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"Votò il salva-Benetton". Salvini risponde al Pd: "Sì, ma chi non ha vigilato dovrebbe fare silenzio"

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Di Claudio Cartaldo
Matteo Salvini riconosce di aver votato il rinnovo della concessione ad Autostrade in tempi in cui il crollo del viadotto Morandi a Genova era molto lontano da venire.
Ma attacca chi non ha fatto i dovuti controlli. Salvini a chi stamattina ad Agorà gli chiedeva se "la norma, votata anche da lei, fu un errore, ha risposto così: “Se è così, sicuramente. Però - ha aggiunto - da parte di chi ha governato per anni e anni, e ha firmato e verificato le concessioni, un buon silenzio sarebbe opportuno".
La norma cui si fa riferimento è un decreto nel 2008. A renderlo noto su Twitter è stata Debora Serracchiani, ex presidente Pd della Regione Friuli Venezia Giulia. “Nel 2008 Salvini votò a favore del cosiddetto "salva Benetton" che diede al gruppo le concessioni molto vantaggiose per Autostrade – ha scritto la dem - Governava con Berlusconi. Ora non se lo ricorda più?. La replica del ministro dell’Interno non si è fatta però attendere. "Non mi sostituisco a chi sta ricercando - ha detto - ricordo che io e miei colleghi e amici abbiamo giurato il primo giugno e oggi è 20 agosto: giusto che rispondiamo su quel che abbiamo fatto e non fatto, ma che qualsiasi cosa sia accaduta al mondo sia colpa del Governo Conte Salvini Di Maio... penso che chi ci ascolta pensi sia una barzelletta".
Sulla questione è tornato anche nel primo pomeriggio parlando con i cronisti. "Invidio chi si ricorda cos'ha fatto nel 2008. C'è gente che sta governando da 7 anni e che quelle concessioni le ha firmate, prorogate e allungate", ha detto il vicepremier da Milano. "Fossi in un parlamentare Pd manterrei un dignitoso silenzio, spiace che ci sia gente che polemizza su selfie e atti parlamentari di dieci anni fa". E poi ha spiegato che "verificherà" cosa ha fatto "dieci anni fa", ma "sto cercando di fare di tutto per non rispondere a polemiche folli. Se io dovessi rimproverare al Pd tutto quello che ha fatto o non ha fatto in questi anni passerei le mie giornate così".
Rispetto a Di Maio, il vicepremier leghista nei primi giorni era sembrato più cauto sulla revoca della concessione alla società. “Io non sono pro e contro Autostrade o Benetton – ha ribadito oggi ad Agorà - Non sono contro i privati, ma in questo caso il privato ha fatto un disastro. Quello che faremo noi sarà dettato da voglia di vendetta ma di giustizia. E mentre Toninelli propone la nazionalizzazione di Autostrade, il leghista dice che “studiando i bilanci” anche lui sarebbe favorevole.
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