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Sentenza su CasaPound, la Raggi sostiene che la loro occupazione sia un'ingiustizia


Di Salvatore Santoru

Una recente sentenza della Corte dei Conti ha condannato alcuni dirigenti del Miur e dell'Agenzia del Demanio per il mancato sgombero dell'edificio occupato, da quindici anni, da partedel movimento di estrema destra CasaPound. Inoltre, la sindaca di Roma Virginia Raggi è intervenuta sulla vicenda.

Più specificatamente, essa ha considerato positivamente la sentenza e ha sostenuto che la stessa occupazione di CasaPound rappresenta un'ingiustizia nei confronti delle tante famiglie che aspettano l'assegnazione regolare di una casa.

PER APPROFONDIRE- https://it.blastingnews.com/politica/2019/06/casapound-la-sindaca-raggi-la-loro-occupazione-e-uningiustizia-002932347.html

Rafforzata la scorta della Raggi: "La sindaca nel mirino dei Casamonica"


Di Alessandra Benignetti
Casamonica vogliono la testa di Virginia Raggi. A confermare quella che fino a qualche ora fa era soltanto un’indiscrezione pubblicata dai giornalisti del Fatto Quotidiano, è il presidente della commissione parlamentare Antimafia, Nicola Morra, con un post su Facebook.
“Abbiamo appreso che i Casamonica vogliono colpire la nostra sindaca Virginia Raggi e i magistrati che li stanno contrastando con indagini e processi”, ha scritto il senatore pentastellato pubblicando una foto dell’incontro in Campidoglio. Da qualche giorno la sindaca viaggia, infatti, su un’auto blindata, accompagnata da due poliziotti. Il livello di protezione sarebbe stato innalzato proprio perché, come spiegano le fonti del quotidiano diretto da Marco Travaglio, alcuni esponenti del clan sinti sarebbero intenzionati a piazzare esplosivi per colpire la prima cittadina e chi in questi mesi sta indagando sulle attività illecite del sodalizio criminale.
E se gli investigatori ancora non si sbilanciano, Morra non esita a parlare di “minaccia reale”. “I Casamonica sono mafia e chi lotta veramente la mafia, come Virginia sta facendo a Roma, rischia anche la vita”, ha scritto il presidente della commissione Antimafia che è andato a Palazzo Senatorio per esprimere solidarietà alla sindaca. “Chi lavora per i cittadini sa che deve scontrarsi contro poteri criminali”, ha continuato, annunciando che ora “Virginia Raggi vive blindata perché c’è una minaccia concreta nei suoi confronti”.
Negli ultimi mesi diversi esponenti del clan Casamonica sono finiti in carcere con l’accusa, tra le altre, di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Casal Bruciato, M5s Roma al fianco di Raggi dopo insulti: “Battaglia di civiltà”. Agenzie di stampa: “Di Maio irritato”



“Siamo con Virginia Raggi in questa battaglia di civiltà”, scrive su Twitter il Movimento 5 stelle di Roma, dopo che la sindaca della Capitale Casal Bruciato è stata accolta dagli insulti dei partecipanti al sit-in contro l’assegnazione di una casa popolare a una famiglia rom. Raggi si è recata a casa delle 14 persone che da ieri vivono assediate dai vicini fomentati da gruppi e partiti di estrema destra come Casapound e Fratelli d’Italia“Buffona”, “portali a casa tua” sono le urla lanciate contro la sindaca. Un’iniziativa che invece non sarebbe piaciuta al vicepremier Luigi Di Maio. Secondo quanto riferiscono sia Ansa che Adnkronos, persone a lui vicine raccontano di un Di Maio irritato per come il Campidoglio ha gestito la situazione: “Raggi pensi ad aiutare i romani prima dei rom”, sarebbe in sintesi il suo ragionamento.

“Questa famiglia risulta legittima assegnataria di un alloggio – ha detto la sindaca dopo la visita a Casal Bruciato – Ha diritto di entrare e la legge si rispetta. Chi insulta i bambini e minaccia di stuprare le donne forse dovrebbe farsi un esame di coscienza”. Raggi rivendica il fatto che la famiglia rom abbia appunto diritto per legge a ricevere l’appartamento. Di Maio, secondo quanto raccontano le fonti alle agenzie, avrebbe però contestato l’iniziativa e la tempistica, proprio nel giorno in cui il M5s incassa la revoca del mandato al sottosegretario leghista Armando Siri.
“Siamo a un livello di tensione sociale alto: gli italiani non stanno bene, sono in difficoltà. Più c’è tensione, più c’è intolleranza“, aveva detto lunedì sera il vicepremier su Rai3, ospite di Bianca Berlinguer. Il ragionamento di Di Maio durante la trasmissione Cartabianca partiva dalla critica a Casapound che “marcia su questa tensione sociale e lo fa anche in maniera ipocrita, perché sono quelli che prima difendevano la ragazza stuprata e poi i loro consiglieri regionali violentano in gruppo una ragazza. Stiamo parlando di una forza che ha lo zero virgola di consenso e quindi sfrutta queste situazioni per avere visibilità“. Però, proseguiva Di Maio, “soffia su un problema vero”. E sulla questione romil vicepremier M5s appariva non del tutto in accordo con la ferma posizione della sindaca Raggi. “I campi si devono chiudere perché sono illegali. Ma non è perché sei rom e stavi in un campo, devi avere una corsia preferenziale rispetto a tutti gli altri.” “C’è un problema di edilizia residenziale per gli italiani”, sottolineava il vicepremier.

