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Rogo nel campo Rom della Continassa, quattro condanne per odio razziale

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Di Claudio Laugeri

Quattro condanne (oltre a un imputato che non ha fatto appello) e un’assoluzione: è la sentenza pronunciata oggi dalla Corte d’Appello per il rogo nel campo rom della Continassa appiccato nel 2011, dopo una manifestazione di protesta dei cittadini del quartiere periferico delle Vallette. È la prima condanna per un reato commesso con l’aggravante dell’odio razziale dopo l’appello del procuratore capo Armando Spataro

Pene abbassate
I giudici hanno abbassato le pene decise in primo grado (che ora spaziano dai due ai quattro anni) e cancellato l’aggravante dell’odio razziale per un imputato, mantenendo la struttura del l’accusa per gli altri imputati.

Disordini del 1° maggio 2017, arresti domiciliari per 9 attivisti del centro sociale Askatasuna

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Di Irene Famà e Federico Genta

Blitz della polizia, all’alba di questa mattina, venerdì 13 luglio, nella sede del centro sociale Askatasuna. Gli agenti hanno fatto irruzione nello stabile occupato di corso Regina Margherita per notificare 15 misure cautelari a seguito delle indagini della Digos seguite ai tafferugli scoppiati in via Roma, durante il corteo del Primo Maggio 2017. A darne notizia, su Facebook, gli stessi attivisti del centro sociale

I fatti
In quell’occasione lo spezzone antagonista, composto da circa 200 persone, aveva cercato di raggiungere piazza San Carlo, dove si teneva il comizio sindacale. In via Roma erano scoppiati alcuni tafferugli, con lancio di uova e cariche d’alleggerimento, senza però che la situazione si trasformasse in veri e propri scontri o scene di guerriglia urbana. 

TORINO: 30ENNE DI ORIGINE MAROCCHINA SPOSA 47ENNE ITALIANA COME SECONDA MOGLIE, QUANDO LEI SE NE ACCORGE LO DENUNCIA. Tribunale dà ragione a lui: 'Non è mera bigamia'

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Di Salvatore Santoru

Sta facendo discutere una vicenda avvenuta a Torino.
Più specificatamente, un 30enne di origine marocchine ha sposato una donna di nome Fatima nel paese nordafricano e due mesi dopo la 47enne italiana Loredana, questa volta in Piemonte.

Questa volta, per celebrare il matrimonio l’uomo aveva dovuto presentare un documento proveniente dal Marocco in cui si certificava lo stato celibe ma è subito emersa la verità.
Difatti, la nuova moglie italiana è venuta a conoscenza del matrimonio tra l’uomo e Fatima e ha querelato lo stesso giovane di origine marocchina ma il Tribunale di Torino l'ha assolto per “tenuità del fatto”.

Inoltre, secondo l’avvocato difensore dell’uomo, Laura Cargnino, il documento non è contestabile in quanto secondo la Sharia "per poter definire concluso un matrimonio è sufficiente una dichiarazione di ripudio da parte del marito".
Intanto, l'uomo ha recentemente avuto un figlio da una terza donna.

NOTE:

(1) http://torino.repubblica.it/cronaca/2018/07/03/news/torino_marocchino_sposa_due_donne_assolto_dall_accusa_di_bigamia_per_tenuita_del_fatto_-200739068/

(2) http://www.ilgiornale.it/news/cronache/caso-bigamia-torino-assolto-imputato-musulmano-pm-1548849.html

Iniziano le riunioni del Bilderberg: quella cena top secret a Torino

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Di Claudio Cartaldo

Il Club Bilderberg ha iniziato i lavori. Da oggi, all'Hotel Nh Lingotto di Torino, i grandi della finanza, della comunicazione e della politica sono al lavoro nella sala conferenze del grande complesso torinese per parlare di populismi, Russia, elezioni Usa e tanti altri argomenti.

