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Tagliate le stime di crescita dell’Italia, Matteo Salvini: “Fmi è minaccia per l’economia globale”


Di Stefano Rizzuti

Dopo Bankitalia, anche il Fondo monetario internazionale taglia la previsione di crescita per l’Italia nel 2019: si passa dall’1% stimato a ottobre allo 0,6% di oggi. E non è tutto, perché nell’aggiornamento del Word Economic Outlook presentato a margine del Forum economico mondiale di Davos, si sottolinea come l’Italia sia, insieme alla Germania, considerato uno dei fattori la cui frenata, a fine 2018, ha fatto rivedere al ribasso le stime di crescita per l’Eurozona, comportando un calo dell’Euro del 2% tra ottobre e gennaio. Ma gli ultimi dati del Fmi non piacciono al vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, che su Twitter commenta: “Italia minaccia e rischio per l'economia globale? Piuttosto è il Fmi ad essere una minaccia per l'economia mondiale, una storia di ricette economiche coronata da previsioni errate, pochi successi e molti disastri”.

Le stime del Fmi sull'economia italiana

Il Fondo monetario internazionale evidenzia la frenata dell’economia italiana, più brusca del previsto. Così le previsioni vengono riviste al ribasso: +0,6% nel 2019 e +0,9% nel 2020. E la situazione finanziaria italiana, insieme alla Brexit, è considerata uno dei maggiori fattori di rischio globali: “In Europa continua la suspence su Brexit, e il costoso intreccio fra rischi sovrani e rischi finanziari in Italia rimane una minaccia”, secondo quanto riferito dal direttore della ricerca del Fmi, Gita Gopinath. E non è sufficiente il miglioramento dello spread che, secondo il Fmi, deve ulteriormente scendere in tempi rapidi per non mettere a rischio la tenuta delle banche e l’andamento dell’economia italiana in generale.

Secondo il report “le preoccupazioni per l'andamento dei titoli di Stato e i rischi finanziari hanno pesato sulla domanda domestica. Gli spread italiani si sono ristretti rispetto ai picchi di ottobre-novembre ma rimangono alti. Un protratto periodo di rendimenti elevati metterebbe ulteriormente sotto stress le banche italiane, peserebbe sull'attività economica e peggiorerebbe le dinamiche del debito”.

Il Fmi ha ridotto le proiezioni di crescita anche per l’economia globale, pari al +3,5% per quest’anno e al +3,6% per il 2020: lo 0,2% e lo 0,1% in meno rispetto alle precedenti previsioni. Non solo l’Italia ne esce ridimensionata, ma anche la Germania che passa all’1,3%, più di mezzo punto percentuale in meno. Nell’Eurozona fanno da traino la Francia (+1,5%) e la Spagna (+2,2%). “Le previsioni di crescita globale per il 2019 e il 2020 – si legge nel report – erano già state riviste al ribasso nell'ultimo WEO, in parte a causa degli effetti negativi degli aumenti tariffari messi in atto negli Stati Uniti e in Cina nei mesi precedenti dell'anno. L'ulteriore revisione al ribasso rispetto alle previsioni di ottobre riflette in parte il trascinamento da una situazione più debole nella seconda metà del 2018, includendo la Germania dopo l'introduzione di nuovi standard sulle emissioni degli autoveicoli e l'Italia dove ci sono preoccupazioni per i rischi sovrani e finanziari, che hanno pesato sulla domanda interna, ma anche sulla base del peggioramento del clima del mercato finanziario e della contrazione economica in Turchia che ora è stimata più profonda del previsto”.

