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Chi è Aleksandr Dugin, il filosofo russo citato da Report

12 commenti

Di Salvatore Santoru

Sta facendo discutere una recente puntata di Report incentrata sui legami tra la 'nuova Lega' di Matteo Salvini e alcune importanti personalità russe, considerate vicine alla Russia di Vladimir Putin(1).


Tra le personalità citate durante il servizio, vi è anche il noto politologo Aleksandr Dugin.

Nel servizio si è descritto Dugin come uno degli ideologi più importanti del putinismo e il 'fondatore del 'Partito Nazional-Bolscevico', il cui simbolo sarebbe una bandiera nazista con la falce e il martello al posto della svastica(2).
Queste definizioni date a Dugin risultano essere troppo restrittive e, tenendo comunque conto che in un servizio televisivo risulta difficile approfondire la questione, meritano una contestualizzazione e delle 'specificazioni'.

Il filosofo neo-eurasiatista, la Quarta Teoria Politica e le influenze sul suo pensiero


Come già accennato in precedenza, la figura di Dugin è per certi versi complessa ed eclettica.

Il filosofo russo è il principale ideologo del pensiero neo-eurasiatista e sin dagli anni 90 ha sviluppato una 'visione del mondo' critica nei confronti dell'ideologia "liberalista" e liberal che sarebbe egemone nell'Occidente(3).

Dugin ha elaborato la 'Quarta Teoria Politica', una nuova "post-ideologia" che avrebbe l'obiettivo di superare le ideologie e le dicotomie dominanti nel Novecento, come il fascismo e il comunismo così come il liberalismo(4).

Per quanto riguarda le influenze culturali, il pensatore russo si ispira ai filosofi neo-tradizionalisti René Guénon e specialmente Julius Evola e, inoltre, alla corrente della Nuova Destra paneuropea e specialmente alla 'Nouvelle Droite' legata al pensiero di Alain De Benoist.

Inoltre, Dugin si ispira geopoliticamente all'eurasiatismo classico e ad alcune varianti del nazionalismo russo e gli unisce con il nazional-comunitarismo e il 'paneuropeismo euro-russo' elaborato da Jean 
Thiriart.

Oltre a ciò, Dugin si ispira fortemente ad alcune correnti della filosofia tedesca idealista e romantica e ai pensatori della Rivoluzione Conservatrice degli anni 20 e 30 del XX secolo nonché al filosofo esistenzialista Martin Heidegger e al filosofo della Grecia Antica Platone.


Il nazionalbolscevismo, tra provocazione e metapolitica


Come già detto, nel servizio del programma di Rai 3 si è descritto Dugin come il fondatore del partito nazional-bolscevico e questo
 punto meriterebbe di essere approfondito, anche solo per specificare che esso non fu un partito "post-nazista" come potrebbe essere inteso.

Per essere più chiari al riguardo, Dugin è stato tra i fondatori del Partito Nazional-Bolscevico russo e ciò insieme al musicista punk-rock Igor Fedorovic 'Egor' Letov(5) e allo scrittore Eduard Limonov, reso celebre in Occidente dalla biografia di Emmanuel Carrère(6).

Questi dettagli risultano fondamentali e, d'altronde, bisogna ricordare che lo stesso Dugin abbandonò il campo nazional-bolscevico per dissidi con lo stesso Limonov, rimasto un pensatore nazional-bolscevico e oggi leader del partito d'opposizione 'L'Altra Russia', erede della coalizione antigovernativa dall'omonimo nome(7).

Per essere più specifici, bisogna dire che negli anni 90 lo stesso partito fu allo stesso tempo un mix di pura 'provocazione ideologica ed estetica' e allo stesso tempo uno 'strumento di metapolitica' nell'ambito dell'opposizione alla politica "liberalista" di Boris Elstin(8).


Da qui l'utilizzo provocatorio della bandiera che richiama volutamente i simboli del nazismo e del comunismo sovietico e, sempre volutamente, in polemica con quello che i nazional-bolscevichi consideravano il nuovo 'pensiero unico liberale' e filo-occidentalista che sarebbe stato dominante durante l'era Elstin.


Su ciò, bisogna anche dire che l'aspetto di provocazione estetica fu maggiormente portato avanti da Limonov mentre l'aspetto metapolitico è una caratteristica maggiormente legata allo stesso Dugin. 


