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La Danimarca vieta il velo islamico: non si potrà indossare in pubblico

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Di Salvatore Santoru

La Danimarca ha deciso di vietare il velo islamico.
Più specificatamente, come riporta l'ANSA(1), non si potranno indossare in pubblico gli indumenti che coprono il viso come il niqab ed il burqa

La legge è stata presentata dal governo di centrodestra ed è stata approvata dal parlamento con 75 voti a favore e 30 contrari.

NOTA:

(1) http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2018/05/31/la-danimarca-vieta-il-burqa-in-pubblico_ad53757c-c7ce-4f10-a30c-5caa3b5a9c99.html

La Norvegia verso il bando del velo islamico in scuole e università

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http://www.globalist.it/world/articolo/2000528/la-norvegia-verso-il-bando-del-velo-islamico-in-scuole-e-universita.html

La Norvegia si prepara a discutere del bando a qualsiasi velo islamico o passamontagna che nasconda il volto nelle scuole perché «ostacola la comunicazione tra studenti e insegnanti». Lo riferisce la Bbc.

Il bando, che verrebbe applicato nelle scuole e università, sarebbe il primo del genere in Scandinavia: la sua eventuale approvazione, con la maggioranza dei partiti favorevoli, è prevista entro il prossimo anno.

“Ho provato il burqa e mi è piaciuto”. Come generalizzare sugli arabi durante una vacanza in Kuwait

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Di Shady Hamadi
“Ho provato il burqa e mi è piaciuto”. A parlare, o meglio a scriverlo è Flavia Piccinni, scrittrice, 30anni, vincitrice del premio Campiello giovani nel 2005. L’autrice racconta in un post pubblicato su huffingtonpost.it il suo viaggio a Kuwait City. Atterrata all’aeroporto, scrive la Piccinni, “avevo dimenticato le direttive arabe, e indossavo una giacca di lana aderente in vita, un vestito sotto al ginocchio, delle calze coprenti e delle scarpe con mezzo tacco. Non mi sono mai vergognata tanto”.
Il motivo della vergogna sono le “direttive arabe”. Gli arabi, continua, “non amano le mezze misure“. Per loro, spiega, “sono le prostitute a lasciare le spalle, le braccia e le gambe scoperte. Le occidentali smemorate non sono particolarmente amate”. E qui c’è bisogno di fermarsi. “Gli arabi” ai quali fa riferimento chi sono? I kuwaitiani sono come i libanesi? Gli iracheni come i kuwaitiani? Un kuwaitiano è uguale a un altro kuwaitiano? Per la Piccinini sì, a giudicare da quel “arabi” buttato lì, come se fossimo usciti con lo stampino. Tutti, anche chi scrive questo articolo, “non hanno mezze misure”. Quindi tu, donna occidentale che leggi l’articolo copriti bene, potrei vederti dallo schermo del telefonino.
Ma continuiamo. La scrittrice, accortasi di essere “fuori posto“, si è sentita in obbligo di recarsi al mercato dove, alla “modica cifra di dieci denari (sarebbe dinari, ma le abbono la svista), che sono poco più di trenta euro” ha acquistato “un burqa nero”. Il burqa è un indumento usato in Afghanistan. Andate in Kuwait, entrate in un negozio e chiedete un burqa. Non vi capirà nessuno. Il vestito al quale fa riferimento è l’abaya: si tratta di un lungo camice nero, di tessuto leggero, che copre tutto il corpo eccetto la testa, i piedi e le mani. Non è necessario coprirsi il viso e, come scrive, “abituarsi a respirare dietro una specie di grata”. L’abaya è usata nei paesi del golfo, nel resto del mondo arabo pochissimo.

GERMANIA,LA MERKEL SI SCHIERA A FAVORE DEL DIVIETO PARZIALE DEL BURQA NELLE CIRCOSTANZE LEGALMENTE POSSIBILI

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Di Salvatore Santoru

La cancelliera tedesca Angela Mekel si è schierata a favore della proposta di divieto dell'utilizzo del burqua nei luoghi pubblici.
Come riportato da diversi media internazionali(1) la Merkel si è schierata per il divieto parziale di burqua e niqab nelle circostanze legamente possibili.

NOTE:

(1)http://edition.cnn.com/2016/12/06/europe/angela-merkel-full-veil-ban-germany/

LA MERKEL CONTRO IL BURQUA: 'E' UN'OSTACOLO ALL'INTEGRAZIONE'



La cancelliera Angela Merkel ha dichiarato che il burqa è un ostacolo all’integrazione e il ministro dell’Interno Thomas de Maizière ha il suo pieno sostegno nell’indicare eventuali divieti parziali. Lo riferisce l’agenzia Dpa citando dichiarazioni della cancelliera alla rete giornalistica `Rnd´. 

«Dal mio punto di vista, in Germania una donna completamente velata ha poche possibilità di integrarsi», ha detto la cancelliera come riferisce Dpa aggiungendo che Markel ha lasciato aperta la possibilità di divieti in alcuni settori. «Si tratta di una questione politica e giuridica per la cui soluzione il ministro dell’Interno Thomas de Maizère ha il mio pieno sostegno», ha detto la cancelliera riferendosi all’esponente del suo partito cristiano-democratico (Cdu) che ha già escluso un divieto totale. 

I ministri dell’Interno regionali dell’Unione Cdu-Csu stanno discutendo un documento, la cui pubblicazione è attesa per domani, in cui dovrebbe essere chiesto il divieto di portare il burqa (e altri tipi di veli islamici come il niqab che coprono il volto) negli uffici pubblici dove è necessario farsi riconoscere, in manifestazioni e alla guida di auto. 

Olanda:sì al burqua in strada e in spazi privati, ma non negli edifici pubblici



http://it.euronews.com/2015/05/23/paesi-bassi-il-governo-ci-riprova-ddl-per-il-divieto-parziale-del-velo-islamico/

Via libera da parte del governo dei Paesi Bassi al disegno di legge per il divieto parziale del velo islamico. Memore della bocciatura del 2012, stavolta l’esecutivo ha preferito optare per una versione alleggerita: gli indumenti che ricoprono il viso sarebbero ammessi in strada, ma non in scuole, ospedali, edifici governativi e trasporti pubblici.

Per approfondire:http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2015/05/22/olanda-verso-no-a-burqa-in-istituzioni_802735df-0da0-4737-9cb8-5ab4b8dd7d7c.html

Afghanistan, uomini in burqa per la festa della donna

Kabul men burqa protest women violence

Di Tommaso Perrone

Uno dei modi migliori per capire come si sente una donna col burqa quando cammina per la strada è indossarlo. È quanto ha affermato uno degli uomini che hanno marciato giovedì 5 marzo per le strade di Kabul, capitale dell’Afghanistan, indossando burqa di colore blu cobalto sotto un cielo a dir poco plumbeo.I dimostranti, circa una ventina, hanno dichiarato di far parte di un gruppo che si chiama Afghan peace volunteers, volontari afgani per la pace, e di aver scelto di manifestare per esprimere – in occasione della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo – la loro solidarietà alle donne che in Afghanistan godono, ancora oggi, di pochi diritti.

Il burqa è un abito che copre la donna dalla testa ai piedi, viso incluso, e che le consente di “vedere” solo attraverso una rete bucherellata all’altezza degli occhi. L’uso del burqa risale al Diciannovesimo secolo, ma è stato imposto negli anni Novanta dal regime dei talebani, poi rovesciato in seguito all’invasione occidentale avvenuta come risposta all’attentato del 2001 alle Torri gemelle di New York, negli Stati Uniti.