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SAN TEODORO: DISABILE OLBIESE AGGREDITO FUORI DA UNA DISCOTECA, L'AGGRESSORE SI SCUSA SU FACEBOOK

Il post di scuse di Bachisio Angius

Di Salvatore Santoru

Sta girando nel web un video,girato fuori una discoteca di San Teodoro, in cui si vede il disabile 37enne olbiese Luca Isoni che viene picchiato e minacciato di morte dal 27enne Bachisio Angius, originario di Sassari.
Poco dopo l'emergere della vicenda Angius ha pubblicato su Facebook un post di scuse, scuse la cui sincerità è stata messa in dubbio da diversi utenti del web.

C'è da dire che,come riportato dalla testate regionali, Angius pare fosse già noto per essere stato coinvolto in episodi violenti nella città natale, come quando nel 2014 lui e il fratello vennero arrestati dopo essersi resi protagonisti di una rissa fuori la discoteca sassarese "Touch", e durante quel giorno stando all'Unione Sarda e ad altre testate locali pare che il fratello di Angius e altri amici avessero anche minacciato il buttafuori con un fucile(1).

NOTE:
(1)http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/01/03/sassari_allontanati_dalla_discoteca_tornano_in_pista_con_un_fucile_in_spalla-6-348056.html

I GIOVANI VIOLENTI HANNO UNA MALFORMAZIONE CELEBRALE: LO STUDIO DEL CNR



Il cervello degli adolescenti con gravi comportamenti antisociali è molto differente dal punto di vista anatomico rispetto a quello degli adolescenti che non mostrano tali comportamenti. A dimostrarlo, una nuova ricerca internazionale condotta in collaborazione da l'Università degli Studi di Roma 'Tor Vergata' e il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). Nello studio 'Mapping the structural organization of the brain in conduct disorder: replication of findings in two independent samples' delle Università di Cambridge e Southampton, pubblicato sulla rivista internazionale Journal of Child Psychology and Psychiatry, gli scienziati italiani e inglesi hanno utilizzato metodiche di risonanza magnetica per visualizzare la struttura cerebrale di adolescenti maschi con diagnosi di disturbo della condotta sociale, un grave problema neuropsichiatrico caratterizzato da estrema aggressività, uso ripetuto di armi e droghe e comportamenti menzogneri e fraudolenti. "Nello specifico, abbiamo studiato lo sviluppo coordinato di numerose regioni del cervello, prendendo in riferimento in particolare lo spessore della corteccia cerebrale", dice Luca Passamonti dell'Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Cnr (Ibfm-Cnr), attualmente in forza all'Università di Cambridge. "L'idea alla base dello studio è che le regioni cerebrali che si sviluppano in modo simile abbiano spessori corticali di livello comparabile. Studi precedenti, nostri e di altri gruppi di ricerca, avevano già dimostrato che l'amigdala degli adolescenti con gravi disturbi della condotta sociale presenta anomalie rispetto a quella di soggetti di pari età che non dimostrano tali comportamenti. Tuttavia, ritenevamo troppo semplicistico ricondurre problematiche della condotta così complesse ad anomalie in una singola regione cerebrale, ancorché importante come l'amigdala, e infatti i nostri ultimi dati hanno chiaramente mostrato che il disturbo della condotta sociale coinvolge moltissime regioni del cervello che presentano cambiamenti anatomici di natura complessa e sfaccettata". Lo studio è stato promosso e finanziato dal Wellcome Trust e Medical Research Council nel Regno Unito. I ricercatori hanno reclutato 58 adolescenti maschi con disturbo della condotta sociale (33 partecipanti nella forma che emerge nella fanciullezza, 25 nella forma che compare durante la fase adolescenziale) e 25 individui non affetti da malattie neuropsichiatriche, di età compresa tra 16 e 21 anni. I ricercatori hanno trovato che le persone con il disturbo del primo tipo, rispetto ai soggetti di controllo, mostravano un elevato numero di correlazioni nella corteccia cerebrale che potrebbe dipendere da anomalie dello sviluppo, cioè da una ridotta perdita di spessore della corteccia che normalmente si osserva con gli anni. I giovani con disturbo che emerge durante l'adolescenza presentavano un minor numero di tali correlazioni e questo potrebbe riflettere uno specifico problema di sviluppo, ad esempio l'incapacità di selezionare le connessioni simpatiche più forti e durature. 

FONTE E ARTICOLO COMPLETO:http://www.askanews.it/top-10/i-giovani-violenti-hanno-una-malformazione-cerebrale-lo-dice-il-cnr_711836744.htm

FOTO:https://sites.google.com/a/coyotes.usd.edu/awolatusd/social-issues/youthgangsviolence

Far west Roma: aggredito un altro autista

Far west Roma: aggredito un altro autista

Un’altra vile aggressione ai danni di un autista del trasporto pubblico di Roma, ferito dalle schegge del vetro della cabina del conducente distrutta da uno straniero, probabilmente proveniente Est. L’episodio è avvenuto intorno alle 18 e 30 di ieri in via Alberto Luthuli a Ponte di Nona, quartiere in cui si sono consumati già atti di violenza.
L’uomo ha poi fatto perdere le sue tracce ed è ricercato dalle autoradio del commissariato locale.
L’aggressore, da quanto si apprende, indossava una maglietta bianca e dei jeans chiari. Aveva anche dei tatuaggi. E’ questo l’identikit tracciato dagli agenti della polizia di Stato. Non sono ancora chiari i motivi che hanno spinto l’aggressore a compiere il folle gesto.
Per non parlare della carenza di organico che riguarda la polizia.
“Questa è purtroppo la logica sconsiderata del governo - ha dichiarato il segretario provinciale di Roma del Sindaco autonomo di polizia, Fabio Conestà al Giornale d’Italia - che non garantisce la sicurezza in una città molto complessa, in cui c’è una volante ogni 150mila abitanti. Il controllo del territorio è garantito da 32/35 auto, tra reparto volanti e autoradio dei commissariati”.
Il tutto a pochi giorni dall’aggressione all’autista Tpl Giovanni Ardovini, avvenuta a La Rustica giovedì pomeriggio. 
Come se non bastasse, altri due episodi di violenza sono stati consumati nei giorni scorsi sugli autobus della Capitale. Il primo a Cinecittà, l’autista del bus 213 ha segnalato la rottura delle porte centrali da parte di uno sconosciuto.
Secondo la denuncia del conducente ai carabinieri, l’aggressore aveva tentato di bloccare il mezzo in corsa. A quel punto, l’uomo ha estratto un oggetto contundente scagliandolo contro le porte del bus distrutte. E’ ancora ricercato dai militari.
Il secondo, invece, è andato in scena in via del Plebiscito. Un senza fissa dimora, fermato, ha preso ripetutamente a calci il parabrezza sul bus 64 distruggendolo. Ad originare il raptus di follia il rifiuto, da parte dell’autista, di farlo scendere in un punto dove non era prevista la fermata. 

