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Dimenticati e silenziosi, sono 5 milioni gli anziani soli

Di Sara Mauri
È il 9 di luglio e sono le 9 di mattina, cuore di Napoli. Una signora compone il numero 113, il numero per le emergenze.

Chiede aiuto, dice che è stata rapinata. Quanti anni ha, signora? «Novantatrè». Sul posto, in zona San Carlo dell'Arena, accorre una pattuglia. Gli agenti, preoccupati dalla telefonata ricevuta, arrivano in fretta. Ma la signora non è legata, è tranquilla, sta bene, i capelli ordinati, il vestito blu. La rapina, in realtà, non c'è mai stata. La signora ha chiamato perché si sentiva sola. Dopo una certa età ci si sente spesso dimenticati. E quando le città si svuotano, le scuole chiudono e i bambini se ne vanno, il vuoto si fa sentire e pesa. Quello della solitudine è un problema sottovalutato nella nostra società, che vive di velocità e ignora la lentezza. Come se la gente sui social e le persone fuori, vivessero su binari paralleli che non si incontrano. Ma c'è un'altra signora, la cui foto sta facendo il giro del web. Lei cuce presine e centrini davanti al Tribunale di Roma con i suoi ferri da maglia. Lei lo fa per non rimanere chiusa in casa, «per sentirsi attiva» e «per uscire all'aria aperta», ma «non ha bisogno di aiuti economici» perché di lei si prende cura il figlio. E c'è anche quel signore, la cui immagine girava sui social, che ogni giorno porta la fotografia di sua moglie sul lungomare di Gaeta per farle vedere il mare. La foto, che lo ritrae di spalle, è stata scattata dal titolare dell'Antica pizzeria Ciro ci regala un retrogusto amaro perché racchiude insieme la dualità di due concetti: amore e dolore. Ma la solitudine accompagna un fenomeno che stiamo imparando a conoscere e con cui dovremo fare presto i conti: l'invecchiamento della popolazione. Come riporta LaPresse, in Italia c'è «la bomba invecchiamento», oltre 5 milioni di anziani vivono soli. E la bomba esploderà presto. Secondo l'Istat, l'innalzamento dell'età della popolazione porterà con sé diverse problematiche: aumenteranno le persone non autosufficienti e la solitudine e l'emarginazione sociale diventeranno fenomeni diffusi. I problemi saranno cure e assistenza. Ma anche pensioni e previdenza. «Oggi, tre lavoratori hanno sulle spalle un anziano, domani saranno solo in due a sostenerlo»: questo è quello che segnalano le proiezioni sociodemografiche e sanitario-assistenziali elaborate dall'Istat per Italia Longeva (rete nazionale sull'invecchiamento e sulla longevità attiva). Le previsioni, presentate agli Stati generali dell'assistenza a lungo termine al ministero della Salute, considerano il periodo tra il 2030 e il 2050 e mostrano uno scenario preoccupante: la popolazione diminuisce e, contemporaneamente, invecchia. «Nei prossimi 50 anni le generazioni maggiormente a rischio di non autosufficienza passeranno da un quinto a un terzo della popolazione italiana», dice Boeri. Nel 2030, le disabilità interesseranno 5 milioni di anziani. E allora, forse è meglio prepararci perché il futuro ci guarda dritti in faccia e ci chiede attenzione.

#BREXIT: L'AGEISMO E LA SOTTILE RETORICA ANZIANOFOBICA DI CERTI MEDIA E POLITICI





Di Salvatore Santoru

Stando ai media la vittoria della Brexit è stata possibile grazie al voto degli anziani contro i giovani.
A parte che le cose non sono andate del tutto così(la maggioranza dei giovani non è andata a votare), ciò ha causato la dura risposta di alcuni critici politici ed opinionisti che se l'hanno presa contro la categoria dei "vecchi" e hanno rispolverato una sorta di "mito della giovinezza" che sarebbe alla base del consenso(più nell'ideologia che nella realtà) verso l'Unione Europea.
In linea di massima si sono sentiti commenti ispirati all'ageismo, ovverosia il pregiudizio e il disprezzo legato all'età e in questo caso basato su quella che si potrebbe chiamare "anzianofobia".
Sulla retorica ageista e anzianofobica sono da segnalare ,tra gli altri, un re-tweet ironico ma potenzialmente discriminante che l'ex ministra Giovanna Melandri ha fatto di Luca Dini "Invece di vietare il voto alla gente nei primi 18 anni della vita, perché non negli ultimi 18", un re-tweet ancora più ironico visto che lo stesso PD(ma vale anche per il centrodestra) è sempre stato votato in maggioranza proprio da anziani per "tradizione politica".

