occupati presso queste famiglie (colf, badanti, autisti, e simili).

Sulla vicenda è intervenuta anche la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, che ha commentato così la descrizione apparsa sul sito della scuola: "Descrivere e pubblicare la propria popolazione scolastica per censo non ha senso. Mi auguro che l'istituto possa dare motivate ragioni di questa scelta. Che comunque non condivido".

Le stesse parole utilizzate per un progetto del Miur

Le stesse parole, però, sono state pubblicate sul sito del Ministero per un progetto presentato dall'istituto comprensivo di via Trionfale nell'ambito del PON, Programma Operativo Nazionale. Si chiamava "Mente-cuore-mani: alla ricerca dei tuoi talenti" e aveva l'obiettivo "di proporre nuove modalità educative che, rompendo la logica strettamente disciplinare, si rivolgono alla totalità dell'alunno, mente-cuore-mani, attraverso percorsi multidisciplinari e multimediali che mirano a far emergere e valorizzare tutti i talenti". Il Ministero a autorizzato il finanziamento del progetto con 40mila euro.

Nel piano formativo dell'istituto, pubblicato sul sito Scuola in chiaro del Miur, si legge:

"Il contesto socio-economico è disomogeneo poiché il territorio di riferimento, che insiste su due Municipi, include fasce di popolazione appartenenti al ceto alto e zone in cui è elevata la presenza di famiglie di cittadinanza non italiana, socialmente svantaggiate. La percentuali di alunni con bisogni educativi speciali raggiunge il 7% del totale della popolazione scolastica. L'analisi della presenza di alunni con cittadinanza non italiana rispetto al totale della popolazione dei singoli plessi rileva disomogeneita' fra questi, in particolare per la scuola primaria si registrano le seguenti: Trionfale 26%, Assarotti 26%, Taverna 17%, Vallombrosa 6%". Si legge però anche che la "disomogeneità socio-economica rappresenta uno stimolo alla personalizzazione dei percorsi formativi".

Secondo Claudia Pratelli, assessore al Municipio III di Roma, "leggere parole come queste sul sito di una scuola fa orrore. Ma è molto più complicato e più grave di come sembra. Quello che leggete fa parte del RAV, il rapporto di autovalutazione, che le scuole sono obbligate a compilare e pubblicare sul sito. Questo RAV chiede di descrivere il contesto e la composizione sociale della scuola. Precisamente chiede di delineare limiti e opportunità del contesto sociale. È scelta delle dirigente e del nucleo di valutazione, deputati a compilarlo, valutare quali siano i limiti, quali le opportunità e quali parole scegliere. Non è una scelta ma obbligatorio, invece, pubblicarlo sul sito. Possiamo anche gridare allo scandalo, che si ripete ogni anno, del preside classista, ma se oltre al dito non guardiamo la luna della privatizzazione strisciante dell’istruzione rischiamo di non capirci granchè. Soprattutto colpisce l’indignazione un po’ naïf della Ministra Azzolina, che se si percepisce esclusivamente commentatrice del mondo dell’istruzione comincia molto male".

La risposta dell'istituto: "Nessun classismo, solo descrizione territorio"
Secondo l'istituto di via Trionfale nelle parole pubblicate sul sito non c'è nessun intento discriminatorio, ma solo una "mera descrizione socio economica del territorio". Il testo, comunque, è stato modificato e sono state rimosse "le definizioni interpretate in maniera discriminatoria".

Rusconi (Associazione presidi): "La scuola deve essere inclusiva"

"Ritengo che quando un istituto scolastico debba presentare sé stesso sul sito della scuola non possa utilizzare parametri pseudosociologici, medio-borghesia, ambiente poco acculturato e così via. Questo può indurre chi legge a pensare che vi siano classi di serie A e serie B, invece la scuola deve essere inclusiva", ha dichiarato ai microfoni di Fanpage.it Mario Rusconi, presidente dell'Associazione Nazionale dei Presidi del Lazio. "Bisogna fare in modo che ci sia una preparazione adeguata delle persone che curano i siti delle scuole", ha aggiunto.

FONTE: https://roma.fanpage.it/scuola-romana-divide-bimbi-tra-ricchi-e-poveri-le-stesse-parole-usate-anche-su-sito-del-miur/

Cerciello Rega, 2 militari rischiano il processo: bendarono l'americano


Di Marco Della Corte

La procura di Roma ha chiuso le indagini riguardanti il bendaggio di Christian Gabriel Natale Hjorth, uno dei due presunti assassini di Mario Cerciello Rega, vicebrigadiere originario di Somma Vesuviana.