Un’altra vile aggressione ai danni di un autista del trasporto pubblico di Roma, ferito dalle schegge del vetro della cabina del conducente distrutta da uno straniero, probabilmente proveniente Est. L’episodio è avvenuto intorno alle 18 e 30 di ieri in via Alberto Luthuli a Ponte di Nona, quartiere in cui si sono consumati già atti di violenza.
L’uomo ha poi fatto perdere le sue tracce ed è ricercato dalle autoradio del commissariato locale.







 L’aggressore, da quanto si apprende, indossava una maglietta bianca e dei jeans chiari. Ha anche dei tatuaggi. E’ questo l’identikit tracciato dagli agenti della polizia di Stato. Non sono ancora chiari i motivi che hanno spinto l’aggressore a compiere il folle gesto.
Per non parlare della carenza di organico che riguarda la polizia.
“Questa è purtroppo la logica sconsiderata del governo - ha dichiarato il segretario provinciale di Roma del Sindaco autonomo di polizia, Fabio Conestà al Giornale d’Italia - che non garantisce la sicurezza in una città molto complessa, in cui c’è una volante ogni 150mila abitanti. Il controllo del territorio è garantito da 32/35 auto, tra reparto volanti e autoradio dei commissariati”.
Il tutto a pochi giorni dall’aggressione all’autista Tpl Giovanni Ardovini, avvenuta a La Rustica giovedì pomeriggio. 
Come se non bastasse, altri due episodi di violenza sono stati consumati nei giorni scorsi sugli autobus della Capitale. Il primo a Cinecittà, l’autista del bus 213 ha segnalato la rottura delle porte centrali da parte di uno sconosciuto.
Secondo la denuncia del conducente ai carabinieri, l’aggressore aveva tentato di bloccare il mezzo in corsa. A quel punto, l’uomo ha estratto un oggetto contundente scagliandolo contro le porte del bus distrutte. E’ ancora ricercato dai militari.
Il secondo, invece, è andato in scena in via del Plebiscito. Un senza fissa dimora, fermato, ha preso ripetutamente a calci il parabrezza sul bus 64 distruggendolo. Ad originare il raptus di follia il rifiuto, da parte dell’autista, di farlo scendere in un punto dove non era prevista la fermata. 

Stiamo vivendo il periodo più pacifico della storia degli esseri umani,secondo le analisi di Max Roser

Risultati di ricerca

    Intervista di Federico Nejrotti a Mark Roser

    Di Federico Nejrotti

Risultati di ricercaFederico Nejrotti

Stiamo vivendo l’anno più caldo della storia della Terra—e al netto delle temperature percepite quest’estate e un generale scetticismo reverenziale nei confronti della spaventosa estate del 2003 si tratta di una verità oggettiva supportata da dei numeri. Quindi mettiamoci il cuore in pace, stiamo superando un’estate di portata storica.




Intanto, mentre noi sprecavamo tempo prezioso a sudare, si è scoperto che stiamo anche vivendo il periodo più pacifico della storia della Terra. Questo forse è ancora più incredibile della questione temperature se pensiamo alle infinite rassegne stampapiene di ISIS, Coree, Ucraine, lotte tra Narcos e cronaca nera in salsa televisivamente drammatica.
Max Roser lavora come research officer all’Università di Oxford e negli ultimi anni ha trovato la sua vocazione nelle statistiche. Ha inaugurato così Our World in Data, un progetto che mira a descrivere la realtà del nostro pianeta attraverso grandi tavole statistiche illustrate e tradotte per essere anche a prova di idiota.
Un pensieroso Max Roser.
Poco prima che l’estate più calda della storia della Terra ci spezzasse le reni, Roser ha reso pubblica la sua “Storia Visuale dell’Ascesa della Libertà Politicà e della Diminuzione della Violenza,” un lungo e dettagliato resoconto della sua ricerca relativa ai morti ammazzati nel corso della storia.
Studi archeologici mostrano quanto le società del passato fossero estremamente violente: la percentuale di persone uccise da altre persone era spesso superiore al 10%. Prove etnografiche confermano che la violenza è molto comune all’interno di società prive di governo e estremamente maggiore rispetto a quella riscontrata nella società moderne. I dati storici riguardo agli omicidi in Europa mostrano che gli attuali tassi sono la conseguenza di un lungo e faticoso declino della violenza. [...] 

“La violenza nella società è in declino da moltissimo tempo,” ha detto Steven Pinker, professore ad Harvard, “e potremmo star vivendo nel periodo più pacifico dell’esistenza della nostra specie.” Ma perché la violenza è in declino? Un importante cambiamento è da ritrovarsi nella sempre maggiore educazione e alfabetizzazione, e questi fattori vanno di pari passo alla sempre maggiore libertà a livello politico. La storia mostra come i governi democratici—ovvero il risultato della crescente libertà politica—siano molto meno portati a dichiararsi guerra a vicenda, e sempre più nazioni stanno diventando democratiche. All’inizio del ventesimo secolo solo il 10% della popolazione del mondo viveva in nazioni democratiche—ora abbiamo superato il 50%. 