FONTE: https://www.fanpage.it/tagliate-le-stime-di-crescita-dellitalia-matteo-salvini-fmi-e-minaccia-per-leconomia-globale/

'Patrimoniale e aumento di Iva e IMU potrebbero distruggere l'economia italiana', ecco perché

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Di Salvatore Santoru
Recentemente il Fondo Monetario Internazionale ha sostenuto che il governo italiano dovrebbe aumentare l'Iva, fare la patrimoniale(1) e non toccare la legge Fornero(2).Tali misure richieste dalla nota organizzazione potrebbero essere controproducenti per l'Italia, come si legge in un articolo di 'Investire Oggi'(3).
Andando maggiormente nello specifico, il fatto è che l’Italia ha già un’elevata pressione fiscale sul lavoro e i profitti, così come sui consumi e i patrimoni immobiliari e finanziari.
 Stando sempre a quanto riportato nel già citato articolo, c'è da dire che alzare le imposte indirette non costituirebbe una soluzione positiva per l’Italia, che risulta avere già una delle aliquote IVA più alte al mondo, nonché una tassazione sugli immobili superiore alla media OCSE del 50%.
Inoltre, c'è da ricordare che le ricette del Fondo Monetario furono applicate tra l'ultimo periodo del 2011 e il 2013 dal governo Monti e in seguito da quello Letta e in quel periodo la stessa Italia entrò in profonda recessione.
NOTE:

Il Fondo Monetario Internazionale all'Italia: 'Non fate passi indietro sulle pensioni'. FMI contro abolizione della legge Fornero ?

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Di Salvatore Santoru

Recentemente il Fondo Monetario Internazionale ha dato alcuni 'suggerimenti' sulla linea da seguire per gestire i conti pubblici italiani.
Tra questi c'è quello di di aumentare l'Iva e di fare la patrimoniale, come riportato in un articolo pubblicato sul sito web di Wall Street Italia.

Oltre a ciò, l'Fmi consiglia di non 'fare passi indietro' e, in tal modo, di non toccare la legge Fornero.

NOTE:

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2018/04/il-diktat-del-fondo-monetario.html

(2) http://www.wallstreetitalia.com/fmi-chiede-austerity-in-italia-iva-piu-alta-e-patrimoniale/

(3) https://www.imf.org/external/np/bio/eng/vt.htm

Il 'diktat del Fondo Monetario Internazionale' all'Italia: 'Dovete fare la patrimoniale e aumentare l'Iva'

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Di Salvatore Santoru

Recentemente il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha dato dei 'suggerimenti' sulla linea da seguire per gestire i conti pubblici italiani.
Andando maggiormente nello specifico e stando a quanto riportato in un articolo pubblicato sul sito web Wall Street Italia(1), nel 'Fiscal Monitor' dell'FMI il direttore del dipartimento degli Affari fiscali dello stesso istituto Vitor Gaspar(2) ha sostenuto che c'è la necessità di aumentare l'Iva e di fare la patrimoniale.

Inoltre, Gaspar ha difeso la legge Fornero e, più precisamente, ha affermato che non bisogna fare passi indietro sulle pensioni.

NOTE:

(1) http://www.wallstreetitalia.com/fmi-chiede-austerity-in-italia-iva-piu-alta-e-patrimoniale/

(2) https://www.imf.org/external/np/bio/eng/vt.htm

Fmi, il reddito degli spagnoli supera quello degli italiani

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Di Franco Grilli

La Spagna adesso supera ancora l'Italia. Secondo quanto riporta l'Fmi di fatto il reddito pro capite dei cittadini iberici è di 38.286 dollari contro i 38.140,3 degli italiani.
E nei prossimi anni il divario è destinato ad aumentare. Come riporta il Financial Times nel 2022 la Spagna sarà il 7 per cento più ricca del nostro Paese. Solo dieci anni fa l'Italia era il 10 per cento più ricca della Spagna. Di fatto l'Fmi con i suoi studi delle ultime settimane ha messo nel mirino l'Italia sottolineando l'esigenza di una frenata nella corsa del debito. Inoltre l'istituto guidato dalla La Garde suggerisce al governo italiano una tassazione maggiore sugli immobili e sulla ricchezza. Misure queste che secondo l'Fmi potrebbero frenare l'avanzata del debito. Sempre sul fronte del derby tra Italia e Spagna, i dati riportati dal World economic Outlook dell'Fmi segnalano che Madrid dal 2015 ha fatto registrare tassi di incremento superiori al 3 per cento: una cifra doppia rispetto a quella dell'Italia. E così il sorpasso si è consumato nel 2017 con un vero e proprio "schiaffo" da parte del Paese iberico all'Italia. A quanto pare l'incertezza politica seguita alle elezioni in Spagna e il lungo percorso per la formazione di un nuovo governo non hanno minato la crescita del Paese. Adesso anche Roma si trova nella stessa situzione che ha affrontato Madrid. Ci saranno le stesse conseguenze sulla crescita?