Come si legge da Adnkronos, rischiano il processo due militari: Fabio Manganaro e Silvio Pellegrino. Hjorth venne bendato all'interno della caserma dei carabinieri di via in Selci a Roma poco dopo essere stato fermato. I due avrebbero avuto ruoli diversi nei confronti del ragazzo statunitense.
Fabio Manganaro, responsabile di aver bendato il giovane, era stato il primo ad essere individuato, grazie alle indagini dei carabinieri del nucleo investigativo, coordinati dal procuratore facente funzioni Michele Prestipino e dal procuratore aggiunto Nunzia d'Elia. Manganaro è ora accusato di misura di rigore non consentita dalla legge. Silvio Pellegrini è il secondo ad essere stato iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di abuso di ufficio e per aver pubblicate immagini di persona privata della libertà avendo scattato la foto al californiano bendato, rendendola in seguito pubblica.

Cerciello Rega: rischio processo per due colleghi

I carabinieri Fabio Manganaro e Silvio Pellegrini rischiano il processo. I due, a seconda delle posizioni, sono accusati di aver bendato uno dei due presunti assassini di Mario Cerciello Rega, ovvero, Christian Gabriel Natale Hjorth. Il giovane, durante il suo stato di fermo presso una caserma di Roma sita in via in Selci, venne fotografato bendato. L'immagine del californiano venne in seguito resa pubblica. La procura di Roma ha appena chiuso le indagini, atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio, nei confronti dei due carabinieri.
A Fabio Manganaro è stato contestato da parte dei pm di piazzale Clodio, l'accusa di misura di rigore non consentita dalla legge per aver bendato Hjorth. Il reato contestato al collega Silvio Pellegrini è invece quello di abuso d'ufficio e pubblicazione di immagine di persona privata della libertà, per aver scattato una foto al soggetto in questione, rendendola in seguito pubblica. Pellegrini avrebbe reso nota l'immagine del ragazzo bendato in almeno due chat di Whatsapp.
In realtà, a rischiare il processo è anche Sandro Ottaviani, comandante della stazione Farnese. Il mitare è accusato di falso in quanto avrebbe mentito riguardo l'arma di Andrea Varriale. L'omicidio di Mario Cerciello Rega avvenne il 26 luglio 2019. Varriale, in tale contesto, era disarmato. Nonostante tutto, Ottaviani affermò di aver ricevuto la pistola dallo stesso mentre si trovava al pronto soccorso Santo Spirito, dove Cerciello Rega si era ricoverato.

Classifica Sole 24 Ore sulla qualità della vita: Milano si conferma in vetta, Roma e Napoli recuperano posizioni



Milano vince per il secondo anno di fila la classifica della qualità della vita redatta dal Sole 24 Ore, arrivata alla trentesima edizione. L’ultima classificata quest’anno è Caltanissetta mentre Roma e Napoli salgono alcuni gradini. “Qualità della vita 2019” è una versione ampliata della tradizionale indagine del quotidiano sul benessere nei territori ed è realizzata su base provinciale. Rispetto all’anno scorso il numero di indicatori è aumentato da 42 a 90, divisi in sei macro aree tematiche che indagano altrettante componenti dello star bene: ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia e società, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero.

La graduatoria fotografa i risultati positivi di tutte le province delle grandi città: Roma, diciottesima, sale di tre posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno. Napoli, pur essendo nella metà inferiore della classifica generale (81°), rispetto alla scorsa edizione sale di 13 posizioni. Sulla stessa linea le performance di Cagliari, che fa un balzo di 24 posizioni (20°), Genova sale di 11 gradini (45°), Firenze di sette (15°) e Torino è 33esima (+5 sul 2018). Infine, Bari mette a segno un incremento di 10 posizioni, raggiungendo il 67° posto. Bologna in calo pur restando nella parte alta della classifica al 14° posto.


Milano vanta più record: oltre alla prima posizione nella classifica generale, ottiene anche il primato nella categoria “affari e lavoro”, il secondo posto nella classifica “ricchezza e consumi” e il terzo in “cultura e tempo libero”. È negativa, invece, la performance in “giustizia e sicurezza“: il capoluogo lombardo, con la sua provincia, si piazza in ultima posizione. Un dato che potrebbe essere letto anche come segno che a Milano, a differenza di altre realtà geografiche, i cittadini denunciano di più i reati.

Subito dietro il capoluogo lombardo si confermano le province dell’arco alpino. Sul podio ci sono Bolzano e Trento, rispettivamente al secondo e al terzo posto, seguite da Aosta. A spingerle sono i record “di tappa”, ossia le macro aree tematiche di cui è composta la classifica generale: Aosta è prima in “ricchezza e consumi”, Trento vince in “ambiente e servizi” e Bolzano in “demografia e società”. Per gli altri record di tappa, Oristano è prima in “giustizia e sicurezza” e Rimini in “cultura e tempo libero”. Nella top ten delle province più vivibili quest’anno entra la provincia di Monza e Brianza, che sale di 17 posizioni fino alla sesta, Verona che ne guadagna sette e arriva al settimo posto e Venezia e Parma che salgono rispettivamente di 25 e 19 piazzamenti.

