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Enna, campane troppo fastidiose. Residente fa multare il prete di mille euro


Di Davide Falcioni

Quante volte la domenica mattina avete maledetto le campane della chiesa che vi hanno svegliato poco dopo l'alba, magari dopo una settimana di duro lavoro? Ne sa qualcosa un cittadino di Cerami, in provincia di Enna, che da tempo lamentava il baccano delle campane della Chiesa madre e di quella dedicata a San Sebastiano. Esasperato, l'uomo ha deciso di rivolgersi all’Arpa di Enna chiedendo un accertamento fonometrico per stabilire se il suono delle campane supera, come da lui sostenuto, il livello massimo consentito determinando inquinamento acustico.

I tecnici non hanno potuto fare altro che eseguire la misurazione tecnica del suono emesso dalle campane. I rilievi sono stati effettuati il 12 ottobre e notificati al Comune di Cerami. L’Arpa ha accertato che il suono delle campane di entrambe le chiese segnalate dal cittadino, è “un rumore” dal momento che in entrambe i casi viene superato il limite consentito per le emissioni sonore. A quel punto il Comune non ha potuto fare altro che prendere provvedimenti. Spiega La Sicilia: "La disposizione del dirigente comunale è un’ingiunzione di pagamento rivolta al parroco delle due chiese, don Michele Pitronaci, a versare una sanzione amministrativa da 1000 euro. La Confraternita san Sebastiano ha diffuso una nota con la quale informa i fedeli che il suono dell’orologio di san Sebastiano e quello delle campane della Chiesa madre è stato soppresso per la denuncia di un residente".

“Il signor Pirrello – si legge nel comunicato della Confraternita – ha proseguito nel suo percorso contro la Parrocchia, nonostante già da 2 anni si era cercato di venire incontro a tale richiesta, eliminando il suono dei quarti d'ora, visto il disturbo che arrecavano. Tale gesto non è stato apprezzato, da qui la denuncia la quale comporterà per il nostro parroco, una multa pari a 1000 euro”.

FONTE: https://www.fanpage.it/attualita/enna-campane-troppo-fastidiose-residente-fa-multare-il-prete-di-mille-euro/

Ballottaggi in Sicilia, rivincita M5s e Pd


Di Fabio Albanese
Ai ballottaggi siciliani l’unica sconfitta sembra essere la Lega di Salvini. Vincono i cinquestelle che conquistano Caltanissetta, patria del grillismo in salsa sicula, e Castelvetrano, nel Trapanese, la città del superlatitante Matteo Messina Denaro. Vince il Pd che, con la parte di Forza Italia che fa capo al presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, riconquista Gela dopo cinque anni di esperimento, andato a male, di M5S. Vince il governatore siciliano Nello Musumeci che con il suo movimento Diventerà Bellissima fa eleggere sindaco di Monreale il suo candidato. E in qualche modo vincono pezzi di centrodestra e centrosinistra a Mazara del Vallo dove la spunta un candidato civico “trasversale”. Insomma, se la Sicilia doveva essere il laboratorio del salvinismo nel meridione, ieri non è andata bene. L’unico candidato sindaco dichiaratamente leghista era stato eletto al primo turno a Motta Sant’Anastasia, piccolo comune del Catanese, ma era pure un uscente riconfermato. Per il resto, Salvini dalla tornata elettorale siciliana incassa piazze piene di entusiasmo ma scarsi risultati. Il Movimento 5 Stelle, che ha perso due importanti città dove governava, Gela e Bagheria, si rifà con due città altrettanto importanti: l’unico capoluogo alle urne, Caltanissetta, e una città-simbolo come Castelvetrano, comune sciolto per mafia, per la quale, come unico suo impegno elettorale nell’isola, si era speso al primo turno pure il segretario Pd Zingaretti.
A Caltanissetta è sindaco l’M5S Roberto Gambino, che incassa il 58,85 per cento dei voti, ribaltando l’esito del primo turno quando era indietro rispetto al candidato del centrodestra Michele Giarratana. Nel pomeriggio è atteso in città il leader Di Maio per i festeggiamenti, con il capo siciliano del M5S, Gianfranco Cancelleri, originario proprio di Caltanissetta. A Castelvetrano il cinquestelle Enzo Alfano ha avuto il 64,67 per cento dei voti, sbaragliando il suo avversario, il candidato civico Calogero Martire.
A Gela, la città dell’ex governatore Crocetta divenuta cinque anni fa grillina, passa Lucio Greco, 52,45 per cento, sostenuto dal Pd, da altri gruppi di centrosinistra ma anche dai forzisti di Micciché; la sconfitta di misura è per il candidato di Lega e altri pezzi di centrodestra, Giuseppe Spata. A Mazara, sindaco è stato eletto Salvatore Quinci, 52,41 per cento, sostenuto da parte di centrosinistra e di centrodestra, contro il candidato leghista Giorgio Randazzo.
Infine Monreale, nel Palermitano, dove Alberto Arcidiacono, uomo del governatore Musumeci, con il 55,73 per cento scalza l’uscente centrista Piero Capizzi.
Affluenza alle urne in calo. Nei cinque comuni al ballottaggio ha votato il 43,60 per cento degli elettori. Erano stati il 15 per cento in più al primo turno. Peggio di tutti ha fatto Gela, dove ha votato appena il 40,49 per cento.