“Quello che sta succedendo a Casal Bruciato è inaccettabile“, scrive invece su Twitter il M5s Roma. “Ed è vergognoso che dei bambini non possano andare a scuola perché hanno paura di uscire di casa. Tutto questo deve finire. Roma non è razzista“. Solidarietà a Raggi è stata espressa anche dalla presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, Francesca Businarolo, secondo la quale “la sindaca, recandosi a Casal Bruciato, ha mostrato coraggio e determinazione sfidando pregiudizi e spinte razziste. Con il suo gesto, Virginia afferma i principi dello Stato di diritto”, ha scritto su Twitter la deputata Cinquestelle.
Anche il segretario Pd e governatore del Lazio Nicola Zingaretti, durante la registrazione di Porta a porta, ha detto che Raggi “ha avuto coraggio e voglio esprimerle la mia solidarietà. Noi come Regione aiuteremo la sindaca”. In una nota il capogruppo del Pd capitolino, Giulio Pelonzi, critica Di Maio: “Se dovesse essere confermata la dura presa di posizione riportata dalle agenzie sarebbe gravissimo. Al contrario del sostegno espresso dal M5S di Roma e da altri parlamentari pentastellati il vice-presidente grillino esprime ‘irritazione’. La Raggi sarebbe colpevole di non aiutare prima i romani ma di aiutare i Rom. M5s è preso in un vortice elettorale di schizofrenia. Quale è la vera posizione del M5s?”.

Roma, ok M5s-Pd a mozione dem per sgombero sede di CasaPound. Salvini: “Partiamo da strutture più instabili”



Una mozione approvata in Campidoglio da Pd e Movimento 5 Stelleche impegna Virginia Raggi ad “attivarsi presso gli Organi competentiaffinché sia predisposto lo sgombero immediato dello stabile sito in Via Napoleone 111 illegalmente occupato dall’associazione CasaPound“. Lo stesso stabile che la Guardia di Finanza ha tentato di sgomberare, senza riuscirci, lo scorso 23 ottobre. L’ha proposta il consigliere dem Giovanni Zannola e ha avuto il via libera a maggioranza in Campidoglio. Trenta sì contro 4 no, tre di consiglieri di Fratelli d’Italia e uno del consigliere della Lega. E a poche ore dalla delibera dell’aula arriva il commento di Matteo Salvini: “Come da programma concordato dalla Prefettura di Roma, procederemo con l’operazione sicurezza e sgombero di tutte le occupazioni illegali, nessuna esclusa, a partire già dai prossimi giorni dalle situazioni più pericolose per l’instabilità delle strutture e da quelle per cui ci sono richieste di sequestro giudiziario in corso”. Il ministro dell’Interno non definisce i tempi, ma il leader di CasaPound Simone Di Stefano dice: “Salvini deve fare il suo dovere. Ci sta un ordine sugli sgomberi, Casapound è a posizione numero 30, ma ricordo a lui e governo e a questi che amministrano Roma che il problema si risolve facendo le case popolari e gli alloggi. Prima di buttare le persone in mezzo alla strada devono fare le case popolari”.

Di Stefano minaccia poi di querelare “gli autori della mozione” perché “non esiste nessuna sede di partito in Via Napoleone III come certificato da verbale della Guardia di Finanza“. Ma per le elezioni 2018 Di Stefano aveva dichiarato che la sede legale del partito era proprio quella che il consiglio comunale chiede di sgomberare. Poi precisa che “il comune non è il proprietario quindi non ha nessun potere di richiedere indietro lo stabile”, che sulla carta è del Ministero dell’Istruzione. “Una delibera di Veltroni inoltre – aggiunge Di Stefano – obbliga in ogni caso il Comune di Roma a fornire 18 alloggi di edilizia residenziale pubblica alle famiglie occupanti, prima di eseguire qualsiasi sgombero chiunque lo ordini o lo esegua. A Roma ci sono decine e decine di palazzi occupati da prima di CasaPound, ma nessuno se ne occupa essendo occupati principalmente da immigrati o da organizzazioni di estrema sinistra. Da 15 anni ogni sindaco che non è in grado di amministrare la città ad un certo momento per distrarre i romani inizia a parlare di CasaPound. Questo non ha portato molta fortuna ai sindaci precedenti e speriamo porti sfortuna anche alla Raggi. Siamo di fronte alla solita polpetta avvelenata per Matteo Salvini, fatta pensando di metterlo in difficoltà. Ma noi non siamo alleati di Salvini dal 2015, quindi il Ministro – ha concluso Di Stefano – è libero di comportarsi come meglio crede”. A sollecitare l’intervento del ministro dell’Interno dopo l’approvazione della mozione erano stati Zannola e  la capogruppo M5s in Consiglio regionale del LazioRoberta Lombardi. “Matteo Salvini, ti presenterai anche lì con la ruspa?”, aveva detto l’esponente 5 Stelle, mentre il consigliere dem aveva chiesto al ministro di attivarsi “celermente” per dimostrare “che sul fronte della sicurezza il governo non si accanisce solo contro i deboli”.

