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SERIE A, l'Inter rimonta e sconfigge il Milan: agganciata la Juve


Di Salvatore Santoru

L'Inter vince il derby e aggancia la Juventus.
Più specificatamente, la squadra neroazzurra ha sconfitto il Milan 4-2 e ciò è avvenuto a seguito di una notevole rimonta(1).

Difatti, durante il primo tempo, i rossoneri sono andati in vantaggio con Rebic e Ibrahimovic.

Il secondo tempo, invece, è stato contraddistinto dalla rimonta interista e dai goal di Brozovic, Vecino, de Vrij e Lukaku

NOTA E PER APPROFONDIRE:


(1) https://calcio.fanpage.it/live/inter-milan-serie-a-diretta-gol-risultati/

Seria A, non solo campo: la guerra degli sponsor

                                                 
                                                            INFORMARE X RESISTERE
Esiste la lotta per lo Scudetto, per un posto in Champions League e chi sogna l’Europa. Poi ci sono le squadre di mezzo, capaci di entrare nella parte sinistra della classifica o di ottenere una tranquilla permanenza nel massimo campionato: infine, chi lotta per la salvezza con le unghie e i denti sino all’ultimo secondo dell’ultima giornata di campionato. Non c’è però solamente il campo, anzi: tutto parte da quello che accade fra i corridoi e i tavoli delle trattative, degli sponsor in primis. Parliamo in particolare di quelli tecnici, che finiscono con il loro nome sulle maglie, dietro il quale si celano interessi enormi.
Nike vs Adidas. Questa è l’eterna sfida in ogni campo tra i due colossi di riforniture sportive. Che si tratti di sport e non, calcio o tennis, basket o qualsivoglia sport sono loro due a contendersi lo scettro. E neanche a farlo apposta ma gli ultimi otto scudetti consecutivi della Juventus portano in quattro casi la firma Nike, nel primo periodo Conte e poi Allegri e negli ultimi quattro la firma Adidas. Quest’ultimo però trovò il successo anche nel 2011, con il Milan, mentre l’anno precedente l’Inter firmata Nike realizzò il Triplete. Dunque, una decade equamente distribuita tra i due marchi più noti al mondo nel campo dell’abbigliamento sportivo.
La vittoria recente del Liverpool ha portato in evidenza la New Balance, così come nel mondo del tennis hanno fatto Djokovic prima e Federer poi, col suo clamoroso passaggio da Nike a Uniqlo per un contratto faraonico e pluriennale con la casa giapponese. In Serie A la Nike perde l’Atalanta, che si accasa con la Joma, la quale già vestiva Sampdoria e Torino, facendo dunque il suo ingresso in Champions League, a seguito della storica qualificazione strappata dagli orobici lo scorso anno.
Curiosità. Una sorpresa è notare come la media gol migliore negli ultimi anni vesta Joma con 2.75 reti a match, di poco superiore a Nike con 2.74: segue Kappa con 2.73 mentre un po’ più attardata Adidas con 2.61. In merito alle curiosità della stagione in corso non si può non citare quella del Lecce: i salentini hanno deciso di avvalersi del proprio sponsor M908, con le maglie prodotte in Cina ad opera della società giallorossa.
Record poco invidiabile della Errea, lo sponsor tecnico è finito sulle maglie di ben cinque club retrocessi negli ultimi dieci anni, una più di kappa e due più di Givova e Joma. Di recente Puma è passata a vestire il Milan, nella speranza che una resurrezione dei diavoli rossoneri possa portare in alto un brand e marchio molto importante: il progetto è ambizioso, ma quest’anno la società di Elliot non potrà portare il proprio sponsor tecnico oltre i confini italici, a causa dell’esclusione dall’Europa League per mano della Uefa.

Verona-Brescia, cori razzisti per Balotelli: calcia il pallone in Curva, gara sospesa


Di Vito Lamorte

Mario Balotelli è stato ancora una volta è vittima di cori discriminatori a Verona. L'attaccante del Brescia è stato colpito da ululati razzisti e la sua reazione è stata piuttosto forte: il numero 45 ha calciato il pallone verso il pubblico del Bentegodi e si diretto fuori dal campo. L'arbitro, inizialmente, non ha capito quello che stava succedendo e lo ha ammonito ma quando gli è stata più chiaro il quadro è tornato sui suoi passi. Sia gli avversari che i compagni hanno provato a calmarlo. L'uomo che più ha avuto presa sull'attaccante delle Rondinelle è stato Gastaldello. L'arbitro Maurizio Mariani ha sospeso il match e ha fatto effettuare l'annuncio dallo speaker dell'impianto sportivo veronese ma pochi minuti dopo la gara è ripresa.

