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Del Piero compie 45 anni, Dybala gli fa gli auguri: “Sei un numero 10 che non ha età”


Di Alberto Pucci

Indossare il numero dieci è una grande responsabilità. Lo sa bene Paulo Dybala che più o meno ogni domenica scende in campo all'Allianz Stadium con quel numero che fu di Alessandro Del Piero. L'argentino, che del suo famoso predecessore è da sempre un grande estimatore, nel giorno del compleanno numero 45 dell'ex capitano bianconero ha così voluto rinnovare la sua stima e il suo affetto per ‘Pinturicchio' con un bel messaggio postato in rete.

"Gli anni passano, ma tu rimani un numero 10 che non ha età! Tanti auguri Alessandro Del Piero", ha pubblicato Dybala sul proprio profilo ufficiale di Twitter. Un post che ha ovviamente generato decine e decine di like e condivisioni, e ricordato l'incontro che c'è stato qualche mese fa tra i due numeri dieci. "Abbiamo una sfida in ballo (un confronto su chi calcia meglio le punizioni, ndr) e dovevamo vederci da tanto tempo – rivelò DelPiero – Abbiamo preso un caffè. Il caffè è stato lungo e abbiamo parlato di tante cose".

Gli auguri dell'Uefa e della Juventus

A celebrare il 45esimo compleanno di Del Piero e ad inviare all'indimenticato campione juventino e della Nazionale gli auguri sono arrivati in molti. Su Twitter l'hashtag con il nome dell'ex capitano è infatti balzato tra i primi posti nella trend topics. Tra coloro che hanno voluto mandare un messaggio affettuoso anche l'Uefa, che ha pubblicato anche il video di uno dei tanti straordinari gol che l'ex bianconero ha realizzato in Europa. Il profilo del club campione d'Italia, ha invece celebrato Del Piero con il video della notte del 2008 al Bernabeu, quando ‘Pinturicchio' uscì dal campo tra gli applausi scroscianti del pubblico del Real Madrid.

FONTE: https://calcio.fanpage.it/del-piero-compie-45-anni-dybala-gli-fa-gli-auguri-sei-un-numero-10-che-non-ha-eta/

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FOTO: https://www.pinterest.it

Serie A, tra Juventus e Atalanta finisce 1-1 e per i bianconeri è festa scudetto


Di Salvatore Santoru

La Juventus ha ufficialmente vinto lo scudetto.
La festa per il trofeo è stata fatta allo Stadium dopo la partita con l'Atalanta, finita 1 a 1.

Andando maggiormente nello specifico, la squadra bergamasca  è andata in vantaggio con  Josip Ilicic al 33 e i bianconeri hanno pareggiato con Mandzukic all’80’.


Agnelli rilancia la Juve: “Dobbiamo guardare avanti”


Di Gianluca Oddenino

Parole, addii e feste: succede tutto allo Stadium, casa e simbolo di questa Juve che cambia allenatore dopo cinque scudetti consecutivi e si ritrova anche a salutare un totem come Andrea Barzagli. Oggi alle 14 ci sarà l’attesa conferenza stampa con Andrea Agnelli e Massimiliano Allegri per spiegare le ragioni del divorzio. Domani sera, contro l’Atalanta, invece andrà in scena una partita doppia per i tifosi bianconeri. Nell’ultima sfida casalinga della stagione c’è il tricolore da celebrare, insieme a quello delle donne della Juventus, ma anche la passerella finale per il tecnico livornese dopo cinque stagioni (con 11 trofei) e per il difensore capace di vincere tutti gli 8 scudetti (insieme a Chiellini) di questo ciclo da record.

Allo Stadium, però, ieri sera si è tenuta anche la sesta edizione del “J1897 Day”, un momento esclusivo dedicato che ha coinvolto 250 selezionati tifosi degli oltre 21mila fedelissimi Members. Nonostante quel che è successo con Allegri, in una giornata comunque difficile e complessa per la Juventus, il presidente Agnelli non ha voluto mancare l’appuntamento. E dal palco ha spiegato la sua visione. «Il tratto distintivo del nostro club è sempre stato la capacità di innovare - ha detto -, di vedere il futuro prima degli altri. La Juventus d’altro canto deve avere la capacità di guardare avanti, consolidando al tempo stesso il proprio parco immobiliare e realtà come l’Under 23 e le Juventus Women, capaci queste ultime di vincere il secondo scudetto consecutivo nei loro due primi anni di vita. Si vive nell’oggi insomma, ma proiettati nel domani e dopodomani».

