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Fausto Brizzi, archiviate le accuse di molestie. Le Iene: “Ci quereli così verrà fuori la verità”



 È la decisione del gip del tribunale di Roma Alessandro Arturi che ha accolto la richiesta della procura di Roma. “Si chiude così definitivamente la vicenda relativa allo scandalo delle molestie apertasi con i servizi delle Iene“, commenta all’Ansa il legale del regista, Antonio Marino. L’inchiesta era stata avviata dopo la denuncia di tre donne e il servizio della trasmissione di Mediaset Le Iene: “Per noi la vicenda non finisce con l’archiviazione. Perché il regista non ha mai affrontato e querelato Le Iene? Siamo pronti a portare davanti ad un tribunale le dettagliate testimonianze che abbiamo raccolto”, replicano dalla redazione del programma televisivo. Commenta la vicenda anche Matteo Renzi: “Per mesi lo hanno mediaticamente massacrato con accuse di molestia infondate. Adesso tutto è stato archiviato. Qualcuno da stasera deve chiedere scusa a Fausto Brizzi”.

Nel decreto di archiviazione il giudice scrive che “l’impianto narrativo” di una delle querele “non consente di individuare, neppure in astratto, elementi fattuali qualificanti l’assunta violenza sessuale”. Il gip parla di “estrema problematicità di riconoscere in una tale tipologia di approccio una reale potenzialità costrittiva della volontà della pretesa vittima”. Sottolinea inoltre come sia da escludere che “un cambio nel tono di voce” o una “maggiore risolutezza” da partey del regista possano aver intimidito “una donna di 30 anni, con una solida esperienza di vita alle spalle, non già un’adolescente sprovveduta”.
Anche a proposito di un presunto abuso di autorità da parte di Brizzi, come potrebbero essere eventualmente qualificati gli abusi, il gip sottolinea che “in caso di comportamento poco compiacente” la donna avrebbe rischiato di perdere “200 euro per due comparsate nell’ambito del film in lavorazione”, una contropartita giudicata dal gip non sufficiente a configurare una possibile “posizione di preminenza per ottenere favori sessuali estorcendo alla vittima un apparente consenso“. Tra l’altro il giudice ricorda che la donna presunta abusata “non si è astenuta dal ritornare presso lo studio professionale di Brizzi, accettando evidentemente la eventualità di incappare in rinnovate profferte sessuali e, dunque, nella medesima situazione fonte di tanto, seppur tardivo, pentimento“. Riguardo alle accuse di altre due ragazze, invece, per il giudice la querela è stata “tardiva” perché oltre i termini di prescrizione di sei mesi previsti dalla legge italiana per casi come questo, e comunque “non ci sono gli estremi per il delitto di violenza sessuale”, scrive ancora il gip.

La vicenda era stata sollevata dalle Iene che ha commentato l’archiviazione: “Noi de Le Iene abbiamo raccolto però i racconti di 15 ragazze che accusano Brizzi. Perché non ci ha denunciato per diffamazione, lasciando a un Tribunale la decisione sulla veridicità anche di quelle storie? Chi accusa Le Iene di processo mediatico contro il regista, come è già successo quest’estate con la richiesta di archiviazione del pm, dovrebbe ricordare soprattutto altre due cose. Noi abbiamo raccolto, come potete vedere nei servizi, le testimonianze di 15 ragazze, che non si conoscevano tra loro e che hanno raccontato tutte in maniera indipendente lo stesso copione di molestie e abuso di potere. Inoltre noi abbiamo raccontato il peccato e non abbiamo fatto il nome del peccatore. Il nome di Brizzi lo hanno fatto altri e noi lo abbiamo solo successivamente riferito”.

NEW YORK UNIVERSITY, IL CASO: fa discutere lettera firmata da importanti teoriche del 'femminismo mainstream'(tra cui Judith Bluter) a difesa di Avital Ronell, accusata di molestia verso un suo studente

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Di Salvatore Santoru

Sta facendo discutere un caso avvenuto nella New York University.
Come riporta il 'Corriere Della Sera', la docente 66enne Avital Ronell è accusata di aver molestato un ragazzo sulla trentina(1).