Cosa rischia il Verona

Cosa rischia il Verona dopo la sospensione per cori discriminatori? Le norme sono abbastanza chiare e indicano che in presenza di scritte o cori con caratteristica di dimensione e percezione reale del fenomeno discriminatorio scatteranno sicuramente delle multe ma potrebbe anche essere chiuso un singolo settore dell'impianto che si è reso colpevole del deplorevole gesto. Determinante sarà il referto dell'arbitro Mariani

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://calcio.fanpage.it/verona-brescia-cori-razzisti-per-balotelli-che-vuole-lasciare-il-campo-gara-sospesa/

L'Atalanta vince 4-1 a Sassuolo: nerazzurri terzi in classifica

Di Marco Gentile
L'Atalanta di Gian Piero Gasperini gioca una partita spaziale contro il Sassuolo di Roberto De Zerbi, vince con un netto e rotondo 4-1 con un primo tempo incredibile che ha fruttato quattro gol nel giro di 29 minuti grazie alla doppietta di Alejandro Gomez e ai gol di Duvan Zapata e Robin Gosens.
Nella ripresa la rete dell'ex Gregoire Defrel a siglare il gol della bandiera neroverde che ha comunque "vinto" il secondo tempo. Con questo successo i nerazzurri di Bergamo volano a quota tredici punti, al terzo posto, a meno cinque dall'Inter capolista e meno tre dalla Juventus seconda a sedici punti. Seconda pesante sconfitta per il Sassuolo dopo il 4-2 subito dalla Roma due settimane fa.
Nel primo tempo l'Atalanta passa subito in vantaggio con Gomez al 6' che fa tutto bene, parte palla al piede e lascia partire un gran tiro che batte Consigli. Al 13' la Dea segna il raddoppio al 13' con Gosens che raccoglie l'assist di Ilicic e buca l'ex Consigli per la seconda volta. L'Atalanta al 23' sfiora il 3-0 e due minuti dopo Consigli è miracoloso su Zapata che non ha il killer instict da pochi passi. Al 29' Zapata serve Gomez che batte ancora una volta il malcapitato portiere del Sassuolo.
Al 36' l'Atalanta cala il poker con Zapata che anticipa Chiriches su assisti di Hateboer e fredda ancora l'ex di turno. Berardi tenta di rendere meno passivo il tabellino al 59' ma Sportiello dice no. L'ex numero uno del Frosinone nulla può al 62' su Defrel che se si smarca da Djmsiti e fulmina Sportiello con un sinistro sotto la traversa. Duncan al 65' sfiora il palo alla sinistra del portire dell'Atalanta. Berardi all'80' va al tiro di sinistro: para Sportiello. Nel finale l'Atalanta rischia di dilagare con Arana e Barrow ma Consigli dice ancora no.
Il tabellino
Sassuolo: Consigli; Toljan, Chiriches, Ferrari, Peluso (46' Tripaldelli); Duncan (80' Magnanelli), Obiang, Bourabia (46' Traoré); Berardi, Defrel, Boga
Atalanta: Sportiello; Toloi, Djimsiti, Masiello; Hateboer, Freuler, Pasalic, Gosens (61' Arana); Gomez (72' Malinovskyi), Ilicic; Zapata (75' Barrow)
Reti: 6' Gomez (A), 13' Gosens (A)

L’Inter saluta (in anticipo) Luciano Spalletti. Ora tocca ad Antonio Conte



Dopo meno di due anni Luciano Spalletti lascia l’Inter. A dare la notizia è stata la società che in un Tweet pubblicato alle 10:30 ha ringraziato il tecnico per il lavoro svolto.
Arrivato nell’estate del 2017, Spalletti è riuscito a portare la squadra due volte in Champions League. Clamorosa la vittoria contro la Lazio nell’ultima giornata dello scorso campionato, che regalò il quarto posto all’Inter. Anche quest’anno la squadra è arrivata quarta, con 69 punti, a pari merito con l’Atalanta e davanti al Milan.
Nei suoi anni all’Inter, Spalletti non è mai riuscito a portare la squadra oltre la fase a gironi nella Champions League. In Coppa Italia invece non ha mai superato i quarti di finale. Negli ultimi giorni, l’ormai ex allenatore dell’Inter ha perso il fratello maggiore, morto in seguito a una lunga malattia. Forse è anche per questo che il tecnico ha deciso di prendersi un anno sabbatico.
Negli ultimi giorni, l’ormai ex allenatore dell’Inter ha perso il fratello maggiore, morto in seguito a una lunga malattia. Forse è anche per questo che il tecnico ha deciso di prendersi un anno sabbatico.
Dovrebbe subentrare al suo posto Antonio Conte, ex tecnico della nazionale nonché della Juventus e del Chelsea. Il tecnico avrebbe firmato un contratto di 3 anni a 9 milioni netti più bonus a stagione.
Il presidente dell’Inter, il 28enne cinese Steven Zhang, ha voluto ringraziare Spalletti con un post nostalgico su Instagram: «Non ci dimenticheremo mai la tua dedizione a questa squadra e ti ringraziamo dal profondo del cuore. Una volta che sei l’allenatore dell’Inter, sarai sempre anche il mio allenatore. Grazie Mister Spalletti.»