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://www.lastampa.it/2019/05/18/sport/agnelli-rilancia-la-juve-dobbiamo-guardare-avanti-GDRpUrpYMVCbG9w9G7HfVL/pagina.html

JUVENTUS-CHIEVO, IL RIASSUNTO DELLA PARTITA- VIDEO


Di Salvatore Santoru

Nella partita di ieri 21 gennaio 2019, la Juventus ha battuto il Chievo Verona 3-0. Andando maggiormente nello specifico, il primo goal è stato segnato da Douglas Costa al tredicesimo minuto e in seguito sono stati decisivi quelli di Emre Can al 45° e di Daniele Rugani all'84º.

Nel video, pubblicato dal canale ufficiale Youtube della Serie A, un esauriente riassunto della partita.

Minacce e intimidazioni a Report per l’inchiesta su Juventus e ‘ndrangheta


Di Andrea Parrella

L'inchiesta di Report sulle infiltrazioni delle cosche ‘ndranghetiste nella tifoseria della Juventus prometteva polemiche sin da quando, un paio di settimane prima della messa in onda, iniziavano ad arrivare le prime anticipazioni sul lavoro di Federico Ruffo. Un'inchiesta giornalistica che getta un'ombra enorme sul sistema di gestione dei rapporti con la tifoseria da parte della società calcistica più blasonata d'Italia e che non mancherà di creare grandi imbarazzi nelle prossime settimane.

Al punto che nella giornata di ieri, ancor prima della messa in onda dell'inchiesta, i giornalisti della redazione di Report avevano già denunciato minacce e intimidazioni subite tramite possibile querele di entità milionaria. Immediata, in questo senso, è stata la reazione dei principali sindacati giornalistici, come Usigrai e Fnsi, che hanno espresso solidarietà a Ranucci e Ruffo, così come a tutta la squadra di lavoro del programma di Rai3, attraverso una nota congiunta che recitava:

Intimidazioni, minacce, annunci di querele milionarie.
Ancora non è andata in onda (questa sera 21.15 su RaiTre) e già l'inchiesta di Report sulle infiltrazioni nelle tifoserie ha scatenato le reazioni tipiche di quando si toccano affari sporchi.
Usigrai e Fnsi si schierano al fianco di Federico Ruffo, autore dell'inchiesta, del curatore Sigfrido Ranucci, e di tutta la redazione di Report.
Chiediamo alla Rai e alle autorità, ciascuno per le proprie competenze, la massima attenzione, vigilanza e protezione per fare muro di fronte alle minacce di ogni tipo.

Usigrai e Fnsi

Cosa ha scoperto l'inchiesta di Report sulla Juventus?
Federico Ruffo ha indagato sulle opache dinamiche della morte di Raffaello Bucci, l'ex ultras della Juventus deceduto il 7 luglio 2016 dopo essere caduto da un viadotto a Fossano (Torino). Un suicidio che pare essere avvenuto dopo un pesante pestaggio subito per una questione di soldi legata al bagarinaggio dei biglietti. Il lavoro di Ruffo segue il percorso dell'inchiesta sui biglietti concessi dalla società ai gruppi ultras che portò all'inibizione di un anno per il presidente Andrea Agnelli, approfondendo proprio le modalità attraverso le quali i ticket per le partite venivano ceduti ai gruppi, che poi li destinavano alla vendita illegale all'esterno dello stadio. Una dinamica frutto di un tacito accordo tra la società e la tifoseria che la Juventus avrebbe avallato al fine di evitare problemi all'interno degli stadi. Ma attraverso l'individuazione dei soggetti a capo dei principali gruppi ultras, Ruffo fa luce sulle presunte infiltrazioni dei gruppi ‘ndranghetisti nella tifoseria, radicatesi nel corso degli anni in maniera quasi stabile. La morte di Bucci, per certi versi ancora poco chiara nelle sue motivazioni, sarebbe legata proprio a queste logiche e a un pesante giro di soldi in nero dietro al sistema di vendita illegale di biglietti.

