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Emergenza rifiuti a Roma, i presidi avvertono: «Se il Comune non la affronta, chiudiamo le scuole»



«L’emergenza rifiuti a Roma è ormai al limite, ed è tanto più grave davanti alle scuole, dove i nostri bambini e ragazzi si trovano cumuli di spazzatura che sono potenziale veicolo di infezioni. Siamo pronti a chiamare le Asl per verificare le condizioni igieniche delle scuole, anche per arrivare alla chiusura degli istituti».
Le parole sono quelle di Mario Rusconi, presidente dell’associazione presidi del Lazio (Anp) che in un’intervista all’Agi lancia l’allarme rifiuti cui farebbe seguito un’emergenza sanitaria nella Capitale.
E aggiunge: «Noi non possiamo chiudere le scuole autonomamente – spiega Rusconi – ma possiamo chiamare gli ispettori della Asl, e credo che in molti casi ci siano i presupposti per la chiusura cautelativa. Stiamo già chiedendo ai colleghi di tutta Roma di segnalarci la loro situazione e le condizioni di emergenza che riscontrano».
Il presidente fa poi riferimento a una riunione in corso proprio sul tema dei rifiuti al termine della quale partiranno i primi esposti alle Asl.
E spiega che se il Comune non si attiverà nel breve tempo, sarà il caso di chiudere temporaneamente le scuole, perché i bambini sono i soggetti più deboli e quindi quelli più a rischio epidemie.

Milano, notte di fiamme. Vanno a fuoco i rifiuti: "Nuova terra dei fuochi"


Di Claudio Cartaldo
Milano va in fiamme. Due roghi hanno investito la zona nord del capoluogo meneghino, tenendo impegnati i vigili del fuoco per tutta la notte.

Il primo scoppiato intorno alle 20 di domenica sera non si è ancora spento: i pompieri hanno lavorato per ore, ma il rogo continua a sollevare una densa coltre di fumo nero. Le autorità hanno invitato i cittadini a non aprire le finestre visto che il capannone in fiamme era un deposito di rifiuti. Solo una fatalità o c'è stato del dolo? Per ora è un mistero. Ma poco dopo, a Novate Milanese, lo stesso scenario: ad andare a fuoco è stata una ditta di plastica e carta. Due eventi in poche ore che hanno riportato al centro dell'attenzione la cosiddetta "terra dei fuochi lombarda".
La mente infatti riporta a quanto successo solo una settimana fa a Pavia, quando un altro deposito di stoccaggio rifiuti è stato mangiato dal fuoco. "A prescindere dalle cause di questi ultimi due incendi - attacca Paolo Grimoldi, Segretario della Lega Lombarda e deputato della Lega - è sotto gli occhi di tutti che in Lombardia da mesi continuano a bruciare depositi di rifiuti, legali o illegali, situati tra l'area metropolitana di Milano e la provincia di Pavia. Aree che si stanno trasformando pericolosamente in una nuova Terra dei Fuochi, come denunciamo da tempo, denunciando questa inquietante escalation di incendi dolosi nei depositi di stoccaggio o in discariche tra l'hinterland milanese e il pavese".
Il leghista chiede dunque "più uomini e mezzi" per pattugliare la Lombardia e invita prefetture e procure a porre "maggiore attenzione" su questi fatti. Grimoldi riconosce alle autorità gli ottimi "risultati" ottenuti in "termini di arresti" sulle "attività illecite di smaltimenti di rifiuti". Quello che a tutti gli effetti appare che "un nuovo business malavitoso purtroppo in espansione in Lombardia come dimostrano gli arresti della scorsa settimana".
Intanto l'Arpa ha assicurato che "non si rilevavano contaminazioni" dopo le rivelazioni sulla nube di fumo. "Il materiale interessato dal rogo - si legge - è costituito da rifiuti urbani misti quindi contenenti plastica, legno, ecc. ATS in accordo con Arpa ha indicato ai responsabili del Comune, presente sul posto l’assessore Granelli, alcune vie in cui era opportuno che le abitazioni restassero con le finestre chiuse per la durata dell’incendio, per evitare possibili irritazioni provocate dai fumi. Si conferma comunque che le prime verifiche con strumenti da campo non hanno rilevato inquinanti presenti se non alcune tracce di ammoniaca. È stato eseguito un campione di aria con in Via Eritrea che verrà consegnato per l’analisi questa mattina ai laboratori Arpa. Si è confermata la previsione per la lunga durata dell’incendio".