Tutti, come sempre, coperti dal totale anonimato. Segreti rimarranno i contenuti degli incontri, nonostante il Club abbia deciso di divulgare la scaletta generica dei temi.
Gli invitati all'incontro esclusivo sono arrivati già ieri alla spicciolata. Al Lingotto le importanti misure di sicurezza hanno portato alla chiusura di alcune entrate del centro commerciale 8 gallery. Ieri, secondo quanto scrive il Corriere, gli ospiti dovrebbero aver visitato - sempre senza dare nell'occhio e utilizzando delle apposite navette - il museo dell'automobile sito poco distante dall'hotel dove si è barricato il Bilderberg. Poi è stata offerta una cena a porte chiuse al Duomo delle Ogr. Presenti alla "cena top secret", oltre ad alcuni degli invitati al meeting, spiega il quotidiano di via Solferino, anche il segretario della Fondazione Crt, Massimo Lapucci, Diego Piacentini (commissario per il digitale), Peter Thiel (fondatore di Paypal) e Reid Hoffman (fondatore Linkedin).
La presenza del Bilderberg in città ha scatenato anche le polemiche politiche. A sollevarle per primi gli esponenti della maggioranza grillina. La consigliera Monica Amore, infatti, si è detta "preoccupata" per l'arrivo dei potenti del mondo sotto la Mole. "Si tratta di un’élite chiusa di neo-oligarchie finanziarie dedite al neoliberismo più estremo - ha detto la grillina - che nel mio immaginario ha sempre rappresentato l’arroganza propria del potere-. Torino deve tornare ad essere la capitale dei diritti del lavoro e non la sede di coloro che, per tutelare i loro interessi, hanno fatto di tutto per comprimerli. Questo per me è inaccettabile".

Gli accessi di Lingotto e 8 Gallery chiusi per il Bilderberg



Di Claudia Luise

Carabinieri, poliziotti, guardia di finanza e security privata. Lingotto e 8 Gallery sono presidiate dalle forze dell’ordine per la riunione del gruppo Bilderberg, l’esclusivo club fondato da Rockefeller nel 1954. I big dell’economia e della politica mondiale si sono dati appuntamento al centro congressi e al vicino Nh hotel. Tutti gli accessi alla galleria commerciale, eccetto quello di fronte Eataly, sono chiusi. Il perimetro è recintato e tra i negozi si notano decine di agenti e militari.  

I temi trattati 
Uno dei temi trattati dai potenti della Terra è il populismo in Europa. Tra gli ospiti, il presidente di Fca e di Exor John Elkann, il direttore generale della Banca d’Italia Salvatore Rossi, l’ex presidente della Commissione europea José Durao Barroso, l’ex primo ministro francese Bernard Cazeneuve, Henry Kissinger e il generale statunitense David Petraeus.

Fonte: http://www.lastampa.it/2018/06/06/cronaca/gli-accessi-di-lingotto-e-gallery-chiusi-per-il-bilderberg-hCjI5BXtcwn8ymL1gryraM/pagina.html

Bilderberg sbarca a Torino, tra i 128 invitati al club esclusivo anche 8 italiani

Bilderberg ha scelto l'Italia. Il meeting che ogni anno riunisce personalità di spicco del mondo politico, economico, accademico e dei media si terrà a Torino. La 66/esima riunione dell'esclusivo club fondato da Rockfeller nel 1954 è prevista dal 7 al 10 giugno.

Nell'elenco dei partecipanti, disponibile sul sito web del gruppo, figurano ministri, industriali, amministratori delegati di multinazionali e i vertici di numerose banche. Secondo le regole del Bilderberg, due terzi dei partecipanti vengono dall'Europa, il resto dall'America del Nord. La conferenza si svolge a porte chiuse secondo la regola di Chatham House: i partecipanti sono liberi di utilizzare le informazioni ricevute, ma non può essere rivelata l'identità del relatore.
Tra gli otto italiani nell'elenco dei 128 partecipanti figurano John Elkann, presidente di Fca e di Exor, la giornalista Lilli Gruber, il direttore generale della Banca d'Italia Salvatore Rossi e il segretario dello Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin. Ed ancora gli economisti Alberto Alesina e Mariana Mazzucato, il manager Vittorio Colao, il direttore di Limes Lucio Caracciolo e la senatrice a vita Elena Cattaneo.

Torino, stroncato dal Tso: quattro condanne per la morte di Andrea Soldi

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Di Salvatore Santoru

Quattro condanne per la morte di Andrea Soldi.
Come riporta il Fatto Quotidiano(1),  sono stati condannati a un anno e otto mesi di carcere i tre agenti della polizia municipale di Torino e il medico psichiatra che erano a processo per il decesso di Soldi, individuo di 45 anni affetto da una malattia psichiatrica.
Il 45enne è deceduto a Torino il 5 agosto 2015.