FONTE: https://tv.fanpage.it/minacce-e-intimidazioni-a-report-per-linchiesta-su-juventus-e-ndrangheta/

Juventus, la bomba di Report: ultrà, Agnelli e 'ndrangheta, l'intercettazione su Lapo Elkann


LIBERO

C'è anche Lapo Elkann al centro della attesissima puntata di Report sulla Juventus. Il programma condotto da Sigfrido Ranucci lancia siluri inquietanti sulla Signora, rovistando nelle intercettazioni e nelle carte dell'inchiesta giudiziaria Alto Piemonte sui rapporti tra gli ultrà bianconeri e gli esponenti della 'ndrangheta. Un misto di calcio, rapporti di forza, legami oscuri e business che getta una luce sinistra non solo sul club, ma su tutto il calcio italiano. 


Per comprendere il ruolo preponderante del tifo organizzato nella vita di una società è esemplare la telefonata intercettata tra Fabio Germani, ultrà di peso a capo della fondazione Italia Bianconera, e Rocco Dominello, figlio del boss Saverio Dominello e considerato dagli inquirenti al centro del "sistema-biglietti" della Juventus Arena, con agganci pesantissimi tra i dirigenti. Si deve tornare indietro di quasi 10 anni, la primavera del 2009. Lapo, secondo quanto raccontato da Dominello ai magistrati, "avrebbe incontrato il figlio del boss, prima della comunione della figlia di Germani" e in quell'occasione "gli avrebbe espresso il desiderio di vedere esposti degli striscioni in curva con su scritto Lapo Presidente". Una telefonata intercettata tra Dominello e Germani confermerebbe la versione: "Senti una cosa, ma il tuo amico Lapo che fine ha fatto?", chiede il primo al secondo. "L'ho sentito stamattina, è in Svizzera". 
Dominello - "Lo fissiamo 'sto appuntamento?"
Germani  - "No, questo periodo non esiste".
D - "Perché?"
G - "Eh, perché domani parte va in America…"
D - "Vabbuò, fissa un appuntamento. Se vuole un appoggio, fissa un appuntamento, sennò andate a f… tu, lui, la Juve… tutti quanti!".
G - "Ma tu lo sai che lui l'appoggio lo vuole?"
D - "Lui mi deve dire Sì, sono veramente intenzionato… e io faccio fare gli striscioni sia da una parte che dall'altra, tutti per lui. Però allora mi devi dire quanto veramente ci tiene. Perché io ti giuro che sia di qua che di là facciamo fare tutto quello che lui vuole".
G - "Ho parlato con Lapo fino a un'ora fa"
D - "Ah eri con Lapo e non mi hai chiamato, bravo… bravo".
G - "Si è scaricato il telefono! Martedì, cosa fai martedì?"
D - "Martedì niente, perché?"
G - "Se vuoi andiamo in barca da Lapo".
D - "Ma dove?"
G - "A Saint Tropez".

Quella gita, spiega Report, poi è saltata. Lo striscione non fu mai esposto e alla fine presidente è diventato il cugino Andrea Agnelli, a cui nel 2013, dopo il secondo scudetto di fila, Lapo riconobbe pubblicamente tutti i meriti sportivi e societari

SERIE A, primo goal di CR7 nella partita contro il Sassuolo

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Di Salvatore Santoru

Primo goal di CR7 con la Juventus.
Come riporta 'Tutto Juve'(1), Cristiano Ronaldo ha segnato al 50' nella partita contro il Sassuolo.

Il primo goal del calciatore portoghese era atteso dalla Juve e dai suoi tifosi così come, allo stesso tempo, dai tanti opinionisti o dai semplici appassionati di calcio e/o del 'calciatore del momento'.

NOTA:

(1) https://www.tuttojuve.com/primo-piano/live-tj-juventus-sassuolo-1-0-si-sblocca-cr7-438708

JUVE LAZIO 2-0, CR7 resta a secco

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Di Salvatore Santoru

La Juventus ha battuto la Lazio 2-0.
Per la vittoria dei bianconeri sui biancocelesti, sono stati decisivi i goal di Miralem Pjanić e di Mario Mandžukić.

