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La mercificazione totalizzante della società globale

Di Alain De Benoist * La mondializzazione è innanzitutto e sopratutto una mercificazione del mondo, in cui il feticismo della merce e...




Di Alain De Benoist *


La mondializzazione è innanzitutto e sopratutto una mercificazione del mondo, in cui il feticismo della merce e il primato del valore di scambio provocano una reificazione generalizzata dei rapporti sociali.Culturalizzazione della merce e mercificazione della cultura vanno di pari passo: « La cultura del business, trionfa ovunque, afferma Gilles Lipovetsky. Siccome si tratta di captare l'energia dei consumatori, è anche un fenomeno libidico, riassumibile con la formula « McDonaldizzazione della società » (1) .Come afferma Zygmunt Bauman« in maniera crescente, deleghiamo la nostra libertà di scegliere alla sfera commerciale, disapprendendo così l'uso di tutte le forme di libertà, tranne la libertà di acquistare » (2) .

« Più il valore delle azioni borsistiche soppianta gli altri valori » - osserva Alain Caillé « più anche le minime esigenze di onestà o di semplice rispetto della legge, della lealtà, della fedeltà e della fiducia tra associati e partner, diventano irreali. L'essenziale risiede nel fatto che la mondializzazione del megacapitalismo si compie per e attraverso una delegittimazione profonda e devastatrice di tutti gli ordini politici e culturali ereditati e non propone alcuna prospettiva concreta, in sostituzione delle antiche legittimazioni distrutte » .

« Così viene a confermarsi il pronostico di Georg Simmel, secondo il quale la cultura moderna, dominata dal ruolo del denaro, conduce alla congiunzione di due stati sociali, l'interdipendenza e l'indifferenza.Il denaro, diventando il referente universale, da un lato ha liberato l'agire economico da tutti gli obblighi, ma dall'altro ha fatto perdere il senso della socialità ad agenti sempre più spersonalizzati » ( 3) .

Ovunque, come se fosse in azione un rullo compressore, la fabbrica dello Stesso è all'opera : uniformizzazione, sradicamento delle differenze e dei valori condivisi, annientamento delle culture, destrutturazione dei popoli.

Note

(2) Zygmunt Bauman- Le usages de la peur dans la mondialisation (Esprit, luglio 2005, pg 73).
(3) Alain Caillè- Dé-penser l'économique. Contre le fatalisme (2005, pp 259-260, 264 ) .

Alain De Benoist- La Fine della Sovranità ( Arianna Editrice, pp 101-102 ).

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