Serie A, tra Juventus e Atalanta finisce 1-1 e per i bianconeri è festa scudetto


Di Salvatore Santoru

La Juventus ha ufficialmente vinto lo scudetto.
La festa per il trofeo è stata fatta allo Stadium dopo la partita con l'Atalanta, finita 1 a 1.

Andando maggiormente nello specifico, la squadra bergamasca  è andata in vantaggio con  Josip Ilicic al 33 e i bianconeri hanno pareggiato con Mandzukic all’80’.


Lazio show nel derby, Roma strapazzata 3-0


Tradizione rispettata, la squadra sulla carta sfavorita ha (stra)vinto il derby. Sembra quasi una regola non scritta questa della stracittadina della capitale, e anche per questo la Lazio ha colto tre punti che ne rinvigoriscono le speranze di Champions, ovvero quel quarto posto che le consentirebbe l’accesso alla massima competizione continentale.
Sempre in prospettiva europea non può che avere rimpianti una Roma decisamente non all’altezza, che ha mancato l’aggancio all’Inter a quota 47 punti e ora vede i `cugini´ biancocelesti potenzialmente alla pari, basta solo che battano l’Udinese nel recupero del match rinviato causa 6 Nazioni di rugby. Ma in chiave Champions la Roma di oggi, messa brutalmente ko e sconfitta 3-0, non può star tranquilla neanche nell’immediato. Infatti il successo della Lazio è stato senz’altro meritato e per i giallorossi non ci sono attenuanti: giocando così mercoledì prossimo contro il Porto rischiano un’altra goleada, e qualcuno ha rivisto in mezzo agli uomini di Di Francesco perfino i `fantasmi´ della Coppa Italia a Firenze. Non sempre si può contare sulla buona sorte, come contro il Bologna, o vincere con poco merito ma soprattutto per la scarsa consistenza tecnica degli avversari, come a Frosinone. Questa volta la Roma ha dovuto pagare il conto, e gli schiaffi che ha preso da Caicedo (buona la sua prova), Immobile, anche se forse il rigore non c’era (Fazio ha colpito prima la palla e poi Correa, ma l’assistente al video ha confermato la decisione di Mazzoleni) e Cataldi fanno particolarmente male. Nel finale, ad alcuni giallorossi sono anche saltati i nervi, con Dzeko ammonito per fallo da frustrazione e Kolarov espulso per doppio giallo nel giro di 2’. Entrambi saranno assenti con l’Empoli.
Però è stato giusto così, perché in campo c’è stata quasi solo la Lazio e la Roma, in cui nessuno ha meritato neppure un 6 `politico´, ha ben poco da recriminare: il popolo di fede romanista ora può solo sperare nell’ennesima trasformazione della squadra esaltata alla ribalta europea, come già successo in passato, anche se questa non sembra proprio la stessa Roma che un anno fa fu capace di arrivare fino alle semifinali. In questo derby è stata nulla in chiave offensiva: nel primo tempo c’è stata una sola conclusione degna di questo nome, con Dzeko, nella ripresa invece Strakosha ha compiuto una parata decisiva al 21’, quindi sull’1-0, su tiro da fuori di Florenzi. Per il resto la partita è stata tinta solo di biancoceleste con una Roma sotto tono e che ha risentito in maniera perfino eccessiva dell’assenza dell’influenzato Manolas. Se il greco non verrà recuperato in tempo per Porto, potrebbero essere dolori.
La Lazio nel primo tempo non ha risentito della mancanza di Immobile, tenuto in panchina, e la bella combinazione Correa-Caicedo che l’ha portata in vantaggio ne è la testimonianza, con l’attaccante dell’Ecuador che in velocità ha `bevuto´ i difensori avversari e poi anche evitato Olsen. Nella ripresa Immobile è entrato, ha segnato su rigore e poi Cataldi ha siglato il trionfo laziale con un siluro all’89’ che ne ha scatenato l’entusiasmo, lui laziale purosangue che per festeggiare sotto al curva Nord quasi si sarebbe denudato se non l’avessero fermato i compagni sommergendolo con i loro abbracci. Così in questo derby c’è stata solo la Lazio mentre la Roma proverà a consolarsi in Europa. Ma se dovesse arrivare un’altra brutta sconfitta qualcuno potrebbe rimettere in discussione la panchina di Di Francesco, anche se Paulo Sousa sembra ormai essersi accasato al Bordeaux. Ma in casa Roma le sorprese, e le brutte cadute, sono sempre dietro l’angolo.