Rifiuti, l’Emilia Romagna salva Roma: li prenderà in quantità limitate per 40 giorni

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Quantità limitate e prestabilite, tassativamente non superabili e non reiterabili, inferiori rispetto ad analoghi interventi passati, e per un periodo limitato, poco più di 40 giorni effettivi. “Per solidarietà istituzionale e senso di responsabilità verso i cittadini e la collettività romana e per l’immagine del Paese a livello internazionale, visto che si parla della Capitale”. L’Emilia-Romagna ha deciso di accogliere la richiesta della Regione Lazio legata all’emergenza rifiuti a Roma chiudendo così la polemica che nei giorni scorsi aveva contrapposto il governatore emiliano alla sindaca della capitale Virginia Raggi.
In una propria delibera, la Giunta ha fissato limiti rigidi quanto a tempi e quantitativi: saranno i termovalorizzatori di Parma, Modena e Granarolo nel bolognese, individuati d’intesa con gli amministratori locali, a smaltire non più di 15mila tonnellate complessive (5mila per ogni impianto) di rifiuti indifferenziati provenienti dalla Capitale. Quantità che rientrano nelle capacità termiche già programmate per singoli impianti: vista la necessità espressa da Roma, smaltire 350 tonnellate giornaliere, l’impegno per l’Emilia-Romagna non supererà i 43 giorni pieni. In caso di giornate senza smaltimenti o con smaltimenti parziali, l’atto della Giunta fissa comunque in massimo 60 giorni effettivi l’impegno regionale a partire dal primo conferimento negli stabilimenti individuati.
“Una decisione non facile – affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore all’Ambiente, Paola Gazzolo – Abbiamo comunque scelto di raccogliere la richiesta arrivata dal governatore Zingaretti per senso di responsabilità di fronte a difficoltà e a una emergenza che non possono continuare a ricadere sui cittadini di Roma e per solidarietà istituzionale, specie di fronte all’appello a sindaci e Regioni arrivato dallo stesso Zingaretti. Negli ultimi due anni abbiamo dato una mano, una sola volta all’anno, a chi aveva bisogno e non ci tiriamo indietro nemmeno stavolta, con tempi e quantitativi certi e non superabili. Sia chiaro, però, che è ora di dire basta, di cambiare e adottare ovunque misure strutturali che portino a una svolta, senza dover ricorrere all’intervento di altri territori virtuosi. In Emilia-Romagna siamo pienamente autosufficienti sullo smaltimento- proseguono Bonaccini e Gazzolo – e siamo tra le regioni più virtuose in Italia per la raccolta differenziata che quest’anno ha raggiunto il 62%. E con l’introduzione della tariffazione puntuale punteremo a superare il 70% nel 2020. Sono risultati frutto di scelte precise, a partire dalla legge per l’economia circolare che premia i comuni più virtuosi con sgravi sulle bollette. Nel 2018 aggiungeremo altri 2 milioni di euro per premiare ancora di più i cittadini che differenziano e per migliorare il rendimento dei territori, perché vogliamo che il riciclo aumenti. Dunque, si può fare e bene: le amministrazioni locali ancora indietro, passino dalle parole ai fatti, per passare dall’emergenza all’autosufficienza”.
Come spiega Repubblica, i costi di conferimento e le modalità di pagamento saranno pattuiti direttamente tra i gestori degli impianti di partenza e di arrivo dei rifiuti, in linea con i costi emiliano-romagnoli, con una quota “verde” aggiuntiva che sarà versata ai comuni di Parma da parte della società Iren Ambiente spa e di Modena e Granarolo (Bo) da parte della società Hera Ambiente spa, con il coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali. Il trasporto dei rifiuti dovrà avvenire nel rispetto delle norme vigenti a salvaguardia dell’ambiente e sarà monitorato da Arpae, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale.
Sul tema è intervenuto anche il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: “La soluzione trovata, emergenziale e dunque necessariamente limitata nel tempo, è utile a scongiurare l’ennesima situazione di crisi per Roma: si usi questo tempo e questa apertura istituzionale per individuare le soluzioni strutturali che da tempo mancano a Roma quando si parla di chiusura del ciclo integrato dei rifiuti”.

