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Legnano, la ex colpisce con l’acido il volto di un giovane uomo dopo una lite. Il 30enne l’aveva denunciata per stalking



Colpito al volto con l’acido dalla ex fidanzata. Così un 30enne è rimasto gravemente ustionato al viso e al torace e rischia di perdere un occhio dopo essere stato colpito al volto. Secondo le prime ricostruzioni, i due avevano litigato in strada nella tarda serata di ieri a Legnano, nel Milanese. Sara Antonella Del Mastro, di otto anni più grande, si è poi costituita ai carabinieri ed è stata arrestata per lesioni personali gravissime e atti persecutori. Secondo quanto ricostruito, l’uomo aveva sporto denuncia per stalking perché la donna da diverso tempo lo tempestava di telefonate, lo minacciava e infine gli aveva tagliato le gomme dell’auto. A quanto emerso i carabinieri hanno trasmesso alla procura di Busto Arsizio la denuncia che era al vaglio del magistrato assegnato ai casi dei cosiddetti “soggetti deboli”.

Secondo quanto scrive Il Giorno, la donna non accettava la fine della loro storia e così presumibilmente lo ha raggiunto per tentare di convincerlo ancora a cambiare idea. A quel punto gli ha rovesciato addosso un flacone di acido, provocandogli ustioni di terzo grado al volto, al torace e alle mani, e ricavandone ustioni di secondo grado alle mani anche lei. La donna ora si trova in carcere.
In passato ci sono state diverse condanne per aggressioni con l’acido. La più famosa dal punto di vista mediatico quella a 14 anni ad Alexander Boettcher per l’aggressione con l’acido e le lesioni gravissime a Pietro Barbini. Anche la sua compagnia Martina Levato fu condannata in totale a 20 anni.
L’ultima aggressione con l’acido è avvenuta invece il 20 aprile quando un 65enne di Buccinasco, alle porte di Milano, ha bussato alla porta della 79enne vicina di casa e le ha tirato addosso l’acido muriatico domestico.

ROMA, una 30enne litiga ferocemente con un ragazzo e accoltella la madre che era intervenuta per difenderlo


Di Salvatore Santoru

Una 30enne è stata arrestata per tentato omicidio a Roma. Andando nei particolari la giovane, riporta il Corriere, ha inizialmente innescato una lite con un ragazzo nell'Aurelio. In seguito il ragazzo, uscito di casa per portare a spasso il cane, ha girato le spalle e si è diretto verso casa inseguito dalla donna.

Proprio nel momento in cui il ragazzo stava per rientrare, la ragazza gli ha urlato contro e la stessa madre del ragazzo è uscita di casa per capire cosa stava succedendo.  A quel punto, la giovane ha tirato fuori un coltello e ha aggredito all'addome la madre del giovane ed è fuggita dopo che è stata disarmata da quest'ultimo.

La madre del ragazzo è stata subito trasportata in ospedale con codice rosso e la donna è stata fermata e portata nel carcere di Rebibbia.

Lui la respinge, lei gli invia 159mila messaggi con minacce: “Farò il sushi con i tuoi reni”


Di Ida Artiaco

Jacquelyn Ades, 31enne americana originaria della Florida, non ha preso bene il rifiuto da parte dell'uomo di cui si era innamorata. Così ha cominciato a stalkerizzarlo fino a inviargli più di 150mila messaggi con minacce di ogni tipo. Non solo. Ha anche fatto irruzione in casa sua, ha usato il suo bagno per fargli un dispetto e si è presentata sul suo posto di lavoro spacciandosi per la moglie. La polizia l'ha beccata lo scorso mese di maggio con un grosso coltello nella sua auto, dopo che il malcapitato aveva fatto denuncia per averla vista gironzolare più volte attorno a casa sua, e l'ha arrestata a Phoenix. Jacquelyn, di professione estetista, aveva conosciuto la sua vittima, del quale non è stato diffuso il nome ma di cui si sa che è amministratore delegato di una società di prodotti per la cura della pelle, su un sito per appuntamenti. Poi si erano incontrati di persona ma evidentemente il suo amore non era corrisposto.

Così ha cominciato a inviargli una serie di messaggi che lasciavano poco alla fantasia. "Non cercare mai di lasciarmi… ti ucciderò… Non voglio diventare un'assassina", si legge in un sms. E poi ancora: "Preparerò il sushi con i tuoi reni e userò le ossa delle tue mani come bacchette". In totale, secondo la polizia dell'Arizona, sarebbero partiti dal telefono della ragazza ben 159mila messaggi in dieci mesi, più di 50 al giorno. Jacquelyn è attualmente in carcere in attesa di processo con l'accusa di stalking. Agli inquirenti che indagano sul suo caso ha detto di essere a conoscenza del fatto che la vittima non voleva saperne di avere una relazione con lei ma di non avere intenzione di ferirlo. "Erano sms divertenti – ha detto -. Qualcun altro dovrebbe amarlo. Ha così tanto da amare. Lui è così carino. Non posso credere di averlo spaventato". Il suo processo comincerà il prossimo mese di febbraio.