Più specificatamente, nel settembre del 2017 lo stesso ragazzo ( frequentante i corsi più avanzati, il PhD), ha segnalato al Dipartimento di sorveglianza dell’ateneo di essere stato presumibilmente molestato(il condizionale è d'obbligo non essendo chiarito il caso) dalla stessa Ronell e qualche settimana fa un gruppo di colleghi e colleghe della stessa docente di germanistica ha scritto una lettera indirizzata al presidente dell'università Andrew Hamilton, in cui ci si appella ai «meriti» e «alla «reputazione» della professoressa e critica letteraria di origine israeliana(2).

Tale lettera, resa nota dall'ordinario di filosofia e legge alla University of Chicago Law School Brian Leiter sul suo blog 'Leiter Reports'(3), sostiene che contro la Ronell si è creata una«caccia alle streghe». 
Andando maggiormente nei particolari e stando a quanto riportato dal quotidiano israeliano Haaretz(4), c'è da dire che tra i firmatari della lettera vi sono una cinquantina di intellettuali e tra di essi alcune delle più importanti teoriche femministe contemporanee.

Tra l'altro, la stessa iniziativa è stata promossa dalla filosofa post-strutturalista teorica del gender Judith Bluter(5), nota anche per il contributo teorico alla terza ondata del femminismo.
Ovviamente c'è da dire che le accuse alla Ronell sono tutte da verificare e indagare in modo imparziale.

NOTE:

(1) https://27esimaora.corriere.it/18_luglio_01/usa-docente-accusata-molestie-c6fa0060-7c9f-11e8-87b8-02c87e8bc58c.shtml

(2) http://leiterreports.typepad.com/blog/2018/06/a-fair-assessment-of-the-letter-in-defense-of-professor-ronell.html 

(3) https://it.wikipedia.org/wiki/Avital_Ronell

(4) https://www.haaretz.com/us-news/.premium.MAGAZINE-when-top-feminists-defend-a-scholar-accused-of-sexual-harassment-1.6221047

(5) https://en.wikipedia.org/wiki/Judith_Butler

Kevin Spacey fa coming out: “Sono gay”, la confessione dopo l’accusa di aver molestato un 14enne

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Di Stefania Rocco

 Kevin Spacey fa coming out. L’attore premio Oscar per I soliti sospetti e American Beauty ha ammesso in un lungo messaggio pubblicato su Twitter la sua omosessualità. Il fatto di essere uscito allo scoperto potrebbe essere legato alle accuse ricevute proprio in queste ore da Anthony Rapp, attore 46enne che ha raccontato di essere stato molestato da Spacey quando aveva solo 14 anni.

Nel corso di un’intervista rilasciata a Buzzfeed News, Anthony Rapp – recentemente volto di Paul Stamets in Star Trek Discovery – ha raccontato un episodio che risale al 1986, quando aveva 14 anni contro i 26 di Spacey. L’uomo sostiene di aver partecipato, su invito di Spacey, a un party organizzato a casa sua. Unico ragazzino presente, Rapp ha raccontato di essersi allontanato dalla location in cui si stava tenendo il party per rifugiarsi in camera di Spacey a guardare un po’ di tv. Trascorsa la mezzanotte, si sarebbe accorto di essere rimasto solo dopo che tutti gli altri invitati avevano lasciato la festa.

A quel punto Spacey sarebbe entrato in camera e, salendo sul letto dove sedeva Rapp, gli avrebbe rivolto delle avances a chiaro sfondo sessuale. L’attore oggi 46enne ha raccontato di essere scappato via infuriato e aggiunto che da quel momento non avrebbe mai più rivolto la parola a Spacey. Pare che per anni abbia deciso di tenere per sé quell’episodio, raccontando l’accaduto solo ai familiari e agli amici. Oggi, a 30 anni di distanza da quel momento e sull’onda dello scandalo Weinstein, Rapp ha scelto di uscire allo scoperto.