La coda della classifica è occupata dalle province del Sud: Caltanissetta occupa l’ultimo posto per la quarta volta nella storia dell’indice dopo le performance negative del 1995, nel 2000 e nel 2008. Foggia (105ª) e Crotone (106ª) la precedono di poco. Su base regionale, riemerge la contrapposizione Nord-Sud, con Trentino Alto Adige, Val d’Aosta e Friuli Venezia Giulia sul podio In fondo alla classifica, invece, ci sono Sicilia e Calabria.

Sardine, a Roma sul palco anche l'anti-Meloni: 'Sono Nibran, sono una donna musulmana e palestinese'


Di Salvatore Santoru

A Roma, durante la manifestazione delle Sardine, è intervenuta sul palco una ragazza che è stata chiamata dall'Huffington Post l'Anti-Meloni(1).

Più precisamente, la ragazza è di origine palestinese e porta il velo islamico e durante la manifestazione ha detto queste testuali parole: 
“Sono Nibran, sono una donna, sono musulmana e sono figlia di palestinesi. A chi vuole riaprire pagine buie della storia dico ’non ci avrete mai, non ve lo permetteremo”. 

In tal modo, la giovane ha chiaramente ironizzato sul noto remix di un discorso della Meloni noto come 'Io Sono Giorgia' e/o 'Genitore 1, Genitore 2'.

NOTA:

(1) https://www.huffingtonpost.it/entry/nibran-lanti-meloni-sul-palco-dell-sardine-a-roma_it_5df4f6a3e4b0ae01a1e0f8c6

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FOTO: https://www.tpi.it

Roma, 14 imprenditori e funzionari pubblici agli arresti per corruzione. Tra le gare pilotate anche quelle per lavori negli uffici giudiziari


Di Vincenzo Bisbiglia

Soldi, lavori gratis nelle proprie abitazioni, prezzi scontati per l’acquisto di appartamenti, sponsorizzazioni per cambiare ufficio e far assumere familiari. Persino tartufi e smartphone in regalo. Tutto in cambio di affidamenti diretti che avrebbero dovuto essere a rotazione, ma in realtà finivano sempre agli stessi imprenditori. Che hanno così potuto effettuare lavori di ristrutturazione in uffici pubblici, persino dentro la Corte d’Appello di Roma e negli uffici della Procura in piazzale Clodio.

Con queste accuse la Guardia di finanza ha arrestato 14 persone, quattro delle quali in carcere, e notificato 6 obblighi di presentazione all’autorità giudiziaria nei confronti di imprenditori e dipendenti pubblici che lavorano al Provveditorato interregionale delle Opere pubbliche, il Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria, l’Ater della Provincia di Roma, l’Istituto centrale per la formazione del personale della Giustizia minorile e l’Ufficio per i Servizi tecnico-giuridici del ministro dell’Interno. Tra gli imprenditori colpiti dalle misure cautelari c’è anche Franco De Angelis, nel 2015 coinvolto nell’operazione Vitruvio sull’interporto di Civitavecchia.

“Se abbiamo i telefoni sotto controllo, ci arrestano tutti”, dicevano gli indagati. E in effetti così era. Secondo il procuratore aggiunto Paolo Ielo, che ha coordinato l’inchiesta, gli imprenditori e i funzionari pubblici avevano ideato uno schema per aggirare la mancata applicazione della rotazione degli affidamenti: i lavori erano formalmente assegnati a diverse società, ma in realtà ad eseguirli era sempre lo stesso imprenditore. Tra i lavori assegnati in maniera illecita – stando alla ricostruzione dell’accusa – ci sono stati anche il completamento dell’impianto di climatizzazione e dell’antincendio della Corte d’Appello di Roma, in viale Giulio Cesare, e alcuni lavori edili negli uffici proprio della Procura di Roma.

FONTE: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/21/roma-14-imprenditori-e-funzionari-pubblici-agli-arresti-per-corruzione-tra-le-gare-pilotate-anche-quelle-per-lavori-negli-uffici-giudiziari/5573438/

Roma, rogo alla Baraka Bistrot: aveva dato solidarietà alla Pecora Elettrica


Altro rogo in un locale a Roma, vicino alla libreria incendiata


LA STAMPA

Altro incendio di un locale a Centocelle dove alcuni giorni fa un rogo aveva distrutto la libreria antifascista “La Pecora elettrica”, già data alle fiamme mesi fa. Ad andare a fuoco il Baraka Bistrot in via dei Ciclamini. Dai primi accertamenti l'atto potrebbe essere doloso: la serranda è stata divelta e ci sono tracce di liquido infiammabile. Sul posto polizia e carabinieri. Con questo sono quattro i locali andati a fuoco nel quartiere di Centocelle in pochi mesi.

Distrutti dalle fiamme gli arredi interni del pub. Evacuata a scopo precauzionale la palazzina in cui si trova il locale.  L'incendio divampato intorno alle 4.30, è stato domato dai vigili del fuoco e non ha creato danni strutturali all'edificio. Nessuno è rimasto ferito o intossicato. Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia Casilina e della stazione Centocelle.  Nei giorni scorsi sulla pagina Facebook del locale erano stati pubblicati post di solidarietà alla libreria antifascista «La Pecora Elettrica» distrutta per la seconda volta in pochi mesi da un rogo, alla vigilia della riapertura.