LA CITTÀ ESAGONALE DI GRAMMICHELE


Dopo soli tre mesi dal terremoto dell'11 gennaio del 1693 che distrusse insieme a molti altri centri della Val di Noto anche Occhiolà (la greca Echetla o Eketla), il principe Carlo Maria Carafa Branciforti fondava su un suo feudo a circa 2 km dalla collinetta di Occhiolà "Grammichele".
Opera dello stesso principe, coadiuvato da frà Michele da Ferla, è la pianta esagonale della nuova città, unico esempio di architettura razionale in Italia insieme alla fortezza di Palmanova.
Il perimetro è costituito da un esagono avente al centro una piazza anch'essa esagonale con gli angoli chiusi estesa 8.164,80 m². Cinque arterie anulari si snodano attorno alla piazza centrale, sede della Chiesa Madre e del Palazzo Municipale, e da questa si irradiano altre sei arterie perpendicolari alle prime che si immettono in altrettante piazze rettangolari ad angoli chiusi con accesso al centro dei lati.
Queste piazze sono a loro volta generatrici di altrettanti quartieri rettangolari periferici a rete viaria ortogonale disposti tutt'intorno alla zona centrale esagonale.
FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://it.wikipedia.org/wiki/Grammichele 

PER APPROFONDIRE CONSIGLIO QUESTO ARTICOLO: https://www.amusingplanet.com/2019/01/grammichele-hexagonal-town.html 
TRADOTTO IN ITALIANO SU https://venets.wordpress.com/2019/01/18/grammichele-la-citta-esagonale/

Terremoto in provincia di Catania, scossa di magnitudo 4.8: crolli e feriti. Chiusa l’A18


Paura e gente in strada nei paesi vicini all’epicentro del terremoto di magnitudo 4.8 registrato alle 3,19 di questa notte, 26 dicembre, con epicentro tra Viagrande e Trecastagni in provincia di Catania. Si tratta della scossa più violenta da quando è cominciata, il 24 dicembre, l’eruzione dell’Etna.
Il centro più colpito è Fleri, una frazione di Zafferana Etnea, ma si registrano danni a Santa Venerina dove sono caduti calcinacci dalla facciata della chiesa principale Santa Maria del Carmelo in Bongiardo, a Zafferana Etnea e nell’Acese. I danni sono evidenti in diversi paesi e ci sono almeno dieci feriti lievi tra i quali un uomo di 80 anni estratto dalla casa gravemente danneggiata, a Fleri.
È stato chiuso precauzionalmente al traffico un tratto dell’autostrada Catania-Messina, la A18, per la presenza di ‘lesioni’ sospette sull’asfalto createsi dopo la scossa. Il blocco è tra i caselli di Acireale e Giarre. L’eventuale riapertura sarà decisa dopo sopralluoghi e verifiche su sicurezza e stabilità del tratto autostradale al momento chiuso al traffico.
L’intensa attività sismica sul vulcano al momento non ha  alcun impatto sull’attività dell’aeroporto internazionale di Catania, che è pienamente operativo. Molta gente, impaurita, è scesa per strada.
Nelle  due riunioni del Centro coordinamento soccorsi convocato dal prefetto di Catania, Claudio Sammartino, è stato tracciato un primo bilancio provvisorio dei danni, con i crolli di muri e case e danni a chiese, soprattutto a Fleri. Il prefetto ha fatto aprire scuole e palestre comunali per accogliere le persone che non possono o non vogliono rientrare nella propria casa, perché inagibile o per paura. L’assistenza è stata delegata alla Croce rossa.

Grandine come neve su Roma, nubifragi in Sicilia. Temperature in calo ovunque

FONTE FOTO:http://www.meteoweb.eu .

LA STAMPA

L’effetto neve su via Palmiro Togliatti, a Roma, dopo la forte grandinata che domenica in serata si è abbattuta su alcuni quartieri della città è l’emblema dell’ tornata nella morsa del maltempo, con nubifragi da nord a sud e situazioni pesanti soprattutto in Sicilia e nella Capitale, dove l’acqua ha anche invaso una basilica storica, quella di San Sebastiano fuori le Mura. Da oggi termometro drasticamente in calo con temperature che raggiungeranno anche gli 8-10 gradi. L’Italia torna nella morsa del maltempo, con nubifragi da nord a sud e situazioni pesanti soprattutto in Sicilia e a Roma, dove l’acqua ha anche invaso una basilica storica, quella di San Sebastiano fuori le Mura.  


Roma, Raggi: violenti temporale, subito interventi  
Una bomba d’acqua si è abbattuta su Roma. Un violento temporale con grandinate ha provocato allagamenti e disagi in diverse zone della città. In particolare i vigili del fuoco sono intervenuti in via Tiburtina, via Collatina e Via Prenestina, dove sono finiti sott’acqua i sottopassi. Chiuse sei stazioni della metro, disagi per tram e bus. Diversi automobilisti sono rimasti bloccati con le auto, sono saliti sui tetti delle vetture e sono stati soccorsi dai sommozzatori. Altri allagamenti si sono registrati all’interno di negozi posti al piano stradale e in terrazzi condominiali. Numerosi anche gli interventi per alberi e rami pericolanti. «Abbiamo prontamente riunito il COC, Centro Operativo Comunale, per coordinare al meglio le operazioni. Ringrazio tutte le squadre che lavoreranno senza sosta sul territorio» scrive la sindaca di Roma Virginia Raggi sul suo profilo Facebook.  