Il coming out su Twitter

Spacey non nega quell’episodio, ma nemmeno dice di ricordarlo. Nel messaggio pubblicato sui social in cui ha ammesso la propria omosessualità, si è scusato con Rapp per quello che l’attore racconta sia accaduto quando era solo un ragazzino. Contemporaneamente, ha fatto coming out:

Ho molto rispetto, e ammirazione, per Anthony Rapp. Sono pieno di orrore nell'apprendere questa vicenda. In tutta sincerità non ricordo quest'episodio, che si sarebbe verificato oltre 30 anni fa. Ma se mi sono comportato come lui racconta, gli devo le mie più sincere scuse per un comportamento inappropriato, da ubriaco. Mi scuso con lui per le conseguenze che dice di aver sperimentato, nel suo animo, per tutti questi anni. Questa storia mi ha incoraggiato a raccontare di più sulla mia persona. Nella mia vita ho avuto relazioni sia con donne sia con uomini. Ho amato e avuto incontri romantici con diversi uomini nel corso della mia vita e ora ho deciso di vivere da uomo gay. Voglio affrontare la cosa onestamente e apertamente, partendo dal mio stesso comportamento.

Il duetto con la Goldberg che ha anticipato il coming out

Il coming out di Kevin Spacey era nell’aria. La sensazione che si fosse vicini al momento in cui il divo sarebbe uscito allo scoperto – pare che a Hollywood fossero numerosi quelli che già sapevano – è arrivata di recente, mediante un’esibizione di Spacey sul palco del Radio City Music Hall di New York, durante i Tony Awards, gli Oscar di Broadway. Fu proprio Kevin ad aprire la serata insieme a Woopi Goldberg con un numero durato 11 minuti. L’attore e la collega improvvisarono un duetto e ballarono il tip tap. Alcune delle battute che i due si rivolsero con il sorriso prevedevano che Spacey, chiuso in un armadio (“in the closet” è la frase utilizzata per indicare chi nasconde il proprio orientamento sessuale) pronunciasse la frase: “I’m coming out”, “Sto uscendo”.

Quando Spacey smentiva la sua omosessualità

Per anni Spacey ha tenuto nascosto il suo orientamento, professandosi eterosessuale anche di fronte alle domande più esplicite che gli sono state rivolte. A Hollywood erano numerosi i colleghi già a conoscenza del suo  “segreto”, mantenuto tale anche in virtù della riservatezza da sempre manifestata dall’attore.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://cinema.fanpage.it/kevin-spacey-fa-coming-out-sono-gay-la-confessione-dopo-l-accusa-di-aver-molestato-un-14enne/

Usa, attrice accusa Bush senior di averla palpeggiata durante una foto. L’ex presidente: “Ironia fraintesa”

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“Mi ha toccato il fondoschiena dalla sua sedia a rotelle, mentre la moglie Barbara era al suo fianco”. A parlare è un’attrice statunitense, Heather Lind, e l’uomo in questione è l’ex presidente Usa George Bush senior. L’attrice l’ha scritto in un post su Instagram, in seguito rimosso. Nella didascalia ha detto di essere stata “aggredita sessualmente”. Bush, oggi 93enne, ha affidato la sua replica a Fox News e si è scusato con Lind, parlando di “ironia fraintesa”. “L’ex presidente non avrebbe mai, in nessuna circostanza, provocato intenzionalmente un disagio a nessuno, e si scusa sinceramente se il suo tentativo di umorismo ha offeso la signora Lind”, ha detto il suo portavoce all’emittente.
Lind sul social network aveva ricostruito l’accaduto: “Non mi ha stretto la mano e mi ha palpeggiato – ha scritto Lind sul social network – Mi ha anche detto una barzelletta sporca e poi mi ha toccato ancora. E Barbara l’ha guardato come per dire adesso basta“. La foto in questione risale al 2014 e fu scattata in occasione di un evento per promuovere lo spettacolo televisivo a cui l’attrice, oggi 34enne, stava lavorando.
Lind, che ha recitato in Turn: Washington’s Spies ha detto di essersi convinta a raccontare l’episodio dopo aver visto la foto del concerto del 21 ottobre scorso a cui hanno partecipato tutti e cinque gli ex inquilini della Casa Bianca viventi per raccogliere fondi per le zone colpite dagli uragani. “Sono stata turbata oggi da una foto di Barack Obama che stringe la mano a George H.W. Bush durante l’incontro tra gli ex presidenti – ha scritto la 34enne – Mi è sembrato inquietante perché riconosco il rispetto che gli ex presidenti hanno per aver servito il Paese, e provo orgoglio e riverenza verso molti degli uomini della foto”.