NOTA E PER APPROFONDIRE:

(1) https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/30/torino-morto-per-tso-condannati-tre-agenti-della-municipale-e-uno-psichiatra/4392149/

Torino, l'annuncio delle autorità egiziane: 'La tomba di Nefertiti non esiste'

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Di Salvatore Santoru

Le presunte camere segrete sotto la tomba di Tutankhamon, che avrebbero contenuto un'ipotetica mummia della regina Nefertiti non esistono.

Stando al Corriere Della Sera(1), l'annuncio dell'inesistenza di tale tomba è stato fatto in una conferenza stampa al Cairo dal ministero egiziano delle Antichità.
Tale annuncio è stato preceduto dalla campagna di misurazioni realizzata nelle scorse settimane dall’équipe del professor Franco Porcelli del Politecnico di Torino.

NOTA:

(1) https://www.corriere.it/scienze/18_maggio_06/egitto-camere-segrete-tomba-tutankhamon-archeologia-4450b310-513f-11e8-b393-1dfa8344f8a7.shtml

Vaccini, a Torino primi 4 bimbi rimandati a casa dall’asilo. Ad Aosta ammessi lo stesso

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Primi effetti, a Torino, della legge Lorenzin sui vaccini obbligatori. La dirigente scolastica delle scuole materne Keller e Kandinskij, nel quartiere Mirafiori, ha notificato alle famiglie di due bimbi il divieto a presentarsi in classe fino a quando non saranno in regola con le vaccinazioni. Lo stesso è accaduto a Collegno, mentre in Valle D’Aosta sono state adottate misure opposte.
“Lo impone la legge – spiega la preside torinese, Elena Cappai – e sino a quando non riceverò i documenti che attestano l’avvenuta messa in regola, non potrò fare altrimenti”. Questa mattina i due bimbi, un maschio e una femmina di 5 anni, sono rimasti a casa. “Un atto doloroso”, ha sottolineato la preside che però ci tiene a precisare: “Non immaginate, comunque, scene di vigili e carabinieri davanti alla scuola si è svolto tutto in tranquillità”.
Per le due famiglie – secondo quanto riporta Repubblica Torino – il procedimento è iniziato lo scorso 4 aprile, quando la dirigente ha inviato le lettere di sollecito a mezzo raccomandata.
“In un caso non ho ricevuto nulla – spiega – dall’altra famiglia invece il 26 aprile ho ricevuto un documento di cinquanta pagine firmato da alcuni avvocati che sostenevano l’illegittimità dell’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione a scuola. Non c’erano però né una prenotazione, né un appuntamento all’Asl per far vaccinare il bambino. Quindi non ho potuto far altro che procedere secondo la legge”.
E così è stato:
“Venerdì – prosegue il racconto – avevo comunicato alle famiglie che da oggi i bimbi non sarebbero più stati considerati iscritti e loro non si sono più presentati. È davvero un peccato a questo punto dell’anno è alle famiglie ho detto che i bambini potranno ovviamente partecipare alla festa di classe che è aperta alle famiglie per vedere i loro compagni”.
A Torino sono circa 800 i bimbi che non in regola con le vaccinazioni: circa 2 mila in tutto il Piemonte. Il divieto di portare a scuola i figli sino a quando non saranno in regola è scattato anche per due famiglie residenti a Collegno, nella provincia di Torino. Lo rende noto Matteo Cavallone, assessore comunale alle Politiche educative della cittadina alle porte del capoluogo piemontese.
“Il rispetto della legge non è una questione politica – sostiene Cavallone – Per tutto l’anno abbiamo inviato ai genitori numerose sollecitazioni. L’Asl ci ha comunicato che, su 172 bambini iscritti agli asili comunali, due non sono stati vaccinati. E così procederemo come da normativa. Nei mesi scorsi abbiamo anche incontrato le famiglie”.

