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L’ARGENTINA DEGLI ORRORI – ANIMALI DROGATI ALLO ZOO PER UN SELFIE CON I VISITATORI - ALL' INGRESSO UN CARTELLO RECITA: “CON UN PICCOLO SOVRAPPREZZO SUL COSTO DEL BIGLIETTO POTETE SCATTARE UNA FOTO CON UN LEONE O UNA TRIGRE (NATURALMENTE IMBOTTITI DI SONNIFERO) - BRAMBILLA: IMMAGINI VERGOGNOSE. SPERO CHE LO ZOO CHIUDA


Daniela Mastromattei per Libero Quotidiano

Orrore. Per portare a casa una foto con un leone si chiude un occhio o entrambi e si ride. Si ride divertiti. Non importa se l' animale sia stato drogato o chissà cosa. Non importa che sembri più morto che vivo e un' iniezione di troppo possa ucciderlo.

L' importante è portare a casa il selfie-trofeo: per una manciata di "mi piace" su Facebook si fanno cose davvero orribili. I social-network, se non utilizzati con intelligenza, possono mandare in pappa il cervello, a chi ce l' ha, e diventare più pericolosi di quanto possa esserlo l' incontro inaspettato con una tigre selvaggia libera nel suo ambiente naturale.

E dunque siamo indignati nel sapere che al Lujan Zoo in Argentina nei pressi di Buenos Aires «con un piccolo sovrapprezzo sul costo del biglietto potete scattare una foto con un animale a scelta». Così recita la scritta su un cartone bisunto, in bella mostra accanto all' ingresso. Una frase che fa rabbrividire (chissà da quanto tempo è lì) e dietro cui si nasconde l' ennesima storia di maltrattamento all' interno di un giardino zoologico. Gli animali - che vedete nelle immagini in pagina - sono visibilmente drogati e non riescono a stare in piedi a causa dei tranquillanti somministrati.

Foto che non avremmo mai voluto vedere ma che mostrano la piccolezza dell' essere umano: da una parte chi specula sulla vita di queste meravigliose creature (grandi mammiferi della famiglia dei felidi), usando qualunque mezzo per tramortirli, dall' altra gente senza cervello che per soddisfare il desiderio di farsi ritrarre con un leone o una tigre è disposta a vederli quasi morti e imbottiti di sonnifero!

Un inferno per queste vittime innocenti e indifese. Tante le organizzazioni in Argentina che manifestano contro il giardino zoologico in questione (partita una petizione su www.

greenme.it), ma la struttura dal 1994 è diventatata privata e non ricevendo sussidi statali dicono di voler seguire normative differenti. Ma quale legge fatta dagli esseri umani permetterebbe un simile scempio? «L' uomo, mentre crede di privare gli altri esseri viventi della loro dignità, in realtà perde la propria, coprendosi di vergogna. Anche prigioniero e umiliato, l' animale rimane puro, incontaminato dalla pochezza e dall' arroganza di bipedi scriteriati che puntano solo alla foto-ricordo. La casa degli animali selvatici sono i boschi, le foreste, le savane, gli habitat che l' uomo non ha ancora distrutto, negli zoo bisognerebbe mettere certi uomini: quelli sì tanto bizzarri e maligni da drogare un animale per trattarlo come se fosse di peluche. Aderisco alla petizione e spero che quello zoo chiuda», dice Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento Animalista.
Gli zoo tutti fanno discutere.

Per decenni sono stati più simili a prigioni che a parchi o giardini, costringendo gli animali a vivere in piccole gabbie anguste, senza rispettare le loro esigenze. Grazie alle tante battaglie portate avanti dagli amanti degli animali, i diritti dei nostri amici sono andati man mano affermandosi.

Alcuni giardini zoologici hanno iniziato a riprogettare gli spazi, sforzandosi di realizzare delle strutture più ampie e naturalistiche. Ma i nostri amici anche se gli vengono garantiti i bisogni fondamentali e abbellite le gabbie hanno sempre lo sguardo triste e infelice. A vederli ci si stringe il cuore. Non sono nati per essere imprigionati, sono esseri liberi. Ecco perché siamo contro qualunque tipo di zoo.

E lo siamo ancora di più contro quelli che sembrano rimasti ai primi dell' 800 per colpa della totale indifferenza delle amministrazioni e dei gestori.