Un nuovo incendio ha distrutto la libreria antifascista “La Pecora Elettrica” di Roma



Nuovo rogo nella notte nella caffetteria/libreria La Pecora Elettrica a Roma, luogo dichiaratamente antifascista. Il locale, già distrutto dalle fiamme da un incendio la notte del 25 aprile, avrebbe dovuto riaprire domani. Sul posto carabinieri della compagnia Casilina e vigili del fuoco. Da chiarire le cause dell'incendio, anche se la strada più probabile è quella dell’azione dolosa. «L'incendio di stanotte l'ha distrutta di nuovo – sono le parole colme di dolore del titolare -. Sono entrati e hanno dato fuoco a tutto».

«Non siamo ancora in grado di quantificare i danni prodotti da questo nuovo incendio, non sarà possibile riaprire domani 6 mesi dopo il primo rogo come avevamo previsto. Siamo stati allertati nella notte dal sistema di allarme che avevamo fatto installare nel negozio». È affranto Danilo, uno dei librai. Il popolare quartiere di Centocelle, che ospita la libreria, si era mobilitato per favorirne la riapertura con una raccolta fondi a sostegno dei lavori di ristrutturazione. Il rogo potrebbe essere collegato a quello divampato quasi un mese fa nel locale di fronte: è questa una delle ipotesi al vaglio degli investigatori. Tra le piste quella che i due locali, gli unici aperti la sera, possano avere disturbato un giro di spaccio nel parco adiacente.
Solidarietà e vicinanza è stata espressa dal presidente della Regione Lazio e segretario del Pd, Nicola Zingaretti: «La Pecora Elettrica» è un luogo di cultura e aggregazione. Stanotte è stato dato alle fiamme dopo l'incendio dell'aprile scorso. Ai proprietari dico di tenere duro e lottare per restituire a Roma la bellezza e la passione del loro impegno sociale». Più sintetica ma sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Roma Virginia Raggi: «Inquietante – scrive su Twitter – l'ennesimo rogo alla libreria la Pecora Elettrica. Se fosse confermato l'atto doloso, sarebbe estremamente grave. Vicina ai proprietari, si faccia subito chiarezza».

Emergenza rifiuti a Roma, i presidi avvertono: «Se il Comune non la affronta, chiudiamo le scuole»



«L’emergenza rifiuti a Roma è ormai al limite, ed è tanto più grave davanti alle scuole, dove i nostri bambini e ragazzi si trovano cumuli di spazzatura che sono potenziale veicolo di infezioni. Siamo pronti a chiamare le Asl per verificare le condizioni igieniche delle scuole, anche per arrivare alla chiusura degli istituti».
Le parole sono quelle di Mario Rusconi, presidente dell’associazione presidi del Lazio (Anp) che in un’intervista all’Agi lancia l’allarme rifiuti cui farebbe seguito un’emergenza sanitaria nella Capitale.
E aggiunge: «Noi non possiamo chiudere le scuole autonomamente – spiega Rusconi – ma possiamo chiamare gli ispettori della Asl, e credo che in molti casi ci siano i presupposti per la chiusura cautelativa. Stiamo già chiedendo ai colleghi di tutta Roma di segnalarci la loro situazione e le condizioni di emergenza che riscontrano».
Il presidente fa poi riferimento a una riunione in corso proprio sul tema dei rifiuti al termine della quale partiranno i primi esposti alle Asl.
E spiega che se il Comune non si attiverà nel breve tempo, sarà il caso di chiudere temporaneamente le scuole, perché i bambini sono i soggetti più deboli e quindi quelli più a rischio epidemie.

Clan Spada, sentenza del maxi processo per mafia: ergastolo per Carmine, Ottavio e Roberto Spada


Di Natascia Grbic

Condanna all'ergastolo per Carmine, Romolo e Roberto Spada. Per i giudici il clan Spada costituisce "un'associazione per delinquere di stampo mafioso". Così hanno deciso, dopo 10 ore di camera di consiglio, i giudici della corte d'assise di Roma. Ad attendere la decisione, nell'aula bunker di Rebibbia, c'era anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

L'accusa, nella figura dei pm Ilaria Calò e Mario Palazzi, aveva chiesto tre ergastoli: uno per Carmine Spada, detto Romoletto, uno dei capi del clan, uno per Ottavio Spada e un'altro per Roberto Spada, quest'ultimo già condannato per la testata al giornalista Rai Daniele Piervincenzi in primo grado e in appello. Associazione a delinquere di stampo mafioso l'accusa: per altri poi, si aggiungono altri capi d'accusa che vanno dall'estorsione all'usura fino all'omicidio. Il maxiprocesso è iniziato dopo il blitz dello scorso 25 gennaio, l'operazione ‘Eclissi' che ha portato in carcere ventiquattro degli appartenenti al clan di Ostia. Oltre ai tre ergastoli, sono stati chiesti sedici anni per Ottavio Spada, detto Maciste, otto anni per Nando ‘Focanera' De Silvio e otto anni per Rubert Alvez del Puerto, anche lui coinvolto nell'aggressione al giornalista Rai. È la prima volta che al clan Spada viene contestato l'articolo 416bis del Codice penale. E la pena richiesta non è affatto leggera: sono 224 gli anni di carcere chiesti in totale per i ventiquattro imputati.

