Bengalese picchiato a Roma: chiesta convalida dell’arresto per il diciannovenne


Di Edoardo Izzo

La procura di Roma ha chiesto la convalida dell’arresto per Alessio Manzo, il ragazzo di 19 anni accusato di tentato omicidio aggravato dall’odio razziale per aver picchiato il cameriere bengalese K. C., di 27 anni, nella notte tra sabato e domenica scorsi a piazza Cairoli, fra largo Argentina e via Arenula, a Roma. La convalida davanti al gip è attesa tra domani e mercoledì. Manzo - considerato un ultras romanista vicino ai gruppi di estrema destra come «Roma ai romani» - ha picchiato il ragazzo bengalese in due diverse occasioni. Lo ha riempito prima di pugni e quando era a terra ha rincarato la dose con calci e botte. 

I 4 complici di Manzo: Cristiano R., Valerio D.C., Lorenzo F. e Gabriele E. restano denunciati a piede libero con l’accusa di lesioni, e per uno di loro vista la minore età è stato chiesto e ottenuto il trasferimento del fascicolo al tribunale per i minorenni. Ancora non sono chiare le motivazioni alla base del gesto, probabilmente solo l’intolleranza nei confronti degli stranieri, e questo preoccupa ancora di più gli investigatori. 

Le perquisizioni  
La polizia di stato ha perquisito le abitazioni dei giovani: sono stati rinvenuti poster di Benito Mussolini, e altro materiale riconducibili al fascismo.  

Le parole del bengalese  
«Ero con un mio amico egiziano, non facevamo nulla di male, mi hanno picchiato senza un motivo. Dopo i primi insulti, ho tentato di rispondere, ma loro mi hanno detto “zitto, sporco n...!”, poi mi hanno picchiato e non ho capito più niente - ha raccontato K. C. - ricordo solo che c’erano un ragazzo che si è messo in mezzo per difendermi, e altre due ragazze, sembravano più piccole: sono state loro a salvarmi, altrimenti mi avrebbero ucciso. Sono state brave, tiravano via quelli che mi picchiavano».  

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