Nubifragio su Palermo, ingenti danni in Sicilia orientale  
Decine di chiamate ai vigili del fuoco a seguito del nubifragio che nella notte si è abbattuto su Palermo. Soprattutto dopo le 3, spiegano dalla centrale operativa, sono giunte al centralino molte segnalazioni relative ad alberi caduti in vari punti della città che hanno messo a rischio auto e automobilisti e creato intralcio alla circolazione: soprattutto nel quartiere di Cruillas, in via Lanza di Scalea, a Borgonuovo. E ancora allagamenti in diversi rioni cittadini. Ieri un violento acquazzone ha invece messo alla prova il Catanese, come era accaduto venerdì, trasformando nuovamente le strade in fiumi, questa volta attraversate da detriti. La Giunta Musumeci ha messo a disposizione i primi 6 milioni di euro per gli ingenti danni nella Sicilia orientale della scorsa settimana. Un violento nubifragio si è abbattuto su Piazza Armerina, in provincia di Enna. L’acqua ha fatto franare il muro di una casa e la famiglia che baitava lì è stata salvata dai vigili del fuoco. Altre cinque famiglie sono state costrette a lasciare le proprie case e diverse auto sono state travolte dalla violenza dell’acqua. Una macchina è rimasta bloccata in un sottopasso allagato: gli occupanti sono riusciti a mettersi al sicuro. Un violento incendio è scoppiato un capannone di una ditta edile, con fiamme alte oltre 10 metri che hanno distrutto due mezzi. A scatenarlo è stato un fulmine.  

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: 

Migranti, la Tunisia blocca il rimpatrio di 45 persone: resteranno in Sicilia

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Di Chiara Caraboni

Dovevano essere rimpatriati da Palermo a Tunisi i 45 migranti tunisini trasferiti dal centro di accoglienza trapanese di Milo all’aeroporto Falcone Borsellino, dove avrebbero dovuto imbarcarsi. Lì però, già pronti per affrontare il viaggio, sono rimasti per ore ad aspettare, e alla fine sono rimasti in Italia perché non è stato accettato il rimpatrio dalla Tunisia. Una storia simile a quella di una settimana fa, quando 17 persone provenienti sempre dalla Tunisia, ferme a Torino, non sono state rimpatriate per guasti tecnici al motore dell’aereo: a quel punto due di loro erano poi stati trasferiti al Centro di permanenza per il rimpatrio mentre agli altri 15 era stato consegnato il foglio di via, il provvedimento con cui si dispone il rimpatrio. Questa è stata la soluzione anche per alcuni dei tunisini che dovevano essere rimpatriati lunedì da Palermo: a cinque di loro sono stati notificati i fogli di via e dovranno lasciare l’Italia entro sette giorni, mentre gli altri 40 al momento sono stati riportati al centro di accoglienza di Trapani.


Il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini andrà in Tunisia "per cambiare la situazione" e accelerare i tempi dei rimpatri degli immigrati: come ha confermato, infatti, la visita sarà il prossimo giovedì, per incontrare il presidente della Repubblica Beji Caid Essebsi e il ministro dell'Interno Hichem Fourati. La volontà di Salvini, che vuole "capire dalle autorità di quel Paese come possiamo fare per aiutarli a crescere e a dare lavoro e a controllare meglio le loro coste" indirettamente è anche quella di esporgli il piano con cui si vuole aumentare il numero di espulsioni e rimpatri verso il paese di origine, anche perché, come ha spiegato il ministro durante l'intervista a Quarta Repubblica, "Quest'anno sono sbarcati in Italia via mare più di quattromila tunisini". Non è ancora chiaro il perché della negazione del rimpatrio da parte della Tunisia, che invece qualche giorno fa aveva dato il permesso per far tornare in patria circa quaranta immigrati arrivati sulle coste di Lampedusa e poi successivamente portati al centro di accoglienza trapanese.

Decreto Immigrazione e Sicurezza di Salvini

Proprio ieri è stato approvato all'unanimità dal Consiglio dei ministri il decreto Salvini sulla sicurezza e sui migranti. Con questo provvedimento il ministro leghista è riuscito a imporre una stretta sui permessi di soggiorno e sulla cittadinanza agli stranieri, e la possibilità di accedere ai piani di integrazione e inclusione sociale solo per coloro che sono riconosciuti sotto protezione internazionale e per i minori non accompagnati. I permessi per motivi umanitari verranno cancellati e sostituiti con permessi per meriti civili, per cure mediche o al massimo potranno essere concessi nei casi in cui si riconosca lo stato di calamità naturale nel Paese di provenienza. Inoltre verranno raddoppiati i tempi di trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio, passando da tre a sei mesi.


FONTE: https://www.fanpage.it/migranti-la-tunisia-blocca-il-rimpatrio-di-45-persone-resteranno-in-sicilia/

Le mani sul business dell’accoglienza di migranti, arrestato in Sicilia ex deputato Fratello

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Di Rino Giacalone

Le mani della politica del malaffare sull’accoglienza dei migranti diventata per alcuni un lucroso business. Politici trovati con le mani nella marmellata, spregiudicati nello sfruttare i drammi dei migranti. La scoperta è stata fatta nel Trapanese dai pm della Procura diretta da Alfredo Morvillo. I carabinieri l’hanno chiamata operazione «Brother» dal cognome del principale indagato finito stanotte in manette, l’ex deputato regionale dell’Udc, l’alcamese Norino Fratello: 55 anni, laurea in economia e commercio, ufficialmente funzionario dell’Inail di Trapani, ma in aspettativa da qualche tempo per una cattedra di insegnamento ottenuta presso l’Università di Salamanca. L’uomo è noto alle cronache giudiziarie siciliane. Nel 2006 mentre era deputato al Parlamento siciliano patteggiò una condanna a 18 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. Poco tempo addietro ha ottenuto la riabilitazione.  
  