In Val D’Aosta otto bambini non in regola ammessi scuola 

I termini di scadenza per l’adempimento dell’obbligo vaccinale non sono valsi invece in Valle d’Aosta dove otto bambini non in regola con le norme nazionali sono stati ugualmente ammessi a scuola. Di questi sette negli asili nido e uno nella scuola dell’infanzia.
Stefano Minetti, presidente dell’associazione Pro libera scelta Vda, ha spiegato all’Ansa: “Nessuno si è assunto la responsabilità di non far entrare a scuola i bambini, anche a causa di un vuoto normativo”, ha spiegato Minetti.

Torino, l’anagrafe registra il figlio di due mamme. È la prima volta in Italia. Appendino: “Scritto un pezzo di storia”

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Aveva promesso di “forzare la mano” e l’ha fatto. La sindaca di Torino Chiara Appendino ha firmato l’atto che riconosce Niccolò Pietro, nato da procreazione assistita, come figlio di Chiara Foglietta e Micaela Ghisleni. Oltre a lui, sono stati trascritti gli atti di altri due bambini di coppie omogenitoriali. Si tratta del primo caso in Italia: mai un Comune aveva riconosciuto pari diritti a un bimbo nato in Italia da coppia gay senza chiedere l’intervento di un Tribunale.
“Speriamo di aver generato, anche con il supporto del Coordinamento Torino Pride, l’avvio di un percorso che adegui l’attuale sistema normativo all’evolvere della società civile. Abbiamo contribuito a scrivere un pezzo di storia“, ha dichiarato Appendino. “È una di quelle giornate per cui vale davvero la pena ogni goccia di energia spesa per fare politica“. Entusiasta anche l’assessore comunale alla Famiglia Marco Giusta, che ha aggiunto: “L’atto di metter mano al registro delle nascite da parte della sindaca è stato un gesto di libertà e gioia. Finalmente ai loro figli è stato riconosciuto il diritto ad avere una famiglia”.

Il problema era stato posto quattro mesi fa dalla stessa Foglietta, che tra l’altro ricopre la carica di consigliere comunale del Pd a Torino. Una battaglia per cui la sindaca inizialmente sembrava non voler intervenire. Ma poi è arrivata la svolta. Il 20 aprile Appendino ha annunciato che il comune di Torino è pronto per “dare pieno riconoscimento alle famiglie di mamme e di papà con le loro bambine e i loro bambini”, nonostante gli “ostacoli burocratici” imposti dall’attuale legislazione.
“Questo è il primo bambino nato in Italia da due mamme a poter risultare fin dalla nascita come figlio di due madri. Dobbiamo ringraziare la sindaca Appendino e tutti quelli che in questi anni hanno combattuto per il riconoscimento di diritti che dovrebbero valere per tutti”, ha commentato Chiara Foglietta. Insieme a lei e alla compagna Ghisleni, bioeticista, all’anagrafe erano presenti altre due coppie, due papà e due mamme, per le quali è stato trascritto l’atto di nascita dei loro figli nati all’estero.

MATRIX, RENZI CONTRO LA PROF CHE AUGURA LA MORTE AI POLIZIOTTI: 'Deve essere licenziata immediatamente'

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Di Salvatore Santoru

Sta facendo discutere il controverso video reso noto dalla trasmissione 'Matrix' e che ritrae una docente che augura la morte ai poliziotti, in quanto 'protettori dei fascisti'.
Tale video è stato girato durante una manifestazione contro CasaPound indetta dai collettivi antifascisti a Torino e la stessa docente ha sostenuto di non essersi pentita di quanto dichiarato contro la polizia.

L'episodio è stato fortemente condannato dal mondo della politica e tra chi l'ha condannato c'è stato anche Matteo Renzi, che nella stessa puntata di 'Matrix' ha auspicato l'immediato licenziamento della docente.

ARTICOLO PER APPROFONDIRE:

NOTA:

MATRIX, LA PROF CHE ATTACCA I POLIZIOTTI: 'Devono morire perché difendono i fascisti'

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Di Salvatore Santoru

Stanno facendo discutere le parole pronunciate da una docente contro i poliziotti, nell'ambito di una recente manifestazione antifascista avvenuta a Torino.
Come fatto vedere in un video trasmesso dal programma televisivo 'Matrix', la prof ha sostenuto che i poliziotti difendono i militanti neofascisti e per ciò 'dovrebbero morire'.