NOTE:


(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2019/10/report-parla-sigfrido-ranucci-la-nostra.html


(2) https://twitter.com/reportrai3/status/1186370557773864960


(3) https://it.wikipedia.org/wiki/Eurasiatismo#Il_neo-eurasiatismo  


(4) https://www.ibs.it/fourth-political-theory-libro-inglese-alexander-dugin/e/9781907166655 


(5) https://it.wikipedia.org/wiki/Egor_Letov 


(6) https://www.adelphi.it/libro/9788845927331


(7) https://en.wikipedia.org/wiki/The_Other_Russia_(coalition) 


(8) https://en.wikipedia.org/wiki/National_Bolshevik_Party#Origins_(1993%E2%80%931998)

12 commenti

  1. Altra Russia non è più una coalizione (lo è stata, quando i nazionalbolscevichi di Limonov si allearono ai liberali di Kasparov e Kasianov, ma a causa dei contrasti fra Kasparov e Kasianov la coalizione è fallita).
    Oggi Altra Russia è il partito nazionalbolscevico guidato da Limonov e da molti giovani. Gli unici ad essere fortemente perseguitati da Putin.
    Così come ai tempi in cui il Partito NazionalBolscevico fu messo fuorilegge perché era il maggior oppositore nelle piazze al potere liberale di Putin.
    Come ricorda Carrère nel suo libro si Limonov e come ricordo io in diversi miei articoli, i Nazbol furono sostenuti dalla compianta giornalista Anna Politkovskaja.
    Il loro partito ad ogni modo si rifà al nazionalbolscevismo di Niekisch. Ex socialdemocratico e primo ad opporsi al nazismo.
    Tutte queste cose non vengono mai dette nei media.
    È un vero peccato, perché il nazionalbolscevismo fu di fatto il primo antinazismo e oggi i Nazbol di Limonov sono i principali oppositori al potere liberal autoritario di Putin.
    Dugin ha idee interessanti, ma a differenza di Limonov ha rinunciato alla lotta politica.
    Da non dimenticare che fra i militanti del primo Partito NazionalBolscevico ci fu il noto jazzista Sergey Kuryokhin.
    Quello era un vero partito libertario, pieno di controcultura e di artisti.

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    1. Hai ragione su Altra Russia, mi ero dimenticato di scrivere che è l'attuale partito guidato da Limonov, ora correggo. Non sapevo di Kuyokhin, ti ringrazio per l'informazione.

      Su Niekish, c'è da dire che fu una personalità eclettica e che fu per un brevissimo periodo attratto idealmente dal nazionalsocialismo ma ne rimase deluso subito e criticò Hitler e l'avvento del III Reich dall'inizio tanto da venire internato in un campo di concentramento.

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    2. Kuyokhin fu un personaggio e un artista molto interessante e eclettico. Con Limonov e Dugin nel '95 organizzarono una performance musicale/artistica/teatrale. E' piuttosto comico leggere che i media occidentali abbiano bollato queste persone come di "estrema destra", quando in russia si potrebbero definire l'avanguardia della nuova sinistra e per molti versi avessero molti punti in comune con la Beat Generation. Kuyokhin scrisse peraltro, con Dugin, il Manifesto dei Nuovi Maghi. Un breve testo controculturale e interessante. L'ho riportato anche sul mio blog, per quanto la mia traduzione non sia il massimo: https://amoreeliberta.blogspot.com/2019/08/il-manifesto-dei-nuovi-maghi-di.html?fbclid=IwAR0KrL8_ofVXS5ugmGlmOsRYbF_Tz1H0aI4Z89OUNLr2_6wC_N_SRB3LAvM
      Con la morte prematura di Kuyokhin e, successivamente, con quella di Egor Letov (che fu Limonov a invitare nel gruppo, per fondarlo), molti rapporti si sono sfaldati.
      Limonov ha mantenuto il carattere controculturale dei NazBol, giovani delle periferie russe post-sovietiche contro l'oligarchia liberale di Putin; Dugin ha preferito fare il filosofo, cercando un po' ci farsi accreditare da Putin, per quanto Limonov sostenga ancora oggi che Putin probabilmente Dugin nemmeno lo conosca di persona. Non saprei. Personalmente sono un simpatizzante di Limonov, che si è fatto ben 4 anni di prigione per accuse infondate su un presunto colpo di stato (ho finito da poco di leggere "Il trionfo della metafisica" edito da Salani, in cui Limonov racconta il suo periodo di prigione.
      Altra figura dei nazionalbolscevichi moderni è Zakhar Prilepin, scrittore pubblicato in Italia da Voland. Ti consiglio "Sankya", che racconta la storia di un giovane Nazbol in lotta contro il partito di Putin. E' la storia romanzata di un ragazzo che ha combattuto in Donbass contro l'autoritarismo del governo Ucraino e che nel 2005 fu processato per aver occupato goliardicamente il Ministero della Sanità russo, come molti nazionalbolscevichi. Processo nel quale furono sostenuti da Anna Poliktovskaya.