Zannola: “Questa amministrazione assuma la legalità come principio cardine” – “In questi mesi si è usato sul tema degli sgomberi il pugno duro – ha detto in Aula Zannola presentando la mozione, che era già stata discussa in Aula la scorsa settimana, quando però non si era arrivati al voto -. Noi chiediamo alla Giunta di fare altrettanto con un edificio di pregio al centro di Roma occupato ormai dal 2003, dove non si sa bene cosa accade dentro se non che si costruisce un odio profondo, e messagginegativi in città. Le violenze fuori dalle scuole di cui l’associazione Casapound si è dimostrata rea ne sono l’esempio”. Zannola, poi, aggiunge: “Sappiamo che l’edificio non è proprietà del Comune, noi pensiamo che una permuta con l’ente di proprietà potrebbe permettere al Campidoglio di acquisirlo al suo patrimonio. Una volta fatto questo il Comune potrebbe dare l’esempio, cacciando chi utilizza un bene pubblico di pregio per fomentare l’odio e restituirlo alla città confrontandosi con la cittadinanza facendolo magari diventare un punto d’incontro per la città. Bisogna avere il coraggio di essere forti con i fortie non solo forti con i deboli. E l’occasione per l’amministrazione di ribadire che questa amministrazione assume la legalità come principio cardine non solo nel disagio delle periferie, ma anche al centro di Roma di fronte a un movimento fascista che genera solo odio”. Voto favorevole anche da parte del Movimento Cinque Stelle. ”Voteremo sì – aveva detto in aula il consigliere Francesco Ardu – non perché ci mettiamo dentro la diatriba tra rossi e neri ma perché coerente con le nostre linee politichema difficilmente questo indirizzo politico sarà attuabile perché ci sono delle inesattezze”.
La mozione – “Non è tollerabile che Casapound possa protrarre la propria occupazione in un edificio di pregio per svolgere attività che alimentano un clima di tensione in città, rifacendosi alle ideologie fascistee alle politiche di Benito Mussolini, violando le normative che non consentono tali comportamenti”, si legge nel documento, che parla anche della necessità di “proseguire il percorso di permuta dell’immobile finalizzato alla sua riqualificazione, avviando un percorso di confronto con la cittadinanza e le istituzioni territoriali per deciderne l’utilizzo futuro”. Tra le premesse si ricorda che l’immobile in questione è occupato dal 2003, ma che “solo nel 2008 viene costituita” l’associazione di promozione sociale CasaPound Italia CpI. La mozione sottolinea che “CasaPound occupa da 15 anni il suddetto immobile di grandi dimensioni” e che “ad oggi non è possibile escludere, anzi è probabile, che gli appartamenti all’interno della sede di CasaPound vengano affittati a terzi“. Inoltre, si legge: “Nessuna amministrazione e nessuna istituzione si è occupata di stabilire il danno erariale prodotto da questa occupazione”.

Casamonica, maxi-blitz per abbattere otto ville del clan al Quadraro: in campo 500 uomini e la sindaca Virginia Raggi


Di Vincenzo Bisbiglia

Alcune delle ordinanze di demolizione risalgono addirittura agli anni Ottanta. Ma le regge dei “sovrani di Roma sud” nessuno aveva avuto mai il coraggio di toccarle. Pompose, kitsch e pure abusive, le ville dei Casamonica nel feudo del quartiere Quadraro dovevano essere buttate giù da tempo, da almeno 20 anni. Invece, solo oggi il Comune di Roma è stato in grado di sferrare un duro colpo al clan sinti, anche sulla scia delle maxi-operazioni di proocura di Roma e carabinieri portate a termine negli ultimi mesi e del risalto mediatico ottenuto da alcuni fatti di cronaca, come il raid al Roxy bar di via Barzilai alla Romanina, il primo aprile 2018. Che poi, mafia o non mafia, gli abusi edilizi restano tali, e questi erano certi e certificati da decenni.

