Proteste in Iran contro aumento dei prezzi e corruzione


Di Giordano Stabile

Migliaia di persone sono scese in piazza oggi in Iran per protestare contro l’aumento dei prezzi e la corruzione. I cortei più massicci sono stati osservati a Mashad, una delle città sante per l’islam sciita, dove la popolazione ha espresso la sua rabbia e gridato slogan contro il governo e contro il presidente Hassan Rohani: “Abbasso Rohani”, “Morte al dittatore”. 

Disoccupazione massiccia  
Secondo l’agenzia semi-ufficiale Ilna, altre manifestazioni si sono tenute nella città nella provincia di Razavi Khorasan, come Neyshabour e Kashmar. Anche qui i dimostranti hanno protestato contro la gestione dell’economia. Rohani è stato eletto per la prima volta nel 2013 con la promessa di un accordo con l’Occidente che mettesse fine alle sanzioni e migliorasse l’economia. L’intesa sul nucleare del dicembre del 2015 ha in parte realizzato il suo programma ma i progressi sono stati insufficienti. 

Promesse non mantenute  
La disoccupazione è ancora al 12,4 per cento, con un aumento di 1,4 punti nell’ultimo anno. Circa 3,2 milioni di persone sono senza lavoro, su una popolazione di 80 milioni. Il governatore di Mashad, Mohammad Rahim Norouzian, ha confermato le dimostrazioni ma ha precisato all’agenzia Isna che “anche se illegali, sono state gestite dalla polizia con tolleranza”. 

Risparmi in fumo  
Altre proteste si sono svolte davanti al Parlamento di Teheran, il Majlis, con circa duemila persone che hanno gridato: “Vergogna Rohani”, “Ridateci i nostri soldi”. Il gruppo di opposizione National Council of Resistance ha diffuso video della manifestazione. Le proteste sono esplose dopo che migliaia di risparmiatori hanno visto i loro conti bloccati dopo aver investito in istituzioni finanziare legate al governo ma ancora sotto sanzioni e in crisi di liquidità.  

Nessun commento

Partecipa alla discussione

BREAKING

BREAKING
TUTTE LE NEWS DI INFORMAZIONE CONSAPEVOLE
Powered by Blogger.