Raggi sui rifiuti: “Roma pulita entro fine settimana”. Renzi: “Comune incapace”

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Caos rifiuti a Roma, Raggi: “La città tornerà pulita entro fine settimana”. Renzi: Campidoglio incapace


Continua la polemica sulla gestione dei rifiuti a Roma. Ieri era scoppiata la querelle tra Campidoglio e Regione Lazio, oggi il caso si è allargato a Pd e Movimento 5 Stelle.  
È Matteo Renzi ad accendere la miccia. «Con la città invasa dai rifiuti e nell’incapacità dell’amministrazione comunale di dare risposte, il Pd romano presenterà le proprie idee sulla gestione dell’emergenza dei rifiuti ma lo farà dopo che per una mattinata saremo stati a pulire la città», ha scritto il segretario dem nella sua e-news. «Un Pd che chiama a raccolta tutti quelli che ci stanno, volontari, cittadini, associazioni. E che fa le proprie proposte politiche. Le fa - scrive Renzi - dopo aver organizzato con i generosi volontari ciò che l’amministrazione non riesce a fare con i propri professionisti, o presunti tali».  

Un’accusa a cui ha subito replicato Beppe Grillo. «È colpa dei 5 Stelle la gestione dei rifiuti di Roma, anche se l’ha gestita il Pd con Mafia Capitale per anni», ha ironizzato sul suo blog. Il capogruppo capitolino del M5S ha invece puntato il dito contro il governatore: «Invece di pensare al M5S, Renzi dia una strigliata a Zingaretti». «Nessuno scarica barile sui rifiuti. Siamo impegnati per ripulire Roma con una task force straordinaria ed entro questa settimana la città tornerà alla normalità grazie alla apertura ’24 ore su 24’ degli impianti di Ama e al lavoro dei suoi dipendenti», scrive su Fb la sindaca di Roma Virginia Raggi. «Non possiamo, però, soprassedere sulle responsabilità di chi ha permesso che si arrivasse a bloccare il sistema di gestione: le conseguenze sono disagi per i cittadini, immagini di cassonetti ricolmi ed un lavoro extra per l’azienda», aggiunge la sindaca. 

Rifiuti Roma, la Regione: “Piani rivoluzionari entusiasmanti, ma servono scelte rapide”. Raggi: “Zingaretti lavori”

Rifiuti Roma, la Regione: “Piani rivoluzionari entusiasmanti, ma servono scelte rapide”. Raggi: “Zingaretti lavori”
Di Vincenzo Bisbiglia
“Il Campidoglio presenti un piano rifiuti adeguato per risolvere l’emergenza entro 22 giorninon nel 2022”. “Sui rifiuti il Lazio è sottodimensionato, lo dice il Governo. Zingaretti ne prenda atto e lavori: impiantistica è sua competenza”. A dirsele in faccia sono Regione Lazio e Comune di Roma, il presidente Nicola Zingaretti e la sindaca Virginia Raggi. Con le strade della Capitale che sono sommerse dai rifiuti e la città avvolta da un odore nauseabondo – condizione che per una volta supera gli steccati sociali e accomuna quartieri “alti” come Parioli e Trieste alle periferie di Tor Bella Monaca e Tor Sapienza – il governatore Zingaretti trova terreno fertile per tornare a incalzare l’amministrazione Cinquestelle, “sempre con lo spirito di collaborazione di chi vuole aiutare”. 
Per la Regione servono “misure urgenti, credibili ed efficaci”, come dice l’assessore all’Ambiente Mauro Buschini, perché “i piani rivoluzionari possono essere entusiasmanti, ma la normale e ordinaria gestione quotidiana ha bisogno di scelte concrete, rapide e risolutive”: il confronto, secondo l’assessore, rischia di essere impietoso perché su “378 Comuni, molti dei quali peraltro impegnati ad accettare, trattare e smaltire i rifiuti di Roma Capitalesoltanto a Roma vi è una situazione che manifesta gravissime criticità che non si registrano in nessun altro territorio”. Un gancio destro ben assestato quello del governatore, al quale da Palazzo Senatorio prova a replicare l’assessora Pinuccia Montanari. “Non c’è alcuna emergenza rifiuti” assicura: “Noi in pochi mesi abbiamo approvato e stiamo attuando un Piano che prevede l’obiettivo di raggiungere il 70 per cento di raccolta differenziata” ribadisce. In più, come afferma il segretario dei RadicaliRiccardo Magi, “la giunta regionale di centrosinistra in più di quattro anni di governo non ha saputo cambiare un piano rifiuti che ancora contempla l’ormai chiusa discarica di Malagrotta“.