Trieste: esercito utilizzato per sfrattare una coppia di anziani. Dopo telefonata della Pinotti potranno vivere un'altro mese nell'appartamento



Di Emanuele Esposito

Questa mattina, intorno alle 11, i militari dell'Arma dei Carabinieri e dell'Esercito si sono recati in via Donadoni 23 per sfrattare una coppia di anziani: lei invalida ala 100%, lui ha servito per anni lo stesso Esercito che ora lo sta sfrattando. Alla base di tutto ci sarebbe un errore burocratico riguardo una raccomandata.






A spiegare la vicenda, ancora in corso, è il capogruppo della Lega Nord in Provincia di Trieste Paolo Polidori, che ha anche ripreso il momento in cui il suo segretario e deputato Massimiliamo Fedriga riporta ai militari di aver appena contattato il ministro Pinotti: «Allucinante a Trieste!!! L'Esercito sta sfrattando una famiglia di nostri cittadini, senza preavviso!!! Queste persone non sanno dove andare!!! TUTTO CIÒ È INACCETTABILE!!!! Chiedo che i triestini vengano qui, in via Donadoni 23, per fare resistenza (con la sola presenza) per impedire questa vergogna!!! Diffondete!!! Sta accadendo ora!!».

FONTE:http://www.triesteprima.it/cronaca/sfratto-anziani-esercito-via-donadoni-massimiliano-fedriga-lega-nord-9-ottobre-2015.html
Anziani sfrattati dal'Esercito: «Trattati come delinquenti»
Filippo Sturniolo, ex-luogotenente dell'Esercito ora in pensione, potrà continua e a vivere  per un altro mese nell’appartamento, dove risiede tuttora con la moglie invalida, in via Donadoni 23 in uno stabile che il ministero della difesa sta dismettendo.
Lo rileva Umberto Bosazzi in un servizio andato in onda nel Tg di Tele4.
Decisiva è stata la telefonata ricevuta dal Ministro della Difesa Pinotti, che permetterà all’uomo di rimanere fino a fine ottobre nell’appartamento. Due anni fa l’uomo aveva deciso di rimanere in affitto nello stabile. A più riprese gli era stata offerta la possibilità di acquisto dei muri, sempre rifiutata a causa della mancanza di disponibilità economica.
Il 27 settembre scorso Sturniolo aveva presentato richiesta contro lo sfratto al Presidente della Repubblica, ma non aveva comunicato tale decisione al Comando Nord di Padova.
militari si erano quindi presentati nello stabile per procedere allo sfratto, rassicurandolo dopo aver saputo dell’interessamento del Quirinale.
Ieri, nuovo tentativo di sfratto da parte dell’Esercito con l’uomo che ha chiesto una proroga di un mese per andare via dall’alloggio e cercarsi al contempo una nuova sistemazione per lui e la moglie.
Ieri mattina nella zona attigua l’appartamento la situazione è stata piuttosto incandescente, con i figli dell’uomo che hanno fatto quadrato attorno al proprio papà, chiedendo maggiore comprensione all’Esercito: quindi la decisione di posticipare lo sfratto di un mese.