40 sgomberati, Raggi: “Mancava coraggio” – Una vera e propria operazione militare della polizia locale di Roma Capitale che hanno imposto lo sgombero a circa 40 persone, alcune delle quali minori, e hanno rinvenuto cocaina durante l’azione. “Quella di oggi è una giornata storica per la città di Roma e per i romani”, scrive su Facebook la sindaca Virginia Raggi, che è anche andata al Quadraro dove è stata oggetto di insulti, anche sessisti, da parte degli occupanti delle abitazioni sgomberate. “Ho voluto partecipare alle operazioni di sgombero e abbattimento per manifestare la presenza delle istituzioni al fianco dei cittadini nella lotta all’illegalità e alla criminalità – scrive Raggi sui social – Noi non abbassiamo lo sguardo. Si tratta dell’operazione più imponente contro la criminalità mai realizzata dai caschi bianchi di Roma. Quelle villette erano da 30 anni lì, realizzate in palese violazione di regolamenti edilizi, vincoli paesaggistici, ferroviari ed archeologici. Alcune case avevano persino inglobato interi tratti dello storico acquedotto felice”. La Raggi ha tenuto anche una conferenza stampa al VII municipio con il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra durante la quale ha detto che finora “nessuno aveva avuto il coraggio” di procedere: “Alcuni procedimenti erano di fatto conclusi ma erano stati messi nel fondo di un cassetto e rimasti lì silenti”.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/20/casamonica-maxi-blitz-per-abbattere-otto-ville-del-clan-al-quadraro-in-campo-500-uomini-e-la-sindaca-virginia-raggi/4776855/

Omicidio Desirée, Forza Nuova organizza 'marcia' a San Lorenzo. Raggi contraria: “Le ronde non sono la risposta giusta, nelle nostre città serve più Stato”

Di Salvatore Santoru
Forza Nuova ha annunciato l'organizzazione di una ronda per sabato 27 ottobre 2018 a San Lorenzo, il quartiere romano dove è stata violentata e uccisa la 16enne Desirée Mariottini. 
Il partito di estrema destra ha annunciato ciò in un post su Facebook dove, come riporta un articolo del sito web 'The Post Internazionale'(1), viene annunciato che non basta più " l'indignazione internettiana ".
L'annuncio della 'marcia di Forza Nuova' è stato criticato dalla sindaca Virginia Raggi, secondo cui le ronde non sono la risposta giusta e c'è necessità di una maggiore presenza dello Stato nelle città.
NOTA:

A Roma nessuna via intitolata a Giorgio Almirante: Raggi blocca tutto

A Roma nessuna via intitolata a Giorgio Almirante: Raggi blocca tutto

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Roma non avrà una via intitolata a Giorgio Almirante, storico esponente del Movimento Sociale Italiano. "Nessuna strada a Roma sarà dedicata a Giorgio Almirante. Domani stesso presenterò una mozione a mia prima firma". Così la sindaca Raggi in un tweet notturno dopo la decisione del Consiglio Comunale di ieri di votare una mozione per intitolare una via allo storico segretario del Msi.
"Giorgio Almirante firmò nel 1938 il Manifesto della razza e collaborò alla rivista 'La difesa della razza'. Nel 1944 Almirante firmava un manifesto in cui si decretava la fucilazione per tutti i partigiani che non avessero deposto le armi e non si fossero prontamente arresi. Per questo, e per molto altro, non posso immaginare di vivere in una città che intitola una strada o una piazza a quest'uomo". Così Luca Montuori, Assessore all'Urbanistica di Roma Capitale, su Facebook.

Un via per Almirante: polemiche

Come sono andate le cose ieri in Campidoglio? Tutto inizia con una mozione di Fratelli d'Italia, votata dal Movimento Cinque Stelle. Il documento del partito di Giorgia Meloni prevedeva infatti l'intitolazione di una via a Giorgio Almirante. Il voto nella seduta dell'assemblea capitolina di ieri, quando in aula  erano presenti i gruppi consiliari di Fratelli d'Italia, lista civica Con Giorgia e Movimento cinque stelle. I voti favorevoli sono stati 23, due gli astenuti e un contrario, la consigliera stellata Catini. Pd e Sinistra Italiana in quel momento non erano in aula in protesta contro l'assenza della sindaca che, invece di riferire sulla vicenda Stadio - come richiesto dai dem - ha scelto di andare a Porta a Porta.

Meloni esulta(va)

Giorgia Meloni affidava a Twitter la sua esultanza: "Roma avrà via Giorgio Almirante: grazie ad una mozione di FdI approvata oggi in Campidoglio, la Capitale renderà finalmente omaggio ad uno degli uomini piu' importanti nella storia della destra e della politica italiana. Un risultato storico di cui siamo fieri e orgogliosi".