Uno di questi è quello di Kabul. La capitale afghana è stata tormentata da anni di guerre e oggi le sue ferite la rendono una città sofferente e caotica. E lo zoo cittadino, inaugurato nel 1967, per molti anni ha ospitato una grande quantità di animali costretti poi a vivere in pessime condizioni e in balia delle molestie dei visitatori.

Così pure quello di Gaza. Oggi è al limite della sopravvivenza, tra scimmie e uccelli ospita due finte zebre: asini dipinti a strisce bianche e nere. Da non crederci! Anche lo zoo di Giza, al Cairo, un tempo considerato tra i migliori d' Africa, non se la passa meglio. Nel 2004, per le sue pessime condizioni, è stato persino espulso dall' Associazione mondiale degli zoo.

Ma un primato decisamente raccapricciante spetta allo zoo di Mumbai, in India: si sta trasformando in un museo di tassidermia. Gli animali che muoiono vengono imbalsamati e riesposti nelle gabbie che prima occupavano da vivi!

Quello di Tirana, in Albania, conosciuto come la prigione degli animali, tiene ancora la maggior parte di quelli detenuti rinchiusi in gabbie strettissime. Le scimmie vivono sempre sedute per mancanza di spazi adeguati e gli orsi girano ossessivamente su stessi in gabbie troppo piccole.
Gli zoo vanno chiusi, tutti.

riproduzione riservata Il collega che vi sta seduto di fronte vi è poco simpatico? Dovete risolvere problemi di comunicazione col vostro capo? Provate a migliorare l' atmosfera introducendo nuove relazioni. Costruite rapporti con colleghi di tipo diverso: magari, pelosi e a quattro zampe! Parte la campagna Micio d' ufficio 2017 promossa dall' Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente (Aidaa). L' iniziativa prevede l' adozione di gatti da parte di uffici pubblici e privati.

Non è la prima volta che l' Aidaa lancia "Micio d' ufficio", ma la novità di questa edizione è la sponsorizzazione diretta delle colonie feline.
C' è l' adozione diretta di uno o più gatti da tenere in ufficio: ogni micio viene formalmente affidato a una figura responsabile, che si assume il compito di badare alla salute e al benessere dell' animale. E c' è l' adozione a distanza da parte di un ufficio (o di un' azienda) di un' intera colonia felina: mensilmente sarà versata una quota al tutore/allevatore, per garantire il mantenimento della colonia o le spese legate alla gestione degli animali.

«È il settimo anno che Aidaa propone a inizio settembre la campagna micio d' ufficio - spiega Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA -: nei primi sei anni abbiamo avuto notizie di oltre 200 aziende che hanno adottato dei gatti o che hanno delle colonie presenti nei loro spazi, noi ora puntiamo a dare una mano alle gattare con adozioni a distanza, diciamo una specie di sponsorizzazione delle colonie feline. Ovviamente il nostro ruolo si limita a mettere in contatto adottanti con i responsabili delle colonie, il resto se lo gestiscono direttamente tra loro.

Obiettivo di quest' autunno è trovare casa ad almeno 1000 gatti e sponsorizzare almeno cento colonie». La campagna Micio d' Ufficio coincide con un' altra iniziativa in favore dei quattro zampe, ben collaudata e di successo sempre maggiore: si tiene sabato 7 e domenica 8 settembre la Giornata degli Animali, appuntamento annuale organizzato da Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) in oltre 200 piazze. Si tratta, ormai, di una tradizione per festeggiare i nostri migliori amici, ma anche per sensibilizzare alla loro tutela e alla diffusione di un maggiore rispetto.

G.L.M. Ragazze in posa che sorridono per un selfie-trofeo con il leone, tramortito con i sonniferi, al Lujan Zoo in Argentina Il progetto coinvolge alcune colonie feline La donna ha scambiato il leone, visibilmente drogato, per un cavallo... Ragazze in posa che sorridono per un selfie-trofeo con il leone, tramortito con i sonniferi, al Lujan Zoo in Argentina Il progetto coinvolge alcune colonie feline La donna ha scambiato il leone, visibilmente drogato, per un cavallo... Ragazze in posa che sorridono per un selfie-trofeo con il leone, tramortito con i sonniferi, al Lujan Zoo in Argentina Il progetto coinvolge alcune colonie feline La donna ha scambiato il leone, visibilmente drogato, per un cavallo...