Potrebbe interessarti:http://www.triesteprima.it/cronaca/anziani-sfrattati-esercito-trattati-come-delinquenti.html
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Una maratona a 92 anni

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http://www.spiritual.it/it/notizie/una-maratona-a-92-anni,3,108101

Sette ore e 24 minuti. E' il tempo che Harriette Thompson, 92 anni, ha impiegato a correre la maratona di San Diego in California. Sì, maratona - quella lì. 
Pianista classica, si è esibita tre volte alla Carnegie Hall. La Thompson ricorre alla ripetizione nella sua memoria di vecchi pezzi per pianoforte per far fronte ai 42 chilometri della corsa. 
Cominciò a correre nelle maratone dopo i settant'anni, quando qualcuno della congregazione della chiesa che frequenta le propose di farle da sponsor in una maratona di beneficenza per finanziare la ricerca sulla leucemia e il linfoma. 
"A quell'epoca avevo già perso diverse persone della mia famiglia a causa del cancro, e quindi mi sono detta che avrei dovuto farlo," ricorda. "Quando mi ci sono trovata la prima volta ho pensato di camminare per tutto il percorso, ma poi ho visto che gli altri si mettevano a correre e così ho corso anche io". 
La Thompson non è sicura di partecipare anche l'anno prossimo. Ma anche l'anno scorso aveva espresso lo stesso dubbio. E poi dice che è contenta di raccogliere fondi per la ricerca sul cancro, e che la gara l'ha aiutata a mantenersi in buona salute.

Gli anziani mangiano poco e male, uno su tre si alimenta con cibo scaduto

gli anziani si alimentano male

Di Alessandro Nunziati
Gli anziani mangiano poco e male. Infatti, uno su tre si alimenta male e mangia cibo scaduto, con potenziali effetti deleteri per la salute fisica e metale. A rivelarlo una ricerca dell’università Cattolica di Roma, presentato oggi in occasione della Giornata della Ricerca, dedicata quest’anno al tema della nutrizione in occasione dell’Expo.
Lo ricerca ha coinvolto 200 anziani di età media 74 anni, ed è emerso che solo il 15,4% degli anziani si rivolge al medico di famiglia per avere consigli sulla nutrizione, mentre la fonte di informazione principale è la tv. ”Le carenze nutrizionali e una non corretta alimentazione associate a una ridotta attività fisica – ha spiegato Francesco Landi, del dipartimento di Geriatria – possono essere causa di insorgenza della fragilità fisica e cognitiva durante l’invecchiamento”.
Nella giornata sono state presentate tutte le ricerche dell’ateneo sui temi legati alla nutrizione. I dati preliminari di uno studio, ad esempio, hanno dimostrato che una dieta troppo ricca di carboidrati rapidamente assorbibili, come zuccheri, influisce non solo suo rischio di obesità, ma anche di deficit cognitivi.
Diversi studi si sono invece focalizzati sulle caratteristiche ‘positive’ del cibo in rapporto a molte patologie. Un esempio sono gli alimenti antiossidanti, come pesce, olio o broccoli, che proteggono dall’infiammazione associata all’obesità. Molti sono i rapporti anche tra nutrizione e tumori, il 30% dei quali è attribuibile a comportamenti errati. Un gruppo di ricercatori sta analizzando il rapporto tra acidi grassi omega 3 e il rallentamento della crescita di tumori del colon e melanoma, mentre le vitamine del gruppo B sembrano ridurre del 40% del rischio di tumore della bocca.
Secondo un’indagine promossa dal Ministero della Salute, quasi il 70% degli anziani fa fatica ad arrivare alla fine del mese e così il carrello della spesa ne risente rimanendo desolatamente vuoto. In particolare mancano all’appello carne e pesce, sicuramente più costosi ma di fondamentale importanza per una corretta e sana alimentazione. A detta degli esperti la ragione principale della malnutrizione negli anziani del nostro paese è di tipo economico. La crisi, che ha colpito maggiormente la fascia di popolazione più debole come quella degli over 65, ha fatto calare notevolmente i consumi alimentari.

Anziana "stesa" con un pugno: ancora l'idiota moda del Knockout Game



Di Salvatore Santoru


Recentemente a Campobasso un'anziana signora di 71 anni è stata colpita e "stesa" con un pugno da parte di due teppisti ancora non identificati.
L'11 novembre, a Termoli, era toccato a un vent'enne l'essere preda di questo "gioco", ma i due aggressori, un 19enne e un 17enne questa volta sono stati individuati.

Da segnalare che ultimamente diversi casi del genere sono avvenuti anche a Roma, dove è stato identificato un vent'enne autore di quattro episodi di aggressione a danni di minorenni, e un'altro a Milano, dove una donna, dopo essere stata colpita, a seguito della caduta ha riportato il segno nasale frantumato.