L'Atalanta stende il Cagliari nel finale: 0-2 siglato Zapata-Pasalic

Di Marco Gentile
L'Atalanta di Gian Piero Gasperini vince per 2-0 e nel finale di partita contro il buon Cagliari di Rolando Maran.
A decidere il match ci hanno pensato il colombiano Duvan Zapata e il subentrato Pasalic. Il match è stato equilibrato anche se i nerazzurri hanno avute le chance più ghiotte per colpire. Con questo successo la Dea si guadagna i quarti di finale di Coppa Italia dove affronterà la Juventus di Allegri.
Atalanta subito aggressiva con Gomez che spara da fuori area dai 20 metri: para Cragno. Al terzo è Freuler ad andare al tiro ma non trova la porta. Il Cagliari sale di tono e si rende pericoloso al 7', mentre al 10' Pavoletti segna ma l'arbitro annulla per posizione di fuorigioco. Ilicic sfiora la rete al 19' e al 23' è ancora lo sloveno a sfiorare la rete ma la mira non è precisa. Palomino salva sulla linea di porta al 28' e a fine primo tempo è Padoin a crearsi una buona chance per andare in gol.
Nella ripresa il diagonale di Pavoletti esce fuori di un soffio al 54' e al 59' Zapata la mette alta di testa. Sempre Zapata impegna Cragno sessanta secondi dopo e al 69' è ancora il numero uno del Cagliari a compiere un grande intervento su Ilicic. L'Atalanta si crea una doppia occasione con Zapata prima e con Freuler poi che non inquadra la porta. Ilicic coglie il palo al 77'. Uno scatenato Ilicic si guadagna un'altra chance per segnare all'84' ma il suo tiro finisce sul fondo. All'87' è Joao Pedro a rendersi pericoloso ma senza successo e un minuto dopo l'Atalanta passa con il gol di Duvan Zapata che raccoglie un tiro sbilenco di Gosens e trafigge Cragno. Il neo entrato Pasalic sigla il 2-0 al 92' su assist di Zapata.
Il tabellino
Cagliari: Cragno; Srna, Romagna, Ceppitelli, Padoin; Ionita (76' Birsa), Cigarini (76' Bradaric), Barella, Faragò; Joao Pedro, Pavoletti.
Atalanta: Gollini; Toloi, Djimsiti, Palomino; Hateboer, Pessina, Freuler, Castagne; Gomez (91' Pasalic); Ilicic, Zapata.
Reti: 88' Zapata (A), 92' Pasalic (A)

Serie A, i risultati della settima giornata

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La settima giornata di Serie A è iniziata sabato con tre anticipi in cui sono state impegnate tutte le quattro squadre italiane che giocano in Champions League, per consentire loro di riposare un giorno in più in vista del secondo turno del torneo. Nel primo anticipo la Roma ha battuto la Lazio nel derby romano, portandosi momentaneamente a un punto dal quinto posto. Nell’anticipo delle 18 la Juventus ha vinto 3-1 contro il Napoli aumentando a sei i suoi punti di vantaggio in classifica. Alle 20.30 l’Inter ha battuto in casa il Cagliari ottenendo la sua quarta vittoria consecutiva. Le altre partite si giocheranno fra oggi e lunedì, quando alle 20.30 il posticipo tra Sampdoria e Spal chiuderà il turno.
Sabato
15.00
Roma – Lazio 3 – 1
18.00
Juventus – Napoli 3 – 1
20.30
Inter – Cagliari 2 – 0
Domenica
12.30
Bologna – Udinese 2 – 1
15.00
Chievo – Torino 0 – 1
Fiorentina – Atalanta 2 – 0
Frosinone – Genoa 1 – 2
18.00
Parma – Empoli [Sky]
20.30
Sassuolo – Milan [Sky]
Lunedì
20.30
Sampdoria – Spal [Sky]
Sampdoria e Fiorentina hanno recuperato la scorsa settimana la partita della prima giornata rinviata per il crollo del ponte Morandi a Genova. L’altra partita della prima giornata rinviata per lo stesso motivo, Milan-Genoa, verrà recuperata il 31 ottobre.
La classifica momentanea della Serie A:
1) Juventus 21
2) Napoli 15
3) Fiorentina 13
4) Sassuolo 13*
—————————————
5) Inter 13
6) Lazio 12
7) Genoa 12*
—————————————
8) Roma 11
9) Torino 9
10) Spal 9*
11) Sampdoria 8*
12) Udinese 8
13) Parma 7*
14) Bologna 7
15) Atalanta 6
16) Milan 6**
17) Cagliari 6
—————————————
18) Empoli 5*
19) Frosinone 1
20) Chievo – 1***
* Una partita in meno
** Due partite in meno
*** Penalizzazione (-3)

