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La Spagna del Barça e del calcio letteratura

Di Darwin Pastorin
Un'altra, pesante lezione di spagnolo per la Juventus. Dopo il 4-1 del Real Madrid nella finale di Cardiff, ecco, sempre in Champions League, nella prima partita del turno eliminatorio, il 3-0 del Barcellona, con doppietta di un favoloso Messi (sono i primi gol rifilati dell'argentino a Gigi Buffon). I bianconeri, come già con Ronaldo e compagni, sono durati un tempo: nella ripresa il crollo in verticale, con ancora una volta Higuain e Dybala a fare da spettatori. La Pulce, invece, ha dato spettacolo, dimostrando di conservare intatto il proprio talento, la propria classe e la propria fantasia.
Il football, con Messi, diventa poesia, si trasforma in letteratura. In questo pallone miliardario e, spesso, grottesco, ecco consolarci il funambolismo del campione, i suoi colpi d'autore, la fantasia al potere. La Spagna è nazione di fútbol e di grande letteratura calcistica.
Camilo José Cela, premio Nobel nel 1989, scrisse "Undici racconti sul calcio" (traduzione di Bruno Arpaia, Leonardo), dove due arbitri rischiano l'impiccagione per non aver letto e approfondito Voltaire, altro che Var...
Javier Marías, tifoso acceso del Real, ha dedicato al football "Selvaggi e sentimentali", Parole di calcio, traduzione di Glauco Felici, Einaudi:
"Che la vera squadra di Madrid sia il Real Madrid e le altre siano soltanto impostura lo dimostra il fatto che alcuni barcelonisti lo odiano al punto di preferire di perdere se perde il Madrid piuttosto che vincere se vince anche il loro privato Innominabile. Per questo, immagino, hanno vissuto tanti anni immersi nella sconfitta, loro vera meta e ciò che consente loro di mettere in pratica la loro massima passione: il Lamento. Sia loro sia i sostenitori delle altre squadre cercano di giustificarsi pensando che odiando il Madrid odiano Franco e tutti i governi (be', tutti tranne quello della Generalitat catalana). Ma benché la città risulti molto più impenetrabile di quel che appaia e le interpretazioni che di essa danno i forestieri siano sempre turistiche e grossolane (con Galdós il canarino in testa), ogni madrileno sa che la squadra di Chamartín è il meno di destra dei nostri club, tanto nel passato quanto nel presente".
 Fonte e articolo completo: http://www.huffingtonpost.it/darwin-pastorin/la-spagna-del-barca-e-del-calcio-letteratura_a_23207152/

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FOTO: GETTY IMAGES

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