Fonte: https://www.fanpage.it/lui-la-respinge-lei-gli-invia-159mila-messaggi-con-minacce-faro-il-sushi-con-i-tuoi-reni/

INDIA, fidanzato non fissa la data delle nozze: lei paga gang per aggredirlo, temeva che volesse un'altra

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Di Salvatore Santoru
A Calcutta una ragazza ha pagato una gang per aggredire il fidanzato che si era rifiutato di fissare la data delle nozze. Più specificatamente, come riportato dal Daily Star e ripreso da Blitz Quotidiano(1), la ragazza(che di mestiere fa la poliziotta e viene chiamata Jayalakshmi) ha pagato ben 1700 euro ai membri della gang al fine di amputargli una mano(2). 

La ragazza temeva che il fidanzato potesse avere intenzione di sposare un’altra donna e in tal modo voleva “renderlo indesiderabile”.
NOTE:

Un senzatetto le chiede di abbassare la musica nella sua Porsche per poter dormire, lei gli spara

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Erano le 3 di notte di sabato sera e Gerald Melton, un senzatetto di Nashville (Tennessee), stava cercando di dormire in una strada vicino al locale Music Row quando il suo sonno è stato disturbato da una Porsche parcheggiata sul luogo. Tra i fumi dello scarico e la musica ad altissimo volume che attraversava i finestrini dell'autovettura, per il senzatetto era davvero impossibile riposare in pace e per questo l'infuriato 54enne si è avvicinato alla macchina per chiedere alla sua conducente di allontanarsi. Ma, dopo averlo minacciato, la donna ha estratto la sua pistola e gli ha sparato.
Come riporta il Washington Post, la 26enne Katie Quackenbush ha fatto fuoco per ben due volte contro l'uomo (ferendolo allo stomaco), dopo un'accesa discussione iniziata quando la ragazza era ancora dentro l'abitacolo. "I suoi volevano essere solo colpi di avvertimento" ha detto il padre di Katie alla stampa, cercando di giustificare il gesto della figlia. "Per questo ha sparato a occhi chiusi e non sapeva che i proiettili avessero raggiunto l'uomo".
Una volta fermata dalla polizia - dopo due settimane dal fatto (avvenuto il 28 agosto), la ragazza ha prima raccontato agli inquirenti un'altra versione dei fatti, secondo cui il clochard stava molestando delle donne nel momento in cui lei si è fermata nella strada della tragedia; Katie avrebbe fatto fuoco per proteggerle. Successivamente, tuttavia, è emersa un'altra verità e la ragazza ha deciso di collaborare con la giustizia.
Attualmente la 26enne è accusata di tentato omicidio, ma è fuori dal carcere dopo che i familiari hanno pagato per lei una cauzione di circa 25 mila dollari. L'uomo, invece, è ancora ricoverato all'ospedale Vanderbilt University Medical Center ed è in condizioni critiche.
Katie, aspirante cantante, era già nota alle forze dell'ordine ed era già stata arrestata in passato in connessione ad altri episodi di violenza. Nel dicembre del 2016, la Quackenbush aveva passato un periodo in galera dopo aver aggredito una donna con una bottiglia rotta e per tale episodio non è stata ancora giudicata dalla corte del Tennessee. Quattro anni prima, invece, era stata la protagonista di un'altra aggressione, stavolta domestica.

LEI SPACCA IL NASO E MORDE LO SPOSO – BOTTE DA ORBI IN UN HOTEL DI PORTOFINO. PER LUI 30 GIORNI DI PROGNOSI

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Marco Fagandini per “il Secolo XIX



Sabato si sono sposati e la prima notte di nozze l' hanno trascorsa a Portofino, luogo magico per vivere l' inizio di una vita insieme. Ma già la mattina della domenica, per colpa dell' alcol bevuto durante la festa, l' idillio si è incrinato. La sposa, alla fine di una sfuriata all' interno della stanza d' albergo dov' erano alloggiati, ha colpito lui al naso, rompendoglielo. E lo ha morso su un polpaccio.

A dividerli sono stati i carabinieri del nucleo radiomobile di Santa Margherita, che hanno denunciato la sposa per lesioni. Si tratta di una coppia di genovesi, 30 lei, 29 lui. Il marito è stato accompagnato al pronto soccorso di Lavagna e lì dimesso con una prognosi di 30 giorni per frattura del setto nasale e lesioni da morso.

Tutto avviene, secondo quanto ricostruito dai militari, all' interno della stanza di un piccolo albergo di Portofino. Sono le 6 di mattina quando altri ospiti della struttura chiamano i carabinieri lamentando che qualcuno grida in una delle camere. Chi telefona parla di due persone che litigano furiosamente.

