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Russiagate: spunta un presunto audio di Mifsud, il professore sparito sospettato di essere una spia


Di Grazia Longo

«Sì, è lui al 100 per cento». «No, non è lui al 100 per cento». Mistero sull’identità dell’uomo che, spacciandosi per Joseph Mifsud, ha inviato ieri notte un audio all’Adnkronos. Secondo la Link University si tratta proprio di lui, del professore sospettato di essere una spia, protagonista del Russiagate, scomparso nel nulla due anni fa. La conferma che si tratti proprio di lui arriva dal presidente e fondatore della Link Campus, Vincenzo Scotti, e dal direttore generale Pasquale Russo.
Convinto che si tratti di un fake audio è invece l'avvocato di Mifsud, Stephan Claus Roh: «La voce è assolutamente falsa, al 100 per cento. Voce troppo alta, non il suo accento, non la tonalità, sembra un vero italiano».

Nell’audio in inglese il presunto Mifsud respinge l’accusa di essere una spia e dichiara: «Oggi è l'11 novembre 2019, io sono Joseph Mifsud, questa è la mia voce. Vorrei prima di tutto dire che non ho assolutamente nessun contatto con amici e famigliari e che non ho avuto contatti con amici e famigliari per diversi mesi. Sono quasi due anni ormai che l'intera questione è esplosa ed è stata presentata ai media mondiali e sul palcoscenico mondiale come se avessi qualcosa a che fare con questioni riguardanti Paesi o avessi tentato di infiltrami, è assolutamente assurdo, in programmi, contatti o qualsiasi altra istituzione del mondo». E ancora: «Sono stato per tutta la vita un uomo di relazioni e questo è quello che so fare bene. Provo a mettere in contatto un gruppo con un altro (ma, ndr) no e sottolineo no, nessuno in qualsiasi servizio, servizio segreto o di intelligence o nessuno di questo tipo. Se ho avuto contatti con questi non sapevo che quella persona o questa persona aveva legami con qualsiasi istituzione. 

E questo è estremamente importante». Si difende su tutta la linea: «Ho categoricamente smentito e smentisco, come ho fatto negli unici due interventi che ho fatto, uno su La Repubblica e l'altro quando venni chiamato nei giorni iniziali, credo fosse il primo giorno quando questa cosa è uscita, dal Daily Telegraph di Londra. Non ho mai avuto niente a che fare (con questa vicenda, ndr). Non ho fatto altro che, come ho sempre fatto, mettere A in contatto con B e B in contatto con C per scopi direi puramente accademici. L'idea è quella di avere reti (di contatti, ndr). Sono sempre stato coinvolto nei think tank, questi think tank sono fatti per far parlare un gruppo con un altro su un determinato argomento, Questo è tutto. Non è mio intento, mai lo è stato, ottenere informazioni da passare da una parte all'altra. Non ho mai fatto così, perché non sono mai stato in possesso di informazioni utili a qualcuno o qualcun altro». Prosegue: «Non ho mai e poi mai ricevuto istruzioni da nessuno, mai stato costretto a fare qualcosa da nessuno. Non sono mai stato pagato per fare nulla da nessun gruppo. Categoricamente enfatizzo di nuovo che non sono stato con una parte contro un'altra parte o con un gruppo contro un altro gruppo. 

Non era il mio intento e non l'ho mai fatto. Naturalmente ho le mie opinioni e le ho sempre mostrate molto chiaramente. Sono sempre stato super diplomatico in quello che facevo e sempre tenuto contatti - negli ultimi due anni non ho avuto contatti con nessuno di importante o particolare - sempre tentato di mantenere contatti con persone per farli incontrare, per vedere come potevo aiutare, era come un'esperienza per me, vedere che conoscevo persone, ascoltavano la mia voce, i mei consigli, e per mostrare ad esempio ai miei studenti quali erano i differenti pensieri di fronte a loro. Tutto quello che conoscevo erano persone che venivano da think tank. In termini di istituzioni che ho rappresentato nel passato, posso assicurarvi sia nel Regno Unito, in Italia e altrove ho sempre tentato di garantire che i giovani avessero l'opportunità di interagire gli uni con gli altri e questo è tutto».
L’audio è stato spedito tramite un sistema di email anonimo e criptato che ha sede in Svizzera.