L’istruzione sta migliorando in tutto il mondo, e secondo tutti questi dati chiunque potrebbe dimostrarsi ottimista nei confronti della continua ascesa della libertà politica e nel declino della violenza in tutto il mondo.
Tra il 1400 e il 1500 dobbiamo aver perso decisamente le staffe...
La ricerca è estremamente dettagliata e ricca di fonti piuttosto autorevoli, ma a darci un’occhiata sono rimasto colpito da una manciata di “anomalie”: per esempio,osservando il grafico relativo agli omicidi in Europa dal 1300 a questa parte salta subito all’occhio il gigantesco picco relativo al periodo tra il 1400 e il 1500; mentre nel resto del mondo ci si continuava ad ammazzare con numeri da ordinaria amministrazione, improvvisamente in Italia si consumavano ogni anno 73 omicidi ogni 100,000 persone.
Per quale motivo? Ho pensato alle vicende intestine del periodo dell’Italia Rinascimentale, al fattore Chiesa e alla possibilità che grazie alla presenza capillare di quel tipo di istituzione in Italia i defunti venissero registrati con maggiori efficienza; ma la Chiesa era davvero così attiva nella conta delle salme? E davvero in nessun’altra parte del mondo era presente un’istituzione simile? Una situazione simile si ripete su un altro grafico che presenta i dati sugli omicidi per il 1900, nel quale in Italia si registra un inspiegabile—se messo in relazione coi numeri nelle altre nazioni—picco di violenza proprio negli anni precedenti alla Seconda Guerra Mondiale.
I numeri degli omicidi dal 1900 al 2010. Cosa è successo in Italia nel 1920 che non è successo nel resto del mondo—nemmeno in Germania?
Incapace di rispondere a queste domande—anche a causa delle mie (non) vastissime conoscenze storiche che partono da ieri e arrivano forse a oggi—ho contatto il professor Roser e ci ho fatto quattro chiacchiere a riguardo.
“Onestamente nemmeno io riesco a spiegare questi picchi di omicidi in Italia; bisognerebbe dare un’occhiata alla letteratura del periodo. Un buon punto di partenza potrebbe essere Eisner (2003) – Long-Term Historical Trends in Violent Crime. In Crime and Justice, 30, 83–142,” mi spiega il professore. “Un aspetto che è necessario tenere bene a mente, in questo caso, è che difficilmente ci accorgiamo di quando non succede nulla. Non facciamo domande quando le cose sembrano procedere normalmente, ma è una condizione ugualmente importante—e interessante—a quella opposta, come nel caso di questi picchi.”
“Parlare di omicidi significa parlare di violenza interpersonale, della morte di un individuo, un'azione deliberatamente inflitta da una persona nei confronti di un’altra. La violenza di massa consumatasi nelle guerre e nei genocidi è un aspetto che viene discusso anche qui, su OurWorldInData. La storia della violenza è un argomento che in questa pubblicazione viene trattato da molti punti di vista diversi: quando ho cominciato a lavorarci Steven Pinker aveva appena pubblicato il suo The Better Angels of Our Nature. Nel libro viene raccontato il lungo declino della violenza nel mondo: dagli omicidi alle guerre, passando per i genocidi e gli atti discriminatori nei confronti di donne, omosessuali e bambini—questione che non conoscevo, e che il libro spiega molto bene. La mia pubblicazione punta a rendere più “visive” tutte queste interessantissime conclusioni,” mi spiega.
Ho parlato con il professore della questione delle fonti: la mole di dati presente nella ricerca è incredibile, e ciò che rende il tutto ancora più stupefacente è che si tratta di numeri relativi sia a realtà molto settoriali—come nel caso di tribù molto antiche—che a intere nazioni. “La ricerca dei dati per ogni settore della pubblicazione è uno dei punti principali di questo progetto. Siamo pieni di ottimi dati su argomenti decisamente interessanti e che possono essere importanti per le nostre vite ma, come affermi, sono piuttosto difficili da recuperare. Con OurWorldInData voglio costruire una piattaforma capace di presentare queste fonti di dati e dunque permettere di salvare ad altri tempo e energie per trovare e ottenere questi dati. In questo senso il mio progetto è una sorta di database dei database," continua.
