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Corea, storico incontro al confine tra Sud e Nord. Kim: adesso inizia una nuova storia



Di Francesco Radicioni

È un’immagine che entrerà nella storia. Questa mattina Kim Jong-un ha superato il gradino di cemento che segna il confine tra le due Coree: il primo leader della Corea del Nord a metter piede nel territorio della Corea del Sud. Ad attendere Kim, sull’altro lato del 38esimo parallelo, c’era Moon Jae-in, il presidente della Corea del Sud. Come prevedeva il protocollo attentamente studiato dalle diplomazie di Seul e Pyongyang, i leader delle due Coree si sono tesi la mano sopra la linea che da 65 anni divide la penisola coreana nel villaggio di Panumunjom, nel cuore della Zona De-Militarizzata (DMZ). Dopo la lunga stretta di mano accompagnata da ampi sorrisi, c’è stato anche il tempo per un fuori programma: Kim ha invitato Moon a voltarsi e a fare un passo in Corea del Nord. Prima di tornare insieme sul lato meridionale della Zona De-Militarizzata, anche Moon ha così, per un attimo, restituito la visita mettendo piede al Nord. Un altro gesto dal forte valore simbolico.  


Erano le 9.30 del mattino in Corea, le 2.30 di notte in Italia. «Panmunjom è diventato un simbolo di pace, non più di divisioni», ha detto il presidente della Corea del Sud. Sfilando sul tappeto rosso, Moon e Kim si sono avviati insieme verso la Casa della Pace accompagnati dalle truppe sud-coreane che vestivano gli abiti tradizionali della dinastia Joseon, che ha governato la Corea tra il 1392 e l’occupazione giapponese del 1910, secoli in cui penisola era un paese unito. Prima dell’inizio del terzo vertice inter-coreano, Kim Jong-un ha firmato il libro degli ospiti della Casa della Pace: «Spero di scrivere un nuovo capitolo tra noi». Dopo i vertici del 2000 e del 2007, è stata la prima volta in oltre un decennio che i leader delle due Coree si sono incontrati. «Gli occhi e le orecchie del mondo intero sono rivolte a Panmunjom – ha detto il presidente sud-coreano – e sento che il peso sulle nostre spalle è grande». I due leader hanno avuto «una discussone seria e sincera sulla denuclearizzazione», ha assicurato la Casa Blu, il palazzo presidenziale di Seul.  

La speranza è che nel comunicato congiunto - che sarà diffuso nelle prossime ore - Moon e Kim possano annunciare l’impegno concreto da parte della Corea del Nord per la denuclearizzazione e un piano per arrivare a un trattato di pace che superi l’armistizio firmato nel 1953 con cui si è conclusa la Guerra di Corea. La scorsa settimana, il regime di Pyongyang ha annunciato la sospensione dei test balistici e la chiusura del sito nucleare di Punggye-ri. Oggi Kim ha scherzato dicendo che Moon non dovrà più svegliarsi all’alba per i test nucleari e missilistici della Corea del Nord. Tra gli analisti rimane lo scetticismo. Finora, Kim Jong-un non ha fatto promesse su cosa farà della tecnologia nucleare e missilistica che la Corea del Nord già possiede. Se i media della Corea del Sud stanno dando una copertura capillare degli incontri, la Korean Central TV – televisione del regime di Pyongyang – non ha diffuso immagini dell’incontro tra Kim e Moon. I risultati del vertice inter-coreano dovrebbero gettare le basi per vertice tra Donald Trump e Kim – primo incontro tra un presidente americano e un leader della Corea del Nord – di cui non si conosce ancora la data e il luogo ma che dovrebbe avvenire tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. 

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