RUSSIAGATE-ESCLUSIVA ADNKRONOS, parla l'avvocato Roh: 'Mifsud si nascondeva'


Di Salvatore Santoru

Possibili novità sul Russiagate e lo 'Spygate' italiano. 
Recentemente l'inviato dell'Adnkronos Marco Liconti ha realizzato un'indagine basata sull'intervista ai vertici della Link University e a Stephan Roh, un avvocato svizzero che dal maggio del 2018 ha ricevuto dal professore maltese Joseph Mifsud il "mandato" a rappresentarlo nell'ambito dell'indagine sul Russiagate(1).
Entrando nei dettagli, durante l'intervista il 'misterioso' avvocato ha affermato che Mifsud è molto probabilmente vivo e che si nasconderebbe per paura di essere eliminato.
Stando a Rohn Mifsud potrebbe compromettere l'indagine di Robert Mueller contro Donald Trump e, inoltre, ha confermato il fatto che è stato lui a consegnare a John Durham, (il procuratore incaricato dall'attorney general William Barr sull'indagine sul Russiagate) il nastro contenente una 'deposizione' dello stesso Joseph Mifsud.
 Nell'inchiesta dell'Adnkronos si parla anche del fatto che il legale svizzero risulterebbe al vertice della ILS Energy, della IILS Publishing e dello Studio legale Roh e tra i suoi investimenti ci sarebbero anche quelli legati all'ambito universitario.
 Proprio nella Link Campus University Roh sarebbe socio al 5% della società di gestione dell'università, la Global Education Management srl, e secondo i vertici della Link sarebbe interessato a a sollevare 'un polverone' con la finalità di conquistare la gestione dello stesso ateneo romano fondato da Vincenzo Scotti. 
NOTA:

RUSSIAGATE, parla Occhionero: 'L'Italia è coinvolta sin dall'inizio, Mifsud forse coperto da qualche autorità'


Di Salvatore Santoru

S'infittisce il mistero sul ruolo che l'Italia avrebbe avuto nel Russiagate e, inoltre, sul cosiddetto 'Spygate'.


Recentemente la nota agenzia di stampa italiana 'Adnkronos' ha intervistato Giulio Occhionero, che da diverso tempo sostiene che l'Italia avrebbe avuto un ruolo di primo piano nello stesso Russiagate.

Entrando nei particolari e stando a quanto ricordato dallo stesso giornalista dell'Adnkronos Marco Liconti, Occhionero si trova attualmente ad Abu Dhabi ed è sotto processo insieme alla sorella Francesca Maria per il caso EyePyramid.


Andando nello specifico, tale vicenda giudiziaria è relativa all'accesso abusivo a dei sistemi informatici e all'hackeraggio di diverse email e account istituzionali che i due fratelli, stando all'accusa, avrebbero compiuto. 


Durante l'intervista dell'Adnkronos, lo stesso Occhionero ha sostenuto di non credere nella versione ufficiale del Russiagate e ha affermato che ci sarebbe qualcuno che starebbe mettendo a rischio la posizione internazionale dell'Italia allo scopo di coprire dei 'gravissimi delitti' commessi contro gli USA.


Inoltre, secondo Occhionero l'unica persona dello scandalo che si sarebbe dimostrato essere vicina al governo russo sarebbe la barista di Trastevere e fittizia 'nipote di Putin' Olga Vinogradova ( in realtà Polonskaya), che sarebbe anche la compagna di viaggio del professore maltese Joseph Mifsud nonché agente provocatore dell'ex consulente della campagna di Trump, George Papadopoulos.


Oltre a ciò, secondo Occhionero i servizi segreti italiani e il governo dell'epoca potrebbero essere stati coinvolti nello scandalo.