"Tutti noi parliamo continuamente di come il nostro mondo stia cambiando—che si tratti di una conferenza accademica o di una birra al pub—e questi dataset ci permettono di rispondere a molte delle nostre domande. Voglio fare in modo che le persone possano trovare da sole le risposte alle loro domande; ovviamente, però i dati nudi e crudi non sono di semplice comprensione, così io eseguo anche l’elaborazione e la presentazione dei dati. Le persone così possono avere a disposizione dei dati empirici semplici e puliti. Personalmente il mio piano—risalente a ormai più di 4 anni fa—era di scrivere un libro su come le condizioni di vita nel mondo fossero cambiate nel corso della storia fino ad arrivare a quelle di cui facciamo esperienza oggi. Nel corso degli anni ho trovato e raccolto sempre più fonti per i miei dati, e da qui si è generata la base di partenza di OurWorldInData; parlando di strumenti, utiilizzo un software molto semplice ma decisamente efficace: si chiama NoteBook e per qualche strana ragione l’azienda che lo produce si chiama 'Circus Ponies'.”
Abbiamo poi discusso delle scoperte emerse della ricerca, “Ci sono diversi aspetti che mi hanno lasciato a bocca aperta, non so bene da dove partire. Talvolta mi stupivo di quali fossero le condizioni di vita nel passato: la storia del cibo per esempio. Ricercando i dati per il progetto ho scoperto quanto, non troppo tempo fa, fossero comuni le carestie. Ho anche appreso quanto enormi fossero i divari sociali nelle comunità; per esempio per quanto riguarda la distribuzione del cibo. Le famiglie più povere delle società dei nostri antenati non avevano abbastanza cibo per lavorare, di fatto venivano escluse dalla forza lavoro perché erano prive anche degli approvvigionamenti più semplici ed economici; allo stesso tempo le fasce sociali più ricche consumavano più cibo d quanto ne mangiamo noi oggi. La storia che impariamo a scuola e che è presentata nei musei è molto spesso la storia della borghesia, dell’élite. Ciò che voglio mostrare su OurWorldInData è la storia di tutti—della borghesia ma anche dei più poveri. E spesso, quando si trattava dei poveri, non avevo la minima idea di quanto disumane fossero le loro condizioni di vita appena qualche generazione fa, e ciò valeva anche per le nazioni più ricche—sono rimasto sbalordito anche da quanto in fretta queste condizioni siano mutate,” mi ha spiegato Roser.
Uno degli aspetti sicuramente più impressionanti di questo progetto è il suo slogan: “Il periodo più pacifico dell’esistenza della nostra specie” è un’affermazione decisamente forte. Anche accettando il fatto che oggi le guerre e i conflitti siano effettivamente meno sanguinosi rispetto al passato, tendiamo ad essere influenzati da una pressione mediatica decisamente più pesante, ed è proprio da qui che probabilmente arriva la sensazione che la violenza non stia per niente diminuendo, “Per certi versi sono d’accordo con te. Il mutamento culturale riguardante la guerra è stato un passaggio fondamentale di questo ultimo secolo ed è stato favorito dal modo dei media di dipingere e raccontare i conflitti. Ciò che è cambiato è che la guerra, appena qualche decennio fa, era un evento idealizzato nel quale i ragazzi si trasformavano in uomini. Alexis de Tocqueville scriveva per esempio che “La guerra serve spesso a estendere la mente delle persone e a rafforzare il loro carattere.” Oppure Thomas Mann, “La guerra è purificazione e liberazione." La sofferenza della guerra, che oggi i media raccontano come una conseguenza del concetto di “purificazione”, fa ben capire a chiunque accenda la televisione che razza di stronzate stessero dicendo de Tocqueville e Mann. Il mutamento culturale ha fatto sì che molti cambiassero idea riguardo la guerra: oggi molti—incluso me—pensano che la guerra sia un esempio del fallimento umano che porta soltanto a una orribile escalation di violenza e che deve essere in qualche maniera evitata. In questo senso i media moderni sono stati decisamente di aiuto,” spiega Roser.
“Dall’altra parte però penso che l’attenzione dei media sul terrorismo e la violenza sia spesso fuori proporzione, e questo atteggiamento può avere conseguenze negative. Lo vediamo nei sondaggi: non importa se la violenza stia aumentando o diminuendo—e sta diminuendo da decenni in varie nazioni, ormai—, le persone sono convinte che sia sempre maggiore. Penso che questa percezione sfasata sia un problema molto grave: in quanto cittadini e elettori richiediamo riforme e misure sulla base del nostro modo di vedere il mondo, e più pensiamo che il mondo sia violento più è alto il rischio di votare una visione politica estrema e giustizialista. Per proteggerci dal terrorismo rischiamo di accettare di svendere la nostra libertà personale; questa è l’altra faccia della medaglia dei media moderni,” conclude il professore.
Il progetto di Roser è ambizioso, ma le premesse e la volontà di creare qualcosa di ben fatto mi sembra ci siano tutte. Al momento il professore sta presentando i suoi progetti nella speranza di trovare qualche finanziatore—si sa mai che qualche lettore di Motherboard sia un ricco magnate russo pronto a finanziare un bello strumento educativo.