Ecco la lista dei Paesi che hanno vietato l’uso degli animali nei circhi

animali-circhi
Di Lorenzo Guaia

I nuovi regolamenti comunali che integrano le norme CITES sono ora difficilmente impugnabili, e stanno funzionando egregiamente (3). Se ne sono accorti i circensi che lamentano di riuscire ad avere i permessi solo da due comuni su dieci (4).
Tuttavia, anche se molti, e non solo gli animalisti, ritengono ignobili questo tipo di spettacoli, una soluzione definitiva e favorevole agli animali è ancora un obbiettivo difficile da raggiungere, anche per il supporto che alcuni personaggi pubblici stanno dando al mondo circense. E’ ben noto che gli onorevoli Giovanardi e La Russa hanno più volte sostenuto la presenza degli animali nei circhi, e anche personaggi importanti del mondo della cultura come Philippe Daverio e Camillo Langone lo hanno fatto, facendosi scudo con la legge 337 del 1968 con cui lo Stato riconosce la funzione sociale dei circhi equestri e incoraggia il consolidamento e lo sviluppo del settore.
Naturalmente i circensi sono molto spaventati per come si stanno mettendo le cose, e anche per la concreta possibilità di non avere più accesso ai contributi e sovvenzioni statali, denaro pubblico elargito grazie al Fondo Unico dello Spettacolo.
Solo un piccolo esempio: il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con atti repertorio n° 976 e n° 1909, ha stanziato nell’anno 2013 oltre6.550.000 euro da destinare alle attività circensi (5), denari che tuttavia sono ben poca cosa rispetto agli anni d’oro del circo. D’altra parte anche il Parlamento sta diminuendo sempre più i contributi, e il 24 settembre 2013 l’Aula del Senato ha approvato l’ordine del giorno G9.205 al disegno di legge n. 1014 a firma De Petris, Repetti, Cirinnà, Taverna, Cotti con il quale si impegnava il Governo “a prevedere, nei prossimi provvedimenti, una riduzione progressiva dei contributi”.
Difronte a tutto questo, i circensi reagiscono, e anche duramente.
elefante_circo
A volte la reazione è molto plateale, come è accaduto a Matera. Dopo che il comune per anni si è opposto ai circhi, i circensi hanno ingaggiato una serie di iniziative ai limiti della legalità. Eclatante l’episodio dell’ippopotamo fatto passeggiare tra i bambini nella centrale via Dante, alcuni anni orsono; o degli elefanti pungolati con scariche elettriche in pieno centro cittadino come riportato da Gea Press il maggio del 2011 (6).
A Latina invece, in aprile di quest’anno, è stata perfino celebrata la “Giornata mondiale del circo”, portando nella pubblica piazza uno spettacolo all’aperto, con leoni in gabbia e addestratore. Scopo della manifestazione è stato il sensibilizzare la popolazione, e in particolare le molte scolaresche presenti, che il circo con gli animali sarebbe bello. Ai bambini è stato regalato un quadernone da colorare, e poi è stato fatto vedere come si addestrano i leoni.
Sarà poi vero che i leoni in gabbia amano i loro padroni? E sarà vero che i loro padroni, quando lo spettacolo è finito, e le luci sono spente, continueranno a trttare bene i propri animali?
Una cosa è certa: al circo gli animali non si divertono affatto…
Fonti e note:
2)Un elenco molto dettagliato dei paesi che hanno vietato completamente, o hanno adottato norme molto severe di restrizione, è pubblicato sul sito dell’organizzazione animalista OIPA
Questi sono i paesi Europei:
Austria, Belgio, Croazia, Rep. Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Malta, Polonia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Regno Unito, Portogallo e Olanda.
Questi nel resto del mondo:
Divieti parziali: USA, Canada, Argentina, Brasile, Colombia, Nuova Zelanda
Divieti totali o quasi: Costa Rica, Australia, India, Israele, Messico
3) Regioni Emilia-Romagna (2012)
Comuni con Regolamento CITES: Da Imola a Vercelli, da Modena a Vigevano, da Bologna a Parma, e poi Ferrara, Cagliari, Milano, Torino, Comacchio, Genova, Verbania, Roma, Arezzo, Viterbo, Padova e molte altre
4) dichiarazione del titolare del circo Grioni, del 10 novembre 2014