Raggi a Porta a Porta

La sindaca da Bruno Vespa appare sorpresa: "Mi sorprende, non lo sapevo perchè sono qui da lei. Se lo condivido? Se l'Aula ha votato favorevolmente è perchè i consiglieri M5S si sono determinati in questo senso, quindi assolutamente sì, se hanno votato evidentemente vogliono intitolare una strada a questo personaggio. Il sindaco prende atto della volontà dell'Aula che è sovrana, come il Parlamento". Poi arriva la retromarcia con un tweet:

Pd: "Raggi sindaco a sua insaputa"

"La Raggi ci mette una toppa - attacca  Enzo Foschi, vice segretario regionale del Pd  - e solo oggi vieta la strada dedicata al razzista e fascista Almirante e votata anche dalla sua maggioranza dei 5 Stelle. Non possiamo che apprezzare questa decisione, anche se tardiva. Resta lo sgomento per un città non governata, dove la sindaca apprende dai giornali una così importante vergognosa iniziativa partorita dalla sua maggioranza. Purtroppo Roma ha una sindaca a sua insaputa."

Virginia Raggi: “Non mi ricandido. Arrivare viva alla fine di questo mandato sarà già un successo”

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Virginia Raggi (Foto Ansa)
Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, sgombra il campo da eventuali dubbi: “Non mi ricandido. Arrivare viva alla fine di questo mandato sarà già un successo”, ha detto, ricordando la regola dei due mandati in vigore nel Movimento 5 stelle. Una regola che, proprio di recente, è stata al centro della querelle tra il partito grillino e il sindaco di Pomezia, il pentastellato Fabio Fucci, che ha invece intenzione di ricandidarsi alle elezioni regionali 2018 per un terzo mandato.
“La regola è chiara e ce la siamo data”, ha detto Raggi, che a un giornalista che le sottolinea come servano due mandati per completare l’opera di un sindaco ha risposto: “Intanto direi che arrivare viva alla fine di questo mandato sarà un grandissimo successo”.
“Se toglierò le deleghe di vicesindaco della Città Metropolitana a Fabio Fucci? Di questo ne parleremo in maggioranza, c’è una maggioranza in Città Metropolitana che deve essere coinvolta”: così il sindaco di Roma ha commentato il caso Fucci.
Fabio Fucci, attuale vicesindaco della Città Metropolitana e sindaco di Pomezia, è entrato in rotta con il M5S perché dopo due mandati intende ricandidarsi contravvenendo alla regola M5S sul massimo dei due mandati elettivi.

Ostia, partita la marcia per la legalità. Raggi: “Manifestazione dei cittadini, non siamo qui per la campagna elettorale”

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Cittadini in strada a Ostia, dove è in corso la marcia per la legalità. In centinaia sfilano in corteo dopo l’aggressione di Roberto Spada ai danni di una troupe televisiva della Rai. Diversi i cori scanditi da adulti, famiglie e ragazze presenti nelle vie del X Municipio: “Siamo tutti contro la mafia”, “Ostia libera” a “Casa, cultura, solidarietà e la mafia sparirà”.
Del corteo fa parte anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che ha lanciato sui social l’hashtag #fuorilamafiadaroma: “È una manifestazione dei cittadini – ha detto a RaiNews24 – Ho cercato di rilanciare e dare voce all’appello della gente che vuole contrastare criminalità e mafie”. La marcia era stata promossa dal laboratorio civico di don Di Donno e a cui hanno aderito diverse forze politiche e associative. Adulti e ragazzi espongono diversi striscioni di condanna per la mafia, ma richiedono fermamente anche una maggiore presenza delle istituzioni.
Tra le forze politiche presenti, tutte senza bandiere, oltre al M5s ci sono Mdp e Sinistra Italiana: “Solo la mobilitazione dei cittadini può riportare la legalità a Ostia, diventata negli ultimi anni una terra di nessuno. Spetta allo Stato decidersi a intervenire – dice la capogruppo di Si al Senato, Loredana De Petris – Questo chiedono i cittadini che oggi manifestano dopo la vergognosa aggressione contro un giornalista, compiuta evidentemente nella certezza dell’impunità“.
Assente invece il centrodestra che ha giudicato “di parte” la manifestazione. Anche il Pd ha detto no, annunciando la propria presenza al corteo organizzato dalla Fnsi, il sindacato dei giornalisti, giovedì prossimo. “L’assenza del Pd? Oggi non voglio fare polemiche – ha risposto la sindaca a chi le chiedeva un commento sull’assenza dei dem – Tra l’altro noi saremo anche alla manifestazione indetta da Libera ed Fnsi perché la mafia è qualcosa che si deve combattere quotidianamente”.
“Questa è una manifestazione aperta a tutti”, ha ribadito la Raggi che non ha voluto parlare del ballottaggio previsto per il 19 novembre nel X Municipio e che vedrà coinvolta la candidata del M5s. Lungo il corteo anche qualche cartello contro la sindaca (“Raggi, ma quale passeggiata: Ostia è abbandonata) e diversi inviti all’arrivo della Raggi a non posizionarsi in testa al corteo. “Non potevo non esserci. Siamo qui tra i cittadini e questa è una bella risposta – ha aggiunto – Quello che è avvenuto è stato vergognoso e le istituzioni hanno il dovere di reagire per testimoniare che Roma e Ostia ancora di più sono contro la mafia”.
Centinaia i ragazzi e gli adulti che sfilano per le vie del municipio romano. “Io abito a Ostia antica e cerco di fare del posto in cui vivo un posto migliore – racconta una mamma – L’aggressione al giornalista è una cosa che non può essere tollerata ma, insomma, è la punta dell’iceberg“. In corteo anche molti studenti: “Siamo qui per dire no alla violenza e alla mafia che forse in questo municipio si è un po’ allargata per colpa di uno Stato che forse è stato un po’ assente – spiega Gianluca – Non è questa la Ostia che vogliamo, le istituzioni siano più presenti. Non vogliamo un lungomuro ma un lungomare”.