Quando come l’ISIS si comportavano gli inglesi contro gli irlandesi:la barbarie non appartiene a un solo popolo

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 Di Mathew Lyons *
E’ il leader di una piccola forza militare, forse 500 soldati, ed è ben determinato a sottomettere la provincia, e intende farlo in fretta. Il terrore è la sua politica esplicita. Ogni incursione in territorio nemico è seguita da un massacro indiscriminato. Ogni uomo, donna e bambino viene ucciso. Case, chiese, colture – tutto è bruciato e depredato. Ogni notte le teste di coloro che sono stati uccisi vengono messe in fila lungo il sentiero che porta alla sua tenda. In tal modo “le persone potranno vedere le teste dei loro padri, fratelli, bambini, parenti e amici e capiranno chi è che comanda.
Se questa vi sembra la barbarie che l’ISIS ha ormai reso persino banale, ripensateci. Non è l’ISIS. Sono gli inglesi in Irlanda nel 1569 e il leader in questione è Humphrey Gilbert che, per questi “successi”, è stato nominato cavaliere per poi diventare membro del parlamento.
Tracciare analogie tra eventi storici così distante nel tempo è sempre scivoloso, le circostanze cambiano. Tuttavia il passato è utile per la nostra comprensione del presente. Nella storia inglese non c’è nulla che possa essere accostato all’ISIS ma se guardiamo a come gli inglesi si sono comportati in Irlanda qualche analogia si trova: è là che gli inglesi hanno ceduto con maggiore gravità al velenoso cocktail di ipocrisia religiosa e nazionalismo che oggi intossica l’ISIS. Il protestantesimo e il wahhabismo sono più vicini di quanto pensiamo. 
Cinque anni dopo, nel 1574, il conte di Essex si trova alla testa dell’esercito inglese in Irlanda. Una volta giunto sull’isola di Rathlin, a nord della costa di Antrim, ordina di dare la caccia e macellare 400 donne e bambini del clan O’Donnell. Alcune riuscirono a nascondersi dentro cavità rocciose lungo la costa ma gli uomini del conte di Essex diedero fuoco all’ingresso delle grotte, soffocandole e uccidendole quando cercavano di uscire dal loro nascondiglio.
A Smerwick, sulla costa occidentale dell’Irlanda, nel novembre 1580, un gruppo di circa 600 soldati spagnoli si arrese a truppe inglesi sotto il comando di Lord Grey di Wilton il quale, una volta disarmato gli spagnoli, li passò tutti a fil di spada. Ma non bastò. Le donne della guarnigione difesa dagli spagnoli vennero impiccate, anche quelle incinte. Tre prigionieri furono portati dal fabbro locale che fu costretto a sbriciolare le loro ossa a colpi di martello mentre si trovavano legati a un’incudine. Gli inglesi quindi usarono i loro corpi per il tiro al bersaglio. Quando seppe dell’accaduto la regina, Elisabetta I, fu radiosa. La sua nota manoscritta inviata al conte di Grey recitava: “Lei è stato scelto come strumento della gloria di Dio”.
Come i fondamentalisti dell’ISIS hanno distrutto Nimrud, così l’iconoclastia protestante si accanì contro le vetrate delle chiese cattoliche, contro le statue dei santi - butatte giù dalle loro edicole e ridotte in macerie – e contro i dipinti, strappati e bruciati dagli inglesi che poi fecero razzia di ogni tesoro rimasto. Alcuni edifici sono stati distrutti con maggiore perizia di altri, come il magnifico monastero cluniacense di Lewes che Cromwell ordinò fosse raso completamente al suolo. [...]. Nell’agosto del 1578 la caccia ai cattolici arrivò a casa di Edward Rookwood, nobiluomo dell’East Anglia. La sua casa fu perquisita finché, nascosto nel fienile, non fu trovato un dipinto raffigurante la Vergine Maria. Un’opera come “per bellezza e fattura non ne vidi altre simili in vita mia”, scrisse Richard Topcliffe, poi diventato tristemente noto come torturatore agli ordini del governo. Elisabetta I ordinò che l’immagine fosse bruciata pubblicamente nella notte.
La depravazione dell’ISIS è fuori questione, ma la storia ci insegna che il talento umano per la depravazione non appartiene solo a un popolo, a una cultura, a una fede. Il male è banale e crudelmente ripetitivo. La questione, quindi, non deve concentrarsi sulle ragioni per le quali l’ISIS si comporta in un certo modo, ma su quali condizioni rendono possibile e incoraggiano comportamenti umani come quelli.La linea che corre da Gilbert ad Abu Bakr è breve. E sicuramente è troppo breve per la nostra superiorità morale.
articolo apparso sul settimanale britannico New Statementconsultabile qui in lingua originale.

Sassari:aveva pestato un portapizze con una mazza da baseball, arrestato un ventenne

Secondo gli investigatori che per mesi hanno condotto le indagini fu lui, la sera dello scorso 26 marzo, ad aggredire un portapizze trentunenne di Sassari mentre camminava nella zona di via Pietro Micca (non tra via Roma e viale Umberto come inizialmente si era pensato).
Martedì 26 maggio i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Sassari hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Sassari su richiesta del pubblico ministero Carlo Scalas, nei confronti di Lorenzo Fiori, 20 anni per tentata rapina aggravata e lesioni personali aggravate. Si tratta dello stesso giovane accusato di aver ferito con una fiocina la sua convivente lo scorso 13 maggio. Per questo era stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio.
Il portapizze era stato colpito alle spalle presumibilmente con una mazza da baseball. Le condizioni del ragazzo apparvero subito molto gravi già al medico dell’ambulatorio della guardia medica dove il giovane si era immediatamente recato dopo il fatto.
E' rimasto ricoverato per un mese nel reparto di Neurochirurgia perché aveva perso la memoria e l'uso della parola a causa delle botte in testa e ancora oggi è costretto a seguire delle specifiche terapie mediche.
Quella notte la vittima, dopo il pestaggio, fu seguita anche negli ambulatori della guardia medica. Mentre il portapizze veniva sottoposto a esami diagnostici, gli venne danneggiata la macchina parcheggiata per strada: frantumarono il finestrino forse alla ricerca di soldi che non erano riusciti a trovargli nelle tasche al momento dell’aggressione.
Per mesi i carabinieri del nucleo operativo hanno lavorato ininterrottamente per ricostruire l'accaduto, hanno sentito testimoni, hanno visionato tutte le registrazioni delle telecamere della zona: una lunga attività che non è ancora terminata.
Le indagini proseguono infatti in modo serrato per l’identificazione di altre persone che avrebbero preso parte al pestaggio. Durante le indagini era emerso che del gruppo di rapinatori avrebbe fatto parte anche una donna e l'impressione è che il cerchio potrebbe chiudersi a breve.
Lorenzo Fiori è stato raggiunto dal provvedimento del gip nel carcere di Bancali dove si trova rinchiuso per altre vicende.

Cagliari:parcheggiatore abusivo insulta pesantemente coppia di anziani "colpevole" di aver rifiutato di acquistare la sua merce in via Abba

Via Abba, caos con un parcheggiatore senegalese: "Coniugi insultati"

http://www.castedduonline.it/cagliari/centro-storico/23753/via-abba-caos-con-un-parcheggiatore-senegalese-coniugi-insultati.html

Episodio movimentato ieri in via Abba a Cagliari. Volano insulti tra un parcheggiatore senegalese e una coppia di anziani che stavano parcheggiando la lorol auto. Ecco il racconto di diversi testimoni: "I due coniugi sono stati molestati e ingiuriati da un ragazzo di colore, presi a parolacce, mandati a quel paese con le loro mamme perché non hanno voluto acquistare da quel ragazzo che si difendeva augurando di avere il suo colore". "Vorrei vedere cosa accadrebbe a voi se aveste la pelle nera! Andate a quel paese ", questa la "difesa" del parcheggiatore. In difesa dei due coniugi sono intervenuti alcuni commercianti cagliaritani, che hanno invitato il senegalese ad avere più rispetto. E la polemica sui parcheggiatori abusivi a Cagliari continua.  - See more at: http://www.castedduonline.it/cagliari/centro-storico/23753/via-abba-caos-con-un-parcheggiatore-senegalese-coniugi-insultati.html#sthash.KeBzgAj8.dpuf