Tom Jones: “Nella musica anche uomini vittime di molestie”

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“Nel nostro ambiente c’è gente che si lamenta di uffici stampa o di adetti alle pubbliche relazioni, o di cose che gli è stato chiesto di fare per avere un contratto discografico, proprio come per un film”. Tom Jones, durante un’intervista al programma della BBC 5 “Live’s Afternoon Edition”, ha svelato che anche nel mondo della musica sono esistiti casi di molestie e non solo nei confronti delle donne: “E’ successo anche a me, ad inizio carriera: mi hanno fatto delle richieste, ho detto no grazie. Quello che provano a fare alle donne, provano a farlo anche agli uomini. C’è sempre stato quell’elemento, con il potere: c’è chi ne abusa. Ma ci sono anche molte buone persone” racconta Tom Jones. I casi di violenze e molestie vengono fuori a macchia d’olio dopo il vaso di Pandora scoperchiato dalle accuse di alcune attrici di Hollywood per il produttore Harvey Weinstein.
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Dopo il caso Weinstein, oltre 30 donne accusano il regista James Toback per molestie

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Un altro scandalo sessuale scuote Hollywood, dopo quello di Weinstein: oltre 30 donne hanno accusato sul Los Angeles Times il regista James Toback, 73 anni, di vari episodi di molestie sessuali negli ultimi decenni.
Secondo il loro racconto, Toback, che ha avuto una nomination agli Oscar per la sceneggiatura di Bugsy (1991) diretto da Barry Levinson, adescava ventenni con la promessa di farle entrare nel mondo del cinema e trasformava le audizioni in abusi sessuali, facendo domande umilianti e masturbandosi davanti a loro.
Ma Toback respinge le accuse ricevute, sostenendo di non averle mai incontrate o che eventualmente l'incontro durò cinque minuti e di non averne ricordo.
Toback ha inoltre sostenuto che negli ultimi 22 anni è stato "biologicamente impossibile" per lui avere i comportamenti descritti dalle donne nel resoconto del Los Angeles Times, soffrendo di diabete e di problemi cardiaci che richiedono farmaci.

Paolo Del Debbio: “Anche io ho subito molestie. Una volta una donna, nuda nell’accappatoio…”

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Intervistato dalla trasmissione radiofonica Un giorno da pecora, Paolo Del Debbio ha raccontato un episodio piccante: “Una volte mi successe una cosa strana – premette quando gli chiedono se abbia mai subito molestie -. Quando facevo Mattino Cinque, ero lì in camerino che mi stavo preparando per la puntata. Ad un certo punto, si apre la porta ed entra una donna”. Com’era vestita? “Era una bella tordolona, in accappatoio”.
Cosa le disse? “Le dissi: signorina, ma che è uscita dalla doccia che sta in accappatoio? Lei mi rispose: vorrei stare qui con lei un attimo…”. E cosa rispose? “No, ho da prepararmi per la puntata, anzi visto che c’è la porta aperta nel corridoio meglio che si copra sennò prende freddo. Perché una cosa era evidente: quello era un abbocco – ha detto il conduttore  -, era stata mandata da qualcuno perché ci cascassi”. Uno scherzo, quindi? “Me l’aveva mandata qualcuno che voleva ci cascassi, non so chi fosse. Figurati se una donna alle sette meno cinque del mattino ti viene nel camerino in accappatoio….”.

Naughty Dog nella bufera per un caso di molestie sessuali

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Di Luca Gambino

Si chiama David Ballard e fino al 2016 ha lavorato per Naughty Dog. Un compito d'alto profilo, che l'ha visto prestare la sua opera per diversi titoli molto importanti, come Uncharted e The last of us. Il compito di Ballard era, nello specifico, quello Environment Artist e Multiplayer level artist. Nel 2016, dopo  diversi anni all'interno di Naughty Dog, David rassegna le dimissioni per motivi non precisati.
Oggi lo stesso Ballard confessa che il suo allontanamento volontario da Naughty Dog è stato causato da una molestia sessuale di cui è stato vittima nel 2015. Non solo: la stessa Naughty Dog, avrebbe offerto a Ballard 20.000 dollari per firmare un documento dove si impegnava a non diffondere nessun dettaglio in merito alla vicenda. Dal suo abbandono, Ballard non è riuscito a trovare un altro impiego nel suo ambito ed è da 17 mesi senza un lavoro.
Naughty Dog ha subito precisato di non essere a conoscenza di nessuna cattiva condotta in merito al suo rapporto lavorativo con Ballard, promettendo comunque un approfondimento in merito e precisando che la stessa ND e Sony sono sempre molto attente in merito a tematiche così importanti e delicate. 
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Cina: damigella molestata in auto dai testimoni di nozze