IL BUSINESS DEI MIGRANTI  
Una indagine quella odierna coordinata dalla Procura di Trapani, dai pm Morri, Tarondo e Urbani, che ha scoperchiato il business illegale dietro la gestione nel trapanese di alcuni centri di accoglienza per i migranti. Le accuse, che i pm hanno tratto da una voluminosa e documentata informativa dei carabinieri di Trapani, per l’ex deputato e altre nove persone in tutto, di cui tre raggiunti da misure cautelari, sono quelle di intestazione fittizia di beni e bancarotta fraudolenta. Centinaia di migliaia di soldi pubblici finiti inghiottiti da certe onlus e cooperative. Le sedi di queste associazioni anche in ex Ipab, i disciolti istituti di assistenza e beneficenza, finiti, come nel caso di un istituto di Castellammare del Golfo, nella disponibilità gratuita di una delle coop dell’onorevole Fratello. La coop non pagava affitto ma avrebbe percepito i rimborsi dalla prefettura.  

LE NUOVE INTERCETTAZIONI  
Il blitz dei carabinieri è scattato la scorsa notte, diretto dal comandante provinciale colonnello Stefano Russo e dal capitano Diego Berlingeri, comandante del nucleo operativo provinciale, al termine di indagini condotte per circa tre anni. Gli intrallazzi di Fratello nell’accoglienza dei migranti per la prima volta vennero fuori dalle intercettazioni sull’ex direttore della Caritas, don Sergio Librizzi, che si offriva per raccomandare i migranti in attesa di asilo politico in cambio di prestazioni sessuali. Intercettato all’epoca dai forestali della sezione di pg, don Librizzi, condannato nel frattempo a 9 anni, spesso fu ascoltato a parlare di immigrati e centri di accoglienza proprio con Fratello, il cui nome però non compariva mai in nessuna delle coop che gestivano i centri. Chiacchiere e discussioni che hanno squarciato uno scenario incredibile. Ci sono state nuove intercettazioni e sequestri di documenti, e così i carabinieri hanno approfondito in modo meticoloso gli affari in mano all’onorevole Fratello, scoprendo gli intrecci e rassegnando infine ai magistrati della Procura di Trapani un ulteriore e nuovo quadro di elevati profitti guadagnati, secondo le accuse, dalla cricca che faceva capo all’ex deputato, sulla pelle degli immigrati ospiti dei centri gestiti da cooperative talvolta farlocche, sfruttando i fondi messi a disposizione dallo Stato per l’accoglienza.  

LE COOP E I PRESTANOME  
Business ricavato dai drammi di centinaia di esseri umani, che sfuggiti allo sfruttamento nelle loro terre, da noi hanno ancora trovato altro sfruttamento, almeno quelli transitati per i centri di accoglienza gestiti dall’ex politico. L’operazione ha consentito di documentare le condotte illecite dell’ex deputato Fratello che però per i suoi precedenti giudiziari non gestiva direttamente le cooperative finite sotto inchiesta. L’escamotage utilizzato dall’ex onorevole è stato quello di intestare fittiziamente quote e cariche sociali nell’ambito delle cooperative per l’accoglienza di migranti, a lui riconducibili, a terzi soggetti, suoi prestanome, garantendosi il duplice vantaggio di occultare i proventi derivanti dalle attività economiche e di evitare di comunicare le variazioni patrimoniali, conseguenti a tali partecipazioni, come imposto dalla legge ai soggetti condannati per il delitto di associazione di tipo mafioso.  

LE MANI DELLA MAFIA  
Agli atti dell’indagine la confessione fiume di uno dei prestanome, Lorenzo La Rocca, un ex idraulico, che per un decennio ha gestito sulla carta una delle coop finita sotto indagine, la Letizia, una cooperativa che era già comparsa all’interno di quell’indagine antimafia che portò Norino Fratello a patteggiare la sua condanna, su appalti pilotati per la gestione di servizi di assistenza sociale, cooperative che gli servivano a comprare voti dalla mafia cui concedeva posti, assumendo soggetti indicati dalla cupola mafiosa locale. Cooperative, affari e politica nell’impegno mai fermatosi dell’onorevole Norino Fratello che nel 2008 non potendosi ricandidare alle regionali lanciò in pista il fratello, Salvatore, classe 1972: i volantini distribuiti in campagna elettorale ovviamente mancavano del nome di battesimo del candidato e per un pugno di voti Fratello jr non acciuffò il seggio. 

Migranti, Salvini: "Solo buon senso: la Sicilia non sia campo profughi Ue"

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Di Chiara Sarra

"Sui migranti non terremo una linea dura, ma di buon senso". Nonostante le critiche piovute persino da Roberto Maroni e le contestazioni da parte dei centri socialiMatteo Salvini non torna indietro e ribadisce la sua linea per contrastare l'immigrazione clandestina.