Come già spiegato in un articolo del 25 novembre, il knockout game è "un "gioco" che consiste nell'aggredire alle spalle degli sconosciuti in strada, possibilmente in posti affollati, e poi filmare in tutto tramite cellulari", che negli USA è diventata da tempo una vera e propria mania e problematica sociale ( con diverse morti a causa di questo "gioco" ), e purtroppo da diverso tempo, esportato anche in altri paesi, tra cui la stessa Italia.


Superfluo ricordare che il "knockout game" di "gioco", o di divertimento o quant'altro nonostante il nome non ha nulla, ma è solo l'ennesima moda idiota e violenta che risulta espressione perfetta del clima di degrado e della degenerazione sempre più forte nella società contemporanea, perfettamente incarnata dai protagonisti di questi atti, disposti a tutto pur di apparire "fighi" ed evitare il fatidico incontro con il loro cervello.

Eutanasia, Dolce Morte, Fine Vita: Primi Bug


A cura di Anticorpi.info

Come prevedibile ecco fiorire le prime assurdità intorno al fenomeno dell'eutanasia, da qualche tempo ribattezzata: fine vita, materia su cui molte istituzioni occidentali dall'alto della loro rappresentatività e saggezza hanno deciso di legiferare, formalmente per soddisfare delle 'improrogabili necessità' socio-burocratico-legali-filantropiche, ma in realtà - temiamo - per scopi di ingegneria sociale.

Il graduale ma deciso smantellamento del welfare attuato dalle odierne classi dirigenti mutanti, abbinato al graduale convogliamento della previdenza e della sanità verso un sistema privatistico, oltre a svuotare di senso il concetto di Stato democratico, sta per condurre all'innalzamento dell'età pensionistica, mossa che già di per se comporterà per ovvi motivi una cospicua riduzione del monte pensioni da erogare nel prossimo futuro.

La 'mission' portata avanti da questi osceni apparati collusivi è quella di massimizzare le 'entrate' rastrellando contributi e premi assicurativi, e al contempo minimizzare le 'uscite', sottraendo alla gran parte dei cittadini il diritto ad una tranquilla pensione dopo una vita di fatica ed accantonamenti previdenziali. 
Ciò detto, è assai forte il sospetto che per abbattere (termine appropriato) ulteriormente il numero dei futuri aventi diritto, ai piani alti stiano adottando altri accorgimenti anche di ordine culturale e persuasivo, tra i quali - per l'appunto - la diffusione della cultura della eutanasia.

Stanchi di vivere
"Exit, centro mondiale di eutanasia, ha avviato la realizzazione di un bel programmino: stecchire non solo coloro i quali sono malati terminali, sofferenti e desiderosi di porre fine ai tormenti terreni, ma anche gli anziani - diciamo pure vecchi - non più in grado per motivi ovviamente fisici di campare in modo soddisfacente." Fonte


Secondo quanto riportato sul suo sito (link): "Exit Svizzera Italiana è un’associazione svizzera costituitasi nel 2012 a Berna con lo scopo principale di poter assistere tutti i cittadini del Canton Ticino, affetti da patologie gravi ed irreversibili per garantire loro tutte le cure palliative necessarie ed eventualmente assisterli ed accompagnarli alla Morte Volontaria Assistita secondo quanto dettano le norme vigenti svizzere (Art. 115)."

Irreversibilità è una parola abusata dalla medicina mercantile. Come la mettiamo con quelli che rivolgendosi altrove siano 'inaspettatamente' guariti dopo che gli scienziati li avevano bollati come 'in fin di vita'? Sono tanti; basta cercare sul Web.
Non è tutto. Nell'assecondare questo loro irrefrenabile impeto compassionevole"i dirigenti di Exit hanno pensato di andare incontro alla domanda di estinzione prematura estendendo a vecchi inconsolabili, incazzati o stanchi di vivacchiare l'opportunità di schiattare, risparmiandosi il percorso doloroso preteso da madre natura." Fonte

Quindi, amici anziani e (tra non molto) meno anziani, nel caso in cui voleste risolvere definitivamente quel problema di unghia incarnita, sapete dove rivolgervi.