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Violenza vergognosa a margine di un matrimonio in Cina: una damigella, in auto con i testimoni per raggiungere il luogo delle nozze, è stata molestata dai ragazzi. I ragazzi violenti hanno anche girato un video, poi finito sul web e diventato virale. Tutto è avvenuto nella città di Xian, nella Cina nord occidentale.
Nel filmato si vede la ragazza che si dimena per sfuggire ai due, che nel frattempo le strappano la biancheria e la costringono a gemere. Il video è stato pubblicato sui social locali lo scorso 8 giugno, e la polizia è riuscita a individuare i responsabili: un 19enne e un ventunenne che non sono stati denunciati dalla vittima.

CAGLIARI: ragazza palpeggiata e insultata da una "gang" di ragazzi di origine algerina, lo sfogo del padre su Facebook

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Di Salvatore Santoru

"Casteddu Online" riporta la testimonianza di un uomo su un fatto accaduto in Via Roma.

L'uomo ha raccontato alla testata di Cagliari che sua figlia è stata molestata da quattro giovani di origine presumibilmente algerina(1).

Dopo il veloce palpeggiamento al sedere, i quattro membri della "gang" hanno rivolto alla ragazza frasi nella loro lingua e sono fuggiti in mezzo alla folla.

L'uomo ha dichiarato alla testata che servirebbe più sicurezza e prevenzione nella gestione dell'attuale crisi migratoria, in quanto tra i tanti migranti che stanno arrivando non vi sono solo brave persone ma anche diversi delinquenti.

NOTA:

(1)http://www.castedduonline.it/via-roma-mia-figlia-palpeggiata-da-4-algerini-con-sguardi-di-sfida/

ROMA, NUOVO TENTATO STUPRO : turista tedesca 19enne denuncia tentato abuso

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Di Salvatore Santoru

Ancora un nuovo tentato stupro a Roma.
 Come riportano il Messaggero(1) e il Tempo(2), una ragazza tedesca 19enne ha denunciato un tentativo di abuso da parte di un ragazzo presso la stanza del loro albergo, situata in zona Castro Pretorio.

Stando al "Messaggero, la turista era con un'altra amica e insieme hanno conosciuto due ragazzi in un locale situato a via Palestro e i due ragazzi hanno chiesto di poterle accompagnarle.
Dopo l'arrivo nell'albergo, l'amica della 19enne si è appartata volontariamente con un ragazzo mentre l'altro ha fatto delle proposte pesanti alla turista tedesca e al suo rifiuto ha tentato di abusarla.

NOTE:

(1)http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/roma_turista_tedesca_tentato_stupro-3257135.html

(2)http://www.iltempo.it/roma-capitale/2017/09/23/news/turista-tedesca-aggredita-dopo-la-discoteca-un-altro-tentato-stupro-a-roma-1035215/

TENTATO STUPRO A ROMA: 31enne molestata a piazza Vittorio, arrestati un 34enne e un 46enne di origini algerine e tunisine

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Di Salvatore Santoru

A Roma c'è stato un nuovo tentato stupro.
Come riportato dal "Messaggero"(1), una 31enne è stata molestata a piazza Vittorio da un 34enne di origine algerina e da un 46enne di origine algerina, entrambi irregolari con alle spalle dei precedenti.

La giovane è stata circondata e palpata dai due molestatori e le sue urla hanno allertato i militari presenti nella zona, militari che sono subito intervenuti per salvare la ragazza e arrestare i due molestatori(2).