Sentenza maxiprocesso clan Spada, la sindaca Raggi in aula

Tra i presenti dell'aula bunker di Rebibbia anche la sindaca di Roma Virginia Raggi, che aveva annunciato la sua presenza già nei giorni scorsi. Il clan, molto attivo sul litorale laziale, soprattutto nella zona di Ostia, è stato decimato dagli arresti avvenuti negli ultimi mesi. L'operazione più grossa, quella del 25 gennaio, ha portato in carcere i capi, tagliando le gambe a quella che i pm – insieme a polizia, carabinieri, guardia costiera e Dda definiscono un'associazione di stampo mafioso. "Qualunque sia il responso continueremo la nostra lotta quotidiana contro i clan che hanno spadroneggiato su Ostia – aveva dichiarato Massimiliano Vender, presidente dell'Associazione Antimafia No – Adesso che, gli abitanti del litorale, stanno rialzando la testa e chiedono a gran voce quella legalità che gli era stata rubata. Abbiamo iniziato una guerra a un sistema mafioso, e non abbiamo intenzione di tornare indietro".

L'operazione ‘Eclissi' che ha portato agli arresti degli Spada

Era il 25 gennaio 2019 – appena qualche mese fa – quando Ostia si è svegliata con le sirene dell'Antimafia sul proprio litorale. Ventiquattro persone arrestate, il clan decimato già dai fermi dei mesi precedenti ancora una volta ridotto all'osso. Questa volta però, all'Idra è stata tagliata la testa: perché in carcere sono finiti anche i capi degli Spada, per i quali è stato chiesto le carcere. Al centro dell'ordinanza eseguita dalle forze dell'ordine, gli omicidi di due boss che comandavano il territorio da prima degli Spada: Giovanni Galleoni e Francesco Antonini. Per i pm i mandanti sono Carmine e Roberto Spada.


FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://roma.fanpage.it/clan-spada-sentenza-del-maxi-processo-per-mafia-ergastolo-per-carmine-ottavio-e-roberto-spada/

Per il caso del giovane morto alla Sapienza la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo


Di Salvatore Santoru

La Procura di Roma ha deciso di aprire un fascicolo per "omicidio colposo contro ignoti" per la morte del 26enne Francesco Ginese. Il ragazzo era morto per via della recisione dell'arteria femorale che l'ha colpito mentre stava tentando di scavalcare i cancelli per entrare ad una festa che si teneva presso l'università 'La Sapienza' di Roma.

PER APPROFONDIRE- https://it.blastingnews.com/cronaca/2019/06/roma-giovane-morto-a-una-festa-alla-sapienza-si-indaga-per-omicidio-colposo-002936349.html

Sentenza su CasaPound, la Raggi sostiene che la loro occupazione sia un'ingiustizia


Di Salvatore Santoru

Una recente sentenza della Corte dei Conti ha condannato alcuni dirigenti del Miur e dell'Agenzia del Demanio per il mancato sgombero dell'edificio occupato, da quindici anni, da partedel movimento di estrema destra CasaPound. Inoltre, la sindaca di Roma Virginia Raggi è intervenuta sulla vicenda.

Più specificatamente, essa ha considerato positivamente la sentenza e ha sostenuto che la stessa occupazione di CasaPound rappresenta un'ingiustizia nei confronti delle tante famiglie che aspettano l'assegnazione regolare di una casa.

PER APPROFONDIRE- https://it.blastingnews.com/politica/2019/06/casapound-la-sindaca-raggi-la-loro-occupazione-e-uningiustizia-002932347.html

Rafforzata la scorta della Raggi: "La sindaca nel mirino dei Casamonica"