Raggi apre ai genitori No Vax, il ministero: nessuna deroga

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Di Paolo Russo

Sul filo di lana della scadenza dell’11 settembre, ultimo giorno utile per mettere in regola con i vaccini i piccoli da 0 a 6 anni, la sindaca di Roma, Virginia Raggi, apre una via di fuga per i genitori “no Vax”. Nella lettera inviata in extremis alle famiglie in procinto di iscrivere i propri figli al nido o alla materna la prima cittadina della Capitale ha voluto specificare: «Non tutti i minori di età compresa tra 0 e 6 anni sono obbligati alla vaccinazione: possono essere esonerati quelli che risultino immunizzati dalla malattia», e fin qui tutto bene. 

«Così pure – prosegue però la missiva - sarà possibile dichiarare di essere in attesa del rilascio di vaccini monocomponenti o combinati, in modo tale da tenere conto delle immunizzazioni presenti». E qui si apre un’autostrada per chi non vuol saperne di far vaccinare i propri piccoli, perché attualmente né nel Lazio, né nel resto d’Italia si trovano i prodotti monocomponenti contro difterite, pertosse, parotite, morbillo e rosolia. Di fatto dunque uno slittamento a tempo indeterminato per presentare la documentazione dell’avvenuta immunizzazione obbligatoria per chi vuole iscrivere i figli nelle scuole materne e infantili. 

La Raggi dà l'altolà a Forza Nuova: "Niente marce su Roma"

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Di Lucio Di Marzo

Le critiche erano già arrivate, e numerose, dal centrosinistra, ma ora a rompere il silenzio è anche il sindaco di Roma, Virginia Raggi, che mette in chiaro: "La marcia su Roma non può e non deve ripetersi" e così facendo risponde a Forza Nuova, che per il prossimo 28 ottobre, giorno della marcia fascista del 1922, progettava un revival nella Capitale.
Un intervento duro, ma atteso, quello del primo cittadino, che ferma la "marcia dei patrioti" e risponde per il Movimento 5 Stelle, che durante la giornata non aveva parlato. Uno stop che tuttavia arriva con la Questura che aggiunge che non è ancora stato formalizzato alcun preavviso della manifestazione, annunciata soltanto sui canali social del movimento.

Roma, blitz di Casapound contro la Raggi. Spintoni e urla: “Dimissioni” poi la fuga dei militanti

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Di Alberto Sofia

Tensione al municipio XIII di Roma in Aula consiliare. Una trentina di militanti di CasaPound hanno fatto irruzione e contestato il sindaco di Roma Virginia Raggi, impedendo, di fatto, l’inizio del confronto pubblico sullo studio di fattibilità della funivia Casalotti-Battistini. Il sindaco Virginia Raggi è stata fatta allontanare dalla sicurezza, dopo che gli esponenti di estrema destra – tra questi anche Davide Di Stefano – si sono avvicinati a pochi metri dal primo cittadino. Gli uomini della Polizia sono intervenuti per fermare la contestazione, mentre i militanti, tra spintoni e urla, lanciavano cori da stadio: “Dimissioni, dimissioni”. Poi, la fuga dei militanti di CasaPound, nel tentativo di evitare le identificazioni delle forze dell’ordine.

FONTE:http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/16/roma-blitz-di-casapound-contro-la-raggi-spintoni-e-urla-dimissioni-poi-la-fuga-dei-militanti/3590096/

Raggi sui rifiuti: “Roma pulita entro fine settimana”. Renzi: “Comune incapace”

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Caos rifiuti a Roma, Raggi: “La città tornerà pulita entro fine settimana”. Renzi: Campidoglio incapace


Continua la polemica sulla gestione dei rifiuti a Roma. Ieri era scoppiata la querelle tra Campidoglio e Regione Lazio, oggi il caso si è allargato a Pd e Movimento 5 Stelle.  
È Matteo Renzi ad accendere la miccia. «Con la città invasa dai rifiuti e nell’incapacità dell’amministrazione comunale di dare risposte, il Pd romano presenterà le proprie idee sulla gestione dell’emergenza dei rifiuti ma lo farà dopo che per una mattinata saremo stati a pulire la città», ha scritto il segretario dem nella sua e-news. «Un Pd che chiama a raccolta tutti quelli che ci stanno, volontari, cittadini, associazioni. E che fa le proprie proposte politiche. Le fa - scrive Renzi - dopo aver organizzato con i generosi volontari ciò che l’amministrazione non riesce a fare con i propri professionisti, o presunti tali».  