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/economia/fmi-reddito-degli-spagnoli-supera-italiani-1517435.html

Il Fmi taglia le stime della crescita italiana, ma le previsioni sul mondo possono migliorare

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Padoan: “Stupito dalla revisione”. Il governo valuta la misura correttiva dopo le osservazioni dell’Europa


Il Fmi lima le stime di crescita per l’Italia per il 2017 e il 2018. Il Pil crescerà quest’anno dello 0,7%, 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle stime di ottobre. Nel 2018 la crescita sarà dello 0,8%, 0,3 punti percentuali in meno rispetto alle precedenti stime. Nel 2016 l’economia italiana è cresciuta dello 0,9%. 

Il Fondo ha invece confermato le stime di crescita mondiali per il 2016 e il 2017. Il Pil globale crescerà quest’anno del 3,4%, per accelerare nel 2018 a +3,6%. L’istituto ha rivisto al rialzo le stime per le economie avanzate, che cresceranno quest’anno dell’1,9%, 0,1 punti percentuali in più rispetto alle stime precedenti, e nel 2018 del 2,0%, +0,2 punti percentuali. 

Restano dunque invariate le previsioni sull’economia mondiale ma l’outlook globale potrebbe migliorare grazie a una serie di fattori, a partire dallo stimolo fiscale annunciato dal presidente eletto americano Donald Trump e dai nuovi investimenti infrastrutturali negli Stati Uniti. Gli economisti del Fmi stimano che lo stimolo fiscale potrebbe portare la crescita americana al 2,3% nel 2017 e al 2,5% nel 2018, in totale mezzo punto in più di crescita rispetto alle stime precedenti. 

L’economia inglese sembra resistere alla Brexit: il Fmi rialza le stime di crescita della Gran Bretagna per il 2017, rivedendo al ribasso quelle per il 2018. La crescita inglese si attesterà quest’anno al +1,5%, 0,4 punti percentuali in più rispetto alle stime di ottobre, ma in rallentamento rispetto al +2,0% del 2016. Per il 2018 il pil inglese è previsto attestarsi al +1,4%, 0,3 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni precedenti. 


IL FOCUS SULL’ITALIA  
In Italia «si può fare di più» sulle banche, «c’è spazio per agire», ha affermato il capo economista del Fmi, Maurice Obstfeld, sottolineando che è stata approvata un’importante riforma per consolidare il sistema e affrontare il nodo dei crediti deteriorarti e «ora deve essere attuata». L’ex premier Matteo Renzi ha fatto molte riforme strutturali «molto importanti» e positive per l’Italia, ma molto resta da fare, ha affermato Obstfeld. 

Il ministro dell’Economia italiano, Pier Carlo Padoan, si è detto «un po’ stupito»dalla revisione al ribasso delle stime del Pil «perché le ragioni addotte per una crescita più bassa sono più incertezza politica, difficile da argomentare dopo il referendum e con un governo in continuità con il precedente, e problemi con le banche» ma - ha notato Padoan al Tg3 - «anche qui sono state prese misure per fronteggiare» alcune situazioni bancarie «che non sono preoccupanti». 

«Vedremo se sarà il caso di prendere misure ulteriori per rispettare gli obiettivi» ma «la via maestra è la crescita, che è la priorità del governo», ha detto Padoan a proposito delle richieste in arrivo dalla Ue sui conti pubblici. «Bruxelles ci ricorda che abbiamo un debito troppo alto che avrebbe dovuto cominciare a scendere da quest’anno» ma non l’ha fatto perché «siamo stati in deflazione nel 2016 e le condizioni di mercato non hanno consentito di completare il programma di privatizzazioni». 

Fmi, Lagarde condannata per negligenza ma niente pena

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La direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Cristine Lagarde, è stata condannata dal tribunale dei ministri francese per “negligenza” nel caso dell’arbitrato Adidas-Tapie. Ma la Corte ha deciso di dispensare la direttrice del Fondo dalla pena. 