"Oggi altri morti in mare: il Mediterraneo è un cimitero", ha detto il neoministro dell'Interno, a Catania per sostenere il candidato sindaco del centrodestra, Salvo Pogliese, "C'è un unico modo per salvare queste vite: meno gente che parta, più rimpatri. La vita è sacra e per salvarla bisogna evitare che salgano sulle carrette del mare. Da ministro farò di tutto lavorando con quei governi, per evitare le partenze di quei disperati che pensano che c'è l'oro in Italia. Non c'è lavoro per gli italiani".
Poi ha lanciato un messaggio a Bruxelles: "La Sicilia non può essere il campo profughi dell'Europa. Non assisterò senza far nulla a sbarchi su sbarchi su sbarchi. Servono centri per espellere. Il Cara di Mineo? Tornerò a visitarlo, spero che sia l'ultima volta...". E uno a Roberto Saviano: "Querelo raramente ma oggi lo faccio volentieri nei confronti del signor Saviano che non può permettersi di dire di me che qui si tratta di un uomo che vuole far annegare le persone".
Il leader della Lega ha poi ribadito che quella con il Movimento 5 Stelle è un'alleanza solo sui temi del contratto e non porterà a una coalizione: "Tutto ciò che non è scritto nel contratto non sarà preso in discussione. Servirà ad evitare di litigare", ha detto il vicepremier, "Al governo non ci sono né Batman né Robin. L'alleanza con il M5s è di governo, con un patto da realizzare, non politica. Un contratto che contiene molte iniziative previste nel programma del centrodestra. Se riusciremo con il M5s, che ho imparato ad apprezzare molto, sarò felice. La Lega è stata, è e sarà nel centrodestra. Il centrodestra non è demolito, ma continuerà ad esistere e noi applicheremo il programma del centrodestra contenuto nel patto di governo".

Sicilia, candidato M5s arrestato per estorsione. Il Movimento lo sospende, Di Maio: “Si è messo fuori da solo”


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https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/14/sicilia-candidato-m5s-arrestato-per-estorsione-il-movimento-lo-sospende-di-maio-si-e-fatto-fuori-da-solo/3976278/

Arrestato con l’accusa di estorsione per aver costretto due dipendenti del suo albergo a firmare buste paga false e accettare stipendi inferiori. Fabrizio La Gaipa, uno dei candidati della lista M5s alle scorse regionali in Sicilia e primo dei non eletti ad Agrigento con 4357 voti, è finito ai domiciliari dopo essere stato fermato dalla squadra mobile di Agrigento. Dopo l’arresto del consigliere neo eletto Udc Cateno De Luca e dopo l’avviso di garanzia per Edy Tamajo, deputato regionale sostenitore del candidato di centrosinistra Micari, ora tocca ai 5 stelle dover fare i conti con i problemi con la giustizia di uno dei loro candidati che però, a differenza degli altri due, non è stato eletto. Nel primo pomeriggio è arrivato il provvedimento ufficiale dai probiviri del Movimento, che ha stabilito la sospensione. “Si è messo fuori da solo con quello che ho fatto”, ha commentato Luigi Di Maio che in questo momento è in viaggio negli Stati Uniti. “Noi abbiamo agito subito, a differenza degli altri. Il governo Musumeci si regge su un deputato che è stato arrestato”.

Imprenditore del settore alberghiero, 42 anni, La Gaipa è titolare dell’hotel Costa Azzurra Museum sul litorale agrigentino di San Leone, ma è anche giornalista ed è stato presidente del consorzio turistico Valle dei Templi, incarico che ha lasciato dopo aver annunciato la candidatura in Regione. Con lui risulta indagato anche il fratello Salvatore per il quale i magistrati hanno disposto il divieto di dimora in città. Secondo il procuratore Luigi Patronaggio, che coordina l’inchiesta con il pm Carlo Cinque, i due fratelli minacciavano i due dipendenti di licenziamento nel caso non avessero accettato uno stipendio inferiore a quello che risultava in busta paga. “I dipendenti, parti offese del reato”, ha dichiarato Patronaggio, “hanno offerto riscontri documentali ed audio alle loro dichiarazioni accusatorie nei confronti degli indagati. Il fenomeno delle ‘false buste paga’ è particolarmente diffuso nell’agrigentino e oggetto di particolare attenzione investigativa da parte dell’Ispettorato del Lavoro oltre che delle forze di polizia. Nei prossimi giorni ci sarà l’interrogatorio di garanzia da parte del gip Stefano Zammuto”.

La Gaipa era l’unico candidato del capoluogo nel collegio di Agrigento per le elezioni regionali dove è arrivato terzo con 4357 voti, risultando il primo dei non eletti. “Sono un imprenditore turistico di seconda generazione, con un passato da giornalista e scrittore”, si presentava durante la campagna elettorale sulla piattaforma Rousseau del M5s. La Gaipa nelle scorse settimane ha fatto anche un comizio alla presenza degli esponenti nazionali del Movimento Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista e naturalmente del candidato grillino alla presidenza siciliana Giancarlo Cancelleri. “Nutro una passione profonda, consolidata nel nostro territorio, per l’arte antica”, continuava nel video di presentazione in rete. “Recentemente mi sono impegnato in iniziative culturali innovative legate all’archeologia come l’apertura ad Agrigento dell’Hotel Costazzurra Museum Spa, primo archeo-hotel del mondo, eventi culinari legati alle tradizioni gastronomiche dell’antichità e persino la riscoperta di trattamenti e rituali estetici del passato quali il massaggio con lo strigile”. Secondo alcune indiscrezioni, La Gaipa, dopo la sconfitta delle regionali, si stava preparando alla candidatura delle Politiche sempre con il Movimento 5 stelle.
 Un certo La Gaipa, uno dei candidati del Movimento 5 stelle alle scorse regionali, è stato arrestato dalla squadra mobile di Agrigento con l’accusa di estorsione. Com’era la storia degli impresentabili? Che dicono Di Maio, Di Battista e Cancelleri? Onestà-tà-tà-tà-tà-tà