Roma, cagnolino sofferente sfruttato per elemosina: ecco cosa subiva

cucciolo-cane-pixabay
Aveva soltanto due mesi il cagnolino trovato in condizioni drammatiche dallapolizia Trevi Campo Marzio e sottratto alla proprietaria, una 56enne nomade residente nel campo di Castel Romano.
LE CONDIZIONI DEL CUCCIOLO – Il cucciolo di cane meticcio, tenuto legato con un guinzaglio molto corto, era lasciato deperire dalla donna, senza acqua né cibo, con lo scopo di “usarlo” poi per chiedere l’elemosina impietosendo i passanti.
L’INTERVENTO DELLA POLIZIA – A porre fine ai maltrattamenti ci hanno pensato gli agenti che sono intervenuti portando negli uffici di polizia la donna, già nota alle forze dell’ordine per precedenti simili. La nomade è stata quindi denunciata per il reato di maltrattamento di animali, mentre il cucciolo sarà affidato a una struttura comunale.
IL SEQUESTRO DEI CUCCIOLI – Inoltre, a seguito degli accertamenti, gli investigatori hanno sequestrato al marito della donna altri dodici cuccioli sui quali sono attualmente in corso verifiche in merito alla provenienza.

Avorio, il massacro degli elefanti continua

Vignetta di Sandro Bessi

Nell’Africa centrale dal 2002 ad oggi il numero degli elefanti è diminuito del 76% e dal 1989, cioè dall’accordo che bandì il commercio internazionale dell’avorio, sono state fatte deroghe e ci si è accorti che i controlli non sempre sono efficienti. Non è solo colpa del bracconaggio se in Africa viene ucciso un elefante ogni 15 minuti, benché i bracconieri abbiano le loro pesanti colpe (basti pensare che negli ultimi otto anni il commercio illegale di avorio è raddoppiato). Lo si è visto già dopo pochi anni che il bando del 1989 non bastava a preservare dall’estinzione gli elefanti, uccisi per le zanne e quindi per l’avorio. Sulla rivista Conservation Biology è stato detto chiaramente che, se si vuole conservare quanto resta degli esemplari selvatici di elefanti nelle nazioni dell’Africa, tutti i mercati d’avorio internazionali e locali devono essere chiusi. Inoltre, scorte governative di avorio, attualmente sparse per il mondo, devono essere distrutte, dal momento che sono note fonti di immissione sul mercato nero di avorio illegale. Secondo l’autore della ricerca, la corruzione mina tutti gli aspetti dei controlli lungo la catena distributiva del mercato legale di avorio. Un caso emblematico fu raccontato dai media americani nel 2012. In una gioielleria di Manhattan fu scoperta una tonnellata di avorio illegale; era tutto quanto rimaneva di cento elefanti che erano stati massacrati. Pensate a cosa si potrebbe scovare setacciando tutta New York oppure una grande metropoli italiana. Di questo passo nel giro di pochi anni gli elefanti saranno solo immagini sui libri da mostrare ai nipoti, né più né meno, come i dinosauri.
Nel febbraio dell’anno scorso negli Stati Uniti il presidente Obama annunciò progetti per imporre il divieto totale della commercializzazione di avorio eppure…
La regolamentazione della vendita non è stata mai realmente introdotta a causa di ritardi amministrativi. Avrà giocato un ruolo la pressione della National Rifle Association, che ha strenuamente combattuto il divieto e ha sollecitato il Congresso ad alleggerire anche le norme già in vigore?
L’accordo del 1989 permetteva di continuare a commercializzare l’avorio ottenuto da elefanti massacrati prima di quell’anno; il problema è che si fatica a datare l’avorio, a meno che non si utilizzino test molto costosi! E c’è chi continua a procurarselo spacciandolo magari per vecchio di oltre 26 anni. Perché sennò i bracconieri nel solo 2002 avrebbero ucciso 35.000 elefanti? Secondo William Woody, dirigente del Fish and Wildlife Service americani, spesso i documenti vengono falsificati e le sanzioni legali non servono come deterrente. L’Asia è il primo mercato dell’avorio, gli Stati Uniti il secondo, con epicentro a New York, California e Hawaii. A gennaio l’Unione Europea ha approvato una risoluzione che raccomanda agli Stati membri di prevedere una moratoria di tutti i commerci e le vendite di avorio. La Francia l’anno scorso ha distrutto le sue scorte. Eppure negli ultimi dieci anni i massacri di elefanti sono di nuovo aumentati fino a livelli pressochè irreparabili. Quindi, o il divieto diventa assoluto e da subito oppure presto non ci sarà più niente da fare.