Sassari, giovane pestato per strada da sconosciuti. Ora è in prognosi riservata

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http://www.sardiniapost.it/cronaca/sassari-giovane-pestato-per-strada-da-sconosciuti-ora-e-in-prognosi-riservata/

È sempre ricoverato in ospedale con prognosi riservata il giovane ventenne di Sassari aggredito e picchiato venerdì sera, senza un apparente motivo, da un gruppo di sconosciuti che lo hanno circondato mentre si trovava poco distante dal ponte Rosello.
È stato colpito con pugni, calci e con un bastone ed ha riportato contusioni e fratture alla testa. Sul fatto stanno svolgendo le indagini i carabinieri di Sassari. Lo studente frequenta il quinto anno delle scuole superiori ed è stato egli stesso a raggiungere il Pronto soccorso dove i medici, viste le ferite, hanno deciso per il ricovero. I militari del Comando sassarese hanno cercato di ricostruire l’episodio e avviato anche alcuni accertamenti per chiarire alcuni punti di quanto avvenuto ma, al momento, non vi sono novità che consentano di dare un nome agli aggressori.

Genova:carabiniere gravemente ferito da migrante di origine senegalese armato di cacciavite



 http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/liguria/genova-carabiniere-gravemente-ferito-da-un-senegalese-armato-di-cacciavite_2112556-201502a.shtml

Un maresciallo dei carabinieri è stato ferito al torace da un segalese con un cacciavite e si trova ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Galliera di Genova. Il militare insieme a un collega, stava controllando due ragazzi stranieri durante un servizio di prevenzione: nella colluttazione è rimasto lievemente ferito anche il collega, un carabiniere semplice. L'autore dell'aggressione, che si è dato alla fuga, è stato arrestato.
Decisivo l'intervento di altri carabinieri e alcuni agenti che si trovavano nella zona per la festa della polizia in programma venerdì. La posizione dei due senegalesi è al vaglio dell'autorità giudiziaria. Quello che ha materialmente colpito il maresciallo con il cacciavite rischia l'accusa di tentato omicidio.

Il maresciallo dei carabinieri in servizio alla stazione di San Teodoro Scali è stato colpito con almeno cinque fendenti. Il militare, secondo quanto ricostruito, è stato colpito alla bocca, all'addome, alla spalla, al braccio e alla gamba ed è stato giudicato guaribile in 22 giorni. Nelle prossime ore sarà dimesso dal pronto soccorso dell'ospedale Galliera dove è stato ricoverato.

Ferito nella colluttazione anche un secondo militare che ha riportato lievi lesioni con prognosi di 7 giorni. Il sostituto procuratore di turno Sabrina Monteverde ha deciso di procedere con l'arresto solo del senegalese che ha materialmente colpito il militare. L'amico, un connazionale di 49 anni, è stato di fatto scagionato dall'arrestato secondo il quale il secondo senegalese "è arrivato in un secondo momento" e "non è stato coinvolto nella colluttazione". Accertamenti da parte dei carabinieri in questo senso sono in corso.

L'aggressore, di 31 anni, lavora come operaio edile in una ditta del centro storico cittadino, è accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. Ancora non è stato accertato se il furgone nei pressi del quale è avvenuta l'aggressione sia di provenienza furtiva. L'uomo ha detto di averlo in uso da un connazionale che attualmente si trova all'estero. I carabinieri verificheranno anche questa circostanza.

Ad Orune non serve omertà dopo la tragica morte del 19enne Gianluca Monni



Di Francesco Giorgioni Sardo

Di tutto può aver bisogno Orune, ma non del silenzio.
Fossi il padre di un ragazzo assassinato tutto vorrei, tranne il silenzio. Si dice spesso che i morti vadano onorati tacendo: non è questo il caso.
Parole chiare, nette ed inequivocabili per portare la giustizia di tutti fino ai responsabili di questo ed altri orrori: è l’unico modo che certe comunità hanno per schiacciare col peso della civiltà gli assassini e i pesanti pregiudizi che gravano su una certa Sardegna, spesso accusata di omertà e di preferire i codici allo Stato.
Sarebbe inaccettabile sentire ancora i sussurri di chi insinua che “se l’hanno ammazzato qualcosa ha fatto”, sarebbe inaccettabile giustificarsi dietro il “non è affar mio”.
Questa è una barbarie che coinvolge tutti e che tutti dobbiamo combattere: Gianluca è nostro figlio, il bambino che fino a ieri si addormentava tra le nostre braccia.
Il silenzio non serve, se non agli assassini. Chi sa, parli.


Fonte:http://www.sardegnablogger.it/ad-orune-non-serve-silenzio/

USA:uccisi due agenti in Mississippi, arrestati i due presunti killer

MISSISSIPI


I due uomini sospettati di aver ucciso i due agenti ad Hattiesburg, in Mississippi, sono stati arrestati. Si tratta dei fratelli Marvin e Curtis Banks. Sono stati bloccati in due momenti separati.  

La sparatoria è avvenuta alle 20 locali (le 3 di stamane in Italia), dopo che i due agenti avevano fermato un veicolo per un controllo di routine. I presunti killer, con diversi precedenti penali, sono poi scappati con l’auto degli agenti che è stata più tardi ritrovata vicino ad un deposito di treni. La morte dei due agenti è stata accertata una volta che sono stati portati in ospedale. 