Intervistata dal giornalista di 'MatrixAngelo Macchiavello, la stessa professoressa non si è dichiarata pentita e ha sostenuto che un giorno potrebbe anche ritrovarsi a combattere con le armi contro i neofascisti.

ARTICOLO PER APPROFONDIRE:
https://it.blastingnews.com/cronaca/2018/02/la-prof-che-attacca-i-poliziotti-devono-morire-difendono-i-fascisti-002398061.html .

TERRORISMO, a Torino arrestati 3 giovani tunisini legati all'ISIS

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Di Salvatore Santoru

Torino sono stati recentemente arrestati tre giovani tunisini accusati di vicinanza al terrorismo.
Secondo le indagini, il gruppo era legato all'ISIS.

Tutti e tre i giovani erano iscritti teoricamente e 'per copertura' all'Università di Torino ma non la frequentavano né davano esami, e in alternativa diffondevano propaganda islamista radicale.

PER APPROFONDIRE,
https://it.blastingnews.com/cronaca/2018/02/allarme-terrorismo-a-torino-arrestati-tre-tunisini-legati-allisis-002391283.html .

Qualità della vita, Belluno top Sprofondano Torino e Roma

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Di Franco Grilli

Per vivere bene bisogna spostarsi in montagana: esattamente a Belluno. È questa la provincia, secondo la classifica del Sole 24 Ore, in cui si vive meglio per quanto riguarda i parametri sulla qualità della vita.

Ma non c'è solo Belluno. La montagna a quanto pare è diventato sinonimo di garanzia per chi cerca uno stile di vita che possa assicurare benessere manche un reddito adeguato. Infatti nei piani altri della lista del quotidiano economico troviamo anche Aosta, Sondrio, Bolzano, Trento e Trieste. A queste va aggiunta anche una località del Piemonte come Verbano-Cusio-Ossola. Sul fondo della classifica invece si trovano province del sud che riguardano soprattutto la Campania e la Puglia con Caserta e Taranto che sono negli ultimi dieic posti. Non ci sono nemmeno notizie confortanti per la Calabria, Reggio infatti è al terz'ultimo posto. E le Isole? Al 52esimo posto c'è Oristano. Palermo incvece va su di due posiizoni e di fatto si ritrova al 97esimo posto, Napoli invece al 107esimo. Pe rquanto riguarda le due città principali italiane troviamo Torino che perde cinque posizioni, Milano è all'ottavo posto mentre Roma ha perso ben 11 pozioni scivolando al 24esimo posto. Non ci sono buone notizie per Bologna e Firenze che perdono ben sei posizioni. Tra le soprese c'è Ascoli Piceno che recupera ben 27 posizioni e balza dal 42esimo posto al 15esimo. Pescara ne scala ben 19 e Treviso 18.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/qualit-vita-belluno-top-sprofondano-torino-e-roma-1467834.html

Torino, ragazzina di 11 anni incinta dopo violenza: arrestato amico di famiglia

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Aveva la pancia gonfia e così la mamma l’ha portata in ospedale. La bambina di appena 11 anni in realtà era incinta per via di una violenza sessuale. Ad abusare della ragazzina un uomo di 35 anni, amico di famiglia che si occupava di lei quando i genitori non c’erano. Poi la terribile scoperta lo scorso 17 novembre all’ospedale Sant’Anna a Torino e l’arresto dell’uomo, che si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Giovanni Falconieri sul Corriere della Sera scrive che l’uomo era considerato di famiglia, tanto che la bambina lo chiamava zio e si fidava di lui. Anche i genitori si fidavano dell’uomo, fino a quando non è emerso quanto accadeva quando i due erano soli in casa. 

Torino, la ragazzina insultata per motivi razziali invitata in procura. Spataro: “Faremo di tutto per trovare il colpevole”

