Il seitan è un alimento vegetale altamente proteico ottenuto dal glutine del grano tenero (o dal farro), chiamato anche talvolta “carne di grano” dalle persone vegane, per la sua consistenza soda e l’uso versatile in cucina come sostitutivo delle carni animali. È ricco di proteine e povero di grassi. Tuttavia, è carente di vitamina B12, oltre che dell’amminoacido lisina e di varie altre sostanze che sono contenute esclusivamente nella carne, come ad esempio la carnitina e la carnosina.
Questo alimento è nato nella tradizione culinaria orientale: si presume che i primi a idearlo e produrlo fossero i monaci buddisti giapponesi, per sostituire i cibi di origine animale. Il nome attuale venne invece coniato in tempi più recenti, all’inizio degli anni Sessanta, da uno dei protagonisti principali legati alla dieta macrobiotica, George Ohsawa, uno scrittore giapponese, divulgatore in Occidente delle antiche teorie cinesi, che contribuì in maniera determinante alla diffusione di tradizioni orientali quali l’arte del tè, il bonsai, il judo, l’agopuntura e la medicina tradizionale cinese.
Il seitan si ottiene lavando l’impasto di farina per rimuovere amido e fibre, lasciando solo la parte proteica che poi viene cotta in acqua bollente e insaporita con salsa di soia e condimenti di vario genere. Ha un sapore neutro che lo rende adatto a molte preparazioni: alla piastra, a fette, nel ragù, come spezzatino o hamburger. Controindicazioni: è un alimento assolutamente vietato ai celiaci e a chi abbia delle allergie al grano. Per queste ultime, il seitan è un cibo molto tossico, essendo un concentrato di puro glutine.