Durante l'intervista Occhionero ha anche parlato anche della Link University, citata più volte nel Rapporto Mueller, e ha detto che diverse personalità coinvolte nel Russiagate e nell'inchiesta della EyePyramid risultavano essere presenza fisse all'interno dell'ateneo romano.


NOTA E PER APPROFONDIRE:


(1) https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/10/29/esclusiva-russiagate-occhionero-italia-coinvolta-dall-inizio-mifsud-ancora-qui_ipJLgljM4zDnjfi2PX2GwI.html?refresh_ce


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FOTO: https://twitter.com

Russiagate, il ministro della Giustizia Barr: “Ho contattato quei Paesi che avevano informazioni preziose”


Di Francesco Semprini

«Alcuni dei Paesi che John Durham riteneva fossero in possesso di informazioni utili hanno voluto preliminarmente parlare con me». È quanto afferma a Fox News il ministro della Giustizia degli Stati Uniti, William Barr, in merito ai suoi recenti viaggi in Italia nell’ambito della contro-inchiesta sul Russiagate di cui Durham è titolare. Ovvero quella voluta dallo stesso Barr per accertare se la prima indagine, quella sul (non dimostrato) legame di Donald Trump con le interferenze russe nelle presidenziali del 2016 sia sta creata ad arte per danneggiare lo stesso presidente.
La prima lettera il 17 giugno
I governi dei Paesi interessati, avrebbero in sostanza voluto spiegazioni «sulla portata e la natura dell’indagine, il modo in cui intendevo gestire le informazioni riservate, e così via», ha detto Barr. «Ho discusso di tali argomenti con quei Paesi, ho presentato loro Durham e ho creato i canali necessari affinché egli potesse ottenere l’assistenza necessaria da loro», ha spiegato il titolare della Giustizia Usa nel corso dell’intervista di ieri a Fox News. Il ministro aveva fatto pervenire a Palazzo Chigi una missiva datata 17 giugno, inoltrata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte dall’ambasciatore a Washington Armando Varricchio, sulla base della quale il premier ha autorizzato ai colloqui il capo del Dis Gennaro Vecchione. Questo, secondo quanto riferito dallo stesso Conte al Copasir - l’organo di vigilanza dei servizi di informazione - senza fornire alcuna informazione riservata. Per Fox News ci sarebbe dell’altro visto che, durante una delle due visite effettuate a Roma, il 15 agosto e il 27 settembre, Barr e Durham hanno raccolto nuove prove utili per la loro contro-inchiesta sul Russiagate. Una fonte del ministero della giustizia italiana avrebbe riferito a «The Daily Beast» che avrebbero raccolto e registrato deposizioni giurate di Jospeh Mifsud, il professore legato al Link Campus di Roma, il quale avrebbe rivelato al consigliere di Trump, George Papadopoulos, che i russi avevano materiale compromettente su Hillary Clinton (in realtà si trattava di informazioni contenute nelle mail rubate a John Podesta, il guru elettorale dell’allora candidata alla Casa Bianca). Secondo la teoria cospirazionista di Papadopoulos, egli sarebbe stato messo in contatto con Misfud nell’ambito di un piano orchestrato dai servizi segreti americani (dell’era Obama) per incastrare, in ultima istanza, proprio Trump.

RUSSIAGATE E SPYGATE, IPOTETICI RETROSCENA: 'DEEP STATE' E ALCUNI SERVIZI SEGRETI DIETRO TALI VICENDE ?


Di Salvatore Santoru

Da molto tempo negli States si parla del Russiagate e, da alcuni mesi, in Italia si parla dei presunti fondi russi che sarebbero stati destinati alla Lega Nord.
In seguito allo scoppio del Russiagate diversi esponenti del mondo della politica statunitense, specialmente democratici e liberal ma anche conservatori anti-Trump, hanno chiesto l'impeachment nei confronti dell'attuale presidente degli USA.

D'altro canto, alcune personalità e media di orientamento filo-trumpiano hanno sostenuto che dietro allo scoppio del Russiagate ci sarebbe il cosiddetto 'Spygate'.