Di Alessandra Benignetti
Casamonica vogliono la testa di Virginia Raggi. A confermare quella che fino a qualche ora fa era soltanto un’indiscrezione pubblicata dai giornalisti del Fatto Quotidiano, è il presidente della commissione parlamentare Antimafia, Nicola Morra, con un post su Facebook.
“Abbiamo appreso che i Casamonica vogliono colpire la nostra sindaca Virginia Raggi e i magistrati che li stanno contrastando con indagini e processi”, ha scritto il senatore pentastellato pubblicando una foto dell’incontro in Campidoglio. Da qualche giorno la sindaca viaggia, infatti, su un’auto blindata, accompagnata da due poliziotti. Il livello di protezione sarebbe stato innalzato proprio perché, come spiegano le fonti del quotidiano diretto da Marco Travaglio, alcuni esponenti del clan sinti sarebbero intenzionati a piazzare esplosivi per colpire la prima cittadina e chi in questi mesi sta indagando sulle attività illecite del sodalizio criminale.
E se gli investigatori ancora non si sbilanciano, Morra non esita a parlare di “minaccia reale”. “I Casamonica sono mafia e chi lotta veramente la mafia, come Virginia sta facendo a Roma, rischia anche la vita”, ha scritto il presidente della commissione Antimafia che è andato a Palazzo Senatorio per esprimere solidarietà alla sindaca. “Chi lavora per i cittadini sa che deve scontrarsi contro poteri criminali”, ha continuato, annunciando che ora “Virginia Raggi vive blindata perché c’è una minaccia concreta nei suoi confronti”.
Negli ultimi mesi diversi esponenti del clan Casamonica sono finiti in carcere con l’accusa, tra le altre, di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Mimmo Lucano alla Sapienza, corteo di protesta non autorizzato di Forza Nuova e presidio degli studenti antifascisti


Di Salvatore Santoru

Mimmo Lucano ha recentemente parlato alla Sapienza. La sua presenza nell'Università romana è stata criticata e avversata da parte di alcuni militanti di Forza Nuova.
Più specificatamente, riporta Open, il partito di estrema destra ha indetto un corteo che è stato vietato dalla questura.

A seguito di tale divieto, comunque almeno 50 militanti di Forza Nuova si sono presentati davanti alla biblioteca per poi portare la loro protesta contro Lucano nell'Unversità. 
Andando nei dettagli, i militanti forzanovisti hanno scandito slogan e portato striscioni contro il sindaco di Riace, tra cui uno dove era scritto che «Mimmo Lucano è nemico degli italiani».

Come risposta alla protesta di Forza Nuova, si è avuta un presidio degli studenti antifascisti a difesa di Lucano. Tra gli striscioni degli antifascisti, uno in cui era scritto che "Il fascismo non è un'opinione" e slogan come "Sapienza è antifascista" e "siamo tutti Mimmo Lucano".


Roma, Forza Nuova annuncia comizio di Roberto Fiore contro Mimmo Lucano alla Sapienza


Di Natascia Grbic

Forza Nuova contro Mimmo Lucano. Il partito di estrema destra, guidato da Roberto Fiore, ha annunciato che lunedì 13 maggio sarà all'Università di Roma La Sapienza per contestare la presenza del sindaco di Riace a un seminario organizzato dal Dottorato in Storia, Antropologia, Religioni sul tema "Convivenze – Il senso dei luoghi e il senso degli altri. Riace da condividere". La loro intenzione è quella di bloccare la conferenza organizzata nella facoltà di Lettere. "Ancora una volta gli antifascisti sventolano le bandiere commissionate dal padrone Soros e dall'odio verso l'Italia e gli Italiani e ancora una volta c'è SOLO FORZA NUOVA a difesa di Roma e della nazione", fanno sapere tramite un post su Facebook. "Dopo quanto accaduto a Casal Bruciato, dove CasaPound ha potuto minacciare impunita una famiglia rom, adesso dobbiamo assistere pure al teatrino di Forza Nuova che, in cerca di visibilità, dice di voler impedire a Mimmo Lucano di parlare – hanno detto gli studenti della Sapienza a Fanpage.it – Chiediamo al Rettore e ai presidi di facoltà di prendere posizione contro questa buffonata dei neofascisti".


FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://roma.fanpage.it/roma-forza-nuova-annuncia-comizio-di-roberto-fiore-contro-mimmo-lucano-alla-sapienza/