Serie A, il Napoli cala il tris contro il Parma. La Roma risorge contro il Frosinone



Di Marco Gentile
Dopo l'anticipo di ieri sera che ha visto la vittoria dell'Inter, per 2-1, in casa contro la Fiorentina, la sesta giornata di Serie A è proseguita oggi alle ore 19 con la sfida tra l'Udinese di Velazquez e la Lazio di Simone Inzaghi vinta dai biancocelesti per 2-1 grazie alle reti di Acerbi e Correa.
Alle 21 si sono giocate altre sei partite con la Juventus di Allegri che ha vinto per 2-0 contro il Bologna di Filippo Inzaghi. Il Napoli di Ancelotti ha invece regolato per 3-0 il Parma di D'Aversa grazie ai gol di Insigne e alla doppietta di Mertens.
La Roma di Eusebio Di Francesco esce parzialmente dalle sabbie mobili battendo con un netto 4-0 nel derby il Frosinone di Longo grazie ai gol di Under, Pastore, El Shaarawy e Kolarov. Il Genoa di Ballardini batte per 2-0 grazie a Piatek, sempre più capocannoniere della Serie A, e Pandev. Finiscono invece 0-0 i match tra Atalanta-Torino e Cagliari-Sampdoria con Kownacki che al 92' si è fatto parare un rigore da Cragno. Domani alle 19 la Spal di Semplici se la vedrà contro il Sassuolo alle 19, mentre alle 21 Empoli-Milanchiuderà la sesta giornata di Serie A.
LA CLASSIFICA DI SERIE A: JUVENTUS 18, NAPOLI 15, LAZIO 12, INTER, FIORENTINA E SASSUOLO* 10, GENOA* E SPAL 9, ROMA, UDINESE E SAMPDORIA 8, PARMA 7, ATALANTA, CAGLIARI E TORINO 6, MILAN** 5, EMPOLI* E BOLOGNA 4, FROSINONE*1, CHIEVO VERONA -1
**DUE PARTITE IN MENO
*UNA PARTITA IN MENO

SERIE A, primo goal di CR7 nella partita contro il Sassuolo

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Di Salvatore Santoru

Primo goal di CR7 con la Juventus.
Come riporta 'Tutto Juve'(1), Cristiano Ronaldo ha segnato al 50' nella partita contro il Sassuolo.

Il primo goal del calciatore portoghese era atteso dalla Juve e dai suoi tifosi così come, allo stesso tempo, dai tanti opinionisti o dai semplici appassionati di calcio e/o del 'calciatore del momento'.

NOTA:

(1) https://www.tuttojuve.com/primo-piano/live-tj-juventus-sassuolo-1-0-si-sblocca-cr7-438708

SERIE A, Inter-Parma 0-1: decisivo il goal di Di Marco al 79'

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Di Salvatore Santoru

L'Inter ha perso in casa nella partita con il Parma.
Più specificatamente, riporta 'Sport Mediaset'(1), nel primo anticipo della quarta giornata di Serie A i nerazzurri hanno perso 1-0.

 Andando nei dettagli, a decidere le sorti del match a favore dei gialloblu è stato un sinistro velenoso di Federico Dimarco al 79'.

NOTA:

(1) http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/inter/serie-a-inter-parma-0-1-dimarco-punisce-spalletti_1236263-201802a.shtml

Cristiano Ronaldo non segna ma la Juve vince a Parma. Nainggolan lancia l’Inter

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Cristiano Ronaldo non segna ma la Juve vince a Parma. Nainggolan lancia l’Inter (Ansa)