Rifiuti: la Germania costa davvero meno di Malagrotta?

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Di Claudia Carotenuto

“I rifiuti di Roma verso la Germania, si pagherà meno che a Malagrotta” titolano i quotidiani. Ma com’è possibile?

Per risparmiare rifiuti indifferenziati e non trattati a breve prenderanno un bel treno, destinazione: Germania. A quanto pare oggi è stata presa questa importante decisione che riguarda i rifiuti della Capitale. Il consiglio d’amministrazione dell’Ama ufficializzerà l’assegnazione di un appalto della bellezza di 22,5 milioni di euro all’anno. La decisione sarà operativa a partire dal 1 gennaio.





Il trasporto sarà effettuato con i treni e ad aggiudicarsi questo appalto è stata un associazione tedesca che dispone di impianti di termovalorizzazione. Un totale di circa 163.000 tonnellate di immondizia al costo di 138 euro a tonnellata. Costerebbe quindi cinque euro in meno a tonnellata, considerata la tariffa regionale di 143 euro. In un anno quindi si risparmierebbero 800.000 euro.
Ma come è possibile che per risparmiare bisogna far viaggiare la spazzatura, in treno, oltre i confini? Com è possibile che l’unica possibilità che rientri nel budget dell’amministrazione pubblica sia questa? E quali sono i rischi di una soluzione del genere? Infondo stiamo parlando di 163.000 tonnellate di immondizia non trattata. Qual’è il danno per l’ambiente?

FONTE:http://www.lultimaribattuta.it/33613_rifiuti-la-germania-costa-davvero-meno-di-malagrotta

Cagliari: un'altro punto di vista sul caso Ilaria Montis



Ieri ho postato un articolo in cui si parla del caso di Ilaria Montis, la 35enne cagliaritana multata per aver gettato nei cassonetti del Poetto di Cagliari rifiuti provenienti dalla spiaggia di Piscinas (Arbus).
Nell'articolo ho ricevuto un commento che dà un'altro punto di vista sulla questione.
L'ho riporto qua, per completezza di informazione.

Commento apparso nell'articolo: http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2014/09/cagliari-ripulisce-la-spiaggia-dai.html

"Le cose non stanno così :-) Conoscendo di persona il tutto, ti scrivo cosa è successo. 
Ilaria si trovava ad Arbus, in una località di mare. La spazzatura, invece di buttarla nei cassonetti del comune di Arbus, non trovandoli, l'ha portata a cagliari, si è recata alla spiaggia, e qui ha cominciato a gettarla nei cassonetti riservati. Questo non è corretto.
Anche il sindaco le ha risposto che cagliari non deve pagare per i comuni inadempienti. Invece di risolvere il problema in loco, come era giusto facesse, non riuscendovi, l'ha trasportata alla spiaggia di cagliari, e qui ha cominciato a gettarla nei cassonetti, riservati ai residenti e a chi va in spiaggia. Ilaria si è comportata da gran maleducata e mefreghista. Sia rispetto alle regole sullo smaltimento dei rifiuti. Sia rispetto ai residenti di Cagliari. Sia gettandola nei cassonetti riservati a chi va in spiaggia al poetto. È incredibile come da grande incosciente, sia passata per grande ambientalista con tanto di colletta per pagarle la multa. E se lo facessimo tutti? È questo il vero spirito ambientalista? 
Giuseppe Aresu"

Dopo aver ascoltato questi diversi punti di vista, che ognuno tragga le sue conclusioni e si faccia un'opinione il più possibile libera e equilibrata sulla questione.

