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Brexit, lasciano i ministri Davis e Boris Johnson: “Troppo arrendevole la linea del governo May nella trattativa con l’Ue”

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Risultati immagini per Brexit, lasciano i ministri Davis e Boris Johnson

Il Fatto Quotidiano

Il governo di Theresa May traballa e perde pezzi dopo che la premier inglese ha scelto la linea softnella trattativa con la Ue sull’uscita della Gran Bretagna. Lunedì si sono dimessi nel giro di alcune ore prima il ministro delegato alla Brexit, l’euroscettico David Davis, poi il ministro degli esteri Boris Johnson, che due anni fa è stato uno dei volti della campagna per la vittoria del “Leave” al referendum. Passi indietro che esplicitano la spaccatura nell’esecutivo e avvicinano, scrive The Guardian, la possibilità di un voto di sfiducia a Westminster nei confronti della May. “Non siamo d’accordo sul modo migliore di portare a termine il nostro impegno comune per rispettare il risultato del referendum del 2016”, ha ammesso lei. Secondo il leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn, il governo è sprofondato “nel caos“, è “incapace di raggiungere un accordo” con l’Ue e deve “cedere il passo a chi è capace”. Corbyn evoca chiaramente un cambio della guardia a favore del Labour e ridicolizza la nuova piattaforma sulla Brexit di May, sostenendo che non fa chiarezza su nessuno dei punti chiave, non garantisce un confine aperto in Irlanda e lascia il Paese “prigioniero della guerra civile Tory”.

Ue: “Politici vanno e vengono, problemi restano” – Il presidente della Commissione europea,Jean-Claude Juncker, ha commentato ironicamente dicendo che le dimissioni “dimostrano chiaramente che c’era grande unità di vedute nel governo britannico”. Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha aggiunto che “i politici vanno e vengono, ma i problemi che hanno creato per le persone restano. Il caos causato dalla Brexit è il problema più grande nella storia delle relazioni tra l’Unione europea e il Regno Unito, ed è ancora molto lontano dall’essere risolto, con o senza il signor Davis”.
Dimissioni di Davis dopo la presentazione del piano per l’area di libero scambio – Le dimissioni di Davis, 69 anni, sono arrivate nella notte (immediatamente seguite da quelle del sottosegretario Steve Baker), ma erano attese da venerdì quando, in Consiglio dei ministri, May aveva imposto la sua linea più conciliante sulla Brexit. In base al cosiddetto “piano di Chequers” dovranno esserci regole comuni su diversi beni, inclusi alimenti e prodotti agricoli. I dettagli avrebbero dovuto essere svelati un libro bianco giovedì prossimo, il 12, mentre i negoziati a Bruxelles avrebbero dovuto prender il via attorno al 16. Davis, conservatore, ci ha pensato poco più di 48 ore prima di annunciare la sua posizione ufficiale: “La direzione generale della politica del governo, nella migliore delle ipotesi, lascerà la Gran Bretagna in una posizione debole nei negoziati con l’Unione Europea, e forse senza via di uscita”. Di qui l’addio.
L’annuncio dell’ex sindaco di Londra Johnson è arrivato invece a pochi minuti da un intervento di fronte alla Camera dei Comuni della stessa premier sulla Brexit, ora destinato a trasformarsi in una sfida nell’arena. E’ stato poi confermato da Downing Street, che ha annunciato l’imminente nomina di un nuovo titolare del Foreign Office, sottolineando come May abbia “ringraziato Boris” per il lavoro svolto lasciando tuttavia intendere l’intenzione di provare ad andare ancora avanti nonostante i venti di crisi sempre più evidenti. In privato Johnson aveva criticato il piano di May per mantenere forti legami economici con l’Ue anche dopo la Brexit. Da quando il governo ha approvato il piano venerdì, tuttavia, si era astenuto da commenti pubblici. Oggi avrebbe dovuto co-presentare un summit sui Balcani occidentali a Londra, ma non si è presentato. Al posto di Davis la premier ha nominato Dominic Raab, 44 anni, finora viceministro della Giustizia e in passato elemento di punta nel fronte pro-Leave durante la campagna referendaria del 2016.
Le critiche: “Il controllo del Parlamento sarà del tutto illusorio” – La May si sta battendo per tenere unito il partito conservatore su un progetto di Brexit che mantenga forti legami economici con l’Ue anche dopo aver lasciato il blocco, ma trovando nel suo partito resistenze sempre più esplicite. L’accordo di venerdì, arrivato dopo la maratona di colloqui nel ritiro della prima ministra, “renderebbe il presunto controllo del Parlamento sulla Brexit del tutto illusorio“, ha detto il ministro dimissionario. Davis era particolarmente critico nei confronti della proposta di mantenere un “regolamento comune” per consentire il libero scambio di merci, affermando che “in questo modo il controllo su ampie fasce della nostra economia resterebbe nelle mani della Ue. Non sono persuaso che il nostro approccio negoziale non finirà per portare ad ulteriori richieste di concessioni”, ha detto, concludendo che il suo incarico di negoziatore della Brexit richiedeva “un fedele sostenitore del tuo approccio e non un semplice coscritto riluttante“. In una lettera, Theresa May ha risposto che il suo piano sulla Brexit è in linea con l’impegno di lasciare in piedi il mercato unico europeo e l’unione doganale.”Non sono d’accordo con la tua caratterizzazione della politica che abbiamo concordato”, ha detto la premier. Poi i ringraziamenti a Davis: “Desidero ringraziarti calorosamente per tutto ciò che hai fatto negli ultimi due anni come Segretario di Stato per dare forma alla nostra uscita dall’Ue”.
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