NOTE:

(1)http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/molestie_a_piazza_vittorio-3260822.html

(2)http://www.ilcorrieredellacitta.com/news/cronaca/tentato-stupro-roma-molestata-andava-colazione.html

CINA: sempre più damigelle vengono violentate nel giorno del matrimonio

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Stupire la sposa e lo sposo con delle sorprese il giorno del loro matrimonio: è il naouhn (“disturbare un matrimonio”), un’antica usanza che fa parte della tradizione cinese.
Negli ultimi anni, però, nel paese asiatico si sta diffondendo una moda pericolosa. I testimoni dello sposo aggrediscono sessualmente le damigelle nunziali durante il loro tragitto verso il luogo della cerimonia, giustificando i loro comportamenti proprio con il naouhn
L’attenzione dei media e delle istituzioni cinesi è salita quando sul web ha cominciato a circolare un video, nel quale si vede una damigella d’onore che viene aggredita da due uomini mentre si trova in macchina, nella città di Xi’an, la più grande e più sviluppata città nel centro della Cina nord occidentale.
Nel video (contenuti forti), la donna urla e si dimena mentre gli aggressori le tolgono la biancheria intima, ridono e le impongono di riprodurre gemiti sessuali.
Il video è stato caricato sui social media l’8 giugno. Due giorni dopo la polizia di Xi’an ha identificato i colpevoli: un 19enne e un 21enne che sono stati trattenuti in custodia. Tuttavia la vittima non ha voluto denunciarli.


Molto spesso le damigelle non si recano alla polizia per accusare le aggressioni perché non vogliono rovinare il giorno del matrimonio ai loro cari. È anche probabile che gli ospiti delle nozze giustifichino in qualche modo queste violenze considerandole delle consuetudini della tradizione cinese.
Quelli che inizialmente erano scherzi innocui, ora sembrano aver preso una direzione diversa.
Un altro caso si è verificato a Guangzhou ed è finito con la morte di una delle damigelleSecondo i media locali, dopo che i testimoni di nozze aveva consegnato il regalo alla coppia di sposi la famiglia li ha accolti in casa. Gli uomini si sono precipitati a inseguire le damigelle al piano di sopra dell’abitazione.
Le donne hanno cominciato a correre per nascondersi e una delle due è precipitata da un balcone mentre cercava un rifugio dal possibile aggressore. Anche se il caso è ancora al vaglio degli investigatori, l’opinione pubblica cinese ha subito collegato la morte della donna con il naohun, con diversi commenti espressi sui social media.

Germania: a Bornheim vietato l’ingresso in piscina ai profughi maschi dopo casi di molestie



La cittadina tedesca di Bornheim ha deciso di vietare a tutti i rifugiati maschi l’ingresso nella locale piscina coperta.  

Il provvedimento, in questa cittadina a 23 chilometri da Colonia, è stato deciso dopo che numerose donne che frequentano la piscina o vi lavorano si sonolamentate di molestie da parte degli stranieri residenti in un vicino centro per rifugiati, ha spiegato l’assessore agli affari sociali, Markus Schnapka. Non è stato segnalato comunque nessun reato.  

La notizia giunge mentre in Germania vi è ancora tensione per le molestie di massa la notte di capodanno a Colonia, attribuite a migranti di origine araba. sindaco di Bornheim, Wolfgang Henseler, ha commentato il problema ai media locali dicendo che «dopo i fatti di Colonia niente è più lo stesso».  

Ieri risultavano registrate 652 denunce, 331 per reati sessuali, mentre tra i sospetti sinora identificati ci sono richiedenti asilo e immigrati illegali. Gli stessi fatti ieri hanno portato la cittadina renana di Rheinberg a cancellare la tradizionale sfilata di carnevale, che sarebbe dovuta passare davanti a un centro che ospita rifugiati. 