Rom, Papa Francesco su Casal Bruciato: questa non è civiltà


Di Iacopo Scaramuzzi
«Quando leggo sui giornali qualcosa brutta vi dico la verità: soffro. Oggi ho letto qualcosa brutta e soffro perché questa non è civiltà: non è civiltà». Così il Papa, in trasparente riferimento alla vicenda della famiglia rom, assegnataria regolare di una casa popolare nel quartiere periferico romano di Casal Bruciato e minacciata da militanti di estrema destra, in un incontro di preghiera con 500 rom e sinti che ha avuto luogo questa mattina nel Palazzo Apostolico vaticano. Francesco ha esortato i suoi ospiti a non covare il rancore e la vendetta, sottolineando che le organizzazioni che in Italia sono «maestre di vendetta» e di «omertà» sono delinquenti, non coloro che vivono e lavorano con dignità. I cittadini di seconda classe «ci sono», ha detto Jorge Mario Bergoglio, «è vero», ma «sono coloro che scartano la gente», quelli che «con la scopa in mano buttando fuori gli altri». 
Il vescovo ausiliare di Roma Giampiero Palmieri, che ieri ha visitato la famiglia Omerovic insieme al direttore della Caritas romana, don Benoni Ambarus, e con la sindaca di Roma Virginia Raggi, ha invitato la famiglia a partecipare questa sera all’incontro diocesano che Papa Francesco presiderà a San Giovanni in Laterano.
Nell’incontro avvenuto nella Sala Regia, il Papa ha preso la parola dopo le testimonianze di don Cristian Di Silvio, sacerdote rom («Ricordo che quando ne parlai con i miei compagni di seminario la prima cosa che mi chiesero fu se abitavo in una roulotte, se chiedevo l'elemosina e se la mia famiglia andava a rubare portafogli alla stazione Termini…»), e di tre mamme, Dzemila, Miriana e Negiba («Alcune di noi vivono in appartamenti in affitto, in case popolari, altre ancora in quelli che vengono chiamati “campi nomadi” che altro non sono che delle baraccopoli, dei ghetti dove, su base etnica, le nostre famiglie sono segregate dalle istituzioni comunali…»). Francesco ha detto di aver ascoltato «tante cose che mi hanno toccato il cuore».
«Le mamme che leggono le speranze negli occhi dei figli lottano tutti i giorni per la concretezza, non per le cose astratte: crescere un figlio, dargli da mangiare, educarlo, inserirlo nella società: le mamme sono la speranza. Una donna che porta un figlio al mondo è speranza, lei, semina speranza, è capace di fare strada, di creare orizzonti, di dare speranza», ha detto Jorge Mario Bergoglio, che ha proseguito: «In ambedue le testimonianze c’era sempre il dolore amaro della separazione, quello che si sente nella pelle: ti fanno da parte, “si tu passi ma lì, non toccarmi perché”… in seminario ti domandavano se chiedevi elemosina, se andava a Termini: la società vive delle favole, “no padre quella gente è peccatrice”: e tu non sei peccatore? Tutti siamo peccatori, tutti facciamo sbagli nella vita, ma io non posso lavarmene le mani guardando veri o finti peccati altrui, io devo guardare i miei peccati. E se l’altro è il peccato e fa una strada sbagliata, avvicinarmi e dargli la mano per aiutarlo a uscire».
«Una cosa che a me mi fa arrabbiare è che ci siamo abituati a parlare della gente con gli aggettivi», ha detto ancora il Papa, «non diciamo “questa è una persona”, “una mamma”, “un giovane prete”, ma mettiamo l’aggettivo, e questo distrugge perché non lascia che questa sia una persona. L’aggettivo è una delle cose che crea distanza tra mente e cuore. Questo è il problema di oggi: se voi mi dite che è un problema politico, sociale, culturale, di lingua, sono cose secondarie, il problema è di distanza tra mente e cuore. “Sì tu sei gente, ma lontano da me, dal mio cuore”, “i diritti sociali, i servizi sanitari sì, ma faccia la coda, prima questo poi quello”…». «È vero – ha detto Papa Bergoglio – ci sono cittadini di seconda classe, è vero: ma i veri cittadini sono coloro che scartano la gente, questi sono di seconda perché non sanno abbracciare, sempre con l’aggettivo, scartano e vivono scartando, con la scopa in mano buttando fuori gli altri, con il chiacchiericcio o in altro modo. Invece la bella strada è la fratellanza: vieni, la porta è aperta, e tutti dobbiamo collaborare». 

Casal Bruciato, M5s Roma al fianco di Raggi dopo insulti: “Battaglia di civiltà”. Agenzie di stampa: “Di Maio irritato”



“Siamo con Virginia Raggi in questa battaglia di civiltà”, scrive su Twitter il Movimento 5 stelle di Roma, dopo che la sindaca della Capitale Casal Bruciato è stata accolta dagli insulti dei partecipanti al sit-in contro l’assegnazione di una casa popolare a una famiglia rom. Raggi si è recata a casa delle 14 persone che da ieri vivono assediate dai vicini fomentati da gruppi e partiti di estrema destra come Casapound e Fratelli d’Italia“Buffona”, “portali a casa tua” sono le urla lanciate contro la sindaca. Un’iniziativa che invece non sarebbe piaciuta al vicepremier Luigi Di Maio. Secondo quanto riferiscono sia Ansa che Adnkronos, persone a lui vicine raccontano di un Di Maio irritato per come il Campidoglio ha gestito la situazione: “Raggi pensi ad aiutare i romani prima dei rom”, sarebbe in sintesi il suo ragionamento.