Questa vicenda ha interessato anche l'Italia e, inoltre, nello stesso Belpaese si sta parlando dell'aspetto 'locale' di queste vicende di matrice decisamente internazionali.

Difatti, la vicenda del Russiagate riguarderebbe diversi paesi dell'Occidente e non è improbabile che alla base di essa ci sia una sorta di 'guerra d'informazione' (information war) e pure il coinvolgimento di alcuni servizi segreti.


Per essere più chiari, con la vicenda del Russiagate statunitense e 'tricolore' sono stati 'svelati' all'opinione pubblica alcuni legami che alcuni movimenti e partiti sovranisti europei, nonché una parte della destra statunitense, hanno con alcune influenti personalità russe.


Ciò sarebbe legato ad una sorta di 'Internazionale sovranista', o per meglio dire ad una sorta di 'Internazionale' che cercherebbe di "unire" la destra sovranista e neo-tradizionalista e una parte della sinistra che rifiutano l'ideologia di stampo liberal e 'liberale' presente in Occidente e che sarebbe appoggiata dal governo russo o almeno da alcune importanti fazioni legate ad esso.


Difatti, bisogna ricordare che la stessa Russia putiniana non è un monolite e vi sono diverse correnti all'interno del suo 'deep state'.

S ciò, bisogna dire che proprio di 'deep state' si dovrebbe parlare in questo caso e anche a proposito degli stessi Stati Uniti e di alcuni paesi dell'Unione Europea.

Per essere più specifici, non è poi così improbabile che dietro il Russiagate e il cosiddetto 'Spygate' vi siano state delle eventuali 'lotte' all'interno di tale 'stato profondo' e l'interesse di alcuni servizi segreti.

Per specificare, un possibile intervento dei servizi segreti russi nella costruzione di alcuni legami con il 'sovranismo internazionale' e del Russiagate e, d'altro canto, forse di agenzie d'intelligence statunitensi ( divisi tra correnti pro-Trump e anti-Trump) e di alcuni stati europei dietro la diffusione di certe notizie relative allo stesso Russiagate e allo Spygate.

PS: con 'deep state' non si deve intendere qualcosa di necessariamente 'oscuro' ed 'inquietante' ma perlopiù gli apparati e i gruppi di potere che stanno 'dietro' un determinato Stato e ne garantiscono il funzionamento e, a volte, alcune fazioni di esso possono anche 'remare contro'.

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PER APPROFONDIRE:


https://www.informazioneconsapevole.com/2017/05/russiagate-il-washington-post-accusa.html


https://www.informazioneconsapevole.com/2017/11/russiagate-realta-o-mera-teoria-del.html


https://www.informazioneconsapevole.com/2017/05/russiagate-in-america-la-versione-di.html


https://www.informazioneconsapevole.com/2017/12/usa-lex-consigliere-flynn-si-dichiara.html


https://www.informazioneconsapevole.com/2017/10/russiagate-il-new-york-times-il-dossier.html


https://www.informazioneconsapevole.com/2019/01/ci-sono-un-po-di-dubbi-sulla-grave.html


https://it.blastingnews.com/politica/2019/07/buzzfeed-pubblica-uninchiesta-su-presunti-finanziamenti-russi-alla-lega-002945529.html


https://it.blastingnews.com/politica/2019/08/russiagate-lega-laudio-del-metropol-sarebbe-stato-registrato-da-vannucci-002960037.html


https://it.blastingnews.com/politica/2019/07/presunti-fondi-russi-alla-lega-zingaretti-vogliono-tradire-la-nato-002947265.html


https://it.blastingnews.com/politica/2019/07/russiagate-lega-parla-limonov-fake-news-buzzfeed-non-e-credibile-002948211.html


https://it.blastingnews.com/politica/2019/07/russiagate-lega-si-ipotizza-il-coinvolgimento-di-konstantin-malofeev-e-aleksandr-dugin-002953495.html


https://www.informazioneconsapevole.com/2019/10/russiagate-parla-conte-non-ho-mai.html

Report, il Cda RAI si spacca per la puntata sul caso 'Moscopoli'


Di Salvatore Santoru

Nelle ultime ore sta facendo discutere la puntata di Report incentrata sui presunti fondi russi alla Lega Nord, il caso noto come 'Moscopoli' o 'Russiagate italiano'.
A seguito della puntata, il consiglio di amministrazione della RAI si è spaccato.