Cristiano Ronaldo è rimasto a secco.

Higuain saluta la Signora e "abbraccia" il Milan

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Di Luca Talotta
Un vero numero nove, un centravanti di sostanza capace di garantire tanti gol alla squadra; e che possa permettere alla nuova proprietà di presentarsi ai tifosi con un colpo ad effetto.
Perché dalle parti di Milanello da troppi anni manca un bomber vero.
E dunque eccolo, Gonzalo Higuain. L'offensiva è partita grazie al gioco di sponda di una Juventus che vuole liberarsi di lui: ieri in giornata c'è stato a Torino un primo incontro tra Nicolas Higuain, fratello-agente del Pipita, e la dirigenza bianconera, proprio mentre Gonzalo si allenava al fianco di Cristiano Ronaldo. Una chiacchierata durante la quale il club ha ribadito la propria volontà di cedere l'attaccante, confermando che la soluzione del Milan (20 milioni di prestito oneroso, con diritto di riscatto fissato a quota 35) era la più concreta.
Poi, in serata, l'incontro con Leonardo (chiuso con un passaggio a Casa Milan), dove il direttore dell'area tecnica rossonera ha fatto presente al Pipita che la formula dell'operazione è necessaria solo per questioni di bilancio, presentandogli una proposta di contratto di quattro anni a cinque milioni di euro, rendendolo un punto di riferimento. Per i tifosi, ma anche per la nuova società, alla ricerca di un giocatore simbolo con il quale trasmettere sul campo il proprio impegno a far tornare grande il Milan. Sempre rispettando (Elliott dixit) i dettami del Fair Play Finanziario.
D'altronde Paul Singer, fondatore del fondo Elliott, l'aveva annunciato il giorno dell'insediamento del nuovo consiglio di amministrazione rossonero: «Riconosciamo il posto di primo piano che il club occupa nel mondo del calcio». Parole che, assieme a quelle del neo presidente Paolo Scaroni («Siamo tutti grati di avere un nuovo proprietario impegnato a riportare il Milan al suo antico splendore») potevano far presagire ad un colpo di mercato di primissimo piano.
Higuain saluta la Signora, pensa alla nuova vita in rossonero mandando messaggi a Biglia & C. e al fardello che dovrà portarsi dietro, la maledizione della maglia numero nove; quella che per 11 anni è rimasta sulle spalle di Pippo Inzaghi con ottimi risultati: 300 gare, 126 gol e 9 trofei. Da lì in poi, però, solo delusioni: perché dopo SuperPippo gli altri sette numeri «9» rossoneri non sono stati capaci di ripetere le gesta dell'attuale tecnico del Bologna.
Una maledizione che dalle parti di via Aldo Rossi vogliono scacciare non con un giocatore qualsiasi, ma con uno capace di realizzare 71 reti in 104 gare con il Napoli e 40 in 73 presenze con la Juventus. Un cannoniere che, in carriera, ha vinto tre Liga, due Supercoppa di Spagna, una Coppa di Spagna, tre Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e due Scudetti. Ed è difficile immaginare che uno così possa fare peggio di Pato, Matri, Torres, Destro, Luiz Adriano, Lapadula e André Silva, gente che con la meglio numero nove sulle spalle ha fallito.

La Juventus annuncia: "Cristiano Ronaldo è arrivato a Torino"

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Di Marco Gentile

Cristiano Ronaldo era atteso all'aeroporto di Caselle nella mattinata di domani(oggi NB*), ma in realtà ha anticipato il suo arrivo in Italia.
Questa mossa è stata sicuramente strategica per depistare i tanti tifosi che avrebbero invaso l'aeroporto piemontese. Il 33enne di Funchal è finalmente a Torino con la Juventusche su Twitter ha voluto dare il benvenuto al suo nuovo calciatore, in attesa della presentazione di domani.
La Juventus rivolgendosi ai tifosi ha twittato: "Guardate chi è appena arrivato a Caselle! Bem-vindo". Ronaldo domani mattina sosterrà la visite mediche al J Medical e in secondo luogo firmerà il contratto che lo legherà al club bianconero per i prossimi quattro anni. Alle 18.30 ci sarà poi la presentazione di Cristiano Ronaldo che sarà così ufficialmente un nuovo giocatore della Juventus e potrà iniziare la sua avventura in bianconero.
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* NOTA DI INFORMAZIONE CONSAPEVOLE
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Cristiano Ronaldo è della Juventus