“Questa famiglia risulta legittima assegnataria di un alloggio – ha detto la sindaca dopo la visita a Casal Bruciato – Ha diritto di entrare e la legge si rispetta. Chi insulta i bambini e minaccia di stuprare le donne forse dovrebbe farsi un esame di coscienza”. Raggi rivendica il fatto che la famiglia rom abbia appunto diritto per legge a ricevere l’appartamento. Di Maio, secondo quanto raccontano le fonti alle agenzie, avrebbe però contestato l’iniziativa e la tempistica, proprio nel giorno in cui il M5s incassa la revoca del mandato al sottosegretario leghista Armando Siri.
“Siamo a un livello di tensione sociale alto: gli italiani non stanno bene, sono in difficoltà. Più c’è tensione, più c’è intolleranza“, aveva detto lunedì sera il vicepremier su Rai3, ospite di Bianca Berlinguer. Il ragionamento di Di Maio durante la trasmissione Cartabianca partiva dalla critica a Casapound che “marcia su questa tensione sociale e lo fa anche in maniera ipocrita, perché sono quelli che prima difendevano la ragazza stuprata e poi i loro consiglieri regionali violentano in gruppo una ragazza. Stiamo parlando di una forza che ha lo zero virgola di consenso e quindi sfrutta queste situazioni per avere visibilità“. Però, proseguiva Di Maio, “soffia su un problema vero”. E sulla questione romil vicepremier M5s appariva non del tutto in accordo con la ferma posizione della sindaca Raggi. “I campi si devono chiudere perché sono illegali. Ma non è perché sei rom e stavi in un campo, devi avere una corsia preferenziale rispetto a tutti gli altri.” “C’è un problema di edilizia residenziale per gli italiani”, sottolineava il vicepremier.

“Quello che sta succedendo a Casal Bruciato è inaccettabile“, scrive invece su Twitter il M5s Roma. “Ed è vergognoso che dei bambini non possano andare a scuola perché hanno paura di uscire di casa. Tutto questo deve finire. Roma non è razzista“. Solidarietà a Raggi è stata espressa anche dalla presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, Francesca Businarolo, secondo la quale “la sindaca, recandosi a Casal Bruciato, ha mostrato coraggio e determinazione sfidando pregiudizi e spinte razziste. Con il suo gesto, Virginia afferma i principi dello Stato di diritto”, ha scritto su Twitter la deputata Cinquestelle.
Anche il segretario Pd e governatore del Lazio Nicola Zingaretti, durante la registrazione di Porta a porta, ha detto che Raggi “ha avuto coraggio e voglio esprimerle la mia solidarietà. Noi come Regione aiuteremo la sindaca”. In una nota il capogruppo del Pd capitolino, Giulio Pelonzi, critica Di Maio: “Se dovesse essere confermata la dura presa di posizione riportata dalle agenzie sarebbe gravissimo. Al contrario del sostegno espresso dal M5S di Roma e da altri parlamentari pentastellati il vice-presidente grillino esprime ‘irritazione’. La Raggi sarebbe colpevole di non aiutare prima i romani ma di aiutare i Rom. M5s è preso in un vortice elettorale di schizofrenia. Quale è la vera posizione del M5s?”.

Roma, maxiconfisca da 30 milioni ai Casamonica e alla ‘ndrangheta: bar, ristoranti, auto e una palestra

Risultati immagini per 'Ndrangheta-Casamonica: confisca da 30 milioni di euro youtube
MaseratiSpiderPorsche, rapporti creditizi per un saldo attivo di 424.159 euro, una polizza pegno relativa anche a tre rolex, bar e ristoranti nel centro storico di Roma e a pochi passi del Vaticano, rivendite di auto e infine anche una palestra per un valore totale di 30 milioni di euro. Tutti confiscati – dopo il sequestro avvenuto due anni fa – a membri della famiglia Casamonica e a esponenti di cosche della ‘ndrangheta dalla Divisione Anticrimine di Roma, in esecuzione dei decreti emessi dal Tribunale Sezione Misure di Prevenzione della capitale nell’ambito del procedimento di prevenzione “All’ombra del Cupolone“. Cancellate dal Registro delle Imprese anche 25 società risultate esistere solo sulla carta e verosimilmente costituite solo per schermare attività illecitericiclare profitti indebiti e rendere difficoltosa l’identificazione dei soci occulti.

Oltre alla confisca, è stata disposta l’applicazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di polizia con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per 5 anni nei confronti di Francesco Filippone – figlio del più noto Rocco Santo e capo dell’omonima cosca di ‘ndrangheta legata ai Piromalli – e di Salvatore Casamonica, figura di spicco dell’omonimo clan coinvolto in precedenza in attività di spaccio di stupefacenti, di tentata estorsione e in altre attività criminose quali estorsioneusura, concessione illecita di finanziamenti, tutti con l’aggravante del metodo mafioso. La sindaca Virginia Raggi ha espresso soddisfazione per la notizia.

Gli investigatori hanno accertato un’infiltrazione nella realtà economico-finanziaria della capitale, iniziata alla fine degli anni ’90, da parte di alcuni appartenenti di cosche della ndrangheta che sarebbero entrati in contatto con appartenenti alla famiglia Casamonica stringendo alleanze ad opera di Francesco Calvi, del cognato di Calvi Mercuri Michele e di Roberto Giuseppe Cicivelli, professionista consulente del gruppo. Con l’aiuto di prestanome avrebbero poi acquistato locali in zone turistiche di Roma, reinvestendo cospicue somme di denaro di provenienza illecita come traffico di stupefacenti e usura e avviando anche svariate società “cartiere” dedite al riciclaggio di denaro.

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