Meglio non dirlo a nessuno.
"Un ex magistrato calabrese, Pietro D'Amico, di 62 anni, di Vibo Valentia, è morto in una clinica di Basilea, in Svizzera, dove gli è stato praticato il suicidio assistito. La notizia è riportata dalla Gazzetta del Sud. I familiari di D'Amico hanno ricevuto la notizia della morte del congiunto, secondo quanto scrive il giornale, attraverso una telefonata della direzione della struttura sanitaria elvetica." Fonte


La cosa più inquietante è che l'uomo avrebbe portato a compimento l'intento suicida in totale riservatezza, senza avvertire i parenti, né altri congiunti o conoscenti. "A riferirlo è il cugino dell'ex magistrato: 'Non ci spieghiamo come sia stato possibile che nessuno dalla clinica di Basilea ci abbia avvertito della volontà di morire espressa da Pietro. Possibile che una semplice volontà di morire possa fare scattare la procedura del suicidio assistito? Pensavamo che fosse partito per uno dei suoi soliti viaggi." Fonte

In altri termini non esistono leggi che obblighino simili strutture ad avvisare i congiunti del 'paziente' prima che l'intento sia portato a termine. Una vera stranezza. Ci obbligano a rinunciare alla nostra privacy in cambio della sicurezza, ma a quanto pare il principio si applica a singhiozzo, dato che perde validità in materia di eutanasia, dove la privacy torna ad essere 'sacra.'
L'augurio è che il legislatore si adoperi per correggere al più presto questo lugubre bug nella giurisprudenza, che i soliti complottisti malpensanti potrebbero interpretare come un indiretto nulla osta al suicidio da parte delle istituzioni.

Silvano Toniolo, il pensionato sfrattato da casa che vive sui treni


Silvano  Toniolo ha 80 anni, e l’unica cosa che gli impedisce di vivere per le strade è una tessera da invalido che gli permette di avere il soffitto di un  treno come tetto.
Un ictus lo ha reso parzialmente invalido e, 8 mesi fa, è stato sfrattato dal suo piccolo appartamento del centro di Torino. Da allora, con il su passepartout , è salito sul primo treno e non è mai più sceso se non per cambiare rotta e destinazione.
A raccogliere la sua storia è Marco Bardesono che lo ha intervistato per il Corriere della Sera.
“Facevo l’infermiere, sono anche stato volontario in una missione in Uganda” ha raccontato Silvano. Al suo rientro a Torino ha continuato a prestare servizio in ospedale fino alla pensione. “Ho vissuto in un piccolo appartamento del centro città, poi mi hanno sfrattato”.  Ed è qui che hanno inizio i suoi viaggi.
“Mi limito al Piemonte e alla Liguria”, è lì che vivono i suoi amici. “Li vado a trovare e a volte ci scappa pure un invito a pranzo o a cena, che nelle condizioni in cui mi trovo non guasta. Le mie mete preferite sono gli istituti dei salesiani di Alassio o Imperia, oppure il don Orione di Sanremo. Lì ci sono missionari che ho conosciuto quando stavo in Uganda”.
“Viaggiando si conoscono molte persone, ci si apre agli altri. Conosco quasi tutti i controllori, con qualcuno sono diventato amico, a volte la mattina mi portano il caffè”.
“Mi hanno derubato due volte. Porto con me solo uno zainetto nero che uso come cuscino, così non me lo portano più via”. Dentro ci sono una camicia di ricambio, un paio di calzini, spazzolino da denti e schiuma da barba. La sua ricchezza – la tessera – è nel portafoglio nella tasca interna del giaccone. “Il resto della mia roba l’ho lasciata in custodia in un istituto religioso. Vado lì ogni tanto per prendere ciò che mi serve e fare il bucato”.