A Padova è nata la prima ambulanza per gli animali

PADOVA - Arriva la prima ambulanza per gli animali

UN’ AMBULANZA DEDICATA AGLI ANIMALI DOMESTICI. Cani, gatti, e perché no anche piccoli coniglietti, da oggi beneficeranno di un servizio in più. L’associazione di volontariato “Padova Soccorso” in collaborazione con l’ “Ambulatorio Veterinario Cadoneghe” del dottor Edoardo Lacava ha pensato alla salute dei migliori amici dell’uomo e ha deciso di comprare un mezzo di trasporto medico per loro. «Si tratta di un’ambulanza speciale, studiata per i quattro zampe», ha spiegato Antonio Sarcona, di “Padova Soccorso”. «Un servizio che mancava a Padova e che permette di trasportare l’animale del privato da casa allo studio veterinario, fornendogli durante il tragitto specifica assistenza medica». Basterà chiamare il numero 392/9739234 e in pochi minuti arriverà l’ambulanza veterinaria che si prenderà cura del proprio cane o del proprio gatto. Molte volte infatti il trasporto del nostro amico a quattro zampe si rivela piuttosto complicato, soprattutto in casi d’emergenza. «L’altra notte una ragazza ha avuto il suo San Bernardo, cane molto grosso di stazza, che stava molto male e non riusciva a camminare. Ha dovuto chiamare il suo veterinario di fiducia che ha fatto davvero fatica a caricarlo in macchina per portarlo in clinica», spiega Antonio Sarcona.

L’AMBULANZA PER ORA LAVORERA’ INIZIALMENTE NEGLI ORARI SERALI E NOTTURNI, dalle 20 della sera alle 8 del mattino. Sarà possibile utilizzarla come primo soccorso, come trasporto verso lo studio di Cadoneghe del dottor Lacava, veterinario presente all’interno dell’ambulanza, o anche come trasporto verso il proprio veterinario di fiducia. Per quanto riguarda il budget sarà calcolato a chilometro sulla base delle tabelle ACI e sulla prestazione del medico veterinario presente in ambulanza. Prezzi, assicura l’associazione, molto abbordabili. Da qui a una settimana il servizio sarà dunque operativo. «Dobbiamo finire di allestire l’interno dell’ambulanza, grazie ai fondi che stiamo raccogliendo, poi saremo pronti per partire», dice entusiasta il dottor Lacava, che sottolinea: «E’ un’iniziativa che mi è piaciuta da subito, anche perché oltre ad essere utile potrebbe in futuro dare lavoro a molti giovani veterinari».

Fonte:http://www.ilfattaccio.org/2015/03/31/padova-arriva-la-prima-ambulanza-per-gli-animali/

La Lav accusa il governo: "Finanzia i circhi condannati per le violenze sugli animali"

