Accettando il ricorso presentato da ICI (Imprenditori Canapa Italia), il TAR del Lazio ha sospeso il decreto che inseriva il CBD tra le sostanze stupefacenti, bloccando per la terza volta il tentativo del governo di rendere illegale il commercio del principio attivo della cannabis. Esso non ha alcun effetto psicoattivo, ma è anzi largamente utilizzato per le sue proprietà mediche riconosciute. Il decreto del governo intendeva relegare la vendita dei composti a uso orale a base di CBD alle sole farmacie, dietro ricetta medica non ripetibile.
L’udienza di merito in vista della sentenza è stata fissata per il 14 dicembre.
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