Nessun commento ancora dai 5 stelle, mentre arrivano gli attacchi dagli avversari politici. “Un certo La Gaipa”, ha scritto su Twitter il deputato di Forza Italia Renato Brunetta, “uno dei candidati del Movimento 5 Stelle alle scorse regionali, è stato arrestato dalla squadra mobile di Agrigento con l’accusa di estorsione. Com’era la storia degli impresentabili? Che dicono Di Maio, Di Battista e Cancelleri? Onestà-tà-tà-tà-tà-tà”. Così anche la presidente di Fdi Giorgia Meloni: “Nelle liste siciliane è successo che purtroppo ci sono state delle persone che obiettivamente non erano candidabili e non erano da candidare. Il punto è che è molto difficile per i partiti politici avere la certezza di tutti i candidati che mettono nelle loro liste. E’ successo che molti di quelli che si vantavano di essere i più presentabili in realtà alla fine erano i più impresentabili. È il caso del M5s e di una campagna elettorale fatta tutta cercando di gettare fango sui propri avversari”.

ELEZIONI IN SICILIA, Musumeci è il nuovo presidente

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Di Salvatore Santoru

Nello Musumeci è il nuovo governatore della Sicilia(1).
Musumeci ha avuto il 40% dei voti, mentre al 34,5% si è piazzato il secondo classificato, Giancarlo Cancelleri dei 5 Stelle.

NOTA:

(1) http://www.iltempo.it/politica/2017/11/06/news/elezioni-in-sicilia-via-allo-spoglio-testa-a-testa-nelle-prime-proiezioni-1037569/

IL CASO DEL GOMMONE FERMATO IN SICILIA,L'INTERCETTAZIONE DI UN SOSPETTO JIHADISTA: 'SPERO DI ARRIVARE IN ITALIA E CHE NON MI RIMANDINO INDIETRO PER TERRORISMO'

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Di Salvatore Santoru

Recentemente lProcura di Palermo ha disposto il fermo di 15 trafficanti accusati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e al contrabbando di tabacchi(1).
Stando ai media(2)uno dei sospetti jihadisti intercettato aveva auspicato di arrivare in Italia e di non venir rimandato indietro per terrorismo.
Più precisamente,il sospetto jihadista ha dichiarato che "Spero di arrivare in Italia e che non mi rimandino indietro per terrorismo".

NOTE:

(1)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2017/06/siciliafermato-un-gommone-dalla-tunisia.html

(2)http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/06/06/news/in_gommone_dalla_tunisia_a_marsala_la_rotta_segreta_dei_sospetti_jihadisti-167365202/,http://www.ilgiornale.it/news/cronache/immigrazione-rotta-dei-sospetti-jihadisti-italia-su-moderni-1405889.html

ALMAVIVA, PROTESTA DEI LAVORATORI TRASFERITI

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Di Salvatore Santoru
Si è svolto stamattina 10 gennaio 2016 una manifestazione di diversi lavoratori davanti alla sede di Almaviva.
La manifestazione è nata per opporsi ai trasferimenti che interessano i lavoratori di Almaviva, trasferimenti che potrebbero diventare licenziamenti in caso di mancata presentazione, come riportato dal "Giornale Di Sicilia"(1).
NOTE:

OLTRE SEIMILA MIGRANTI SONO STATI SALVATI IN UN GIORNO NEL CANALE DI SICILIA

Oltre seimila migranti sono stati salvati in un giorno nel Canale di Sicilia
La Guardia Costiera italiana lunedì 3 ottobre, nella giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazioneha salvato oltre seimila migranti, in una delle più grandi operazioni di salvataggio effettuate in un solo giorno nel Canale di Sicilia.
I migranti soccorsi si trovavano su circa 40 barche provenienti dalle coste libiche. A bordo, i soccorritori hanno recuperato nove cadaveri di migranti, mentre undici sono stati rinvenuti sulle spiagge non lontano da Tripoli, e due persone sono annegate nel naufragio di un'imbarcazione al largo di Sabratha.
Sette vittime erano su uno stesso barcone, una su un’altra imbarcazione, mentre un’altra persona, recuperata in gravi condizioni, è morta mentre veniva trasportata verso la terraferma,
In uno dei barconi erano assiepati circa 720 migranti, duecento di loro minorenni, molti non accompagnati. I soccorritori hanno inoltre trasportato in elicottero all'ospedale di Lampedusa una donna incinta e un bambino.
Alcuni dei profughi soccorsi avevano riportato ferite e ustioni dovute alle perdite di carburante dai motori delle imbarcazioni utilizzate per le traversate.
Le operazioni di soccorso sono avvenute esattamente nello stesso giorno in cui, tre anni fa, morirono 386 migranti nel naufragio di un barcone colmo di profughi.
Secondo l’Organizzazione per le migrazioni, nel 2016 sono arrivati in Italia circa 132mila profughi.