Torino, la ragazzina insultata per motivi razziali invitata in procura. Spataro: “Faremo di tutto per trovare il colpevole”
Di Andrea Giambartolomei
Le hanno promesso l’impegno a trovare l’uomo che venerdì mattina l’ha aggredita per il colore della sua pelle. “Noi magistrati della Procura, insieme ai Carabinieri e alle forze di polizia, faremo di tutto per trovare il colpevole dell’atto volgare e violento che hai patito”. Così il procuratore di Torino Armando Spataro ha scritto nel messaggio consegnato a Giulia (nome di fantasia), la giovane giocatrice di basket protagonista di questa vicenda. “Non so se ci riusciremo e se non sarà possibile ti prego di scusarci: ce la metteremo comunque tutta”.
Dopo l’apertura di un’inchiesta – finora contro ignoti – per il reato di violenza per motivi razziali, in mattinata la ragazza, accompagnata dalla madre e dal padre, è stata invitata nell’ufficio al settimo piano del Palazzo di giustizia. Spataro, a nome dell’intera procura, ha assicurato loro ogni possibile impegno investigativo e manifestato solidarietà.
Lo ha fatto regalando a Giulia la foto da cui Norman Rockwell ha tratto l’illustrazione The Problem We All Live With, opera molto amata dal procuratore al punto che una copia è affissa vicino alla sua scrivania. “Si tratta dell’esecuzione della sentenza della Corte Suprema che pose fine all’apartheid in Louisiana, obbligando la scuola elementare di New Orleans (William Frantz Elementary) che ne aveva rifiutato l’iscrizione ad accogliere tra i suoi allievi una bambina di colore di sei anni, Ruby Bridges – ha scritto Spataro in un messaggio alla giovane – e furono proprio gli agenti federali del Marshalls Service a scortare la bambina a scuola, per l’intero anno scolastico, aspettandola ogni giorno fuori dalla classe per riportarla a casa alla fine delle lezioni”.
Nel dipinto la bambina cammina circondata dagli agenti, mentre sul muro in secondo piano si vede la scritta Nigger e dei pomodori lanciati da qualcuno che protesta. L’illustrazione è molto significativa, ma Spataro le fa notare anche “l’orgoglio e il coraggio di chi si affida solo alla legge”: “Cara Giulia, capirai la ragione di questo regalo – scrive – siamo in tanti con te, e camminiamo al tuo fianco”. Il procuratore si spinge anche un po’ oltre: “Ti chiedo scusa anche a nome della città di Torino, pur se certo non la rappresento, per la viltà di chi non è intervenuto in tuo aiuto pur potendolo fare”. Per questo anche la procura di Torino auspica che “i testimoni di questi fatti non rimangano vilmente inerti”.

Piazza San Carlo, nuovi indagati a Torino. Rischiano fino a 12 anni di carcere

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Di Massimo Numa e Andrea Rossi

Sono passati cinque mesi. La sera del 3 giugno un’ondata di panico improvvisa e mai chiarita ha innescato il caos tra i 40 mila tifosi che assistevano alla finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid trasmessa su maxischermo. Oltre 1500 feriti e una donna di 38 anni, Erika Pioletti, morta, schiacciata contro le transenne dalla folla in fuga. Una catena di responsabilità che dopo 150 giorni di indagine, decine di testimonianze raccolte e centinaia di documenti acquisiti, comincia a emergere con maggiore nitidezza. E nelle ultime settimane ha fatto compiere un salto di qualità all’inchiesta della Procura: gli indagati sono aumentati fino a sfiorare la ventina; ed è cambiata la gravità delle accuse loro contestate. 

L’aggravante 

La prima fase dell’inchiesta, coordinata dal pm Antonio Rinaudo, dall’aggiunto Vincenzo Pacileo e dal procuratore capo Armando Spataro, è entrata nella fase conclusiva proprio con questo scatto qualitativo: ai reati già contestati, lesioni e omicidio colposo, si aggiungerebbe anche l’aggravante di avere agito in concorso tra più persone. Un’accusa che, se provata, una volta conclusi tutti i gradi di giudizio di un eventuale processo, comporterebbe un aggravamento delle pene fino anche a dodici anni di carcere nei casi più gravi, condanna massima prevista per il reato di omicidio colposo, oltre alla possibile interdizione dai pubblici uffici per gli amministratori coinvolti in quel disastro. 

Clochard dato alle fiamme a Torino: la polizia ferma un senzatetto



Pochi minuti fa un uomo è stato fermato dalle forze dell’ordine: è sospettato di essere l’aggressore del clochard. Si tratterebbe, dalle prime indiscrezioni, di un senzatetto che frequenta gli stessi giardini dove si è consumata la tragedia. 