Blitz Quotidiano


Cristiano Ronaldo non segna ma la Juventus vince la sua terza partita consecutiva a Parma (gli highlights) e si candida per la prima “fuga” scudetto della stagione. Primo successo stagionale per l’Inter dopo la sconfitta contro il Sassuolo e il pareggio interno contro il Torino. A Bologna è decisivo l’ultimo arrivato Radja NainggolanIl Ronaldo furioso non trova ancora il gol perduto. Ma mentre attende che il suo eroe principale si sblocchi, la corazzata Juve prosegue come se nulla fosse la sua marcia a punteggio pieno sbarazzandosi del Parma con il solito Mandzukic, una rete nel primo tempo e un assist nel secondo a Matuidi per il croato, sempre più sinonimo di pragmatismo e forse anche per questo difficilmente sacrificabile negli schemi di Allegri.
Il Parma regge 58′, riesce a contenere il portoghese che finisce ancora a secco, anche davanti al proprio premier Antonio Costa, arrivato in tribuna per sostenerlo alla fine di una settimana influenzato dalla rabbia per il premio Uefa mancato, sentimento che non gli ha giovato diversamente da quanto si era augurato il suo allenatore. Alla fine gli emiliani capitolano e devono arrendersi alla concretezza bianconera, nonostante un Gervinho ritrovato dopo i due anni in Cina. Tutto subito facile per i bianconeri.
Al 2′ sono già in vantaggio: Cuadrado sventaglia un cross e Mandzukic, dopo aver saltato insieme a Iacoponi in area per colpire di testa, si ritrova la palla sul destro e batte Sepe, un po’ piantato sulla linea di porta. La fame di gol di Ronaldo è evidente subito da come squadra i compagni quando lo anticipano o gli chiedono palla vicino all’area e lui invece tira dritto.
Ma mentre la smania non soddisfatta e le statistiche realizzative non rispettate sembrano annebbiare il portoghese, limpida è la prova di Gervinho, alla prima da titolare. Un po’ funambolo, un po’ rapper, come sempre, ma anche efficace. Il suo primo slalom insistito lo porta in area, dove si infrange sulla scivolata di Alex Sandro ed è poi Cuadrado ad anticipare da terra Di Gaudio.
Autogol sfiorato, calcio d’angolo e porta salvata. Al 14′ è ancora pericoloso il Parma: punizione dai 20 metri, calcia Stulac e la palla va sulla traversa, centrale, con Sczesny che dà l’impressione di esserci. Ronaldo ci prova due volte di testa su corner, intorno al 25′, la seconda esce di poco e per un soffio Bonucci non la corregge in rete. Dall’altra parte è di nuovo Stulac a preoccupare Sczesny, con un tiro da lontano che rimbalza strano e viene respinto in modo un po’ goffo.
E’ un’incertezza, nello stadio degli esordi di Buffon, che il portiere polacco si trascina e diventa fatale al 33′: Gobbi crossa, Inglese spizza, Sczesny buca e Gervinho, quasi sulla linea, la tocca dentro di ginocchio per il pari. Risultato giusto a questo punto della partita, con il Parma che rischia di chiudere al 45′ sul 2-1. Nel recupero è infatti ancora Gervinho ad infilarsi in area, ma è troppo altruista e serve Rigoni che calcia addosso al portiere. Per scuotersi alla Juve serve ancora Mandzukic.
La differenza è che mentre il numero 7 è in ogni azione di attacco e le tenta tutte, ma una volta è impreciso, un’altra in ritardo, un’altra ancora sfortunato e poi addirittura quasi comico quando svirgola una mezza sforbiciata, il croato è essenziale, non per questo meno prezioso. E’ da un suo improvviso quanto geniale colpo di tacco che arriva il 2-0, con Matuidi pronto a indovinare un gran sinistro sotto la traversa, al 58′.
Un pezzo della partita si chiude qui, un altro due minuti dopo quando D’Aversa rinuncia a Gervinho. Allegri invece inserisce Douglas Costa, che regala un paio di lampi e un palo con un gran sinistro da fuori. A Dybala, invece, il tecnico concede dieci minuti. Alla fine i settemila tifosi juventini applaudono tutti, ma per il portoghese e l’argentino suonano come applausi di consolazione e incoraggiamento per prossimi appuntamenti di una stagione ancora all’inizio.
L’Inter per non rischiare di perdere il treno scudetto fin dalle prime battute, il Bologna per salire su quello che porta alla salvezza. E’ con questi presupposti che rossoblù e nerazzurri si presentavano al Dall’Ara per il secondo anticipo della terza giornata di serie A e a mantenere i propositi di rilancio è la banda di Spalletti. Merito di Nainggolan, che accende la luce all’interno di un pomeriggio grigio al minuto 21 della ripresa.
Il belga era l’uomo più atteso in casa di un’Inter che sogna il ruolo di anti Juventus e alla prima da titolare non tradisce le attese, con un lampo che vale i tre punti e spiana la strada verso il finale in crescendo che inguaia il Bologna.
Secondo ko casalingo consecutivo per i rossoblù di Inzaghi, dopo quello con la Spal. Inzaghi conferma per dieci undicesimi la formazione che ha strappato il pari con il Frosinone sul neutro di Torino, ma la continuità che cerca sul piano del gioco arriva solo su quello del risultato negativo Inter spuntata, Bologna impaurito.
Questo racconta il primo tempo al quale Spalletti si presenta con un contrattempo tutt’altro che irrilevante: nel riscaldamento si ferma Icardi, che prende posto in tribuna al fianco di Zanetti. In campo, il tecnico nerazzurro opta per la cavalleria leggera, con Politano, Nainggolan e Perisic a supporto del falso nueve Keita, che spesso si cambia di posizione con il croato.
Prova a non fornire riferimenti agli avversari l’Inter, che però fatica a trovarne. Piovono palloni in area, ma di tiri in porta neanche l’ombra, anche se i nerazzurri spaventano il Bologna con le conclusioni di Gagliardini e Nainggolan da fuori che però non inquadrano la porta. Le occasioni più importanti capitano però a Perisic e Keita: il primo non sfrutta la papera di Skorupski in uscita al minuto 2, mentre il secondo scivola al minuto 23 a tu per tu con il portiere rossoblù, acuendo i rimpianti per l’assenza di Icardi.
Pericoli scampati per un Bologna in imbarazzo, che prova a mettere la testa fuori con una ripartenza di Dijks e sugli sviluppi di un calcio d’angolo costringe Handanovic alla parata salva risultato sul colpo di testa di Helander, unico tiro in porta del primo tempo e occasione più nitida dei primi 45′ Serve un episodio per sbloccare la gara e lo trova la formazione con più qualità individuale: l’Inter, con il suo ninja da battaglia, con Nainggolan abile a infilare la difesa rossoblù e sfruttare l’assist di Politano, che approfitta così la presenza del ct Mancini in tribuna per provare a farsi notare. Il Bologna prova a rispondere con un colpo di testa di Santander, che sfiora il palo.
Inzaghi nel finale inserisce Destro, Okwonkwo e Orsolini per provare a pareggiare: il Bologna si sbilancia e Candreva lo punisce. Solo Inter, che nel finale trova il 3-0 con Perisic in contropiede. Game, set e match. L’Inter riparte, il Bologna crolla.