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Dopo dieci giorni di trattative seguite dai giornali sportivi di tutto il mondo, la Juventus ha annunciato ufficialmente di aver comprato dal Real Madrid l’attaccante portoghese Cristiano Ronaldo, per cui pagherà 100 milioni di euro, con altri 12 milioni di oneri accessori. Ronaldo ha firmato un contratto per quattro anni, fino al 2022, e verrà presentato lunedì.
Cristiano Ronaldo è l’acquisto più costoso di sempre sia per la Juventus che per la Serie A italiana, ma i 100 milioni di euro pagati rappresentano una cifra simbolica che è stata concessa dal Real Madrid per un accordo con il suo giocatore più famoso e rappresentativo: al termine della passata stagione, infatti, Ronaldo aveva detto pubblicamente di voler lasciare il Real per cercare nuove sfide. Ronaldo ha 33 anni ma è ancora considerato il più forte e famoso giocatore al mondo – insieme all’argentino Lionel Messi – e uno dei più forti della storia del calcio: il suo reale prezzo di mercato è superiore alla cifra a cui è stato venduto.

Secondo le ultime indiscrezioni, Ronaldo e la Juventus avrebbero firmato un contratto della durata di quattro anni in cui il giocatore percepirà 30 milioni di euro netti a stagione fino al 2022. Ronaldo diventerà quindi di gran lunga il giocatore più pagato della Serie A: quello che più si avvicina è Gonzalo Higuain, altro giocatore della Juventus, che di milioni ne prende 7 (anche se potrebbe lasciare la squadra per fare spazio proprio a Ronaldo).
Per la portata dell’affare e per tutto quello che rappresenta Cristiano Ronaldo nel mondo del calcio, il suo trasferimento alla Juventus è una delle operazioni di mercato più importanti e ambiziose mai realizzate nel campionato italiano, paragonabile forse solo al trasferimento di Diego Armando Maradona al Napoli e a quello di Ronaldo all’Inter: avrà grandi conseguenze non solo sportive ma anche nel marketing e nella promozione del calcio italiano all’estero. Pur trattandosi di un giocatore di 33 anni, Ronaldo è ancora in grado di fare la differenza da solo, anche contro gli avversari più forti, come si è visto ai Mondiali in Russia. La cura del suo fisico gli ha permesso inoltre di raggiungere successi con una frequenza sbalorditiva, anche se negli ultimi anni ha dovuto “dosare” il suo rendimento nei primi mesi di stagione per arrivare in piena forma a quelli decisivi fra inverno e primavera. Giocare in Serie A potrebbe risultargli più facile dal punto di vista fisico, dato che il campionato italiano predilige la tattica e richiede meno preparazione fisica di altri campionati europei.
Il trasferimento di Ronaldo, oltre a portare la Juventus al centro delle attenzioni in vista della prossima stagione, cambia notevolmente il peso internazionale della Serie A, finora il terzo o quarto campionato nazionale di calcio più rilevante al mondo. L’arrivo di Cristiano Ronaldo potrebbe avere effetti già nelle vendite dei diritti televisivi per l’estero, che dovrebbero tenersi fra pochi giorni, e negli accordi di sponsorizzazione della Lega, che non sarà più sponsorizzata da TIM ed è al momento alla ricerca di nuovo sponsor principale.

Ronaldo arriverà alla Juventus dopo aver vinto cinque Palloni d’Oro, cinque Champions League (una con il Manchester United, quattro con il Real Madrid, di cui le ultime tre di fila), tre campionati nazionali fra Inghilterra e Spagna e quattro Coppe del Mondo FIFA per club. Si è formato nel settore giovanile dello Sporting Lisbona, con cui poi ha esordito nei professionisti nel 2002. Dopo appena una stagione in prima squadra accettò l’offerta del Manchester United, con cui giocò per sei stagioni entrando nella storia del club. Nel 2009 si trasferì al Real Madrid, con cui in nove anni ha segnato 451 gol in 438 partite ufficiali.

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