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Afd terzo partito, l'ascesa del populismo tedesco

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Di Francesco Boezi

L'Afd è il terzo partito tedesco. Dai dati emersi dagli exit poll, infatti, il partito sovranista e populista è volato nei consensi sino a raggiungere oltre il 13% dei voti totali.

Le percentuali in quella che una volta era la Germania Est, poi, arrivano a toccare punte del 20%. L'effetto primario di questo risultato è lo storico ingresso all'interno del Bundestag. I seggi che dovrebbero spettare all'Alternative fur Deutschland sono 87. Nel quadro dei sondaggi elettorali svoltisi durante la campagna elettorale, ai sovranisti tedeschi è sempre stata assegnata una percentuale sufficiente per l'ingresso in parlamento, ma in pochi si sarebbero aspettati un exploit di queste dimensioni dell'estrema destra. Dalla rinuncia alla candidatura di Frauke Petry fino alle polemiche giornalistiche e politiche sollevate nelle ultime settimane a causa della mail che sarebbe stata scritta da Alice Weidel, quella nella quale gli attuali governanti tedeschi sarebbero stati definiti "maiali", tutto lasciava presagire un rallentamento dell'ascesa elettorale di questo partito. Il duo Gauland-Weidel, però, ha retto, facendo sì che la categoria politica del "populismo" tornasse d'attualità in Europa.
Dopo il crollo di Marine Le Pen e la sconfitta di Wilders in Olanda, molti commentatori avevano dato per morto il "pericolo populista", festeggiando il ritorno dello status quo istituzionale. I circa 13 milioni di elettori che si sono recati alle urne in Germania per votare l'Afd, però, mostrano come alcune delle tendenze elettorali delle passate elezioni siano tutt'altro che in via di scomparizione. Come il Front National in Francia, del resto, l'Afd ha cercato (ed è riuscito) di incarnare due anime spesso incompatibili: quella eurocritica e focalizzata su questioni di carattere monetario e quella apertamente contraria alle politiche migratorie, promosse, in questo caso, dalla Merkel. I destinatari del messaggio dell'Afd sono rintracciabili, anche se per un'interpretazione esaustiva bisognerà aspettare le mappe dei flussi elettorali, in quella classe media che da qualche anno a questa parte guarda con grande interesse alle proposte restrittive in materia di flussi migratori. Gauland, insomma, ha svolto il ruolo che in Francia è di Marine Le Pen. La Weidel, invece, una donna con un curriculum tutto economico-finanziario, ha assunto un profilo comunicativo rassicurante, che sta contribuendo a portare fuori dalle accuse di "neonazismo" un movimento che in Germania e non solo, non è un mistero, è visto con grande sospetto. Che i sovranisti arrivino in doppiacifra in Germania, in effetti, è forse una notizia ancor più inaspettata rispetto all'avvento degli stessi in altre nazioni europee. Sia per la storia teutonica sia per i buoni fondamentali economici di cui sono piene le statistiche. Mai, infatti, dopo la seconda guerra mondiale, era accaduto che un movimento politico genericamente ascrivibile nell'insieme dei "nazionalisti" fosse riuscito ad entrare nel parlamento federale. L'Afd, tuttavia, in questi anni è profondamente mutato: se negli anni della fondazione la leadership era nelle mani di economisti e professori universitari, adesso l'Euro è solo uno dei temi attenzionati da dirigenti ed elettori. Dopo le elezioni del 2014, infatti, la sfera d'azione programmatica si è allargata alle issues tipiche del populismo: migranti e riforma del welfare. 
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Alternative für Deutschland

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