Entrando più nello specifico e stando a quanto riportato da Repubblica(1), da un lato vi sono i consiglieri Gianpaolo Rossi e Igor De Biasio che hanno sostenuto che il programma condotto da Sigfrido Ranucci avrebbe violato le norme sulla par condicio.

DI diverso parere la consigliera Rita Borioni e Riccardo Laganà, i rappresentante dei dipendenti della RAI.

NOTA:

(1) https://www.repubblica.it/politica/2019/10/23/news/rai_attacco_a_report_durante_il_consiglio_di_amministrazione-239274324/

Russiagate, parla Conte: 'Non ho mai parlato con Trump e Barr dell'inchiesta, sono state dette falsità su un tweet'


Di Salvatore Santoru

Il premier Giuseppe Conte si è recentemente presentato al Copasir.
Conte ha parlato del caso Wiliam Barr e, inoltre, ha sostenuto di non aver mai parlato del Russiagate al presidente statunitense Donald Trump.

Come riporta il Messaggero(1), il presidente del Consiglio italiano ha anche affermato che sono state dette delle falsità sul tweet pro-Conte fatto da Trump.
Oltre a ciò, riporta il Fatto Quotidiano(2), Conte ha anche dichiarato di non aver parlato con  Barr neanche per telefono.

NOTE:

(1) https://www.ilmessaggero.it/politica/copasir_conte_audizione_oggi_diretta_ultime_notizie-4816101.html

(2) https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/10/23/russiagate-conte-non-ho-mai-parlato-con-barr-neanche-per-telefono-riconosciuta-estraneita-dei-nostri-servizi-nella-vicenda/5529912/

RUSSIAGATE, il rapporto Mueller: 'Nella campagna di Trump non ci sarebbero state collusioni con la Russia'


Di Salvatore Santoru

Svolta sul Russiagate. Come riporta Repubblica, recentemente il ministro della Giustizia satatunitense, William Barr, ha consegnato al Congresso le conclusioni del rapporto del procuratore speciale Robert Mueller
Secondo lo stesso rapporto Mueller, non vi sarebbero prove che dimostrerebbero che qualunque funzionario della campagna Trump sia stato coinvolto in una cospirazione insieme alla Russia.

L'attuale presidente USA Donald Trump ha accolto molto positivamente la notizia.

Russiagate: arrestato Roger Stone, ex consigliere di Trump


Di Raffaello Binelli

Un'altra grana per Donald Trump. L'Fbi in Florida ha arrestato Roger Stone, grande alleato del presidente Usa.

Nell'ambito dell'inchiesta sul Russiagate gli vengono contestati sette capi di imputazione, tra cui intralcio all'attività di un pubblico ufficiale, falsa testimonianza e subornazione di testimoni.

Gli agenti federali si sono presentati alle sei del mattino nella casa del consulente politico a Fort Lauderdale. In giornata prima udienza di fronte ai giudici del tribunale della città della Florida. Nel mirino da mesi del procuratore Robert Mueller, che sta indagando sulla possibile collusione tra i russi e la campagna di Trump, Stone ha ammesso di aver scambiato alcuni messaggi con Guccifer 2.0, lo pseudonimo su Twitter dietro al quale, secondo l'intelligence Usa, operavano agenti dei servizi militari russi che avrebbero partecipato all'attacco hacker ai democratici.

Già consigliere ufficiale della campagna nel 2015, Stone ha continuato in modo informale a supportare il tycoon. Su Twitter esultò quando quando Wikileaks pubblicò le mail democratiche poco prima del voto. Rivendicò di essere in contatto con fondatore del sito Julian Assange, chiamandolo "il mio eroe".