Lagarde era accusata di negligenza per aver consentito un grosso risarcimento all’imprenditore francese Bernard Tapie, all’epoca in cui era ministro delle Finanze, tra il 2007 e il 2011 nel governo di Nicolas Sarkozy

Christine Lagarde shock: “Più il mondo va male, meglio è per l’FMI”

Christine Lagarde, Direttore Operativo del Fondo Monetario Internazionale

Christine Lagarde, Direttore Operativo del Fondo Monetario Internazionale, ha rilasciato un’intervista alla Wharton University of Pennsylvania in cui ammette che “più il mondo va male meglio è per il FMI”: ecco la confessione shock, tradotta in italiano da Bosque Primario per Comedonchisciotte.org

Quando in passato abbiamo scritto che, sulla base di una trascrizione di Wikileaks, il governo greco aveva capito che “c’era stato un sintomatico tentativo  del FMI di ricattare Atene – minacciando un possibile blocco del credito – per costringerlo a cedere sui tagli alle pensioni, che non voleva approvare” l’articolo ha subito fatto il giro del mondo.
Anche se non è ancora stato chiarito se il FMI abbia davvero fatto questa implicita minaccia, ci troviamo a riflettere sul motivo per cui ci sia stato tanto interesse e tanta sorpresa da parte del pubblico sul fatto che il FMI avrebbe potuto abbassarsi a tal punto, anche per i suoi normali standard: usare una nazione di 11 milioni di persone come cavie da laboratorio su cui fare esperimenti politici.
Ma perché tutta questa sorpresa?
Ecco  la trascrizione di una intervista di Aprile 2012 rilasciata da Christine Lagarde, attuale Direttore Operativo del Fondo Monetario Internazionale e all’epoca già in carica, alla Wharton University of Pennsylvania.
La stessa Lagarde ammise che il Fondo Monetario Internazionale “prospera” nei momenti in cui il mondo “va male“. E aggiunse che “quando il mondo va bene e ci sono anni di crescita come avvenne nel 2006 e nel 2007, per il FMI gli anni non sono buoni finanziariamente e non solo“.
Va da sé che l’unica prerogativa della Lagarde è quella di assicurarsi che “il FMI vada bene“. E quindi che il mondo vada male.
Ecco la parte interessata:
(D) Knowledge@Wharton
Tra le tante cose che fate, cosa la appassiona di più? Cosa le piacerebbe veramente far succedere? Può parlare anche di una piccola cosa, non deve essere necessariamente qualcosa di importante. Cosa anima veramente il suo cuore?
(R) Christine Lagarde
È piuttosto complicato. Credo che questa sia una cosa importante … che questa sia la mia vera preoccupazione. Vedete, questa è una istituzione molto affascinante perché è completamente controcorrente: quando il mondo che gira intorno al FMI va male, a noi va molto bene. È proprio allora che noi cominciamo a diventare estremamente attivi perché prestiamo soldi e ci guadagniamo con gli interessi e con tutte le altre voci, quindi la nostra istituzione prospera, va bene. Invece quando le cose vanno bene, e ci sono anni di sviluppo come – ad esempio – fu nel periodo 2006-2007, per il FMI le cose non vanno bene, non solo finanziariamente.  
Questa istituzione è un affascinante mix di quasi tutti i paesi del mondo che – per essere sostenibile – deve avere come obiettivo, trascendere tutte le rispettive politiche e strategie nazionali ed essere molto agile, sempre in contatto con i paesi aderenti, con la base della clientela, se vogliamo chiamarla così. Dobbiamo saperci inventare e reinventare in molti modi. Così, come stavo spiegando come stia cambiando il sistema di sorveglianza da bilaterale a multilaterale, se mettiamo a fuoco qualcosa più da vicino, vediamo che tutto è olistico – tutto è correlato – e questo è esattamente quello di cui stiamo parlando.

Arabia Saudita in rosso: rischio default tra 5 anni secondo il Fondo Monetario Internazionale



Di Alberto Bellotto

L'Arabia Saudita ha solo 5 anni per salvare la propria economica. A dirlo è quotidiano britannico Independent che cita fonti del Fondo monetario internazionale.