L'Inter si fa riprendere dal Torino: da 2-0 a 2-2. Icardi non punge



Di Marco Gentile
L'Inter di Luciano Spalletti stenta ancora in campionato e dopo aver perso all'esordio contro il Sassuolo, pareggia per 2-2, facendosi rimontare due gol di vantaggio, contro il Torino del grande ex Walter Mazzarri.
I gol della partita portano la firma di Perisic e de Vrij nel primo tempo, di Belotti e Meitè nella ripresa. Le due squadre si sono praticamente divise le frazioni di gioco con la prima a totale appannaggio dell'Inter e la seconda totalmente nelle mani del Torino. Il pareggio è sostanzialmente giusto e rispecchia quanto visto in campo. Con questo pareggio nerazzurri e granata salgono a quota un punto con i padroni di casa che restano fermi al palo e che perdono un'altra occasione per restare attaccati al treno di testa.
Nel primo tempo l'Inter è subito ficcante e al 6' punisce il Torino con Perisic su grande assist di Icardi dalla destra: il croato riceve palla al centro dell'area dal capitano nerazzurro e buca Sirigu con un bel destro di prima intenzione. Al 15' Icardi ancora in versione assistman serve di testa Politano che in tuffo di testa costringe alla parata il portiere granata. Minuto 32' l'Inter raddoppia con il colpo di testa di de Vrij che sfrutta la punizione battuta da Politano per bucare di testa per la seconda volta Sirigu. Al 45' Iago Falque ci prova su calcio di punizione ma la palla termina a lato alla destra di Handanovic.
Nella ripresa Belotti riapre il match con un bel gol su assist di Iago Falque: il Gallo controlla, salta Handanovic e deposita in rete. Al 65' Politano la mette bene in mezzo per Icardi che in spaccata non ci arriva di poco. Al 68' il Torino pareggia con Meitè che controlla e va al tiro di sinistro che beffa ancora un incerto Handanovic. Perisic al 76' va al tiro di sinistro da oltre 25 metri con il pallone che sibila di poco alla sinistra di Sirigu. Ljajic al 78' riceve palla da Iago Falque e chiama alla parata in angolo Handanovic. Keità all'84' galoppa verso l'area di rigore del Torino e serve Icardi che tira in porta: Sirigu la mette in angolo. Perisic al 92' la mette all'incrocio ma Sirigu la smanaccia e salva i granata.
Nelle altre partite si serata il Cagliari di Maran pareggia per 2-2 contro il Sassuolo di De Zerbi, mentre la Fiorentina di Pioli stravince 6-1 contro il Chievo Verona di D'Anna. Il Genoa batte 2-0 l'Empoli, mentre l'Udinese stende per 1-0 la Sampdoria. Finisce invece 0-0 il match tra Frosinone e Bologna. Domani sera Roma-Atalanta chiuderà la seconda giornata di Serie A.
IL TABELLINO
Inter (4-3-3): Handanovic; Vrsaljko (71' Keita), Skriniar, de Vrij, D'Ambrosio; Vecino, Brozovic, Asamoah; Politano, Icardi, Perisic. All. Spalletti
Torino (3-5-2): Sirigu; Izzo, N'Koulou, Moretti; De Silvestri, Soriano (61' Ljajic) Rincon, Meité, Ansaldi (22' Aina); Iago Falque (87' Lukic), Belotti. All. Mazzarri
Reti: 6' Perisic (I), 32' de Vrij (I), 56' Belotti (T), 68' Meité (T)
LA CLASSIFICA DI SERIE A: JUVENTUS, NAPOLI E SPAL 6, UDINESE E SASSUOLO 4, FIORENTINA*, GENOA* ATALANTA*, EMPOLI, ROMA* E SASSUOLO 3, PARMA, BOLOGNA, INTER, CAGLIARI, FROSINONE E TORINO 1, SAMPDORIA*, MILAN*, CHIEVO VERONA E LAZIO 0
*UNA PARTITA IN MENO