Lav: "I circhi condannati per violenze sugli animali ma lo Stato li finanzia"
Di Sergio Rame
Sevizie, lesioni e crudeltà contro gli animali. Nel dossier della Lav c'è dentro un po' di tutto.Brutalità contro elefanti, giraffe e tigri. Violenze che fanno inorridire. Eppure, nonostante siano sotto gli occhi di tutti (e in particolar modo dei giudici), il governo continua a erogare i soldi pubblici del Fondo unico dello spettacolo. Negli ultimi cinque anni i circhi sono stati "aiutati" con una pioggia di denaro pubblico. Quasi 30 milioni di euro che, stando a quanto riportato da Repubblica, sarebbero finiti anche nelle tasche di dieci circhi condannati o ancora sotto processo per maltrattamenti.
Secondo il dossier redatto dalla lega antivivisezione, il circo Aldo Martini avrebbe ricevuto dal governo 92mila euro nonostante sia condannato dal tribunale di Bologna per sevizie nei confronti di una giraffa. Il circo Città di Roma, invece, avrebbe portato a casa quasi 300mila euro pur essendo stato condannato in via definitiva "per aver detenuto elefanti in condizione di quasi immobilità". Il circo Folloni, condannato dal tribunale di Milano per "aver immobilizzato un elefante sotto il tendone a una tavola di legno di mq 6 circa, legandolo con due catene (una alla zampa anteriore sinistra, l'altra alla zampa posteriore sinistra) fissate alla tavola", avrebbe ottenuto 70mila euro. E ancora: 518mila euro al circo Darix Togni, 53mila euro al circo Caroli, 1.884.483 euro al circo Medrano, 1.447.228 euro all'American Circus e 68mila euro al circo Martin. Tutti quanti sotto processo per "maltrattamenti e detenzione incompatibile".
"La legge - denuncia il presidente della Lav Gianluca Felicetti - prevede che i circhi non possano essere beneficiari di finanziamenti pubblici, esclusivamente se condannati in via definitiva per maltrattamento di animali o se riconosciuti colpevoli di violazioni di disposizioni normative statali e dell'Unione Europea in materia di protezione degli animali". Peccato che questa norma sia puntualmente disattesa. In Italia ci sono un centinaio di strutture che tengono gli animali in cattività. Da qui l'appello al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini affinché riduca i contributi fino al completo azzeramento entro il 2018.

Ebraismo e Islam si fanno la guerra, ma sulla macellazione rituale pare siano d'accordo