Fonte:http://www.articolotre.com/2013/04/silvano-il-pensionato-invalido-che-vive-sui-treni/161545

Problemi con Equitalia: 2 anziani si impiccano abbracciati

Due anziani coniugi si sono uccisi, impiccandosi nel garage di casa, ad Ancarano in un piccolo paese del teramano: li hanno trovati abbracciati. Nessuna lettera d`addio, ma un figlio schiacciato dai debiti: i due, 79 anni il padre, 75 la madre, erano i genitori di un artigiano la cui abitazione, era finita all’asta dopo che banche ed Equitalia avevano avviato le azioni per recuperare i crediti vantati.
Il50enne, in un gesto di disperazione, ha tentato di recuperare la casa, con una tentata estorsione ai danni dell’uomo che ha ricomprato l’immobile all’asta. E per questo è finito in carcere.
La vicenda è riportasta dal quotidiano locale Il Centro. Sembra che la donna, come raccontano alcuni testimoni, da tempo soffrisse di depressione. A trovare i due anziani morti, ieri pomeriggio, è stato un altro figlio che abitava con la coppia. In un primo momento si era diffusa nel paese la voce che i due anziani avessero deciso di togliersi la vita per far ereditare la loro abitazione al figlio in difficoltà. Ipotesi che – riferisce il quotidiano – è esclusa da Bruno Massucci, avvocato dell’uomo: «Il mio assistito perderebbe anche la casa ereditata».
FONTE: http://www.dazebaonews.it/

 http://www.lindipendenza.com/problemi-con-equitalia-2-anziani-si-impiccano-abbracciati/

Il segreto della longevità è in Sardegna

In Sardegna ci sono più ultracentenari che in altre parti del mondo: a maggio 2010 erano circa 350, in media circa 22 ogni centomila abitanti, contro una media generale tra gli 8 e i 10. Tale caratteristica ha spinto gli scienziati a studiare la popolazione sarda, nel tentativo di svelarne i segreti della longevità.

La posizione geografica della Sardegna e la montuosità del suo territorio hanno fatto sì che, fra la popolazione sarda, per via dell'isolamento, oltre che di fenomeni come la tendenza a sposarsi tra persone dello stesso gruppo sociale, si siano create nel tempo caratteristiche speciali, dal punto di vista genetico ed antropologico.

L'omogeneità della popolazione sarda, in particolare, ne fa un'ottimale oggetto di studio, per capire le cause genetiche di diverse malattie, tra cui le malattie autoimmuni, il diabete e la sclerosi multipla.

I centenari sardi sono oggetto di studio da parte del progetto "AKeA" (acronimo di "A Kent’Annos", tradizionale augurio sardo che significa "a cent'anni"), sin dal 1997. Il progetto è diretto dal Prof. Luca Deiana, dell’Università di Sassari, con la collaborazione del Max-Planck Institute for Demographic Research, di Rostock, in Germania e dalla Duke University, North Carolina, USA.

Lo studio ha consentito di individuare finora oltre 1.800 sardi ultracentenari, tra vivi e morti, e di inserirli in un "Archivio di Longevità della Sardegna", col proposito di comprendere tutte le persone sarde che hanno superato l’età di 100 anni. Chiunque conosca dei sardi ultracentenari – purché certificabili con la produzione degli atti di nascita o di morte purché – è infatti invitato a segnalarli al Prof Luca Deiana.

Grazie ad AKeA, si è scoperto, ad esempio, che ci sono delle zone interne ad alta concentrazione di longevi, e che il rapporto maschi/femmine ultracentenari in Sardegna è molto diverso che altrove. Se nel resto d'Italia ed in occidente tale rapporto è di 1 a 4, se non addirittura di 1 a 7, nell'Isola è generalmente al di sotto di 1 a 2, per diventare paritetico nelle aree interne.

Per spiegare tali particolarità, sono state formulate molte ipotesi, come la qualità della vita o un particolare regime alimentare, anche se gli studiosi sono interessati, più che altro, ad analizzare i fattori genetici, i quali, in concomitanza con i fattori ambientali, potrebbero svelare il segreto di tale longevità. "Sono tanti i fattori che concorrono alla longevità: genetico, sociale e antropologico" – ha spiegato il professor Deiana -  "L’ambiente in cui si vive e l’alimentazione sono importanti, determinante è poi l’affetto familiare, che produce grande serenità".