I carabinieri capiscono che i due hanno bevuto. Chiedono alla coppia cosa fossero le urla e gli sposino spiegano di aver litigato. I motivi non sono semplici da comprendere per i militari, perché il racconto è parecchio confuso. Lei non sembra avere nessun segno di percosse o violenze, lui al contrario non riesce a nascondere il naso gonfio.

Rimarcano come nella lite la tensione sia stata alta e a un certo punto la donna abbia colpito il suo sposo, forse con una testata. E lo ha anche morso. A un polpaccio. I segni si vedono. I militari ascoltano, poi accompagnano la sposa in caserma, mentre l' uomo viene trasferito al pronto soccorso per essere medicato. Quando i medici diagnosticano la frattura e scoprono i morsi, stabiliscono che la prognosi è di 30 giorni.

Abbastanza per una denuncia d' ufficio nei confronti della ragazza. Ma il viaggio di nozze non è finito e i due tornano in albergo, dopo che il marito viene dimesso.

Gli stupri contro gli uomini di cui nessuno parla (nemmeno le vittime)



Stigma di genere e pregiudizi. Se nella guerra in ex Jugoslavia il tema degli stupri contro le donne è stato ampiamente ricercato (ma restano da fare ancora enormi passi avanti sulla via della persecuzione dei responsabili e della compensazione delle vittime), quello della violenza sessuale contro gli uomini resta ancora un tabù. E tuttavia si tratta di crimini più diffusi di quanto normalmente si creda.
silent scream
(uno screenshot del documentario Silent Scream)
Di Rodolfo Toe

Difficilmente denunciati o registrati da statistiche ufficiali, sono comunque molto numerosi i casi di violenza sessuale perpetrata ai danni di uomini durante dei conflitti armati. "Testimonianze in questo senso emergono in numerosi conflitti", riportava un articolo pubblicato nel 2007 sull'European Journal of International Law, "questi rapporti possono essere sepolti sotto una valanga di altro materiale, ma esistono. Le testimonianze sono spesso difficili da ottenere, e chi le rilascia spesso dirà di avere assistito a queste violenze, piuttosto che ammettere di averle subite in prima persona. E i rapporti e gli studi conclusi da commissioni d'inchiesta o dagli organi inquirenti saranno più facilmente portati a riconoscere questi crimini come casi di tortura, invece che di violenza sessuale".





Nel complesso mancano, naturalmente, stime accurate - e questo nonostante il conflitto in Bosnia Erzegovina, soprattutto grazie all'attività del Tribunale Penale Internazionale, sia stato uno dei più analizzati e ricercati della storia. Si stima che svariate decine di migliaia di donne abbiano subito degli stupri durante la guerra di Bosnia Erzegovina (le stime più alte parlano di circa 50.000 casi). Spesso si tratta ancor oggi di crimini che vengono sottaciuti, in una società tradizionalista, e le cui vittime sono per lo più rimaste abbandonate a se stesse (solo recentemente, ne avevo scritto qui, le autorità di Sarajevo hanno cominciato a riconoscere un indennizzo alle vittime di violenza sessuale durante il conflitto).
Il problema è ancora maggiore nel caso degli uomini. Lo stigma è maggiore, come ricordava nel 2010 Dženana Karabegović: "a [vent'anni] dalla fine della guerra, gli stupri subiti dagli uomini restano un tabù". Un documentario realizzato nel 2014 da BIRN, Silent Scream, era riuscito per la prima volta a fare parlare anche tre vittime di sesso maschile.  
Ma il problema è anche la mancanza di una prassi che riconosca come sessualmente rilevanti degli atti (mutilazione di genitali, umiliazioni, stupri) che vengono generalmente considerati come facenti parte della fattispecie, più ampia, di tortura. In un certo senso, nel caso degli uomini « la situazione è quasi speculare rispetto alle rivendicazioni dei movimenti femministi, i quali invece richiedono che lo stupro sia qualificato come tortura », scriveva Sandesh Sivakumaran nell'articolo sopra citato: certo « c'è un bisogno di riconoscere il generale - lo stupro come tortura - ma anche il particolare - uno stupro è, a tutti gli effetti, uno stupro ». Parlarne e affrontare la questione servirebbe a rovesciare gli stereotipi di genere e, anche, a far cessare la discriminazione che spesso colpisce le donne vittime di stupro, viste come "corresponsabili" o comunque ostracizzate nel proprio gruppo di appartenenza perché "disonorate" - uno stupro è uno stupro, appunto, ed è un crimine che può riguardare chiunque.

FONTE:http://www.linkiesta.it/blogs/iota/quegli-stupri-contro-gli-uomini-di-cui-nessuno-parla-nemmeno-le-vittime

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