BLACK AXE, LA POTENTE MAFIA NIGERIANA CHE INSIEME A COSA NOSTRA TERRORIZZA LA SICILIA

Di Giulia Saudelli
Per la prima volta un tribunale siciliano ha riconosciuto l'esistenza sull'isola di una mafia straniera.
La scorsa settimana, infatti, il Tribunale di Palermo ha emesso condanne per tentato omicidio, rapina, lesioni, spaccio di droga ed estorsione con l'aggravante della modalità mafiosa nei confronti di tre cittadini nigeriani, accusati di far parte del culto nigeriano noto come Black Axe (o Ascia Nera).
Austine Ewosa, detto Johnbull, che sarebbe il capo del gruppo criminale, Vitanus Emetuwa e Nosa Inofogha sono stati condannati a pene tra i 10 e i 12 e sono stati ricollegati al raccapricciante fatto di cronaca che ha dato il via all'inchiesta degli investigatori palermitani.
Il 27 gennaio del 2014, in una via del centro di Palermo, nel cuore del quartiere Ballarò, la polizia trovò due uomini nigeriani feriti gravemente a colpi d'ascia, con la parte superiore del volto marchiata da uno squarcio profondo.
In un'intervista rilasciata in una puntata dell'ultima stagione di VICE on SkyTG24, Emeka Don, una delle due vittime dell'aggressione del gennaio 2014 costituitosi parte civile nel processo, ha mostrato le vistose cicatrici sulle braccia e sul volto e ha raccontato la dinamica dell'attacco.
"[Queste persone] mi hanno detto che mi avrebbero dato 2.000 o 3.000 euro se dimenticavo la vicenda," ha raccontato Emeka. "Gli ho detto di no, che non potevo, perché avrebbero potuto fare lo stesso ad altri."
La Black Axe, nata negli anni Settanta come confraternita nelle università nigeriane, si è trasformata in un gruppo violento e criminale con ramificazioni in tutto il mondo, e in particolare dove è presente una consistente comunità nigeriana.
In Nigeria il culto è noto perché recluta con la forza nuovi membri, per poi scontrarsi con gruppi rivali, sequestrando, stuprando e uccidendo persone legate alle confraternite nemiche — e spesso anche persone innocenti.
Secondo un rapporto del 2007 di Human Rights Watch, tra il 1996 e il 2005 circa 200 tra studenti e insegnanti delle università nigeriane sono stati uccisi dalla violenza dei culti nigeriani, del gruppo Black Axe e di altri.
Con l'espansione all'estero, la Black Axe ha ampliato le sue operazioni e si occupa oggi di traffico di droga e di armi, estorsioni, e omicidi legati ai propri affari.
E in Italia in particolare le loro azioni hanno assunto i connotati delle modalità mafiose.
"Le definiamo mafiose perché sono fondate sull'intimidazione e sulla violenza, su una posizione addirittura di schiavitù," ha detto in un'intervista per il documentario di VICE on SkyTG24 il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti.
"Convivono in una sorta di equilibrio precario, ma comunque equilibrio, con le organizzazioni mafiose italiane, che tollerano la presenza dei nigeriani e in qualche modo li sfruttano pure, perché prendono spesso delle percentuali sui loro traffici illeciti e quindi ne ammettono la presenza."
Equilibrio che sarebbe stato attestato anche dalle intercettazioni delle conversazioni tra i fratelli Di Giacomo, importanti personaggi di Cosa Nostra a Palermo.
"[I nigeriani] sono rispettosi," dice uno dei due, Giuseppe Di Giacomo. "Mi vengono ad aspettare sotto casa per parlare, chiedere... e poi questi immagazzinano."
Ma il potere di quella che è ormai nota come Mafia nigeriana non è limitato solo alla Sicilia.
Nel 2010 il Tribunale di Torino ha condannato 36 imputati nigeriani - appartenenti alla Black Axe e al gruppo rivale degli Eiye - a pene tra i 4 e i 14 anni di carcere, con il riconoscimento dell'associazione a delinquere di stampo mafioso.
Anche a Brescia nel 2007 diversi affiliati dei gruppi criminali nigeriani sono stati condannatiper associazione di stampo mafioso, secondo quanto previsto dall'articolo 416 bis.
Il centro nevralgico del loro potere in Italia è però a Castel Volturno, in Campania, centro di smistamento per il traffico di droga in tutto il mondo, dove i Black Axe operano a volte insieme, a volte in competizione con la Camorra.

L'OFFERTA DELL'ARABIA SAUDITA ALLA SICILIA PER RESTAURARE I MONUMENTI DI EPOCA ISLAMICA: OPPORTUNITÀ O PERICOLO ?

Sultan bin Salman Al Saud

Di Salvatore Santoru

Sta facendo discutere la proposta che l'Arabia Saudita ha fatto alla Sicilia agli amministratori di Aidone per la restaurazione di monumenti di epoca islamica nella regione.
Gli amministratori di Aidone(perlopiù del PD) hanno gioiosamente accettato l'offerta, e da un certo punto di vista ciò è comprensibile visto i non pochi soldi che potrebbero venire dall'opulenta Arabia.

Quindi, ben venga(1) l'offerta economica(si parla di ben 30 milioni di euro) ma d'altra parte non si possono sottovalutare certi rischi,visto che ci potrebbe essere il rischio che le autorità saudite potrebbero approfittare di questa situazione per diffondere la loro interpretazione estremista dell'islamismo sunnita(il wahabismo, la stessa interpretazione a cui in parte si rifà l'ISIS) e d'altronde l'hanno pure già fatto in Francia(2) e Belgio(3), spesso approfittando della compiacenza della classe dirigente(anche lì di una certa sinistra cosiddetta "progressista").
D'altronde, il fatto che proprio quella parte di sinistra che si autoproclama "progressista" e "moderna" e che ogni giorno attacca la destra che considera "retrograda" ma poi non disdegna di collaborare con le autorità di uno dei paesi più intolleranti,oscurantisti,omofobi e sessisti del mondo non è un paradosso ?