Mentana(Roma):ucciso a colpi di pala dal nipote l'ex pugile Lusikina Ndomingiedi

Omicidio a Mentana: Lusikina Willy Ndomingiedi ucciso a colpi di pala dal nipote

Tragedia familiare a Mentana. Un uomo di 56 anni, Lusikina (Willy per gli amici) Ndomingiedidi nazionalità congolese, è stato ucciso a colpi di pala da suo nipote di 26 anni. Il giovane, a quanto si apprende, viveva da qualche mese a casa con lo zio.
Nel pomeriggio di oggi, 4 maggio, la lite fatale. Tutto nasce, secondo una prima ricostruzione, dall'ennesimo richiamo dell'uomo nei confronti del giovane, invitato a trovare un impiego. La reazione del 26enne Valery Luminadio Mbana è stata furiosa.
Impugnata la pala il giovane ha iniziato a colpire lo zio. Diversi i colpi inferti. Urla e rumori che hanno attirato l'attenzione dei vicini. Sono stati loro a chiamare i carabinieri che giunti sul posto, in via del Conventino, sono riusciti a stento a bloccare la furia del 26enne.
Privo di conoscenza il 56enne congolese è stato portato all'ospedale di Monterotondo, dove però è giunto cadavere. Troppo gravi le ferite riportate. Il congolese, ex pugile, aveva il cranio fracassato e il corpo martoriato dalla pala furiosamente usata da suo nipote.
Suo nipote, incensurato, è al momento sottoposto a fermo. Ad indagare i carabinieri della stazione di Mentana e quelli della compagnia di Monterontodo diretti dal capitano Salvatore Ferraro.
LA VITTIMA - Lusikina Ndomingiedi a Mentana era da tutti conosciuto come Willy. Qui viveva da quasi due anni, ben integrato con la comunità locale. Ex pugile dei medio massimi, Ndomingiedi ha costruito gran parte della sua carriera in Italia. Quattro in particolare i match combattuti negli anni 80 con Massimiliano Duran, tutti vinti dal campione italiano. Da qualche mese ospitava a casa sua suo nipote Valery. Quest'ultimo, di passaporto francese, viveva come un vero e proprio ospite, senza lavorare e senza contribuire alle spese di casa. E proprio questa situazione avrebbe portato alla lite, poi degenerata nell'aggressione a badilate.

Sardegna:danno fuoco al piede di un amico e girano video, grave episodio di bullismo nell'Oristanese

Bullismo folle nell'Oristanese: danno fuoco al piede di un amico e girano video, due minori denunciati

Fonte:http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/articoli/15/05/08/bullismo-bruciano-piede.html

Avevano cosparso di benzina il piede di un amico e poi gli avevano dato fuoco. E mentre lui scappava terrorizzato, senza riuscire a spegnere le fiamme, loro ridevano e giravano un video col cellulare che poi è finito su Internet.
Il fatto è avvenuto nel periodo di Pasqua, in una zona isolata non lontana dal cimitero di un paese in provincia di Oristano, ma si è saputo solo venerdì, dopo che i carabinieri hanno identificato e denunciato i presunti autori del gesto di bullismo.
La vittima, un ragazzo di 18 anni, era tornata a casa senza dire nulla ai genitori, che scoprirono cosa era successo solo a tarda notte. Accompagnato al Pronto Soccorso, alla fine se l'è cavata con 15 giorni di cura per ustioni di secondo grado ad una gamba.
Gli autori della bravata - un ragazzo di 19 anni e due minorenni di 17 e 15 anni - che avevano intimato il silenzio alla loro vittima, sono stati invece identificati dai carabinieri della Compagnia di Ghilarza e denunciati per lesioni pluriaggravate in concorso. I militari hanno anche sequestrato il video che nel frattempo era circolato liberamente su Internet.

Cagliari:rissa "etnica" presso un ristorante del centro, causata da motivi futili

Rissa tra extracomunitari in centro: calci e pugni alla Marina

Fonte:http://www.castedduonline.it/cagliari/centro-storico/23068/rissa-tra-extracomunitari-in-centro-calci-e-pugni-alla-marina.html

Maxi rissa in via Cavour tra una ventina di persone tra pakistani e rom. L’episodio risale alla giornata di ieri, tra le 12 e le 13, quando è partita una zuffa tra extracomunitari: calci, pugni, tavolini dei ristoranti volati in aria e piatti rotti. L’intervento dei carabinieri ha placato la rissa che sembra sia scaturita a causa di un cane, che secondo i pakistani avrebbe sporcato l’interno di un locale provocando la reazione del commerciante asiatico. Un episodio che scaturisce da una tensione che tra gli extracomunitari della Marina esiste da tempo. 

Roma:ragazzo insultato e picchiato per aver indossato una maglietta di Manif Pour Tous

Discriminato al rovescio, non pantaloni rosa ma una t-shirt della Manif. E viene aggredito


Fonte:http://roma.repubblica.it/dettaglio-news/-/37445

"Indossava una maglietta che raffigura la famiglia. Questa la ragione dell'aggressione di cui è stato vittima un ragazzo di Roma, il pomeriggio del primo maggio scorso. Durante un picnic in un parco in zona Tiburtina, il ragazzo è stato insultato e strattonato, a causa della sua t-shirt con il logo de La Manif Pour Tous che rappresenta una famiglia che si tiene per mano. A denunciare l'accaduto è La Manif Pour Tous Italia, associazione nata con lo scopo di 'garantire la libertà di espressione, preservare l'unicità del matrimonio tra uomo e donna e il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà'". Lo riferisce in una nota La Manif Pour Tous Italia. "L'aggredito - prosegue la nota - racconta di essere stato circondato da tre persone (due uomini e una donna), apostrofato e poi spinto a terra. 'Questa maglietta te la devi togliere. Sei un fascista, sei un antiabortista e un cattolico integralista', gli hanno gridato contro. Al suo rifiuto, in presenza di testimoni, gli è stata squarciata la t-shirt con violenza. Secondo la vittima, l'autore del gesto ha affermato di essere 'gay e anarchico' e di voler picchiare quanti indossano magliette con quel simbolo".