Un clochard è stato aggredito e dato alle fiamme ieri sera a Torino in un giardino pubblico. L’uomo, un romeno di 60 anni, è stato portato all’ospedale San Giovanni Bosco dagli operatori del 118. La polizia sta svolgendo indagini. Il fatto si è verificato ai giardini intitolati a Madre Teresa di Calcutta. 

L’uomo è arrivato in ospedale sabato sera alle 21,48, cosciente ma sotto choc, con ustioni di secondo e terzo grado al volto. E’ riuscito a raccontare dell’aggressione subita da sconosciuti: «Mi hanno tirato del liquido addosso». Ora è tenuto sotto stretta osservazione nel reparto di Rianimazione: ha anche un edema alla gola che rende difficile la respirazione, per cui è stato necessario sedarlo e intubarlo. La prognosi è ovviamente riservata. 

L’ipotesi più accreditata al momento è che all’origine ci sia una lite fra senza tetto. L’uomo dormiva su quella panchina, la prima che si incontra entrando nel giardino da corso Vercelli, da due anni. Fino a quattro anni fa aveva lavorato in una panetteria a poche centinaia di metri di distanza. Poi il locale era stato ceduto a una famiglia marocchina e lui aveva perso anche l’ultima fonte di sostentamento. 
Al momento il centro grandi ustionati dal Cto non ha ritenuto necessario il trasferimento da ospedale a ospedale: l’uomo sarà visitato dagli specialisti della Città della Salute appena sarà dichiarato fuori pericolo. 

Torino, il braccio destro della Appendino: “Togliete la multa al mio amico”. Spunta l’intercettazione e lui si dimette

Torino, il braccio destro della Appendino: “Togliete la multa al mio amico”. Spunta l’intercettazione e lui si dimette

Di Andrea Giambartolomei

Rivolgersi al presidente della società dei trasporti pubblici per togliere la multa a un amico. È ciò che ha fatto a luglio Paolo Giordana, il capo di gabinetto di Chiara Appendino che finisce ancora nei guai. Dopo le polemiche interne tra lui e i consiglieri del M5s o quelle con i dirigenti e i revisori dei conti, dopo la disastrosa organizzazione di piazza San Carlo del 3 giugno e dopo l’inchiesta per falso ideologico in atto pubblico, spunta negli atti di un’altra indagine, quella sul falso in bilancio in Gtt (lui non risulta indagato), un’intercettazione compromettente. La faccenda è finita sui giornali, su La Repubblica in primis, e il funzionario si è dimesso: “Sono convinto – scrive in una nota – della correttezza del mio operato e lo dimostrerò nelle sedi opportune. Mi preme, più che ogni altra cosa, tutelare la Città di Torino e l’Amministrazione. Per questa ragione ho prontamente rassegnato le dimissioni nelle mani della Sindaca”.

La sera del 25 luglio scorso il “Richelieu” di Palazzo Civico telefona a Walter Ceresa, presidente e ad della società sotto inchiesta per falso in bilancio. I due parlano del piano di rientro dei debiti, ma Giordana pensa a un’altra cosa: “Io ti chiamavo per una cosa molto più prosaica”, premette per poi raccontare di un suo amico che, mentre stava per timbrare il biglietto su un pullman, ha ottenuto una multa dai controllori che “sono tanto bravi però sono un po’ troppo, come dire, quadrati”. Poco dopo arriva al dunque: “Cosa possiamo fare?”. L’ad, anziché rispondere “Pagare come tutti”, gli dice: “Me lo puoi mandare? Che faccio io”. E subito Giordana pronto: “Guarda, io te la mando via Whatsapp. Eh”, anche perché “è più comodo. Ce l’ho, ce l’ho sul telefonino e te la mando via Whatsapp”. Il giorno dopo, sempre in serata, il capo di gabinetto di Appendino e il presidente di Gtt si sentono ancora: “Paolo – dice il secondo -, tutto a posto, quella cosa che mi hai detto”. Giordana: “Grazie mille”. Ceresa ribadisce: “Risolto, non c’è nessun problema”. “Quindi gli dico di stare tranquillo – chiosa il dirigente comunale – perfetto”. Il suo amico non dovrà sborsare un euro: “Si, si, non arriverà la multa”, conferma l’ad.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/10/28/torino-il-braccio-destro-della-appendino-togliete-la-multa-al-mio-amico-spunta-lintercettazione-e-lui-si-dimette/3941492/

