Di Luca Podestà
Ben pochi cittadini sono a conoscenza dell’ atto recentemente perpetrato in Senato con la definitiva recente approvazione del Pareggio di Bilancio e la di fatto avvenuta consegna dello stato italiano nelle grinfie dei tecnocrati telecomandati dai poteri forti politici, finanziari e bancari di Bruxelles e Strasburgo. Ancora meno sono coloro che si rendono ben conto di cosa tutto questo significa. I media principali non si sono certo sperticati a diffondere una così fondamentale notizia e soprattutto a chiarificarne il contenuto. Squarciamo, assieme a pochi altri, per quanto possibile con le nostre forze questo vergognoso velo censorio.
Ben pochi cittadini sono a conoscenza dell’ atto recentemente perpetrato in Senato con la definitiva recente approvazione del Pareggio di Bilancio e la di fatto avvenuta consegna dello stato italiano nelle grinfie dei tecnocrati telecomandati dai poteri forti politici, finanziari e bancari di Bruxelles e Strasburgo. Ancora meno sono coloro che si rendono ben conto di cosa tutto questo significa. I media principali non si sono certo sperticati a diffondere una così fondamentale notizia e soprattutto a chiarificarne il contenuto. Squarciamo, assieme a pochi altri, per quanto possibile con le nostre forze questo vergognoso velo censorio.
I lettori sappiano che con questa nuova norma la costituzione
italiana ora prevede che sia obbligatorio rispettare annualmente il
pareggio dei conti dello stato, la qual cosa potrebbe anche essere di
per sè confortante se non avessimo ben chiaro con che classe politica
sia oramai conclamato noi cittadini abbiamo a che fare. Overossia non
certo gente impregnata di buon senso e moderazione nelle questioni di
contrasto allo sperpero del denaro pubblico e la tendenza a
vampirizzarlo prevalentemente per le proprie esigenze ed i propri
tornaconti diretti ed indiretti, come le cronache di questi giorni non
fanno altro che confermare. In barba ai rischi di superamento dei limiti
di spesa i governanti potranno quindi operare qualsiasi intervento alle
spalle del popolo per aggiustare i conti, protetti dalla nuova
disposizione costituzionale targata UE e BCE.
Il fatto che tutto questo sia stato deciso senza passare dalla via
referendaria come un così importante cambiamento costituzionale avrebbe
richiesto la dice lunga come tale decisione sia stata imposta
direttamente dai cosiddetti “bankster” continentali, notoriamente
allergici alla democrazia, veri burattinai creatori degli accordi del
Meccanismo Europeo di Stabilità il quale prevede di fatto la sostanziale
perdita di sovranità da parte di ciascun stato che vi aderisce, il
quale, vista la situazione economica imposta dalla crisi, perde ogni
possibilità di controllo e decisione autonoma sui propri conti pubblici
che verranno d’ora in poi valutati in fase di giudizio finale solo dai
tecnocrati europei con i loro parametri. Il regolamento del Meccanismo
Europeo di Stabilità infatti autorizza i governatori preposti ad esigere
qualsiasi cifra dagli stati membri colpevoli di aver fallito il
pareggio di bilancio perchè non incorrano in pesanti ulteriori sanzioni.
Quali saranno le “cure prescritte” ? Domanda che fa vincere un solo
euro per la facilità della risposta… Appesantire la tassazione (sui
soliti poveri pirla…), tagliare i servizi (spesso scriteriatamente…),
schiavizzare i lavoratori (sulla via dell’ ispirazione al modello cinese
magari…).
Inutile aggiungere che è facilmente intuibile che tutto questo sarà
fatto, come di solito succede nello stato italiano, colpendo molto più
“rigorosamente” ed “esemplarmente” la popolazione (i famosi poveri pirla
menzionati prima…) che calca le terre a Nord della cosiddetta Linea
Gotica. Per essere ancora più chiari: se l’anno economico finisce in
deficit (cosa piuttosto probabile di questi tempi in Italia, non
credete?) dovrà essere applicato, senza possibilità di procrastinarlo,
un piano di rientro atto a recuperare la differenza per non aumentare il
debito. Obbligatorio per legge per il Governo in carica, il quale non
potrà fare altro che operare una “simpatica” manovra dietro l’altra fino
a che la “cura” avrà fatto il suo effetto (ed il paziente sarà morto…).
Di tutto questo dobbiamo ringraziare non solamente chi ha
materialmente operato per la realizzazione di questo vero e proprio
“scippo della sovranità” nei confronti dello stato italiano, che di
fatto perde la sua ragione di esistere politicamente, cioè la squadra
tecnocratica del professor Monti, ma anche i politici complici di questo
colpo di mano che hanno fattivamente sostenuto il governo tecnico,
guidati dai prodi Tre Moschettieri della neonata ed inedita formula
A-B-C… Alfano, Bersani, Casini.
Questi signori (si fa per dire…) ci hanno consegnato
definitivamente nelle mani di chi ci impedirà qualsiasi decisione
sovrana sul nostro futuro economico e politico, tenendoci incatenati
alla dittatura bancaria che si è insediata, senza alcun consenso dei
popoli europei, sul trono di Bruxelles, omaggiata dai “nostri” pavidi e
servili politicanti.
Dopo una simile dimostrazione di spregio della democrazia solo una
scultorea faccia di bronzo da parte di costoro può pretendere che i
cittadini li considerino ancora un punto di riferimento delle proprie
istanze politiche. Il Patto è rotto. Tutti coloro che hanno maturato e
si ritrovano in questa idea di avvenuto tradimento parlamentare si
comportino di conseguenza secondo la propria coscienza quando saranno
chiamati ancora al Grande Circo Elettorale. Appare oramai
inequivocabilmente chiaro che gli interessi dei popoli che compongono lo
stato italiano, così come quello dei popoli che compongono la
cosiddetta “Unione Europea”, e della casta politico-finanziaria che li
sta dominando non siano (semmai lo sono stati…) più compatibili.
Dobbiamo noi cittadini riprendere il controllo della nostra vita e del
nostro futuro liberandoci, prima di tutto, da questi personaggi e dalle
loro trame. Questi sordi “nobili” chiusi nella loro moderna Reggia di
Versailles devono capire che i popoli si stanno muovendo contro di loro.
O se ne vanno, ora, subito (campa cavallo…) o ne verranno travolti.
Fonte :L'Indipendenza