Le riserve economiche del Paese stanno letteralmente colando a picco soprattutto a causa della caduta del prezzo del petrolio che rappresenta il 90% dei guadagni.
Secondo il Fmi il bilancio del 2015 vedrà una caduta del 21% mentre quello del 2016 del 19%. Attualmente l'Arabia ha 645 miliardi di dollari di riserve estere ma questi soldi sono destinati a scendere velocemente. L'agenzia monetaria di Stato saudita ha ritirato 70 miliardi di fondi dal mercato estero per compensare i 73 persi dal crollo dei prezzi del petrolio.

Ron Paul: le politiche del Fondo Monetario Internazionale in Ucraina sono irresponsabili



"Non c'è da stupirsi che [il FMI] starebbe adattando le sue azioni per promuovere gli obiettivi di politica estera del governo degli Stati Uniti". "Il FMI ha una storia di utilizzo dei fondi messi a disposizione per esso dal contribuente americano per sostenere regimi dittatoriali e sostenere le politiche economiche malsane."
Anche se il governo ucraino riesce ad apportare le modifiche necessarie alle sue istituzioni, i prestiti continuano a non promuovere un libero mercato, invece di far rispettare il proprio concetto di economia di mercato sui beneficiari dei prestiti.
"Il problema con il FMI non può essere risolto modificando le condizioni legate ai prestiti del FMI", scrive Paul. "Il problema fondamentale con il FMI è che è finanziato da risorse prese con la forza da parte del settore privato."
La nozione stessa è intrinsecamente l'opposto di un libero mercato
"L'idea che il FMI è in qualche modo meglio in grado di allocare il capitale di quanto lo siano gli investitori privati ​​è altrettanto imperfetto come ogni altra forma di pianificazione centralizzata. Il FMI deve essere abrogato, non riformato."


Traduzione di Salvatore Santoru per http://informazioneconsapevole.blogspot.it/

Fonte e articolo completo: http://sputniknews.com/us/20150330/1020220846.html

Ucraina: USA inviano droni ed altri armi all'esercito di Kiev



Di Salvatore Santoru

Pochi giorni fa, l'amministrazione Obama ha approvato l'invio di armi al governo ucraino, compresi dei droni che serviranno per migliorare le comunicazioni sul campo.
Sono previsti anche l'arrivo di 230 mezzi corazzati, molti dei quali necessari per il trasporto di soldati e materiali.
E’ stato il vicepresidente Joe Biden ad informare il governo di Kiev per questi nuovi aiuti, nel corso di una telefonata con il premier Petro Poroshenko.
Inoltre, c'è anche da segnalare che il Fondo Monetario Internazionale ha deciso di stanziare 17,5 miliardi di dollari per sostenere l'economia del paese.

