L’attesissima audizione dell’Attorney General Pam Bondi alla House Judiciary Committee si è trasformata in uno spettacolo grottesco, con il Procuratore generale degli Stati Uniti che ha letteralmente perso il controllo, urlando contro i deputati democratici (e repubblicani, come Thomas Massie), insultando apertamente Jamie Raskin e finendo per accusare un parlamentare ebreo di antisemitismo solo perché non ha dimostrato sufficiente zelo filoisraeliano. Il tutto mentre le sopravvissute al finanziere-pedofilo Jeffrey Epstein, sedute tra il pubblico, assistevano impotenti a un dibattito degenerato in puro teatro politico.
La testimonianza di Bondi, durata oltre cinque ore, era attesa per chiarire il pasticcio della pubblicazione degli Epstein files, le indagini (o meglio, la mancanza di indagini) sulle persone coinvolte nel traffico sessuale del finanziere newyorkese e le sparatorie letali in Minnesota da parte di agenti dell’ICE: ma l’audizione è presto degenerata in uno scontro a tutto campo che ha visto Bondi contrapporsi ad alcuni membri dell’House Judiciary Committee.
I democratici, guidati da Raskin – ex professore di Diritto costituzionale – hanno attaccato duro fin dall’inizio. «Stai dalla parte di chi ha abusato e ignori le vittime», ha detto Raskin aprendo il fuoco. «Questa sarà la tua eredità, a meno che non cambi rotta subito: stai gestendo un insabbiamento». Bondi ha perso le staffe, definendolo un «avvocato fallito e perdente» e accusato Raskin – che è ebreo – di essere un antisemita per non aver sostenuto Israele con la dovuta veemenza.
Il duro scontro con Massie
Ma lo scontro più duro è arrivato con Thomas Massie, il libertario-repubblicano del Kentucky che ha sostenuto la pubblicazione degli Epstein Files inimicandosi il presidente Donald Trump e buona parte della sua amministrazione. Il deputato che si vanta di non aver ricevuto un dollaro dall’AIPAC, ha interrogato Bondi sulle modifiche irregolari nei file di Jeffrey Epstein rilasciati dal Dipartimento di Giustizia: ha evidenziato come i nomi delle vittime non fossero stati protetti adeguatamente, mentre quello del miliardario Les Wexner – ex cliente di Epstein e in alcuni documenti indicato come potenziale co-conspiratore – fosse stato inizialmente oscurato in violazione della legge.
Chiedendo chi fosse responsabile di questo «massiccio fallimento» e se qualcuno sarebbe stato individuato e punito, Massie ha accusato Bondi di coprire i potenti. L’Attorney General ha replicato definendo Massie un «politico fallito», sottolineando che il nome di Wexner è stato ripristinato entro 40 minuti dalla segnalazione e che l’errore riguardava una sola citazione su migliaia. Massie ha ribattuto di averla «colta con le mani nel sacco» e ha definito l’intera vicenda «più grande di Watergate».
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