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Il futuro della Libia:possibili derive,rischi e incertezze

Di Salvatore Santoru La guerra della NATO in Libia sembra arrivata agli sgoccioli. Stando ai mass media,è imminente la caduta del regi...

Di Salvatore Santoru

La guerra della NATO in Libia sembra arrivata agli sgoccioli.Stando ai mass media,è imminente la caduta del regime di Gheddafi e la vittoria del "fronte rivoluzionario" rappresentato dal Cnt,il governo di "transizione nazionale"  nato dopo le rivolte di febbraio avente sede  a Bengasi.I governi occidentali (con l'avallo mediatico)hanno sostenuto,sia economicamente sia militarmente ,sin dall'inizio gli "insorti" e il loro  nascente governo.Ad oggi,si sa ancora molto poco di questo Cnt e dei cosiddetti "ribelli" per i quali l'Occidente non ha esitato a  far iniziare, tramite l'ONU,l'ennesima guerra "umanitaria" giustificandola come "protezione dei civili" dai presunti massacri del regime(oltre alle varie menzogne dei "10000 morti","fosse comuni","bombardamenti lealisti","milizie di mercenari neri" e così via).A questo punto sorgono spontanee delle domande.Chi sono gli esponenti del Cnt?Quali sono le loro finalità e i loro obiettivi?Quali possibili derive ci possono essere,quali rischi per la Libia post Gheddafi?

Cnt e affini,ovvero:ex gerarchi  di Gheddafi,islamisti radicali  e nostalgici della monarchia

Il Consiglio Nazionale di Transizione libico(o "Repubblica di Bengasi"),composto da 31 membri,è guidato da Mustafa Abd al Jalil,ex ministro della giustizia sotto Gheddafi,già criticato da Human Rights Watch e da Amnesty International nel 2010 per violazione dei diritti umani.Per quanto riguarda il  "Comitato di Crisi" membri e fondatori,oltre allo stesso Jalil, sono anche Ali Abdal Aziz al Isawi,anch'esso alla corte di Gheddafi prima della rivolta,e Omar al Hariri,quest'ultimo invece uno "storico" dissidente.In generale il Cnt è composto da ex "gerarchi" di Gheddafi e  da qualche dissidente,storico o meno.Da segnalare anche Mahmud Jibril  da sempre "uomo chiave di Washington e Londra all'interno del regime del Colonnello " ,e ora probabile futuro leader della Libia "libera" e "democratica" Il Cnt ha anche un manifesto politico,"Visione per una Libia democratica",in cui viene delineato un programma che si rifà agli ideali democratici(rispetto di diritti umani,pluralismo,elezioni libere ecc)tanto utopico quanto poco realistico,visti  gli autori dello stesso.La bandiera ufficiale del Cnt è il tricolore di  Re Idris e del Regno di Libia(1951-1969)rovesciato dalla rivoluzione dei "Liberi Ufficiali Unionisti" che portò al potere Gheddafi.I nostalgici della monarchia senussita hanno avuto un ruolo tutt'altro che secondario all'interno del Cnt e  affini,tanto che lo stesso Jbril non ha escluso la possibilità di un ritorno alla monarchia.Anche il network islamista radicale(collegato e finanziato in molti casi dalle stesse potenze occidentali)ha avuto un'importante ruolo nello scenario libico:basti pensare a cellule come il Gruppo combattente islamico,da sempre impegnato nel tentativo di rovesciare il regime del Colonnello.Certamente queste frazioni sono solo una parte del variegato movimento antigovernativo libico(che comprende in sè sia movimenti democratici,progressisti ma anche come abbiamo visto "similreazionari" o da scopi ambigui),ma c'è da dire che  praticamente sono state  queste  ad essere scelte come  interlocutori privilegiati per l'Occidente.

Possibili derive e  rischi

La Libia post-Gheddafi e post-guerra potrebbe cadere in derive tutt'altro che rassicuranti:quella islamista,quella "petromonarchica",o potrebbe rischiare di diventare una nuova Somalia.Gli unici avvantaggiati da questa situazione risulterebbero essere le compagnie petrolifere angloamericofrancesi(e non) e gli strateghi dell'imperialismo NATO/USA/AFRICOM ,i quali avranno piede libero per la completa (ri)colonizzazione dell'Africa.Una monarchia similsaudita sarebbe una manna dal cielo per l'imperialismo internazionale e per le monarchie del Golfo,con nessuna violazione dei diritti umani,in quanto saranno del tutto eliminati,ricchezze sfrenate per la "casta" regnante e povertà e miseria per la popolazione,Sharia applicata in modo rigido e contratti ultra- vantaggiosi per le multinazionali del "libero" Occidente.


"Predoni del mondo intero poiché tutte le terre hanno devastato e altre terre da devastare non hanno, anche il mare vanno ora frugando. Avidi contro il nemico ricco, contro il povero superbi; non saziati dall’oriente, non dall’occidente, soli fra tutti a gettarsi con pari accanimento sull’opulenza e sulla povertà. Rubare, massacrare rapire, hanno da essi il falso nome di signoria: dove fanno deserto, dicono pace."


Discorso di Calgaco

(Tacito-De Vita Iulii Agricolae,30.)








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