Svezia: nel 2014 molestie verso ragazzine a un festival in modo simile a Colonia, ma tutto venne insabbiato "per evitare strumentalizzazioni politiche"

Di Giovanni Masini
Le molestie di Capodanno a Colonia e in altre città della Germania sembrano aver scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora.
Dopo le continue denunce che nelle città di mezza Europa hanno rivelato quanto grande fosse - e sia - il fenomeno delle molestie verso le donne, ecco che si scopre un nuovo caso che ha del clamoroso, nonostante risalga a due anni fa. La storia viene dalla Svezia e più precisamente da Stoccolma, dove ogni anno si tiene il festival culturale giovanile "We are Sthlm".
Nell'edizione 2014 del festival, ha svelato il quotidiano svedese liberale Dagens Nyheter, circa 50 giovani, in prevalenza afghani secondo quanto riportano fonti di polizia, avrebbero molestato ragazzine - o forse sarebbe più corretto scrivere bambine - di appena undici o dodici anni. All'epoca la polizia parlò di "un numero di reati relativamente contenuto", in relazione al numero di partecipanti. Gli episodi si sarebbero ripetuti anche quest'anno.
Ora però, confrontando le rivelazioni di molti poliziotti interpellati dal quotidiano svedese, emergerebbe che l'intera vicenda fu insabbiata per evitare strumentalizzazioni politiche da parte dei populisti di destra dei "Democratici Svedesi", il partito anti-immigrazione che da mesi vola nei sondaggi.
Nello specifico, il quotidiano svedese sarebbe entrato in possesso dei rapporti riservati della polizia, che esprimevano preoccupazione per il problema di "giovani uomini che si strusciano sulle ragazzine nascondendosi nella folla". Nella versione ufficiale, però, questi fatti venivano riportati con toni molto meno allarmati, liquidando il tutto con toni che sembravano minimizzare l'accaduto.
Parlando con Dagen Nyheter, il capo della polizia di Sodermalm (uno dei quartieri di Stoccolma, ndr) e all'epoca incaricato della sicurezza del festival Peter Agren ha dichiarato: "Si tratta di un tasto dolente. A volte non osiamo raccontare le cose come stanno per paura di fare il gioco dei Democratici Svedesi."
Il portavoce della polizia di Stoccolma Varg Gyllander ha replicato alle accuse respingendo ogni addebito circa un potenziale insabbiamento ma confermando che durante il festival vi è stato "un gran numero" di aggressioni sessuali" e l'arresto di decine di "giovani uomini non svedesi". Tuttavia ha ammesso che "data la natura del crimine la polizia avrebbe dovuto parlarne".
Nonostante le accuse siano ancora da provare, il primo ministro di centro sinistra Stefan Lofven ha parlato di un "grande problema di democrazia" per il Paese e di un "doppio tradimento" nei confronti delle donne.
Immediata la reazione dei democratici svedesi, con il parlamentare Bjorn Soder che ha attaccato parlando di "scandalo senza precedenti". Sul caso è stata aperta un'indagine ufficiale e le istituzioni svedesi hanno promesso massima severità.

Germania, altre molestie a Capodanno: discoteca assaltata da 500 assalitori

Eine Szene aus der Silvesternacht vor dem Elephant Club am Bielefelder Boulevard, dem neuen Bahnhofsviertel.
Una nuova città tedesca si aggiunge all'elenco di quelle in cui ci sono state violenze e aggressioni contro le donne la notte di Capodanno. Si tratta di Bielefeld dove, secondo il "Westfalen Blatt", a San Silvestro 500 uomini avrebbero forzato l'ingresso in una discoteca e molestato le ragazze. La polizia ha confermato che sono state presentate diverse denunce di donne che quella notte erano nel locale "Elephant Club", nella località della Westfalia.


Intanto il ministro della Giustizia tedesco, Heiko Maas, ha fatto sapere di essere convinto che le aggressioni della notte di Capodanno siano state pianificate e ha invitato le forze di sicurezza a indagare sui possibili collegamenti fra le persone coinvolte. "Quando un'orda così si unisce per commettere reati - ha detto in un'intervista alla la 'Bild am Sonntag', edizione domenicale della Bild- sembra che debba essere stato pianificato in qualche modo. Nessuno può dirmi che questo non è stato coordinato o preparato".

Il ministro dell'Interno tedesco Thomas de Maizere, dal canto suo, parlando alla Frankfurter Allgemeine Sonntagzeitung promette più videosorveglianza, più presenza delle forze dell'ordine nelle strade, una giustizia veloce e leggi più dure. "Dobbiamo fare di tutto - spiega - affiché cose del genere non si ripetano".