Fonte:http://www.intelligonews.it/articoli/6-maggio-2015/26193/discriminato-al-rovescio-non-pantaloni-rosa-ma-una-t-shirt-della-manif-e-viene-aggredito

Succede anche questo, ma non se ne parla perché non fa notizia un eterosessuale, per la famiglia, che solo per il fatto di aver indossato una maglietta che raffigurava proprio i componenti di un nucleo familiare, è stato picchiato al parco. 

E invece pare che le aggressioni non le facciano solo gli omofobi, ma i brutti e cattivi in questa storia denunciata dalla stessa Manif Pour Tous, l'associazione nata con lo scopo di “garantire la libertà di espressione, preservare l’unicità del matrimonio tra uomo e donna e il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà”, sarebbero gay. 

Il protagonista della vicenda è un ragazzo di Roma, e la storia risale al primo maggio scorso. Non ha pantaloni rosa, ma una maglietta firmata Manif. 

...

A questo punto parla Jacopo Coghe, presidente de La Manif Pour Tous Italia, che condanna la violenza: “Difendere la famiglia oggi, significa rischiare violenti attacchi personali. Quanto accaduto a Roma è un fatto gravissimo, che testimonia la volontà di intimidire chi sostiene un’associazione pro-family come la nostra, che tra l’altro è apartitica e laica. Siamo nati per promuovere la libertà di opinione – conclude Coghe – e per questo minacce e prepotenze non riusciranno a chiuderci la bocca”.

Al di là del fatto, che chiarirà chi di competenza, sarebbe bello per una volta pronunciarsi tutti, nessuno escluso, contro la violenza. 

Quagliano:calci e pugni a un 12enne per rubargli la bicicletta, arrestato un 27enne

Calci e pugni a un 12enne per rubargli la bicicletta: arrestato

arresto

I Carabinieri di Qualiano hanno arrestato per tentata rapina e lesioni un 27enne ghanese senza fissa dimora. Il giovane è stato notato su via Santa Maria a Cubito mentre picchiava a calci e pugni un 12enne del luogo per sottrargli la bicicletta mountain bike.
Alla vista dei carabinieri ha tentato la fuga, venendo comunque bloccato dopo breve inseguimento. Il minore è stato medicato dai sanitari dell’ospedale di Giugliano in Campania per lesioni guaribili in 6 giorni.

Fonte:http://www.napolitoday.it/cronaca/ruba-bicicletta-12enne-qualiano.html

Sudafrica sotto choc:uccide il rivale in amore e ne mangia il cuore

Uccide rivale in amore e ne mangia il cuore

Andrew Chimboza, 35enne cittadino dello Zimbabwe, è stato condannato in Africa del Sud a 18 anni di carcere per aver pugnalato a morte il rivale in amore e, non contento, avergli mangiato il cuore.
L'uomo ha ammesso di aver ucciso il 62enne Mbuyiselo Manona - che lo aveva accusato di essere l'amante della moglie - e di aver iniziato a mangiarne il cuore, "con coltello e forchetta"; secondo gli psichiatri che lo hanno ascoltato in carcere Chimboza avrebbe spiegato di essere stato spinto dalla donna a commettere il delitto, senza però fornire alcuna giustificazione dell'atto di cannibalismo.
Il giudice, considerata la brutalità dell'omicidio e la mancanza di rimorsi dimostrata dall'assassino, ha optato per una pena pesante nonostante l'uomo non avesse precedenti penali.


Fonte:http://www.today.it/mondo/uccide-amante-moglie-mangia-cuore.html
Foto:http://foto.leggo.it/cronaca/andrew-chimboza-35-anni-killer-cannibale/0-89781.shtml

Reggio Calabria:farnetica di essere appartenente dell'ISIS, picchia una ragazza nigeriana e aggredisce un carabiniere, 21enne nigeriano arrestato



Di Salvatore Santoru

Un 21enne profugo di origini nigeriane,Mamadou Aboubakar, è stato arrestato dopo che si è reso protagonista di violenze contro una ragazza nigeriana e un carabiniere che l'ha arrestato.
Durante l'aggressione Aboubakar ha sostenuto di essere dell'ISIS e di essere stato scelto da Allah per uccidere, ma è stata smentita qualunque vicinanza all'organizzazione terroristica.
Aboubakar si era già reso protagonista per aver minacciato alcuni giornalisti durante una manifestazione, e per essere stato denunciato per esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose nei confronti della responsabile del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) di Caulonia Marina.
Secondo un articolo di Sandra D'Aquino per "Corriere Locride", Aboubakar(nella foto) avrebbe avuto da giorni segnali di squilibri psichiatrici, già segnalati dalla struttura "Baglio" di Cauconia ,in cui è ospitato, alle forze dell'ordine, le quali però, sono "costrette a sottostare alle regole legislative che impongono l’evidenza dei fatti e delle prove concrete, non hanno potuto evitare il gesto violento e pericoloso".

Un abbaglio su Mamadou Aboubakar

Inoltre, secondo la descrizione che ne viene fatta, il profilo personale di Aboubakar, a cui recentemente  era stata rifiutata l'assunzione in alcune piccole aziende del territorio(Albatros e Relar),era ben lontano dall'essere quello di un presunto islamista, e quindi si può definitivamente escludere presunti contatti con la stessa Isis.

Per approfondire:http://www.corrieredellacalabria.it/index.php/cronaca/item/33038-caulonia,-inneggia-all-isis-e-aggredisce-un-carabiniere/33038-caulonia,-inneggia-all-isis-e-aggredisce-un-carabiniere

http://www.strettoweb.com/2015/04/reggio-nigeriano-farnetica-appartenenza-allisis-e-aggredisce-un-carabiniere-arrestato/272757/

http://corrierelocride.it/index.php/opinioni/un-abbaglio-su-mamadou-aboubakar

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