La Sardegna vanta alcuni primati, tra cui:

    l'uomo più vecchio del mondo, attestato dal Guinness dei Primati 2001; Antonio Todde (chiamato Tziu Antoni), nato a Tiana (NU) il 22 gennaio 1889, è scomparso nel 2002, poche settimane prima di compiere 113 anni; attribuiva la sua longevità al bicchiere di buon vino rosso che beveva ogni giorno;
    l'uomo più vecchio d'Europa, e al terzo posto in tutto il mondo, nel 2003; Giovanni Frau, nato a Orroli (CA) il 29 dicembre 1890, è scomparso il 19 giugno 2003, all'età di 112 anni. ( Fonte: www.intrage.it)
    
     Fonte:http://www.cronachelodigiane.net/article-il-segreto-della-longevita-e-in-sardegna-108263147.html

Vogliono ammazzarci tutti?

L'olocausto graduale progettato dal Fondo Monetario Internazionale
Di Rodolfo Ricci
L’11 Aprile ultimo scorso, un dispaccio dell’FMI ha chiarito, oltre alla certificazione della recessione e a vari ammonimenti sull’instabilità globale, che la vera spada di Damocle che pende sulla testa del mondo è costituita dall’eccessiva longevità degli anziani nell’Occidente sviluppato.
In pratica, l’età media della popolazione, europea in particolare, sta mettendo a serio rischio la sostenibilità del welfare (quindi dei conti pubblici, quindi della finanza mondiale) e dunque bisogna correre ai ripari: non, come il buon senso ci indurrebbe a pensare, reperendo nuove risorse per il rafforzamento dei modelli di welfare, ma, al contrario, legiferando misure che riducano le prestazioni sociali; in tal modo, l’allungamento della vita nell’occidente, sarebbe contrastato con l’allontanamento progressivo dell’età pensionabile, con la diminuzione degli importi pensionistici, insomma con tutta una serie di norme che, strada facendo, consentano di riportare la vita media sotto standard accettabili: assolutamente non oltre gli 80 anni, così pare di capire.

Ho ascoltato la notizia per radio, mentre tornavo dal lavoro, all’interno di una trasmissione radiofonica della sera, “Tornando a casa”, diretta da una cortese conduttrice, Enrica Bonaccorti, ben nota al pubblico italiano, la quale, complice il suo avvicinarsi alla terza età, non ha resistito e ha sbottato: “Ma che vogliono? ammazzarci tutti?

In effetti le argomentazioni fornite dall’ FMI, a prescindere dallo scontato suggerimento “tecnico” di demandare la protezione sociale sempre più ai “mercati” e sempre meno al pubblico (parte sostanziale del suo ricettario già fallito miseramente dall’Argentina agli USA e che ha lasciato sul lastrico decine di milioni di pensionati), stimola ben altre riflessioni: gli anziani, come i bambini, gli handycappati, i malati cronici, insomma tutti coloro che sono fuori o ai margini dell’attività lavorativa, costituiscono un vero e proprio peso, la cui sostenibilità, all’interno dei parametri del pensiero unico, è in contraddizione, anzi in opposizione, con gli elementi di competitività e profitto sistemico.

La popolazione non attiva, fatta eccezione per i bambini che costituiscono la futura forza produttiva e per quella che serve alla riproduzione della stessa forza lavorativa (massaie, madri, casalinghe, badanti varie) costituisce un oggettivo elemento di abbassamento dell’efficienza e della competitività. Quindi deve essere ridotta o, se ci fosse la possibilità, gradualmente abolita.

Una sorta di olocausto graduale e universale, insomma riformistico, che evitando possibilmente elementi di reazione popolare, sempre da scongiurare, consenta tuttavia di addivenire all’obiettivo nei tempi medi previsti dalla progettazione sistemica: diciamo entro i prossimi 20-30 anni. Infatti la situazione parossistica citata dall’autorevole organismo internazionale dovrebbe verificarsi intorno al 2050.

Di fronte a questo rischio immane, si può provvedere via legislativa, con una serie di provvedimenti approntati ad hoc dai parlamenti nazionali e di cui, la riforma pensionistica italiana recentemente varata, pare costituire per l’FMI un esempio da perseguire con convinzione, a livello mondiale.