Prese contatti Wikileaks per avere materiale

Secondo gli inquirenti Stone avrebbe contattato Wikileaks per cercare di ottenere altro materiale rubato negli attacchi hacker ai democratici, utile a danneggiare Hillary Clinton. Si legge questo nell'incriminazione del grand jury che ha portato oggi all'arresto in Florida dello stratega politico. Nell'incriminazione si sottolinea che Stone agiva su indicazione di "un alto funzionario della campagne di Trump" che a sua volta rispondeva ad "un ordine". Per la prima volta il team che lavora con Robert Mueller afferma che altre persone vicine al presidente lavorarono con Stone mentre questi entrava in contatto con il fondatore di Wikileaks. "Dopo la pubblicazione del 22 luglio 2016 delle mail rubate ai democratici da parte dell'Organizzazione 1 - si legge in uno stralcio dell'incriminazione pubblicata dalla Cnn in cui si fa riferimento in questo modo a Wikileaks - ad un alto funzionario della campagna di Trump fu ordinato di contattare Stone per chiedergli se vi sarebbero state altre pubblicazioni e se l'Organizzazione 1 avesse altre informazioni in grado di danneggiare la campagna di Clinton. Stone quindi - si conclude - disse alla campagna di possibili future pubblicazioni di questo materiale da parte dell'Organizzazione 1".

Cnbc: "Bannon era al corrente di tutto"

Steve Bannon sarebbe stato al corrente dei contatti che Roger Stone aveva avviato con Wikileaks per ottenere materiale che poteva danneggiare Hillary Clinton. Lo rivela la Cnbc, citando fonti informate. Né Bannon, che ha guidato la campagna di Trump nelle sue tappe finali ed è stato poi stratega della Casa Bianca per meno di un anno, né il suo avvocato hanno voluto
commentare la notizia dell'emittente americana.

FONTE: http://www.ilgiornale.it/news/mondo/russiagate-arrestato-roger-stone-ex-consigliere-trump-1634374.html

Ci sono un po’ di dubbi sulla grave accusa di BuzzFeed a Trump

Un portavoce del procuratore speciale Robert Mueller, il capo dell’indagine sui rapporti tra la Russia e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha definito “non accurato” l’articolo pubblicato giovedì dal sito americano BuzzFeed News che conteneva quella che, a detta di molti, era la più grave accusa mossa finora verso Trump. L’articolo, che si basava sulle informazioni raccolte da due agenti federali americani vicini alle indagini, sosteneva che Trump avesse personalmente detto al suo ex avvocato e consigliere Michael Cohen di mentire al Congresso riguardo alla storia della costruzione di un grattacielo a Mosca, uno dei filoni principali dell’indagine sulle collusioni tra il suo comitato elettorale e la Russia. Ma Peter Carr, portavoce di Mueller, ha detto:
La descrizione di BuzzFeed News di specifiche dichiarazioni rese all’ufficio del procuratore speciale, e la descrizione di documenti e testimonianze ottenute dall’ufficio riguardo alla deposizione di Michael Cohen al Congresso, non sono accurate.
La smentita di Carr è un evento molto raro: non era mai successo finora che Mueller o un suo rappresentante smentissero direttamente una notizia pubblicata dalla stampa americana sulla base di fonti anonime vicine alle indagini, nonostante informazioni di questo tipo siano trapelate decine di volte negli ultimi anni.
Quella pubblicata da BuzzFeed News, in effetti, era però una delle notizie più grosse, se non la più grossa: un presidente che chiede a un suo collaboratore di mentire al Congresso è infatti materiale da impeachment, cioè che giustificherebbe una rimozione di Trump. È vero che l’attuale amministrazione ha abituato a veder succedere grandi scandali senza conseguenze, ma questa volta l’impressione è che Trump potesse essere seriamente danneggiato. In molti, tra gli opinionisti e i politici Democratici, avevano parlato dell’inizio della fine della presidenza Trump.
BuzzFeed News è la divisione che si occupa di notizie e giornalismo d’inchiesta del famoso sito BuzzFeed, uno dei più grandi e noti siti del mondo, che da anni pubblica contenuti di basso livello, dalle raccolte di foto di gatti ai quiz che associano i lettori a un personaggio di una serie tv. Ma BuzzFeed News è una cosa diversa: dalla sua fondazione, nel 2011, ha pian piano guadagnato stima e credibilità nel giornalismo americano, e soprattutto di recente ha assunto giornalisti molto capaci e provenienti dai maggiori quotidiani americani. Anche il famoso “dossier Steele”, quello della golden shower, era stato pubblicato da BuzzFeed News.
Venerdì la notizia sulla presunta richiesta di Trump a Cohen di mentire al Congresso era stata ripresa da tutti i giornali americani, e discussa per tutto il giorno nelle televisioni all newscome CNN e MSNBC. Ma nessun’altra testata aveva saputo confermare la notizia con le proprie fonti: il New York Times, anzi, aveva scritto che una persona vicina all’indagine con cui aveva parlato aveva smentito che l’ufficio di Mueller avesse a disposizioni prove simili a quelle descritte da BuzzFeed. Smentite molto nette erano arrivate, ovviamente, anche dall’amministrazione: la portavoce della Casa Bianca Sarah Huckabee Sanders aveva definito la notizia «categoricamente falsa», e Trump aveva parlato di «un giorno molto triste per il giornalismo».
Remember it was Buzzfeed that released the totally discredited “Dossier,” paid for by Crooked Hillary Clinton and the Democrats (as opposition research), on which the entire Russian probe is based! A very sad day for journalism, but a great day for our Country!