Un’accusa a cui ha subito replicato Beppe Grillo. «È colpa dei 5 Stelle la gestione dei rifiuti di Roma, anche se l’ha gestita il Pd con Mafia Capitale per anni», ha ironizzato sul suo blog. Il capogruppo capitolino del M5S ha invece puntato il dito contro il governatore: «Invece di pensare al M5S, Renzi dia una strigliata a Zingaretti». «Nessuno scarica barile sui rifiuti. Siamo impegnati per ripulire Roma con una task force straordinaria ed entro questa settimana la città tornerà alla normalità grazie alla apertura ’24 ore su 24’ degli impianti di Ama e al lavoro dei suoi dipendenti», scrive su Fb la sindaca di Roma Virginia Raggi. «Non possiamo, però, soprassedere sulle responsabilità di chi ha permesso che si arrivasse a bloccare il sistema di gestione: le conseguenze sono disagi per i cittadini, immagini di cassonetti ricolmi ed un lavoro extra per l’azienda», aggiunge la sindaca. 

Rifiuti Roma, la Regione: “Piani rivoluzionari entusiasmanti, ma servono scelte rapide”. Raggi: “Zingaretti lavori”

Rifiuti Roma, la Regione: “Piani rivoluzionari entusiasmanti, ma servono scelte rapide”. Raggi: “Zingaretti lavori”
Di Vincenzo Bisbiglia
“Il Campidoglio presenti un piano rifiuti adeguato per risolvere l’emergenza entro 22 giorninon nel 2022”. “Sui rifiuti il Lazio è sottodimensionato, lo dice il Governo. Zingaretti ne prenda atto e lavori: impiantistica è sua competenza”. A dirsele in faccia sono Regione Lazio e Comune di Roma, il presidente Nicola Zingaretti e la sindaca Virginia Raggi. Con le strade della Capitale che sono sommerse dai rifiuti e la città avvolta da un odore nauseabondo – condizione che per una volta supera gli steccati sociali e accomuna quartieri “alti” come Parioli e Trieste alle periferie di Tor Bella Monaca e Tor Sapienza – il governatore Zingaretti trova terreno fertile per tornare a incalzare l’amministrazione Cinquestelle, “sempre con lo spirito di collaborazione di chi vuole aiutare”. 
Per la Regione servono “misure urgenti, credibili ed efficaci”, come dice l’assessore all’Ambiente Mauro Buschini, perché “i piani rivoluzionari possono essere entusiasmanti, ma la normale e ordinaria gestione quotidiana ha bisogno di scelte concrete, rapide e risolutive”: il confronto, secondo l’assessore, rischia di essere impietoso perché su “378 Comuni, molti dei quali peraltro impegnati ad accettare, trattare e smaltire i rifiuti di Roma Capitalesoltanto a Roma vi è una situazione che manifesta gravissime criticità che non si registrano in nessun altro territorio”. Un gancio destro ben assestato quello del governatore, al quale da Palazzo Senatorio prova a replicare l’assessora Pinuccia Montanari. “Non c’è alcuna emergenza rifiuti” assicura: “Noi in pochi mesi abbiamo approvato e stiamo attuando un Piano che prevede l’obiettivo di raggiungere il 70 per cento di raccolta differenziata” ribadisce. In più, come afferma il segretario dei RadicaliRiccardo Magi, “la giunta regionale di centrosinistra in più di quattro anni di governo non ha saputo cambiare un piano rifiuti che ancora contempla l’ormai chiusa discarica di Malagrotta“.

Nel centro di Roma tornano centurioni e risciò: il Tar sospende l’ordinanza Raggi



È sospesa l’ordinanza con la quale il sindaco di Roma, Virginia Raggi, il primo dicembre scorso ha disposto, nel centro storico della Capitale, il divieto dell’attività dei centurioni. Il tribunale amministrativo ha accolto le richieste di un gruppo di centurioni romani e dell’associazione centurioni e artisti di strada. 