In pratica il suggerimento (già operativo nel nostro paese) è il seguente: durante l’età lavorativa, la singola persona è invitata ad aderire il più possibile ad assicurazioni previdenziali private (la cui redditività si è dimostrata estremamente rischiosa) parallelamente ai versamenti verso il sistema pubblico (che stranamente, non possono e non debbono assolutamente essere eliminati). Ciò consentirà infatti che fiumi di denaro vadano a rimpolpare i deficit “derivati” di banche, assicurazioni, ecc, e così a rimettere in equilibrio la finanza privata, mentre, allo stesso tempo, per la parte di contribuzione pubblica versata, buona parte di quei soldi andranno a sanare, all’occorrenza, l’equilibrio di bilancio dei diversi paesi, garantendo il pagamento degli interessi. A chi? Sempre, rigorosamente, ai mercati, e alle stesse banche e assicurazioni presso cui, grazie ai trattati europei e alla natura dell’Euro (moneta non sovrana), siamo costretti a chiedere prestiti.

Per essere più sicuri che la ricetta funzioni, tuttavia, è opportuno che l’età media della popolazione decresca; ne saranno così alleviati sia i bilanci pubblici, sia quelli dei secondi pilastri contributivi, ovvero sempre e solo dei grandi rentiers della finanza.

Questa architettura degna di un nuovo Hitler più cauto e riformista, va di pari passo con il resto dell’armamentario fatto di pareggio di bilancio in Costituzione, di riforma del mercato del lavoro, ecc. che ingabbierà in una botte di ferro le elites post-capitaliste e neofeudali, mentre 500 milioni di europei di diverse generazioni e nazionalità, chi più chi meno, si troveranno sostanzialmente immersi in una nuova vita, di merda.

Ora, l’uscita dell’FMI, che avevamo già sentito un decennio fa dire le stesse cose in Argentina (fu varata una legge, secondo la quale lo Stato avrebbe pagato le pensioni solo nella misura in cui disponeva di sufficiente denaro, cioè di pesos dollarizzati, vale a dire di una moneta simile all’Euro), rende evidente che il quadretto che hanno in mente lor signori, è propriamente quello di una nuova dittatura tecnocratico-finanziaria continentale (supportata a mo’ di vassallaggio dall’impresa produttiva a cui in cambio si elargisce più precarietà e capacità di licenziare i lavoratori), in cui gli Stati non hanno più il compito di far cresce ed armonizzare il benessere collettivo, ma al contrario di rendere praticabili e sostenibili i loro programmi di lunga durata.

In questo senso, il re non è solo nudo, ma è ridotto all’osso. Come quando si alzano per legge i tassi percentuali di veleni nell’acqua per considerarla potabile anziché provvedere a purificare le fonti, così, si tenta di modificare la biologia e la vita quotidiana di miliardi di persone, pur di mantenere sostenibile e immodificabile il sistema di sfruttamento globale.

Tutto questo conferma anche che siamo ormai entrati in un mondo oggettivamente post democratico e forse, come io penso, anche post capitalistico.

Nel corso della storia tentativi di questa natura si sono ripetuti in forme diverse in diverse occasioni; ma forse è la prima volta che l’esperimento viene ora tentato su scala globale, dopo quello continentale, ancorché in una situazione di relativa arretratezza, attuato in America Latina tra gli anni ’70 e gli anni ‘90.

Il caso italiano, in questo senso, vale ben più della Grecia. L’Italia è un grande paese, la sua risorsa umana è tra le più pregiate, culturalmente e in termini di competenze, al mondo. Purtroppo lo è anche il saper vivere, magari arrangiandosi, magari con la dieta mediterranea, così che l’età media è sconvenientemente lunga.

Se dunque riescono a inglobare l’Italia nel reticolo del loro olocausto programmato, non vi è più alcun limite al loro dominio.

In Argentina, fatta per metà di popolazione di origine italiana, li mandarono via a calci nel sedere definitivamente. Il rigoroso presidente De La Rua, succeduto all’orgiastico e fraudolento Menem, lo andarono a prelevare in elicottero sul tetto de La Casa Rosada per salvarlo dall’insurrezione popolare.

In Italia vedremo se i recenti fasti possano essere replicati. Per il bene dell’umanità, non solo degli italiani.

Fonte:  Sinistrainrete

 Da  Campo Antimperialista

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