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Milano, notte di fiamme. Vanno a fuoco i rifiuti: "Nuova terra dei fuochi"

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Di Claudio Cartaldo
Milano va in fiamme. Due roghi hanno investito la zona nord del capoluogo meneghino, tenendo impegnati i vigili del fuoco per tutta la notte.

Il primo scoppiato intorno alle 20 di domenica sera non si è ancora spento: i pompieri hanno lavorato per ore, ma il rogo continua a sollevare una densa coltre di fumo nero. Le autorità hanno invitato i cittadini a non aprire le finestre visto che il capannone in fiamme era un deposito di rifiuti. Solo una fatalità o c'è stato del dolo? Per ora è un mistero. Ma poco dopo, a Novate Milanese, lo stesso scenario: ad andare a fuoco è stata una ditta di plastica e carta. Due eventi in poche ore che hanno riportato al centro dell'attenzione la cosiddetta "terra dei fuochi lombarda".
La mente infatti riporta a quanto successo solo una settimana fa a Pavia, quando un altro deposito di stoccaggio rifiuti è stato mangiato dal fuoco. "A prescindere dalle cause di questi ultimi due incendi - attacca Paolo Grimoldi, Segretario della Lega Lombarda e deputato della Lega - è sotto gli occhi di tutti che in Lombardia da mesi continuano a bruciare depositi di rifiuti, legali o illegali, situati tra l'area metropolitana di Milano e la provincia di Pavia. Aree che si stanno trasformando pericolosamente in una nuova Terra dei Fuochi, come denunciamo da tempo, denunciando questa inquietante escalation di incendi dolosi nei depositi di stoccaggio o in discariche tra l'hinterland milanese e il pavese".
Il leghista chiede dunque "più uomini e mezzi" per pattugliare la Lombardia e invita prefetture e procure a porre "maggiore attenzione" su questi fatti. Grimoldi riconosce alle autorità gli ottimi "risultati" ottenuti in "termini di arresti" sulle "attività illecite di smaltimenti di rifiuti". Quello che a tutti gli effetti appare che "un nuovo business malavitoso purtroppo in espansione in Lombardia come dimostrano gli arresti della scorsa settimana".
Intanto l'Arpa ha assicurato che "non si rilevavano contaminazioni" dopo le rivelazioni sulla nube di fumo. "Il materiale interessato dal rogo - si legge - è costituito da rifiuti urbani misti quindi contenenti plastica, legno, ecc. ATS in accordo con Arpa ha indicato ai responsabili del Comune, presente sul posto l’assessore Granelli, alcune vie in cui era opportuno che le abitazioni restassero con le finestre chiuse per la durata dell’incendio, per evitare possibili irritazioni provocate dai fumi. Si conferma comunque che le prime verifiche con strumenti da campo non hanno rilevato inquinanti presenti se non alcune tracce di ammoniaca. È stato eseguito un campione di aria con in Via Eritrea che verrà consegnato per l’analisi questa mattina ai laboratori Arpa. Si è confermata la previsione per la lunga durata dell’incendio".
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