Il Milan fa harakiri a Napoli: da 0-2 a 3-2. Decisivo il gol di Mertens

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Di Marco Gentile

Il Milan di Gennaro Gattuso fa harakiri contro il Napoli del grande ex Carlo Ancelotti e perde una partita incredibile dopo essere stato in vantaggio per 2-0 frutto delle reti di Bonaventura e Calabria.


La doppietta dello scatenato Zielinski e il gol di Mertens ha permesso così agli azzurri di ribaltare le sorti dell'incontro e di portarsi a casa tre punti d'oro che permettono così ai partenopei di agguantare la Juventus in vetta alla classifica a quota sei. I rossoneri possono recriminare per essersi fatti sfuggire dalle mani una vittoria che sembrava quasi sicura. Il Napoli, però, è uscito fuori alla distanza e ha meritato ampiamente i tre punti per via delle tantissime occasioni da rete avute. Male Higuain che non è mai riuscito a concludere verso la porta di Ospina, molto bene Zielinski che è stato il vero valore aggiunto dei padroni di casa. Il Milan resta dunque fermo a quota zero punti, mentre il Napoli sale a quota 6 punti come i rivali di sempre della Juventus.

Il Napoli mette alle corde il Milan nei primi quindici minuti di gioco con Allan che al 4' impegna Donnarumma. Romagnoli all'8' mura Callejon e al 14' Insigne calcia alle stelle un buon pallone. Al 15' però è il Milan a passare in vantaggio con Bonaventura ben servito da Borini con un gran bel gol. Musacchio al 19' fallisce una buona chance e al 22' Donnarumma anticipa Koulibaly. Al 40' Callejon va vicino al bersaglio grosso e al 45' il portiere del Milan compie un miracolo sul tiro di Milik da fuori. Nella ripresa i rossoneri raddoppiano subito con Calabria, al 49', dopo una bella azione corale, su assist di Suso. Al 53' Zielinski accorcia le distanze con un bel tiro da fuori area che non lascia scampo a Donnarumma. Al 55' Insigne sfiora il gol del 2-2 con un tiro che esce di pochissimo e al 58' Calabria si immola sul tentativo di Insigne. Al 63' Zielinski va vicinissimo al gol del pareggio con un destro che finisce fuori di poco. Zielinski al 67' dimostra di avere un conto in sospeso con il Diavolo e sigla il raddoppio con un gran tiro al volo che non lascia speranze al numero uno rossonero. Borini al 70' tenta il tiro dalla distanza ma la mette fuori mentre al 75 è il Milan a rendersi minaccioso con Laxalt che viene anticipato da Ospina. All'81' Mertens sigla il sorpasso con un destro a porta vuota su assist di Allan. Mertens sfiora il 4-2 e Higuain sbaglia un tiro clamoroso a ridosso del 90'.

IL TABELLINO

Napoli (4-3-3): Ospina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Mario Rui (73' Luperto); Allan, Hamsik (64' Mertens); Zielinski (73' Diawara); Callejon, Milik, Insigne. All. Ancelotti

Milan (4-3-3): Donnarumma G.; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Kessié, Biglia (58' Bakayoko), Bonaventura (82' Cutrone); Suso, Higuain, Borini (71' Laxalt). All. Gattuso

Reti: 15' Bonaventura (M), 49' Calabria (M), 53' Zielinski (N).

FONTE: http://www.ilgiornale.it/news/sport/milan-fa-harakiri-napoli-0-2-3-2-decisivo-gol-mertens-1568110.html

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