Cagliari, il caso di llaria Montis: ripulisce la spiaggia dai rifiuti... e viene multata di 167 euro

Di Francesca Mulas
Raccogliere i rifiuti lasciati da bagnanti maleducati in spiaggia può costare caro agli amanti dell’ambiente: ne sa qualcosa Ilaria Montis, cagliaritana di 35 anni protagonista di una vicenda che ha del surreale.
Qualche giorno fa, mentre gettava a Cagliari bottiglie e altri oggetti in plastica “dimenticati” a Piscinas, è stata bloccata da una solerte squadra di poliziotti che le ha verbalizzato una multa di 167 euro. Il motivo? “Non residente a Cagliari, conferiva all’interno dei cassonetti stradali buste contenenti rifiuti”.
La Montis, archeologa con un contratto di ricerca all’Università di Cagliari e una grande passione per i temi dell’ambiente e della pace, è stata fermata a Cagliari davanti a un cassonetto in viale Poetto: colta sul fatto mentre gettava la spazzatura proveniente da lontano, un reato su cui evidentemente la Polizia municipale di Cagliari non transige.

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“Domenica sera con un amico ci siamo fermati a fare un tuffo a Piscinas, andando via abbiamo deciso di pulire un po’ la spiaggia, cosa che mi capita di fare spesso, e abbiamo riempito un’intera cassetta di rifiuti vari tra cui bottiglie e flaconi abbandonati da altri bagnanti sulla sabbia. Guardandoci attorno ci siamo resi conto che non c’erano contenitori o cestini, così abbiamo caricato la cassetta in macchina. Il giorno dopo la Polizia di Cagliari mi ha visto mentre gettavo tutto e mi ha fatto la multa perché utilizzavo i cassonetti del comune di Cagliari pur non essendo residente in città. E’ vero, ho la residenza nel comune di Baratili San Pietro in provincia di Oristano, ma non sapevo di non poter gettare i rifiuti a Cagliari, del resto sui cassonetti non c’è alcun divieto. Sono rimasta sconcertata, ho spiegato che era spazzatura di altri raccolta in spiaggia a Piscinas e che stavo anche differenziando la plastica ma sono stati inflessibili: ho rifiutato di firmare il verbale, uno dei vigili si è alterato e mi ha insultato minacciando di portarmi in caserma e denunciarmi. Ho ritirato la multa, 167 euro da pagare entro 60 giorni”.
Ilaria Montis, che da anni è impegnata come volontaria nell’organizzazione di eventi dedicati a pacifismo, ambiente e meditazione (l’ultimo è il Wesak del Mediterraneo, attualmente è impegnata nella giornata di Meditazione per la pace e il disarmo che si terrà a Capo Frasca il prossimo 13 settembre) ha deciso di non fare ricorso: “Non racconto questa brutta storia per narcisismo ma per far riflettere sulla questione dei rifiuti in Sardegna: la mancanza di cassonetti stradali è un grave problema in tutta l’isola perché in tanti, Sardi e turisti, spesso lasciano i rifiuti dove capita non sapendo dove buttarli, e lo vediamo da spiagge, strade e cunette sporche e piene di spazzatura. Episodi come questo fanno pensare che forse è il caso di andare oltre le divise, oltre la burocrazia, oltre le regole e oltre le ideologie per usare il nostro buon senso quando le circostanze lo richiedono. Per tornare alle cose semplici e sensate in un momento in cui tante belle iniziative che nascono dal cuore, senso etico e senso civico delle persone vengono soffocate dall’eccessiva burocrazia che le rende inattuabili”.

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