La sospensione dell’ordinanza anti centurioni decisa dal Tar «permetterà ai nostri 10 assistiti, che hanno creato anche un’associazione, di svolgere la propria attività, che è considerata analoga a quella degli artisti di strada. Credo che se ne potranno avvalere anche gli altri centurioni». Così il professor Filippo Lubrano, legale del gruppo di centurioni che ha deciso di ricorrere al Tar per chiedere la sospensione dell’ordinanza del Comune che disponeva «il divieto di qualsiasi attività che preveda la disponibilità ad essere ritratto come soggetto in abbigliamento storico (ad esempio come centurioni) in fotografie o filmati, dietro corrispettivo in denaro». «Il Comune di Roma - spiega il legale - avrebbe dovuto adottare la disciplina organica di regolamento che invece, da accertamenti effettuati dal tribunale amministrativo, non è risultata neppure iniziata». Per quanto riguarda l’eventualità che il Comune di Roma ricorra in appello Lubrano conclude: «Potrebbe farlo ma secondo me l’ordinanza è talmente drastica che non credo convenga». 

ANSA

Via libera anche ai risciò  
Non solo i centurioni: in centro a Roma potranno tornare a girare anche i risciò, almeno per il momento. A deciderlo è ancora il Tar del Lazio (Sezione Seconda), che, pronunciandosi sul ricorso proposto da Smartjob Cooperativa Sociale, ha sospeso, in vista della discussione di merito fissata per il 6 dicembre prossimo, l’ordinanza del sindaco di Roma n. 121 del 1/12/2016 «nella parte in cui si è ordinato il divieto di svolgere qualunque attività assimilabile al trasporto pubblico od individuale di persone con velocipedi a tre o più ruote anche a pedalata assistita dotati di un motore ausiliario elettrico in alcune specifiche aree della città di Roma e si è disposta altresì la misura cautelare del sequestro amministrativo finalizzato alla confisca». Le ragioni sono sostanzialmente le stesse di quelle che hanno portato alla sospensione dell’ordinanza che prevedeva il divieto dei centurioni in centro, e cioè, osserva il Tar, da un lato la circostanza che«nel caso di specie, venuto meno il peculiare contesto rappresentato dall’anno giubilare, nessuno degli elementi addotti dall’amministrazione appare tale da configurare in una vera e propria `emergenza´, non altrimenti fronteggiabile», dall’altro il fatto che a tutt’oggi permane «il dovere dell’amministrazione di adottare una disciplina organica della materia».  

Stadio della Roma, c’è l’accordo Campidoglio-club: ‘Sorgerà a Tor di Valle, cubature tagliate del 50%‘

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Stadio della Roma, accordo tra Comune, società e costruttore: cubature tagliate del 50%. Raggi: “Nuovo progetto 2.0”

Di Lorenzo Vendemiale

L’accordo è arrivato. Dopo le polemiche, le riunioni, gli appelli e le proteste dei tifosi. Lo stadio della Roma si farà, e sì farà a Tor di Valle. L’incontro tra la sindaca Virginia Raggi, il vicesindaco Marcello De Vito, il costruttore Luca Parnasi e il direttore generale della squadra giallorossa Mauro Baldissoni, in rappresentanza del presidente James Pallotta, si è concluso con una stretta di mano e un bagno di folla in piazza del Campidoglio. L’intesa prevede un taglio superiore del 50% delle cubature previste dal progetto originario. Il rischio che il progetto si trasformasse in una “colata di cemento” preoccupava moltissimo la base del Movimento. Tanto che Beppe Grillo, arrivato a Roma per qualche giorno, aveva garantito che i problemi sarebbero stati risolti. Quasi tutti: perché l’accordo raggiunto ha spaccato la maggioranza M5S in Assemblea Capitolina.
“Si tratta in pratica di un nuovo progetto ecocompatibile ed ecosostenibile – dice Virginia Raggi al termine dell’incontro, al fianco di Mauro Baldissoni in piazza del Campidoglio – di un milione di cubature siamo scesi di oltre la metà”. Addirittura “il 60% in meno per la parte relativa al Business Park – ha spiegato la sindaca – abbiamo elevato gli standard di costruzione a classe A4, la più alta al mondo, metteremo in sicurezza il quartiere di Decima che non sarà piu soggetto ad allagamenti; realizzeremo una stazione nuova per la ferrovia Roma-Lido”. Ma non solo: “Via le torri, ci saranno edifici bassi rispettosi”.
Un “progetto 2.0” come lo chiama la prima cittadina pentastellata, che ha ricordato come la sua amministrazione si fosse impegnata a garantire “il rispetto delle norme e delle leggi. Avevamo detto che lo stadio si sarebbe fatto nel rispetto della legge e lo abbiamo ottenuto, grazie anche alla disponibilità della nostra controparte, ora alleata per andare avanti in un progetto ecosostenibile e nell’interesse dei cittadini”. “A nome di Pallotta voglio ringraziare il sindaco, è stato un segnale importante vederla qui oggi – le parole di Baldissoni – siamo molto felici di questo accordo che migliora il progetto. Questo è un giorno storico, non solo per la Roma, ma anche per la città. È un progetto ambizioso”. E il presidente Pallotta ha affidato il proprio pensiero ad una nota: “The next chapter begins (“Comincia il prossimo capitolo). Forza Roma“.

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