L’Fmi ha dato l’ok per il prelievo forzoso sui conti correnti

Di Giuseppe Maneggio
Il Fondo Monetario Internazionale ha dato il benestare per un prelievo forzoso nei conti correnti dei cittadini dei Paesi dell’area euro in difficoltà con lo scopo di ripianare parte del debito pubblico accumulato. Parziale abbattimento del debito che nella sostanza sarebbe pagato dai cittadini, dai fondi pensione, dal risparmio gestito e dalle assicurazioni.
Facile capire quali potrebbero essere le nazioni a rischio: Italia in testa – visto l’inarrestabile crescita del debito pubblico e i magri risultati ottenuti fin qui sul piano economico (crescita assente, alta disoccupazione, consumi bloccati) – ma anche Portogallo, Spagna, Slovenia, Grecia e Francia.
Il progetto prevede un prelievo di almeno il 10% sui conti correnti con giacenze superiori ai 100 mila euro. In pratica la riedizione di ciò che successe a Cipro a marzo dello scorso anno.
Ma c’è di più, il Fmi insiste affinché venga applicata una tassa sul debito generalizzata per un importo leggermente più modesto per ogni famiglia, anche su quelle che dispongono solo di pochi risparmi. Verrebbero così colpiti tutte le tipologie di conti e per qualsiasi giacenza.
Su quest’ultimo punto i partiti appartenenti al Pse (socialisti e socialdemocratici) sarebbero più propensi a colpire i risparmi medio alti. Ma sappiamo bene che queste decisioni non sempre vengono vagliate dai singoli governi locali ma imposte dall’alto da organismi sovranazionali (Bce, Commissione europea, lobby finanziarie, etc.).
Si discute anche in merito al periodo temporale in cui applicare questa misura: c’è chi la vorrebbe nell’immediato, già il prossimo autunno, e chi invece la procrastina per la prossima primavera. Tempi celeri, se non quasi immediati, per un’operazione che riporta indietro l’Italia al 1992, quando l’allora presidente del consiglio Giuliano Amato approvò un decreto legge da 30 mila miliardi di lire in cui si stabiliva, tra le altre cose, il prelievo forzoso del 6 per mille dai conti correnti bancari di tutti i cittadini italiani. Il tutto avvenne in maniera repentina, all’opposto rispetto alle consuete tempistiche della politica nostrana, nella notte tra il 9 e il 10 luglio del 1992. L’autorizzazione arrivò tramite un decreto legge di emergenza emanato addirittura il giorno dopo: l’11 luglio. Era un momento di crisi, la lira era aggredita dalla speculazione internazionale, i mercati si accanivano e bisognava fare qualcosa.
Non è nata tra i migliori auspici questa seconda Repubblica che in poco più di vent’anni ci ha elargito soltanto momenti di crisi economica alternati ad altri di stagnazione, con una crescita della ricchezza complessiva del paese tra le più misere d’Europa. E i rimpianti per quegli anni ’80, in cui si godeva di maggiore autonomia e qualche briciolo di sovranità economica in più, aumentano in considerazione del fatto che – sì, c’era corruzione in ogni dove (ma anche oggi non è da meno) – nonostante tutte le obiezioni del caso, l’Italia era la quinta potenza industriale del pianeta e il tasso di disoccupazione era quasi la metà di quello odierno.
In attesa che si concretizzi quest’ennesima mazzata alle spalle degli ignari italiani, che imperterriti continuano a dare fiducia al paroliere fiorentino e ai suoi sodali del Pd, non ci resta che sperare in una difficile, impossibile e forse utopistica inversione di tendenza delle sorti di questa nazione.

Portogallo : per la troika 485 euro al mese sono troppi


Di Clarissa Gigante

Campare con 485 euro al mese? Chiunque direbbe che è al limite dell'impossibile, specie se si hanno affitto e bollette da pagare.
E invece per i tecnici di Commissione europea, Bce e Fmi - che probabilmente non hanno idea del costo della vita - è fin troppo, specialmente se viene percepito dai più giovani.
La cosiddetta Troika, che è in Portogallo per una nuova ispezione, vorrebbe partire contestando il salario minimo che equivale - appunto - ad appena 485 euro al mese. Secondo le anticipazioni di stampa i tecnici faranno leva su una riduzione delle buste paga per cercare di ridurre la disoccupazione, salita al 15,6%.
Difficile che ad accogliere gli ispettori ci siano folle festanti, però. Da quando il Parlamento ha varato il nuovo piano di austerity, il Paese è in preda a proteste e scioperi e le decisioni della Troika ormai sono contestate da tutti. "Non è diminuendo i salari che si farà ripartire l’economia", ha affermato Antonio Saravia, presidente dell’equivalente portoghese di Confindustria. "Una politica di salari bassi è inaccettabile", tuonano i sindacati, "Speriamo che il governo tenga duro su questo punto".
Insorge persino il ministro delle Finanze, Maria Luis de Albuquerque, secondo cui i salari in Portogallo sono già calati a sufficienza nel settore privato: "Su questo punto
abbiamo una divergenza di vedute con il Fondo monetario internazionale", ha detto. Probabile quindi che su questo punto il governo batta i pugni sul tavolo, specie dopo aver varato una manovra da 3,9 miliardi che prevede tra le altre cose il taglio del 10% delle pensioni dei funzionari pubblici e il licenziamento volontario (in cambio di un indennizzo) di oltre 3mila funzionari. Il numero è inferiore rispetto a quanto previsto inizialmente dal governo, dai 5.000 ai 15.000. Finora Lisbona ha ottenuto un piano di aiuti da 71,4 miliardi di euro totali e dopo l'ispezione potrebbe ricevere una tranche 2,7 miliardi.