      Su Niekish direi che non fu mai attratto dal nazionalsocialismo hitleriano, semmai dal socialismo prussiano, che era una cosa piuttosto diversa.
      Niekish, già esponente del partito socialdemocratico tedesco, rifiuterà il carattere antisemita del nazismo di Hitler (così come fecero peraltro i fratelli Strasser, ma loro su posizioni nazionalsocialiste di sinistra, comunque estranee al nazionalbolscevismo) e definirà il nazionalsocalismo una costola del capitalismo.
      I nazionalbolscevichi miravano a unire i socialisti, i comunisti e il nazionalrivoluzionari e sostenevano che la Germania prussiana dovesse unirsi e sostenere l'azione dell'URSS.
      Tutti i nazionalbolscevichi o furono costretti a fuggire o furono uccisi o finirono in campo di concentramento.
      Niekish peraltro aderirà, una volta liberato dai sovietici, alla DDR, ma finirà per essere isolato in quanto criticherà - da studioso - i metodi repressivi di Ulbricht contro gli operai.
      Approfitto per segnalarti un paio di mie recensioni in merito, più che altro perché sull'argomento c'è pochissimo :)
      http://amoreeliberta.blogspot.com/2018/09/pugni-proletari-e-baionette-prussiane.html

      http://amoreeliberta.blogspot.com/2018/11/ernst-niekisch-e-la-resistenza-al.html

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    3. Avevo visto il manifesto dei Nuovi maghi qualche tempo fa e avevo già sentito di Prilepin.
      Ti ringrazio per gli altri 2 articoli che non avevo visto, dove si cita anche il libro 'Il Regno dei Demoni' di Niekish, avevo letto qualche estratto dal Accademia.edu qualche tempo fa mentre non conoscevo il libro di Bernardini.

      La storia dei movimenti nazionalrivoluzionari, nazionalbolscevichi, nazionalaanarchici e della sinistra nazionalsocialista prima dell'avvento del III Reich è molto interessante, anche se c'è ancora poco materiale a riguardo.

      Su Limonov, mi pare che per certi aspetti ricordi D'Annunzio e lo trovo una personalità interessante, molto provocatoria ed eclettica e condivido alcune cose e altre no(specialmente non condivido quello che mi pare un eccessivo zelo 'iper-nazionalistico'ed interventista nell'ambito della politica estera) e, da un punto di vista intellettuale, trovo che anche Dugin dica cose interessanti e stimolanti, a volte condivisibili e altre no.

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    4. Ho avuto modo di intervistare Limonov un paio di mesi fa. Non direi che in politica estera Limonov sia interventista. In Ucraina aveva da tempo (come mi disse anche l'editore Sandro Tetii) capito che sarebbe scoppiato un ben caos. E i suoi nazbol combattono dalla parte degli indipendentisti, delle repubbliche popolari, non certo perché vogliono prevalere sugli ucraini, ma perché difendono la loro cultura russa e sovietica. Quando dice di essere "imperialista" direi che un po' gioca con le parole, un po' richiama l'idea dell'Impero di Alain de Benoist come insieme di realtà diverse unite in un'unica area geopolitica. Personalmente si questo la penso diversamente da lui e da de Benoist, nel senso che ritengo che ogni piccola comunità, se lo desidera, debba essere indipendente e autogestirsi. Ad esempio i catalani o i baschi o i tibetani.
      Dugin l'ho incontrato l'estate scorsa a Roma, a una conferenza. Condivido molto, salvo la sua visione bigotta (che è la stessa di Fusaro) in ambito civile e sulle sue simpatie per Putin. E trovo completamente ingiuste le critiche che muove a Limonov. Ma, ad ogni modo, è Storia.

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    5. Interessante, penso che comunque questa visione 'imperiale, oltre alla Nuova Destra e direi pure a Thriart, sia dovuta molto al contesto per via di una certa concezione 'centralista' e 'pan-russa'zarista e parzialmente sovietica.

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  2. Vi ho inviato un mio pezzo per l'eventuale pubblicazione.
    Non so se la mail sia corretta (ho clikkato sulla busta in alto a destra nel sito).
    Mi sembra un sito interessante.
    Se non erro anni fa gestivate lo stesso sito su altervista e pubblicaste un mio articolo segnalandone la fonte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non è arrivato niente sull'email, comunque invialo pure qua sotto nei commenti (link o articolo intero e vedo se va bene).

      Per Altervista, lì gli articoli sono ripresi sempre da qua ma non è usato.
      Comunque, in passato sono stati ripresi 3 tuoi articoli interessanti, specialmente quello su Jim Channon, https://www.informazioneconsapevole.com/search?q=luca+bagatin.

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    2. Questi i link ai miei due pezzi. Te li posto qui, poi vedi se possono interessare, a presto:

      http://amoreeliberta.blogspot.com/2019/10/i-due-pesi-e-le-due-misure-delleuropa.html

      http://amoreeliberta.blogspot.com/2019/10/in-argentina-e-uruguay-il-socialismo.html

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    3. Ripreso il secondo articolo con un titolo leggermente modificato :), https://www.informazioneconsapevole.com/2019/10/elezioni-argentina-e-uruguay-torna.html

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    4. Visto ieri, grazie. Ti ho chiesto l'amicizia come hai visto. Se lo desideri puoi riprendere altri miei pezzi, a presto e buon lavoro :)

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    5. Sì, quando capita ne riprenderò altri se affini agli argomenti del sito :).
      A presto e buon lavoro anche a te :) !

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