G7 Torino, manifestanti lanciano fumogeni e petardi: polizia carica - FOTO

G7 Torino, manifestanti lanciano fumogeni e petardi: polizia carica08
Ancora decine di grossi petardi sono stati esplosi dai manifestanti anti G7 contro le forze dell’ordine che presidiano gli accessi alla Reggia di Venaria Reale (Torino), sede del summit. Alcuni sono stati lanciati ad altezza uomo contro i poliziotti schierati in assetto antisommossa.
Giunti in Piazza Vittorio Veneto i manifestanti hanno tentato di forzare il cordone di polizia posto a protezione della Reggia e sono stati respinti. Le forze dell’ordine hanno risposto al lancio di alcuni oggetti con una carica di alleggerimento per allontanare i dimostranti.
Sono intanto state indagate per resistenza a pubblico ufficiale, e poi rilasciate, le tre ragazze fermate venerdì sera a Torino dopo l’attacco alle forze dell’ordine durante le proteste anti G7. Intorno alle 23, i contestatori del summit, scesi in strada per un corteo notturno nelle vie del centro, hanno lanciato petardi e fuochi d’artificio ad altezza d’uomo contro la polizia. Poi sono fuggiti in piazza Castello, creando scompiglio alla “Notte dei ricercatori” che si stava svolgendo nella piazza torinese.
Nessuna carica e nessun lancio di lacrimogeni nella notte. Le varie anime della protesta contro il G7 (i centri sociali, gli studenti, gli anarchici del Fai e i disoccupati) si sono uniti nuovamente oggi in un corteo a Venaria, sede del vertice.
E’ stato il lavoro a inaugurare alla Reggia di Venaria l’ultimo G7 della Innovation Week Italian, lo stesso lavoro chh ha animato la protesta contro il summit. “Il vostro lavoro solo sfruttamento e povertà” è lo slogan dei manifestanti, che a Torino hanno dato vita a cortei e presidi nelle stesse ore in cui i rappresentanti dei sette Paesi più sviluppati al mondo si sono incontrati nella Galleria Grande della residenza sabauda.
Qualche manganellata, due manifestanti fermati e l’università occupata il bilancio dell’onda anti-G7 che sabato promette di raggiungere la stessa Venaria.
“Reset G7” è la parola d’ordine di studenti, precari e disoccupati, ma anche di anarchici, centri sociali e No Tav riuniti di buonora, in centro città, dopo le prime avvisaglie della notte precedente con lanci di uova contro la Cisl e la Fondazione Agnelli e la chiusura simbolica di un supermercato. “Della vostra zona rossa non me ne frega niente”, “Voi nelle regge, noi nelle piazze”, “Torino è la mia città, voi ministri che ci state a fà?” alcuni dei cartelli esposti dai manifestanti, con slogan contro il ministro Poletti. Gli scontri in corso Vittorio, all’angolo con via Carlo Alberto, con il primo tentativo di raggiungere piazza Carlina e l’albergo che ospita le delegazioni internazionali.
La polizia in assetto antisommossa ha effettuato una carica di alleggerimento e fermato un giovanissimo. Il secondo è stato bloccato poco dopo in via Della Rocca. Portati via dalla forze dell’ordine, e accompagnati negli uffici della questura, la posizione di entrambi è ora al vaglio degli inquirenti. Tensioni anche in via Plana, un’altra delle vie che portano al centro storico, quando il corteo ha deviato su piazza Vittorio per poi raggiungere i corridoi di Palazzo Nuovo, la sede delle facoltà umanistiche dell’università occupata e trasformata nella “base per le prossime iniziative di protesta”.
Tensioni anche in serata tra le forze dell’ordine e i manifestanti che protestano contro il G7. Questi ultimi, dopo una lunga marcia per le vie del centro, hanno attaccato la polizia nella centrale via Po con un fitto lancio di fuochi d’artificio e grossi petardi. Gli agenti in assetto antisommossa hanno risposto disperdendo i manifestanti, che sono indietreggiati in piazza Castello. Incendiati alcuni cassonetti dell’immondizia in Viale Primo Maggio, ci sarebbero alcuni fermati.

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