NOTE:

(1)http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-05-07/l-arabia-saudita-investe-30-milioni-restaurare-monumenti-sicilia-142433.shtml?uuid=AD13kBD

(2)http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2015/01/terrorismo-quellaccordo-segreto-che.html

(3)http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2015/11/il-peccato-originale-del-belgio-e-di.html

FOTO:http://www.liberoquotidiano.it

Previsioni Meteo, super caldo in arrivo al Sud: mercoledì 11 maggio picchi di +35°C in Sicilia!



Di Peppe Caridi
Torna il super caldo nei prossimi giorni al Sud Italia: la prossima settimana, infatti, le temperature aumenteranno sensibilmente a causa dell’ennesima vampata calda proveniente dal deserto del Sahara.

 Le temperature inizieranno ad aumentare a partire da domenica 8 maggio e, in modo più netto, da lunedì 9, ma i giorni più caldi saranno mercoledì 11 e giovedì 12 (in mattinata), quando la colonnina di mercurio raggiungerà temperature tipicamente estive soprattutto in Sicilia dove varie località raggiungeranno addirittura i +35°C.
Ma farà caldo in tutto il Centro/Sud Italia, con temperature di oltre +30°C anche in Calabria, Puglia e probabilmente Campania e Basilicata. Clima molto mite anche al Centro, con condizioni atmosferiche estive: non solo caldo esagerato per il periodo, ma anche bel tempo e tanta sabbia del Sahara a rendere desertico lo scenario ambientale. Al Nord il clima sarà più umido, a tratti piovoso, ma comunque mite con temperature superiori rispetto alle medie del periodo.
La situazione cambierà drasticamente tra giovedì 12venerdì 13 maggio, a causa del transito di una profonda perturbazione proveniente da nord/ovest che riporterà il maltempo in gran parte del Paese con temperature in netto calo ovunque, soprattutto al Centro/Sud. Stavolta niente freddo intenso, ma un rapido ritorno alla normalità che con ogni probabilità sarà accompagnato da fenomeni intensi a causa dei contrasti termici. Ma sui dettagli di questo peggioramento è bene rimandarci ai prossimi aggiornamenti, quando l’evoluzione potrà essere di più facile lettura.

Previsioni Meteo, sta arrivando un caldo senza precedenti: temperature shock fino a +38°C in Sicilia!


Di Peppe Caridi
Caldo record nei prossimi giorni. Preparate ombrelloni, sdraio, costumi e infradito: sull’Italia sta arrivando l’estate

A partire da domani, sabato 16 aprile, le temperature aumenteranno sensibilmente e per una settimana intera fino a venerdì 22, la colonnina di mercurio si stabilirà su valori eccezionalmente elevati per il periodo, come se fossimo a luglio o agosto, in piena estate. Farà  molto caldo in tutto il Paese, soprattutto al Centro/Sud con temperature senza precedenti per il mese di aprile. Il primo nucleo di intenso caldo sahariano arriverà tra domenica 17 e lunedì 18, la seconda tra mercoledì 20 e venerdì 22.
18 aprileProprio in quei giorni potranno essere letteralmente stravolti i record storici di caldo per il mese di aprile, già sfiorati mercoledì 13 quando varie località di Calabria e Sicilia hanno raggiunto i +34°C. Ma stavolta farà decisamente più caldo, soprattutto in Sicilia dove nelle zone interne la colonnina di mercurio potrà toccare picchi di +37/+38°C. Tutti i record storici di caldo ad aprile risalgono all’eccezionale ondata di calore di 9 e 10 aprile 1985, con +35°C a Catania, +34°C a Palermo, +33°Ca Bari, +30°C a Reggio Calabria, +29°C a Messina, Taranto e Lecce, +27°C a Napoli e Brindisi. Tutte temperature che potranno essere superate nei prossimi giorni, soprattutto in Calabria e Sicilia che saranno le Regioni più colpite da quest’eccezionale ondata di calore.
sera 21 aprileSarà un’ondata di caldo intensa, lunga ed estesa. L’aria calda arriverà direttamente dal cuore del Sahara, accompagnata da ingenti quantità di polvere e sabbia desertica che da lunedì renderanno il cielo giallastro in tutt’Italia e in gran parte dell’area Mediterranea. Quest’eccezionale ondata di calore sarà provocata dall’ennesimo promontorio dell’anticiclone SubTropicale, in risalite dal Nord Africa verso il Mediterraneo centrale e l’Europa centro/orientale.
25 aprileAttenzione, però, a lungo termine: gli ultimi aggiornamenti confermano il brusco peggioramento del prossimo weekend, con ripercussioni anche sullafesta del 25 aprile: in Italia potrebbero tornare non solo piogge e temporali, ma anche freddo intenso con nevicate sui rilievi. Ci aspetta un periodo di sbalzi termici pazzeschi, dal caldo record al ritorno dell’inverno.
MS_1438_ensLe carte che pubblichiamo a corredo dell’articolo sono eloquenti. Nel grafico a destra l’andamento delle temperature a Palermo: tanti giorni di caldo eccezionale con temperature fino a quasi 15°C oltre la norma, poi crollo termico e addirittura temperature inferiori alle medie del periodo a fine mese. Per un clima sempre più folle. Sempre più estremo.

FONTE:http://www.meteoweb.eu/2016/04/previsioni-meteo-sta-arrivando-un-caldo-senza-precedenti-temperature-shock-fino-a-38c-in-sicilia/668689/

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