Secondo gli ultimi dati della polizia di Colonia, sono 516 le denunce presentate finora di presunte aggressioni commesse davanti alla stazione ferroviaria di Colonia la notte di San Silvestro, il 40% delle quali a sfondo sessuale, e la maggior parte degli aggressori proveniva da Paesi del Nord Africa. Per la maggior parte, gli indagati sono richiedenti asilo e persone che si trovano in Germania in situazione illegale. La polizia, sostiene il periodico, indaga su messaggi inviati sui social network da parte di nordafricani nei giorni precedenti a Capodanno e sulla presenza a Colonia di persone arrivate dai dintorni e anche da Paesi vicini, cioè Belgio, Olanda e Francia.

In settimana discussione al Bundestag - Gli attacchi alle donne della notte di san Silvestro saranno all'ordine del giorno nel Bundestag tedesco in settimana. Già lunedì è previsto un incontro dei referenti della coalizione di governo dell'Unione (Cdu-Csu), per trarre possibili conseguenze sul piano legislativo. Dopo la dichiarazione della Cdu, che vede il partito della cancelliera pienamente concorde su un inasprimento del diritto d'asilo che preveda la perdita della protezione per chi commette reati, i socialdemocratici hanno fatto sapere di essere interessati a raggiungere un'intesa veloce con i partner di governo. La fattibilità di una stretta su diritto d'asilo, per l'SPD, va però ancora verificata.

Non solo Colonia, nuove denunce di violenze in tutta Europa. Si dimette capo della polizia di Colonia

Colonia

http://www.giornalettismo.com/archives/1987944/capodanno-colonia-nuove-denunce-di-violenze-in-tutta-europa/

Il Capodanno con violenza di Colonia giorno dopo giorno assume contorni sempre più inquietanti. Perché secondo quanto riportato dal Messaggero la notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio è successo qualcosa di gravemente anomalo non solo in Germania ma anche in Austria, Finlandia, Svizzera. Davanti alle polemiche per la scarsità di agenti sul posto nella notte di Capodanno si è dimesso Wolfgang Albers, il capo della polizia di Colonia.
Caos, violenza, botte, provocazioni. Un incubo. Ubriachi e violenti da una parte, polizia impotente da un’altra. A Colonia poteva scapparci il morto, secondo la Polizia, e non solo lì:
Ad Amburgo sono salite a 70 le denunce per molestie. Aggressioni sessuali di massa anche a Zurigo, in Svizzera. Quella notte, mentre 125 mila persone erano accalcate attorno al lago della città, sono stati compiuti 25 furti. E proprio indagando su questi furti la polizia ha scoperto che molte delle vittime hanno subito anche aggressioni sessuali. Sei donne hanno raccontato di essere state circondate e palpeggiate da «uomini dalla pelle scura». Anche a Salisburgo, in Austria, molte donne hanno denunciato aggressioni. «La procura – ha dichiarato la portavoce della polizia, Valerie Hillebrand – sta indagando se si tratti di aggressioni organizzate». Mentre la ministra degli interni austriaca, Johanna Mikl-Leitner, ha assicurato che la polizia indagherà su ogni episodio con «tolleranza zero». «Una cosa è certa», ha detto la ministra, «noi donne non ci lasceremo limitare di un millimetro nella nostra libertà di movimento negli spazi pubblici»
 Tornando a Colonia, la polizia prosegue la sua attività
A Colonia, comunque, le indagini proseguono senza sosta. Al momento sono 121 le denunce per aggressione, molestie e stupro, mentre il bilancio dei sospettati sale a 16 persone coinvolte. I responsabili non sono ancora stati identificati ma sarebbero chiaramente riconoscibili attraverso le immagini video
mentre l’opinione pubblica si chiede come i fatti di Capodanno siano potuti accadere, puntando il dito contro le forze dell’ordine
Sotto accusa la débacle della polizia, l’inadeguatezza dei politici, il comportamento dei media, che hanno raccontato in ritardo e minimizzando i fatti, e le speculazioni ideologiche di segno opposto, di chi cavalca la carta populista anti-stranieri e chi, in ossequio alla correttezza politica, tace o mistifica i fatti in nome di un malinteso concetto di integrazione. Sotto accusa in particolare la ZDF, seconda la rete pubblica, ma anche diverse altre testate liberali, accusate di aver frenato troppo su una vicenda che provoca imbarazzi

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