46.900 utenti ne stanno parlando
Ciononostante, il direttore di BuzzFeed News Ben Smith ha confermato che la notizia è attendibile, chiedendo a Mueller di specificare più precisamente che cosa contesta.
In response to the statement tonight from the Special Counsel's spokesman: We stand by our reporting and the sources who informed it, and we urge the Special Counsel to make clear what he's disputing.

14.500 utenti ne stanno parlando
Le puntate precedenti della storiaÈ noto che prima di candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti, Trump stesse cercando di chiudere un accordo per costruire un grattacielo a Mosca, in Russia. La persona incaricata di gestire le trattative preliminari per il grattacielo era uno dei più fidati collaboratori di Trump, nonché il suo avvocato personale da molti anni: Michael Cohen. Trump ha sempre sostenuto che non seguì mai da vicino le trattative per la Trump Tower di Mosca e che comunque abbandonò il progetto prima di candidarsi alle primarie dei Repubblicani nel 2016.
I sospetti su cui da tempo sta indagando il procuratore speciale Robert Mueller, però, sono che il progetto continuò anche dopo la candidatura di Trump e che Trump stesso seguì da vicino le trattative. Sembra che Cohen arrivò a trattare direttamente con un funzionario del governo russo e che arrivò a ipotizzare un viaggio di Trump in Russia durante la campagna elettorale per chiudere l’accordo direttamente con il presidente russo Vladimir Putin.
Dopo che la costruzione del grattacielo diventò uno dei filoni principali dell’inchiesta sulla Russia, Cohen presentò alla commissione del Congresso che stava indagando su Trump una lettera in cui negava di aver partecipato a un tentativo di manipolare le elezioni e in cui spiegava che il progetto per il grattacielo a Mosca era terminato nel gennaio 2016. Da allora, disse Cohen, non c’erano più stati contatti tra l’organizzazione di Trump e il governo russo. Cohen, che uscì presto dalle grazie di Trump, diventò comunque uno dei principali indagati nell’indagine di Mueller e nel novembre 2018 accettò di dichiararsi colpevole di diverse accuse formalizzate da Mueller, compresa quella di aver mentito al Congresso nell’agosto 2017.

Cohen confessò infatti che le trattative per il grattacielo a Mosca continuarono almeno fino al giugno 2016 – sei mesi dopo quanto originariamente sostenuto – e disse che aveva parlato del progetto direttamente con Trump più di tre volte, come aveva invece detto prima. Cohen confessò infine che anche i figli di Trump – Ivanka e Donald Jr – avevano partecipato al progetto e avevano ricevuto regolarmente aggiornamenti da lui.

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