Benetton, spot con i migranti sul barcone. Salvini: “Squallida”. E la ong si dissocia: “Tragedia utilizzata a fini commerciali”

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Fatto Quotidiano

Una doppia pagina, senza alcun commento. Solo la foto di un gommonecon a bordo decine di migranti soccorsi dalla ong Sos Med, ritratti da Kenny Karpov. E in basso a destra, il marchio: United Colors of Benetton. La pubblicità provocatoria del gruppo, noto per le scelte radicali durante le campagne, scatena prima la reazione di alcuni leghisti veneti che invocano il boicottaggio del marchio trevigiano e poi del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. “Squallida”, viene definita dal vice-premier la doppia pagina comparsa lunedì sul Corriere della Sera. In un tweet, Salvini si interroga: “Solo io trovo che sia squallido?”. E in serata è stata la stessa ong Sos Mediterranee a dissociarsi dalla campagna di Benetton: “La dignità dei sopravvissuti deve essere rispettata in tutte le circostanze. La tragedia umana che si consuma nel Mediterraneo non può mai essere utilizzata a fini commerciali”.

La campagna è stata ideata dal fotografo Oliviero Toscani, che a Radio Padova ha risposto alle polemiche: “Ho fatto vedere ciò che sta succedendo – ha spiegato Toscani – il problema è che una volta eravamo un Paese di brave persone, eravamo un Paese dell’onestà e della generosità. Purtroppo questo piccolo benessere, che non è stato neanche a disposizione di tutti, ci ha fatto diventare egoisti e devo dire anche abbastanza ottusi“.
Toscani ha parlato anche dell’idea del censimento dei Rom, lanciata lunedì da Salvini: “Secondo voi è da prendere sul serio? Ormai ha preso il posto di Crozza. Crozza ormai non ha più lavoro, poveretto, bisognerà fare qualcosa perché c’è Salvini che gli sta portando via lo spazio”. Poi la provocazione: “Per cosa Salvini potrebbe essere un buon testimonial? Per la carta igienica“, ha detto rispondendo ad una domanda dei conduttori del programma.
Ma in serata è arrivata anche la presa di posizione di Sos mediterranee, che si è schierata contro la pubblicità della Benetton: “Sos si dissocia completamente da questa campagna e condanna l’iniziativa personale di un fotografo che ha fornito la fotografia”, scrive l’ong in un comunicato postato su Twitter. “La dignità dei sopravvissuti deve essere rispettata in tutte le circostanze. La tragedia umana che si consuma nel Mediterraneo non può mai essere utilizzata a fini commerciali”.
Toni Da Re, segretario della Lega Nord-Liga Veneta, invita a una sorta di boicottaggio: “Non comprerò mai più una sola maglietta Benetton”. A suo avviso, Toscani è ormai “la nostra cartina al tornasole: più lui è incazzato, più noi siamo certi di essere sulla strada giusta”. Il capogruppo in consiglio regionale veneto Nicola Finco dice di voler “capire se i dipendenti di Benetton all’estero, nei paesi in cui ha delocalizzato, sono pagati come gli italiani e perché ha portato grandi produzioni fuori confine” e invita il patron Luciano Benetton e Toscani a candidarsi perché è “troppo facile, perché hai quattro soldi, comprarsi una pagina di giornale”. Il collega leghista Luciano Sandonà suggerisce invece “a Benetton di portarsi qualche migrante in una delle sue belle ville”.

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