Di Paolo Arpini
Ebrei e musulmani si scannano a vicenda in varie parti del mondo  ma
almeno sul sistema della macellazione essi sono uniti.. e la pensano
allo stesso modo, cambia solo il nome: halal o kosher..
Nel nostro Paese la normativa stabilisce che, per limitare la
sofferenza degli animali, questi vengano storditi prima di essere macellati.
La stessa normativa, però, prevede una deroga per la macellazione rituale. Secondo il rito islamico e ebraico, infatti, la carne di bovini e ovini può essere
consumata soltanto se l’animale rimane cosciente durante tutta la
procedura mentre con una lama affilata vengono recisi esofago, trachea
e vasi sanguigni per far uscire completamente il sangue. La morte
sopraggiunge a seguito di un’agonia lenta e atroce, come dimostrano
recenti studi dei segnali elettroencefalografici dei vitelli.
A questo proposito il nostro amico vegetariano Francesco Mantero ci
scrive: “Il 16 gennaio 2015  a radio tre nella rubrica “tutta la città
ne parla” si discuteva della attuale problematica “Islam”. Un
ascoltatore è intervenuto parlando dei diritti-doveri di chi viene in
questo paese dicendo che per lui la macellazione halal era una
violazione della nostra normativa contro la sofferenza degli animali.
Il suo intervento è stato banalizzato dal conduttore che lo ha
definito “una provocazione”. E naturalmente il rappresentante dei
musulmani a colloquio ha detto che non ci sono problemi, la
macellazione “halal” la fanno a spese loro, quasi fosse un problema di “costi”
o di disturbo per i nostri mattatoi. Io sono per la tolleranza e il
rispetto. Reciproci però. Se noi lottiamo per diminuire la sofferenza
degli animali con nuove leggi, non vogliamo derogare. Anche per non
doverlo farlo poi magari su altri aspetti (rispetto delle minoranze
anche sessuali, delle donne ecc.) che potrebbero presentarcisi con il
tempo.”
Per una par condicio voglio  anche menzionare le normative ebraiche
per l’uccisione degli animali (kosher) prevista con un solo taglio
alla gola eseguito con un coltello affilatissimo e con dissanguamento
… ma lasciamo da parte per “pietas” umana la descrizione di
queste metodologie della morte…. (che tra l’altro non possono essere
messe in discussione come dichiarato dai rabbini: “La macellazione
ebraica – e qui deve esserci chiarezza e onestà da parte nostra –
viene eseguita così e non può né potrà essere eseguita diversamente..
– www.romacer.org/aefiles/La%20macellazione%20ebraica.doc
Naturalmente noi  ci battiamo contro l’uccisione di animali,
indipendentemente dal fatto che questi siano destinati
all’alimentazione umana ed uccisi con preventivo stordimento o per
dissanguamento come praticato nella macellazione ebrea e
musulmana. Tuttavia, se la normativa vigente prevede lo stordimento
per garantire il benessere animale, qualsiasi deroga a tale principio
rappresenta una ingiustificata violazione dei presupposti giuridici
che stanno alla base di queste norme.
Non è accettabile che in uno stato laico e civile sia ancora ammessa
la macellazione secondo riti che urtano la sensibilità della maggior
parte degli italiani: l’integrazione con i popoli e il rispetto per le
altre culture e tradizioni non possono giustificare la richiesta di
derogare a leggi che tutti dovremmo essere chiamati a rispettare.
L’uomo non è l’ultima parola in natura e questo deve essere sempre
presente nella considerazione di chi si pone il “problema” del bene
collettivo. Per evitare che con la scusa della “religione” o del
“commercio” le altre specie animali siano deprivate totalmente dei
loro diritti esistenziali riporto qui di seguito le richieste fatte,
da varie associazioni vegetariane, ivi compreso il Circolo Vegetariano
VV.TT., al Governo, in merito al rapporto Uomo/animali:
– rendere attuabile la Dichiarazione Universale per i Diritti degli
Animali proclamata dall’Unesco nel 1978 e riconoscere gli animali
quali soggetti di diritto;- salvaguardare il benessere degli animali
mediante l’applicazione delle normative inerenti la detenzione, il
trasporto e lo stordimento prima della macellazione;- vietare la
macellazione rituale o modificare il decreto legislativo n.333/98 che
consente alle comunità islamiche ed ebraiche di uccidere gli animali
senza stordimento;- sia riconosciuto agli equidi lo status di animali
d’affezione;- favorire la ricerca di metodi alternativi alla
vivisezione, con modifiche alla normativa n. 116/92, abolendo la
deroga per la sperimentazione senza anestesia; vietare l’utilizzo
degli animali nella didattica e la possibilità di sperimentare su
cani, gatti, cavalli e primati non umani;- vietare l’utilizzo di
animali per uso bellico, sportivo e per i test di tossicità dei
prodotti cosmetici e loro componenti;- applicazione della legge n.
157/92 inerente le normative comunitarie in materia di caccia;-
vietare la pratica dell’uccellagione e del bracconaggio, l’uso di
richiami vivi ed estendere la protezione della legge 157/92 a tutti
gli uccelli migratori. Quindi ridurre il periodo di attività
venatoria. Vietare la caccia nei terreni privati, nei parchi e nelle
aree protette e sia esclusa la caccia dai finanziamenti del Coni;- sia
modificato l’art. 727 del codice penale in materia di abbandono di
animali, eliminando dall’art. 1 del testo il termine “gravi” nella
frase “ condizioni produttive di gravi sofferenze per l’animale”.-
impegnarsi affinché l’art. 3 della legge 189/04 venga applicata anche
alle manifestazioni storiche e culturali;- modifiche alle leggi
speciali su circhi, zoo, pali, rodei e manifestazioni con uso di
animali, quindi vietare l’utilizzo di animali nelle fiere, nelle feste
popolari e religiose. – vietare inoltre l’importazione e la detenzione
di animali esotici;- osservanza della legge contro l’uso di pelli e
pellicce di animali d’affezione;- rispetto della quota di pesca,
secondo le normative europee per impedire il saccheggio dei mari, la
pesca indiscriminata e a strascico;- normative inerenti la protezione
dei consumatori da frodi alimentari e cibi contaminati da inquinanti
chimici, medicinali di sintesi e metalli pesanti;- garantire
l’alternativa del pasto vegetariano nelle mense sociali, negli
ospedali ed in tutti i ristori pubblici;- sia abolita ogni propaganda
pubblicitaria, diretta o indiretta, verbale o attraverso immagini, che
possa favorire il consumo di ogni tipo di prodotto carneo, compreso il
pesce;- sia data, nei programmi televisivi, agli esponenti della
cultura vegetariana, la possibilità di esporre le proprie
argomentazioni in materia di prevenzione e cura delle malattie dovute
a cattiva alimentazione; – sia sostenuta da parte dei mezzi
televisivi, specialmente RAI e Mediaset, la politica della prevenzione
delle malattie attraverso programmi di educazione alimentare che
pongano in evidenza i benefici dell’alimentazione vegetariana.