Islanda : cancellati 24 mila euro dai mutui per la casa. A pagare saranno le banche…

Islanda: cancellati 24mila euro dai mutui per la casa, pagheranno le banche.

Di Susanna Picone

L’Islanda cancellerà a 100mila dei suoi cittadini, cioè un terzo della popolazione, 24mila euro dal mutuo per la casa. Un bel regalo per gli islandesi che era stato promesso durante la campagna elettorale. Era stato il Progressive Party, capofila della coalizione di centro-destra, ad aver fatto questa promessa che ora si appresta a mantenere. È stato infatti introdotto un piano per la riduzione dei mutui legati all’inflazione di circa 900milioni di euro (150 miliardi di corone). Si tratta di un rimborso interpretato come un risarcimento dopo che la svalutazione della corona aveva fatto alzare i prezzi e le rate dei mutui. A pagare dunque non saranno i contribuenti ma la finanza. Ma se questo regalo non può che far festeggiare i cittadini in Islanda non è stato allo stesso tempo ben visto sia dal Fondo Monetario Internazionale che da Standard & Poor’s. S&P e il Fmi infuriati -Secondo l’istituto di Washington la ripresa economica nell’isola è ancora debole e non è possibile regalare nulla ai contribuenti, mentre l’agenzia di rating ha minacciato di abbassare il giudizio del Paese. Ma nonostante ciò il Primo Ministro Sigmind Gunnlaugsson non sembra preoccuparsi: ha affermato, infatti, che è iniziato il vero rinascimento economico dell’isola, dopo il default del 2008. Secondo lui l’impatto sui conti nel prossimo triennio sarà minimo. Oltre ad alleggerire i mutui dei cittadini il Governo ha anche varato un piano che prevede agevolazioni fiscali per incoraggiare gli islandesi ad utilizzare i loro fondi pensionistici per azzerare il debito


Irlanda: secondo i sindacati, la troika è un oppressore imperiale



Di Debora Billi

Il Telegraph e Ambrose Evans-Pritchard non sono noti per le loro simpatie europeiste, ma quel che riportano in un articolo di oggi lascia poco spazio alla fantasia. Si tratta di affermazioni di David Begg, a capo della confederazione dei sindacati irlandesi:
La troika ha fatto più danni all'Irlanda di quanto l'Inghilterra abbia fatto in 800 anni. Perfino i managers del Fondo Monetario Internazionale sono disposti ad ammettere i propri errori, ma i manager europei sono totalmente ideologizzati. E' come ritrovarsi in un'incredibile Prima Guerra Mondiale dove i generali sprecano un milione di vite per conquistare un metro di territorio, ma nulla riesce a cambiare la loro opinione, anche davanti all'evidenza.

I sindacati lamentano anche il crollo dei consumi interni, degli investimenti ormai piombati al livello minimo nella storia irlandese, la caduta del prezzo degli immobili, la disoccupazione e l'emigrazione massiccia verso altri Paesi anglofoni. Chiedono che questa assurda austerity abbia fine.

Ma ovviamente, nessuno li ascolta. Il Ministro delle Finanze ha appena annunciato che il Paese è finalmente "un'economia competitiva", e che chiede l'aiuto dell'Europa per sostenere le banche irlandesi. Le banche, sono loro che hanno bisogno di sostegno. Per soprammercato, il Ministro ha aggiunto che teme un contagio dopo il risultato elettorale italiano.

Rimane la spaventevole conferma che siamo nelle mani di sacerdoti fondamentalisti di una religione che ci viene imposta a forza, ciechi a ogni evidenza e ad ogni conseguenza delle loro irresponsabili decisioni. E i governi? Nel migliore dei casi succubi, nel peggiore dei casi complici. Sembra un incubo senza fine.

Fonte:http://crisis.blogosfere.it/2013/02/irlanda-secondo-i-sindacati-la-troika-e-un-oppressore-imperiale.html

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